LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

SOCIALISTI EUROPEI E PARTIJA REHIONIV CONTRO INTERNET GRATUITO PER TUTTI

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on May 31, 2011

Il Consiglio d’Europa sostiene una richiesta di limitazione dell’uso delle tecnologie per reperire informazioni, giustificandosi con motivazioni ambientalistiche, e limitando la Libertà di Informazione. Autori di tale documento, il centrosinistra ed il Partito del Potere in Ucraina.

Il logo della campagna contro la censura

Eccoli i veri nemici della libertà di informazione. Nella giornata di lunedì, 30 Maggio, il Consiglio d’Europa ha votato un documento di richiesta della limitazione del libero uso di internet in scuole, edifici pubblici, piazze, e luoghi di aggregazione. A proporre, e votare tale documento, il gruppo dei socialisti europei, e la rappresentanza del Partija Rehioniv – il partito del potere in Ucraina.

Secondo quanto dichiarato dal suo Capogruppo, Ivan Popesku, e dal Rappresentate della sinistra del Vecchio Continente, Jean Huss, la limitazione dell’uso di internet è una richiesta legata essenzialmente a questioni di salute, volta a limitare la trasmissione di radiazioni nocive per gli esseri viventi.

Oltre a non esserci alcuna prova scientifica circa la negatività della tecnologia, il provvedimento, seppur privo di valore legale, fa riflettere: limitare il libero accesso ad internet rende impossibile non solo reperire informazioni, ma anche di consultare diverse fonti.

Ucraina sempre meno libera. Europa sempre più pragmatica

Un vero colpo duro, sopratutto se a proporla è la forza politica egemone in un Paese ancora arretrato sul piano delle tecnologie, e, stando alle rilevazioni delle principali ONG internazionali – ed ai recenti casi di pressioni su giornalisti e procedimenti giudiziari ai danni di esponenti dell’Opposizione – in cui la Libertà di Stampa sta subendo una progressiva diminuzione.

Ancor più grave, il fatto che a supportarla sia una fazione politica, quella dei socialisti, che troppo spesso si presenta come paladina di tali libertà, pronta a gettare fango sugli avversari in costante ricerca di consenso, ed a chiudere gli occhi dinnanzi alle loro reali violazioni, in nome di una mesta solidarietà di sovietica memoria.

Matteo Cazzulani

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GUERRA DEL GAS: AZERBAJDZHAN DUBITA SUL NABUCCO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on May 31, 2011

La compagnia centroasiatica Socar dubita sul rifornimento di oro blu per il gasdotto supportato dall’Unione Europea. Turkmenistan pronto a subentrare

I percorsi di Southstream e Nabucco

Il gasdotto verdiano alla partenza frenata. Nella giornata di lunedì, 30 Maggio, l’Azerbajdzhan ha dichiarato di considerare la possibilità di esportare il proprio gas per diverse infrastrutture, e non solo in esclusiva per il Nabucco, come stabilito finora. A riportare tale decisione, il Capo della compagnia statale Socar, Rovnah Abdullajev.

Per il Nabucco, un intoppo non di poco conto, dal momento che, senza Baku, viene a mancare il principale serbatoio di oro blu per il Vecchio Continente.

Idea Ashgabat

Tuttavia, pronte le contromosse. Come illustrato dal Ministro dell’Energia turco, Taner Yidlyz, a sostituire il gas azero potrebbe essere il Turkmenistan, con cui le trattative sono già strette. Ottimismo anche da parte del Rappresentante del consorzio Nabucco, Cristian Dolesan, che ha evidenziato come la firma del contratto di avvio dell’infrastruttura è stata fissata per il prossimo 6 Giugno. A presenziare, le compagnie impegnate nella realizzazione del gasdotto: l’ungherese MOL, la romena Transgaz, l’austriaca OMV, la tedesca RWE, la bulgara Bulgargaz, e la turca BOTAS.

Lecito ricordare che, sul piano politico, il Nabucco è supportato da Unione Europea e consorzio AGRI – Azerbajdzhan, Georgia, Romania, ed Ungheria. Il suo scopo, trasportare gas centroasiatico attraverso il mediterraneo, ediminuire la dipendenza dell’Europa dalla Russia sul piano energetico.

