LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Elezioni Polonia: Duda batte Komorowski e diventa il nuovo Presidente

Posted in Polonia by matteocazzulani on May 24, 2015

Il candidato conservatore davanti al Presidente moderato uscente secondo le rilevazioni sociologiche nazionali. Il Presidente eletto: “Non resterò chiuso nel Palazzo”

Varsavia – Una vittoria che cambia la politica polacca e rappresenta una pagina di storia per la Polonia. Secondo gli Exit-Poll nazionali, Andrzej Duda, candidato del Partito conservatore Diritto e Giustizia -PiS- ha sconfitto il Presidente uscente, Bronislaw Komorowski, appoggiato dalla moderata Piattaforma Civica -PO, la forza politica a cui appartengono, tra gli altri, il Premier, Ewa Kopacz, e il Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk.

Secondo gli Exit Poll, Duda, europarlamentare del gruppo dei Conservatori e Riformatori Europei -ECR- ha ottenuto il 54% dei consensi, mentre Komorowski, sostenuto dall’intero Governo, si è fermato al 47%

“Sarò il Presidente di tutti i polacchi, non mi rinchiuderò nel Palazzo, ma voglio che i polacchi tra 5 anni mi ricorderanno come il Presidente che ascolta il suo popolo” ha dichiarato Duda.

Da parte sua, Komorowski ha riconosciuto fin da subito la sconfitta, anche se, non sportivamente, ha poi definito Duda come il candidato dell’odio e della divisione della società polacca.

La vittoria di Duda è legata principalmente a tre fattori. In primis, la capacità del giovane europarlamentare di attrarre voti di centro portando PiS su posizioni più moderne, simili a quelle dei Tory britannici, e meno clericali come quelle finora assunte dal Capo del suo Partito, Jaroslaw Kaczynski.

In secondo luogo, Duda è il candidato che meglio ha saputo interpretare il desiderio di rinnovamento dei polacchi, che votandolo, hanno voluto dare un segnale di cambiamento ad una classe politica che, senza particolare ricambio di volti, governa il Paese da circa 10 anni ininterrottamente.

Infine, la vittoria di Duda è dovuta alla condotta di Komorowski, dapprima troppo sicuro della vittoria tanto da non fare per nulla campagna elettorale durante il Primo Turno e, successivamente, autore iniziative di campagna disordinate, dettate dal panico più che dalla razionalità.

La vittoria di Duda apre un nuovo capitolo della politica polacca in attesa delle prossime Elezioni Parlamentari, in cui la PO, seppur dopo 8 anni di buongoverno grazie a Tusk, rischia di perdere la maggioranza in Parlamento.

Matteo Cazzulani
Analista politico dell’Europa Centro Orientale
@MatteoCazzulani

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Dibattito Duda-Komorowski: un pareggio che lascia tutto come prima

Posted in Polonia by matteocazzulani on May 18, 2015

Il candidato conservatore favorevole all’abbassamento dell’età pensionabile e al sostegno ad agricoltura, aziende polacche e famiglie con figli. Il Presidente moderato uscente promette continuità in crescita ed europeizzazione, e misure in supporto all’invecchiamento attivo



Varsavia – Un pareggio con squadre schierate sulla difensiva, poco fair play e tanto agonismo. Così si è svolto il dibattito televisivo tra il candidato conservatore Andrzej Duda e il Presidente uscente di orientamento moderato, Bronislaw Komorowski, trasmesso in diretta dalla televisione pubblica polacca TVP nella giornata di Domenica, 17 Maggio. 

Il dibattito, il primo dall’inizio della campagna elettorale per il ballottaggio delle Elezioni Presidenziali polacche, de facto non ha cambiato le carte in tavola, dal momento in cui i due contendenti si sono limitati a compattare il proprio elettorato.

Questa situazione -che vede i rapporti di forza precedenti al voto tra i due candidati totalmente invertiti- favorisce Duda, in testa al Primo Turno con il 34% dei consensi, e costringe Komorowski, fermo al 33% nel primo round della consultazione elettorale, ancora ad inseguire.

Duda, giovane Parlamentare Europeo del Gruppo dei Conservatori e Riformatori Europei -ECR- che ha saputo evolvere il suo Partito Diritto e Giustizia -PiS- da posizioni fortemente clericali ad un conservatorismo più moderno sullo stile di quello dei Tory britannici, ha avuto un avvio incerto, ma ha poi saputo rimettersi in corsa dimostrando di avere un contatto diretto con l’elettorato. 

Inoltre, Duda, che ha sottolineato come Komorowski abbia finora evitato ogni confronto pubblico, ha guardato sempre negli occhi l’avversario, costringendolo a cadere nella sua provocazione e ad alzare i toni di un dibattito che tutti i media avevano previsto essere tranquillo e pacato.

Komorowski, sostenuto dalla Piattaforma Civica -PO, la principale forza politica del Paese di orientamento moderato a cui appartengono il Premier, Ewa Kopacz, e il Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk- è riuscito a cancellare l’immagine di sé come politico poco attivo in campagna elettorale, ma non ha saputo spiegare adeguatamente quanto fatto durante la sua Amministrazione, né cosa il suo programma elettorale preveda per i prossimi 5 anni in caso di rielezione.

Punzecchiato dall’accusa dell’avversario di essere un ‘politico di palazzo’ lontano dalla gente, Komorowski, inoltre, ha più volte accusato Duda di essere dipendente da Jarosław Kaczynski, il Capo di PiS.

