LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Ucraina: Julija Tymoshenko vicina al carcere per la scelta del legale

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 30, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica minacciata di arresto per la nomina del Deputato Nazionale Bohdan Ferenc ad avvocato. Nessuna paura per la guida di Bat’kivshchyna, che contrattacca.

La scelta del legale secondo il parere del magistrato. Questo quanto sperato dalla Procura Generale che, venerdì 29 Aprile, si e lamentata per la scelta dell’avvocato della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

L’anima della Rivoluzione Arancione ha incaricato della sua difesa il Deputato Nazionale del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Serhij Vlasenko.

Una scelta necessaria, per alleviare la mole di lavoro dell’altro legale della Leader dell’Opposizione Democratica, Bohdan Ferenc.

Il quale ha il compito di difendere Julija Tymoshenko dall’accusa di uso improprio dei fondo per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze.

Invece, Vlasenko e chiamato a tutelare l’ex-Primo Ministro da quella per abuso d’ufficio nel corso degli accordi per il gas con l’allora suo omologo russo, Vladimir Putin.

Dura la replica della Procura, che non solo non ha inviato a Vlasenko la documentazione inerente al procedimento giudiziario, ma anche impedito la presa visione dei capi di imputazione.

Inoltre, ha minacciato la Leader dell’Opposizione Democratica di mutare il Confino in Patria, a cui e costretta, in arresto.

La Leader dell’Opposizione Democratica non si arrende

Alcun timore per Julija Tymoshenko. La quale, al termine dell’ennesimo interrogatorio in Procura, ha dichiarato di non temere una mossa che ha ribadito ritenere meramente politica.

Approntata dal Presidente, Viktor Janukovych, per intrarciarle l’attività politica.

Matteo Cazzulani

Guerra Energetica: Ucraina ponte tra Azerbajdzhan ed Unione Europea

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 29, 2011

Il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, ottiene da quello azero, Il’kham Alijev, gas metano e nafta per l’Odessa-Brody. Oleodotto da prolungare fino in Polonia

Gas e nafta azeri riscalderanno ucraini e polacchi. Nella giornata di giovedì, 28 Aprile, il Presidente Ucraino, Viktor Janukovych, ha raggiunto accordi energetici con il suo collega azero, Il’kham Alijev.

Baku aumentera le forniture di gas metano per Kyiv, allentandone la dipendenza da quello russo.

Una promessa, da parte dell’Azerbajdzhan, che interessa anche la nafta. A margine dell’incontro nella Capitale azera, Janukovych ha supportato il prolungamento dell’oleodotto Odessa-Brody fino a Danzica, sul Mar Baltico. Ad alimentarlo, benzina azera.

Una marcia indietro rispetto al passato. Che, se realizzata, porrebbe l’Ucraina come principale ponte energetico tra Centro Asia e Polonia.

Ipotizzato negli anni Novanta per collegare il terminale di Odessa al sistema infrastrutturale energetico continentale, l’oleodotto ha iniziato la conduttura di nafta centro-asiatica nel 2001. Tuttavia, nel 2004, allora Primo Ministro, Viktor Janukovych ha invertito l’utilizzo dell’Odessa-Brody per importare carburante russo.

Una scelta che ne ha bloccato l’estensione in territorio polacco, concepita nel 2003, e supportata, tra il 2005 ed il 2007, dai governi arancioni di Julija Tymoshenko, in collaborazione con Polonia ed Unione Europea.

Il ripristino del senso originario dell’Odessa-Brody, lo scorso 17 Gennaio, in seguito agli accordi tra Janukovych ed il Capo di Stato bielorusso, Aljaksandar Lukashenka, per il transito di nafta di produzione venezuelana.

Lungo 674 chilometri, l’Odessa-Brody ha una portata di 9 milioni di tonnellate annuali. Per il suo prolungamento in Polonia, l’UE ha stanziato 9 miliardi di Euro.