In risposta, Mosca ha progettato un simile gasdotto, il Southstream. Compartecipato dal monopolista russo, Gazprom, dai colossi italiano ENI, da quelli tedeschi Wintershall e RWE, e francese Suez-Gaz de France, e dalle compagnie statali di Serbia, Macedonia, Slovenia, e Grecia, è concepito per bypassare Moldova, Ucraina, e Romania, Paesi ritenuti inaffidabili dal Cremlino.

Matteo Cazzulani

Krolovec’. Terra di confine tra passato europeo e presente filorusso

Posted in Eurobus 4 by matteocazzulani on May 31, 2011

L’ultima tappa dell’Eurobus nella Oblast’ di Sumy oramai russificata.

Cronaca da un avamposto di frontiera che ha cambiato schieramento. Krolevec’ e un paesone situato nella Oblast’ di Sumy, simile a molti altri dell’Ucraina centro-orientale: due vie principali, un’ampia piazza con il monumento a Lenin, un albergo, e qualche negozio di alimentari sparso per le strade, rifornito ogni mattina da un camioncino proveniente dal capoluogo.

Come nel resto della Oblast’ di Sumy, la lingua più diffusa e il russo, parlata non solo dai più anziani – costretti ad utilizzarla nel periodo sovietico – ma anche dai più giovani.

Una realtà che, a sorpresa, e negata dagli insegnanti del collegio, che assicurano sull’effettivo insegnamento nella sola lingua di Shevchenko – Taras, il Poeta Nazionale. Difficile crederlo, quando gli stessi intervistati passano lentamente dall’ucraino al russo, senza accorgersene. Forse, condizionati dall’altrettanta confusione con cui valutano la situazione politica attuale.

“L’Ucraina deve mantenere la propria autonomia – spiega Natalija Viktorivna, insegnante filologa – spero nell’integrazione con Bruxelles, ma senza rompere con Mosca. Una scelta bilanciata e possibile e necessaria”.

A smentire le rassicurazioni sull’insegnamento in ucraino, i libri di testo delle discipline scientifiche: scritti nella lingua di Pushkin, e visibilmente datati. Al contrario, gli unici manuali ad essere aggiornati, e questi si in ucraino, sono quelli storia, recentemente riscritti in chiave filorussa dalle nuove autorità.

Questione linguistica a parte, c’è anche la politica a testimoniare un cambio di orientamento radicale. Dopo anni di governo arancione, le autorità locali sono passate al partito del potere. Che oggi, assieme al prefetto, di nomina presidenziale, governa indisturbato il territorio.

“Tutto e rincarato – evidenzia Natalija Anatolivna, pensionata – i servizi mancano, e non ci sono spazi ricreativi. Inoltre – continua – sono sempre più quelli che emigrano in cerca di lavoro. E che non tornano”.

Il decremento demografico, dunque. Una costante della Oblast’ di Sumy che non e cambiata, al contrario dell’orientamento politico e di quello culturale: seppur a poca distanza dalla Russia, la regione e stata tra le maggiormente fieramente patriottiche.

Krolevec’ in particolare può vantare una storia antica ed invidiabile: fondato dai re polacchi nel 14 secolo, conserva il passato nel Vecchio Continente nel suo nome, simile a quella Krolewiec che, nota anche come Konigsberg, e poi Kalinigrad, ha dato i natali a padri del pensiero occidentale quali Immanuel Kant.

Una realtà innegabile, purtroppo rimasta solo nella toponomastica, e nel ricordo di pochi. Di sicuro, non in quella di Olesija Vasyl’ovna, direttrice dell’impresa di tessitura dei tradizionali Rushnyky, una particolarità di Krolovec’.

“Siamo un unico popolo con russi e bielorussi. A Kyiv piccoli, a Minsk bianchi, a Mosca grandi. Discendiamo dagli sciiti, padri della cultura mondiale. Sopratutto di quella greca, indiana, e romana”.

