LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GUERRA ENERGETICA: LA RUSSIA SI PRENDE LA GRECIA E GUARDA PERSINO AL TEXAS

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on August 31, 2011

Gazprom rinnova gli accordi con i greci, dopo una simile iniziativa con le compagnie tedesche. Rosneft stringe importantissimi patti con l’americana Exxonmobile, che ne espande la presenza sul pianeta. L’Ucraina sempre più in crisi energetica e politica

Il Primo Ministro Russo, Vladimir Putin

Dopo Berlino anche Atene, con Kyiv sempre nel mirino. Nella giornata di martedì, 30 Agosto, la compagnia energetica greca DEPA ha ottenuto una revisione dei contratti per l’importazione di gas con il monopolista russo, Gazprom. Come rivelato all’autorevole Reuters dall’ad di Atene, Leonidas Dragatakis – che è rimasto vago sulle cifre esatte – le parti si sono accordate per un prolungamento della durata dell’accordo, compensata dalla fissazione di una minore quantità di oro blu che l’economia greca, recentemente colpita da una forte crisi, fatica ad acquistare secondo i contratti vigenti, stretti già nel lontano 1988.

Tuttavia, quella ad Atene da parte di Gazprom non è solo un’eccezione: dinnanzi al tentativo da parte della Commissione Europea di avviare una politica energetica UE quanto più indipendente da Mosca, il monopolista russo ha cercato, e trovato, solidi alleati nelle singole compagnie, a cui sono stati concessi sconti in cambio di contratti a lungo termine. Così è stato, ad esempio, con la tedesca RWE, mentre con la seconda del mercato teutonico, E.On, la rinegoziazione è finita a carte bollate, ma è pur sempre stata attuata.

Differente, invece, la situazione dei Paesi dell’Ex-Unione Sovietica, che Mosca ritiene proprie colonie da ricontrollare per mezzo dell’arma energetica. In Bielorussia, Gazprom ha rilevato l’intero pacchetto della compagnia energetica di Minsk, Beltransgaz, e, con esso, la gestione del sistema infrastrutturale bielorusso. Crisi, invece, in Ucraina, dove l’amministrazione di Viktor Janukovych, gradita a Mosca, sta cercando di evitare lo scenario della Bielorussia, e, nel contempo, di mantenere buoni i rapporti con la Federazione Russa.

L’Ucraina perde alleati ad Oriente ed Occidente

Un atteggiamento che ha visto dapprima Kyiv tentennare sulla proposta di Mosca di fondere per il solo mercato ucraino la compagnia statale Naftohaz con Gazprom in un unico Supermonopolista in grado di controllare i gasdotti del Paese. Poi, sempre martedì, 30 Agosto, portato il Primo Ministro ucraino, Mykola Azarov, ha dichiarare la volontà di rivedere i contratti per il gas in sede giudiziaria, senza, però, avvisare la parte russa dell’iniziativa.

Malgrado l’Ucraina, la Russia non si ferma, ed anche sulla nafta si espande nel resto del Pianeta: l’accordo raggiunto, sempre martedì, 30 Agosto, con la potente compagnia americana Exxonmobile ha aperto a Rosneft – paritetica di Gazprom nel settore della benzina – la partecipazione in importanti giacimenti nel Mar Nero, in America Latina, e persino in Texas. Tali contratti sono il frutto della politica estera dell’amministrazione democratica di Barack Obama, che ha portato gli USA alla ricerca ossessiva del dialogo, anche con chi non rispetta democrazia, libertà di stampa, e diritti politici e civili.

Valori europei, che proprio nel Vecchio Continente sembra tenere alti la Polonia. Tornando alla faccenda ucraina, in una visita privata a Danzica, sempre martedì, 30 Agosto, il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, avrebbe rimproverato il suo collega Janukovych per la sua condotta anti-europea, che rende davvero difficile a Varsavia il supporto alle ambizioni europee di Kyiv.

Nel mirino, il recente arresto della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, e simili provvedimenti a carico di una decina di esponenti del Campo Arancione, unitisi nel Comitato di Difesa dalla Dittatura: un cartello elettorale di difesa della democrazia e della libertà, che, proprio mentre Janukovych ha conversato a Danzica con l’ex-alleato di ferro, a Kyiv ha incontrato i Diplomatici dell’Unione Europea, meta a cui i loro maggiori esponenti, tra cui l’ex-Ministro degli Esteri, Borys Tarasjuk, hanno dichiarato apertamente di ambire.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: ANCHE UN DISSIDENTE ANTI-SOVIETICO TRA I NUOVI INDAGATI. E NEL PROCESSO A JULIJA TYMOSHENKO SCOMPAIONO IMPORTANTI DOCUMENTI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 30, 2011

18 politici dell’Opposizione Democratica convocati per interrogatori in seguito alle manifestazioni del Giorno dell’Indipendenza, tra cui uno dei suoi protagonisti, Levko Luk’janenko, il capo di Za Ukrajinu, V’jacheslav Kyrylrenko, l’esponente di Narodna Samooborona, Oles Donij ed il Vice-Leader di Bat’kivshchyna, Oleksandr Turchynov. Nel processo alla Leader dell’Opposizione Democratica spariti diversi faldoni certificanti l’inconsistenza delle accuse

Il Vice-Leader di Bat'kivshchyna, Oleksandr Turchynov

Un dissidente politico protagonista della libertà del suo Paese indagato per disobbedienza alle autorità. Levko Luk’janenko è uno dei 18 Deputati Nazionali dell’Opposizione Democratica finiti nel mirino della Procura per le manifestazioni pacifiche dello scorso 24 Agosto, Giorno dell’Indipendenza Ucraina, in cui circa 10 mila dimostranti hanno pacificamente marciato da piazza Shevchenko – Taras, il Poeta Nazionale – a Vulycja Volodymyrs’ka, dove sono stati fermati dai manganelli e dai gas lacrimogeni della polizia, in assetto anti-sommossa.

