LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

TESTIMONIA LE PERCOSSE SUBITE DA JULIJA TYMOSHENKO: L’AUTRICE DELLE FOTO FUGGE DALL’UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 19, 2012

Come riportato dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda, l’ex-Incaricata Parlamentare per i Diritti Umani, Nina Karpachova, è fuggita dal Paese dopo l’apertura di un’inchiesta sul suo conto per la diffusione delle prove dei lividi sul corpo della Leader dell’Opposizione Democratica. La Procuratura Generale contrattacca la fuggitiva

Le percosse subite dalla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Lontano dal proprio Paese dopo gli scatti che hanno turbato la Comunità Internazionale. Questo è quanto accaduto all’ex-Incaricata Parlamentare per i Diritti Umani ucraina, Nina Karpachova: fuggita a Mosca dopo che la Procuratura Generale ha aperto sul suo conto un’inchiesta.

A dare la notizia, venerdì 18 Maggio, è stata l’autorevole Ukrajins’ka Pravda, che ha illustrato come la Karpachova sia finita nel mirino della magistratura ucraina per le fotografie realizzate durante l’ultimo suo giorno da Incaricata Parlamentare per i Diritti Umani, mercoledì 25 Aprile, che testimoniano le percosse al ventre e alle braccia subite dalla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

A supporto delle rivelazioni della Ukrajins’ka Pravda, il Parlamentare di Bat’kivshchyna – il Partito di Julija Tymoshenko – Andrij Kozhem’jakin ha dichiarato all’autorevole agenzia Liga che la Karpachova è stata costretta a lasciare l’Ucraina in seguito all’apertura sul suo conto di un procedimento giudiziario, mentre il suo collega di Partito, Serhij Sobol’jev, ha illustrato di essersi appellato al Consiglio d’Europa per risolvere la situazione.

Ulteriori dettagli alla notizia sono stati forniti dall’altrettanto autorevole agenzia PAP, che ha evidenziato come la Capitale della Federazione Russa sia stata per la Karpachova l’ultima scelta. Infatti, ella si è rivolta dapprima a diverse ambasciate dei Paesi dell’Unione Europea in stanza a Kyiv per ottenere lo status di rifugiato politico.

Pronta la risposta della Procura Generale, che ha negato l’apertura di un procedimento giudiziario e l’organizzazione di una campagna repressiva nei confronti della Karpachova. Al contrario, la magistratura ucraina ha accusato l’ex-Incaricata Parlamentare per i Diritti Umani di avere gonfiato la notizia della sua partenza dal Paese e della persecuzione in atto nei suoi confronti.

Lecito ricordare che le fotografie scattate dalla Karpachova hanno fatto il giro del Mondo in poche ore, ed hanno comportato una forte protesta della Comunità Internazionale verso il Presidente ucraino, Viktor Janukovych: ritenuto il responsabile politico dell’arresto della Tymoshenko e di un’altra decina di esponenti dell’Opposizione Democratica.

Janukovych sempre più isolato

Dinnanzi alle prove delle percosse subite dalla Tymoshenko la notte dello scorso venerdì, 20 Aprile, il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha invitato i suoi colleghi UE a boicottare le partite dei campionati europei di calcio in programma in Ucraina, mentre i Presidenti di Repubblica Ceca, Austria, Ungheria, Bosnia Erzegovina, Croazia, Montenegro, e Albania hanno disertato il vertice dell’Europa Centrale di Jalta, e costretto Janukovych alla sua cancellazione.

Dalla salita al potere dell’attuale Presidente, in Ucraina sono più di una decina gli esponenti di spicco del Campo Arancione arrestati, processati, perseguitati e costretti all’esilio per sfuggire ad una condanna data per certa.

Tra essi, oltre alla Tymoshenko, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, l’ex-Vice-Ministro della Difesa, Valerij Ivashchenko, l’ex-Vice-Ministro all’Ambiente, Heorhij Filipchuk, e il marito della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Tymoshenko – che con Danylyshyn ha ottenuto Asilo Politico in Repubblica Ceca.

Matteo Cazzulani

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JULIJA TYMOSHENKO SI APPELLA ALL’ITALIA: “LIBERATE AVAKOV!”

