LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS: COSI UN’UCRAINA ISOLATA SI PREPARA AL CONFLITTO CON LA RUSSIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on October 10, 2011

Kyiv si propone come forniture all’UE al posto di Mosca. Ad ostacolare il progetto, la politica russa di aggiramento energetico, e condanne di Bruxelles alle repressioni politiche

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

L’Ucraina come ponte energetico tra Russia ed Europa è un progetto ambizioso con tanti se e troppi ma. Tale strategia di Kyiv è stata presentata, giovedì, 8 Settembre, dal Ministro del’Energia, Jurij Bojko, che, ha illustrato le contromosse ucraine alla sempre più vicina Guerra del Gas con una Russia decisa alla prova di forza con l’alleato di un tempo, l’attuale Presidente, Viktor Janukovych.

Secondo Bojko, l’Ucraina – che, malgrado il fabbisogno annuo di 27 Miliardi di metri cubi, è costretta ad acquistare non meno di 33 Miliardi di metri cubi di gas da Mosca, pena multe salate – si potrebbe rifare ai giacimenti nel proprio territorio per agire come unico fornitore dell’Unione Europea al posto della Russia.

A permetterlo, una recente modifica delle clausole contrattuali che, fino allo scorso Luglio, hanno vietato alla compagnia energetica statale, Naftohaz, di utilizzare le proprie riserve di oro blu al di fuori dell’utilizzo interno: dovendo far fronte ad un accordo per la fornitura di gas alla compagnia polacca PGNiG, Kyiv ha permesso l’esportazione del proprio carburante, de facto, aprendo a possibili nuovi contratti per le forniture anche ad altri Paesi.

Ad ostacolare il piano, vi è principalmente la strategia di Mosca che, dall’epoca della Rivoluzione Arancione, ha provveduto alla progettazione di gasdotti sottomarini direttamente con le compagnie energetiche dei Paesi dell’Europa Occidentale – tradizionalmente filo-russi – per aggirare Paesi invisi al Cremlino, come Polonia, Paesi Baltici, Ucraina, Moldova, e Romania. La prima di queste infrastrutture è il NordStream: tubatura che collega direttamente la Russia alla Germania, realizzata dal monopolista russo, Gazprom, dalla compagnia tedesca E.On, da quella francese Suez-Gaz de France, e dall’olandese Gasunie.

“E’ un progetto che ci consente di aggirare Paesi intermediari” ha dichiarato il Primo Ministro russo, Vladimir Putin, in occasione del varo del gasdotto.

Inoltre, la Russia ambisce al controllo del sistema infrastrutturale energetico ucraino: unica condizione che Mosca è disposta ad accettare per la revisione degli accordi in essere. In merito, lo stesso Putin ha proposto al Primo Ministro ucraino, Mykola Azarov, la fusione tra Gazprom e Naftohaz in un unico supermonopolista per il solo mercato ucraino a cui, oltre alla compravendita del gas, spetterebbe la gestione dei gasdotti di Kyiv.

L’Unione Europea non appoggia Janukovych

In secondo luogo, la tattica dell’Ucraina prevede un appoggio dell’Europa tutt’altro che scontato: seppur potenzialmente allettata dall’idea di interagire con un nuovo possibile fornitore, l’Unione Europea sta provvedendo ad una propria politica energetica orientata alla diversificazione delle forniture, che, similmente al piano russo, prevede la costruzione di infrastrutture sottomarine per l’importazione di gas centro-asiatico.

Inoltre, i rapporti tra Kyiv e Bruxelles sono notevolmente peggiorati dalla salita al potere dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych, che ha dato il via ad un’ondata di repressioni politiche a danni di media indipendenti, singoli giornalisti, ed oppositori politici, non ultima la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko: ex-Primo Ministro dei governi arancioni, addirittura reclusa in isolamento prima della sentenza di un processo in cui è imputata per abuso d’ufficio proprio nel corso della firma degli accordi per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin – contratti che, opportuno sottolineare, hanno garantito gas all’Europa, l’eliminazione di fastidiosi intermediari vicini a Janukovych tra Gazprom e Naftohaz, ed un inverno finalmente al caldo per gli ucraini, dopo anni di Guerre del Gas tra Kyiv e Mosca.

