LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

IN MOLDOVA VARATA COALIZIONE FILOEUROPEA

Posted in Moldova by matteocazzulani on December 31, 2010

LiberalDemocratici, Liberali e Democratici rinnovano l’Alleanza per l’Integrazione Europea. Lupu nuovo Speaker. Ancora incertezza sull’elezione del Presidente

Lo speaker del parlamento moldavo, Marian Lupu

La voglia d’Europa vince sulla stabilità politica. Questa la scelta coraggiosa delle forze democratiche moldave, che nella giornata di giovedì, 30 dicembre, hanno ripristinato l’Alleanza per l’Integrazione Europea.

Una scelta tanto saggia, quanto coraggiosa, che ha spinto il Partito LiberalDemocratico Moldavo, il Partito Liberale Moldavo, ed il Partito Democratico a continuare, in politica estera, con il cammino verso Bruxelles. E, in campo interno, con le riforme sul modello europeo.

A risolvere un’impasse politica, in corso da un mese, il segretario del PD, Marian Lupu. Il quale, in cambio dell’elezione a Speaker, ha rinunciato all’alleanza con i comunisti, maggioranza relativa in parlamento.

Capo di Stato incognita

Subentrato al Capo del Partito Liberale, Mihai Ghimpu, il neoletto è anche Presidente ad interim. Una carica destinata ad essere ricoperta ancora per molto. Dal momento in cui, per eleggere il Capo di Stato, sono necessari i due terzi del Parlamento. Un quorum che l’Alleanza per l’Integrazione Europea, con 59 deputati su 101, non possiede.

Ciò nonostante, nelle prossime sessioni è atteso il varo dell’esecutivo. Molto probabile la conferma a Primo Ministro del Leader del Partito LiberalDemocratico, Vlad Filat, reduce da una positiva esperienza precedente.

Con due soli parlamentari di maggioranza, Filat è riuscito ad evolvere la democrazia di Chisinau, rispetto all’epoca dell’ex Presidente, Vladimir Voronin — attuale capo dei comunisti — contrassegnata da brogli elettorali, e pressioni su media ed opposizioni.

Lecito ricordare che, in seguito alle elezioni parlamentari dello scorso 28 novembre, i comunisti possiedono 42 seggi, il Partito LiberalDemocratico Moldavo 32, il Partito Democratico 15, ed il partito Liberale Moldavo 12.

Matteo Cazzulani

Advertisements

THE ECONOMIST CERTIFICA IL REGRESSO DELL’UCRAINA DI JANUKOVYCH

Posted in Editoriale, Ukraina by matteocazzulani on December 31, 2010

L’autorevole settimanale britannico determina Kyiv come la 67esima democrazia nel Mondo. Russia tra le semi-autocrazie con il Venezuela. Bene la Repubblica Ceca, davanti agli USA

Il simbolo dell'Economist Intelligence Unit

“Le conquiste della Rivoluzione Arancione sono in pericolo”. A confermare quanto riportato dalla Voce Arancione, il rating sulle democrazie del Mondo Democracy Index-2010, commissionato dall’autorevole Economist.

Secondo lo studio, l’Ucraina è scesa al 67 posto — dal 53esimo nel 2008 — tra Moldova e Montenegro, ed è il primo tra i Paesi europei per regresso della democrazia, settimo nel Mondo, dietro a Madagascar, Isole Figi, Iran, Etiopia, Egitto e Gambia.

Il peggioramento più significativo, negli ambiti della cultura politica, della partecipazione ai processi civici, del sistema di voto e pluralismo partitico, e dell’efficienza governativa. Per quanto riguarda quest’ultima voce, a fare compagnia all’Ucraina sono Ghana, Repubblica Domenicana, Filippine, e Perù.

