LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

CLIMA: ATTACCO INGIUSTIFICATO DEI MEDIA DI FRANCIA E GERMANIA ALLA POLONIA

Posted in Polonia by matteocazzulani on November 13, 2013

I media francesi e tedeschi contestano l’economia polacca per le alte emissioni di CO2, ma dimenticano di guardare i propri dati su carbone e nucleare. La mancata conoscenza del background storico-economico dell’Europa Centrale alla base del feroce attacco a Varsavia

Fare la morale agli altri è sempre facile, ma è molto più difficile guardare in casa propria, e considerare il background storico-economico di chi si contesta spesso sulla base di pregiudizi preconcetti. In occasione della Conferenza sul Clima dell’ONU di Varsavia, iniziata lunedì, 11 Novembre, la stampa e parti del mondo politico di Germania e Francia si sono spese in una critica feroce alla Polonia, accusata di utilizzare un’alta quantità di carbone.

La critica alla Polonia è in parte sensata, in quanto l’economia polacca, secondo i dati dell’Agenzia Energetica Internazionale, emette all’anno 7,99 Tonnellate di CO2, mentre la media dell’UE -che la Commissione Europea si è promessa di abbattere per rispettare il Protocollo di Kyoto- è di 7,29 Tonnellate all’anno.

I tedeschi però dimenticano di guardare con attenzione in casa propria: sempre l’Agenzia Energetica Internazionale ha rilevato l’emissione da parte della Germania di 9,32 Tonnellate di CO2 all’anno, una quantità superiore non solo a quella rilasciata dalla Polonia, ma anche alla media UE.

Lecito anche citare come rilevazioni testimonino che le emissioni di CO2 in Polonia, seppur lentamente, stanno diminuendo, mentre in Germania, sopratutto in seguito alla rinuncia all’energia nucleare, stanno aumentando.

Per quanto riguarda la Francia, inutile sottolineare che la diminuzione del carbone è stata compensata dall’incremento del nucleare: una tecnologia che sempre più Paesi nel Mondo stanno per abbandonare.

Vi è poi la necessita si sottolineare un aspetto di primaria importanza, che viene puntualmente sottovalutato da tutti i commentatori dell’Europa Occidentale a riguardo del clima: la Polonia, così come il resto dei Paesi dell’Europa Centro-Orientale, paga ancora la pesante eredita sovietica, dove riscaldamento ed energia veniva prodotto unicamente via carbone.

Ad oggi, in Polonia ed in Europa Centro-Orientale i riscaldamenti privati ed industriali sono prevalentemente alimentati a carbone, e la loro conversione ad altre fonti di energia -in primis al gas- è un processo lungo che richiede risorse che, in un momento di crisi come quello attuale, non possono essere allocate né dal Governo polacco, né dalla Commissione Europea.

Una proposta per risolvere il problema: lo shale al posto del carbone

La critica alla ‘Polonia che inquina’ è dunque sterile e basata sull’ignoranza della realtà storica ed economica dell’Europa Centrale, ma potrebbe essere risolta mediante uno scambio alla pari: finanziare la conversione delle strutture energetiche polacche a carbone mediante i proventi provenienti dallo sfruttamento del gas shale in Polonia.

Lo shale è un gas estratto da rocce argillose basate a bassa profondità mediante sofisticate tecniche di fracking che, negli ultimi anni, ha permesso agli USA di diventare uno dei principali Paesi esportatori di oro blu al Mondo. Ad oggi, in Europa lo sfruttamento dello shale è stato avviato da Gran Bretagna, Danimarca, Romania e Lituania, ed è supportato da Estonia, Austria, Spagna ed Ungheria.

Secondo le stime dell’EIA, e come certificato dalle prime ricerche, la Polonia possiede sul suo territorio una riserva di 148 Trilioni di Piedi Cubi di shale: tanto da rendere lo Stato polacco autosufficiente dal carbone, e garantire forniture di gas agli altri Paesi UE.

Tuttavia, per essere sfruttato lo shale richiede di appoggio economico, logistico e, sopratutto, politico: fatto che manca in particolare dalla Germania, che teme di irritare la Russia, autrice di una vera e prorpia campagna di disinformazione per rallentare lo sfruttamento del gas non convenzionale in Polonia.