A testimoniare tale ennesima confusione, lo stemma dell’impero russo, impresso su uno dei Rushnyky tradizionali, mostrati ai membri della missione europea. Un simbolo che deve portare non solo gli ucraini a chiarire il proprio orientamento, ma anche gli occidentali alla necessita di comprendere quanto davvero la libertà e l’indipendenza sono fondamentali per tutta l’Unione Europea.

Matteo Cazzulani

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LETTONIA: SCIOLTO IL PARLAMENTO

Posted in Paesi Baltici by matteocazzulani on May 30, 2011

Il Capo di Stato lettone, Valdis Zatlers, avvia l’iter per il rinnovo del Sejm dopo un presunto caso di corruzione. In sospeso anche la rielezione presidenziale

Il Primo Ministro lettone, Valdis Dombrovskis

Lettonia di nuovo al voto, forse. Nella giornata di Domenica, 29 maggio, il Presidente lettone, Valdis Zatlers, ha sciolto il Sejm dopo soli 9 mesi di attività. A causare tale decisione, il divieto imposto dallo stesso Parlamento di perquisire l’appartamento del Deputato Ajnar Slesers, accusato di corruzione.

Ora, il Capo di Stato è chiamato a rendere conto alla Commissione Elettorale Centrale, a cui spetta la convocazione di un referendum per confermare lo scioglimento del Parlamento. In caso affermativo, i lettoni saranno richiamati alle urne non dopo due mesi, ed anche il Presidente dovra essere rieletto dal nuovo Parlamento.

Elezioni in vista

Lecito ricordare che in Lettonia il Capo dello Stato è scelto dai Deputati, e non da elezioni dirette. Zatlers è in scadenza di mandato, ed avrebbe dovuto affrontare una nuova elezione il prossimo 2 Luglio.

La scorsa Domenica, 3 Ottobre, la coalizione di centrodestra Vienotiba – Unità – composta da partiti moderati, oggi al governo – il Partito della Nuova Era, la Società per Nuove Politiche e l‘Unione Civica – ha ottenuto la riconferma alle elezioni. 

Dopo un anno e mezzo di politiche fiscali mirate a superare la recessione e gli effetti della crisi economica, il Premier, Valdis Dombrovskis è riuscito ad ottenere una riconferma quasi insperata. Premier dal marzo 2009, il 39enne politico ha tagliato drasticamente le uscite statali, e, a malincuore, incrementato le tasse, per restituire i 7,5 miliardi prestati al precedente governo da UE e Fondo Monetario Internazionale.

Una manovra lacrime e sangue, che, tuttavia, ha dato i primi risultati, ed è stata premiata dal Paese. Dombrovski ha promesso stabilizzazione dell’economia, e, non appena possibile, riduzione della pressione fiscale per piccola e media impresa, ed agricoltura.

Matteo Cazzulani

Bilozers’ke. Insediamenti polacchi nel Donbas non contemplati dalla storia

Posted in Eurobus 4 by matteocazzulani on May 30, 2011

In esclusiva per il Legno Storto la testimonianza di Viktor Batyc’kyj, ucraino di nascita, alla riscoperta della diaspora polacca nella Oblast’ di Donec’k.

Una pagina di storia non ancora scritta. Questa e la situazione in cui si trova Viktor Batyc’kyj. Vice Direttore di una piccola impresa nella Oblast’ di Donec’k, e un ucraino che, preso atto del proprio cognome di chiara origine polacca, ha iniziato la ricerca delle proprie radici, arrivando a conclusioni ignote alla storiografia tradizionale.

Secondo quanto scoperto, un alto numero di polacchi si sarebbe stabilito nei pressi di Donec’k nella seconda meta del 19 secolo. Costoro, integratisi con la comunita autocrona, sono stati vittime della politica di russificazione dell’impero zarista, ed hanno perso sia la propria identità, che la memoria del proprio passato.

“Tutto e iniziato dal mio interesse per la cultura polacca – spiega Batyc’kyj – da li ho scoperto le mie origini polacche. Ed il desiderio di ricostruirne il
passato”.