L’Unione Europea ha fortemente criticato tale regresso della democrazia e della libertà, valori che, assieme alla libertà di stampa, sono condicio sine qua non per la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina, e la relativa Zona di Libero Scambio: passi che servirebbero come l’aria ad un’Ucraina sempre più in crisi, sopratutto a causa dell’involuzione della classe dirigente, dopo il quinquennio arancione di libertà e reale avvicinamento all’Europa e all’Occidente.

Matteo Cazzulani

LIBERALIZZAZIONE DEL MERCATO INTERNO DEL GAS: ECCO LA RISPOSTA DELLA POLONIA ALLA DIPENDENZA ENERGETICA DALLA RUSSIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on September 4, 2011

Il Sejm approva un progetto di legge per la diminuzione del monopolio della compagnia statale PGNiG nel mercato interno, in pieno accordo con il Terzo Pacchetto Energetico UE. Per il medesimo motivo, la Lituania alle prese con una guerra giudiziaria con Gazprom, sempre più forte nell’ovest europeo ed in un’Ucraina in preda a repressioni politiche, e, per questo, sempre più isolata

La Leader dell'Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, durante una seduta del processo per gli accordi del gas

Alla sete di gas, diverse risposte, con una Polonia sempre più leader proprio durante la presidenza UE. Nella giornata di giovedì, Primo di Settembre, il Parlamento polacco ha dato il primo via libera alla liberalizzazione del settore energetico interno con un progetto di legge che consente ad ogni compagnia dell’Unione Europea l’acquisizione di una parte delle quote di gas controllate dal colosso nazionale, PGNiG, operante in condizione di monopolio.

Il documento, approvato al Sejm, ed ora in attesa del voto del Senato, proietta Varsavia al primo posto tra i Paesi del Vecchio Continente che hanno recepito, ed attuato, i principi del Terzo Pacchetto Energetico UE, ovvero – nell’ambito della diversificazione delle forniture di gas europee, voluta dalla Commissione Barroso – la liberalizzazione del controllo dei gasdotti nei 27 Stati dell’Unione.

Per la Polonia in particolare, tale DDL rappresenta una necessità in seguito al fallito tentativo di rinegoziazione con il monopolista russo, Gazprom, di un oneroso contratto che la obbliga all’importazione annua di 9 miliardi di metri cubi ad un prezzo sconveniente. Scartato il ricorso all’arbitrato di Stoccolma dopo il niet russo – che ha escluso una revisione preventiva del contratto prima della sua naturale scadenza – Varsavia ha dapprima cercato un’intesa con alcune compagnie energetiche tedesche e, in seguito, ha accelerato l’applicazione delle normative UE.

Altro Paese fedele alla rigorosa applicazione del Terzo pacchetto Energetico è la Lituania, ora, tuttavia, alle prese con una lunga battaglia giudiziaria con Mosca per risolvere una situazione maggiormente complicata rispetto a quella polacca. La compagnia statale, Lietuvos Dujos – che controlla per intero la compravendita di gas e la gestione dei gasdotti – è posseduta al 37,1% da Gazprom, al 38,9% dalla E.On. Rurhgas – stretta alleata del monopolista russo – e solo per il 17,7% da Vilna, che, per evitare la cessione del proprio sistema infrastrutturale energetico al Cremlino, ha programmato il rilevamento del colosso, e la sua re-privatizzazione. Il progetto, iniziato in nome dell’Unione Europea, ed appoggiato da Bruxelles, non è piaciuto alla Russia, che ha portato la Lituania in tribunale già una prima volta, e, nonostante la sconfitta giudiziaria, lo scorso 30 Agosto, ha spinto Gazprom a bissare l’iniziativa.

Polonia e Lituania sono gli unici due Paesi ad avere optato per una strategia energetica in piena linea con quella della Commissione Europea, forse a causa della pesante dipendenza che le lega alla Russia. Gli altri Stati UE, invece, malgrado il sostegno verbale alla politica di Barroso, hanno lasciato carta bianca alle singole compagnie, con cui Gazprom è stata abile a rinegoziare i contratti in essere, concedendo sconti in cambio di una durata maggiore. Così, ad esempio, è stato in Germania, dove il monopolista russo ha stretto un patto blindato sia con la prima compagnia locale, RWE, che – malgrado lo strascico giudiziario – con la seconda, E.On.