Putin contro lo shale favorisce il carbone in UE

Mosca teme di perdere la posizione di monopolio nella vendita di gas in Unione Europea: un mezzo che il Presidente russo Putin non ha mai nascosto di usare per esercitare pressioni di carattere geopolitico su Bruxelles e su altri Paesi indipendenti dello spazio ex-sovietico -come Bielorussia, Moldova, Ucraina ed Armenia.

Per via monopolio del gas della Russia, e della politica filo-russa di Francia e Germania, la proposta di compensare la ristrutturazione delle infrastrutture energetiche polacche a carbone con i proventi dello shale è dunque inattuabile.

Così, è più comodo per alcuni media di Germania e Francia attaccare la Polonia per il suo presunto inquinamento, tralasciando i pregressi storici ed il background geopolitico legato alle dittature sovietiche in Europa Centro-Orientale.

La questione climatica rispecchia anche la situazione interna all’UE, dove, sopratutto sul piano energetico, i Paesi dell’Europa Occidentale preferiscono fare affari privati con la Russia di Putin anziché creare una politica energetica comune europea volta alla diversificazione delle forniture di oro blu per ridurre il monopolio di Mosca.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: A JULIJA TYMOSHENKO VIETATA BRUXELLES

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 25, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica trattenuta in Patria per non partecipare al summit PPE. Rinnovata l’accusa per il pagamento irregolare delle pensioni. Il Procuratore Generale: “Ce lo ha chiesto lei”. L’anima della Rivoluzione Arancione denuncia la repressione politica

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

La squadra di Janukovych ha problemi con l’inglese. E, a quanto pare, anche con il savoir faire. Nella giornata di martedì, 25 Gennaio, la procura Generale ha negato alla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, di recarsi a Bruxelles per lavoro.

Motivazione, la stesura dell’invito in lingua inglese. Senza traduzione. Tanto è bastato alle Autorità, per rigettare la richiesta del partito Popolare Europeo, e costringere l’Anima della Rivoluzione Arancione a rinunciare alla riunione della forza politica continentale a cui appartiene.

Un impegno fissato da tempo. Julija Tymoshenko è stata avvisata da settimane, con una lettera personale del Leader del PPE Vilfred Martens. A nulla è bastata la richiesta supplementare, necessaria per sospendere temporaneamente la revoca al Diritto d’Espatrio, imposta dai giudici all’ex-Primo Ministro.

Ma non è tutto. Nella medesima giornata, il procuratore Generale, Viktor Pshonka, ha spiegato che il processo è stato rinnovato per volere della stessa Julija Tymoshenko.

Una perfetta masochista, secondo le Autorità, subito accontentata dai magnanimi giudici. Confermate le accuse a suo carico per uso improprio dei fondi per le emissioni CO2 alle uscite sociali.

Julija Tymoshenko al contrattacco

Terminato l’interrogatorio odierno, l’ennesimo giornaliero, l’anima della Rivoluzione Arancione ha ribadito che i conti sono in ordine, che non ci sono prove a supporto delle accuse, e che, in ogni caso, è accusata del pagamento delle pensioni, in un periodo di crisi, anziché al rispetto del Protocollo di Kyoto.

Una situazione che ha spinto Julija Tymoshenko al contrattacco. Come riportato dal settimanale Glavnoe, la Leader dell’Opposizione Democratica non solo intende confutare le accuse politiche a suo carico, ma anche denunciare a sua volta l’operato del Presidente, Viktor Janukovych.

Il quale, proprio in virtù delle medesime imputazioni, sarebbe colpevole.

“Mi si accusa di aver speso 12,5 milioni di euro per l’acquisto di autoambulanze – ha evidenziato – ma come definire i 17 milioni sottratti al bilancio statale da Janukovych per un elicottero privato? E’ una questione politica, organizzata per eliminare un avversario”.

Lecito ricordare che, oltre ai fondi di Kyoto, ed alle ambulanze, Julija Tymoshenko è accusata di arricchimento nell’ambito dell’acquisto di vaccini.

