LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Per Komorowski l’Ucraina e sempre più lontana dall’UE

Posted in Euro 2012 by matteocazzulani on July 2, 2012

Il Presidente polacco incontra gli esponenti dell’Opposizione Democratica e le Autorità ucraine. Varsavia costantemente a sostegno dell’integrazione di Kyiv nell’Unione Europea, ma nel contempo a supporto del rispetto della Democrazia e dei Diritti Umani.

La Polonia e a favore dell’integrazione europea dell’Ucraina, ma il processo di avvicinamento di Kyiv all’Europa e in serio pericolo a causa delle criticità legate al rispetto della democrazia da parte delle autorità ucraine. Questo e il messaggio della visita ufficiale in Ucraina del Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, in occasione della partita finale del campionato europeo di calcio.

Il Presidente polacco ha deciso di incontrare il suo collega ucraino per congedare gli atleti che hanno preso parte all’evento sportivo, organizzato in maniera congiunta da Polonia e Ucraina.

Tuttavia, come richiede il ruolo di Presidente di uno Stato democratico, Komorowski prima di recarsi allo stadio di Kyiv ha incontrato gli esponenti dell’Opposizione Democratica, la cui Leader, Julija Tymoshenko, e un’altra decina di esponenti di spicco sono stati incarcerati per ragioni politiche.

Come riportato dall’agenzia Ukranews, il Presidente polacco ha illustrato come la situazione dell’Ucraina sia in pericolo dal punto di vista dell’integrazione europea, e ha assicurato che, in ogni caso, Varsavia sosterrà il cammino di Kyiv verso Bruxelles anche e sopratutto in momenti delicati come quello attuale.

“La Polonia cerca di mantenere un rapporto di amicizia con l’Ucraina – ha dichiarato Komorowski – Supporta il cammino di Kyiv verso l’integrazione europea, anche se esso e oggi fortemente in dubbio. La situazione interna e l’incertezza legata alla realizzazione delle prossime Elezioni Parlamentari secondo gli standard della democrazia o meno sono un punto interrogativo cruciale per la risoluzione della questione ucraina”.

Durante l’incontro con gli esponenti dell’Opposizione Democratica – il Capo in pectore, Arsenij Jacenjuk, gli ex-Ministri degli Esteri, Hryhorij Nemyrja e Borys Tarasjuk, l’ex-Ministro della Difesa, Anatolij Hrycenko, e il Leader del partito UDAR, Vitalij Klychko – Komorowski ha espresso parole in sostegno di Julija Tymoshenko, e ha ricevuto due magliette con la scritta “Julija Libera” da mantenere per se e da regalare al Presidente ucraino, Viktor Janukovych: il responsabile dell’arresto dell’eroina della Rivoluzione Arancione.

Proprio al termine dell’incontro con il Capo di stato ucraino, il Presidente polacco ha Espresso la volontà di continuare a sostenere il cammino di Kyiv verso l’integrazione europea. Nel corso della conferenza stampa congiunta, organizzata in occasione del termine della rassegna sportiva, Komorowski ha espresso fiducia per il futuro dell’Ucraina in Europa.

“L’Ucraina che va avanti e l’Ucraina che punta all’Integrazione in Europa – ha dichiarato Komorowski, come riportato da Gazeta Wyborcza – Questo e quello che si augurano con futro Il cuore lo stesso popolo ucraino. Euro 2012 e stata la dimostrazione che l’Ucraina mantiene l’Europa come suo obiettivo”.

La democrazia come priorità di politica estera per l’indipendenza della Polonia

Komorowski e stato inoltre interpellato sulla presenza allo stadio per la finale del dittatore bielorusso, Aljaksandr Lukashenka, in merito alla quale Komorowski ha evidenziato di ritenere lo stadio abbastanza grande da consentire la visione della partita da postazioni lontane da uno scomodo vicino come il bat’ka – com’è definito Lukashenka in Patria – di Minsk.

Lecito ricordare che l’arresto di Julija Tymoshenko e di un’altra decina di esponenti dell’Opposizione Democratica ha comportato il congelamento del processo di integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea, e la mancata firma dell’Accordo di Associazione per la creazione di una Zona di Libero Scambio.