Nonostante il considerevole agonismo politico tra i contendenti, nel corso del dibattito è emersa una sostanziale differenza di vedute tra i due candidati.

Duda ha sostenuto incentivi per le famiglie con figli, sostegno alle imprese polacche, abbassamento dell’età pensionabile, supporto all’agricoltura -settore chiave dell’economia polacca- e contrarietà ad una fecondazione assistita sregolata.

Komorowski, da parte sua, ha dichiarato di volere replicare 5 anni di crescita economica, ha promesso misure per sostenere l’invecchiamento attivo, così da sostenere l’innalzamento dell’età pensionabile, ed ha promesso misure finanziarie per arginare l’emigrazione giovanile.

Duda per NATO ed Intermarium, Komorowski per UE e Germania

Anche per quanto riguarda la politica estera e di difesa, una certa differenza tra i due candidati è emersa in maniera quasi chiara.

Da un lato, Duda ha sostenuto una maggiore collaborazione con NATO e Stati Uniti d’America, ed ha evidenziato la necessità di stringere una stretta alleanza interna all’Unione Europea con Lituania, Lettonia, Estonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Romania e Svezia: un nuovo Intermarium di Paesi accomunati da una medesima storia e comunanza di interessi spesso poco o non del tutto compresi da Bruxelles.

Inoltre, Duda si è detto favorevole ad armare l’esercito ucraino, ed ha dichiarato che lo scopo dell’azione diplomatica della Polonia, sopratutto presso le Istituzioni UE, deve essere il pieno ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea.

Dall’altro lato, Komorowski ha condiviso una maggiore collaborazione con la NATO, ma ha ritenuto necessario integrare ulteriormente Varsavia nell’Unione Europea per rendere la Polonia un Paese-chiave dell’UE accanto a Germania e Francia, seguendo la rotta tracciata dai Governi Tusk.

In aggiunta, Komorowski si è detto favorevole all’integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea, ma ha negato l’opportunità di inviare aiuti militari per permettere a Kyiv di difendersi dall’aggressione militare della Russia di Putin.

La relazione degli interventi del dibattito, pubblicata in diretta sul canale Twitter @MatteoCazzulani , è riportata in seguito all’analisi.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale

@MatteoCazzulani


Parte Prima – Politica estera e di difesa

#Komorowski : Aiutare #Ucraina in seno a Unione Europea ma no ad aiuto militare a #Kyiv #DibattitoPolonia 

#Duda : #Ucraina deve entrare in #UnioneEuropea. Agire presso UE e #NATO per ottenere questo scopo #DibattitoPolonia

#Duda : Sí a basi polacco-americane per rafforzare fianco orientale #NATO. Errore non implementare scudo spaziale USA #DibattitoPolonia

#Komorowski : Sicurezza Polonia si costruisce anche in #UnioneEuropea. Contiamo solo su noi stessi #DibatittoPolonia

#Komorowski : Più fondi per esercito successo della mia Amministrazione per garantire sicurezza #Polonia. #DibattitoPolonia

#Duda : Esercito #Polonia in stato pessimo. Responsabilità è di chi ha governato finora #DibattitoPolonia 

#Duda : #Polonia deve rivitalizzare contatti con Gruppo Vysehrad, Baltico, Svezia: Paesi con una storia comune alla nostra #DibattitoPolonia

#Komorowski : Polonia deve essere più integrata in #UnioneEuropea per contare di più. Elezione #Tusk a Consiglio UE successo importante #DibattitoPolonia

Parte Seconda – Politica interna

#Duda : Includere tutte le fasce della popolazione su questioni sociali, come politica pro-famiglia #DibattitoPolonia

#Komorowski : Il dialogo tra tutte forze politiche unica via per risolvere questioni sociali #DibatittoPolonia

#Komorowski : Continuare a creare posti di lavoro per i giovani con aiuti da fondi statali per arrestare emigrazione #DibatittoPolonia

#Duda : Riportare speranza, opportunità e certezze per i giovani, costretti così ad emigrare, favorendo le imprese polacche #DibattitoPolonia

#Duda : Elezioni importanti per cambiamento, innovare l’economia polacca sulla base di maggiore liberalizzazione #DibatittoPolonia

#Komorowski : Non occorre rinnovare economia polacca, ma continuare con crescita #DibattitoPolonia 

#Komorowski : Giusto innalzare età pensionabile e pensare a invecchiamento attivo perché #Polonia ha crisi demografica #DibattitoPolonia

#Duda : Folle fare lavorare polacchi fino alla morte. Ascoltiamo la gente e abbassiamo l’età pensionabile #DibattitoPolonia

#Duda : Da tempo sostengo riforma Costituzione per restituire sovranità alla #Polonia #DibattitoPolonia

#Komorowski : Non occorre cambiamento Costituzione, ma cambiamenti in alcune sue parti #DibattitoPolonia

Parte Terza – Confronto diretto

Nelle domande dirette #Duda attacca su Agricoltura e Sanità. #Komorowski contrattacca contestando appartenenza partitica dell’avversario #DibattitoPolonia

#Duda pone domande dirette guardando negli occhi avversario. #Komorowski legge le sue da foglio preparato #DibattitoPolonia

#Duda : #Komorowski responsabile per contratti costosi per acquisto gas da #Russia e decarbornizzazione imposta da UE #DibattitoPolonia