Un lavoro di archivio, che, seppur difficile, per via della burocrazia, ha dato frutti concreti. Di sicuro, i vari Batyc’kyj, Malynovs’kyj, Kovals’kyj, e Hudryn del luogo sono figli di resistenti polacchi dell’insurrezione del 1963, inizialmente condannati alla deportazione in Siberia, ma per un motivo ancora da scoprire, trattenuti nel Donbas.

“Sotto il comunismo hanno dovuto nascondere la propria polonita – continua Batyc’kyj – ma si sono dichiarati ucraini o russi di religione cattolica romana. Un piccolo indizio per conservare la propria identità, che ci ha permesso di risalire con certezza alla loro natura”.

Ad aiutare Batyc’kyj, non solo l’Amministrazione Statale Ucraina del dopo Indipendenza, che ha permesso la libera consultazione dei censimenti dell’epoca sovietica. Anche il consolato polacco e molto attivo, ed appoggia le iniziative di Batyc’kyj.

Tra esse, l’annuale Festa d’Autunno dei Campi Deserti: un carnevale di cucina, canzoni, e danze polacche nel cuore del Donbas. Ad organizzarla, l’associazione Makijivs’ke Tovarystvo Pols’koji Kultury “Polonija”, fondata da Batyc’kyj e da altri riscoperti polacchi d’origine. Oltre al continuo lavoro di ricerca negli archivi, la Polonija ha anche un proprio coro, che partecipa a diverse manifestazioni culturali in Polonia.

“Riscrivere la storia e un dovere che sento mio – evidenzia Batyc’kyj – ma senza estremizzare. Io sono ucraino, parlo la lingua di Shevchenko, e faccio il tifo per lo Shakhtar Donec’k. Non voglio riscrivere la mia identità – illustra – ma prendere atto che ucraini, bielorussi, e polacchi hanno una storia in comune, diversa da quella russa. Oltre al Commonwealth Polacco-Lituano – conclude, dimostrando di essersi informato adeguatamente – migrazioni, integrazioni, e destini condivisi, che la
Storia ci deve consegnare”.

Matteo Cazzulani

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OBAMA IN POLONIA: UN SUMMIT INCOLORE

Posted in NATO, Polonia, USA by matteocazzulani on May 30, 2011

Conclusioni delle 22 ore del presidente USA in Polonia: Bielorussia rimproverata, Ucraina supportata, e Russia lodata. Progressi sul sistema di difesa antimissilistico in Europa Centro-Orientale. Lech Walesa grande assente.

Il Presidente USA, Barack Obama

Poco cuore, e tanto pragmatismo. le 22 ore del presidente USA, Barack Obama, a Varsavia hanno confermato la nuova natura delle relazioni diplomatiche nel’Europa centro-orientale: un cambio di rotta, oramai vecchio di due anni, che ha visto la Polonia – un tempo leader nella diffusione di Democrazia e Libertà nel Mondo ex-sovietico – sempre meno interessarsi dei suoi confini orientali, preferendo allinearsi con le posizioni dell’asse franco-tedesco.

A dimostrarlo, le dichiarazioni del Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, sull’Ucraina, di cui si è augurato una lenta e molto graduale integrazione. Secondo quanto riportato dall’autorevole UNIAN, il Capo di Stato di Varsavia ha assicurato sulla preparazione del proprio collega ucraino, Viktor Janukovych, di adattarsi agli standard occidentali.

“Ho molto apprezzato i colloqui di Janukovych con Obama – ha dichiarato Komorowski – l’Ucraina ha preso parte attiva ai lavori del summit dell’Europa Centro-Orientale”.

Dunque, pura diplomazia, dal momento in cui il Presidente polacco non ha menzionato né la progressiva limitazione della Libertà di Stampa, né i processi politici e gli arresti a carico degli oppositori politici, né la russificazione e la revisione della storia in chiave anti-nazionale che a Kyiv stanno avvenendo durante l’Amministrazione Janukovych. Passi opposti a quelli che si richiedono ad un Paese che aspira all’Unione Europea, peraltro, certificati dalle principali ONG indipendenti del Pianeta.