Per la Polonia, l’integrazione nell’UE dell’Ucraina e uno dei punti principali della propria politica estera, in quanto consente a Varsavia di strappare alla zona di influenza della Russia un prezioso vicino, dalla cui indipendenza ed europeicita dipende la sicurezza nazionale dello stesso stato polacco.

Matteo Cazzulani

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EURO 2012: KOMOROWSKI DA LEZIONE A NAPOLITANO E MONTI SUI DIRITTI UMANI

Posted in Euro 2012 by matteocazzulani on July 1, 2012

Il Capo di Stato polacco assisterà alla partita finale del campionato europeo di calcio accanto al suo collega ucraino, Viktor Janukovych, ma prima incontrerà gli esponenti dell’Opposizione democratica per esprimere il suo sostengo alla sua Leader, Julija Tymoshenko, e all’altra decina di esponenti del campo arancione detenuti per motivi politici. Nulla da fare per il Presidente e il Premier italiano, che correranno alla corte del despota di Ucraina alcun incontro con i dissidenti arancioni

Julija Tymoshenko nella sua cella del carcere di massima sicurezza.

Una volta era “solo” l’economia che spingeva i politici ad adottare la realpolitik nei confronti di regimi autoritari, ma anche il calcio in questi tempi di crisi sembra avere il medesimo potere del danaro. Nella giornata di Domenica, Primo Luglio, presso lo Stadio Olimpico di Kyiv, in Ucraina, avrà luogo la finale del campionato Europeo di Calcio tra le rappresentative nazionali di Italia e Spagna. Come di consueto, dagli spalti dell’impianto sportivo della capitale ucraina assisteranno all’evento ospiti d’eccezione di alta caratura politica, che saranno invitati a sedere accanto al Presidente padrone di casa, Viktor Janukovych.

Il cliché non sarebbe per nulla strano, se non fosse che in Ucraina è in corso un’evidente involuzione della democrazia, e il Presidente Janukovych è il primo responsabile dell’intensificarsi del controllo del potere politico sui media, della sottrazione di poteri al parlamento, e dell’uso del sistema giudiziario per realizzare scopi personali come l’arresto di una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica, tra cui la sua Leader, l’ex-Primo Ministro Julija Tymoshenko.

Sugli spalti, Janukovych può senz’altro godere di buona compagnia grazie alla presenza del dittatore bielorusso Aljaksandr Lukashenka, responsabile di sistematici arresti nei confronti dei dissidenti, controllo sulla stampa, messa al bando di ogni forma di opposizione, e di recente anche dell’arresto del corrispondente polacco di Gazeta Wyborcza, Andrzej Poczobut. La nazionale della Bielorussia non ha preso parte alla fase finale dell’europeo, ma il Bat’ka – com’è definito Lukashenka in Patria – si è precipitato a fare compagnia al collega Janukovych durante la manifestazione di chiusura di Euro 2012.

Accanto ai Presidenti degli unici due regimi autoritari dell’Europa, a presenziare alla partita finale del campionato di calcio sarà una nutrita schiera di capi di Stato e di Governo di Paesi dell’Unione Europea dove, a differenza che in Ucraina e Bielorussia, la democrazia e i diritti umani sono valori imprescindibili. Tuttavia, salvo poche eccezioni, nessuno degli esponenti degli Stati UE ha programmato azioni di protesta nei confronti della svolta autoritaria che, per via della sua violenza e rapidità, sta portando Kyiv lontano da Bruxelles e sempre più vicino all’orbita della Russia.

La personalità di maggior spessore che ignorerà la detenzione della Tymoshenko e dell’altra decina di oppositori è il Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano. Il Capo dello Stato ha dichiarato sin dalle prime ore successive alla vittoria della squadra azzurra in semifinale la volontà di sostenere la nazionale italiana dagli spalti dello Stadio Olimpico di Kyiv, senza tuttavia avere il buon senso di organizzare una visita né presso l’ospedale dei ferrovieri di Kharkiv – dove la Tymoshenko è detenuta in isolamento in gravi condizioni di salute, né presso il Carcere Luk’janivs’kyj della capitale ucraina, dove è detenuto, sempre in isolamento, il Ministro degli Interni dei governi arancioni Jurij Lucenko.

