LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: DAL PARLAMENTO UN AIUTO ALLA REPRESSIONE POLITICA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 9, 2011

Approvato inasprimento delle procedure di consultazione dei capi d’accusa. L’Opposizione Democratica denuncia scopo politico contro Julija Tymoshenko. Sempre più duro il carcere per Jurij Lucenko

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Giro di vite sull’iter processuale. Nella giornata di venerdì, 9 Aprile, la Rada ha fissato la durata esatta del periodo per la presa di visione dei capi d’accusa nell’iter pre-processuale.

Il DDL, approvato dalla maggioranza filopresidenziale, composta da comunisti, Narodna Partija, e Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Capo di Stato, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – limita il tempo di preparazione ai processi. Necessario, secondo la legislazione ucraina, per la presa visione da parte di imputati e relativi avvocati dei capi d’accusa, spesso, raccolti in svariati faldoni.

Un’approvazione con polemica, dal momento in cui il testo della proposta è stato presentato in aula privo degli emendamenti inseriti dall’Opposizione Democratica.

“Ne ho il diritto” ha illustrato il vice-Speaker del Parlamento, il comunista Adam Martynjuk.

Sulle barricate il campo arancione, con esponenti del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona – le due forze parlamentari dell’Opposizione Democratica – ad evidenziare come il provvedimento sia indirizzato contro la propria Leader, Julija Tymoshenko.

L’anima della Rivoluzione Arancione, ex Primo Ministro, è accusata di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di ambulanze e vaccini. Accuse meramente politiche che sono costate a Julija Tymoshenko anche il confino in Patria.

Il divieto imposto, per ben due volte, alla Leader dell’Opposizione Democratica di partecipare al summit del Partito Popolare Europeo di Bruxelles ha suscitato la protesta, oltre che del PPE, di Consiglio d’Europa, Europarlamento, USA, ed ONG internazionali. I quali hanno condannato un regresso della democrazia nel Paese, da quando ad amministrarlo è l’attuale Capo di Stato, Viktor Janukovych.

Oltre alla Lady di Ferro ucraina, ad essere colpiti da provvedimenti politici anche altri esponenti dell’Opposizione Democratica. L’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, è stato riconosciuto perseguitato in Repubblica Ceca, che gli ha concesso Asilo Politico. L’ex-Titolare degli Interni, Jurij Lucenko, è dettenuto in isolamento, come un carnefice.

Jurij Lucenko tra isolamento e scherno pubblico

Oltre alla dura reclusione, il politico è oggetto di scherno, ed insulti, durante le poche ore di pausa, da parte degli altri detenuti. Che, da capo della polizia, Lucenko ha contribuito ad arrestare.

A riportare questi dettagli, l’ex-Viceministro delle Finanze, Jevhenij Kornijchuk, appena liberato da un arresto simile a quello dell’ex-Titolare degli Interni.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JANUKOVYCH NON TEME L’EFFETTO-MUBARAK

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 11, 2011

Il Presidente ucraino convinto del successo della sua politica di stabilità. Continuano arresti politici e rincari dei beni di prima necessità. Stato si indebita per pagare pensioni e previdenze

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

La forza dell’assuefazione della stabilità sovietica. Interpellato dal servizio ucraino della BBC, il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, si è detto per nulla preoccupato di una possibile sua sorte simile a quella del collega egiziano, Hoseyn Mubarak, costretto alla fuga da proteste di piazza.

Secondo Janukovych, gli ucraini sono soddisfatti della stabilità raggiunta nel Paese. Pertanto, alcuna mobilitazione all’orizzonte in grado di destituirlo.

Una certezza che, tuttavia, ha spinto il Presidente alla prudenza. Il Majdan Nezalezhnosti, teatro della Rivoluzione Arancione, che cinque anni fa ne ha decretato la sconfitta, è stato transennato. Precauzione, come hanno commentato diversi esperti. Lavori di manutenzione, per il Capo dello Stato.

La stabilità, nel frattempo, ha colpito ancora. Sempre l’11 Febbraio, all’ex-Vice Ministro alla Giustizia, Jevhenij Kornijchuk, è stato prolungata la detenzione. A sancirlo, una sentenza della Corte d’Appello di Kyiv.

Kornijchuk è uno dei dieci esponenti dell’Opposizione Democratica colpiti dalle Autorità con provvedimenti giudiziari. Alcuni di essi, come Kornijchuk e l’ex-titolare degli Interni, Jurij Lucenko, sono detenuti in isolamento, come i peggio assassini.

Altri, come l’ex Primo Ministro, Julija Tymoshenko, oggi Leader dell’Opposizione Democratica, confinati in Patria, e costretti a giornaliere gite in Procura per sterili interrogatori.