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 9, 2012

Dalla cella dov’è detenuta, la Leader dell’Opposizione Democratica si appella alle Autorità italiane per non concedere l’estradizione del Segretario regionale del suo Partito che, a suo avviso, sarebbe l’ennesima vittima di una repressione politica organizzata dal Presidente, Viktor Janukovych, per annichilire il campo arancione. I precedenti dell’Asilo Politico concesso all’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e al marito dell’Anima della Rivoluzione Arancione, Oleksandr Tymoshenko dalla Repubblica Ceca come esempi per la Corte d’Appello di Roma

Il Segretario regionale di Kharkiv di Bat'kivshchyna, Arsen Avakov

Dalla Colomba pasquale a una patata bollente di carattere diplomatico. Questa è la situazione in cui si trovano i giudici della corte d’Appello di Roma che, nella giornata di martedì, 10 Aprile, saranno chiamati a condurre la prima seduta del processo per la concessione dell’Asilo Politico all’esponente dell’Opposizione Democratica ucraina, Arsen Avakov.

Segretario regionale di Kharkiv del principale Partito del campo arancione, Bat’kivshchyna, Avakov è ricercato in Ucraina con l’accusa di abuso d’ufficio: la medesima che, negli ultimi due anni, ha portato all’arresto di una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica ucraina, tra cui la sua Leader, Julija Tymoshenko. Ella, dalla cella in cui da otto mesi è detenuta in isolamento, ha inoltrato un messaggio rivolto all’Italia per salvaguardare il rispetto della democrazia a Kyiv.

“Julija Tymoshenko si è rivolta con una lettera aperta alle Autorità italiane affinché ad Avakov venga concesso lo status di Asilo Politico – ha dichiarato il deputato nazionale di Bat’kivshchyna, Andrij Kozhem’jakin – nella lettera è chiaramente scritto che il Segretario Regionale del nostro Partito non ha compiuto alcun reato, e che il mandato di cattura è stato emanato solo in virtù della sua militanza politica”.

In Ucraina, dalla salita al potere dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych, nel Febbraio 2010, la situazione in merito al rispetto delle democrazia e dei diritti civili è notevolmente peggiorata: le Elezioni Amministrative del Novembre 2010 sono state falsate da brogli, il Capo dello Stato ha aumentato a dismisura i suoi poteri a discapito del Parlamento, il controllo sui media indipendenti si è fatto sempre più rigido, e una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica è stata vittima di interrogatori, indagini, processi e arresti che, come è stato riconosciuto dalle principali ONG internazionali indipendenti, sono stati decretati per ragioni espressamente politiche.

Tra le vittime di questa campagna, oltre a Julija Tymoshenko – Leader dell’Opposizione Democratica ed ex-Primo Ministro, condannata a sette anni di reclusione in isolamento più tre di interdizione dalla vita politica per avere firmato accordi energetici con la Russia ritenuti sconvenienti per le casse statali – figurano l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, e l’ex-Ministro dell’Ambiente, Valerij Filipchuk, mentre l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e il marito della Tymoshenko, Oleksandr, hanno ottenuto l’Asilo Politico in Repubblica Ceca.

Simile destino di questi ultimi due politici potrebbe toccare anche ad Avakov qualora le Autorità italiane decideranno di seguire l’esempio di Praga – un altro Paese dell’Unione Europea – e, per tutelare le sorti di un dissidente, negheranno l’estradizione che le Autorità ucraine si sono premurate di esporre fin dalle prime ore successive all’arresto del politico.

Come dichiarato dalla Polstrada di Frosinone, Avakov è stato fermato per un controllo di routine nel capoluogo ciociaro lo scorso 21 Aprile, e subito è emerso il mandato di cattura internazionale emanato dalle Autorità di Kyiv. Per questa ragione, egli è stato sottoposto a giudizio urgente presso la corte di Appello di Roma, che ora è chiamata a decidere sulla sua estradizione.

Contro la consegna di Avakov alle autorità ucraine si sono appellati anche i Parlamentari Italiani Benedetto Della Vedova, Gianni Vernetti, ed Enrico Farinone, che hanno invitato il governo Monti e il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ad astenersi da una misura che consegnerebbe un esponente politico nelle mani di un sistema giudiziario che, come dimostrato dai casi Tymoshenko e Lucenko, si è dimostrato essere ben lontano dagli standard europei.