Nulla di strano per chi ha ancora difficoltà a riconoscere l’intervento dei carri armati sovietici in Ungheria del 1956 come una brutale repressione di un processo democratico, si potrebbe dire per “giustificare” Napolitano. Peccato che l’amnesia nei confronti del regresso democratico in Ucraina abbia toccato anche il Primo Ministro italiano, Mario Monti.

Infatti, persino il Super Mario nazionale – titolo conteso con il centravanti della Squadra azzurra, Mario Balotelli – ha dichiarato la presenza a Kyiv durante la partita, ma, similmente a Napolito, non ha ritenuto opportuno recarsi in visita dalla Tymoshenko, o, come sarebbe stato forse più opportuno, approfittare dell’occasione per esprimere al Presidente Janukovych la ferma condanna del Parlamento italiano, che con una risoluzione nel mese di maggio ha chiaramente condannato le Autorità di Kyiv per l’arresto politico degli esponenti arancioni.

Lezioni di realpolitik saranno date anche dalla Spagna, rappresentata dal Principe delle Asturie, Juan Pablo Alfonso, e dal Primo Ministro, Mariano Rajoy. Se l’amnesia dell’erede al trono di Spagna – Alto Rappresentante di un Paese che, similmente all’Italia, vive di calcio e moto – non fa quasi notizia, a preoccupare è l’atteggiamento del Capo del Governo di Madrid. Egli è infatti uno dei personaggi di spicco del partito Popolare Spagnolo: forza politica che, in Europa, collabora con Bat’kivshchyna, il soggetto di Julija Tymoshenko.

Non è chiaro se la decisione di non incontrare l’eroina della Rivoluzione Arancione da parte di Rajoy sia una decisione dettata davvero dalla Realpolitik, ma il fatto che nemmeno i legami interpartitici abbiano retto alla ragion di stato del Primo Ministro spagnolo non possono che gettare un’ombra di amarezza e di profonda preoccupazione.

Chi invece darà il buon esempio a Napolitano, Rajoy e compagnia è la Polonia: Paese co-organizzatore della rassegna calcistica, che accanto a Janukovych sarà rappresentata dal Presidente, Bronislaw Komorowski. Nell’interesse geopolitico della Polonia risiede la necessità di mantenere eccellenti rapporti con l’Ucraina, e di agire in ogni maniera per integrare Kyiv nell’Unione Europea ed evitarne lo scivolamento nell’orbita della Russia, per questa ragione la presenza di Komorowski sugli spalti dello Stadio Olimpico di Kyiv è da leggere come un gesto di alta professionalità ed estrema coerenza.

Tuttavia, prima dell’incontro il Presidente polacco ha convocato i rappresentanti dell’Opposizione Democratica presso l’ambasciata della Polonia per dialogare con essi, raccogliere le loro ragioni e, secondo una nota ufficiale, esprimere la piena e totale solidarietà a Julija Tymoshenko e agli altri dissidenti arancioni arrestati dall’ondata di repressione politica scatenata da Janukovych.

A dare una conferma della maturità delle Autorità polacche, e della loro poca volontà di apparire in mondovisione in compagnia di due dittatori come Janukovych e Lukashenka, è la posizione presa dal Primo Ministro di Varsavia, Donald Tusk. Con una nota, il Capo del Governo della Polonia ha dichiarato l’impossibilità di partecipare alla cerimonia i chiusura di Euro 2012 per obblighi famigliari quali la cura dei nipoti e il desiderio di assistere alla partita assieme alla famiglia.

Napolitano e Monti pensino prima ai terremotati dell’Emilia, del Mantovano e del Veronese

Forse, l’esempio di Tusk poteva essere fatto proprio da Napolitano e Monti, che meglio avrebbero fatto a rinunciare al viaggio a Kyiv per tifare la squadra azzurra assieme alle popolazioni terremotate dell’Emilia, del Mantovano e del Basso Veronese. In questo modo, con un solo gesto avrebbero assunto una presa di posizione molto intelligente, sopratutto in un periodo di antipolitica come quello attuale.

Essi avrebbero infatti nel contempoprotestato contro la violazione della democrazia e dei diritti umani in Ucraina, rendendo così onore al lavoro del Parlamento, avrebbero risparmiato denaro pubblico per l’acquisto dei biglietti andata e ritorno per Kyiv, e, sopratutto, avrebbero dato forza e morale alle popolazioni terremotate, a cui l’approdo in finale della nazionale italiana non potrà portare la sicurezza dell’avvio delle attività produttive e il ripristino dell’agibilità di scuole, Uffici Pubblici e Chiese entro l’inizio dell’autunno.