Contro l’anima della Rivoluzione Arancione, l’accusa politica di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di ambulanze e vaccini. Così, Julija Tymoshenko è processata per aver pagato le pensioni, e provveduto alla sanità in un periodo di crisi.

Contro tale repressione, si sono già espressi UE, USA, Consiglio d’Europa, ed altre ONG indipendenti.

Sempre colpa dell’estero

Oltre a ciò, altri successi della stabilità. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha comunicato un incremento dei costi per la popolazione per i prodotti alimentari, industriali ed energetici.

Colpa della difficile situazione internazionale, secondo quanto si è affrettato a comunicare il governo. In passato, attento ad incrementare le bollette, anche del 50%, nonostante accordi bilaterali con la Russia avessero garantito uno sconto sull’oro blu. Pagato caro, con la concessione del prolungamento dell’esercito russo in Crimea, fino al 2042.

Oltre al rincaro, le politiche sociali. Nonostante le promesse elettorali di Janukovych, il bilancio statale si è indebitato di 2 miliardi di Hryvnje per il pagamento di pensioni e sussidi.

Una situazione inammissibile, come dichiarato dalla Parlamentare del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Ljudmyla Denisova, che ha invitato il governo ad urgenti misure a tutela dei lavoratori in caso di perdita del lavoro.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO SI DIFENDE. VIKTOR JANUKOVYCH BANCHETTA CON BRONISLAW KOMOROWSKI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 28, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica smonta l’ennesima imputazione politica a suo carico. Da Praga, Bohdan Danylyshyn denuncia la repressione degli esponenti del campo arancione. Colpiti i famigliari di Jurij Lucenko

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Lei alla prova adesivi. Lui a quella del volo in elicottero. Nella giornata di venerdì, 28 Gennaio, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, ha risposto all’accusa di acquisto gonfiato di 100 Opel Combo nel 2009.

In un’apposita conferenza stampa, l’anima della Rivoluzione Arancione ha ribadito di avere ordinato lo stock di automobili per fornire le campagne ucraine di un mezzo veloce per il trasporto dei medici presso le case dei malati.

Un’iniziativa lodevole. Che, tuttavia, non è piaciuta alle Autorità, distratte nello scambiare le utilitarie teutoniche per più ingombranti autoambulanze. E nell’incolpare l’ex-Primo Ministro, con tale mezzo, di aver beneficiato solo le regioni occidentali, politicamente a lei fedeli.

Inutile spiegare che le Oblast’ in questione, a differenza di quelle orientali, filorusse, e maggiormente urbanizzate, feudo del Presidente, Viktor Janukovych, sono prevalentemente agricole. E che, come evidenziato dalla Tymoshenko, le Combo sono servite proprio per consentire ai dottori di campagna lo spostamento nella zona di competenza.

Utilità confermata da una decina di dottori, le cui testimonianze sono state proiettate dinnanzi alla stampa.

In aggiunta, la Leader dell’Opposizione Democratica ha illustrato come, anziché indagare su una spesa socialmente utile, la Procura farebbe bene ad indagare sui 17 milioni di euro, spesi da Janukovych per un elicottero ad uso privato.

“Sulle automobili – ha dichiarato Julija Tymoshenko – è scritta chiaramente la loro appartenenza ad una campagna sociale del mio governo. Prima del mio dimissionamento – ha continuato – sono state preventivate altre 10 mila vetture, per le esigenze di altri centri di campagna”.

“Qualora Janukovych – ha aggiunto –  incaricasse il suo governo [presieduto dal Premier, Mykola Azarov, n.d.a] di comprarle, io per prima – ha concluso – con i soldi del mio partito, attaccherò adesivi che certificano il merito del Presidente”.

Nuove accuse per la Leader dell’Opposizione Democratica e nuova controffensiva dalla Repubblica Ceca

Lecito ricordare che la Leader dell’Opposizione Democratica è giornalmente interrogata in Procura. Accusata anche di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali. E di acquisto irregolare di vaccini, e 27 ambulanze.

Accuse gravi, che le sono costate la revoca del Diritto d’Espatrio. Rea, per così dire, di aver pagato le pensioni, e migliorato la sanità, in un momento di crisi economica.

Inoltre, sempre il 28 Gennaio, la Leader dell’Opposizione Democratica è stata accusata di aver importato zucchero a prezzi incrementati. Il periodo in questione, il 2009. Particolarmente difficile per l’Ucraina, in preda ad una grave crisi economica, che ha interessato anche l’agricoltura.

A confermare la natura politica dell’offensiva dei giudici ucraini, l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn. Da Praga, dove è stato riconosciuto perseguitato politico, ha accusato Janukovych di aver ordinato una campagna di repressione contro esponenti di spicco dell’Opposizione Democratica.

