LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

L’Ucraina verso un Governo Yatsenyuk Bis

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 29, 2014

Il Premier uscente, vincitore del voto popolare, chiede la riconferma per se stesso e propone la formazione del nuovo Esecutivo sul modello della Commissione Europea, collegiale e compartecipato. Blocco Poroshenko, Batkivshchyna e Samopomich i Partiti che aderiscono alla maggioranza

Una coalizione aperta per un governo alla europea, basato su un programma di 3 pagine circa per realizzare 36 nuove leggi. Nella giornata di mercoledì, 29 Ottobre, il Premier ucraino, Arseniy Yatsenyuk, ha presentato le proposta di coalizione che il Fronte Popolare, forza politica di orientamento moderato da lui guidata, intende proporre a sostegno del nuovo Esecutivo.

Come riportato dallo stesso Yatsenyuk, la formazione del Governo deve avvenire mediante la presentazione, da parte delle forze politiche di orientamento democratico entrate in Parlamento, di candidature ai vari Dicasteri, le quali, così come avviene per la composizione della Commissione Europea, dovranno essere confermate dalle Commissioni competenti in audizioni pubbliche.

Tra gli invitati alla coalizione, Yatsenyuk, il cui Fronte Popolare ha ottenuto il 22% dei consensi, ha citato in primo luogo il Blocco Poroshenko, coalizione di Partiti centristi e moderati a sostegno del Presidente ucraino, Petro Poroshenko, che alle recenti elezioni ha ottenuto il 21% dei voti.

Il secondo Partito invitato a fare parte della maggioranza di Governo è Batkivshchyna, la forza di orientamento social-popolare-democratico dell’ex-Premier, Yulia Tymoshenko, che nelle Elezioni Parlamentari ha ottenuto il 5% dei consensi.

Oltre alle tre tradizionali forze del campo democratico, Yatsenyuk ha anche invitato alle consultazioni per la creazione del nuovo Governo sia il Movimento di ispirazione cristiano-democratica e filo occidentale Samopomich, la forza partitica del Sindaco di Leopoli, Andriy Sadoviy, classificatasi terza con l’11% dei voti, che il Partito Radicale ucraino del populista Oleh Lyashko, che ha ottenuto il 7% dei voti.

Per quanto riguarda il Fronte Popolare, Yatsenyuk ha presentato la propria candidatura alla carica di Premier, ed ha ventilato l’ipotesi di presentare esponenti del suo Partito, che ha ottenuto la maggioranza relativa nelle ultime elezioni parlamentari -ed ha quindi il diritto di avanzare le candidature più prestigiose- per la guida del Ministero dell’Economia, della Giustizia e degli Interni.

Dal punto di vista programmatico, l’accordo di coalizione proposto da Yatsenyuk prevede la promessa, da parte degli alleati di governo, di approvare di più di trenta leggi per attuare tutti i punti dell’Accordo di Associazione tra l’Ucraina e l’Unione Europea e stabilizzare la situazione economica del Paese, tra cui una legge contro la corruzione, la riforma del sistema degli investimenti, del settore agrario e della difesa.

I punti dell’accordo di coalizione di Yatsenyuk collimano con il programma del Presidente Poroshenko, noto come “Strategia 2020”, che prevede l’armonizzazione delle strutture economiche, giuridiche ed istituzionali agli standard europei per permettere all’Ucraina di presentare la domanda ufficiale di membership all’UE entro il 2019.

Tuttavia, il Blocco Poroshenko, che solo grazie alla vittoria di propri candidati in molti dei collegi uninominali, da cui sono stati eletti la metà dei Parlamentari, possiede la maggioranza dei seggi in Parlamento, ha presentato un proprio accordo di coalizione, che prevede la creazione di un’Assemblea di Coalizione e di un Consiglio della Coalizione: una sorta di parlamento e governo interni alla maggioranza in cui devono essere discusse ed approvate tutte le decisioni.

Per quanto riguarda la distribuzione dei Ministeri nel Governo, il Blocco Poroshenko sembra sostenere senza problemi la riconferma di Yatsenyuk, ma ha richiesto per un proprio esponente la guida del Ministero degli Interni, che con tutta probabilità sarà diviso in due sottoministeri.