“La faccenda ha del ridicolo – ha dichiarato Andrij Pavlovs’kyj, Deputato Nazionale di Bat’kivshchyna, il maggiore partito dell’Opposizione Democratica – un eroe della nazione, per 27 anni in galera per disobbedienza al regime sovietico, oggi viene indagato per avere festeggiato quell’Indipendenza a cui ha fortemente contribuito, anche e sopratutto con il proprio sacrificio”.

Signorile la risposta dello stesso Luk’janenko, che,ha risposto alla convocazione in Procura con una nota personale, in cui ha accusato le Autorità di avere inscenato una provocazione con risvolti violenti, per la quale a pagare non deve essere chi ha altresì dimostrato in maniera ordinata e pacifica.

Certo è che tra i 18 convocati per audizioni ci sono anche esponenti di spicco del dissenso di oggi, che ha visto una decina di forze politiche dell’Opposizione Democratica unirsi nel Comitato di Difesa dalla Dittatura: tra essi, V’jacheslav Kyrylenko, Oles’ Donij, ed Oleksandr Turchynov, rispettivamente capo di Za Ukrajinu, guida di Narodna Samooborona, e vice-coordinatore di Bat’kivshchyna, nonché braccio destro della carismatica Leader del campo arancione, l’ex-Primo Ministro Julija Tymoshenko, oggi reclusa in isolamento, e processata per gestione fraudolenta del bilancio statale ed abuso d’ufficio nel corso degli accordi per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Documenti importanti eliminati dagli atti

Proprio nel corso dell’ennesima seduta del processo a carico della Leader dell’Opposizione Democratica la difesa ha rilevato la scomparsa di una parte consistente dei capi d’accusa, fondamentale per certificare l’innocenza dell’imputata. Nello specifico, 213 pagine, eliminate dalle 522 contenute in 14 faldoni, a cui se ne aggiungono altri 13 compilati dai Servizi Segreti prima dell’apertura del processo.Inoltre, gli avvocati difensori hanno richiesto alla Corte la verifica dell’effettiva competenza del pool di esperti che, in soli due giorni, ha certificato la sconvenienza degli accordi per il gas firmati dalla Tymoshenko.

“Un approfondimento dalla dubbia serietà – ha evidenziato l’avvocato difensore, Mykola Siryj – poiché, come dimostrato da altre rilevazioni, i contratti del Gennaio 2009 hanno consentito alle casse statali guadagni, e non perdite”.

Tuttavia, il Giovane Giudice, Rodion Kirejev, ha negato alcuna inchiesta, così come in sedute precedenti si è rifiutato di accludere agli atti lo studio dell’autorevole compagnia Ernst and Young, certificante gli effettivi guadagni derivanti dagli accordi per la parte ucraina, seppur nel lungo periodo, e non nell’immediato. Inoltre, il PM ha nuovamente respinto la richiesta di una pausa nel processo, fondamentale per la presa visione delle imputazioni, ed il consulto con gli avvocati, per una Julija Tymoshenko detenuta in isolamento dallo scorso venerdì, 5 Agosto.

Lecito ricordare che la maggior parte dei testimoni, sopratutto quelli convocati dall’accusa, ha scagionato la Leader dell’Opposizione Democratica dall’accusa di Abuso d’Ufficio, e che a criticare quello che stato definito un processo politico ai danni dell’anima della Rivoluzione Arancione sono stati Unione Europea, USA, Consiglio d’Europa, Maggiori Cancellerie del Mondo Libero Occidentale, Capi delle chiese e delle confessioni ucraine, persino la Federazione Russa, e principali ONG internazionali indipendenti.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO SCAGIONATA ANCHE DA WIKILEAKS

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 29, 2011

Un giornalista russo arrestato a Simferopoli forse perché in possesso di documenti utilizzabili per ulteriori incriminazioni alla Leader dell’Opposizione Democratica. Rivelazioni Wikileaks confermano l’appoggio USA alla politica energetica dell’ex-Primo Ministro, orientata all’eliminazione di oscuri intermediari

La leader dell'opposizione democratica, Julija Tymoshenko, durante una seduta del processo

Dall’arancione del campo politico di appartenenza della decina dei politici repressi ed arrestati, ed al nero delle condizioni in cui versano alcuni di loro, il processo a carico della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, si tinge anche di giallo. Nella giornata di sabato, 27 Agosto, all’aeroporto di Simferopoli è stato arrestato il Capo-Redattore della testata russa The Monitoring News: impossibilitato a partire per Mosca ufficialmente per alto tasso di ubriachezza che, secondo l’equipaggio del velivolo, avrebbe compromesso la sicurezza del volo.

Una versione che, come riportato dalla BBC, non corrisponde con quella diffusa dai media russi ed alcune forti indiscrezioni, secondo cui il giornalista – il cui nome resta ancora top secret – sarebbe stato in possesso di preziosi documenti utili per formulare nuove incriminazioni ai danni di Julija Tymoshenko, sempre a riguardo degli accordi del gas del Gennaio 2009, in cui l’ex-Primo Ministro ucraino è imputata per abuso d’ufficio nel corso delle trattative con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Ma non è solo la storia dal sapore poliziesco a gettare sale su una giornata di pausa nel processo Tymoshenko: anche Wikileaks ha contribuito ampiamente, con la pubblicazioni di materiali inediti che scagionerebbero l’anima della Rivoluzione Arancione anche dall’insinuazione di accordi svantaggiosi per l’Ucraina. Secondo una nota dell’8 Gennaio 2008, l’ex-Ambasciatore USA, William Taylor, avrebbe informato in Patria circa l’enorme svantaggio addotto alle casse statali dalla presenza nella compravendita del gas tra Kyiv e Mosca delle compagnie RosUkrEnergo ed UkrHazEnerho: fastidiosi intermediari – voluti dall’ex-Presidente, Viktor Jushchenko, e posseduti da sponsor dell’attuale Capo di Stato, Viktor Janukovych, ritenuto il vero e proprio organizzatore della repressione politica a Julija Tymoshenko – che l’allora Capo del Governo a più riprese aveva dichiarato di voler eliminare dalle trattative tra il monopolista russo, Gazprom, ed il colosso ucraino, Naftohaz.