L’Ucraina sempre più isolata sull’orlo di una nuova guerra del gas

Simile a quella polacca è anche la situazione dell’Ucraina, Paese non appartenente all’UE alla disperata ricerca di uno sconto sul gas da parte di Gazprom, da cui dipende all’89%. Mosca ha dichiarato di accettare la revisione delle tariffe solo in seguito alla fusione della compagnia locale, Naftohaz, con Gazprom in un nuovo soggetto – controllato a maggioranza dai russi – operante nel solo mercato ucraino. Tale scenario – a cui sono contrari sia l’amministrazione del Presidente, Viktor Janukovych, che l’Opposizione Democratica -sarebbe troppo oneroso per l’Ucraina, dal momento in cui la fusione significa cessione della rete dei gasdotti locali alla Russia, anticamera della sottomissione economica e politica.

Tuttavia, lecito ricordare che chi ha favorito tale forte dipendenza è stato lo stesso Janukovych che, nel Maggio 2010, ha consentito il prolungamento della permanenza dell’esercito russo in Crimea fino al 2042, in cambio di un risibile sconto sul gas, peraltro mai ottenuto. In compenso, il precedente governo arancione di Julija Tymoshenko era riuscito a trovare un accordo che, seppur oneroso, ha consentito l’eliminazione di intermediari tra Kyiv e Mosca – responsabili della lievitazione dei prezzi – la non-interruzione delle forniture agli acquirenti dell’Unione Europea, ed un inverno finalmente al caldo agli ucraini, dopo anni di continue guerre del gas.

Per tali accordi, siglati nel 2009 con il Primo Ministro russo, Vladimir Putin, l’attuale Leader dell’Opposizione Democratica è stata arrestata, ed oggi è sottoposta ad un processo dalla dubbia imparzialità, che potrebbe costarle fino a 10 anni di reclusione.

Matteo Cazzulani

GUERRA ENERGETICA: LA RUSSIA SI PRENDE LA GRECIA E GUARDA PERSINO AL TEXAS

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on August 31, 2011

Gazprom rinnova gli accordi con i greci, dopo una simile iniziativa con le compagnie tedesche. Rosneft stringe importantissimi patti con l’americana Exxonmobile, che ne espande la presenza sul pianeta. L’Ucraina sempre più in crisi energetica e politica

Il Primo Ministro Russo, Vladimir Putin

Dopo Berlino anche Atene, con Kyiv sempre nel mirino. Nella giornata di martedì, 30 Agosto, la compagnia energetica greca DEPA ha ottenuto una revisione dei contratti per l’importazione di gas con il monopolista russo, Gazprom. Come rivelato all’autorevole Reuters dall’ad di Atene, Leonidas Dragatakis – che è rimasto vago sulle cifre esatte – le parti si sono accordate per un prolungamento della durata dell’accordo, compensata dalla fissazione di una minore quantità di oro blu che l’economia greca, recentemente colpita da una forte crisi, fatica ad acquistare secondo i contratti vigenti, stretti già nel lontano 1988.

Tuttavia, quella ad Atene da parte di Gazprom non è solo un’eccezione: dinnanzi al tentativo da parte della Commissione Europea di avviare una politica energetica UE quanto più indipendente da Mosca, il monopolista russo ha cercato, e trovato, solidi alleati nelle singole compagnie, a cui sono stati concessi sconti in cambio di contratti a lungo termine. Così è stato, ad esempio, con la tedesca RWE, mentre con la seconda del mercato teutonico, E.On, la rinegoziazione è finita a carte bollate, ma è pur sempre stata attuata.

Differente, invece, la situazione dei Paesi dell’Ex-Unione Sovietica, che Mosca ritiene proprie colonie da ricontrollare per mezzo dell’arma energetica. In Bielorussia, Gazprom ha rilevato l’intero pacchetto della compagnia energetica di Minsk, Beltransgaz, e, con esso, la gestione del sistema infrastrutturale bielorusso. Crisi, invece, in Ucraina, dove l’amministrazione di Viktor Janukovych, gradita a Mosca, sta cercando di evitare lo scenario della Bielorussia, e, nel contempo, di mantenere buoni i rapporti con la Federazione Russa.

L’Ucraina perde alleati ad Oriente ed Occidente

Un atteggiamento che ha visto dapprima Kyiv tentennare sulla proposta di Mosca di fondere per il solo mercato ucraino la compagnia statale Naftohaz con Gazprom in un unico Supermonopolista in grado di controllare i gasdotti del Paese. Poi, sempre martedì, 30 Agosto, portato il Primo Ministro ucraino, Mykola Azarov, ha dichiarare la volontà di rivedere i contratti per il gas in sede giudiziaria, senza, però, avvisare la parte russa dell’iniziativa.