La Tymoshenko rinuncia alla poltrona

Pronta alla proposta di accordo di Yatsenyuk è stata la risposta di Yulia Tymoshenko, che ha dichiarato la volontà di Batkivshchyna di partecipare alla maggioranza senza, tuttavia, ambire ad alcun posto nel Governo.

Nello specifico, la Tymoshenko ha sottolineato di essere interessata ad attuare al più presto i punti fondamentali del programma di Batkivshchyna, come il rafforzamento dei legami con la Comunità Euroatlantica, l’indizione di un referendum per l’abolizione dello status di neutralità e per l’ingresso dell’Ucraina nella NATO, e la lustrazione di tutte le personalità colluse con il regime dell’ex-Presidente, Viktor Yanukovych.

Reazione all’invito di Yatsenyuk è provenuta anche da Samopomich, che si è detta interessata a sostenere un Governo di professionisti senza alcuna spartizione secondo logiche partitiche.

Nello specifico, Samopomich ha richiesto l’abolizione immediata dell’immunità parlamentare, e l’espulsione dalla maggioranza dei deputati che hanno votato a favore delle leggi liberticide imposte dall’ex-Presidente Yanukovych lo scorso 16 Gennaio per reprimere le dimostrazioni pacifiche e democratiche sul Maidan.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Elezioni in Ucraina: il Premier Yatsenyuk supera Poroshenko al proporzionale e detta le condizioni al Presidente per il nuovo Governo

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 27, 2014

Il Fronte Popolare del Premier ucraino sorpassa il Blocco Poroshenko al proporzionale, ma con la somma del maggioritario la lista del Presidente mantiene comunque la maggior parte dei seggi. Il movimento Samopomich del Sindaco di Leopoli, Andriy Sadoviy, e il Partito di Yulia Tymoshenko, Batkivshchyna, invitati a fare parte della coalizione

Un sorpasso inaspettato, anche se solo virtuale, che rafforza la posizione del Premier sul Presidente. Nella giornata di lunedì, 27 Ottobre, il moderato Fronte Popolare del Premier ucraino, Arseniy Yatsenuyk, ha superato, di una manciata di voti, il Blocco Poroshenko: lista composta da partiti centristi e moderati -Solidarnist, UDAR e Terza Repubblica Ucraina- in sostegno al Presidente, Petro Poroshenko.

Al 70% delle schede scrutinate -un dato oramai quasi stabilizzato- il Fronte del Premier Yatsenyuk ha ottenuto il 21,82% dei voti, mentre il Blocco del Presidente è fermo al 21,45%.

Nello specifico, il Blocco Poroshenko ha ottenuto il massimo sostegno nelle Oblast di Vynnitsya -la città natale del Presidente- e in Transcarpazia, la regione dell’alleato politico del Presidente Viktor Baloha.

Da parte sua, il Fronte Popolare è stato il più votato nelle regioni di Ternopil e Ivano-Frankivsk, mentre buono è stato il risultato anche in Bucovina: la zona di provenienza del Premier Yatsenyuk.

Nonostante la prevalenza del Fronte Popolare, il Blocco Poroshenko può comunque contare sula maggioranza dei seggi in Parlamento grazie alle vittorie di candidati dello schieramento del Presidente in diversi collegi uninominali, dai quali viene eletto il 50% dei nuovi deputati nazionali.

Come dichiarato dal Presidente Poroshenko a poche ore dalle prime rilevazioni, il Blocco Poroshenko considera il Fronte Popolare il naturale alleato per una coalizione di Governo che porti l’Ucraina a modernizzare le strutture economiche e finanziare agli standard dell’Unione Europea per permettere a Kyiv di presentare la domanda ufficiale di membership nell’UE entro il 2019.

A sua volta, il Premier Yatsenyuk ha colto l’invito, sottolineando che, preso atto dell’equilibrio sancito dalla quota proporzionale dei consensi, la nomina del Premier e dei Ministri di Interni, Giustizia e Finanze spettano al Fronte Popolare, che intende anche continuare con la sistemazione del bilancio statale già avviata dal Governo uscente.