Secondo la nota del Diplomatico USA, RosUkrEnergo – joint venture registrata in Isvizzera, ma posseduta per metà da Gazprom, e per l’altra dall’oligarca Dmytro Firtash – era responsabile dell’incremento dei prezzi per l’importazione di gas dalla Russia, mentre UkrHazEnerho, a cui spettava l’esclusiva per le forniture alle industrie, non concedeva alcuna percentuale di guadagno a Naftohaz – compagnia di proprietà dello Stato – malgrado appartenesse ad essa per il 50%. Lecito ricordare che è stato proprio con gli accordi del Gennaio 2009 che Julija Tymoshenko ha eliminato ogni intermediario dalle trattative con la Russia, accettando in cambio un tariffario calibrato su standard europei ma, nel contempo, assicurando un inverno finalmente al caldo al suo popolo.

Julija Tymoshenko è innocente, ma il processo continua

Nell’ambito del processo a cui giornalmente è sottoposta, la Leader dell’Opposizione Democratica è stata spesso accusata di accordi svantaggiosi per le casse statali, ma anche scagionata dall’accusa di aver imposto gli accordi senza l’avvallo del Consiglio dei Ministri: vero e proprio pallino del procedimento che l’ha vista dapprima confinata in patria, poi sottoposta ad udienze giornaliere, e, infine, addirittura arrestata, e reclusa in isolamento.

Oltre alle forze politiche dell’Opposizione Democratica – unitesi nel Comitato di Difesa dalla Dittatura, ed installatesi presso il Tribunale Pechers’kyj in una tendopoli abitata da 200 manifestanti – a richiedere la liberazione di Julija Tymoshenko, e la fine di un processo politico sono stati Unione Europea, Consiglio d’Europa, USA, Principali Rappresentanze Diplomatiche del Mondo Libero Occidentale, Maggiori ONG internazionali indipendenti, persino la Federazione Russa, ed i Capi delle Chiese e delle confessioni prosseneti in Ucraina.

Come rilevato dal Legno Storto, ed altri media ucraini, europei, ed americani, Julija Tymoshenko è in gravi condizioni di salute, malata, debole, e, malgrado questo, privata non solo della liberazione – a più riprese richiesta dalla difesa – ma anche della possibilità di ricevere visite mediche dai suoi medici di fiducia presso il Carcere di Massima Sicurezza Luk’janivs’kyj, dove, dallo scorso venerdì, 5 Agosto, è detenuta in isolamento.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO SARA SOSTENUTA DALLA POLONIA PRESIDENTE DI TURNO UE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 28, 2011

Il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, intenzionato a ricordare al suo collega ucraino, Viktor Janukovych, il rispetto dei valori occidentali per la firma dell’Accordo di Associazione con l’Unione Europea, presieduta proprio da Varsavia. Anche Lech Walesa al fianco della Leader dell’Opposizione Democratica, il cui stato di salute è sempre più critico, nonostante le rassicurazioni ufficiali.

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo

Un aiuto ad entrare in Europa va bene, ma certe regole vanno rispettate. Questo il messaggio con cui, con tutta probabilità, il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, accoglierà nella prossima, recente, visita il suo collega ucraino, Viktor Janukovych. A confermarlo, una fonte del Ministero degli Esteri polacco, ripresa dall’autorevole Gazeta Wyborcza, secondo cui la Polonia ha intenzione di porre sul piano dei colloqui con l’Ucraina il caso dell’arresto di Julija Tymoshenko, e, soprattutto, del trattamento disumano riservato alla Leader dell’Opposizione Democratica.

La detenzione in isolamento, senza possibilità di cure e visite di parenti, ed un processo giornaliero, dalla mattina presto alla sera tardi, non sono in linea con i principi necessari per l’ingresso nella comunità occidentale, e, soprattutto, rendono impossibile la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina, a cui l’amministrazione Janukovych continua a dichiarare di ambire.

“La democrazia è difficile da realizzare – ha illustrato anche il Premio Nobel per la Pace, e storico Leader di Solidarnosc, Lech Walesa – ed alcune persone non sono pronte alla sua realizzazione. Occorre molto da fare presso i nostri vicini – ha continuato l’ex-Presidente polacco, intervistato da Polskie Radio – anche se dare un giudizio sull’operato di Janukovych è ancora prematuro”.

Julija Tymoshenko sta male, ma per le autorità tutto va bene

Nel frattempo, continua il braccio di ferro tra le Autorità ucraine e la difesa di Julija Tymoshenko, ex-Primo Ministro arrestata e processata per gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso degli accordi per il gas del Gennaio 2009 con l’allora Primo Ministro russo, Vladimir Putin. Durante le sedute del processo, la Leader dell’Opposizione Democratica è apparsa visibilmente indebolita, malata, e, a più riprese, ha richiesto pause nelle sedute del procedimento, ed il permesso di essere visitata dai propri medici di fiducia.

Tuttavia, l’ufficio-stampa del Carcere di Massima Sicurezza Luk’janivs’kyj, dove è detenuta l’anima della Rivoluzione Arancione, ha pubblicato i risultati delle proprie visite mediche, evidenziando come lo stato di salute della Tymoshenko sia buono.

“Non sono degli addetti stampa a dover diffondere bollettini medici – ha dichiarato la portavoce della Leader dell’Opposizione Democratica, Maryna Soroka – ma medici competenti. E da venti giorni che Julija Tymoshenko richiede di essere visitata dai suoi dottori di fiducia – ha continuato – ma tale possibilità le è stata sempre negata. E’ un atteggiamento sospetto – ha concluso – tipico di un regime intenzionato a nascondere la verità”.