A supporto della natura politica del provvedimento, anche gli arresti di una decina di personalità del suo entourage, ad oggi rinchiusi sotto stretta osservazione. Tra essi, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, e l’ex-Vice Ministro della Giustizia, Jevhen Kornijchuk.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: EUROPA METTE ALLA PROVA JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 21, 2011

L’ambasciata UE preoccupata dal regresso della democrazia in Ucraina. Per la Corte d’Appello, illegittima la lotta anti-corruzione di Julija Tymoshenko, su indicazione della Procura Generale 

L'ambasciatore UE a Kyiv, Manuel Pintu Teixeira

Marcatura stretta su Janukovych. Nella giornata di venerdì, 21 Gennaio, l’Ambasciatore UE a Kyiv, Manuel Pintu Teixeira, ha espresso profondo turbamento per lo stato di democrazia e libertà dei media in Ucraina.

Come dichiarato, nel corso di una conferenza stampa, Bruxelles si aspetta dal Presidente, Viktor Janukovych, concreti passi in avanti, in grado di avvicinare il Paese all’Occidente. 

In controtendenza, rispetto a quanto dimostrato nelle ultime elezioni locali, lo scorso Ottobre. Tornate, dopo gli anni felici dei governi arancioni di Julija Tymoshenko, ad essere certificate non in linea con gli standard di regolarità. 

Inoltre, il diplomatico portoghese ha augurato una proficua collaborazione nell’ambito del prossimo round di trattative per la creazione della Zona di Libero Mercato. Un obiettivo, per il Vecchio Continente, da raggiungere per il miglioramento delle relazioni tra le parti. 

Continua la repressione sull’Opposizione Democratica

Conferma delle reali intenzioni delle Autorità ucraine, l’ennesimo attacco ai danni della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

Questa volta, nessuna nuova accusa. Né alcun processo. Solo una sentenza ribaltata dalla Corte d’Appello di Kyiv – il TAR del Lazio ucraino – su espresso volere della Procura Generale. 

Il provvedimento, consiste nel mancato riconoscimento dell’illegalità della vendita di 201 imprese, commissionata dal Secondo Governo Tymoshenko. De facto, il verdetto d’appello ha condannato l’operato dell’anima della Rivoluzione Arancione.

Tra gli enti interessati, industrie automobilistiche, metallurgiche, motociclistiche, ed agricole. Rivendute a prezzi di mercato, dopo la loro rinazionalizzazione. 

Un’operazione, voluta da Julija Tymoshenko, per recuperare danaro pubblico, perso dall’Amministrazione Kuchma dopo la svendita delle imprese ai grandi industriali dell’est del Paese. 

Lecito ricordare che la Leader dell’Opposizione Democratica è sotto processo per uso improprio dei fondi per l’abbattimento di CO2 alle uscite sociali, ed acquisto illecito di vaccini e 27 autoambulanze. 

Così, l’Anima della Rivoluzione Arancione è stata privata del Diritto d’Espatrio. Rea, per così dire, di avere pagato le pensioni, e migliorato il sistema sanitario.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO AL FIANCO DI MAJDAN E STAMPA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 17, 2011

Ennesimo interrogatorio per la Leader dell’Opposizione Democratica, che difende imprenditori, lavoratori e giornalisti. In 200 in piazza contro il Codice Fiscale

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

La Procura non cambia musica. Nemmeno per i prossimi giorni. Lunedì, 17 gennaio, alla Leader dell’Opposizione Democratica, Julia Tymoshenko, è stata rinnovata l’accusa di uso improprio dei fondi per le emissioni CO2 alle uscite sociali.

A comunicarlo, al termine dell’interrogatorio, la stessa anima della Rivoluzione Arancione, che ha evidenziato la natura repressiva del provvedimento, volto ad impedirle lo svolgimento della sua attività politica.

A stampa e sostenitori – una cinquantina, ad attenderla presso l’edificio – ha ribadito di non voler abbandonare il Paese, e promesso di continuare la lotta in Patria. Per un’Ucraina giusta, democratica, Indipendente, ed europea. Malgrado la morsa della magistratura. Che l’ha convocata anche per le prossime due giornate.

Probabilmente, per ripeterle i medesimi capi d’accusa: oltre all’utilizzo del danaro per il rispetto del protocollo di Kyoto alle uscite sociali, l’acquisto irregolare di 27 autoambulanze. Ed usurpazione delle risorse statali, nell’ambito dell’acquisto di vaccini.

Così, l’ex Primo Ministro è stata privata anche del Diritto d’Espatrio. Rea, per così dire, di avere pagato le pensioni, e migliorato il sistema sanitario nazionale.