Oltre al Blocco Poroshenko e al Fronte Popolare, la coalizione sarà quasi certamente allargata anche ad altri soggetti politici, tra cui Samopomich: Partito di orientamento cristiano-democratico e filo-occidentale, capace di raccogliere l’11% dei voti, formato da poco più di un mese dal Sindaco di Leopoli, Andriy Sadoviy.

Oltre che a Leopoli, Samopomich ha ottenuto ampi consensi anche nella città di Kyiv e in diversi collegi all’Estero, tra cui quello di Roma e persino quello di Mosca.

Secondo quanto dichiarato dal Capolista del Blocco Poroshenko, l’ex-Ministro degli Interni Yuri Lutsenko, oltre a Samopomich, la coalizione sarà allargata anche a Batkivshchyna: il Partito dell’ex-Premier Yulia Tymoshenko, di orientamento social-popolare-patriottico, che ha ottenuto il 5% dei consensi.

Filo-russi, populisti e ultraconservatori fuori dal Governo

Fuori dalla coalizione, sempre secondo Lutsenko, sono destinati a stare sia il Blocco di Opposizione, composto da filorussi sostenitori dell’ex-Presidente Viktor Yanukovych, che il Partito Radicale di Ucraina del populista Oleh Lyashko, fermi rispettivamente al 9% e al 7% dei consensi.

Dal punto di vista regionale, il Blocco di Opposizione ha vinto nelle regioni orientali del Paese, mentre il Partito Radicale ha avuto la meglio solo nella Oblast di Chernihiv, di dove Lyashko è originario.

Inoltre, escluso dal Parlamento, e quindi fuori dalla coalizione, resta anche l’ultraconservatore Svoboda, che spesso è stato additato dalla propaganda del Cremlino come Partito nazista.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Elezioni in Ucraina: si va verso una coalizione filo-occidentale

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 26, 2014

Il Presidente ucraino, Petro Poroshenko, il Premier Arseniy Yatsenyuk, e il Sindaco di Leopoli, Andriy Sadoviy, sono i vincitori della consultazione elettorale. L’ex-Premier Yulia Tymoshenko, il radicale populista Oleh Lyashko e gli ultra nazionalisti di Svoboda gli sconfitti dalle urne

I dati sono inequivocabili, tanto definiti al punto da permettere previsioni per i prossimi sviluppi politici in Ucraina. Nelle Elezioni Parlamentari anticipate ucraine di Domenica, 26 Ottobre, le forze filo-occidentali hanno ottenuto più del 50% dei consensi.

A vincere la consultazione è stato il Blocco Poroshenko: la lista del Presidente dell’Ucraina, Petro Poroshenko, formata da Patiti centristi e moderati -Solidarnist, UDAR e Terza Repubblica Ucraina- ha ottenuto il 23% dei consensi, staccando il moderato Fronte Popolare del Premier Arseniy Yatsenyuk, secondo, a sorpresa, con il 21% dei voti.

La vera sorpresa della consultazione è Samopomich, forza partitica di orientamento cristiano-democratico e filo-occidentale, fondata di recente dal Sindaco di Leopoli, Andriy Sadoviy, che ha raggiunto il terzo posto con il 13%: una percentuale che supera il consenso ottenuto dal Blocco di Opposizione, formato da sostenitori dell’ex-Presidente autocratico Viktor Yanukovych, fermo al 7% dei consensi.

Le altre tre forze ad entrare in Parlamento sono gli ultraconservatori di Svoboda e il Partito Radicale di Oleh Lyashko con il 6% dei consensi, mentre il Partito social-popolare-democratico Batkivshchyna dell’ex-Premier Yulia Tymoshenko si ferma al 5%.

Soddisfazione è stata espressa dal coordinatore del Blocco Poroshenko, l’ex-Ministro degli Interni Yuri Lutsenko, che ha sottolineato come il buon risultato della lista del Presidente sia stato atteso.

Blocco Poroshenko, Fronte Popolare e Samopomich hanno i numeri per una nuova coalizione

La nuova disposizione dei seggi nel Parlamento già lascia trasparire la possibilità di varare un Governo filo-occidentale sostenuto dal Blocco Poroshenko, dal Fronte Popolare e da Samopomich, alla cui guida il Presidente Poroshenko potrebbe quasi certamente confermare il Premier uscente Yatsenyuk.