#Duda : Rappresento meglio io la #Polonia come Parlamentare Europeo che un #Komorowski sempre assente a #Bruxelles #DibattitoPolonia 

#Komorowski : Promesse #Duda irrealizzabili perché non hanno copertura finanziaria #DibattitoPolonia

#Komorowski : Chi è contro fecondazione assistita è retrogrado. #Duda: sono padre e sono per la vita seguendo San Giovanni Paolo II #DibattitoPolonia

#Komorowski : Mio avversario cambia troppo spesso idee. #Duda : Presidente promette tutto per recuperare voti #DibattitoPolonia

#Komorowski : Prometto #Polonia che include, garantisce concordia, si rafforza in #UnioneEuropea #DibattitoPolonia

#Duda : Prometto più lavoro, difesa interesse #Polonia in UE e nel Mondo, politica finalmente credibile vicina alla gente, difesa industria polacca #DibattitoPolonia

Elezioni Presidenziali polacche: il dibattito Duda-Komorowski in diretta Twitter su La Voce Arancione

Posted in Polonia by matteocazzulani on May 16, 2015

Il primo confronto tra il candidato conservatore e il Presidente uscente moderato rappresenta una pagina importante della storia della politica della Polonia. La relazione in diretta sul canale @MatteoCazzulani

Varsavia – Una pagina della storia della politica di un importante Paese dell’Unione Europea e della NATO, nonché la disinformazione di quei pochi media italiani che ne parlano e il totale disinteresse di tutti gli altri che non trattato affatto l’argomento. Queste sono le motivazioni che hanno portato La Voce Arancione ad effettuare una relazione in diretta del Dibattito televisivo dei candidati del Secondo Turno delle Elezioni Presidenziali polacche: il conservatore Andrzej Duda e l’uscente moderato Bronislaw Komorowski.

La vittoria di Duda, in testa al Primo Turno con circa il 34% dei consensi, può portare ad un cambiamento epocale nella politica polacca, in quanto la sua nomina a Presidente de facto pensionerebbe in un colpo solo sia l’establishment di Komorowski, sia il Capo del suo Partito Diritto e Giustizia -PiS-, Jaroslaw Kaczynski.

Duda, che è riuscito ad evolvere PiS a moderna forza partitica di orientamento conservatore più simile ai Tory di Cameron in Gran Bretagna che al vecchio Partito fortemente clericale presieduto da Jaroslaw Kaczynski, ha saputo superare Komorowski, dato in testa da tutti i sondaggi, grazie ad una campagna elettorale con punti chiari e precisi, come il rafforzamento della NATO in Polonia e l’uso dei fondi europei per concedere sussidi alle famiglie con figli, creare nuovi posti di lavoro e dare la possibilità a chi ha reddito di acquistare una propria casa.

Dal canto suo, Komorowski, supportato dalla moderata Piattaforma Civica -PO, la forza politica di maggioranza del Paese, a cui appartengono il Premier, Ewa Kopacz, e il Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk- paga una campagna elettorale totalmente sottotono, condotta con la sicurezza di vincere al Primo Turno senza tuttavia ascoltare cittadini e territorio.

Komorowski, palesemente allarmato dall’esito delle votazioni, sta cercando il sostegno sia dei socialdemocratici attraverso l’endorsement ottenuto dall’ex-Presidente, Aleksander Kwasniewski, sia il voto dei sostenitori del candidato classificatosi terzo al Primo Turno, Pawel Kukiz, dichiarandosi favorevole a quasi tutti i punti del suo programma elettorale.

Il dibattito tra Duda e Komorowski, il primo tra i due contendenti dall’inizio della Campagna Elettorale -dato che il Presidente uscente ha sempre evitato il confronto pubblico con i suoi avversari- è fondamentale per comprendere, e confrontare, le proposte dei due principali competitor di una delle contese più avvincenti nella storia della Polonia.

Una relazione in diretta del confronto sarà servita da La Voce Arancione nella giornata di Domenica, 17 Maggio, alle ore 20:10, presso il canale Twitter @MatteoCazzulani e la pagina Facebook Matteo Cazzulani. La relazione può essere seguita, sia su Twitter che su Facebook, anche usando l’hashtag #DibattitoPolonia.

Un commento sul dibattito sarà poi pubblicato su La Voce Arancione con ampio spazio alla cronaca generale della Campagna Elettorale

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
@MatteoCazzulani

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Andrzej Duda come Matteo Renzi: un paragone tutt’altro che azzardato

Posted in Polonia by matteocazzulani on May 12, 2015

Cambiamento, modernità e sguardo verso i voti di centro sono gli elementi che hanno permesso al candidato conservatore alle Elezioni Presidenziali polacche di ottenere la maggioranza relativa al Primo Turno. Così come realizzato dal Premier italiano, il consenso ottenuto dall’esponente del Partito Diritto e Giustizia -PiS- può portare ad un rinnovamento radicale della politica anche in Polonia



Varsavia – C’è chi presso la stampa italiana lo ha descritto come un “pericoloso nazionalpolulista euroscettico e clericale di destra” la cui vittoria metterebbe addirittura in crisi l’Unione Europea. In realtà, Andrzej Duda, candidato conservatore capace, inaspettatamente, di ottenere la maggioranza relativa dei consensi nel Primo Turno delle Elezioni Presidenziali di Domenica, 10 Maggio, è invece il personaggio che potrebbe rinnovare la politica della Polonia.