La migliore tra i peggiori

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Più efficienti di Kyiv, Honduras, Bangladesh, Cambogia, Zambia e Malawi: Paesi che rientrano tra Regimi Ibridi, in cui le elezioni non sono libere, e le libertà civili sono garantite parzialmente. Tra essi, anche Russia – 107esima, Armenia — 109esima, Kyrgystan — 106esima, Venezuela — 96esima, e Turchia — 89esima.

Secondo le conclusioni degli autori, l’Ucraina di Janukovych può vantare di essere il migliore Stato tra i peggiori.

Sul tetto del rating, la Norvegia, seguita da Islanda e Danimarca. Il primo dei Paesi dell’ex blocco sovietico, la Repubblica Ceca, 16esima, davanti agli Stati Uniti d’America — al 17esimo posto.

Tra le Democrazie deboli, Slovenia, Estonia, Lettonia, Slovacchia, Lituania, Ungheria, Polonia e Bulgaria, nel medesimo gruppo con l’Italia – 29esima e la Francia — al 31esimo posto. Bielorussia, Uzbekistan e Kazakhstan restano Stati autoritari.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: PER JULIJA TYMOSHENKO ALTRE ACCUSE E CONVOCAZIONE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 31, 2010

Nuovi capi d’imputazione per la Leader dell’Opposizione Democratica, in procura per 12 ore, senza pausa, né ristoro. Fissata nuova audizione

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, all'uscita dalla Procura. FOTO TYMOSHENKO.UA

“Non c’è alcun uomo in grado di spezzare Julija Tymoshenko”. Così il capogruppo di Bat’kivshchyna alla Rada, Andrij Kozhem’jakin, ha commentato l’interrogatorio ai danni della Lady di Ferro ucraina. Per 12 ore, giovedì, 30 dicembre, sotto torchio dinnanzi ai giudici.

Parole adeguate, come dimostrato dalla stessa Leader dell’Opposizione Democratica, all’uscita dalla Procura, nel cuore della notte. Come da lei illustrato, a suo carico sono state presentati altri capi d’accusa, sempre legati all’utilizzo dei fondi per il rispetto del Protocollo di Kyoto alle uscite sociali. Una montatura a scopo politico, che ha privato Julija Tymoshenko del diritto d’espatrio.

Ed una nenia che, probabilmente, le sarà riproposta venerdì, 31 dicembre, durante l’ennesimo interrogatorio, fissato alle 11. Giusto il tempo per riposarsi, e rinfocillarsi. Bisogni primari, che in Procura le sono stati negati. In aggiunta, dalle 18, l’anima della Rivoluzione Arancione è rimasta senza avvocato, costretto da altre urgenze lavorative.

Uniti contro l’autocrazia

“Non dovete temere — ha dichiarato, dinnanzi alla cinquantina di sostenitori in sua attesa — la mafia va combattuta. Festeggiamo il Nuovo Anno — ha continuato — con l’unità di tutti gli ucraini, di tutte le parti del Paese, Insieme — ha concluso, ricordando i principi per cui, con coerenza, sempre ha operato — per un’Ucraina giusta, democratica, Indipendente ed europea”.

Lecito ricordare che, ai danni della Leader dell’Opposizione Democratica, è stato aperto un processo per uso improprio del finanziamento per le riduzioni di CO2 al pagamento delle pensioni. Peraltro, in un periodo di crisi economica.

Inoltre, la Lady di Ferro ucraina è accusata di acquisto illecito di ambulanze, necessarie per migliorare la situazione sanitaria del Paese.

Condanna della repressione politica in atto in Ucraina è stata espressa solo dal Partito Popolare Europeo e dagli USA.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO INTERROGATA DALLA MATTINATA

Posted in Editoriale, Ukraina by matteocazzulani on December 30, 2010

La Leader dell’Opposizione Democratica più di 10 ore in Procura. Negati interruzione ed acqua. Tra poche ore nuovo interrogatorio

 

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, prima dell'interrogatorio

Dieci ore di interrogatorio. Senza pausa, né cibo. Queste le cifre dell’Ucraina di Janukovych. Un vero e proprio regime autoritario, che sta colpendo allo sfinimento la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

 

Convocata in Procura dalle 10 del mattino, l’anima della Rivoluzione Arancione è stata rilasciata circa a mezzanotte. Per di più, dalle 18 sta rispondendo ai giudici senza il suo avvocato, costretto ad allontanarsi per motivi lavorativi.