Oltre a lei, in prigione sono finiti suoi stretti collaboratori. Tra essi, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, e l’ex-Viceministro della Giustizia, Jevhen Kornijchuk.

La protesta contro il Codice Fiscale

In aggiunta, Julija Tymoshenko ha attaccato il Ministro degli Interni, Anatolij Mohyl’ov, che ha minacciato l’intervento della polizia durante le manifestazioni, programmate nella mattinata. Una mossa, per scoraggiare la partecipazione ad una dimostrazione pacifica contro le Autorità. Che, felicemente, non ha avuto successo.

Difatti, in circa 200 hanno presidiato l’Amministrazione Presidenziale. Imprenditori, lavoratori, e Deputati Nazionali dell’Opposizione Democratica. Insieme, contro la reclusione politica di tre coordinatori delle dimostrazioni di novembre contro il Codice Fiscale.

Una legge che, per concedere sgravi ai grandi imprenditori, sponsor del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – ha incrementato la pressione su piccola e media impresa, e privato i sindacati del diritto di riunione.

Oltre ai manifestanti non violenti, ed agli oppositori politici, nell’Ucraina di Janukovych, ad essere vittima di continue pressioni è anche la stampa. A sua difesa, una nota del principale gruppo alla Rada dell’Opposizione Democratica, il Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna.

Il Capo dello Stato è stato chiamato a porre fine ad un’escalation che, in un solo anno, nel rating dell’autorevole Freedom House, ha escluso Kyiv dagli Stati liberi. E retrocesso il Paese di 42 posizioni anche nella graduatoria, in quanto a Libertà di Stampa, di Reportères sans Frontières.

“Poliziotti hanno sequestrato materiale alla giornalista Olena Bilozers’ka – riporta l’ufficio stampa BJuT – e Parlamentari della maggioranza si permettono di percuotere corrispondenti di importanti testate. Le Autorità – ha continuato – minacciano l’informazione on-line. Il silenzio del Presidente è una conferma – ha ultimato – della mancata volontà di punire chi impedisce il lavoro dei giornalisti”.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: FREEDOM HOUSE CRITICA JANUKOVYCH. CONVOCAZIONE PERMANENTE IN PROCURA PER JULIJA TYMOSHENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 13, 2011

Il rating americano conferma il regresso della democrazia sulle rive del Dnipro. Ancora violenze e provvedimenti giudiziari a scopo politico. La Leader dell’Opposizione Democratica ogni giorno davanti ai giudici

Il logo della ONG Freedom House

L’Ucraina Paese non più libero, retrocessa nel gruppo di Afghanistan, Burundi, Cambogia, Etiopia, Iran, Kuwait, Madagascar, Ruanda, Shri Lanka, e Tailandia. E’ con questo verdetto – arancione – che l’autorevole ONG americana Freedom House ha certificato il regresso democratico in atto sulle Rive del Dnipro.

Merito del Presidente, Viktor Janukovych, dal momento in cui Kyiv è l’unica ad uscire dal gruppo dei Pienamente Democratici. Un traguardo, tutto della Rivoluzione Arancione – con i governi di Julija Tymosshenko e la Presidenza di Viktor Jushchenko – che ha fatto dell’Ucraina un unicum nell’ex URSS, con gli Stati Baltici.

Quello del rating Freedom House non è il solo record battuto dalla banda Janukovych. Difatti, le Autorità di Kyiv sono state in grado di rovinare, e contraddire, anche l’approvazione di un decreto finalmente serio. Con 408 favorevoli, su 433 Parlamentari registrati, la Rada ha emanato la Legge sull’Accesso alla Libera Informazione.

Un documento che elimina, per ogni cittadino, i vincoli per la libera consultazione di ogni atto governativo. Un’innovazione, sentita dai giornalisti a tal punto da incitarne l’approvazione, con l’esposizione, dalla loggia stampa, di uno striscione.

Ancora violenze e repressioni

L'ex vice ministro della giustizia, Jevhen Kornijchuk. FOTO 5 KANAL

Pronta la reazione del Vice Speaker del Parlamento, Adam Martynjuk. Il quale, stizzito, ha affermato di non necessitare della stampa per sapere cosa fare. Anche la polizia è stata scattante nell’imporre la rimozione, e l’eliminazione, dello stendardo.