Matteo Cazzulani

UNA NUOVA RIVOLUZIONE ARANCIONE A KHARKIV PER JULIJA TYMOSHENKO. SENZA ANGELA MERKEL

Posted in Euro 2012 by matteocazzulani on June 11, 2012

Il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, conferma il boicottaggio del suo governo alla parte ucraina di Euro 2012, mentre i sostenitori olandesi supportano la loro nazionale con tinte arancioni e magliette inneggianti la liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina. Violenze dei supporter russi a danno dei polacchi.

Il cancelliere tedesco, Angela Merkel

Come previsto fin dall’inizio gli stadi ucraini non avranno l’onore di ospitare il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, ma potranno contare della presenza molto evidente dei supporter olandesi. Nella giornata di venerdì, 8 Giugno, una nota del governo di Berlino ha confermato l’assenza del Cancelliere e di ogni altro Ministro agli incontri della fase a gironi della rappresentativa teutonica, che la Germania giocherà a Leopoli e a Kharkiv.

Nel contempo, la Merkel ha mantenuto aperta l’ipotesi della sua presenza a uno degli incontri della fase eliminatoria, a patto che la nazionale tedesca si qualifichi e, sopratutto, che la situazione in Ucraina migliori per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani e della democrazia.

Il Cancelliere tedesco è stata la prima in Europa a proporre il boicottaggio della parte ucraina del campionato europeo di calcio per il caso di Julija Tymoshenko: Leader dell’Opposizione Democratica arrestata per ragioni esclusivamente politiche – secondo un articolo del codice penale di diretta origine sovietica – oggi detenuta in isolamento in condizioni disumane in una colonia penale di massima sicurezza.

All’appello della Merkel, che fino al comunicato ufficiale non ha tuttavia assunto una posizione chiara, hanno aderito le Autorità politiche di Francia, Gran Bretagna, Austria e Belgio.

A sostenere il boicottaggio della rassegna calcistica sono stati inizialmente anche i vertici dei Paesi Bassi. Tuttavia, una nota del Consiglio dei Ministri olandese ha reso noto che, in caso di approdo in finale della rappresentativa nazionale, il Primo Ministro Mark Rutte, presenzierà a Kyiv.

A compensare il dietrofront dei Paesi Bassi sono stati i suoi tifosi. In occasione della prima partita della loro nazionale – avvenuta contro la Danimarca nello stadio di Kharkiv: a pochi chilometri dal carcere dove è detenuta la Tymoshenko – molti dei supporters hanno indossato una maglietta inneggiante alla liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica.

Come riportato dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda, la maggior parte di essi non era al corrente della situazione della Tymoshenko, ma la T-shirt con il volto della Leader dell’Opposizione Democratica accostata alle parrucche e ai vessilli arancioni – i colori della rappresentativa olandese – ha giocoforza ravvivato i ricordi del 2004, quando la carismatica politica ha guidato sul Majdan Nezalezhosti di Kyiv la pacifica Rivoluzione Arancione.

A differenza di Germania, Francia e Inghilterra, i Paesi UE che hanno deciso di non boicottare la parte ucraina della manifestazione calcistica, oltre ai Paesi Bassi, sono Polonia e Danimarca.

I supporter russi vogliono rievocare l’occupazione comunista di Varsavia

Chi ha voluto fare sentire la propria presenza sono stati anche i supporter della nazionale russa, che, sempre nella giornata di venerdì, 8 Giugno, a Wroclaw, al termine della partita Russia-Repubblica Ceca hanno aggredito i volontari del servizio di sicurezza polacco, provocando quattro feriti gravi e l’apertura da parte dell’UEFA di un’inchiesta urgente.

Oltre che per i fatti di Wroclaw, i tifosi russi hanno fatto parlare di se per avere comunicato l’intenzione di inscenare una marcia nel centro di Varsavia alla vigilia della partita tra la Polonia e la Russia, con stendardi di epoca sovietica e striscioni inneggianti alla grandezza dell’URSS.