 

Ma non è finita. Come comunicato alla fine dell’interrogatorio, la Leader dell’Opposizione Democratica è attesa in Procura tra 11 ore.

 

“Julija Tymoshenko ha chiesto il rinvio – riporta una nota sul suo sito internet, firmata dall’addetta stampa, Maryna Soroka – ma le è stato negato. Così come una pausa per nutrirsi”.

 

Dinnanzi alla Procura, una cinquantina di sostenitori in presidio dell’edificio dall’inizio dell’interrogatorio.

 

Solidarietà all’anima della Rivoluzione Arancione

 

Lecito ricordare che, ai danni della Leader dell’Opposizione Democratica, è stato aperto un processo per uso improprio del finanziamento per il protocollo di Kyoto al pagamento delle pensioni. Peraltro, in un periodo di crisi economica.

 

Inoltre, la Lady di Ferro ucraina è accusata di acquisto illecito di ambulanze, necessarie per migliorare la situazione sanitaria del Paese.

 

Condanna della repressione ai danni di Julija Tymoshenko è stata espressa da Partito Popolare Europeo ed USA.

 

La Voce Arancione si unisce ad essi, e condanna il terrore politico orchestrato contro l’unico difensore di un’Ucraina Giusta, democratica, Indipendente ed europea.

 

Matteo Cazzulani

UCRAINA: GLI USA CRITICANO JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 30, 2010

Washington bacchetta Kyiv per il regresso democratico. Tymoshenko ancora davanti ai giudici.

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Janukovych fa arrabbiare anche Obama. Nella giornata di giovedì, 30 dicembre, gli Stati Uniti hanno espresso profondo turbamento per il regresso della democrazia in Ucraina. In particolare, Washington ha condannato gli arresti, interrogatori e processi a danno unicamente di esponenti dell’Opposizione Democratica.

“La corruzione bisogna combatterla. Ma i provvedimenti non devono essere motivati a scopo politico” riporta la nota dell’Ambasciata USA di Kyiv.

Ancora in Procura

A supporto della condanna statunitense, che segue quella del Partito Popolare Europeo, l’ennesimo interrogatorio ai danni della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko. Convocata in Procura alle 11 del mattino, alle 17 – orario della stesura di questo articolo – è rimasta sotto torchio.

Contro l’anima della Rivoluzione Arancione è stato aperto un procedimento giudiziario a scopo politico. Motivazione, l’uso improprio dei fondi per l’abbattimento di CO2 alle uscite sociali. E l’acquisto illecito di ambulanze. Così, la Leader dell’Opposizione Democratica è stata privata del diritto d’espatrio, per avere pagato le pensioni, e migliorato il sistema sanitario. Gesti gravi, di cui è continuamente chiamata a rispondere dinnanzi ai giudici, pur senza prove tangibili.

Inoltre, sempre giovedì, 30 dicembre, all’ex vice ministro delle Finanze, Jevhen Kornijchuk, è stato reso noto l’arresto per 2 mesi. Con la moglie e la neonata figlia ricoverate in ospedale, il politico dell’Opposizione Democratica, accusato di abuso d’ufficio, ha iniziato uno sciopero della fame.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: CHIESTE IDAGINI SUI FINANZIAMENTI A PIOGGIA DI JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 30, 2010

Presentato l’esposto sulle sospette sovvenzioni per il Villaggio Olimpico di Kyiv. Il governo, imbarazzato, cerca spiegazioni

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

L’eurotruffa di Janukovych è sempre più evidente. Nella giornata di martedì, 28 dicembre, il Presidente della Commissione della Rada per i Regolamenti, Viktor Shvec’, ha richiesto alla Procura Generale l’apertura di un’inchiesta sul finanziamento del Centro Olimpico Nazionale di Kyiv.