Secondo quanto dichiarato da Poroshenko, la maggioranza deve portare a veloce approvazione il programma Strategia 20-20, che prevede la modernizzazione delle strutture del Paese in ambito giuridico ed economico agli standard dell’Unione Europea, così da permettere all’Ucraina di presentare la domanda di adesione all’UE entro il 2019.

Entrando in coalizione con il Fronte Popolare, il Blocco Poroshenko dovrà, inoltre, sia concedere maggiore attenzione alle misure di aggiustamento del bilancio dello Stato, già avviate durante l’attuale esecutivo, che incrementare le dotazioni finanziarie per l’esercito.

La maggioranza filo-occidentale assume ancora più importanza se si considera che, con la percentuale ottenuta da Svoboda e Batkivshchya, su alcuni temi le forze pro-europee possono sfiorare la maggioranza dei 2/3 dei seggi al Parlamento: un limite richiesto per mutare alcuni articoli della Costituzione o per assumere altre decisioni di alta importanza.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Ucraina: vademecum delle Elezioni

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 25, 2014

Il 43% degli gli ucraini è convinto che la consultazione possa portare a un miglioramento della vita politica del Paese, mente il 57% ritiene che votare sia un dovere morale. L’ampia offerta elettorale certifica la maturità democratica di Kyiv, ma lascia anche la porta aperta al rischio litigiosità

La speranza, la democrazia e la paura sono gli elementi che caratterizzano le Elezioni Parlamentari ucraine di Domenica, 26 Ottobre: le prime dal ripristino della democrazia in Ucraina dopo l’epoca autoritaria dell’ex-Presidente Viktor Yanukovych, responsabile di avere falsificato le precedenti consultazioni per il rinnovo del Parlamento nel 2012.

La speranza degli ucraini nelle elezioni è insita nel desiderio di cambiamento della vita politica, verso un rinnovamento che sia non solo di Partiti e personalità, ma anche e sopratutto di idee, energie e motivazioni.

A confermare la grande attesa degli ucraini nei confronti delle elezioni è un sondaggio, realizzato dal Fondo delle Iniziative Democratiche Kurcheriv, che ha certificato come il 43% degli intervistati creda che la consultazione possa davvero cambiare in meglio la situazione politica del Paese, mente il 57% degli intenzionati a votare ritiene che recarsi alle urne sia un dovere morale legato ad un diritto civico che vale la le a di esercitare.

Oltre che da quest’ultimo dato, la maturità democratica degli ucraini è dimostrata anche dall’ampia offerta politica che anima la competizione elettorale: un largo numero di Partiti, Blocchi e liste lasciano infatti ancora molto incerto sia il risultato che la conformazione della maggioranza parlamentare a sostegno del prossimo Governo.

La principale forza in campo è il Blocco Poroshenko, una coalizione di Partiti centristi e moderati -Solidarnist, Terza Repubblica Ucraina e UDAR- che propone pieno sostegno al Presidente, Petro Poroshenko, e al suo programma, basato sull’adattamento del sistema giudiziario, economico e bancario agli standard dell’Unione Europea, così da permettere all’Ucraina di presentare la domanda di adesione all’UE entro i prossimi 5 anni.

La seconda forza politica in campo è Batkivshchyna, il Partito, di orientamento social-popolare-democratico dell’ex-Premier Yulia Tymoshenko, che, forte dell’esperienza accumulata durante la sua lunga esperienza alla guida del Governo ucraino durante l’epoca “arancione”, propone il rafforzamento dei legami diplomatici dell’Ucraina con le cancellerie dell’Occidente, l’integrazione di Kyiv nella NATO, e la lotta alla corruzione.

Altra forza in campo è il Fronte Popolare, schieramento di orientamento moderato guidato dal Premier, Arseniy Yatsenyuk, e dallo Speaker del Parlamento, Oleksandr Turchynov, che propone il rafforzamento delle difese dello Stato con maggiore attenzione alle forze armate e alla continuazione della politica economica volta alla sistemazione del bilancio statale avviata dall’attuale Governo.