Lecito ricordare che critiche a quello che è stato definito un processo politico a carico della Leader dell’Opposizione Democratica sono state espresse da Unione Europea, Consiglio d’Europa, Stati Uniti d’America, principali cancellerie dei Paesi del Mondo Libero Occidentale, maggiori ONG internazionali indipendenti, e Capi delle Chiese e confessioni presenti in Ucraina. Persino la Federazione Russa ha rimproverato Janukovych  per la misura sproporzionata applicata a Julija Tymoshenko, scagionata dalla stragrande maggioranza dei testimoni comparsi al suo processo, in particolare da quelli convocati dall’accusa.

Ciò nonostante, il giovane giudice, Rodion Kirejev, continua ad imporre all’anima della Rivoluzione Arancione sedute giornaliere, senza liberarla da una detenzione sempre più dura, esaminare documenti proposti dalla difesa, né ammettere la ripresa video di un processo sempre più iniquo.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO CHIEDE DI PROCESSARE ANCHE VIKTOR JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 27, 2011

Oltre che sull’attuale Presidente, la Leader dell’Opposizione Democratica vuole l’apertura di un procedimento anche sul Ministro dell’Energia, Jurij Bojko, e sul Procuratore responsabile delle imputazioni, Oleksandr Nechvolhod, ma il giovane giudice, Rodion Kirejev, nega. Ministeri degli Interni e degli Esteri al centro di scandali riguardanti la libertà di manifestazione e le relazioni con la Francia

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo

Se la trasparenza delle prove e delle deposizioni giurate si coniuga con quella via etere allora si che può fare davvero paura. Nella giornata di venerdì, 26 Agosto, il giovane giudice, Rodion Kirejev, ha negato la trasmissione in diretta delle sedute del processo a carico della Leader dell’Opposizione Democratica, l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko: accusata di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Una decisione fuori legge, si è lamentata la difesa, dal momento in cui il regolamento prevede il divieto di riprese audio-visive e fotografie solo durante le deposizioni dei testimoni: una tappa già chiusa dal PM, dopo che la stragrande maggioranza dei testè, peraltro, ha scagionato dalle imputazioni l’anima della Rivoluzione Arancione. La quale, con il suo tradizionale coraggio, è passata al contrattacco, chiedendo la testa del Presidente, Vikor Janukovych, e del Procuratore Oleksandr Nechvolhod.

“Julija Tymoshenko è sotto processo per avere imposto accordi che hanno mantenuto invariate le entrate per i diritti di transito del gas russo, ma incrementato le spese per l’importazione di oro blu da Mosca – ha evidenziato a Radio Liberty l’avvocato della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Plakhotnjuk – ma anche con i contratti del governo Janukovych del 2007 il tariffario applicato a Kyiv è aumentato, mentre il guadagno per il passaggio del gas è addirittura diminuito. Se sussiste reato – ha concluso – allora chiediamo l’apertura di un fascicolo anche a carico dell’attuale Capo di Stato, e del suo Ministro dell’Energia, Jurij Bojko”

Differente l’accusa mossa a Nechvolhod, il Procuratore che ha aperto il fascicolo sul gas a carico di Julija Tymoshenko. Secondo la Leader dell’Opposizione Democratica, costui avrebbe ottenuto informazioni private sul suo conto servendosi dei servizi segreti, con cui avrebbe pianificato dapprima l’interrogatorio giornaliero a cui è stata sottoposta, il suo confino in Patria – che le ha reso impossibile la conduzione dell’attività politica in Ucraina ed Europa – l’apertura del procedimento giudiziario e, infine, il suo arresto in isolamento, dietro a fredde sbarre, come un animale selvaggio.

Ed è proprio con l’opinione di rendere il processo un circo che Kirejev ha negato ogni richiesta di una Tymoshenko sempre più debilitata, indebolita, e costretta ad orari proibitivi, che le rendono impossibile la preparazione alle sedute del processo a cui è imputata: anche la domanda della difesa per una pausa di qualche giorno, e per l’ammissione degli avvocati presso il Carcere di Massima Sicurezza sono state rigettate dalla Corte, che, spedita, ha continuato una noiosa lettura delle memorie scritte, sempre saltando i tomi 6 e 7, che conterrebbero le prove dell’innocenza dell’ex-Primo Ministro.

Ministeri degli Interni e degli Esteri nell’occhio del ciclone

Nel contempo, si è registrato un amaro successo di quel poco di stampa libera che ancora resta nel Paese. Durante le manifestazioni dell’Opposizione Democratica per il Giorno dell’Indipendenza Ucraina e la liberazione di Julija Tymoshenko, la polizia, in assetto antisommossa, è intervenuta con gas tossici, spruzzati addosso a militanti, “colpevoli” solo di marciare pacificamente e professare le proprie idee. A confermare la natura di tale arma, un dettagliato servizio fotografico dell’autorevole Ukrajins’ka Pravda, dinnanzi al quale la milicija non ha più potuto giustificare il tubetto come deodorante.

“E una dotazione speciale, che gli agenti possono adoperare in casi di particolare emergenza” ha riportato una nota del Ministero degli Interni, che ha promesso l’apertura di un’inchiesta a riguardo.

Ma non sono solo gli Interni ad essere nell’occhio del ciclone, poiché anche il Ministero degli Esteri è stato accusato di condotta inappropriata e scorretta da parte dell’Ambasciatore Francese, Jacques Faure, secondo cui sarebbe stata proprio la Farnesina ucraina a diffondere la falsa notizia della sua rimozione in seguito alla condanna da lui espressa al trattamento illiberale ed antidemocratico a cui è sottoposta Julija Tymoshenko.