L’iniziativa ha un carattere apertamente provocatorio, poiché rievoca pagine tristi della storia polacca del Novecento, quando la capitale della Polonia fu occupata e presidiata dai militari dell’Armata Rossa.

Nonostante gli inviti al buon senso, i tifosi russi non hanno rinunciato alla loro rievocazione storica, al punto che i supporter polacchi hanno promesso barricate per le strade di Varsavia per garantire il rispetto della sensibilità culturale dei padroni di casa.

Matteo Cazzulani

L’Euro 2012 si farà in Ucraina, ma senza politici UE

Posted in Euro 2012 by matteocazzulani on May 3, 2012

La UEFA conferma lo svolgimento del campionato di calcio nelle città ucraine, e la Germania propone il boicottaggio politico, a cui hanno aderito Austria, Olanda e Belgio. La Polonia e la Danimarca criticano l’iniziativa tedesca, mentre la Russia e pronta a beneficiare della rottura tra Bruxelles e Kyiv per convincere Janukovych ad entrare nella zona di influenza geopolitica di Mosca.

L’Europeo si fa, ma senza pacche sulle spalle all’amministrazione autoritaria di Viktor Janukovych. Nella giornata di mercoledì, 2 Maggio, la UEFA, con una nota, ha confermato che le partite della rassegna sportiva continentale del 2012 saranno realizzate in Ucraina, poiché la decisione di assegnare a Kyiv l’organizzazione del campionato di calcio assieme alla Polonia, presa nel 2007, e irrevocabile.

Una conferma e pervenuta dal coordinatore di Euro 2012, Michal Listskiewicz, che ha evidenziato come l’Europeo di calcio possa essere una festa dello sport destinata ad accrescere la conoscenza dei due Paesi organizzatori, e ad influire in maniera positiva sulle economie polacca ed ucraina.

La decisione di non revocare all’Ucraina la realizzazione della manifestazione calcistica dinnanzi al mancato rispetto dei diritti umani e della democrazia, testimoniato dall’arresto politico e dalle percosse subite in carcere dalla Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, ha ottenuto l’assenso anche del Commissario UE all’Allargamento e all’Integrazione, Stefan Fule, che ha ritenuto l’Euro 2012 una prova di maturità per Kyiv.

Le dichiarazioni dell’esponente della Commissione Europea non hanno pero arginato la lunga serie di critiche nei confronti del Presidente ucraino, Viktor Janukovych – ritenuto responsabile dell’arresto della Tymoshenko – che ha spinto il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, ed altri esponenti di rilievo della politica teutonica a richiedere il boicottaggio della rassegna, la sua revoca all’Ucraina, e la sua possibile assegnazione a Paesi maggiormente preparati come la stessa Germania.

Il Ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, ha preso atto della rettifica UEFA, ma ha invitato i Paese dell’Unione Europea a protestare contro l’autoritarismo del Presidente Janukovych evitando di inviare propri esponenti ad assistere alle partite programmate in Ucraina.

Ad accogliere l’appello del Capo della Diplomazia tedesca e stata l’Austria, che ha comunicato come nessun esponente politico non solo non presenzierà ad alcun evento sportivo in programma in Ucraina, ma anche all’amichevole preparatoria tra la rappresentativa austriaca e quella ucraina, in programma ad Innsbruck poco prima dell’inizio del campionato.

Simile posizione e stata presa dall’Olanda, secondo il cui Ministro degli Esteri, Uri Rosenthal, non ha senso assistere a delle partite di calcio accanto al Capo di Stato ucraino mentre a pochi chilometri la Leader dell’Opposizione Democratica e privata della libertà e della dignità, vittima com’è di un arresto politico e di percosse. Conferma della linea e stata adottata anche dalla componente fiamminga del Governo del Belgio.

Posizione leggermente differente e stata assunta dal Presidente estone, Henryk Ilves, che ha deciso di dimostrare la sua contrarietà alla condotta del collega ucraino boicottando non l’Europeo di calcio, ma il vertice dell’Europa Centrale, programmato anch’esso in Ucraina. A questa occasione, che ha una notevole rilevanza politica, hanno dichiarato la propria assenza anche i Capi di Stato di Slovenia, Germania, Austria, Bulgaria, Repubblica Ceca, ed anche da quello della Croazia.