Ad essi, si è aggiunta la rabbia di Oleksij Zhuravko, Parlamentare del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – che ha aggredito il collega dell’autorevole – malgrado tutto – Ukrajins’ka Pravda, Mustafa Najem.

Oltre alla condotta della maggioranza, a confermare la rilevazione Freedom House, l’ennesimo interrogatorio ai danni della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko. Il primo di una lunga serie, dal momento in cui la Procura le ha imposto la convocazione giornaliera, dalle 10 alle 17. Nemmeno fossimo alle elementari.

L’ex Primo Ministro, anima della Rivoluzione Arancione, è accusata di uso improprio dei fondi per le riduzioni di CO2 alle uscite sociali, di acquisto irregolare di 27 autoambulanze, e di usurpazione di risorse nell’ambito dell’acquisto di vaccini.

Così, la Lady di Ferro ucraina è stata privata persino del diritto d’espatrio. Rea, per così dire, di avere pagato le pensioni in un periodo di crisi. E di essersi occupata della salute degli ucraini.

“Da nessuna legge è previsto tale trattamento – ha dichiarato, all’uscita dalla Procura – vogliono impedirci di interagire con la gente – ha aggiunto – lavorare, e rafforzare la nostra attività politica. E’ Janukovych – ha ultimato – che lo ha ordinato”.

Sempre giovedì, 13 Gennaio, la Corte di Appello ha confermato l’arresto dell’ex-Vice Ministro della Giustizia, Jevhen Kornijchuk. Giudicato soggetto potenzialmente nocivo per lo svolgimento delle indagini, l’esponente del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna è l’ennesima personalità di spicco dell’entourage della Leader dell’Opposizione Democratica ad essere finita in gattabuia.

Prima di lui, altri dieci. Tra essi, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, e l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO INNOCENTE ANCHE PER IL GIAPPONE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 6, 2011

Tokyo conferma il corretto utilizzo dei fondi per l’abbattimento di CO2. La Corte obbliga la Leader dell’Opposizione Democratica alla convocazione giornaliera. Sostegno dall’Europa

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, all'ingresso della Procura

Tutti i giorni, dalle 9 alle 18. Pausa pranzo, come d’abitudine, non assucurata. Questa è la decisione scaturita dall’interogatorio in Procura di mercoledì, 5 Gennaio, ai danni della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

L’anima della Rivoluzione Arancione dovrà visionare 17 faldoni contenenti i capi d’accusa a suo carico.

“Dinnanzi a ben 18 giudici — ha illustrato, all’uscita dall’interrogatorio — pagati con le tasse degli ucraini. Denaro che andrebbe utilizzato nella lotta contro la vera corruzione”.

A confermare la posizione dell’ex Primo Ministro, le Autorità giapponesi. Le quali, con una propria indagine, hanno verificato l’effettivo utilizzo dei 319, 9 Milioni di Euro erogati all’Ucraina, per l’abbattimento delle emisioni di CO2, come previsto dal Protollo di Kyoto. E non alle uscite sociali, come denunciato dal Presidente, Viktor Janukovych, e dal Premier, Mykola Azarov.

Una prova che deve avere infastidito la Commissione d’Inchiesta, già di pessimo umore all’inizio della seduta. Come riportato da Julija Tymoshenko, i Giudici avrebbero protestato per la sua presenza presso la Corte d’Appello in solidarietà all’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko. L’ennesima personalità di spicco dell’entourage della Leader dell’Opposizione Democratica, arrestata per motivi politici.

Ripicca per tale comportamento, il divieto per Julija Tymoshenko di avvalersi dei suoi consiglieri durante gli interrogatori.

La vicinanza di PPE, UE e Voce Arancione

Il primo ministro ungherese, Viktor Orban

Ripercussioni potrebbe avere anche la richiesta del permesso di recarsi a Bruxelles, che la Leader dell’Opposizione Democratica è intenzionata ad esporre, per partecipare al vertice del Partito Popolare Europeo, a cui è stata invitata.

Accusata di uso dei fondi per Kyoto al il pagamento delle pensioni, peraltro in un momento di crisi, e di acquisto irregolare di 27 ambulanze, Julija Tymoshenko è stata privata del Diritto d’espatrio. E costretta, ogni giorno, alla firma in Procura.