Il risultato di Duda -avvocato di circa 43 anni, laureato presso l’Università Jagellonica di Cracovia, la sua città natale- è stato possibile grazie ad una campagna ben preparata sui social media e trascorsa per intero tra la gente, sia nelle grandi città che nei piccoli centri di campagna. 

Una ricetta vincente che, a dispetto dei sondaggi che lo davano per sicuro secondo, gli ha consentito di scavalcare, anche se per un solo punto percentuale, il Presidente uscente, il moderato Bronislaw Komorowski.

Nella sua breve carriera politica, Duda è stato esperto in materia legislativa presso il Gruppo Parlamentare del Partito conservatore Diritto e Giustizia -PiS- poi Viceministro della Giustizia, e, dal 2006 al 2010, Sottosegretario di Stato presso la Cancelleria dell’allora Presidente, Lech Kaczynski.

In seguito, dopo una sconfitta nelle Elezioni Amministrative di Cracovia nel 2010, Duda è diventato Parlamentare e Addetto Stampa del suo Partito nel 2011. Infine, con più di 97 Mila preferenze, Duda, nel 2013, è stato eletto Parlamentare Europeo: carica che tutt’oggi mantiene tra le file del Gruppo dei Conservatori e Riformatori Europei -ECR.

Dopo avere ottenuto l’investitura ufficiale a Candidato Presidente della Polonia, Duda ha puntato fin da subito ai voti di centro, ed ha avviato una campagna elettorale con contenuti talmente nuovi da rendere PiS espressione di un conservatorismo moderno “giovane” ed aperto alla società, di gran lunga più simile ai Tory di Cameron in Gran Bretagna che al vecchio PiS di Jarosław Kaczynski: una formazione profondamente di destra legata a doppio filo con le Gerarchie Ecclesiastiche più reazionarie.

Oltre che ad un successo inaspettato, la “ricetta Duda” -che ha come piatto forte l’utilizzo dei Fondi Europei per la creazione di nuovi posti di lavoro, per la costruzione di più case e per l’erogazione di incentivi per le famiglie con figli, oltre che la realizzazione di una Polonia totalmente sicura militarmente ed indipendente energeticamente in un’Europa dove la presenza della NATO è più forte- sta portando alla realizzazione dell’impresa, per nulla facile, di rinnovare una politica vecchia, arcaica e non più al passo coi tempi come quella polacca.

L’impresa di Duda in Polonia -impresa che ha ancora da compiersi con la vittoria al Secondo Turno delle Elezioni Presidenziali- è paragonabile a quanto realizzato in Italia da Matteo Renzi: attuale Premier arrivato a Palazzo Chigi forte di un sostegno popolare guadagnato dapprima come Sindaco di Firenze e, successivamente, come “rottamatore” della vecchia classe dirigente del suo Partito Democratico.

Così come fatto da Renzi con la “Ditta” di Pierluigi Bersani, anche Duda sta riuscendo nell’impresa di pensionare un Partito vecchio, al limite del reazionario, come il PiS di Kaczynski spostando la forza politica verso posizioni più centriste. 

Inoltre, sempre come realizzato dal Premier italiano nello scenario della politica italiana, Duda è considerato come un volto “nuovo” e “giovane” capace di mandare finalmente a riposo una classe politica che oramai da troppi anni, seppur con buoni risultati -ovviamente solo per quanto riguarda la Polonia- sta governando il Paese.

Il cambiamento e il discredito

Certo, per Duda la vittoria non sarà facile, anche perché dopo la sua vittoria al Primo Turno il rivale Komorowski si è ricordato di essere il Presidente uscente, ed ha ravvivato una campagna elettorale finora affrontata con leggerezza e superficialità.

All’apparentamento affrettato di Komorowski, che è appoggiato dalla moderata Piattaforma Civica -PO, la principale forza politica del Paese a cui appartengono il Premier Ewa Kopacz e il Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk- con l’elettorato di sinistra, suggellato nella giornata di lunedì, 12 Maggio, da una conferenza stampa con il suo predecessore Aleksander Kwasniewski, Duda ha risposto con costanza e decisione, continuando ad incontrare associazioni sui territori ed invitando il suo rivale, per l’ennesima volta, ad un dibattito televisivo.

Seppur differente nelle modalità e nella tempistica, ed anche per quanto riguarda il posizionamento ideologico, l’epopea di Duda possiede la medesima forte carica di innovazione e rinnovamento che, dal 2012 al 2014, ha portato Matteo Renzi alla guida prima del PD, e poi del Governo italiano dopo una “rottamazione” di vecchie personalità e vecchi Partiti.

Per questo, non è affatto azzardato paragonare Duda a Renzi, né lo è affermare che la parabola politica del candidato conservatore polacco è destinata ad entrare nella storia della politica polacca. 

Questo, nonostante la disinformazione realizzata in Italia da chi, probabilmente senza conoscere a fondo il personaggio, né forse nemmeno il background politico della Polonia, sulle pagine di uno dei principali giornali italiani paragona Duda al Premier ungherese, il reazionario Viktor Orban.