Per giunta, avvalendosi di capi d’accusa deboli. Che, anche se confermati, non certificano alcun danno sostanziale per le casse dello stato.

Come illustrato dal politico, oltre a Julija Tymoshenko, ed alla sua persona – prima della concessione dell’asilo politico da parte della Repubblica Ceca – vittime della repressione delle Autorità sono  l’ex-Viceministro della Giustizia, Jevhen Kornijchuk, e l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko.

Proprio sul Leader di Narodna Samooborona è continuata la pressione della Procura. Ad essere colpiti, i suoi famigliari, ed immobili. Oltre alla confisca delle proprietà, il fratello, Serhij, è stato convocato dai giudici, accusato di oltraggio a Pubblico Ufficiale, successivamente alla conferma della detenzione in isolamento del politico dell’Opposizione Democratica.

Nessuna risposta, né, tantomeno, condanna, da Janukovych. Impegnato, a Davos, in un pranzo con il suo collega polacco, Bronislaw Komorowski.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: QUARTA ACCUSA PER JULIJA TYMOSHENKO, SEMPRE CONFINATA IN PATRIA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 27, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica accusata di aver fatto la cresta su 1000 Opel Combo, usate come ambulanze. Il Presidente del Parlamento Europeo invita le Autorità a permetterle la partecipazione al summit PPE. Sempre più critica la situazione di Jurij Lucenko, vicino alla condanna definitiva

La lettera del presidente dell'europarlamento, Jerzy Buzek, di invito alla leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Lavoro a tempo pieno per la Procura Generale. Nella giornata di giovedì, 27 Gennaio, è astato aperto un nuovo capo d’accusa a carico della leader dell’Opposizione democratica, Julija Tymoshenko.

Questa volta, ad essere contestato è l’importazione di 1000 Opel Combo, utilizzate come ambulanze veloci nell’operazione Proekt Julij Tymoshenko dell’autunno 2009.

Secondo le Autorità, l’anima della Rivoluzione Arancione avrebbe gonfiato i costi del 20%, falsificato la documentazione delle vetture, ed eluso i controlli doganali.

L’ennesima polpetta avvelenata. Che, per motivi politici, è stata ben impanata per l’ex-Ministro, già accusata di uso improprio dei fondo per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di vaccini, ed altre 27 autoambulanze.

A dare l’ordine, il Premier, Mykola Azarov, che ha commissionato un’indagine a tappeto sull’operato di Julija Tymoshenko. Con il risultato che, ora, rea – per così dire – di aver pagato le pensioni e provveduto al miglioramento della sanità in un periodo di crisi, la Leader dell’Opposizione Democratica è ospite giornaliera in Procura. Costretta al confino in Patria.

Proprio a riguardo, sempre mercoledì, 27 gennaio è giunto il secondo invito da Bruxelles, per richiedere la sospensione della revoca del diritto d’espatrio, che impedisce alla Lady di Ferro ucraina di prendere parte al congresso del partito Popolare Europeo, a cui appartiene.

A firmare la missiva, il Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek. Non l’ultimo arrivato. Che, però, si ha l’impressione sarà trattato come tali dai giudici sdi Kyiv, sempre più attenti agli ordini di Mosca.

Continua la repressione politica

In evoluzione anche la vicenda dell’ex-Ministro degli interni, Jurij Lucenko. Uno della decina di politici dell’Opposizione Democratica arrestati per motivi politici. Le accuse di abuso d’ufficio in tre capi di imputazione differenti sono state unificate in un unico procedimento.

Come illustrato dalla stessa Julija Tymoshenko, difficile che il Leader di Narodna Samooborona eviti la condanna definitiva.

Nel medesimo stabile, alla stessa ora, convocato anche l’ex Vice-Ministro della Giustizia, Jevhen Kornijchuk, condotto nell’edificio in manette. Una condizione migliore rispetto a quella di Lucenko, costretto ad assistere ai procedimenti a suo carico da dietro le sbarre. Nemmeno fossimo allo zoo.

Oltre alla procura generale, lavoro a pieno regime anche per le poste. In aggiunta alla missiva di Buzek, dall’Unione Europea è arrivata anche la conferma della concessione dell’asilo politico da parte della Repubblica Ceca per l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn.

Un gesto importante, con cui una delle più solide democrazie, nel Cuore dell’Europa, ha riconosciuto all’esponente dell’Opposizione democratica lo status di perseguitato da parte dell’Amministrazione del Presidente, Viktor Janukovych.