Ad esprimere vicinanza ed auguri di Buon Natale — che in Ucraina si festeggia il 7 gennaio — all’anima della Rivoluzione Arancione, il Primo Ministro ungherese, Viktor Orban, Presidente di turno dell’Unione Europea, a nome della quale ha espresso solidarietà.

A tale auguriosi unisce la Voce Arancione. Determinata, con coerenza ed onestà intellettuale, a rendere nota in Occidente la repressione ai danni dell’Opposizione Democratica. In particolare, della sua carismatica Leader.

Unica a lottare, sempre, senza scendere a patti, Memorandum ed Universali, per un’Ucraina giusta, democratica, Indipendente ed europea.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: PROCURA GENERALE NON INCASTRA JULIJA TYMOSHENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 5, 2011

I giudici non riescono ad incolpare la Leader dell’Opposizione Democratica dell’interrogtorio di 12 ore. L’anima della Rivoluzione Arancione lancia la sfida sul 5 Kanal

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

La montagna ha partorito un topolino. Zoppo. Nella serata di martedì, 4 gennaio, la Procura Generale ha accusato la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, di essersi trattenuta sua sponte davanti ai giudici per 12 ore, lo scorso 30 dicembre. A testimoniarlo, un video, consegnato, su domanda, ad un reporter indipendente.

Pronta la risposta di Bat’kivshchyna. Che, stupita della velocità con cui la Autorità avrebbero soddisfatto la richiesta del giornalista, ha preteso, con altrettanta celerità, la difusione dei verbali.

I video, come ha comunicato l’addetta stampa del principale patito dell’Opposizione Democratica, si possono falsificare. I verbali, no. Ed ingannare la Lady di Ferro ucraina, che ha iniziato la sua carriera lavortiva proprio nella compravendita di cassette, con un filmato, è impresa assai comica.

In breve tempo, la Procura Generale ha comunicato di non avere distribuito alcun video. Pur confermandone l’esistenza, ha affermato l’impossibilità di diffonderlo senza le dovute autorizzazioni. E preannunciato più precise spiegazioni.

Una vittoria per Julija Tymoshenko. Che, tralaltro, nel corso di quella seduta interminabile ha chiesto a più riprese un pausa, se non altro per respirare e bere. Possibilità negatale dagli inquirenti, inflessibili nel trattenerla per circa mezza giornata.

L’intervista di Natale

Il simbolo del 5 Kanal. FOTO 5 KANAL

Un’intervista della Leader dell’Opposizione Democratica è andata in onda sul 5 Kanal: TV indipendente, vittima di pressioni da parte delle Autorità. L’ex Primo Ministro ha ribadito come, a supporto del processo a suo carico, non vi siano prove certe, e ricordato di essere accusata per aver pagato le pensioni con i fondi destinati alla riduzione di CO2. Peraltro, in un momento di crisi.

Inoltre, l’anima della Rivoluzione Arancione ha commentato l’altro capo d’acusa mossole dalla Procura, quello inerente all’acquisto irregolare di 27 autoambulanze, evidenziando come, per le Autorità, il miglioramento del sistema sanitario sia un reato.

Sulla regia dei procedimenti a suo carico, Julija Tymoshenko è consapevole del ruolo dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych, intenzionato ad eliminarla dalla scena politica. Accanto all’anima della Rivoluzione Arancione, anche altri esponenti di spicco dell’Opposizione Democratica, di cui una decina sono già stati arrestati.

A testimonianza della svolta autoritaria, Julija Tymoshenko ha rammentato le scorse elezioni amministrative del 31 ottobre, in cui le Commissioni Elettorali Locali sono state controllate in prevalenza dal Partija Rehioniv — la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e qusi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

E Bat’kivshchyna, costretta a rinunciare alla denominazione Blocco Tymoshenko — più noto agli elettori — estromessa dalla consultazione nelle sue roccaforti di Kyiv e Leopoli.

Ciò nonostante, la Leader dell’Opposizione Democratica ha comunicato di non arendersi. E, malgrado la revoca del diritto d’espatrio, e l’obbligo di firma in Procura, di continuare a lavorare per quegli ucraini che, nella Rivoluzione Arancione, così come oggi, desiderano un’Ucraina giusta, democratica, Indipendente d europea.