“Sono dispiaciuto che tale informazione scorretta sia stata pubblicata per primo dal sito ufficiale degli esteri – ha dichiarato all’Ukrajins’kyj Tyzhden’ – è un atteggiamento scorretto, che ha provocato errori a catena anche su diversi altri media, pronti a riprendere il testo”.

Un caso di discredito a cui, lecito ricordare, in Ucraina si è spesso abituati. Lo scorso Gennaio è stato lo stesso Legno Storto ad essere contestato aver ricevuto informazioni dal governo giapponese – peraltro sotto accusa per corruzione – riguardo l’innocenza di Julija Tymoshenko. A diffondere la notizia – comparsa su diversi media ucraini – una traduzione creativa dell’agenzia russa INOSMI – specializzata nella manipolazione di articoli della stampa Occidentale  riguardanti il Mondo ex-sovietico – con il preciso scopo di gettare fango su una testata che attua una libera informazione riguardo società non più libere.

Uno scenario preoccupante, che ben illustra quanto ciò che accade in Ucraina, e, più nello specifico, alla stessa Julija Tymoshenko, sia molto più vicino al Belpaese di quando si pensi: un vero e proprio campanello d’allarme per la libertà di un occidente sempre più disposto a negoziare i propri valori per soddisfare la sete di gas, in nome di un volemose bene, senza se e senza ma, che non risolve alcunché quando si dialoga con autocrati. poco inclini a comprendere il significato di termini come Democrazia e Rispetto della Singola Persona.

Matteo Cazzulani

DOPO JULIJA TYMOSHENKO ALTRI LEADER ARANCIONI NEL MIRINO DELLA PROCURA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 26, 2011

Il Ministero degli Interni verso l’apertura di un fascicolo a carico di Oleksandr Turchynov, Arsenij Jacenjuk, e V’jacheslav Kyrylenko: esponenti di un’Opposizione Democratica la cui Leader, Julija Tymoshenko è ancora detenuta in isolamento, sottoposta ad un processo politico. Il Giudice, Rodion Kirejev, nega la lettura di fascicoli che confermano l’innocenza dell’ex-Primo Ministro. La Francia mette in forse la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina

Il vice leader di Bat'kivshchyna, Oleksandr Turchynov

Non basta guidare l’Opposizione Democratica, governare durante l’epoca arancione, o raccontare liberamente quanto accade nel Paese: in Ucraina si è indagati anche per la conduzione di pacifiche manifestazioni, nel giorno dell’Indipendenza Nazionale. Come dichiarato da fonti del Ministero degli Interni, le Autorità Ucraine starebbero per aprire un fascicolo a carico di Oleksandr Turchynov, vice-Leader del principale Partito dell’Opposizione Democratica, Bat’kivshchyna, e braccio destro della Leader del campo arancione: quella Julija Tymoshenko, oggi detenuta in isolamento ed imputata in un processo politico sempre più iniquo.

Secondo le Autorità, Turchynov avrebbe turbato la quiete pubblica e disobbedito delle direttive amministrative, che, lo scorso 24 Agosto, hanno vietato a 10 Mila manifestanti di spostarsi dal perimetro adiacente al monumento a Taras Shevchenko, e – come altresì incitato dal vice di Julija Tymoshenko – condurre azioni pacifiche nel centro della Capitale. Per la medesima ragione, ad essere indagati potrebbero essere anche altri esponenti di spicco dell’Opposizione Democratica, come il Leader del Front Zmin, Arsenij Jacenjuk, ed il Capo di Za Ukrajinu, Vjacheslav Kyrylenko, entrambi in prima fila, assieme a Tyrchynov, nel pacifico corteo che, respinto da cariche e gas lacrimogeni della polizia in assetto antisommossa, non è riuscito a raggiungere l’Amministrazione Presidenziale, transennata come se fosse in stato di guerra.

Il processo farsa all’esame arbitrario delle memorie scritte

Ma non e solo in strada che si consuma la repressione dell’Opposizione Democratica. Sempre giovedì, 25 Agosto, è continuato il processo a carico dell’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, accusata di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’Ufficio nel corso degli accordi per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin. Come noto, il giovane giudice, Rodion Kirejev, ha chiuso la fase degli interrogatori – in cui l’assoluta maggioranza dei testimoni ha scagionato la Tymoshenko dalle accuse – ed aperto la lettura delle memorie scritte di accusa e difesa, attuata, come il resto del processo, in maniera arbitraria e sommaria. Come evidenziato da uno degli avvocati difensori, Ihor Sukhov, il PM avrebbe rifiutato la lettura dei tomi 6 e 7, riguardanti complesse clausole contrattuali che confermerebbero l’innocenza della Leader dell’Opposizione Democratica.

“Il Giudice ha rifiutato l’esame pubblico dei documenti che certificano il prezzo con cui la compagnia intermediaria UkrTransHaz ha ricevuto gas dalla Russia – ha dichiarato Sukhov a Radio Liberty – in essi è contenuta tutta l’accusa”. Lecito ricordare che, con la firma degli accordi per cui è processata, la Tymoshenko ha eliminato nelle trattative tra Ucraina e Russia ogni oscuro intermediario, ritenuto vero responsabile dell’incremento del prezzo per l’oro blu pagato dal bilancio statale, e controllato da grandi industriali sponsor dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych.

“Chiedo l’apertura di un processo anche a carico dell’attuale Capo di Stato – ha dichiarato la Leader dell’Opposizione Democratica nel corso della seduta – poiché durante il suo premierato [tra il 3 agosto del 2006 ed il 31 Maggio del 2007, n.d.a.] il prezzo del gas è aumentato vertiginosamente, molto più di quanto provocato dagli accordi del 2009 da me firmati”. Ovviamente, la richiesta della Leader dell’Opposizione democratica è stata respinta da Kirejev, che, nella tarda serata, ha riaggiornato la seduta, come se nulla fosse.

