LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GAS: LA CINA VUOLE LO SHALE

Posted in Cina, Guerra del gas by matteocazzulani on December 30, 2012

Accordo tra il colosso cinese Sinopec è quello USA ConocoPhilips per lo sfruttamento di oro blu non-convenzionale in territorio cinese. Pechino intenzionata a seguire l’esempio di India, Corea del Sud e Singapore.

L'ubicazione dei giacimenti di gas shale in Cina

L’ubicazione dei giacimenti di gas shale in Cina

Se tanta è la sete di gas è bene affidarsi all’esperienza per stringere un’alleanza finalizzata a sviluppare il potenziale energetico nazionale. Nella giornata di martedì, 25 Dicembre, il colosso energetico Sinopec Corporation e quello americano ConocoPhilips hanno firmato un accordo per lo sfruttamento del gas shale in Cina.

Come riportato dall’agenzia Xinhua, i due colossi energetici hanno avviato un programma di studi nella regione di Sichuan e nel blocco di Qijang. Inoltre, la ConocoPhilips aiuterà la Sinopec a sviluppare tecniche di sviluppo e sfruttamento del gas shale.

La decisione della Cina di sfruttare i giacimenti di gas shale ubicati sul suo territorio è legata al crescente fabbisogno di energia che Pechino continua a registrare negli ultimi tempi.

In seguito al mancato accordo con la Russia per l’aumento delle forniture di gas per motivi contrattuali, la Cina ha puntato sull’esportazione di carburante dal Turkmenistan: il quanrto Paese esportatore di gas al mondo, in cui Pechino controlla azioni in diversi giacimenti del Paese.

Gli Stati Uniti d’America rappresentano l’avanguardia nello sfruttamento dello shale. Con l’avvio della commercializzazione del gas non-convenzionale, gli USA hanno aumentato esponenzialmente le esportazioni di oro blu, ed hanno insidiato il primato finora detenuto dalla Russia.

Particolari benefici in Asia dall’incremento delle esportazioni USA è stato registrato da India, Corea de Sud e Singapore, con cui Washington ha firmato contratti per la vendita di gas shale liquefatto.

L’accordo tra la Sinopec e la ConocoPhilips, seppur non ai livelli degli altri Paesi asiatici, permette anche alla Cina di beneficiare dell’esperienza USA nello sfruttamento di gas non convenzionale.

Un’opportunità anche per l’Europa

Noto anche come Gas di Scisto, lo shale è un carburante ubicato in rocce porose a bassa profondità, estraibile mediante sofisticate tecniche di fracking, ad oggi attuate in sicurezza solo in Nordamerica.

Secondo studi, notevole è la presenza di giacimenti shale anche in Europa, dove Polonia, Gran Bretagna, Germania, Lituania e Romania hanno dato avvio a studi per accertare l’effettiva presenza.

Ad ostacolare lo sfruttanti dello shale in Europa, che è stato vietati in Bulgaria e Francia, sono le lobby ecologiste e la Russia, che comprendo il fabbisogno UE per il 40%, èintenzionata a mantenere la propria egemonia energetica, e quindi anche politica, sul Vecchio Continente.

Matteo Cazzulani

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GUERRA ENERGETICA: LA RUSSIA SBARCA IN CINA

Posted in Cina, Guerra del gas, Russia by matteocazzulani on January 7, 2011

Avviato l’ESPO, l’oleodotto più lungo del Mondo, che collegherà Mosca e Pechino. Gazprom vanti col Nordstream

Il percorso dell'ESPO

Il maggiore esporatore con il primo consumatore. Promette bene l’avvio della cooperazione energetica tra Russia e Cina, iniziata con il nuovo anno. Un matrimonio he consentirà a Pechino di diversificare le forniture di petrolio. E, a Mosca, di affermarsi sul mercato asiatico.

A suggellare l’unione, l’ESPO — East Siberia Pacific Ocean pipeline — l’oleodotto più grande del pianeta, con i suoi 4700 chilometri di lunghezza – 2694 in territorio russo, 930 in quello cinese.