“Creeremo un movimento di opposizione a queste Autorità — ha dichiarato — di tutta la società civile. Unita, nel ritrovare la strada dell’Ucraina verso Occidente e la Libertà”.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: SENTENZA SU JURIJ LUCENKO SLITTATA. JULIJA TYMOSHENKO CHIAMA AL MAJDAN

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 4, 2011

Accolto il ricorso per la mancata presenza dell’ex-Ministro degli Interni. La Leader dell’Opposizione Democratica, di nuovo attesa in Procura, invita il campo arancione all’Unità.

Striscione in solidarietà all'ex-ministro degli interni, Jurij Lucenko. FOTO 5 KANAL

La legge trionfa in Ucraina. Ancora per un giorno. Nella giornata di martedì, 4 Gennaio, l’appello a carico dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, è stato posticipato. Di 24 ore.

Dunque, accolto il ricorso dell’avvocato del politico dell’Opposizione Democratica, in seguito al mancato permesso di partecipare al suo assistito.

Il giorno precedente, attendendosi alla Legge, lo stesso Lucenko ha richiesto alla Corte di potere presenziare ad un’audizione importante per le sue sorti. Accusato di abuso d’ufficio, scarsa collaborazione con la Procura, ed irregolarità nelle indagini per l’avvelenamento dell’ex Capo di Stato, Viktor Jushchenko, il politico rischia almeno due mesi di detenzione.

Ad accogliere la notizia, un migliaio di militanti di Narodna Samooborona – il partito di Lucenko – ed altri soggetti politici del campo arancione. Tra essi, anche la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, dapprima tra i manifestanti, e, successivamente, in aula, in solidarietà al Ministro degli Interni del suo secondo governo.

“Voglio dire a Jurij che non è solo. Siamo insieme, in questa comune battaglia”, ha dichiarato.

Julija Tymoshenko chiama al Majdan

Vicinanza che l’anima della Rivoluzione Arancione non potrà replicare. L’indomani, è attesa in Procura per l’ennesimo interrogatorio a suo carico. Anche Julija Tymoshenko è sotto processo, accusata di uso improprio dei fondi per le emissioni di CO2 alle uscite sociali, e di acquisto irregolare di 27 autoambulanze.

Così, la Leader dell’Opposizione Democratica, ex Primo Ministro, è stata privata del diritto d’espatrio per avere pagato le pensioni, e migliorato il sistema sanitario nazionale.

All’ingresso della Corte, Julija Tymoshenko ha ribadito di non temere i Giudici, e di non essere intenzionata ad abbandonare il suo Paese. In aggiunta, ha illustrato come gli arresti, ed procedimenti giudiziari a carico suo, di Lucenko, e di altri esponenti di spicco dell’Opposizione Democratica, siano opera del Presidente, Viktor Janukovych, intenzionato a cancellare ogni concorrente sulla scena politica.

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Inoltre, la Lady di Ferro ucraina ha invitato i partiti del campo arancione, le Associazioni patriottiche, e gli attivisti per i Diritti Umani ad unirsi, collaborare, e scendere in piazza, per dimostrare il proprio dissenso.

Appuntamento, sul Majdan Nezalezhnosti, il prossimo 22 Gennaio. In occasione Giorno dell’Unità Ucraina [in cui si ricorda l’unione tra la Repubblica Popolare Ucraina e la Repubblica Popolare Ucraina Occidentale, n.d.a].

Infine, l’ennesimo allarme, ai microfoni della BBC.

“Stiamo agendo per riportare l’Ucraina sulla strada della democrazia, della giustizia e dell’Europa – ha affermato – ma la Procura Generale – ha evidenziato – risponde agli ordini dell’Amministrazione Presidenziale. E’ il Capo di Stato – ha concluso – a volere la repressione dell’Opposizione Democratica”.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: SU JULIJA TYMOSHENKO SI CERCANO ALTRE ACCUSE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 3, 2011

La figlia della Leader dell’Opposizione Democratica sarebbe coinvolta nella costruzione del terminal D dell’areoporto di Kyiv. L’avvocato dell’ex ministro dell’economia nega l’ennesima accusa a scopo politico

L'ex ministro dell'economia, Bohdan Danylyshyn

Dopo Kyoto e le Opel Combo, anche Borispil’. Nella costruzione del terminal D dell’areoporto di Kyiv, su cui è in corso un’inchiesta, sarebbe implicata la figlia di Julija Tymoshenko, Jevhenija Karr.