Il campo arancione conferma l’unità in vista delle elezioni

In contemporanea, l’Opposizione Democratica ha approntato misure per affrontare le prossime Elezioni Parlamentari nella maniera più compatta possibile, come dimostrato dalla decisione che, sabato 7 Aprile, è stata decretata dal Congresso straordinario del Front Zmin: la forza politica dell’ex-Speaker arancione, Arsenij Jacenjuk.

Al termine dei lavori, è stata ratificata la partecipazione della seconda forza del campo democratico in un’unico listone con Bat’kivshchyna improntato su un programma basato sul rispetto della giustizia, della democrazia, e sulla battaglia per riportare Kyiv nel cammino di integrazione nelle strutture europee e occidentali.

“Bat’kivshchyna e il Front Zmin formeranno una lista unica assieme con le altre forze patriottiche, democratiche e filo-europee – ha dichiarato Jacenjuk – parteciperemo uniti per ottenere la maggioranza in Parlamento, e realizzare una serie di riforme per l’evoluzione del Paese”.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: OFFENSIVA DELL’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA SU GIUSTIZIA E RIFORMA AMMINISTRATIVA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 11, 2011

Il Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna ricorre alla Corte Costituzionale per la ridotta tempistica della fase pre-processuale. Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona contro la riforma amministrativa. Il Partija Rehioniv ed il resto della maggioranza, invece, a favore dell’Unione Doganale euroasiatica

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Previsto un rialzo della temperatura politica a Kyiv. Nella giornata di Domenica, 10 Aprile, il Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna ha dichiarato di ricorrere alla Corte Costituzionale in merito al decreto con cui il parlamento ha ridotto la tempistica di presa visione dei capi d’accusa pre-processuale da parte di imputati ed avvocati.

Un diritto garantito dalla Legge ucraina, garantito dall’Articolo 63 della Costituzione. Secondo il capogruppo della principale forza dell’Opposizione Democratica, Andrij Kozhem’jakin, il suo non rispetto riporta l’Ucraina all’era sovietica. Inoltre, secondo il politico, tale provvedimento è stato progettato per danneggiare la Leader di Bat’kivshchyna, Julija Tymoshenko, su cui la Procura ha aperto un procedimento basato su accuse politiche.

L’anima della Rivoluzione Arancione, ex-Primo Ministro, è accusata di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali. Ed acquisto illecito di ambulanze e vaccini. Così, la Leader dell’Opposizione Democratica è stata persino confinata in patria. Rea, per così dire, di aver pagato le pensioni, e provveduto al miglioramento del sistema sanitario durante una grave crisi economica.

Oltre al provvedimento contro Julija Tymoshenko, votato giovedì, 7 Aprile dalla maggioranza compatta, composta da comunisti, Narodna Partija, e Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – nel mirino, anche la riforma amministrativa centrale.

Con una nota, Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona ha dichiarato il proprio voto contrario ad un disegno, fortemente voluto da Janukovych, che aumenta il potere, ed il numero di organi dell’esecutivo. Il tutto, a discapito del ruolo del Parlamento. E del bilancio statale, inevitabilmente gravato da una lievitazione delle spese.

Lecito ricordare che, lo scorso Ottobre, la Corte Costituzionale ha ripristinato la Carta Suprema del 1996, con cui l’Ucraina è tornata ad essere una Repubblica Presidenziale-Parlamentare, con ampi poteri al Capo dello Stato sulla Rada. Una decisione che ha portato alla cancellazione della Costituzione del 2004. La quale, redatta sull’onda della Rivoluzione Arancione, ha rafforzato parlamentarismo e pluripartitismo. E, sul piano giuridico, portato l’Ucraina al pari dei più moderni Paesi europei.

Janukovych sempre più distante dall’Europa

Dalla maggioranza, alcuna risposta. Solo un’attacco alla partnership con l’Unione Europea, ritenuta inadeguata dal Deputato del Partija Rehioniv, Volodymyr Tovstenko. Secondo il politico della forza politica filo-presidenziale, Kyiv otterrebbe maggiore vantaggio nel rafforzamento della partnership con Mosca, aderendo all’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka.