Matteo Cazzulani

Analista di Tematiche dell’Europa Centro-Orientale

@MatteoCazzulani

La Polonia risponde a Putin: Duda avanti al primo turno nelle Elezioni Presidenziali

Posted in Polonia by matteocazzulani on May 11, 2015

Il candidato conservatore, a sorpresa, sorpassa il Presidente uscente, il moderato Bronislaw Komorowski. Già avviata la caccia agli apparentamenti da parte di ambo i candidati in vista del secondo turno



VARSAVIA – Il risultato più sorprendente al termine di una delle campagne più noiose della storia della politica dell’Europa Centro-Orientale. Nelle Elezioni Presidenziali polacche di Domenica, 10 Maggio, Andrzej Duda, candidato del Partito conservatore Diritto e Giustizia -PiS- ed Europarlamentare del gruppo dei Conservatori e Riformatori Europei -ECR- ha vinto il primo turno con il 34,8% dei consensi davanti a Bronislaw Komorowski, il Presidente uscente sostenuto dal Partito moderato Piattaforma Civica -PO, la forza politica del Premier Ewa Kopacz che controlla la maggioranza del Parlamento- fermo al 32,2%.

Dopo Duda e Komorowski, che si fronteggeranno al secondo turno, si è classificato Pawel Kukiz, musicista indipendente capace di raccogliere un sorprendente 20,3%. Al quarto posto si è classificato il libertario Janusz Korwin-Mikke con il 4,4%, seguito dalla giornalista Magdalena Ogorek, candidata indipendente sostenuta dal Partito socialdemocratico SLD, con il 2,4%.

A commento del risultato, Duda ha dichiarato di essere pronto a riprendere il dialogo con l’associazionismo e la società civile per compattare il suo elettorato. Inoltre, Duda ha reiterato l’invito al suo rivale Komorowski a confrontarsi in un dibattito televisivo per dare ai polacchi la possibilità di scegliere tra due proposte differenti per amministrare il Paese.

Infine, Duda ha lanciato un’invito a Kukiz, definito “un patriota che ha saputo sollevare temi che stanno a cuore ai polacchi”, a sostenere la sua corsa alla Presidenza supportando l’introduzione di un sistema elettorale con collegi uninominali: il punto di forza del programma elettorale del musicista terzo classificato.

Da parte sua, Komorowski ha dichiarato di essere pronto a rivolgere “proposte nuove” per correggere il suo programma elettorale e, così, intercettare nuovi voti. Il Presidente uscente, che ha accettato l’invito di Duda a partecipare al dibattito televisivo, ha anche invitato l’elettorato deluso a compattarsi attorno alla sua candidatura per evitare la vittoria dei conservatori.

Infine, Komorowski ha lodato la capacità di Kukiz di raccogliere consensi e, similmente al suo rivale conservatore, ha invitato l’elettorato del musicista polacco a confluire sulla sua candidatura per dare al Paese moderazione e concordia.

L’esito del primo turno rappresenta una vera e propria sorpresa, dal momento in cui tutti i sondaggi pre elettorali hanno dato a Komorowski un vantaggio tanto rassicurante da mettere in discussione lo svolgimento di un secondo turno. 

Tuttavia, con la vittoria inaspettata di Duda le carte in tavola sono nettamente cambiate, dando al candidato conservatore un vantaggio in termini di voti, e di morale, che potrebbe facilmente portarlo alla vittoria qualora, come molto probabile, l’elettorato di Kukiz e di Korwin-Mikke dovesse confluire sulla sua candidatura.

Il voto di centro e la bassa affluenza a decidere sul risultato

Le motivazioni della vittoria di Duda sono legate innanzitutto alla capacità del candidato conservatore di assumere un profilo più moderato rispetto a quello finora assunto dal Capo del Partito PiS, Jarosław Kaczynski: un’abilità che ha spostato voti di centro verso l’Europarlamentare ECR.

Inoltre, Duda ha saputo incarnare un immagine di politico “giovane” e “nuovo” in grado di porre un tratto di discontinuità con una classe politica che, anche in Polonia, tra troppo tempo manca di un ricambio generazionale.

Infine, Duda ha saputo dare una risposta più rassicurante alla crescente domanda di  sicurezza da parte dei polacchi, sempre più allertati dall’aggressività militare della Russia di Putin in Ucraina e, sopratutto, dalle continue provocazioni di Mosca a Paesi dell’Unione Europea come Estonia, Lettonia, Lituania, Svezia, Finlandia, Gran Bretagna e, per l’appunto, Polonia.

Non è un caso che la vittoria di Duda sia arrivata nella medesima giornata in cui il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, durante un incontro con il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha definito come “storicamente necessario” il Patto Molotov-Ribbentropp: l’accordo, stretto tra Stalin ed Hitler nel 1939 per spartire il territorio della Polonia, che ha portato allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

Per quanto riguarda Komorowski, il Presidente uscente, noto per il suo scarso carisma, paga innanzitutto la scelta di non avere preso parte al dibattito televisivo tra i candidati: un’occasione in cui l’esponente sostenuto dalla Piattaforma Civica ha dimostrato di non sapere mettersi in gioco.

In aggiunta, Komorowski soffre l’assenza dallo scenario politico polacco di Donald Tusk: carismatico e competente ex-Premier, attuale Presidente del Consiglio Europeo, capace di compattare ed ampliare i consensi della PO presso l’elettorato cristiano-democratico, moderato e liberale.