Matteo Cazzulani

Ucraina: Janukovych assume Jushchenko. Julija Tymoshenko rischia il carcere

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 29, 2011

Il Capo di Stato ucraino nomina l’ex avversario Capo del Consiglio per l’Arte Nazionale. La Leader dell’Opposizione Democratica nel mirino della Procura

L’inciucio e servito. Nella giornata di giovedì 28 Aprile, il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, ha nominato il suo predecessore, Viktor Jushchenko, co-direttore del Consiglio Nazionale per la Costruzione del complesso museale Mystec’kyj Arsenal.

Un progetto, che guarda alla rivitalizzazione della cultura ucraina, che ha portato i due Capi di Stato, avversari nella Rivoluzione Arancione, all’ennesima collaborazione.

Già nel 2005 Jushchenko ha creato un governo con l’appoggio del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri. Con cui, nel 2006, ha addirittura caldeggiato un’alleanza di potere con il suo partito, Nasha Ukrajina, nominando Janukovych Capo del Governo.

Continua repressione politica

Vittima di tali giochi di potere, tradimento degli ideali del Majdan, l’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko. Ieri, dimissionata da Primo Ministro. Oggi, vittima di una repressione politica. Sempre giovedì, 28 Aprile, la Procura Generale ha minacciato l’arresto della Leader del principale partito dell’Opposizione Democratica, Bat’kivshchyna, per scarsa collaborazione negli interrogatori a cui e sottoposta quasi ogni giorno.

La Leader dell’Opposizione Democratica e accusata di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze, ed abuso d’ufficio nei contratti per il gas con il primo ministro russo, Vladimir Putin.

Per queste ragioni, Julija Tymoshenko e stata confinata in Patria. Per due volte impossibilitata a partecipare al meeting del Partito Popolare Europeo, di cui fa parte.

Matteo Cazzulani

Ucraina: Julija Tymoshenko contro RosUkrEnergo negli Stati Uniti

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 28, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica denuncia l’oligarca Dmytro Firtash alla Corte di New York per furto di oro blu degli ucraini. La Grande Mela accetta l’incarico.

Da Stoccolma agli USA in cerca di giustizia. Questa la scelta della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.
La quale, nella giornata di martedì 26 Aprile, ha denunciato il businessman Dmytro Firtash presso la corte di New York.

Secondo l’anima della Rivoluzione Arancione, l’oligarca avrebbe manipolato la decisione dell’Arbitrato di Stoccolma della scorsa estate, con cui la sua compagnia energetica, RosUkrEnergo, e stata beneficiata di 12,1 miliardi di metri cubi di gas appartenenti alla compagnia statale, Naftohaz.

Il risarcimento di oro blu di proprietà di tutti gli ucraini, avrebbe infranto la legge 1789 dell’Alien Tort Statut. Valida su tutto il Pianeta.

Da New York reazione affermativa. Con una nota, la Corte della Grande Mela ha illustrato l’avvio del procedimento a breve.

Matteo Cazzulani

Ucraina: ancora un ni all’Unione Doganale della Russia

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 27, 2011

Il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, smentisce avvicinamento alla CEE euroasiatica. Nel contempo, rafforza le relazioni economiche con la Russia. Da Gazprom oro blu più costoso.

L’Ucraina e indecisa. La Russia no. Nella giornata di martedì, 26 Aprile, il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, ha negato ogni trattativa per l’ingresso nell’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka.

Secondo quanto riportato dal Financial Times, Janukovych avrebbe illustrato la mancanza di proposte in merito da Mosca, su un progetto a cui Kyiv e interessata a collaborare.

In aggiunta, ha ribadito la priorità dell’integrazione economica con l’UE, tramite la creazione della Zona di Libero Mercato.

A rendere ancora più fumosa tale visione, quanto pronunciato a margine dell’incontro con il suo collega russo, Dmitrij Medvedev.

Al quale, dopo le commemorazioni per il 25 anniversario della Catastrofe di Chernobyl, ha ribadito l’importanza di incrementare la collaborazione su economia, finanza, politiche comuni, ed altri importanti ambiti.

Invece, ha le idee chiare proprio il Presidente russo, che ha analizzato le relazioni tra Russia ed Ucraina come uscite da un periodo di crisi.