Una scelta, caldeggiata dallo stesso Janukovych, che pregiudicherebbe ogni speranza di integrazione con Bruxelles. Anche sul piano esclusivamente economico.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO CONDANNA GLI ATTACCHI AI FAMIGLIARI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 21, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica denuncia intimidazioni ad esponenti del suo schieramento

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Il ritorno della Trojka. E’ con questo riferimento alla realtà sovietica che la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, ha commentato l’ennesimo inasprimento della repressione del dissenso in Ucraina.

Oltre al post su Twitter, l’anima della Rivoluzione Arancione ha illustrato – a margine dell’interrogatorio giornaliero in Procura – che la nuova tecnica delle Autorità è l’intimidazione agli avversari politici, per mezzo di provvedimenti a carico dei loro famigliari.

Tra i recenti casi, le telefonate dei Servizi Segreti alla moglie del Deputato Nazionale di Bat’kivshchyna, Ruslan Luk’janchuk, e l’arresto di un Consigliere Comunale di Kyiv, parente del Capogruppo BJuT alla Rada, Andrij Kozhem’jakin.

Oltre ad essi, anche parenti del braccio destro della Lady di Ferro ucraina, Oleksandr Turchynov, di frequente interrogato in Procura come l’ex-Primo Ministro.

Accusata di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di ambulanze e vaccini, Julija Tymoshenko è sotto processo.

E colpita da un confino in Patria, che non le consente nemmeno la partecipazione al summit del partito Popolare Europeo. Malgrado l’invito del Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek.

I passi della repressione

Dalla salita al potere del Presidente, Viktor Janukovych, una decina gli esponenti dell’Opposizione democratica sotto tiro della Procura.

Tra essi, l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, riconosciuto perseguitato in Ucraina dalla repubblica Ceca, che gli ha concesso asilo politico.

L’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, è detenuto in isolamento, come il più pericoloso dei carnefici.

In aggiunta, la sede di Bat’kivshchyna è stata oggetto del tentativo dei Servizi Segreti di sequestro di server ed apparecchiature informatiche, prontamente respinto dall’intervento dei militanti.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: PERQUISITA SEDE DI PARTITO DI JULIJA TYMOSHENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 18, 2011

Agenti delle forze dell’ordine cercano il sequestro di materiali di Bat’kivshchyna. Deputati, rientrati dalla Rada, a difesa dello stabile

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

L’ennesimo passo in avanti della repressione politica in ucraina. Come comunicato dalla pagina Twitter della leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, venerdì, 18 Febbraio, agenti dei Servizi Segreti si sono presentati presso la sede della sua forza politica, Bat’kivshchyna, per confiscare server ed apparecchiature informatiche.

A conferma, l’autorevole Ukrajins’ka Pravda, secondo cui il servizio di sicurezza privato del principale partito del campo arancione ha negato l’accesso agli agenti, sprovvisti dell’apposito mandato.

Parlamentari a difesa dell’edificio

L’assalto politico è stato nell’aria già dalla mattinata. Al punto da costringere il Capogruppo di Bat’kivshchyna, Andrij Kozhem’jakin, a richiamare i Deputati, per presiedere la sede della forza politica.

Lecito ricordare che, dalla salita al potere dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych, una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica sono stati colpiti da provvedimenti giudiziari.

Tra essi, l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, riconosciuto perseguitato in Ucraina dalla Repubblica Ceca, che gli ha concesso asilo politico.

A carico della stessa Julija Tymoshenko è in corso un processo per uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze. Accuse che, all’ex-Primo Ministro, sono costate anche il confino in Patria.

In ultimo, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, detenuto in isolamento come pericoloso carcerato.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: PER JULIJA TYMOSHENKO ALTRE ACCUSE E CONVOCAZIONE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 31, 2010

Nuovi capi d’imputazione per la Leader dell’Opposizione Democratica, in procura per 12 ore, senza pausa, né ristoro. Fissata nuova audizione

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, all'uscita dalla Procura. FOTO TYMOSHENKO.UA

“Non c’è alcun uomo in grado di spezzare Julija Tymoshenko”. Così il capogruppo di Bat’kivshchyna alla Rada, Andrij Kozhem’jakin, ha commentato l’interrogatorio ai danni della Lady di Ferro ucraina. Per 12 ore, giovedì, 30 dicembre, sotto torchio dinnanzi ai giudici.