Inaugurata simbolicamente lo scorso 27 settembre dai due Presidenti, Dmitrij Medvedev ed Hu Jintao, l’infrastruttura trasporterà, dalla Siberia alla Cina, fino a 30 milioni di tonnellate di nafta, per un compenso di 18,7 miliardi di euro annui, che Pechino verserà nelle casse del Cremlino.

“1,3 milioni di tonnellate, solo nel 2011 — ha precisato il portavoce della compagnia russa Transneft, Igor Djomin — cominceremo da qui”.

“L’infrastruttura avvia una nyuova era di collaborazione tra Cina e Russia” ha commentato, con entusiasmo, il General Manager dell’ESPO, Yao Wei.

Gasdotto Settentrionale al 70%

Oltre che nell’ambito di nafta ed Asia, progressi anche in quello del gas verso l’Europa. Il monopolista russo del settore, Gazprom, è giunto alla posa del 70% dei tubi del Nordstream: gasdotto che collegherà la Russia all’Europa Occidentale, attraverso il fondale del Mar Baltico.

A dichiararlo, il Direttore del progetto, Georg Novak, soddisfatto per lo sviluppo dei lavori. Concepito per bypassare Stati invisi a Mosca, come Paesi Baltici e Polonia, il Nordstream trasporterà 55 miliardi di metri cubi di gas russo, da Vyborg a Greifswald, in Germania. Fine della costruzione, iniziata nel maggio del 2010, prevista per il 2012.

Oltre al 51% di Gazprom, il gasdotto sottomarino è compartecipato al 15,5% dalle compagnie tedesche BASF ed E.ON. Ed al 9% dall’olandese Gasunie, e dalla francese Suez-Gaz de France.

Matteo Cazzulani

LA NATO SEGUE OBAMA. LA CINA REPRIME I DISSIDENTI

Posted in Cina, NATO by matteocazzulani on October 9, 2010

L’Alleanza Atlantica adotta la strategia del presidente USA, improntata sul dialogo incessante con qualsiasi autocrate del pianeta. Nel frattempo, Pechino si isola dal Mondo, e protesta per l’assegnazione del Nobel al dissidente Liu Xiaobo

Il Segretario Generale NATO, il danese Anders Fogh Rasmussen

Anche la NATO è politically correct. Presso il Quartier Generale di Bruxelles, nella giornata di venerdì, 8 ottobre, il Segretario Generale, Anders Fogh Rasmussen, ha illustrato le nuove linee di indirizzo che l’Alleanza Atlantica adotterà sul campo internazionale.

Una necessità, dal momento in cui lo scenario contemporaneo presenta sfide di nuova natura, da quella cibernetica alla sicurezza energetica, fino alla sempre presente minaccia terroristica.

“Spero che con il nuovo piano di azioni la Nato riesca ad aiutare i Paesi terzi a reggersi da soli sulle proprie gambe, e non ad aspettare costantemente l’aiuto NATO” ha spiegato Fog Rasmussen in apertura di conferenza.

Nuove tecnologie, maggiore interazione coi civili, e fioretto diplomatico

In particolare, la nuova strategia, meno intrusiva e più logistica, prevede cambiamenti radicali in tre settori. In primis, è prevista una modernizzazione delle tecnologie militari e dei mezzi di difesa, dislocati in diverse aree del pianeta in missioni di peacekeeping. In secondo luogo, sarà riorganizzata la coordinazione tra forze militari, contingenti dei Paesi membri, e staff civile, così da razionalizzare, e diversificare, le forze in campo.

Terzo dei mutamenti, lo sviluppo di relazioni diplomatiche, partnership e dialogo con tutti quei paesi extra-NATO, con cui in passato l’Alleanza ha vissuto notevoli frizioni. In particolare, per il raggiungimento di una sicurezza planetaria, il Segretario Generale ha fatto espresso riferimento ad India e Cina, come primi interlocutori da coinvolgere.

La Cina contro il Nobel

Il Premio Nobel per la Pace 2009, il dissidente cinese Liu Xiaobo

Proprio Pechino è stata al centro di un casus diplomatico, che ben testimonia quanto il dialogo con certi Stati possa non essere affatto produttivo. Sempre nella giornata di venerdì, 8 ottobre, il Comitato per l’Assegnazione del Nobel per la Pace ha insignito il dissidente cinese Liu Xiaobo, per la sua costante lotta per il rispetto dei Diritti Umani in Cina.