In ultimo, il Presidente uscente ha pagato una bassa affluenza, che, secondo i dati definitivi, si è attestata attorno al 49,4%.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale

@MatteoCazzulani

Gran Bretagna: Cameron trionfa e mantiene alta la bandiera dell’atlantismo in Europa

Posted in Gran Bretagna by matteocazzulani on May 8, 2015

I conservatori del Primo Ministro uscente sommergono laburisti, LiberalDemocratici e indipendentisti con una vittoria storica. Nel nuovo Governo monocolore già confermati il Cancelliere ed i Segretari a Interni, Esteri e Difesa 

I sondaggi, e i suoi detrattori, gli hanno pronosticato un testa a testa che già presupponeva la formazione un’ammucchiata di centrosinistra per metterlo in minoranza. Invece, il Leader del Partito Conservatore britannico, David Cameron, ha ottenuto una vittoria “shock” che passa alla storia come il migliore successo mai ottenuto dai Tory negli ultimi 20 anni.

Il risultato delle Elezioni Generali britanniche di giovedì, 7 Maggio -l’esito dello spoglio è pervenuto nella giornata di venerdì, 8 Maggio- ha confermato il Primo Ministro uscente alla guida del Governo, consegnando ai conservatori una maggioranza piena che, a differenza del risultato delle precedenti consultazioni del 2010, consentono ai Tory di governare in solitaria, senza più bisogno dei voti dei LiberalDemocratici, alleato spesso scomodo e poco collaborativo.

Nello specifico, i conservatori hanno ottenuto 331 seggi, staccando di gran lunga il Partito Laburista, fermo a 232. Terza forza, a sorpresa ma nemmeno molto, il Partito Nazionalista Scozzese, che ha ottenuto 56 seggi, mentre i LiberalDemocratici hanno raccolto solo 8 vittorie nei collegi uninominali con cui sono eletti i membri del Parlamento. 

Il risultato effettivo rispecchia solo parzialmente i valori assoluti dei voti espressi per i singoli Partiti. Se il Partito Conservatore è sempre primo con il 37% dei consensi, mentre i laburisti sono secondi, fermi al 30%, al terzo posto si posiziona il Partito Indipendentista del Regno Unito UKIP: forte di un 12% del voto popolare ma, per via delle Legge Elettorale, con un solo membro in Parlamento. 

Nel commentare la vittoria, resa possibile grazie alla capacità dei conservatori di attrarre voti da Laburisti, LiberalDemocratici e UKIP, Cameron ha sottolineato la sua intenzione di governare per mantenere la nazione unita, devolvendo alcuni poteri ai Parlamenti di Scozia e Galles.

Inoltre, Cameron ha ribadito la sua intenzione di indire un referendum sulla permanenza o meno della Gran Bretagna nell’Unione Europea: una scelta che pone il tema di una riforma di un’UE quantomai necessaria al giorno d’oggi.

Per quanto riguarda il campo interno, Cameron, forte ora di una maggioranza monocolore, ha promesso più case private, milioni di nuovi posti di lavoro, aiuti agli indigenti e tagli alle tasse. 

Infine, il Primo Ministro ha riconosciuto il valore del Segretario del Partito Laburista, Ed Miliband, e del Leader dei LiberalDemocratici, Nick Clegg, entrambi dimessisi dalla guida delle rispettive forze politiche dopo la cocente sconfitta, così come il Capo dell’UKIP, Nigel Farage.

In aggiunta, anche se il nuovo Governo è atteso per lunedì, Cameron non ha perso tempo ed ha già effettuato le prime nomine con conferme in posti particolarmente rilevanti, come quella di George Osborne a Cancelliere, Philip Hammond a Segretario degli Esteri, Michael Fallon a Segretario alla Difesa e Theresa May a Segretario agli Interni.

La destra moderna surclassa la vecchia sinistra 

Con la vittoria di Cameron, la Gran Bretagna mantiene forte il fronte interno all’Unione Europea -comprendente Danimarca, Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia, Romania e Portogallo- che richiede un’evoluzione dell’UE in chiave atlantista.

Questi Paesi, preso atto dell’inconsistenza dell’Unione Europea in campo internazionale, richiedono il superamento dell’Asse franco-tedesco come motore dell’UE, un maggiore legame con gli Stati Uniti d’America e un rafforzamento della presenza europea in seno alla NATO.

Inoltre, la permanenza di Cameron al Numero 10 di Downing Street permette anche il mantenimento di una delle voci più risolute a critica dell’aggressione militare della Russia di Putin all’Ucraina e, più in generale, dell’aggressività dimostrata da Mosca in Europa Centrale ed Orientale.

Infine, la vittoria di Cameron testimonia come una destra conservatrice ispirata a valori moderni e liberali, come i Tory sono sin dall’epoca di Harold MacMillan e Margaret Thatcher, sia una soluzione più adeguata ai problemi della società rispetto ad una sinistra di vecchio stampo socialdemocratico come i laburisti di Milliband. 

Matteo Cazzulani

Analista di Tematiche Trans Atlantiche, Europa Centro Orientale ed energetiche

@MatteoCazzulani

Elezioni in Gran Bretagna: tifo Cameron

Posted in Editoriale, Gran Bretagna by matteocazzulani on May 6, 2015

La vittoria del Partito Conservatore Tory consente il rafforzamento della Comunità Trans Atlantica ed un’evoluzione dell’Unione Europa atta a garantire la sicurezza del Vecchio Continente. Le posizioni del Primo Ministro britannico uscente su NATO e Russia, e il suo rapporto di amicizia con il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, le chiavi per una politica europea davvero lungimirante

Non solo consultazioni elettorali cruciali per uno dei Paesi più importanti dell’Unione Europea, le Elezioni Generali della Gran Bretagna di mercoledì, 8 Maggio, possono rappresentare un punto di svolta per il futuro della Comunità Trans Atlantica. Secondo le principali rilevazioni sociologiche, le Elezioni britanniche dovrebbero concludersi con una vittoria di misura del Partito Conservatore Tory guidato Primo Ministro uscente, David Cameron.