Nuovo corso dei rapporti tra Polonia ed USA

Tuttavia, la visita di Obama non ha interessato solamente il meeting sull’Europa Centro-Orientale, ma anche le relazioni bilaterali tra USA e Polonia. Il Presidente americano ha lodato il modello polacco come esempio di democrazia per tutte le aree del Pianeta, e non solo per l’Europa Orientale, Bielorussia in primis. Circa Minsk, Obama ha espresso supporto alla mobilitazione polacca in difesa del giornalista Andrzej Poczobut, corrispondente del quotidiano Gazeta Wyborcza, ed oppositore del regime di Aljaksandar Lukashenka.

Un passo avanti del Leader democratico, subito bilanciato dall’apprezzamento per il nuovo corso della politica estera polacca nei confronti della Russia, che ha definito efficace per l’instaurazione di una concordia tra due Paesi un tempo avversari.

Progressi – si fa per dire – anche sul piano militare, con la firma imminente degli accordi per lo Scudo Spaziale. Secondo quanto riportato dal Primo Ministro di Varsavia, Donald Tusk, nel 2018 e prevista la dislocazione di missili SM3 in Polonia, anticipati da esercitazioni di soldati polacchi su velivoli d’oltreoceano Hercules. Il tutto, però, Mosca permettendo. Come dichiarato dalle autorità polacche, l’orientamento della precedente amministrazione repubblicana americana di George Bush è superato, ed ora anche la Polonia è maggiormente interessata al dialogo con la Russia, e a nuovi scenari di politica estera.

“Gli USA – ha spiegato il Capo del Governo polacco – si sono impegnati nello sviluppo di democrazia e libertà in Africa del Nord. la Polonia – ha continuato il Leader del Partito del potere, la liberale Piattaforma Civica – la supporta”.

Oltre alle Autorità, Obama ha incontrato esponenti delle opposizioni e della storia recente della Polonia, nel complesso scettici sul nuovo corso della politica estera USA. Tra essi, Jaroslaw Kaczynski, Capo del principale partito di opposizione, il conservatore Diritto e Giustizia, che ha invitato il Presidente USA a rafforzare l’impegno NATOe a non dimenticare l’Europa Centro-Orientale.

Tra i grandi assenti, il Leader di Solidarnosc, ed ex-Presidente della Polonia libera, Lech Walesa. “Non c’è nulla di cui parlare – ha evidenziato il Premio Nobel per la Pace – per questo ho preferito restare a Vicenza, al Festival della Bibbia”.

Matteo Cazzulani

Svjatohorivka. Capitale della politica giovane tra noia e tare.

Posted in Eurobus 4 by matteocazzulani on May 28, 2011

L’Eurobus in un paesino del Donbas, nell’est industriale e minerario del Paese. Iniziativa locale contro alcol e disoccupazione

Dal Dnipro al Don la distanza e davvero molta. Svjatohirs’k e situata nella oblast’ di Donec’k, nell’est del Paese. Una regione, meglio nota come Donbas, molto diversa dal resto dell’Ucraina.

Prevalentemente russofona, sia linguisticamente, che politicamente, e caratterizzata da una forte presenza dell’industria, perlopiù mineraria. E a causa della conformazione geologica che la terra e di colore nero vivo, molto diverso dal giallo luccicante del grano che cresce sul
Bacino del Dnipro.

Tuttavia, oltre alla geografia, altre sono le particolarità del luogo, di cui il piccolo paesino risente inevitabilmente. La maggior parte della popolazione lavora non in campagna, ma nelle miniere: un tempo tutte di proprietà statale, oggi, per la maggior parte privatizzate, nelle mani di grandi businessman.

“Di lavoro ce n’è sempre meno – evidenzia Vasyl’, una vita nella Shakhta Bilozers’ka – in passato la miniera ha dato lavoro a tutti. Oggi, acquistata dalla ADT, lascia a casa sempre più persone”.

Continuando la conversazione, non senza fatica, e reso noto che dietro la compagnia c’è Rinat Akhmetov: oligarca, tra i principali sponsor politici del Presidente, proprietario della squadra di calcio Shakhtar Donec’k, campione d’Ucraina.

“Un bravo imprenditore – tiene a sottolineare Vasyl’ – ha dato a molti una casa, ed una realtà sportiva di cui tutti vanno fieri a Svjatohirs’k”.