Il premiato è un reduce dalle manifestazioni antisovietiche di Piazza Tienanmen nel 1989, e tra i firmatari della Charta 2008 – il manifesto pubblicato a 60 anni dalla Dichiarazione Internazionale dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino. Nel 2009, il suo impegno per il rispetto dei diritti civili è stato premiato anche dalle autorità di Pechino, che lo hanno arrestato e confinato in galera.

A seguito dell’assegnazione del Nobel a Liu, il governo cinese ha fortemente criticato gli organizzatori, minacciando di rompere le relazioni diplomatiche con la Norvegia, Paese organizzatore della premiazione. Accanto a ciò, le trasmissioni video e streaming sono state interrotte. E, per l’ennesima volta, Pechino ha isolato la sua popolazione dal Mondo. Una costante nel Paese di Mao, che nemmeno la politica del predecessore di Xiaobo, il Presidente USA, Barack Obama, è riuscita ad arrestare.

Obama ancora assente

Il Presidente USA, Barack Obama

Il premio Nobel per la Pace 2009, insignito di tale onorificenza per il suo costante impegno ala collaborazione internazionale, ha puntato tutto sul dialogo, senza se e senza ma, con ogni autocrate della terra. La medesima strategia intrapresa dalla NATO. La quale, tuttavia, non ha dato alcun risultato.

Incarcerato, difficilmente Liu potrà ritirare il Nobel. Probabilmente, la situazione migliorerebbe a seguito di presa di posizione più forte di Rasmussen ed Obama per richiedere l’immediata liberazione del dissidente cinese. Una richiesta, che concretizzerebbe le vane parole, puntualmente espresse, come previsto da copione.

Matteo Cazzulani

CINA E RUSSIA: I DISSIDENTI PAGANO PER GLI ACCORDI ENERGETICI

Posted in Cina, Russia by matteocazzulani on September 29, 2010

Mosca e Pechino siglano accordi energetici, finanziari e territoriali. Riconosciuta, e supportata da ambo le parti, la repressione in Tibet, Taiwan, Xi Jiang e Caucaso.
 

Il presidente della Federazione Russa, Dmitrij Medvedev

Un oleodotto, e 150 miliardi di dollari nei prossimi vent’anni uniranno il maggiore produttore ed il principale consumatore di nafta mondiale. Il vertice sino-russo, conclusosi lo scorso lunedì, 27 settembre, ha sancito il ritorno alla politica di buon vicinato tra la Federazione Russa e la Cina. Il tutto, in nome dell’energia, della finanza e della repressione delle minoranze nazionali.

Oltre all’oleodotto, con cui Mosca rifornirà Pechino di proprio carburante, le parti hanno raggiunto un’intesa su una proposta comune di riforma in seno al Fondo Monetario Internazionale per agevolare le economie emergenti. Un accordo che pone fine a mezzo secolo di relazioni difficili, quando tra l’URSS e la Cina contese ideologico-territoriali erano pressoché all’ordine del giorno.

Comune impegno contro i dissidenti

Il vice presidente cinese, Xi Jinping

Purtroppo, la ritrovata alleanza è stata raggiunta a spese delle minoranze nazionali che, all’interno delle due autocrazie, si battono legittimamente per la propria indipendenza. Il presidente russo, Dmitrij Medvedev, ed il vice presidente cinese, Xi Jinping hanno siglato un accordo per il reciproco sostegno dei propri interessi territoriali: in Taiwan, Tibet e Xinjiang per la Cina, in Caucaso per la Russia.

Medvedev ha definito il summit di Pechino il punto più alto delle relazioni bilaterali tra i due Paesi. Xi Jimping la più bella pagina della storia dell’amicizia sino-russa.

Nel frattempo, continuano le repressioni ai danni di minoranze e dissidenti. Il tutto, dinnanzi ad un occidente silente, con Bruxelles impegnata a discutere di nutella, e Obama in partite di golf.

Matteo Cazzulani