“L’Europa potrebbe non capire quanto accade in Ucraina, e, se a Kyiv continua tale situazione, i singoli parlamenti nazionali optare per il respingimento della firma dell’Accordo di Associazione – ha evidenziato all’Ukrajins’kyj Tyzhden’ l’Ambasciatore francese, Jacques Faure – le Autorità dovrebbero dissociarsi pubblicamente dal processo a Julija Tymoshenko – ha continuato – con il cui governo, peraltro, sono iniziati i negoziati nel 2008. Un’Ucraina di ieri – ha concluso – diversa da quella che oggi si candida ad una più stretta collaborazione con Bruxelles”.

Quella di Parigi è l’ennesima critica ad un processo a carico della Leader dell’Opposizione Democratica ritenuto politicamente motivato. Condanne sono state già espresse da Unione Europea, Consiglio d’Europa, Stati Uniti d’America, numerose Rappresentanze Diplomatiche del Mondo Libero Occidentale, maggiori ONG internazionali indipendenti, persino dalla Federazione Russa, e dai Capi Spirituali delle diverse chiese e confessioni cristiane presenti nel Paese.

Matteo Cazzulani

MANIFESTAZIONI DELL’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA PER LA LIBERAZIONE DI JULIJA TYMOSHENKO CONTRASTATE NEL GIORNO DELL’INDIPENDENZA UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 25, 2011

A Kyiv, la polizia vieta e si oppone con la forza alle manifestazioni del campo arancione per il ventesimo compleanno dell’Ucraina ed in solidarietà della Leader dell’Opposizione Democratica, reclusa in isolamento. “Non ci arrendiamo” il messaggio dell’ex-Primo Ministro, mentre ritorna la minaccia energetica della Russia

Le manifestazioni dell'Opposizione Democratica represse a Kyiv. FOTO RIA NOVOSTI UKRAINE

Il centro transennato, la polizia in tenuta antisommossa in ogni angolo della Capitale, manifestazioni vietate, cariche, gas lacrimogeni, concerti e campi da street basket improvvisati per distrarre l’attenzione dei passanti. E’ così che come Mosca, Pechino, Minsk e Pyongyang è apparsa Kyiv nel Giorno dell’Indipendenza ucraina, il 24 Agosto 2011.

Una mesta modalità per festeggiare il ventesimo compleanno, colto al volo dall’Opposizione Democratica per protestare contro il processo e l’arresto politico della sua Leader, Julija Tymoshenko, e per, finalmente, unirsi in un’unica azione di protesta, che ha riunito circa 10 mila dimostranti dei partiti Bat’kivshchyna – la Forza politica dell’anima della Rivoluzione Arancione ed ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko – Front Zmin – quella dell’ex-Speaker arancione, Arsenij Jacenjuk – Narodnyj Rukh – quella dell’ex- Ministro degli esteri dei governi arancioni, Borys Tarasjuk – Reformy i Porjadok – quella del Primo Ministro del governo-ombra dell’Opposizione Democratica, Serhij Soboljev – e Narodna Samooborona – quella dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, altro detenuto politico, in isolamento dallo scorso 26 Dicembre.

A coordinare l’azione, Oleksandr Turchynov, braccio destro di Julija Tymoshenko, che ha invitato a formare un corteo per marciare fino al Majdan Nezalezhosti ed all’Amministrazione Presidenziale di Viktor Janukovych, ritenuto il vero responsabile di un rinato autoritarismo politico che ha portato a repressioni su oppositori politici, media indipendenti, e giornalisti, come certificato dalle più importanti ONG internazionali. Tuttavia, nulla da fare per i dimostranti: la piazza-sede della Rivoluzione Arancione è stata transennata al pari delle vie adiacenti, ed ivi sono stati organizzati concerti e tornei di pallacanestro su strada. Gli automobilisti diretti al presidio sono stati fermati ed invitati a tornare indietro, mentre alla marcia pacifica dei manifestanti, la polizia ha risposto con lacrimogeni e percosse.

“Le forze di polizia hanno preparato una provocazione – ha dichiarato in serata Arsenij Jacenjuk – in pieno stile da regime. Da parte mia – ha continuato – ho richiesto alle autorità UE ed USA di prendere provvedimenti. Oggi – ha terminato, intervistato sul 5 Kanal – mi è stato negato il permesso di recarmi in isolamento presso Julija Tymoshenko”.

La stessa Leader dell’Opposizione Democratica ha lanciatoli proprio messaggio di auguri dalla cella: un grido dal freddo di una prigione che la ha gia vista ospite dieci anni fa, sempre per motivi politi, ma che proprio per questo non deve abbattere i dimostranti.

L’appello di Julija Tymoshenko e la minaccia del Cremlino

“Ieri sotto Kuchma, oggi sotto Janukovych – ha dichiarato l’anima della Rivoluzione Arancione – i giubilei della mia Patri li passo tutti in carcere. Ma la situazione migliorera, e tutto andra bene. Lo so, ne sono convinta, e certa. In 20 anni di vita, l’Ucraina ha dimostrato di volere vivere come una nazione indipendente ed europea”.

Lecito ricordare che la Leader dell’Opposizione Democratica è stata confinata in patria, processata, ed addirittura arrestata per gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con Vladimir Putin, l’allora suo collega russo.

Ed e proprio dalla Federazione Russa che è arrivato l’augurio piu plumbeo al compleanno di quella che Mosca considera una sua ex-Colonia, con il Presidente, Dmitrij Medvedev, che ha ricordato a Kyiv che l’unico modo per collaborare in materia energetica con Mosca e la cessione della gesione dei gasdotti ucraini.

“L’unica offerta che renderebbe interessante il rafforzamento della cooperazione tra i due Paesi – ha dichiarato il Capo di Stato russo nel corso di un incontro con il Primo Ministro cinese – sul medesimo modello di quanto già accade con la Bielorussia”.