Tuttavia, a Svjatohirs’k non c’è solo sport e miniera.

“La disoccupazione ha aumentato l’uso di alcool e droghe – ci evidenzia la moglie, Olena – spesso sono gli stessi genitori ad esserne vittime – continua – e non correggono la condotta dei figli”.

A favorire questa tara, i pochi stimoli che il paesino offre: nessun luogo di aggregazione, ne di diffusione di cultura ed informazioni. Solo una scuola, peraltro con un solo accesso ad internet, e la Rada locale. Nulla di piu. Persino il mercato piu vicino dista sei chilometri.

Troppo poco per evitare che i due negozi di alimentari siano presi d’assalto dai cultori della birra già nel primo pomeriggio.

Per risolvere tale scenario occorrerebbe un’autorita locale davvero competente. A Svjatohirs’k, il Consiglio Comunale e retto da Viktor Jevhenjevych: con i suoi 22 anni, il più giovane amministratore di tutta l’Ucraina.

A sostenerlo, non solo il Partija Rehioniv – padrone assoluto del Comune, con più voti di tutta l’Opposizione unita – ma anche le massime personalità di Svjatohirs’k, dal Direttore della scuola, ai più ricchi proprietari terrieri. Il tutto, malgrado la sua residenza in un altro centro, poco lontano da quello amministrato.

La conoscenza del territorio, oltre alla passione politica, gli e stata trasmessa dalla madre: consigliera Regionale di carriera, e tanto amante della libertà di stampa al punto da voler modificare la lezione di giornalismo dell’Eurobus, tenuta da due reporter dell’Unione Europea.

La libertà di stampa, appunto. Un miraggio nei giornali locali, in cui i cronisti sono ancora vittime di pressioni da parte delle autorita. A confidarlo, un collega di una televisione locale – che per etica professionale non sara citato – il quale, dopo avere cercato di intervistare gli esponenti UE sotto il ritratto presidenziale, e, cosi, politicizzare la missione Eurobus, si e dichiarato controcorrente, aperto alle diverse posizioni di ciascuno.
Ci si chiede di chi, a Svjatohirs’k, dal momento in cui la politica non sembra interessare proprio a nessuno.

Un quadro abbastanza desolante, in grado di abbattere persino l’entusiasmo di chi desidera un’Ucraina migliore. Felicemente, un’adeguata risposta proviene da un gruppetto di volenterosi, che, armati di buona volontà e legno / e, loro si, legati al territorio, vinto un concorso, hanno costruito ex novo un pozzetto, ed una fermata del bus: la prima della decina del Paese.

Peccato che ciò sia stato possibile nell’adiacente Hannivka, e non a Svjatohirs’k.

Matteo Cazzulani

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Guerra Energetica: Ucraina e Polonia si accordano sul rilancio dell’Odessa-Brody

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on May 28, 2011

L’oleodotto al centro dei colloqui tra Capi di Stato polacco ed ucraino, Bronislaw Komorowski, e Viktor Janukovych, durante il summit sull’Europa centro-orientale.

Da granaio di Europa e Russia a ponte energetico tra Caspio e Baltico. Questa e la veste con cui l’Ucraina si e presentata al summit dell’Europa Centro-Orientale, a Varsavia, venerdì 27 e sabato 28 Maggio.

Un’occasione in cui discutere i futuri sviluppi in un’area che ha perso di importanza a livello mondiale, sopratutto presso l’Amministrazione USA di Barack Obama, ospite d’eccezione.

A dimostrare il differente approccio, il contenuto dei colloqui tra Polonia ed Ucraina. Un tempo, basati anche su democrazia, integrazione europea e NATO, e risoluzione delle controversie culturali del passato. Oggi, invece, solo su energia ed investimenti.

“L’Ucraina deve dimostrare di essere un partner affidabile
per il trasporto di nafta e gas – ha dichiarato all’autorevole agenzia UNIAN il Ministro degli Esteri ucraino, Kostjantyn Hryshchenko – e convivere la
Polonia che il prolungamento dell’Odessa-Brody fino a Danzica e utile alla diversificazione delle forniture di Varsavia”.