L’impianto, necessario per il Campionato Europeo di calcio del 2012, è stato finanziato dall’ultimo bilancio per 4,5 miliardi di Hryvnje. Più del doppio, rispetto ai 2,144 stanziati dal governo precedente di Julija Tymoshenko. Nel 2009, al momento dell’assegnazione, in un periodo di crisi economica.

A rendere ancora più sospetta la lievitazione delle uscite, il confronto con l’Olimpia Stadion di Berlino, realizzato dalla medesima compagnia di quella scelta per lo stadio di Kyiv. L’impianto tedesco, noto in Italia per il cielo azzurro della finale mondiale, è costato 242 milioni di euro. Medesima cifra richiesta per quello ucraino, già soddisfatta dal precedente stanziamento.

Con la differenza che, a parità di capienza, quello teutonico ha richiesto un costo supplementare per la completa ristrutturazione della struttura preesistente, datata 1936.

Inoltre, degna di attenzione è la modalità, a singhiozzo, con cui il finanziamento statale è incrementato. Procedura alquanto sospetta, fatta di continui decreti, spesso all’oscuro dei media.

Il 14 maggio, il Premier, Mykola Azarov, ha innalzato la quota a 3 miliardi 266 milioni di Hryvnje – 314 milioni di Euro. Il 10 agosto, a 4,2 miliardi. Nel bilancio 2010, approvato, lo scorso 23 dicembre, in 30 minuti, senza discussione, né esame in Parlamento, innalzata a 4,5 miliardi.

Come a Varsavia

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Poco convincente la risposta del Vice Premier, Borys Kolesnikov, che ha giustificato la spesa preventivata per la copertura di tutte le spese necessarie. Inoltre, l’esponente di governo, anche Ministro delle Infrastrutture, ha sottolineato come non sia possibile lo stanziamento di una cifra inferiore ai 650 milioni di euro versati per quello di Varsavia dalla Polonia. Altro Paese ospitante la manifestazione UEFA.

“Mi chiedo – ha dichiarato Julija Tymoshenko – dove vada a finire tale cifra. Forse – ha continuato la Leader dell’Opposizione Democratica – nelle tasche di qualche industriale, pronto a reinvestirlo in off-shore. E’ un palese danno alle finanze – ha concluso la Lady di Ferro ucraina – ben più grave di quello per cui sono stata accusata”.

Contro Julija Tymoshenko è stato aperto un procedimento giudiziario a scopo politico. Motivazione, l’uso improprio dei fondi per l’abbattimento di CO2 alle uscite sociali. E l’acquisto illecito di ambulanze. Così, la Leader dell’Opposizione Democratica è stata privata del diritto d’espatrio, per avere pagato le pensioni, e migliorato il sistema sanitario. Gesti gravi, di cui è continuamente chiamata a rispondere dinnanzi ai giudici, pur senza prove tangibili.

Poco probabile una parità di trattamento dinnanzi ai fatti presentati contro il governo Azarov, composto da persone instaurate dal Presidente Janukovych. Così, come la stessa Procura Generale, chiamata ad indagare.

Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS: TRA RUSSIA ED UCRAINA E’ ANCORA GELO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on December 30, 2010

Mosca conferma il ruolo minoritario di Kyiv nella fusione Gazprom-Naftohaz. Southstream definito necessario per l’inaffidabilità del vicino

Il premier russo, Vladimir Putin

Viktor Janukovych da fastidio anche a Vladimir Putin. Nella giornata di giovedì, 29 dicembre, il Premier russo ha confermato la fusione delle compagnie statali del gas dei due Paesi, Gazprom e Naftohaz, in un unico supermonopolista.

L’operazione, attuata nel solo mercato ucraino — non in quello russo, né in quello mondiale — prevede la partecipazione di Kyiv come socio minoritario, in un soggetto che, ha garantito Putin, porterà risvolti positivi per ambo le economie.