Segnali preoccupanti, che lo stesso Janukovych sembra non avere recepito, così come la protesta al trattamento riservato a Julija Tymoshenko espressa, oltre che dalla stessa Russia, anche da Unione Europea, Consiglio d’Europa, Stati Uniti, dalle più importanti Rappresentanze  Diplomatiche del Mondo libero occidentale, e dalle maggiori ONG indipendenti. “Prosperità ad un Paese sempre più gioioso” sono state le parole del Presidente in occasione del ventennale dell’Ucraina. Un compleanno importante, festeggiato nel più amaro dei modi.

Matteo Cazzulani

PER JULIJA TYMOSHENKO INDIPENDENZA IN PRIGIONE

Posted in Uncategorized by matteocazzulani on August 24, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica resta in carcere, malgrado la Festa Nazionale, e la madre malata a Dnipropetrovs’k. Il Presidente, Viktor Janukovych, promette l’Europa malgrado la repressione politica ostacoli l’integrazione di Kyiv con Bruxelles

La milicija rimuove un adesivo in sostegno a Julija Tymoshenko sul blindato su cui e costretta a viaggiare

Alla vigilia del Giorno dell’Indipendenza, la statua di Diana, a Leopoli, nella centralissima Ploshcha Rynok, e vestita con gli abiti tradizionali, mentre a Kyiv l’anima della Rivoluzione Arancione e spogliata di ogni diritto, anche di quelli famigliari. Nella giornata di martedi, 23 Agosto, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, si e vista negare il permesso di recarsi a Dnipropetrovs’k per visitare la madre, seriamente malata, come la stessa imputata.

Una decisione impopolare, che ha scatenato la reazione dei Deputati Nazionali presenti in sala, anche perche ad essa si e sommata l’ennesima revoca della scarcerazione dall’isolamento per l’ex-Primo Ministro: la decima da quando e iniziato un processo, in cui Julija Tymoshenko non ha nemmeno il diritto di essere visitata dai propri medici di fiducia.

“E una atto puramente politico – ha illustrato il Primo Ministro del governo-ombra dell’Opposizione Democratica, Serhij Soboljev – con lo scopo di eliminare l’esponente piu influente del campo arancione dalle prossime elezioni. A nostra volta – ha continuato, sempre ai microfoni di Radio Liberty – non ci arrendiamo, e per il Giorno dell’Indipendenza scenderemo in piazza, per protestare contro il rinato autoritarismo del Presidente, Viktor Janukovych”.

Una dimostrazione che si preannuncia calda, anche perche le autorita cittadine – leali al Capo di Stato – hanno vietato azioni politiche nel pieno centro, permettendole solo nell’area del Monumento a Shevchenko – Taras, il Poeta Nazionale. Cio nonostante, Oleksandr Turchynov, braccio destro di Julija Tymoshenko, ha evidenziato come il corteo si dirigera comunque lungo il Majdan Nezalezhnosti ed il Khreshchatyk, dove l’Opposizione Democratica – riunitasi nel Comitato di Difesa dalla Dittatura – ha installato una tendopoli per protestare contro il processo politico ai danni della sua Leader: accusata di abuso d’ufficio nel corso degli accordi per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

La retorica URSS del Capo di Stato che guarda all’UE

Se per il campo arancione il Giorno dell’Indipendenza sara una prova di unita, per il Presidente, Viktor Janukovych, e stata l’occasione per le ennesime promesse a vuoto, condite con un filo di retorica di sovietica memoria. Nel corso del tradizionale messaggio alla nazione ha promesso la continuazione della lotta alla corruzione e, sopratutto, una veloce integrazione nell’Unione Europea, con la creazione della Zona di Libero Scambio UE-Ucraina.

Scenario di non sicura realizzazione, poiche  il rispetto del multipartitismo, delle liberta politche, di stampa, parola, ed espressione sono condizione inprescindibile per la firma dell’Acordo di Associazione UE-Ucraina: l’arresto, ed il trattamento disumano a cui e sottoposta Julija Tymoshenko, portano Kyiv sempre piu lontano da ogni prospettiva continentale, riavvicinandola alle fauci di Mosca.

Lecito ricordare che a contestare il processo politico a cui e sottoposta la Leader dell’Opposizione Democratica sono stati Unione Europea, Stati Uniti d’America, diverse cancellerie dei principali Paesi occidentali, Consiglio d’Europa, maggiori ONG indipendenti, persino la Russia ed i capi delle Chiese cattoliche ed ortodosse del Paese.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: VIKTOR JANUKOVYCH DECIDE SUL GAS

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 23, 2011

La decisione del Presidente, comunicata dal Ministro dell’Energia, Jurij Bojko, provocata dal difficile stato dei rapporti energetici con Mosca. Kyiv sempre piu lontana da Bruxelles

Il Presidente ucraino, Viktor Janukovych

Dal lato tecnico a quello politico. Questo il cambio di strategia che l’Ucraina intende adottare nell’ambito delle trattative per la revisione del contratto per il gas con la Russia. Nella giornata di lunedì, 22 Agosto, il Ministro del’Energia di Kyiv, Jurij Bojko, ha dichiarato che ogni decisione in materia energetica sara presa in persona dal Presidente, Viktor Janukovych, e non piu delegata al governo.

Una questione che certifica il delicato stato della situazione, dal momento in cui, solo la scorsa settimana, proprio Mosca ha prospettato per l’Ucraina uno scenario alla Bielorussa, con l’acquisizione da parte del Cremlino non solo dell’intero pacchetto di azioni della compagnia locale, Beltransgaz, ma anche del controllo del sistema infrastrutturale energetico. Nello specifico, all’Ucraina e stata proposta la creazione di una joint-venture tra il monopolista russo, Gazprom, ed il colosso nazionale ucraino, Naftohaz, che si tradurrebbe nel controllo totale dei gasdotti di Kyiv da parte di Mosca, socio di assoluta maggioranza nel nuovo ente.