La polemica di Berlino divide l’Europa e favorisce la Russia

Il caso del campionato europeo di calcio ha provocato una rottura nel Paese che attualmente detiene la Presidenza di turno dell’UE, la Danimarca, dove la maggioranza di centro-sinistra, sul modello della posizione della Polonia e della stessa Opposizione Democratica ucraina, ha invitato a non confondere sport e politica, e a partecipare alla rassegna calcistica per non penalizzare il popolo ucraino, che dall’evento può ottenere indiscutibili vantaggi in campo economico e turistico. D’altro canto, l’opposizione danese di centro-destra ha fatto propria la posizione del fronte tedesco, e ha proposto il boicottaggio della manifestazione sportiva.

Una critica all’iniziativa tedesca e stata presa dal Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, che ha evidenziato come il boicottaggio sia un’idea inadeguata, e come la realizzazione del campionato di calcio possa essere un concreto segnale che l’UE potrebbe lanciare al popolo ucraino per confermare l’intenzione di integrare l’Ucraina a Bruxelles anche a livello politico, nonostante il temporaneo regresso della democrazia testimoniato dal caso Tymoshenko.

Attenzione alla questione e stata prestata anche dalla Russia, che ha evidenziato come le proposte di boicottaggio mosse da parte della Germania abbiano comportato un sensibile peggioramento dei rapporti tra l’UE e Kyiv, ed abbia approfondito l’isolamento internazionale del Presidente Janukovych.

Inoltre, molti tra gli esperti di geopolitica hanno evidenziato come dalla rottura diplomatica tra l’Europa e l’Ucraina – che si e davvero intensificata in occasione della campagna per il boicottaggio della manifestazione calcistica – gli unici a trarre vantaggio sono i russi, che potranno utilizzare le chiusure di Bruxelles per convincere Kyiv a tornare sotto la zona di influenza del Cremlino.

Matteo Cazzulani

EURO 2012: UCRAINA A RISCHIO ESCLUSIONE

Posted in Euro 2012 by matteocazzulani on January 29, 2011

L’UEFA minaccia l’estromissione di Kyiv dall’organizzazione del Campionato Europeo di Calcio. Troppa corruzione, ed intrusione della politica nella Federazione Nazionale. Condanne anche da parte FIFA. L’ennesima gaffe del Presidente

Il logo del campionato europeo di calcio 2012. FOTO UEFA

Diffida per Janukovych. Con tanto di ultimatum. Questa la decisione del Presidente UEFA, Michel Platini, che ha minacciato la Federazione Calcistica Ucraina — FFU — di estromissione dall’organizzazione egli europei del 2012.

Motivo, la troppa corruzione interna al calcio ucraino. E, sopratutto, le pressioni governative su un ente, teoricamente staccato dai salotti della politica. Nello specifico, l’Unione Europea del pallone intende squalificare a tavolino tutte le squadre ucraine da ogni competizione UEFA. Anche da Euro 2012.

Di conseguenza, insensata sarebbe l’organizzazione di una manifestazione sportiva, in un Paese, la cui rappresentativa non partecipa.

A conferma delle reali intenzioni del francese, l’inserimento della nazionale ucraina giovanile nel girone a sei squadre — anziche negli altri da cinque — delle qualificazioni del 2013. Una soluzione che, in caso di squalifica FFU, non comporterà ripercussioni significative allo svolgimento delle gare.

Un vero e proprio cartellino giallo. Simile a quelli che, spesso, gli arbitri sono costretti ad estrarre, dinnanzi a ripetute infrazioni del regolamento, da parte di un calciatore graziato troppo a lungo.

Infatti, l’ex campione della Juventus ha preso in considerazione una nota della Federazione Mondiale, la FIFA, turbata dinnanzi al tentativo delle Autorità di rovesciare l’attuale dirigenza FFU.

Una fronda interna, capeggiata dal vice-Presidente, Serhij Storozhenko, per dimissionare l’attuale Presidente, Hryhorij Surkis — proprietario della squadra Dynamo Kyiv.

Il primo round, lo scorso 15 Dicembre, quando i due si sono contesi il microfono dell’aula, durante di un litigio da scuola materna, dinnanzi ad uno sconcertato rappresentante UEFA, Pierluigi Collina.