Un monito, affinché sia fermato il regresso democratico sulle Rive del Dnipro.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: A JULIJA TYMOSHENKO VIETATA BRUXELLES

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 25, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica trattenuta in Patria per non partecipare al summit PPE. Rinnovata l’accusa per il pagamento irregolare delle pensioni. Il Procuratore Generale: “Ce lo ha chiesto lei”. L’anima della Rivoluzione Arancione denuncia la repressione politica

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

La squadra di Janukovych ha problemi con l’inglese. E, a quanto pare, anche con il savoir faire. Nella giornata di martedì, 25 Gennaio, la procura Generale ha negato alla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, di recarsi a Bruxelles per lavoro.

Motivazione, la stesura dell’invito in lingua inglese. Senza traduzione. Tanto è bastato alle Autorità, per rigettare la richiesta del partito Popolare Europeo, e costringere l’Anima della Rivoluzione Arancione a rinunciare alla riunione della forza politica continentale a cui appartiene.

Un impegno fissato da tempo. Julija Tymoshenko è stata avvisata da settimane, con una lettera personale del Leader del PPE Vilfred Martens. A nulla è bastata la richiesta supplementare, necessaria per sospendere temporaneamente la revoca al Diritto d’Espatrio, imposta dai giudici all’ex-Primo Ministro.

Ma non è tutto. Nella medesima giornata, il procuratore Generale, Viktor Pshonka, ha spiegato che il processo è stato rinnovato per volere della stessa Julija Tymoshenko.

Una perfetta masochista, secondo le Autorità, subito accontentata dai magnanimi giudici. Confermate le accuse a suo carico per uso improprio dei fondi per le emissioni CO2 alle uscite sociali.

Julija Tymoshenko al contrattacco

Terminato l’interrogatorio odierno, l’ennesimo giornaliero, l’anima della Rivoluzione Arancione ha ribadito che i conti sono in ordine, che non ci sono prove a supporto delle accuse, e che, in ogni caso, è accusata del pagamento delle pensioni, in un periodo di crisi, anziché al rispetto del Protocollo di Kyoto.

Una situazione che ha spinto Julija Tymoshenko al contrattacco. Come riportato dal settimanale Glavnoe, la Leader dell’Opposizione Democratica non solo intende confutare le accuse politiche a suo carico, ma anche denunciare a sua volta l’operato del Presidente, Viktor Janukovych.

Il quale, proprio in virtù delle medesime imputazioni, sarebbe colpevole.

“Mi si accusa di aver speso 12,5 milioni di euro per l’acquisto di autoambulanze – ha evidenziato – ma come definire i 17 milioni sottratti al bilancio statale da Janukovych per un elicottero privato? E’ una questione politica, organizzata per eliminare un avversario”.

Lecito ricordare che, oltre ai fondi di Kyoto, ed alle ambulanze, Julija Tymoshenko è accusata di arricchimento nell’ambito dell’acquisto di vaccini.

A supporto della natura politica del provvedimento, anche gli arresti di una decina di personalità del suo entourage, ad oggi rinchiusi sotto stretta osservazione. Tra essi, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, e l’ex-Vice Ministro della Giustizia, Jevhen Kornijchuk.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO AL FIANCO DI MAJDAN E STAMPA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 17, 2011

Ennesimo interrogatorio per la Leader dell’Opposizione Democratica, che difende imprenditori, lavoratori e giornalisti. In 200 in piazza contro il Codice Fiscale

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

La Procura non cambia musica. Nemmeno per i prossimi giorni. Lunedì, 17 gennaio, alla Leader dell’Opposizione Democratica, Julia Tymoshenko, è stata rinnovata l’accusa di uso improprio dei fondi per le emissioni CO2 alle uscite sociali.

A comunicarlo, al termine dell’interrogatorio, la stessa anima della Rivoluzione Arancione, che ha evidenziato la natura repressiva del provvedimento, volto ad impedirle lo svolgimento della sua attività politica.

A stampa e sostenitori – una cinquantina, ad attenderla presso l’edificio – ha ribadito di non voler abbandonare il Paese, e promesso di continuare la lotta in Patria. Per un’Ucraina giusta, democratica, Indipendente, ed europea. Malgrado la morsa della magistratura. Che l’ha convocata anche per le prossime due giornate.

Probabilmente, per ripeterle i medesimi capi d’accusa: oltre all’utilizzo del danaro per il rispetto del protocollo di Kyoto alle uscite sociali, l’acquisto irregolare di 27 autoambulanze. Ed usurpazione delle risorse statali, nell’ambito dell’acquisto di vaccini.

Così, l’ex Primo Ministro è stata privata anche del Diritto d’Espatrio. Rea, per così dire, di avere pagato le pensioni, e migliorato il sistema sanitario nazionale.