Secondo i più autorevoli agenzie ed esperti, l’oleodotto e stato al centro dei colloqui bilaterali tra Komorowski e Janukovych, a margine del summit. E le parti avrebbero concordato sensibili progressi per la realizzazione dell’infrastruttura.

Realizzato nel 2001, l’Odessa-Brody ha rifornito l’Ucraina di nafta centro asiatica, ed e stato particolarmente seguito dalla Polonia, che ne ha ipotizzato il prolungamento fino a Plock, in Mazovia, per diminuire la dipendenza dalla Russia.

Inversione di marcia politica

Ad interrompere il progetto di estensione, la decisione di Viktor Janukovych, allora Premier, di sfruttare l’infrastruttura in senso inverso – dalla Galizia al Mar Nero – per importare nafta russa.

Ripreso con i governi arancioni, il prolungamento ha subito interruzioni dovute alla crisi economica. A rilanciarlo definitivamente, e a ripristinare la direzione di utilizzo originaria, l’accordo tra la Bielorussia ed il Venezuela per l’acquisto di nafta da Caracas, importata da Minsk per mezzo del territorio ucraino.

Matteo Cazzulani

Sofijivka. Il prezzo avvelenato della stabilita

Posted in Eurobus 4 by matteocazzulani on May 27, 2011

L’Eurobus nella prima località della Riva Sinistra. Tra promesse e problemi ecologici

“Costruiamo una nuova Dnipropetrovshchyna con il nostro Presidente”. Così lo slogan delle bandierine del Partija Rehioniv, affisse al cruscotto di quasi tutte le macchine di Sofijivka.

Di colore blu scuro, sono la divisa del partito del potere, a cui appartengono il Capo dello Stato, il Premier, quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri, e le amministrazioni locali della Oblast’ di Dnipropetrovs’k. A tutti loro, Buon Lavoro: da fare ce n’è. Tanto.

Sofijivka e un centro della Oblast’ di Dnipropetrovs’k, nel cuore del Paese. Ad abitarlo, circa 10 mila persone. Di esse, più della meta e senza impiego, e passa il tempo a passeggiare lungo le due vie principali.

La prima, dalla scuola alla Casa della Cultura, e ricca di negozietti ed uffici pubblici. La seconda collega il Monumento a Lenin al mercato cittadino. Ed e proprio tra le bancarelle che si ha subito la panoramica del luogo.

Oleksija Petrovna vende frutta e verdura. E una sofijivskjana DOC, delusa dalla situazione del proprio paese natio.

“Il lavoro e sempre più duro – illustra – ed anche la vita di tutti i giorni. Il gas costa – continua – e l’acqua, altrettanto cara, e disponibile solo fino alle 18”.

Una situazione inammissibile, seppur migliore rispetto al passato. A spiegare il perché, il Direttore del Liceo locale. A Sofijivka, in passato circa 90 fabbriche hanno dato il pane alla popolazione. Oggi, non ce n’è nemmeno più una.

Fisico di formazione, il Rettore si ritiene un privilegiato: e uno dei pochi a ricevere uno stipendio fisso, ed avere contributi pagati e garantiti. Ma nel paese c’e chi sta molto meglio.

Vadym Ashchaulov e il giovane Capogruppo del Partija Rehioniv al Consiglio Comunale, a soli 22 anni. Una responsabilità notevole, dal momento in cui il Partito di Presidente e Premier possiede la maggioranza assoluta dei seggi alla Rada locale. Un dominio storico, notevolmente rinforzato dopo le ultime elezioni amministrative del 2010 – ritenute da osservatori internazionali come non totalmente regolari. Scopo dell’amministrazione pluriennale, la stabilita, la garanzia di paghe sociali, e provvigioni per i senza impiego.

Dunque, tutto e bene in un Paese dove la disoccupazione supera il 50%, il gas scarseggia nelle case, e l’acqua manca nelle ore serali. La motivazione e tanto logica, quanto tragica.