Gas sempre caro

Decisione evidente anche sul tema energetico. Sempre martedì, 26 Aprile, il monopolista russo, Gazprom, ha confermato tariffe più alte per il gas venduto in Occidente.

In particolare, per l’Ucraina la decisione e motivata dalla lentezza con cui si stanno svolgendo le trattative per la creazione del Supermonopolista tra Gazprom e Naftohaz.

Un unico concorrente per il mercato ucraino, che controllerebbe oro blu e sistema infrastrutturale di Kyiv.

Proposto dal Premier russo, Vladimir Putin, al suo collega ucraino, Mykola Azarov, e criticato dall’Opposizione Democratica.

La quale, guidata dall’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, ha commentato il supermonopolista come cessione a Mosca dell’Indipendenza economica, politica, ed energetica.

Matteo Cazzulani

Ucraina: nuovo gruppo dell’Opposizione Democratica

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 27, 2011

Deputati nazionali arancioni costituiscono i Democratici Europei. Secondo gli esperti, una marcia per il Dissenso a Janukovych

Ancora Tre firme per i Democratici Europei, il nuovo gruppo dell’Opposizione Democratica. Nella giornata di martedì, 26 Aprile, 12 Deputati Nazionali hanno aderito ad un nuovo club parlamentare.

Nomi eccellenti, prevalentemente provenienti da Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona. Tra essi, il businessman Oleksandr Tret’jakov – tra i finanziatori dell’ex-Capo di Stato, Viktor Jushchenko – l’ex-Ministro della Difesa, Anatolij Hrycenko, il Leader della Jevropejs’ka Partija, Mykola Katerynchuk, il Segretario del Narodnyj Rukh, ed ex-Ministro degli Esteri, Borys Tarasjuk, il Capo della comunita tatara, Mustafa Dzhemil’ov, Oleksandr Chornovolenko, e Volodymyr Ar’jev. A capo del nuovo soggetto parlamentare, una donna, l’ex- Addetta Stampa di Jushchenko, Iryna Herashchenko.

Una nuova insidia per il Capo dello Stato

Dunque, un gruppo europeista, dalla guida rosa, che irrompe in un campo arancione sempre più diviso.

Ciò nonostante, sono in molti a ritenere i Democratici Europei un’opportunità per cementare l’Opposizione Democratica. La quale, composta dalla nuova formazione, e guidata da Bat’kivshchyna – il Partito dell’Anima della Rivoluzione Arancione, Julia Tymoshenko – potrebbe costituire un’insidia allo strapotere del Presidente, Viktor Janukovych, e della sua forza politica, il Partija Rehioniv, alle prossime elezioni parlamentari.

Matteo Cazzulani

Ucraina: i greco-cattolici in prima fila per l’unita delle chiese nazionali

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 26, 2011

L’Arcivescovo Svjatoslav Shevchuk propone al Presidente ucraino un consiglio interconfessionale panucraino, piu religiosi nell’esercito, ed un dialogo più proficuo.

Dalla chiesa uniate mano tesa a Viktor Janukovych. E un messaggio costruttivo quello che il Capo della chiesa greco-cattolica, l’Arcivescovo Svjatoslav Shevchuk, ha inviato al Presidente ucraino, il giorno di Pasquetta.

Undici punti, con cui la confessione, a meta tra cattolicesimo ed ortodossia, ha richiesto non solo la risoluzione di questioni ancora irrisolte. Ma anche il superamento delle divisioni tra i fedeli ucraini.

Il mezzo, un Consiglio delle Chiese Ucraine, concepito come organismo permanente di dialogo tra le due realtà ortodosse – quella del Patriarcato di Kyiv e Mosca – la comunità romano-cattolica e, per l’appunto, i greco-cattolici.

Dunque, nulla di politico, come confermato da Shevchuk a Radio Liberty. Ma un soggetto, inesistente in altri paesi, atto a rispondere alla particolarità confessionale dell’Ucraina.