“E’ una mia idea — ha dichiarato il Premier russo — Seppur socio di minoranza, Naftohaz avrà pieno diritto di partecipazione alla gestione del supermonopolista”.

Una doccia fredda, nel mezzo di un inverno ghiacciato, per il Capo di Stato ucraino, che ha accolto con favore la proposta avanzata da Putin lo scorso maggio, a Sochi, nel corso di un vertice con il suo collega ucraino, Mykola Azarov.

Mosca conferma il Southstream

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Ma c’è di più. Gazprom, illustrando i progetti in cantiere, ha confermato la costruzione del Southstream, giustifiandola come risarcimento al danaro perduto durante le precedenti crisi energetiche con l’Ucraina — 2006, 2007, e 2008.

Come illustrato dal rappresentante del monopolista russo, Sergej Kuprijanov, i circa 15 miliardi di euro investiti sono necessari per assiucurare le forniture di oro blu agli acquirenti dell’Europa Occidentale, meglio garantite dalla conduttura in cantiere, piuttosto che dalla rete infrastrutturale ucraina.

Un vero e proprio rosso diretto a Janukovych, che in sede internazionale ha definito il Southstream un progetto politico, contrario agli interessi di Kyiv. In alternativa, il Presidente ucraino ha persino concesso il prolungamnto della permanenza dei soldati russi in Crimea, ed offerto l’ingresso di capitali di Mosca nella gestione dei gasdotti di Kyiv.

Nota anche come Gasdotto Ortodosso, la conuttura collegherà, attraverso il fondale del Mar Nero, il sud della Russia alla Bulgaria. Da qui, un ramo sarà diretto a Grecia ed Italia. Un altro, verso Macedonia, Serbia ed Austria.

Progettata da Gazprom ed ENI, è compatecipata dalle compagnie energetiche statali dei Paesi interessati. Ad essi, si sono aggiunte la tedesca RWE e la francese Suez-Gaz de France. La sua entrata in funzione, prevista per il 2015.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: ALTRO INTERROGATORIO PER JULIJA TYMOSHENKO E NUOVI ARRESTI.

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 29, 2010

La Leader dell’Opposizione Democratica nuovamente in Procura. Arrestato altro suo uomo di fiducia e due dimostranti del Majdan. Jurij Lucenko accusato nell’avvelenamento di Viktor Jushchenko. Convocata anche una giornalista

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, prima dell'interrogatorio. FOTO TYMOSHENKO.UA

Sei ore davanti ai giudici. Questo è quanto patito dalla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, sotto torchio in Procura per l’intero pomeriggio. Tempo perso, peraltro senza il suo avvocato, come ha illustrato ai 50 sostenitori che, pazientemente, l’hanno attesa.

All’ingresso – erano le 11 del mattino – si è detta certa di ricevere il permesso per recarsi a Bruxelles dopo il Natale ortodosso – 7 gennaio – per partecipare al vertice del Partito Popolare Europeo, a cui è stata invitata. Il processo politico aperto a suo carico ha comportato anche la revoca del diritto d’espatrio.

“Siamo turbati dalla repressione ai danni di Bat’kivshchyna. Siamo al tuo fianco” le ha detto, in una conversazione privata, il Segretario Generale PPE, Antonio Lopez-Isturis.

Oltre all’ennesima convocazione in Procura della Lady di Ferro ucraina, puntuale anche la girandola degli arresti ai danni di personalità invise alle Autorità.

In prigione, il Direttore dell’impresa statale Ukrmedostach, Mykola Petrenko, accusato di concorso di colpa per l’acquisto irregolare di ambulanze, ordinate da Julija Tymoshenko.