A renderlo noto, un’indiscrezione proveniente dall’entourage dell’ex Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, in carica nel secondo governo della Lady di Ferro ucraina. Voci che hanno fatto serpeggiare l’apertura di un nuovo procedimento giudiziario a carico di Julija Tymoshenko.

A negarle, l’avvocato dell’ex-Ministro, Maryna Makhitkova. In un’intervista a Radio Liberty, ha illustrato l’impossibilità di tali affermazioni, dal momento in cui Danylyshyn è recluso in Repubblica Ceca, da dove non ha più contatti con la Patria da quando ha richiesto asilo politico.

“Che tali informazioni siano supportate da prove — ha affermato — altrimenti, è pura menzogna”.

In esilio nel cuore dell’Europa

Fermato a Praga, lo scorso 19 ottobre, con lo status di ricercato internazionale, per intromissione nelle procedure di compravendita di aziende a responsabilità limitata, l’ex-Ministro è il terzo di una lista di personalità di spicco dell’entourage di Julija Tymoshenko, arrestate a scopo politico. Oggi, arrivata alla decina.

Inoltre, la Leader dell’Opposizione Democratica è sotto processo per uso improprio dei fondi per l’abbattimento di CO2 alle uscite sociali, e di acquisto irregolare di 27 autoambulanze. Accuse, prive di prove, per le quali la Leader dell’Opposizione Democratica è stata privata del diritto d’espatrio.

Rea di aver pagato le pensioni. E migliorato il sistema sanitario del suo Paese.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO PROCESSATA CON I SOLDI DEL BILANCIO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 2, 2011

Il Consiglio dei Ministri eroga un fondo per il ricorso contro l’agenzia britannica, responsabile dell’acquisto delle autoambulanze, volute dalla Leader dell’Opposizione Democratica. Bat’kivshchyna contrattacca su fondi per Euro 2012 e le 3600 Tuareg

Le autoaumbulanze acquistate dalla Leade dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko. FOTO TYMOSHENKO.UA

Il processo a Julija Tymoshenko lo pagano i contribuenti ucraini. Nella giornata di Domenica, 2 Gennaio, il Premier, Mykola Azarov, ha stanziato un fondo straordinario per inizare la procedura giudiziaria contro la compagnia Legal Business Consultants.

3,5 milioni di Hryvnje. Che, anziché servire al funzionamento dello Stato, finanzieranno il processo politico ai danni dell’ex Primo Ministro, oggi Leader dell’Opposizione Democratica.

La compagnia britannica è accusata di collaborazione con Julija Tymoshenko nell’acquisto di 27 autoambulanze. A prezzo, secondo le Autorità, maggiorato. Opel Combo, tanto prestigiose, quanto veloci, ordinate, nel 2009, dall’anima della Rivoluzione Arancione, per migliorare il sistema sanitario del Paese.

Oltre al procedimento del Ministero delle Emergenze, Julija Tymoshenko è stata accusata di uso improprio dei finanziamenti per l’abbattimento di CO2 alle uscite sociali.

Così, la Leader dell’Opposizione Democratica, privata del diritto d’espatrio, è convocata quasi ogni giorno in Procura. Rea, per così dire, di aver pagato le pensioni. Peraltro, in un momento di crisi.

Le tuareg di Janukovych

Dinnanzi a tali imputazioni, prive di prove, Julija Tymoshenko ha presentato un esposto sui finanziamenti alla costruzione del Centro Olimpico Nazionale di Kyiv, incementati più del doppio dall’insediamento dell’amministrazione del Presidente, Viktor Janukovych.

Inoltre, il Deputato Nazionale del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Andrij Shvec’, ha esortato l’apertura di un’inchiesta sull’acquisto di 3600 Volkswagen Tuareg, per le necessità del Ministero dell’Interno.

Una spesa ben superiore rispetto a quella delle ambulanze. E di minore utilità sociale. Avvenuta nel maggio 2004, quando Viktor Janukovych ha ricoperto la carica di Primo Ministro.

Matteo Cazzulani