Malgrado l’Ucraina, la Russia non si ferma, ed anche sulla nafta si espande nel resto del Pianeta: l’accordo raggiunto, sempre martedì, 30 Agosto, con la potente compagnia americana Exxonmobile ha aperto a Rosneft – paritetica di Gazprom nel settore della benzina – la partecipazione in importanti giacimenti nel Mar Nero, in America Latina, e persino in Texas. Tali contratti sono il frutto della politica estera dell’amministrazione democratica di Barack Obama, che ha portato gli USA alla ricerca ossessiva del dialogo, anche con chi non rispetta democrazia, libertà di stampa, e diritti politici e civili.

Valori europei, che proprio nel Vecchio Continente sembra tenere alti la Polonia. Tornando alla faccenda ucraina, in una visita privata a Danzica, sempre martedì, 30 Agosto, il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, avrebbe rimproverato il suo collega Janukovych per la sua condotta anti-europea, che rende davvero difficile a Varsavia il supporto alle ambizioni europee di Kyiv.

Nel mirino, il recente arresto della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, e simili provvedimenti a carico di una decina di esponenti del Campo Arancione, unitisi nel Comitato di Difesa dalla Dittatura: un cartello elettorale di difesa della democrazia e della libertà, che, proprio mentre Janukovych ha conversato a Danzica con l’ex-alleato di ferro, a Kyiv ha incontrato i Diplomatici dell’Unione Europea, meta a cui i loro maggiori esponenti, tra cui l’ex-Ministro degli Esteri, Borys Tarasjuk, hanno dichiarato apertamente di ambire.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: VIKTOR JANUKOVYCH DECIDE SUL GAS

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 23, 2011

La decisione del Presidente, comunicata dal Ministro dell’Energia, Jurij Bojko, provocata dal difficile stato dei rapporti energetici con Mosca. Kyiv sempre piu lontana da Bruxelles

Il Presidente ucraino, Viktor Janukovych

Dal lato tecnico a quello politico. Questo il cambio di strategia che l’Ucraina intende adottare nell’ambito delle trattative per la revisione del contratto per il gas con la Russia. Nella giornata di lunedì, 22 Agosto, il Ministro del’Energia di Kyiv, Jurij Bojko, ha dichiarato che ogni decisione in materia energetica sara presa in persona dal Presidente, Viktor Janukovych, e non piu delegata al governo.

Una questione che certifica il delicato stato della situazione, dal momento in cui, solo la scorsa settimana, proprio Mosca ha prospettato per l’Ucraina uno scenario alla Bielorussa, con l’acquisizione da parte del Cremlino non solo dell’intero pacchetto di azioni della compagnia locale, Beltransgaz, ma anche del controllo del sistema infrastrutturale energetico. Nello specifico, all’Ucraina e stata proposta la creazione di una joint-venture tra il monopolista russo, Gazprom, ed il colosso nazionale ucraino, Naftohaz, che si tradurrebbe nel controllo totale dei gasdotti di Kyiv da parte di Mosca, socio di assoluta maggioranza nel nuovo ente.

Come dichiarato in diverse occasioni pubbliche, lo stesso Janukovych ha escluso tale risoluzione, senza, pero, avanzare soluzioni alternative: la politica di integrazione con l’Unione Europea e in stallo dopo l’arresto della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko – che rende impossibile la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina – e la volonta di aderire all’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka – incompatibile con il varo della Zona di Libero Scambio con Bruxelles – anche in forma meno vincolante, secondo la formula 3+1.

Bruxelles non vuole Kyiv

Da parte sua, Janukovych continua a sostenere la necessita per il suo Paese di una politica multipolare, che porti Kyiv a collaborare sia con Mosca che con Bruxelles. Tuttavia, ad evidenziarne l’incopatibilita e stato il Presidente della Commissione Europea, Jose Manuel Barroso, che, cosi come l’Ambasciatore tedesco, invitto in una conferenza a Kyiv, ha evidenziato l’impossibilita di compartecipare contemporaneamente a due comunita di libro scambio.

Un piede in due scarpe imbarazzante che rende l’immagine di Janukovych nel mondo sempre piu inaffidabile, indecisa, e goffa, cosi come dimostrato dalla repressione di oppositori, media liberi ed Organizzazioni indipendenti, introdotta nel Paese dalla presa del potere, nel Febbraio 2010.