La vittoria di Cameron, che dal 2010 governa la Gran Bretagna in coalizione con i LiberalDemocratici, rappresenta il risultato ottimale per intensificare il percorso di rafforzamento della Comunità Trans Atlantica e, più nello specifico, di riforma di un’Unione Europea che fa sempre più fatica a contare sul piano internazionale.

Cameron, infatti, è uno dei pochi leader politici europei che ha ben compreso come solo con uno stretto legame con gli Stati Uniti d’America l’Unione Europea possa finalmente evolversi in quella potenza mondiale tanto sognata dai vari federalisti ed europeisti convinti.

Concordemente con questa visione, il Primo Ministro britannico, che in caso di riconferma alla guida del Governo ha promesso un referendum sull’opportunità o meno per Londra di rimanere in un’Unione Europea ad oggi troppo germano e franco centrica, si è speso a più riprese per il rafforzamento della NATO per garantire la sicurezza nazionale di tutti i Paesi dell’UE.

L’idea di Cameron è una valida alternativa al fantomatico esercito unico europeo che tanto il Presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, quanto l’Alto Rappresentante della Politica Estera e di Difesa dell’Unione Europea, Federica Mogherini hanno tanto ventilato.

Questo progetto è stato concepito senza considerare che un duplicato della NATO, peraltro senza la partecipazione di Stati Uniti e Canada, sarebbe un’iniziativa inutile, costosa e controproducente per difendere l’Europa, e più in generale la Comunità Trans Atlantica, dall’aggressione della Russia di Putin e dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante -ISIL.

Inoltre, Cameron, assieme al Premier italiano, Matteo Renzi, è stato l’unico Capo di Governo di un Paese membro dell’Unione Europea ad essere riuscito a mantenere un contatto diretto, ed una collaborazione proficua, con il Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama.

Il rapporto con Obama, suggellato dalle dichiarazioni di amicizia che, in più occasioni, il Presidente degli Stati Uniti ha rivolto a Cameron pubblicamente, è un punto a favore considerevole per Cameron, sopratutto se si tiene conto di come l’Amministrazione Presidenziale USA abbia dimostrato un sostanziale disimpegno, quando non un moderato disinteresse, rispetto alle questioni legate all’Unione Europea.

In aggiunta, Cameron, assieme ai Premier di Danimarca, Polonia, Lettonia, Estonia e Romania ed alla Presidente della Lituania, è stato uno dei pochi leader dell’Unione Europea ad avere assunto una posizione risoluta nei confronti del Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, in seguito all’aggressione militare russa all’Ucraina.

Cameron, che a più riprese ha lamentato provocazioni militari nei cieli della Gran Bretagna da parte di velivoli dell’esercito russo, è stato inoltre tra gli unici leader della Comunità Trans Atlantica, assieme ad Obama ed al Premier polacco, Ewa Kopacz, ad autorizzare l’invio di contingenti dell’esercito in Ucraina per addestrare le forze armate ucraine a difendere i propri confini dal più forte ed equipaggiato esercito della Russia.

Infine, Cameron ha anche implementato il legame tra Europa e Stati Uniti sul piano energetico, varando, come unico leader dell’Unione Europea, un contratto per l’importazione del gas shale statunitense a partire dal 2018.

Questo accordo, oltre che ad incrementare il ruolo degli Stati Uniti come Paese esportatore di gas nel mercato mondiale, dimostra come lo shale statunitense sia una valida alternativa al gas naturale russo, da cui l’Unione Europea dipende ancora troppo fortemente.

Essere più atlantisti per un’Europa davvero potenza mondiale

La politica attuata da Cameron, e più in generale dai Tory, fa della vittoria dei conservatori nelle Elezioni Generali britanniche il risultato su cui l’Europa tutta dovrebbe sperare.

Non sono, infatti, le ricette nazionaliste dello UKIP di Nigel Farage -Partito dalle venature xenofobe peraltro sul libro paga di Putin, come dimostrato da diversi media internazionali- quello di cui l’Europa ha bisogno.

Allo stesso tempo, non è nemmeno la posizione sull’Unione Europea espressa dal Partito Laburista di Ed Milliband, troppo morbida nei confronti di Germania e Francia, a servire all’UE per contare davvero nel Mondo.

Come sostiene Cameron, in Europa occorre essere maggiormente lungimiranti per garantire Democrazia, Libertà, Pace e Prosperità sia ai Paesi membri dell’Unione Europea che ai suoi alleati.

Dunque, occorre essere meno carolingi e più atlantisti: comprendere che non è la retorica franco-tedesca, bensì un saldo legame con gli Stati Uniti, la soluzione per un’Unione Europea davvero forte e protagonista nel Mondo.

Matteo Cazzulani

Analista di tematiche Trans Atlantiche, dell’Europa Centro-Orientale ed energetiche

@MatteoCazzulani

3 Maggio: ecco cosa la Polonia insegna all’Europa

Posted in Editoriale, Polonia by matteocazzulani on May 3, 2015

La Costituzione del 3 Maggio 1791 è stato il primo documento del suo genere approvato nel continente europeo secondo principi illuminati e moderni come la divisione dei Poteri, l’uguaglianza tra le classi e la libertà di culto. L’integrazione legislativa e burocratica tra Corona Polacca e Granducato di Lituania è un altro aspetto importante di questa Carta costituzionale

Oltre che la Patria di Papa San Giovanni Paolo II -Karol Wojtyla- e lo Stato che, più di tutti, si è battuto nel Secondo Dopoguerra per la Democrazia e la Libertà dall’oppressione sovietica, la Polonia è sopratutto il primo Paese in Europa ad avere raggiunto nella storia una maturità democratica quando, il 3 Maggio 1791, il Parlamento polacco approvò la Costituzione illuminata.