Come dichiarato in diverse occasioni pubbliche, lo stesso Janukovych ha escluso tale risoluzione, senza, pero, avanzare soluzioni alternative: la politica di integrazione con l’Unione Europea e in stallo dopo l’arresto della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko – che rende impossibile la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina – e la volonta di aderire all’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka – incompatibile con il varo della Zona di Libero Scambio con Bruxelles – anche in forma meno vincolante, secondo la formula 3+1.

Bruxelles non vuole Kyiv

Da parte sua, Janukovych continua a sostenere la necessita per il suo Paese di una politica multipolare, che porti Kyiv a collaborare sia con Mosca che con Bruxelles. Tuttavia, ad evidenziarne l’incopatibilita e stato il Presidente della Commissione Europea, Jose Manuel Barroso, che, cosi come l’Ambasciatore tedesco, invitto in una conferenza a Kyiv, ha evidenziato l’impossibilita di compartecipare contemporaneamente a due comunita di libro scambio.

Un piede in due scarpe imbarazzante che rende l’immagine di Janukovych nel mondo sempre piu inaffidabile, indecisa, e goffa, cosi come dimostrato dalla repressione di oppositori, media liberi ed Organizzazioni indipendenti, introdotta nel Paese dalla presa del potere, nel Febbraio 2010.

Matteo Cazzulani

PROCESSO A JULIJA TYMOSHENKO: OLTRE ALLE CURE MEDICHE, IL GIUDICE LE TOGLIE ANCHE LA PAROLA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 23, 2011

Depennata la deposizione come testimone, programmata, della Leader dell’Opposizione Democratica nel processo che la vede imputata per abuso d’ufficio. Viktor Jushchenko esce dal Comitato di Difesa dalla Dittatura

La leader dell'opposizione democratica, Julija Tymoshenko, durante una pausa del processo

Al Tribunale Pechers’kyj la pietanza servita e sempre la solita, sebbene ogni giorno piu amara, drammatica e, nella giornata di Lunedi, 22 Agosto, persino con un pizzico di sarcasmo. La richiesta di scarcerazione per la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, non e stata accolta per l’ennesima volta –  piu di venti oramai – da quando e iniziato un processo politico sempre piu simile alla farsa.

L’odierna motivazione per la scarcerazione dall’isolamento dell’anima della Rivoluzione Arancione ha riguardato la decisione del giovane giudice, Rodion Kirejev, di passare all’esame delle memorie scritte delle parti, e, cosi, chiudere la fase dedicata agli interrogatori, depennando quello, gia programmato, della stessa Tymoshenko, per il quale la Lady di Ferro ucraina ha chiesto tempo e visite mediche da parte dei suoi dottori di fiducia. Ed e proprio circa lo stato di salute della Leader dell’Opposizione Democratica che si e registrato un episodio increscioso, a firma di Natalija Frolova, uno dei sette procuratori dell’accusa – contro i quattro avvocati professionisti della difesa, spesso costretti all’assenza delle sedute giornaliere per esaminare le imputazioni, contenute in 14 faldoni da circa 150 pagine l’uno.

“Julija Tymoshenko ha ricevuto le visite dei medici della Procura – ha dichiarato la Frolova – persone che hanno giurato su Hippocrate, su cui non si puo dubitare. Peraltro – ha continuato – l’imputata oggi ha anche un bell’aspetto”.

Sui parerti estetici della principale accusatrice della Leader dell’Opposizione Democratica ci si puo riservare piu di un dubbio, dal momento in cui Julija Tymoshenko e apparsa non solo priva della famosa treccia, ma con occhi spenti e viso tirato in maniera ancpora piu grave rispetto allo scorso giovedi, 18 Agosto, quando, nel pieno della seduta, ha sofferto un mancamento, che la ha costretta ad una pausa tecnica di quindici minuti. Inoltre, si ripetono a cadenza giornaliera gli allarmi lanciati da Bat’kivshchyna – il Partito di Julija Tymoshenko – circa un possibile avvelenamento, pratica molto diffusa negli ambiti postsovietici la cui firma sul processo, sempre come illustrato dagli accusatori, e del tutto evidente.

Accanto ad essi, anche la Comunita internazionale ha espresso turbamento per i ripetuti dinieghi da parte del PM alle visite mediche dei dottori personali della Tymoshenko: nel Fine settimana, a tale diritto, garantito dalle Convenzioni Internazionali, si sono appellati il Presidente della Commissione Europea, Jose Manuel Barroso, e l’Ambasciatore francese in Ucraina.

L’Europa condanna, Jushchenko se ne va

Lecito ricodare che Julija Tymoshenko, ex-Primo Ministro, e sotto processo per gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hrynje, ed Abuso d’Ufficio nel corso degli accordi per il gas con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin. Accuse dalle quali e stata scagionata dalla maggioranza dei testimoni, ma che, venerdi, 5 Agosto, non le hanno impedito la reclusione in  isolamento. Appelli per la sua liberazione, e per la fine del processo politico a suo carico, sono pervenuti da Unione Europea, USA,  dalle maggiori cancellerie dei Paesi occidentali, dalle piu importanti ONG internazionali indipendenti – tra cui Freedom House – da tutte le confessioni e Chiese ortodosse ucraine, e persino dalla Federazione Russa.

In campo interno,per contratare l’autoritarismo dell’Amministraione di Viktor Janukovych,  le forze del campo arancione si sono unite nel Comitato di Difesa dalla Dittatura, ed installato una tendopoli sul centralissimo Khreshchatyk presieduta da circa 200 dimostranti. Da essa, si e pero staccata Nasha Ukrajina, la forza politica dell’ex-Capo di Stato ed alleato della Leader dell’Opposizione Democratica, Viktor Jushchenko, invitato ad abbandonare la lotta assieme alle forze patriottiche dopo avere testimoniato contro la Lady di Ferro ucraina.

Matteo Cazzulani