I tubi dell’oro blu sono esterni alle abitazioni, e non interrati. Un modo per intervenire prontamente in caso di avaria, spiegano le autorita. E pazienza se spesso si rompono, e qualcuno resta senza riscaldamento. Magari, d’inverno.

Invece, l’acquedotto preleva l’acqua dal Dnipro, fino a Kryvyj Rih. Da qui, altri tubi, di precaria condizione, la portano fino alla Oblast’ di Dnipropetrovs’k. La sua qualità e non solo pessima, ma altamente nociva.

A confermarlo, le parole di Marija, commessa della bancarella della carne del
Mercato cittadino. Spiega di aver perso marito e genitori causa di quell’acqua: un liquido intriso di uranio, e portatore di inguaribili malattie.

Sulla effettiva presenza di materiale radioattivo si può dubitare. Ma un dato e certo: La commessa di origine moldava ora vive sola, e cresce i due figli grazie alla mucca annuale. Che, per ottenere costantemente latte di qualità, e costretta a macellare ogni anno.

Una mesta necessita, stando alle testimonianze dei presenti, condivisa da molti altri a Sofijivka.

La miopia dell’Occidente

In conclusione, un’amara ma opportuna riflessione. Le autorità al governo del Paese, della Oblast’ di Dnipropetrovs’k, e di Sofijivka, hanno assicurato l’Europa sulla raggiunta stabilita nel Paese. L’UE non ha obiettato. E la stampa occidentale, sopratutto quella di sinistra, elogiato tale operato.

Dinnanzi a quanto registrato in loco, l’autore – e non il progetto dell’Eurobus – si chiede se e questa la stabilita necessaria all’Ucraina. E se i suoi colleghi occidentali, prima di elogiare le autorità – e sorvolare sul regresso della Libertà di Stampa sulle Rive del Dnipro – siano mai stati a Sofijivka.

Matteo Cazzulani

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Guerra del Gas: Nabucco per Unione Europea resta priorità.

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on May 27, 2011

Il Commissario Europeo all’Energia, Gunter Oettinger, esclude totale appoggio di Bruxelles al Southstream, ed alla richiesta russa di bloccare la liberalizzazione del mercato dell’oro blu.

Diversificazione delle forniture e libera concorrenza. Queste le priorità dell’Unione Europea, ribadite dal Commissario all’Energia Gunter Oettinger, mercoledi, 25 Maggio.

Intervenuto alla presentazione del Southstream, l’esponente UE ha negato il totale appoggio di Bruxelles al gasdotto russo-italiano-tedesco, e ribadito il carattere multilaterale della politica energetica del Vecchio Continente.

“Il Southstream – ha dichiarato – rappresenta una delle opportunità di approvvigionamento di gas che sosterremo al pari di tutte le altre. La Russia – ha continuato – e un indiscutibile fornitore. Ma non dobbiamo porre in secondo piano i contratti stretti con altri partner, quali Azerbajdzhan e Turkmenistan”.

In particolare, Oettinger non ha apprezzato la richiesta del monopolista russo, Gazprom, di considerare il Southstream come prolungamento della rete dei gasdotti di Mosca, e di escludere membri terzi nella sua gestione.

Il Nabucco favorito.

Inoltre, tra le differenti infrastrutture che l’UE sostiene, l’Esponente Europeo ha ribadito il Nabucco: progetto concepito politicamente dal consorzio AGRI – Azerbajdzhan, Georgia, Romania, ed Ungheria – e compartecipato economicamente dalle compagnie energetiche turca, austriaca, romena, e bulgara, per trasportare gas centroasiatico in Europa attraverso il fondale del Mediterraneo, ed alleviare la dipendenza UE da Mosca.

Alternativo all’infrastruttura di verdiana denominazione, il Southstream e un progetto Gazprom, compartecipato dai colossi tedeschi Rwe e Wintershall, italiano ENI, francese Suez-Gaz de France, e dalle compagnie statali serba, slovena, greca, e macedone.

Noto anche come Gasdotto Ortodosso, ha lo scopo di rifornire il Vecchio Continente di gas russo, bypassando Stati ritenuti da Mosca insicuri, come Moldova, Romania ed Ucraina.

Matteo Cazzulani