Oltre a lei, in prigione sono finiti suoi stretti collaboratori. Tra essi, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, e l’ex-Viceministro della Giustizia, Jevhen Kornijchuk.

La protesta contro il Codice Fiscale

In aggiunta, Julija Tymoshenko ha attaccato il Ministro degli Interni, Anatolij Mohyl’ov, che ha minacciato l’intervento della polizia durante le manifestazioni, programmate nella mattinata. Una mossa, per scoraggiare la partecipazione ad una dimostrazione pacifica contro le Autorità. Che, felicemente, non ha avuto successo.

Difatti, in circa 200 hanno presidiato l’Amministrazione Presidenziale. Imprenditori, lavoratori, e Deputati Nazionali dell’Opposizione Democratica. Insieme, contro la reclusione politica di tre coordinatori delle dimostrazioni di novembre contro il Codice Fiscale.

Una legge che, per concedere sgravi ai grandi imprenditori, sponsor del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – ha incrementato la pressione su piccola e media impresa, e privato i sindacati del diritto di riunione.

Oltre ai manifestanti non violenti, ed agli oppositori politici, nell’Ucraina di Janukovych, ad essere vittima di continue pressioni è anche la stampa. A sua difesa, una nota del principale gruppo alla Rada dell’Opposizione Democratica, il Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna.

Il Capo dello Stato è stato chiamato a porre fine ad un’escalation che, in un solo anno, nel rating dell’autorevole Freedom House, ha escluso Kyiv dagli Stati liberi. E retrocesso il Paese di 42 posizioni anche nella graduatoria, in quanto a Libertà di Stampa, di Reportères sans Frontières.

“Poliziotti hanno sequestrato materiale alla giornalista Olena Bilozers’ka – riporta l’ufficio stampa BJuT – e Parlamentari della maggioranza si permettono di percuotere corrispondenti di importanti testate. Le Autorità – ha continuato – minacciano l’informazione on-line. Il silenzio del Presidente è una conferma – ha ultimato – della mancata volontà di punire chi impedisce il lavoro dei giornalisti”.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: BOHDAN DANYLYSHYN LIBERO IN REPUBBLICA CECA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 14, 2011

La Corte Cittadina di Praga libera
l’ex-Ministro del governo di Julija Tymoshenko, a cui è stato
concesso anche asilo politico. La Leader dell’Opposizione
Democratica plaude alla decisione, in difesa della democrazia sulle
rive del Dnipro. La maggioranza: “UE corrotta”

L

Da Praga,
doppio marameo per Janukovych. Nella
giornata di venerdì, 14 Gennaio, la Corte Cittadina della capitale
centroeuropea ha scarcerato l’ex-Ministro del’Economia, Bohdan
Danylyshyn.

Una notizia preannunciata. Dal momento in cui, nella
mattinata, l’ex titolare di dicastero del secondo governo di Julija
Tymoshenko ha ottenuto lo status di rifugiato politico.

A sancirlo,
il Ministero degli Interni della Repubblica Ceca. Che, come riportato dall’Ukrajins’ka
Pravda
, ha appurato la messa a repentaglio in Patria
delle libertà e dei diritti politici di Danylyshyn. De facto, un
perseguitato. Arrestato a Praga lo scorso 19 ottobre dall’Interpol,
su ordine della milicija di Kyiv, l’ex-Ministro è stato accusato di
abuso d’ufficio, e gestione fraudolenta di potere.

Accuse simili a
quelle mosse ad un’altra decina di esponenti di spicco
dell’entourage della Leader dell’Opposizione Democratica, la già
citata Julija Tymoshenko, imprigionate in Ucraina, ed in attesa di
un processo che si preannuncia lungo e delicato.

Tra essi,
l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, e l’ex-Vice Ministro
della Giustizia, Jevhen Kornijchuk. La stessa Julija Tymoshenko è
sotto processo per uso improprio dei fondi per il Protocollo di
Kyoto alle uscite sociali, acquisto irregolare di 27 ambulanze, ed
usurpazione di risorse nell’ambito dell’acquisto di vaccini.

Così,
l’anima della Rivoluzione Arancione, ex-Primo Ministro, è stata
privata del Diritto d’Espatrio. Rea, per così dire, di avere pagato
le pensioni, e migliorato la situazione sanitaria del Paese.
Proprio Julija Tymoshenko ha espresso gratitudine a Repubblica Ceca
ed Unione Europea per l’asilo concesso a Danylyshyn. Un fatto che,
come riportato dall’ufficio stampa del
principale partito dell’Opposizione Democratica, Bat’kivshchyna,
conferma l’attenzione di Bruxelles alla repressione giudiziaria ai
danni di dissidenti politici.