Questo documento, fortemente voluto da Re Stanislao Augusto Poniatowski e da un gruppo di nobili Riformatori, fu il primo nel suo genere in Europa -il secondo al Mondo dopo la Costituzione degli Stati Uniti d’America- ad ispirarsi ai principi illuministici di Libertà Universale e Diritti Umani, politici e civili garantiti alla più ampia fetta della popolazione possibile.

Nello specifico, la Costituzione del 3 Maggio sostituì la repubblica nobiliare fino ad allora in vigore con una Repubblica Costituzionale in cui la borghesia -e non solo i magnati- godevano di diritti politici, ed i contadini, progressivamente sollevati dalle corvée, venivano protetti dallo Stato. Inoltre, la Carta Costituzionale polacca sancì la divisione dei Poteri, affidando il legislativo ad un Parlamento -Sejm- bicamerale, l’esecutivo ad un Consiglio dei Ministri presieduto dal Re, e quello giudiziario ad una magistratura autonoma.

In particolare la Costituzione del 3 Maggio sancì la libertà di culto e la tolleranza religiosa, pur mantenendo il cattolicesimo la confessione ufficiale dello Stato. Infine, questa carta costituzionale integrò le strutture amministrative della Repubblica di Polonia-Lituania, finora divise, sopratutto linguisticamente, tra la Corona polacca e il Granducato lituano.

Come dichiarò lo stesso Re Poniatowski, la Costituzione del 3 Maggio è figlia della Costituzione degli Stati Uniti d’America del 1788, i cui principi liberali ed illuminati furono ripresi ed adattati alla realtà della Polonia del tempo: un Paese culturalmente avanzato e progredito circondato da superpotenze economiche e militari assolutiste, imperialiste e reazionarie.

Proprio queste superpotenze, la Russia di Caterina II e la Prussia di Federico Guglielmo II, non accettarono l’approvazione della Costituzione illuminata e, d’accordo con i nobili polacchi della fazione Repubblicana -una corrente conservatrice contraria alla Costituzione del 3 Maggio, e per questo alternativa a quella dei Riformatori- attaccarono militarmente la Polonia, costrinsero Re Poniatowski ad abolire la nuova Carta costituzionale, e privarono la Repubblica polacco-lituana di alcune delle sue regioni nel 1792 e nel 1793.

A nulla servì la riscossa di un gruppo di Riformatori polacchi guidati da Tadeusz Kosciuszko, che dopo avere avviato, con successo, un’insurrezione armata furono sconfitti da Russia, Prussia ed Austria. 

Questi tre imperi, nel 1795, cancellarono definitivamente la Repubblica polacco-lituana dalle carte geografiche attuando la Terza Spartizione della Polonia.

Capire il passato per comprendere il presente. Ora più che mai

Oltre che per essere totalmente sconosciuta agli italiani, la storia della Costituzione del 3 Maggio è importante da essere tramandata e studiata per via del suo portato di modernità, giustizia e Libertà.

Per la prima volta in Europa, una Carta Costituzionale riconobbe pari diritti politici a nobili e borghesi, stabilì una divisione netta dei Poteri, garantì una certa Libertà di culto, ed integrò i sistemi burocratici di due Stati europei -la Corona polacca e il Granducato di Lituania- finora confederati ma autonomi.

La Costituzione del 3 Maggio è anche un esempio di come la Comunità Trans Atlantica rappresenti il modello culturale più avanzato al mondo: è proprio grazie all’insegnamento degli Stati Uniti d’America, ripreso in Polonia dai promotori della Costituzione di Maggio, che, più tardi, altri Paesi approvarono simili Carte costituzionali ispirate ai principi dell’illuminismo.

Infine, l’epopea della Costituzione del 3 Maggio è anche un esempio di come, in Europa Centro-Orientale, la sovranità e l’indipendenza degli Stati militarmente più deboli è spesso messa a repentaglio dal Vicino aggressore ed imperialista.

Così come nel XVIII secolo nei confronti della Polonia, anche oggi la Russia -Paese che non ha mai conosciuto la democrazia- esercita pressioni militari attive nei confronti di quei Paesi vicini, come Georgia, Ucraina, Moldova, che, legittimamente, ambiscono ad un futuro all’interno dell’Unione Europea, della NATO e, più in generale, della Comunità Trans Atlantica.

Proprio per via del ripetersi della storia, sarebbe opportuno che il 3 Maggio fosse non solo la Festa della Costituzione polacca, ma diventasse anche una giornata in cui l’Europa tutta -sopratutto i Paesi più filorussi come Francia, Grecia, Ungheria, Repubblica Ceca, Italia e Belgio- riflettesse sull’opportunità di integrare al più presto l’Unione Europea agli Stati Uniti e, sopratutto, di difendere Kyiv e Tbilisi dall’aggressione armata di Mosca.

Matteo Cazzulani

Analista di tematiche Trans Atlantiche, energia ed Europa Centro-Orientale

@MatteoCazzulani