Parole adeguate, come dimostrato dalla stessa Leader dell’Opposizione Democratica, all’uscita dalla Procura, nel cuore della notte. Come da lei illustrato, a suo carico sono state presentati altri capi d’accusa, sempre legati all’utilizzo dei fondi per il rispetto del Protocollo di Kyoto alle uscite sociali. Una montatura a scopo politico, che ha privato Julija Tymoshenko del diritto d’espatrio.

Ed una nenia che, probabilmente, le sarà riproposta venerdì, 31 dicembre, durante l’ennesimo interrogatorio, fissato alle 11. Giusto il tempo per riposarsi, e rinfocillarsi. Bisogni primari, che in Procura le sono stati negati. In aggiunta, dalle 18, l’anima della Rivoluzione Arancione è rimasta senza avvocato, costretto da altre urgenze lavorative.

Uniti contro l’autocrazia

“Non dovete temere — ha dichiarato, dinnanzi alla cinquantina di sostenitori in sua attesa — la mafia va combattuta. Festeggiamo il Nuovo Anno — ha continuato — con l’unità di tutti gli ucraini, di tutte le parti del Paese, Insieme — ha concluso, ricordando i principi per cui, con coerenza, sempre ha operato — per un’Ucraina giusta, democratica, Indipendente ed europea”.

Lecito ricordare che, ai danni della Leader dell’Opposizione Democratica, è stato aperto un processo per uso improprio del finanziamento per le riduzioni di CO2 al pagamento delle pensioni. Peraltro, in un periodo di crisi economica.

Inoltre, la Lady di Ferro ucraina è accusata di acquisto illecito di ambulanze, necessarie per migliorare la situazione sanitaria del Paese.

Condanna della repressione politica in atto in Ucraina è stata espressa solo dal Partito Popolare Europeo e dagli USA.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO INTERROGATA DALLA MATTINATA

Posted in Editoriale, Ukraina by matteocazzulani on December 30, 2010

La Leader dell’Opposizione Democratica più di 10 ore in Procura. Negati interruzione ed acqua. Tra poche ore nuovo interrogatorio

 

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, prima dell'interrogatorio

Dieci ore di interrogatorio. Senza pausa, né cibo. Queste le cifre dell’Ucraina di Janukovych. Un vero e proprio regime autoritario, che sta colpendo allo sfinimento la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

 

Convocata in Procura dalle 10 del mattino, l’anima della Rivoluzione Arancione è stata rilasciata circa a mezzanotte. Per di più, dalle 18 sta rispondendo ai giudici senza il suo avvocato, costretto ad allontanarsi per motivi lavorativi.

 

Ma non è finita. Come comunicato alla fine dell’interrogatorio, la Leader dell’Opposizione Democratica è attesa in Procura tra 11 ore.

 

“Julija Tymoshenko ha chiesto il rinvio – riporta una nota sul suo sito internet, firmata dall’addetta stampa, Maryna Soroka – ma le è stato negato. Così come una pausa per nutrirsi”.

 

Dinnanzi alla Procura, una cinquantina di sostenitori in presidio dell’edificio dall’inizio dell’interrogatorio.

 

Solidarietà all’anima della Rivoluzione Arancione

 

Lecito ricordare che, ai danni della Leader dell’Opposizione Democratica, è stato aperto un processo per uso improprio del finanziamento per il protocollo di Kyoto al pagamento delle pensioni. Peraltro, in un periodo di crisi economica.

 

Inoltre, la Lady di Ferro ucraina è accusata di acquisto illecito di ambulanze, necessarie per migliorare la situazione sanitaria del Paese.

 

Condanna della repressione ai danni di Julija Tymoshenko è stata espressa da Partito Popolare Europeo ed USA.

 

La Voce Arancione si unisce ad essi, e condanna il terrore politico orchestrato contro l’unico difensore di un’Ucraina Giusta, democratica, Indipendente ed europea.