Matteo Cazzulani

Ucraina: Janukovych smentito da ONG internazionali

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 10, 2011

Il Presidente ucraino assicura contrarietà alla fusione di Naftohaz con Gazprom, e neutralità nel processo a Julija Tymoshenko
Tanta retorica dinnanzi ad un’evidenza di segno opposto. Così e stata commentata la conferenza stampa ufficiale di bilancio di mandato del Presidente Ucraino, Viktor Janukovych, in cui il Capo dello Stato ha dichiarato la propria contrarietà alla fusione tra il colosso energetico nazionale, Naftohaz, ed il monopolista russo, Gazprom, e l’innocenza sul processo a carico di Julija Tymoshenko.

In particolare, Janukovych si e opposto all’idea di unire la compagnia nazionale con quella del Cremlino per avere oro blu a buon mercato, escludendo categoricamente la decisione proposta alle autorità ucraine dal Primo Ministro russo, Vladimir Putin.

Per quanto riguarda il processo a carico della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, il Presidente ha assicurato la propria imparzialità ed intenzione di mantenersi al di fuori di quello che, invece, e ritenuto dalle principali ONG internazionali un provvedimento politicamente motivato per penalizzare il principale avversario politico del Capo di Stato.

Ucraina come Bielorussia

A conferma di tale visione, l’autorevole Organizzazione Freedom House, che, in una conferenza stampa, ha illustrato il carattere repressivo della politica ucraina di oggi, di molto simile a quella bielorussa, in cui il dittatore, Aljaksandar Lukashenka, si e reso protagonista di arresti a carico di dissidenti.

Nella medesima giornata, il processo a carico della Leader dell’Opposizione Democratica e stato interrotto in seguito al ricovero in ospedale dell’avvocato difensore, Serhij Tytarenko. Non l’offensiva mediatica delle autorità che, nella serata di venerdì, 8 Luglio, hanno costretto gli esponenti delle forze politiche del campo arancione ad abbandonare per protesta gli studi dello Shuster Live – il Porta a Porta ucraino.

Lecito ricordare che l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, e sotto processo per condotta anti-statale nell’ambito delle trattative per il gas, nel Gennaio 2009, con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Oltre a Freedom House, a condannare il procedimento a carico della Leader dell’Opposizione Democratica sono stati anche Consiglio d’Europa, USA, PPE, Parlamento Europeo, ed altre ONG internazionali.

Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS: INIZIA LA FUSIONE TRA GAZPROM E NAFTOHAZ

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on June 23, 2011

Il colosso energetico statale, Naftohaz, si accorda con il monopolista russo, Gazprom, per lo sfruttamento comune dei giacimenti del Mar Nero. Proteste dell’Opposizione Democratica per la minore indipendenza energetico-politica

Il primo ministro russo, Vladimir Putin

Nel Mar Nero i primi passi della fusione energetica. Nella giornata di martedì, 21 Giugno, Jevhen Bakulin, Capo del colosso ucraino Naftohaz, ha dichiarato di avere raggiunto l’accordo per il varo di azioni comuni con il monopolista russo, Gazprom, per lo sfruttamento di giacimenti di gas nel Mar Nero.

Un progetto sulla rotta di quanto stabilito dal Capo del soggetto russo, Aleksej Miller, ed il Ministro dell’Energia di Kyiv, Jurij Bojko, che, nel Dicembre 2010, hanno ipotizzato la creazione di due progetti comuni per lo sfruttamento dei giacimenti di carbone in territorio ucraino, e di quelli di oro Blu nel fondale marino.

La fusione nel mirino di Mosca

Alla base di tali accordi, la proposta del Primo Ministro russo, Vladimir Putin, di creare un unico supermonopolista Gazprom-Naftohaz, per la compravendita di gas in Ucraina e, sopratutto, la gestione della rete dei gasdotti di Kyiv, avanzata al suo collega ucraino, Mykola Azarov, a Sochi, nel Maggio 2010.

Contrari a tale proposta, l’Opposizione democratica, che ha illustrato come la cessione del patrimonio infrastrutturale energetico ad un soggetto a maggioranza russa sia il preludio di una più pressante sottomissione politica.

Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS: LA RUSSIA SI COMPRA LA BIELORUSSIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on June 22, 2011

Il monopolista russo, Gazprom, rileva la restante metà della compagnia statale bielorussa Beltransgaz. Preventivate fusioni nella carpenteria in Ucraina

Il primo ministro russo, Vladimir Putin

Mosca fa campagna acquisti nell’area post-sovietica. Nella giornata dilunedì, 20 Giugno, il vice-premier bielorusso, Valadymyr Semashko, ha ufficializzato l’intenzione di Minsk di cedere l’intero pacchetto azionario della compagnia energetica statale Beltransgaz al monopolista russo, Gazprom, già prorpietario del restante 50%.

Come confermato dal Capo della compagnia russa, Aleksej Miller, l’accordo è già stato raggiunto, ed il controllo totale del colosso bielorusso già stabilito.

Fusioni navali in Ucraina

Oltre che in Bielorussia, si intensifica la presenza di Mosca anche in Ucraina, dove, su proposta del primo Ministro, Vladimir Putin, Gazprom intende fondersi con la compagnia statale ucraina Naftohaz in un unico Supermonopolista che, controllato in maggioranza dalla parte russa, gestirà non solo la compravendita di oro blu, ma anche la rete dei gasdotti locale.

L’idea della fusione è stata approntata già nel settore dell’aviazione e, come dichiarato al Forum Economico di Pietroburgo, il presidente della Corporazione Unita della Carpenteria, Roman Trocenko, presto anche nella costruzione navale.

Nello specifico, la Russia è interessata ai complessi 61 Komunar, Zorja Mashproekt, e Chornomors’kyj, tutti nella oblast’ di Mykolajiv. Secondo i progetti, la parte ucraina sarà incaricata della costruzione di soli prodotti complementari. le trattative già sono state già avviate.

Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS: GAZPROM ROMPE CON L’UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 10, 2011

Il monopolista russo del gas interrompe la trattative con Kyiv. Il Premier ucraino, Mykola Azarov, apre a concessioni a Mosca. Opposizione Democratica contro la svendita dell’indipendenza energetica e politica del Paese

Il Premier russo, Vladimir Putin

Niente da aggiungere alle parole ufficiali. Questa la posizione del monopolista russo del gas, Gazprom, all’indomani del vertice tra i Premier di Russia ed Ucraina, Vladimir Putin, e Mykola Azarov, sulla revisione degli accordi per l’oro blu. Mosca, come riporta la nota, ha già esposto le sue posizioni, e si attiene a quanto già illustrato.

L’ennesima doccia fredda per Kyiv, che, oltre a non avere ottenuto un trattamento di favore, si è vista riproporre l’ingresso nell’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka come unica possibilità per sperare in ribasso nelle tariffe.

Subito, il Premier si è adeguato, dichiarando che l’Ucraina è pronta non solo ad ammettere l’ingresso di Gazprom nella ristrutturazione del sistema infrastrutturale energetico del Paese, ma anche ad accelerare il progetto di fusione del monopolista russo con il colosso statale Naftohaz. Secondo i progetti, il supermonopolista, controllato solo al 6% dalla parte ucraina, opererebbe nel solo mercato ucraino, ed assumerebbe la proprietà dei gasdotti di Kyiv.

La contrarietà del campo arancione

Non ha dubbi l’Opposizione Democratica nel contestare tale politica energetica. Secondo la sua Leader, Julija Tymoshenko, Azarov, e, sopratutto, il presidente, Viktor Janukovych, stanno svendendo gli interessi nazionali, accettando clausole umilianti ed onerose, ed accelerando la sottomissione politica ed energetica dell’Ucraina.

“Bisogna spiegare agli ucraini perché si consegnano i gasdotti – ha dichiarato l’anima della Rivoluzione Arancione – Sebastopoli [dove Janukovych ha concesso il prolungamento della permanenza dell’esercito russo, n.d.a.] e le ambizioni europee di Kyiv. I colloqui sul gas – ha continuato l’ex-Primo Ministro – sono teatrino e farsa”.

Oltre alla Leader di Bat’kivshchyna – il principale Partito dell’Opposizione Democratica – critiche anche da Anatolij Hrycenko, esponente di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona, seconda forza del campo arancione, il quale ha illustrato come la Russia non può essere un alleato commerciale ed economico, in quanto intenzionata a subordinare l’Ucraina.

Per questa ragione, Hrycenko ha invitato Kyiv ad integrarsi con l’Unione Europea, con la sua Zona di Libero Scambio, e con le sue politiche di vicinato, più convenienti della partnership con Mosca.