Il seguente capitolo, lo scorso 11 Gennaio, con la richiesta di convocazione straordinaria dell’assemblea nazionale per le dimissioni di Surkis. Secondo Storozhenko, i ¾ dei delegati regionali sarebbero pronti a sfiduciare l’attuale Capo, ed instaurare una nuova dirigenza.

L’indifferenza del Presidente nel pallone

La condanna UEFA, che attende una soluzione a breve, potrebbe comportare danni seri non solo all’immagine, ma anche all’economia di un Paese, che tanto ha scommesso sull’organizzazione della manifestazione.

L’Europeo di calcio, infatti, uno degli ultimi successi del governo arancione di Julija Tymoshenko — poi dimissionata dall’attuale maggioranza filorussa pochi mesi dopo — ha avvicinato Kyiv a Bruxelles.

Significativa la reazione del Presidente, Viktor Janukovych, che ha dimostrato totale indifferenza.

“Sogno di giocare la finale con la Polonia [l’altro Paese organizzatore del Campionato, n.d.a.] ed accogliere quanti più tifosi nella stagione in cui le ragazze ucraine si vestono in maniera più leggera” ha dichiarato, a Davos, a pranzo con il collega polacco, Bronislaw Komorowski.

Peraltro, non riuscendo a pronunciare nemmeno il motto in ucraino della manifestazione sportiva.

Matteo Cazzulani

EURO 2012: ECCO I NOMI DELLE MASCOTTE DI UN EUROPEO ORAMAI PRIVO DELLA VERA RATIO

Posted in Euro 2012 by matteocazzulani on December 4, 2010

Slavko e Slawek l’immagine di Euro 2012. Competizione divenuta insensata

La presentazione delle mascotte, Slavko e Slawek. FOTO UEFA.COM

Le varianti ucraina e polacca della parola Gloria. Questi i nomi delle mascotte del campionato europeo di calcio del 2012. Due simpatici calciatori, abbigliati con le divise delle nazionali dei due Paesi che ospiteranno la rassegna UEFA. Numero 20 per il biancorosso polacco. Il 12 per il gialloblù ucraino.

Il battesimo, avvenuto nella giornata di sabato, 4 dicembre, ha chiuso una partecipata votazione, avvenuta, via internet, sul sito ufficiale dell’UE del calcio, e nei fast-food polacchi ed ucraini della catena Mc Donalds, sponsor della manifestazione.

Con il 56% dei voti, l’accoppiata Slavko-Slawek ha superato la proposta Strimko-Shemka, seconda con l’11% dei consensi, e Ladko-Klemek, preferita dal 5% dei votanti.

Un Europeo senza l’Europa

Il logo dell'europeo 2012. FOTO UEFA.COM

Dinnanzi a tale esito, lecita una riflessione. La gloria dell’Europeo di calcio stava nella motivazione della sua ubicazione. In due Paesi, per anni divisi da odi ed incomprensioni, finalmente superati, in nome di una comune storia. E, sopratutto, della condivisa aspirazione europea. Raggiunta, per la Polonia. Non per l’Ucraina.

Difatti, l’assegnazione della rassegna alle patrie di Shevchenko — Taras, il Poeta Nazionale ucraino, uno dei più grandi del romanticismo europeo — e Mickiewicz — il vate della letteratura polacca — è stata un’occasione per agevolare l’integrazione di Kyiv nell’Unione Europea. Scopo ben esemplificato dalla tinta del pallone sul logo, in ricordo di quella Rivoluzione Arancione, con cui gli ucraini hanno dimostrato di preferire Bruxelles a Mosca.

Purtroppo, da allora molto è cambiato. Non solo la politica UE, assetata di gas, e per questo sempre più attenta a non irritare la Federazione Russa. Ma anche le relazioni tra i due Paesi ospitanti.

Lontano ricordo le posizioni del Capo di Stato polacco, Aleksander Kwasniewski, che, dinnanzi alla protesta colorata e non violenta del Majdan, promette al futuro collega ucraino, Viktor Jushchenko, di essere suo avvocato in Occidente. Nemmeno più le tavole rotonde tra i governi di Jaroslaw Kaczynski e Julija Tymoshenko, per rafforzare una collaborazione continua, atta ad un riavvicinamento economico, culturale, e spirituale tra Kyiv e Varsavia.