 

Matteo Cazzulani

UCRAINA: BILANCIO E PENSIONI ALLA RADA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 14, 2010

Il Parlamento ucraino allo studio di un pacchetto di riforme di considerevole importanza. Il Capo di Stato allontana il Paese dall’UE. L’Opposizione Democratica promette battaglia

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Sulla Rada prevista tempesta. Nella giornata di lunedì, 13 dicembre, lo Speaker dal Parlamento, Volodymyr Lytvyn, ha fissato le tappe per l’approvazione di bilancio e riforma delle pensioni. Due provvedimenti urgenti, che saranno esaminati a partire dalle prossime sedute.

A riguardo, sono arrivate le osservazioni del Presidente, Viktor Janukovych, che ha invitato il Premier, Mykola Azarov, a ridurre il deficit al 3,5%. Un obiettivo che il bilancio intende centrare con una minore redistribuzione del PIL, tagli al funzionamento dello Stato, una revisione delle paghe sociali, ed un incremento della pressione su piccola e media impresa.

Inoltre, il Capo di Stato ucraino ha incaricato il Parlamento di approvare, quanto prima, la riforma delle pensioni, con l’innalzamnto dell’età lavorativa a 65 anni per gli uomini, ed a 60 per le donne. Accanto ad essa, la riforma dell’amministrazione pubblica, già iniziata negli ultimi giorni, con la redistribuzione di alcuni ministeri.

Infine, con un decreto, Janukovych ha fissato le linee della politica estera, implementando l’allontanamento dall’Unione Europea. Nello specifico, il Presidente ucraino ha subordinato l’integrazione con l’UE alla creazione della zona di libero mercato, con l’apertura del sistema energetico del Vechio Continente all’Ucraina. Nel contempo, ha invitato a rafforzare il ruolo di Kyiv nell’Unione Doganale con Russia, Bielorussa e Kazakhstan. Ed a rinsaldare la collaborazione con Canada, ed altri partner strategici.

Le controproposte dell’Opposizione Democratica

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Forte la condanna dell’Opposizione Democratica. La cui Leader, Julija Tymoshenko, ha commentato le riforme di Janukovych come purghe politiche, atte all’eliminazione dalle strutture di governo di chi non appartiene al Partija Rehioniv — la forza politica, egemone nel Paese, di Presidente, Premier, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri. Secondo la Lady di Ferro ucraina, ad essere colpiti sarebbero gli alleati del partito del potere: comunisti e Narodna Partija.

Critiche anche sul bilancio, definito dal vice capogruppo del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Andrij Kozhem’jakin, il più antiprofessionale mai elaborato da quando il Paese è indipendente. Ad essere contestate, soprattutto, le spese per ministeri cancellati da pochi giorni dal rimpasto di governo, ordinato dallo stesso Janukovych. Accanto a ciò, l’estremo ritardo, di circa due mesi, con cui il budget è approdato in Parlamento.

Infine, il Deputato Nazionale del principale partito dell’Opposizione Democratica ha affermato che Bat’kivshchyna ha registrato 5 proposte di legge per innalzare le paghe sociali. Una promessa elettorale di Janukovych. Che, tuttavia, il Presidente non è stato in grado di mantenere.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JANUKOVYCH VETA CODICE FISCALE. NESSUNO GLI CREDE

Posted in Uncategorized by matteocazzulani on November 30, 2010

L’Esame definitivo del documento, giovedì, in Parlamento. Scettici manifestanti ed Opposizione Democratica: “E’ il solito inganno, non ci arrendiamo”

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Le autorità in difficoltà ci provano con il teatrino. Dopo più di due settimane di proteste, martedì, 30 novembre, il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, ha posto il veto sul Codice Fiscale.

Il documento, contestato da 10 mila imprenditori e lavoratori, accampati sul Majdan Nezalezhnosti, è stato rinviato per emendamenti al gruppo di lavoro per le questioni fiscali, composto dal premier, Mykola Azarov, dal Primo Vice Premier, Andrij Kljujev, dal vice premier Borys Kolesnikov, dal Ministro della Giustizia, Oleksandr Lavrynovych, e dal primo vice capo dell’Amministrazione Presidenziale, Iryna Akimova.