A fargli compagnia, due partecipanti delle proteste sul Majdan Nezalezhnosti contro il Codice Fiscale. Una legge iniqua, che ha limitato i diritti sindacali, ed incrementato la pressione su piccola e media impresa per compensare sgravi ai grandi industriali, sponsor del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Atteso anche un altro arresto, a danno di uno dei coordinatori del Comitato dei Partecipanti della Rivoluzione Arancione, reduce da un intervento delicato. Una camionetta della polizia è già sotto l’ospedale.

Da chi è finito dietro le sbarre a chi c’è già. L’ex Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, è stato accusato anche di abuso d’ufficio nell’inchiesta sull’avvelenamento dell’ex Capo di Stato, Viktor Jushchenko. Prelevato dalla propria abitazione Domenica, 26 dicembre, dinnanzi a figlio e cane, il Leader di Narodna Samooborona è accusato di scarsa collaborazione con gli inquirenti.

Infine, ce n’è anche per i giornalisti. La collega dell’autorevole agenzia UNIAN, Nadia Pryshljak, è stata convocata, in quanto testimone della Notte di Sangue. Episodio in cui, lo scorso giovedì, 16 dicembre, i Parlamentari del Partija Rehioniv hanno interrotto, con la violenza, il presidio pacifico della Rada dei Deputati Nazionali del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, in solidarietà alla loro Leader.

Le precedenti tappe del regresso democratico sotto l’amministrazione Janukovych

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Lecito ricordare che Contro Julija Tymoshenko è stato aperto un procedimento giudiziario. Motivazione, l’uso improprio dei fondi per l’abbattimento di CO2 alle uscite sociali. E l’acquisto illecito di ambulanze. Così, la Leader dell’Opposizione Democratica è stata privata del diritto d’espatrio, per avere pagato le pensioni, e migliorato il sistema sanitario. Gesti gravi, di cui è continuamente chiamata a rispondere dinnanzi ai giudici.

Oltre all’anima della Rivoluzione Arancione, abbondante è l’elenco di personalità dell’Opposizione Democratica nel mirino della Procura, quando non già in prigione. Nella giornata di martedì, 28 dicembre, dai giudici è finito il Segretario del Partito Za Ukrajinu, V’jacheslav Kyrylenko.

Venerdì, 24 dicembre, l’ex Capo della Tesoreria statale, Tetjana Sljuz, in carica durante il governo Tymoshenko, è stata dichiarata ricercata. L’accusa mossa alla politica, recentemente eletta Consigliera Regionale di Khmel’nyc’kyj, abuso di potere.

Medesima motivazione per l’arresto dell’ex-ministro dei Trasporti, Viktor Bondar, già Capo della Segreteria di Jushchenko.

Giovedì, 23 dicembre, arrestato l’ex Vice Ministro dell’Economia, Jevhen Kornijchuk. In prigione anche il suo ex-principale, Bohdan Danylyshyn, l’ex Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk, l’ex Capo del Controllo Statale di Frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex Vice Capo di Naftohaz, Ihor Didenko.

Infine, ospite della procura per frequenti interrogatori, il Braccio Destro della Lady di Ferro ucraina, Oleksandr Turchynov, Vice Leader di Bat’kivshchyna, il principale partito dell’Opposizione Democratica.

Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS: GAZPROM PUNTA SULLE INFRASTRUTTURE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on December 29, 2010

La Russia ordina tubi ad ampio diametro per rafforzare l’esportazione di gas e controllare il sistema infrastrutturale energetico dei clienti. Oltre che all’Europa, lo sguardo ad Oriente

Il Capo di Gazprom, Aleksej Miller

Nella calza della Befana il Cremlino troverà tubi ad ampio diametro. A dare l’annuncio, il Vice Capo di Gazprom, Valerij Golubev, nel corso di una confrenza stampa di riepilogo dell’anno passato.

Il monopolista nella compravendita dell’oro blu punta all’acquisto di condutture in larga scala. Ampie al punto esatto da soddisfare l’espotazione di gas, che Mosca incrementerà rispetto ai 508,4 miliardi di metri cubi del 2010.