Oggi, i nuovi Presidenti, Bronislaw Komorowski e Viktor Janukovych, con i rispettivi Premier, Donald Tusk e Mykola Azarov, sembrano avere abandonato ogni possibile forma di dialogo, non legato strettamente all’ambito economico e finanziario. Un nausenante pragmatismo, permeato di un ipocrito volemose bene senza se e senza ma, di origine obamiana, che non rende giustizia alla tradizione storica di due popoli europei.

Entrambi, a lungo sudditi del dominio russo. E vittime dei peggiori totalitarsmi del ventesimo secolo. Il comunismo ed il nazismo.

Matteo Cazzulani

EURO 2012: UCRAINA E POLONIA ACCUSATE DI CORRUZIONE

Posted in Euro 2012 by matteocazzulani on October 24, 2010

Il Capo della Federazione calcistica cipriota ha accusato i colleghi ucraini e polacchi di avere comprato la giuria per l’assegnazione del campionato europeo del 2012. Infuriati gli organizzatori. L’UEFA chiede le prove

Il logo di Euro 2010. FOTO UEFA

Come ingannare il tempo in una Domenica di inizio autunno ce lo hanno insegnato un quotidiano tedesco ed un ex calciatore. Nella mattinata del 24 ottobre, l’autorevole Sueddeutsche Zeitung ha pubblicato una dichiarazione con cui il presidente della federazione calcistica del Cipro, Spiros Marangos, ha accusato di corruzione i colleghi ucraini e polacchi.

In particolare, il cipriota – greco di nascita, ex giocatore della nazionale ellenica – ha sottolineato che esponenti delle federazioni di Ucraina e Polonia avrebbero comprato il voto di cinque membri della giuria UEFA, che ha assegnato l’organizzazione della manifestazione sportiva a Kyiv e Varsavia. Costo totale dell’operazione, 11 milioni di euro, del cui utilizzo Marangos ha sostenuto possedere le prove.

Pronta la reazione degli accusati. L’ex Capo della federa calcio polacca – PZPN nella lingua di Mickiewicz – Michal Listkevycz, ha rigettato le accuse al mittente, inoltrato una protesta formale a Ginevra, ed invitato i colleghi delle altre federazioni europee a fare altrettanto.

“E’ insensato – ha dichiarato sugli schermi della televisione TVN24 – considero queste dichiarazioni una conseguenza di una frustrazione personale”.

L’analisi di Listkevycz si basa sul fatto che, nel maggio 2007, la candidatura ucraino-polacca ha sbaragliato la concorrenza di altre federazioni, tra cui quella italiana. E, per l’appunto, quella cipriota, presentatasi in collaborazione con la Turchia.

Risoluta, ma ben più cinica, anche la risposta dell’ONU del calcio europeo, affidata alle parole del Segretario Generale, Gianni Infantino.

“Riceviamo ogni giorno accuse di corruzione. Se Nicosia ha le prove, ce le invii. Altrimenti, ci lasci lavorare”.

Via alla vendita dei biglietti on-line

I luoghi ospitanti la manifestazione. FOTO UEFA

Sebbene non abbia avuto il senso della decenza, a Marangos non è mancato quello del tempismo. Poche ore prima, il Comitato Organizzatore di Euro 2012 ha comunicato la possibilità di prenotare i biglietti per gli incontri previsti dal prossimo Primo di marzo. Come assicurato, saranno meno cari di quelli della precedente edizione austro-elvetica del 2008, ed acquistabili in Hryvnje, Zloty ed Euro. Unico mezzo, il sito ufficiale UEFA.

Quella del cipriota non è una Voce Arancione. Così come non lo sono quella di Listkevycz ed Infantino. Ma un prezioso assist per capitalizzare una Domenica uggiosa, invitando a scoprire le bellezze della Polonia e, ancor più, dell’Ucraina. Le partite saranno disputate a Kyiv, Leopoli, Kharkiv e Donec’k sulle rive del Dnipro. E a Varsavia, Breslavia, Danzica e Poznan su quelle della Vistola.

Culture tutte da scoprire. Per una Vecchia Europa, tanto distratta dal pallone da non essersi ancora accorta dell’esistenza di popoli europei al di là del vecchio – ma non troppo – Muro di Berlino.

Matteo Cazzulani