Peraltro, certificata dal rating annuale di
Freedom House, che ha escluso Kyiv – unico caso nel 2011 – dalla
lista dei Paesi Liberi.

Un traguardo, merito della Rivoluzione
Arancione, che ha fatto dell’Ucraina un unicum nell’ex-URSS,
assieme agli Stati Baltici.

Il simpatico parlamentare
rosica, e da agli europei dei corrotti

Chi ha
contestato la decisione di Praga è Vadym Kolesnichenko,
Parlamentare del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel
Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il
Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei
Ministri.

Il simpatico deputato, che ha definito il Legno Storto una
rivista minoritaria, ed il redattore della Voce Arancione uno
studentello di Padova – ? – ha accusato la Leader dell’Opposizione
Democratica di corrompere i burocrati europei.

“La corruzione di
Julija Tymoshenko è arrivata anche in Europa” ha affermato, come riportato sempre dall’Ukrajins’ka
Pravda
. Reazione anche dalla Procura Generale ucraina,
che ha promesso la richiesta di estradizione.

Ciò nonostante, ora
Danylyshyn è finalmente ritornato in possesso dei suoi diritti
civili.

Eccetto quelli politici, di voto attivo e passivo. In un
Paese che, lecito ricordare a Kolesnichenko, occupa il 53simo posto
nella graduatoria di Transparency International.

In cui l’Ucraina
di Janukovych, nel solo ultimo anno, è precipitata al 134esimo.
Matteo Cazzulani

 

UCRAINA: FREEDOM HOUSE CRITICA JANUKOVYCH. CONVOCAZIONE PERMANENTE IN PROCURA PER JULIJA TYMOSHENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 13, 2011

Il rating americano conferma il regresso della democrazia sulle rive del Dnipro. Ancora violenze e provvedimenti giudiziari a scopo politico. La Leader dell’Opposizione Democratica ogni giorno davanti ai giudici

Il logo della ONG Freedom House

L’Ucraina Paese non più libero, retrocessa nel gruppo di Afghanistan, Burundi, Cambogia, Etiopia, Iran, Kuwait, Madagascar, Ruanda, Shri Lanka, e Tailandia. E’ con questo verdetto – arancione – che l’autorevole ONG americana Freedom House ha certificato il regresso democratico in atto sulle Rive del Dnipro.

Merito del Presidente, Viktor Janukovych, dal momento in cui Kyiv è l’unica ad uscire dal gruppo dei Pienamente Democratici. Un traguardo, tutto della Rivoluzione Arancione – con i governi di Julija Tymosshenko e la Presidenza di Viktor Jushchenko – che ha fatto dell’Ucraina un unicum nell’ex URSS, con gli Stati Baltici.

Quello del rating Freedom House non è il solo record battuto dalla banda Janukovych. Difatti, le Autorità di Kyiv sono state in grado di rovinare, e contraddire, anche l’approvazione di un decreto finalmente serio. Con 408 favorevoli, su 433 Parlamentari registrati, la Rada ha emanato la Legge sull’Accesso alla Libera Informazione.

Un documento che elimina, per ogni cittadino, i vincoli per la libera consultazione di ogni atto governativo. Un’innovazione, sentita dai giornalisti a tal punto da incitarne l’approvazione, con l’esposizione, dalla loggia stampa, di uno striscione.

Ancora violenze e repressioni

L'ex vice ministro della giustizia, Jevhen Kornijchuk. FOTO 5 KANAL

Pronta la reazione del Vice Speaker del Parlamento, Adam Martynjuk. Il quale, stizzito, ha affermato di non necessitare della stampa per sapere cosa fare. Anche la polizia è stata scattante nell’imporre la rimozione, e l’eliminazione, dello stendardo.

Ad essi, si è aggiunta la rabbia di Oleksij Zhuravko, Parlamentare del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – che ha aggredito il collega dell’autorevole – malgrado tutto – Ukrajins’ka Pravda, Mustafa Najem.

Oltre alla condotta della maggioranza, a confermare la rilevazione Freedom House, l’ennesimo interrogatorio ai danni della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko. Il primo di una lunga serie, dal momento in cui la Procura le ha imposto la convocazione giornaliera, dalle 10 alle 17. Nemmeno fossimo alle elementari.

L’ex Primo Ministro, anima della Rivoluzione Arancione, è accusata di uso improprio dei fondi per le riduzioni di CO2 alle uscite sociali, di acquisto irregolare di 27 autoambulanze, e di usurpazione di risorse nell’ambito dell’acquisto di vaccini.