Il testo definitivo è atteso in Parlamento per giovedì. Modificato, con l’ausilio di esponenti della manifestazione.

Una decisione importante, annunciata all’aeroporto di Kyiv-Borispil’, immediatamente prima della partenza per Astana. Una vittoria apparente per i dimostranti. I quali, tuttavia, hanno invitato alla prudenza, e dichiarato di non credere alla mossa di Janukovych.

Infatti, i rappresentanti dell’organizzazione Vidsich, tra le più attive nell’organizzazione delle dimostrazioni, hanno spiegato di non aver ricevuto alcun invito dal governo per discutere il documento. E, di conseguenza, di non conoscere chi li rappresenterà.

Inoltre, il capo della Federazione dei Piccoli e Medi Imprenditori, V’jacheslav Roj, ha spiegato di non aver raggiunto che il primo dei tre obiettivi. Pur applaudendo il veto del Presidente, il Majdan continua a battersi per dimissioni del governo, ed elezioni anticipate.

Sulla medesima onda, l’Opposizione Democratica. Alla comunicazione della notizia, il capogruppo del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Andrij Kozhem’jakin, ha dichiarato di aspettarsi alla Rada un siparietto, con cui il provvedimento, minimamente emendato, sarà comunque approvato.

Le reazioni in Parlamento

Il capogruppo del BJuT-Bat'kivshchyna, Andrij Kozhem'jakin

Inoltre, il politico ha ribadito che la forza politica dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, presenterà un progetto alternativo, per l’introduzione di un corpo di polizia ad hoc contro la corruzione, di un fondo pensionistico generale, e di agevolazioni per piccoli e medi imprenditori.

Pronta la reazione anche della maggioranza. Il capogruppo del Partija Rehioniv, Oleksandr Jefremov, si è detto pronto ad accettare i cambiamenti proposti dal gruppo di lavoro del governo. Inoltre, l’esponente del partito del potere si è giustificato per le imperfezioni del documento, già esaminato alla Rada in prima e seconda lettura.

Lecito ricordare che il Codice Fiscale prevede l’incremento della pressione su piccola e media impresa, per compensare sgravi ai grandi industriali, sponsor del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono Presidente, Premier, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Inoltre, il sistema di tassazione più liberale d’Europa, come lo ha definito Azarov, introduce la responsabilità del lavoratore, il monitoraggio dell’attività, ed il divieto di associazione per i sindacati.

Approvato a ritmo di forza dalla maggioranza, senza possibilità di emendamenti per l’Opposizione Democratica, il provvedimento è stato aspramente contestato da 10 mila persone, accampatesi sulla piazza centrale della Capitale.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: IL CONSIGLIO D’EUROPA CRITICA IL REGRESSO DEMOCRATICO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 6, 2010

Il Consiglio d’Europa approva una risoluzione di condanna del regresso della democrazia in Ucraina, ed esorta Kyiv a rientrare negli standard europei. Contestato il mancato rispetto di Opposizioni e Libertà di Stampa e di Parola. I democratici ucraini in allarme. La maggioranza: “L’opposizione non esiste più”

Il logo del Consiglio d'Europa

Il Consiglio d’Europa tira le orecchie a Janukovych. Nella giornata di martedì, 5 ottobre, l’Assemblea parlamentare del Vecchio continente ha criticato il regresso democratico ucraino degli ultimi mesi, ed invitato Kyiv ad approntare urgenti misure correttive per rispettare i parametri europei.

Colpiti giornalisti, opposizione, e media indipendenti

Nel testo della risoluzione, approvata da 102 consiglieri sui 109 presenti, con il solo voto contrario del rappresentante russo, Bruxelles ha espresso forte allarme per il continuo mancato rispetto dei principi democratici e delle libertà fondamentali, in primis quella di stampa e di parola. Nello specifico, a preoccupare l’Europa è la condizione di giornalisti, media indipendenti, ed oppositori politici, su cui le autorità esercitano costante pressione e controllo.

Gija Gongadze, giornalista di opposizione ucciso nel 2000.