Chiave dell’aumento, contratti a lungo termine con i clienti UE, Cina, e Giappone, Nel contempo, Gazprom mira alla gestione delle infrastrutture energetiche degli Stati acquirenti, come dimostrato con Ucraina e Polonia.

Tubi da Akmetov

Il magnate ucraino, Rinat Akhmetov

Golubev ha dichiarato che il suo princpale, Aleksej Miller, ha già inoltrato la richiesta di acquisto alle industrie leader nella fabbricazione di tubi ad ampia portata.

A giovare della commessa, oltre a diverse aziende russe, l’ucraina KHTZ, di proprietà del magnate Rinat Akhmetov. Noto, oltre che per essere tra i principali finanziatori della politica del Capo di Stato di Kyiv, Viktor Janukovych, anche per il possesso della squadra di calcio Shakhtar Donec’k.

Matteo Cazzulani

MOLDOVA ANCORA SENZA GOVERNO

Posted in Moldova by matteocazzulani on December 29, 2010

I gruppi parlamentari trattano. A contrastare una nuova coalizione pro europea, l’ipotesi di un’alleanza PD-comunisti, sponsorizzata da Mosca

L'ex primo ministro moldavo, Vlad Filat

Falsa partenza per il nuovo Paralmento moldavo. La Prima seduta della nuova legislatura non ha portato alla formazione della Coalizione di Governo tanto attesa.

L’unico risultato, la costituzione di quattro gruppi parlamentari, tanti, quanti i partiti che hanno superato lo sbaramento del 4%. Dunque, le trattive continuano, per risolvre un’impasse che dura ormai da troppo tempo.

L’ex Primo Ministro, il Leader del partito LiberalDemocatico Moldavo, Vlad Filat, lavora per confermare l’Alleanza per l’Integrazione Europea con i liberali ed i democratici. Grazie ad essa, la Moldova, seppur in un contesto di instabilità politica, ha compiuto significativi progressi in campo democratico, e verso Bruxelles.

Del medesimo avviso l’ex Speaker, Mihai Ghimpu, che ha illustrato la necessità del varo di una qualsiasi coalizione per il bene della Moldova. Meglio, come ha affermato il Capo del Partito Liberale Moldavo, se in linea con l’esperienza precedente, a conferma del cammino verso Occidente intrapreso da Chisinau.

Il PD verso Mosca

Il segretario del PD moldavo, Marian Lupu

Ago della bilancia, il segretario del partito Democratico, Marian Lupu. Seppur membro dell’Alleanza per l’Integrazione Europea, il capo del PD moldavo è spinto ad un’alleanza con i comunisti dell’ex Presidente, Vlaimir Voronin.

Motivazione, l’appatenenza all’internazionale socialista, e la collaborazione con Russia Unita, il partito del premier russo, Vladimir Putin. A conferma, le indiscrezioni circa un meeting tra Lupu, Voronin ed il Presidente russo, Dmitrij Medvedev, avvenuto negli scorsi giorni, presso l’ambasciata del Cremlino a Chisinau.

In attesa, il Capo dei comunisti. Personalità nota in Moldova, in quanto autore di un’amministrazione contraddistinta da corruzione e brogli elettorali. Contro la quale i moldavi, nel 2009, sono scesi in piazza in pacifiche proteste, che ne hanno decretato la fine.

Ciò nonostante, Voronin ha ottenuto la maggioranza relativa in Parlamento. Le ultime elezioni hanno consegnato ai comunisti 42 seggi, al Partito LiberalDemocratico Moldavo 32, al Partito Democatico 15, ed al Partito Liberale di Moldova 12.

Dopo nove round di consultazioni, le forze del campo democratico non hanno trovato l’accordo per il ripristino della coalizione pro europea. I soggetti dell’Alleanza per l’Integrazione Europea hanno una potenziale maggioranza di 59 parlamentari. Due in meno, rispetto al quorum necessario per eleggere il Capo di Stato.

Una carica importante, ad oggi ancora priva di un proprietario.

Matteo Cazzulani