Matteo Cazzulani

Ucraina: ancora un ni all’Unione Doganale della Russia

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 27, 2011

Il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, smentisce avvicinamento alla CEE euroasiatica. Nel contempo, rafforza le relazioni economiche con la Russia. Da Gazprom oro blu più costoso.

L’Ucraina e indecisa. La Russia no. Nella giornata di martedì, 26 Aprile, il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, ha negato ogni trattativa per l’ingresso nell’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka.

Secondo quanto riportato dal Financial Times, Janukovych avrebbe illustrato la mancanza di proposte in merito da Mosca, su un progetto a cui Kyiv e interessata a collaborare.

In aggiunta, ha ribadito la priorità dell’integrazione economica con l’UE, tramite la creazione della Zona di Libero Mercato.

A rendere ancora più fumosa tale visione, quanto pronunciato a margine dell’incontro con il suo collega russo, Dmitrij Medvedev.

Al quale, dopo le commemorazioni per il 25 anniversario della Catastrofe di Chernobyl, ha ribadito l’importanza di incrementare la collaborazione su economia, finanza, politiche comuni, ed altri importanti ambiti.

Invece, ha le idee chiare proprio il Presidente russo, che ha analizzato le relazioni tra Russia ed Ucraina come uscite da un periodo di crisi.

Gas sempre caro

Decisione evidente anche sul tema energetico. Sempre martedì, 26 Aprile, il monopolista russo, Gazprom, ha confermato tariffe più alte per il gas venduto in Occidente.

In particolare, per l’Ucraina la decisione e motivata dalla lentezza con cui si stanno svolgendo le trattative per la creazione del Supermonopolista tra Gazprom e Naftohaz.

Un unico concorrente per il mercato ucraino, che controllerebbe oro blu e sistema infrastrutturale di Kyiv.

Proposto dal Premier russo, Vladimir Putin, al suo collega ucraino, Mykola Azarov, e criticato dall’Opposizione Democratica.

La quale, guidata dall’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, ha commentato il supermonopolista come cessione a Mosca dell’Indipendenza economica, politica, ed energetica.

Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS: L’UCRAINA INVITA LA FRANCIA AD INVESTIRE SUI PROPRI GASDOTTI

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 6, 2011

La Federazione Russa resta sempre in attesa di contribuire alla modernizzazione delle infrastrutture energetiche di Kyiv. Intanto, Gazprom aumenta i rifornimenti ai siti di stoccaggio europei

Il premier ucraino, Mykola Azarov

Parigi in prima fila per i gasdotti ucraini. Questa la richiesta formulata dal primo Ministro ucraino, Mykola Azarov, durante l’incontro con alcuni imprenditori transalpini, martedì, 5 Aprile.

Il Capo del Governo ha nuovamente invitato l’Unione Europea a farsi carico di metà dei costi per la modernizzazione del sistema infrastrutturale energetico di Kyiv. La via più sicura, come sottolineato da Azarov, per il rifornimento di gas russo ai Paesi UE.

“Auspichiamo che la Francia – ha illustrato il Primo Ministro – assuma un ruolo attivo nell’impegno UE per la modernizzazione dei gasdotti ucraini”.

Come ribadito da Azarov, nel progetto sarà presente anche la Russia, che più volte si è detta interessata alla manutenzione delle infrastrutture energetiche ucraine.

A tale pro, su proposta del primo Ministro di Mosca, Vladimir Putin, è stata ipotizzata una fusione tra il Monopolista russo, Gazprom, ed il colosso ucraino, Naftohaz, in un unico soggetto, operante nel solo mercato di Kyiv.

Una proposta shock. Che se da un lato ha incontrato la contrarietà dell’Opposizione Democratica – preoccupata dalla possibile svendita al Cremlino degli interessi nazionali – dall’altro si inserisce nell’ambito dell’aggressiva politica energetica della Federazione Russa in Europa.

Gazprom abbevera l’Europa

A conferma, la decisione di Gazprom di incrementare le forniture ai siti di stoccaggio UE, resa nota sempre martedì, 5 Aprile. Come riportato da Ura-Inform, il monopolista russo ha approfittato del rialzo delle temperature per aumentare i rifornimenti di oro blu a 6,2 metri cubi.

Una quantità prevista in ascesa, con la diminuzione dei consumi per scopi termici. Che, come informano gli esperti, potrebbe incrementare anche i costi di importazione.

Matteo Cazzulani