Così, la Lady di Ferro ucraina è stata privata persino del diritto d’espatrio. Rea, per così dire, di avere pagato le pensioni in un periodo di crisi. E di essersi occupata della salute degli ucraini.

“Da nessuna legge è previsto tale trattamento – ha dichiarato, all’uscita dalla Procura – vogliono impedirci di interagire con la gente – ha aggiunto – lavorare, e rafforzare la nostra attività politica. E’ Janukovych – ha ultimato – che lo ha ordinato”.

Sempre giovedì, 13 Gennaio, la Corte di Appello ha confermato l’arresto dell’ex-Vice Ministro della Giustizia, Jevhen Kornijchuk. Giudicato soggetto potenzialmente nocivo per lo svolgimento delle indagini, l’esponente del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna è l’ennesima personalità di spicco dell’entourage della Leader dell’Opposizione Democratica ad essere finita in gattabuia.

Prima di lui, altri dieci. Tra essi, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, e l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO PROCESSATA SENZA PROVE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 1, 2011

Convocazione lampo per la Leader dell’Opposizione Democratica. I giudici avviano indagini per appurare le accuse. L’anima della Rivoluzione Arancione condanna la repressione delle Autorità. Il BjuT-Bat’kivshchyna, il terrore politico

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, al termine dell'interrogatorio

I giudici di Janukovych hanno voglia di panettone. Forse, è per questo che venerdì, 31 Dicembre, l’interogatorio della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, è durato solo un’ora e mezza. Un’inezia, rispetto alle 12 del giorno precedente.

Sottotono anche contenuto e modalità. Questa volta, niente divieto di pause e cibo per l’anima della Rivoluzione Arancione, a cui sono state esposte le tappe dei prossimi incontri. Indagini supplementari ed acquisizione di prove. Dimostrazione, come ha evidenziato Julija Tymoshenko, che il processo a suo carico è stato avviato senza alcuna motivazione concreta.

Privata del diritto d’espatrio, la Lady di Ferro ucraina è accusata di uso improrio dei fondi per l’abbattimento di CO2 alle uscite sociali. E di acquisto irregolare di ambulanze.

“Le Autorità — ha dichiarato all’uscita dalla Procura — ritengono il pagamento delle pensioni, ed il miglioramento del sistema sanitario, una colpa. E’ chiaro — ha continato la Leader dell’Opposizione Democratica — che il Presidente, Viktor Janukovych, l’ha ordinata per estromettermi dalla scena politica. Ciò nonostante — ha concluso — a lui vanno i miei Auguri”.

Meno diplomatica la posizione del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, che ha illustrato i metodi autoritari adoperati dalle Autorità. Secondo la nota del principale gruppo alla Rada dell’Opposizione Democatica, i giudici hanno violato la legge, interrogando Julija Tymoshenko per mezza giornata. Ininterrottamente, senza acqua, né riposo. Per di più, in alcune occasioni, senza neppure il suo avvocato.

Le altre vittime della repressione

Un terrore politico, come riporta la nota, per definire la concomitanza dell’apertura del processo a Julija Tymoshenko con le gravi condizioni di salute del marito, Oleksandr, in rianimazione, dopo un delicato intervento. Vittime di tale condotta, anche ad altri esponenti del secondo governo Tymoshenko.

L’ex capo della Tesoreria Nazionale, Tetjana Sljuz, è ricercata, malgrado sia sola ad allevare il suo unico figlio. Chi, invece, non può assistere alla neonata figlia ed alla moglie — entrambe in rianimazione — è il Vice Ministro della Giustizia, Jevhen Kornijchuk. Arrestato, con la consorte intenta a partorire.

L’ex Ministro dell’Interno, Jurij Lucenko, è recluso in isolamento, senza possibilità di ricevere le visite dei prorpi cari. Nemmeno del figlio, dinnanzi a cui è stato prelevato, con la vaga imputazione di abuso di potere. Coraggiosi, famigliari e colleghi di partito hanno deciso di trascorrere il Capodanno presso il carcere.

Infine, la nota del BjuT-Bat’kivshchyna ricorda anche i primi suoi componenti incarcerati dall’instaurazione al potere di Janukovych. L’ex Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, l’ex Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk, l’ex Capo del Controllo Statale di Frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex Vice Capo di Naftohaz, Ihor Didenko.

Infine, convocato in Procura per frequenti interrogatori, per insensati motivi, anche Oleksandr Turchynov, Braccio Destro di Julija Tymoshenko, ed ex Vice Primo Ministro.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: ALTRO INTERROGATORIO PER JULIJA TYMOSHENKO E NUOVI ARRESTI.