Più fede nell’Esercito e sul Territorio

Oltre al dialogo tra le chiese, tra i punti, anche il rafforzamento della componente clericale nell’esercito, iniziative per il coinvolgimento dei giovani, e la revisione della distribuzione dei luoghi di culto.

Da cui, come evidenziato da Shevchuk, negli anni Novanta i greco-cattolici sono stati penalizzati.

Matteo Cazzulani

Se un giorno di pasquetta un giornalista

Posted in Polonia by matteocazzulani on April 25, 2011

Se un giorno di pasquetta un giornalista – arancione – e a Cracovia, può capire che molto, troppo, e cambiato.

Lo stradomino politico della Piattaforma Civica – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Bronislaw Komorowski, ed il Premier, Donald Tusk – sta vacillando. A simbolizzarlo, sul Rynek Glowny, un manifesto del Blocco di Janusz Palikot. Il dandy della politica polacca ce l’ha sia coi liberali, ex-colleghi di governo, che i conservatori di Diritto e Giustizia.

A sua volta, il principale partito di Opposizione ha subito una scissione interna. Ed i fuoriusciti, col nome di Polska Jest Najwazniejsza, flirtano con la Piattaforma Civica. In risposta, il leader dei conservatori, Jaroslaw Kaczynski, fa avance persino ai socialdemocratici. Che, tentati, restano sul vago. In Ottobre si vota per le parlamentari. La campagna elettorale gia e iniziata. Ma non solo politica.

Se un giorno di Pasquetta un giornalista arancione infatuato lascia riposare la protagonista dei suoi sentimenti, e si abbandona all’abbraccio di una città che ama, può scottarsi seriamente.

Nell’aria, non piu quello spirito patriottico, figlio di Solidarnosc, e di una tradizione di libertà. I cittadini, seppur cordiali come sempre, evitano la politica. E si approcciano al turista con più furbizia. E meno pathos.

Del resto, il preavviso, già nell’accoglienza, riservata all’atterraggio al giornalista arancione. Subito tallonato dalla polizia di frontiera, come l’ultimo dei clandestini.

Se un giorno di pasquetta un giornalista arancione suscita l’interesse del locale solo per qualche centesimo di zloty, e non più per la sua passione per la Rzeczpospolita, significa che i tempi sono cambiati. Davvero.

Tanti brutti segni. Che lasciano perplessi. Non per la qualità del cambiamento. Ma per la cronologia. Solo un anno prima, una nazione fiera di se stessa, delle sue contraddizioni, e della sua cultura immensa. Solo un anno dopo, un popolo timoroso, sospettoso, ed algido.

Dinnanzi a tutto questo, la speranza che, in fondo, l’incoerente scelta della mediocrità, e della politica pragmatica, non abbia sradicato il cuore, gli ideali, e l’anima di secoli di storia.

E che, in un futuro, il giorno di pasquetta di un giornalista arancione possa essere rimembrato come una parentesi difficile, decisamente chiusa.

Matteo Cazzulani

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LA VOCE ARANCIONE AL PIT-STOP

Posted in Editoriale, Ukraina by matteocazzulani on April 24, 2011

Una breve pausa, in occasione delle Festività Pasquali, non consentirà una regolare informazione dal Mondo ex-URSS

Copertina del libro La Democrazia Arancione. Storia Politica dell'Ucraina dall'Indipendenza alle Presidenziali 2010. di Matteo Cazzulani

Una breve pausa prima dell’ennesima esclusiva. Dal 25 Aprile al 2 Maggio 2001 La Voce Arancione si concede una pausa. Questo non significa la totale assenza di informazioni dall’Ucraina e dal Mondo ex-URSS. Bensì, una minore frequenza, dettata da un breve congedo per studio.

Un pit-stop, per continuare a garantire costante e coerente informazione su un areale ignorato, quando non bistrattato, dai media del Belpaese. E, più in generale, di un Occidente sempre più legato alla politica del gas e delle pacche sulle spalle. Favorita dal fascino per un obamiano volemose bene con tutti, senza se e senza ma. Che, a nostro avviso, sta portando USA ed UE ad una politica estera di corto respiro.