L’esponente del Lichtenstein, Renate Volvend, relatrice del capitolo, ha fatto espresso riferimento alla misteriosa sparizione del giornalista di opposizione Vasyl’ Klyment’jev, alla chiusura delle indagini sull’omicidio Gongadze – di cui è stato incolpato l’ex ministro dell’interno, suicidatosi nel 2005 – alla sottrazione di frequenze al 5 Kanal e TVI, e al tentativo di approvare una legge per limitare il diritto di manifestazione – impedita, la scorsa estate, da una mobilitazione di piazza.

Allarme è stato espresso anche dinnanzi al ruolo dei servizi segreti ucraini, spesso adoperati per controllare l’operato di cronisti, attivisti ONG ed oppositori.

“Vorrei porre l’attenzione sull’intrusione dei servizi segreti ucraini nella vita privata di diversi giornalisti – ha dichiarato la rappresentante estone, Majlis Reps – la loro presenza è sempre più forte. Occorre un’immediata riforma per rispettare gli standard democratici”.

La prova delle amministrative. Il pasticcio della Costituzione

Il Presidente ucraino, Viktor Janukovych

Anche la preparazione delle elezioni amministrative, in programma il prossimo 31 ottobre, non ha soddisfatto Bruxelles. Il Comitato di Monitoraggio del Consiglio d’Europa ha dichiarato di temere manipolazioni del voto, ed invitato Kyiv a rispettare la volontà del popolo, sovrano in ogni democrazia.

A riguardo, Bruxelles è turbata dinnanzi alla registrazione di liste-clone di forze politiche dell’Opposizione, alla composizione delle commissioni elettorali locali, in cui le diverse forze politiche non sono equamente rappresentate, ed alla legge elettorale, che vieta la partecipazione alla competizione ad alleanze, blocchi e partiti registrati da meno di un anno.

Oltre alla risoluzione del Consiglio, è atteso il parere della Commissione di Venezia sul ripristino della Costituzione del 1996, che ha cancellato sei anni di sviluppo democratico ed aumentato a dismisura i Poteri del Capo dello Stato sul Parlamento, ora impossibilitato a controllarne l’operato.

Le prime indiscrezioni preannunciano l’ennesimo rimprovero nei confronti di Kyiv. Significativo, infatti, è un allegato alla risoluzione, che, a seguito dell’annullamento della Costituzione del 2004, invita la Rada ad un’ulteriore revisione delle norme della Carta Suprema, per adattarla agli standard europei.

Cancellato il Giorno dell’Opposizione

Il Deputato Nazionale del BJuT, Andrij Kozhem'jakin

Nonostante il cartellino giallo europeo, le prime ripercussioni politiche della decisione della Corte Costituzionale ucraina non hanno tardato a palesarsi. Semplificata la procedura di passaggio da un gruppo parlamentare ad un altro, già 8 deputati hanno cambiato casacca, ed aderito alla Coalizione di Governo.

Inoltre, la seduta del 6 ottobre, come quelle di ogni mercoledì, è stata l’ultima in cui la proposta dell’ordine del giorno è spettata all’Opposizione. Una regola, di alta maturità democratica, istituita a seguito della Rivoluzione Arancione. Cancellata, forse per sempre, dalla nuova maggioranza.

Per protesta, l’Opposizione democratica ha abbandonato la sala, e deciso di non designare propri membri nella Commissione Speciale incaricata di rivedere il regolamento parlamentare, alla luce del ripristino della vecchia Carta Suprema.

“Non contribuiremo alla restaurazione della vecchia Costituzione – ha dichiarato il deputato del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Andrij Kozhem’jakin – la Coalizione di governo ci sta imbavagliando”.

Il capogruppo del Partija Rehioniv, Oleksandr Jefremov

Secca, e chiara, la risposta della maggioranza, affidata al capogruppo del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente Janukovych, il premier, Mykola Azarov, ed i membri del Consiglio dei Ministri – Oleksandr Jefremov.

“Concordemente con la Costituzione del 1996, il concetto di opposizione non esiste più. Il BJuT e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona [i due gruppi dell’Opposizione Democratica alla Rada, n.d.a.] facciano quello che vogliono, ma non ci sarà più alcun giorno riservato al loro ordine del giorno”.   

Matteo Cazzulani