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 29, 2010

La Leader dell’Opposizione Democratica nuovamente in Procura. Arrestato altro suo uomo di fiducia e due dimostranti del Majdan. Jurij Lucenko accusato nell’avvelenamento di Viktor Jushchenko. Convocata anche una giornalista

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, prima dell'interrogatorio. FOTO TYMOSHENKO.UA

Sei ore davanti ai giudici. Questo è quanto patito dalla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, sotto torchio in Procura per l’intero pomeriggio. Tempo perso, peraltro senza il suo avvocato, come ha illustrato ai 50 sostenitori che, pazientemente, l’hanno attesa.

All’ingresso – erano le 11 del mattino – si è detta certa di ricevere il permesso per recarsi a Bruxelles dopo il Natale ortodosso – 7 gennaio – per partecipare al vertice del Partito Popolare Europeo, a cui è stata invitata. Il processo politico aperto a suo carico ha comportato anche la revoca del diritto d’espatrio.

“Siamo turbati dalla repressione ai danni di Bat’kivshchyna. Siamo al tuo fianco” le ha detto, in una conversazione privata, il Segretario Generale PPE, Antonio Lopez-Isturis.

Oltre all’ennesima convocazione in Procura della Lady di Ferro ucraina, puntuale anche la girandola degli arresti ai danni di personalità invise alle Autorità.

In prigione, il Direttore dell’impresa statale Ukrmedostach, Mykola Petrenko, accusato di concorso di colpa per l’acquisto irregolare di ambulanze, ordinate da Julija Tymoshenko.

A fargli compagnia, due partecipanti delle proteste sul Majdan Nezalezhnosti contro il Codice Fiscale. Una legge iniqua, che ha limitato i diritti sindacali, ed incrementato la pressione su piccola e media impresa per compensare sgravi ai grandi industriali, sponsor del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Atteso anche un altro arresto, a danno di uno dei coordinatori del Comitato dei Partecipanti della Rivoluzione Arancione, reduce da un intervento delicato. Una camionetta della polizia è già sotto l’ospedale.

Da chi è finito dietro le sbarre a chi c’è già. L’ex Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, è stato accusato anche di abuso d’ufficio nell’inchiesta sull’avvelenamento dell’ex Capo di Stato, Viktor Jushchenko. Prelevato dalla propria abitazione Domenica, 26 dicembre, dinnanzi a figlio e cane, il Leader di Narodna Samooborona è accusato di scarsa collaborazione con gli inquirenti.

Infine, ce n’è anche per i giornalisti. La collega dell’autorevole agenzia UNIAN, Nadia Pryshljak, è stata convocata, in quanto testimone della Notte di Sangue. Episodio in cui, lo scorso giovedì, 16 dicembre, i Parlamentari del Partija Rehioniv hanno interrotto, con la violenza, il presidio pacifico della Rada dei Deputati Nazionali del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, in solidarietà alla loro Leader.

Le precedenti tappe del regresso democratico sotto l’amministrazione Janukovych

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Lecito ricordare che Contro Julija Tymoshenko è stato aperto un procedimento giudiziario. Motivazione, l’uso improprio dei fondi per l’abbattimento di CO2 alle uscite sociali. E l’acquisto illecito di ambulanze. Così, la Leader dell’Opposizione Democratica è stata privata del diritto d’espatrio, per avere pagato le pensioni, e migliorato il sistema sanitario. Gesti gravi, di cui è continuamente chiamata a rispondere dinnanzi ai giudici.

Oltre all’anima della Rivoluzione Arancione, abbondante è l’elenco di personalità dell’Opposizione Democratica nel mirino della Procura, quando non già in prigione. Nella giornata di martedì, 28 dicembre, dai giudici è finito il Segretario del Partito Za Ukrajinu, V’jacheslav Kyrylenko.

Venerdì, 24 dicembre, l’ex Capo della Tesoreria statale, Tetjana Sljuz, in carica durante il governo Tymoshenko, è stata dichiarata ricercata. L’accusa mossa alla politica, recentemente eletta Consigliera Regionale di Khmel’nyc’kyj, abuso di potere.

Medesima motivazione per l’arresto dell’ex-ministro dei Trasporti, Viktor Bondar, già Capo della Segreteria di Jushchenko.

Giovedì, 23 dicembre, arrestato l’ex Vice Ministro dell’Economia, Jevhen Kornijchuk. In prigione anche il suo ex-principale, Bohdan Danylyshyn, l’ex Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk, l’ex Capo del Controllo Statale di Frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex Vice Capo di Naftohaz, Ihor Didenko.

Infine, ospite della procura per frequenti interrogatori, il Braccio Destro della Lady di Ferro ucraina, Oleksandr Turchynov, Vice Leader di Bat’kivshchyna, il principale partito dell’Opposizione Democratica.

Matteo Cazzulani