Tuttavia, desideriamo congedarci a nostro modo. Ovvero, con l’ennesimo aggiornamento su uno dei temi di attualità dell’area del mondo di nostro interesse.

Il Ministro degli Esteri ucraino, Kostjantyn Hryshchenko, ha negato la possibilità di un ingresso dell’Ucraina nell’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka. Secondo il capo della diplomazia, l’Ucraina mantiene la partnership economica con l’Unione Europea come principale obiettivo della propria politica estera. Nello stesso tempo, aspira al mantenimento delle buone relazioni con Mosca, e guarda con interesse gli sviluppi ad Oriente dei suoi confini.

Una posizione che, seppur maggiormente orientata verso l’UE, richiama quella del Presidente, Viktor Janukovych. Il quale, in occasione del Discorso alla Nazione dopo un anno di Amministrazione, ha confermato di volere procedere con l’integrazione europea. Ma, nel contempo, di aderire parzialmente alla CEE euroasiatica, con la formula 3+1.

L’Ucraina alla scelta economica

Tuttavia, Kyiv è chiamata ad una scelta di campo. Come illustrato dal presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, l’ingresso nell’Unione Doganale russa dell’Ucraina pregiudica ogni possibile partnership con Bruxelles. E comporta la sua automatica esclusione dall’Organizzazione Mondiale del Commercio.

Matteo Cazzulani

LUKASHENKA SOCCHIUDE ALL’OCCIDENTE

Posted in Bielorussia by matteocazzulani on April 24, 2011

Il Presidente bielorusso impone una sospensione delle relazioni con con l’Unione Europea. Più netta la posizione con gli USA. Dissidenti accusati di collaborazionismo

Il presidente bielorusso, Aljaksandar Lukashenka

La cronica paura del nemico e dell’infiltrato occidentale come linea guida della propria Amministrazione. Questo il fil rouge del discorso al Parlamento ed alla Nazione del Presidente bielorusso, Aljaksandar Lukashenka. Un’occasione annuale, in cui il Capo dello Stato illustra le proprie idee su quanto realizzato, e sulle iniziative in cantiere.

Nell’uovo pasquale regalato ai bielorussi, Lukashenka ha inserito un’interruzione delle relazioni con l’Occidente. Un Time Out, come l’ha definito il bat’ka, motivato dal mancato riconoscimento della sua vittoria alle presidenziali del 19 Dicembre 2010.

Una tornata elettorale che, secondo tutti i più autorevoli organismi internazionali, non può definirsi in linea con gli standard democratici. Non solo arresti a carico di diretti concorrenti di Lukashenka, ma anche violenze sui manifestanti dell’opposizione, scesi in piazza per dimostrare la propria contrarietà – e consistenza numerica – sono bastati alla formulazione di tale severo giudizio.

Malgrado il dissapore, Lukashenka ha mantenuto la possibilità di ripristinare il dialogo con Bruxelles. Ma solo sul lato economico. Poiché, sempre secondo la sua visione, Bielorussia ed Unione Europea si necessitano l’un l’altra.

Porta serrata, invece, per gli Stati Uniti d’America, accusati di imporre le proprie regole per l’avvio di ogni trattativa. Secondo Lukashenka, il rispetto delle libertà e della democrazia sono un errore che non può essere esportato in Bielorussia.

Il Dissenso a servizio del nemico

Uno sguardo anche alle vicende interne, con l’analisi del terribile attentato che, lo scorso 11 Aprile, è costato la vita a 13 connazionali, e ferite ad altri 200. Lukashenka non ha accusato nessuno, ma ha evidenziato che nessun bielorusso sarebbe portato a piazzare una bomba in un posto affollato, come la stazione del metro Zhovtneva.

Parzialmente colpevole, però, l’opposizione. Rea non solo di criticare continuamente l’operato della sua amministrazione, ma anche di essere una quinta colonna delle potenze occidentali.

Un’idea che non è rimasta pura propaganda. Dallo scorso 11 Aprile, a più riprese Lukashenka ha preventivato l’arresto dei finanziamenti esteri ad ONG e media indipendenti.

Matteo Cazzulani