Più a sinistra, ma in ambito populista, si situa il Partito Radicale di Ucraina di Oleh Lyashko, che propone un misto di promesse di carattere sociale e militare, volto ad incrementare le paghe previdenziali e, allo stesso tempo, incrementare le uscite di bilancio per armare l’esercito nel Donbas.

Altre forze politiche che potrebbero entrare in Parlamento sono Samopomich, nata da associazioni apartitiche, la moderata Hromadska Pozytsya, il Blocco di Opposizione e Sylna Ukrayina: due forze, queste ultime, che derivano dal Partito delle Regioni dell’ex-Presidente Yanukovych.

Secondo tutti i sondaggi, il Blocco Poroshenko dovrebbe ottenere una facile vittoria con una forbice tra il 25% e il 30%, mentre dubbi permangono sul secondo posto: secondo alcune rilevazioni, Batkivshchyna si situerebbe dietro alla lista del Presidente con il 9% dei consensi, mentre altri sondaggi danno il Partito Radicale di Ucraina davanti alla Tymoshenko, con il 12%.

Oscillante è anche il risultato del Fronte Popolare, che se da alcuni sondaggi è dato al quarto posto con il 7% dei consensi, da altri è stimato al 10%: un’oscillazione che lo proietta sicuramente davanti alla moderata Hromadyanska Pozytsya e al Blocco di Opposizione, gli eredi di Yanukovych, dati rispettivamente tra il 5% e il 7% e al 5%.

A sorpresa, infine, un recente sondaggio ha stimato che il sostegno al Partito Samopomich, potrebbe toccare quota 8%: un risultato che gli permetterebbe di scavalcare molte altre liste, tra cui le ben quotate Batkivshchyna e Fronte Popolare.

Ancora incertezza sulla maggioranza di Governo

Ultimo elemento delle elezioni parlamentari ucraine è la paura, dettata sopratutto dalla guerra, che ancora non è del tutto cessata nel Donbas per via della permanenza di reparti dell’esercito russo in alcune zone del Paese, dove svolgere le operazioni di voto sarà compito delicato.

Dall’altro, la paura, per meglio dire il timore, è legata alla possibile riedizione dello scenario seguente a quello della Rivoluzione Arancione, quando le forze del campo democratico, dopo avere battuto Yanukovych nelle Elezioni Presidenziali del 2004, si sono divise per via dei continui litigi tra il Presidente Viktor Yushchenko e l’allora Capo del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa Petro Poroshenko da un lato, e il Premier Yulia Tymoshenko e l’allora Capo dei Servizi Segreti ucraini Oleksandr Tyrchynov dall’altro.

Il timore di una frattura tra le forze democratiche sembra essere confermato da voci insistenti che testimonierebbero la volontà del Presidente Poroshenko di creare una colazione con il Fronte Popolare ed altre forze minori pur di isolare Batkivshchyna, in quanto il dissidio tra il Capo di Stato e la Tymoshenko non è stato ancora del tutto superato.

Secondo quanto riportato dall’autorevole Reuters, Poroshenko starebbe addirittura valutando l’opportunità di una coalizione con i radicali: un’ipotesi molto azzardata che pregiudicherebbe una possibile coalizione tra il Blocco del Presidente e il Fronte Popolare.

Lyashko, infatti, dopo avere rinunciato all’offerta di ricoprire il ruolo di Speaker del Parlamento rivoltagli da Poroshenko, ha reso noto di ambire al ruolo di Premier, a cui, tuttavia, l’attuale Capo del Governo Yatsenyuk, leader del Fronte Popolare, aspira ad essere confermato.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Spartizione dell’Ucraina tra Russia e Polonia: Putin crea un nuovo caso Sikorski per nuocere Tusk in Europa

Posted in Polonia by matteocazzulani on October 22, 2014

Il Presidente della Camera Bassa del Parlamento polacco accusato di avere taciuto la proposta che Putin ha fatto all’ex-Premier, Donald Tusk, di spartizione dell’Ucraina tra Polonia e Russia. L’ex-Ministro degli Esteri si difende, ma riceve forti attacchi sia dalle opposizioni che da suoi stessi colleghi di Partito

Le personalità di spessore che perseguono una linea ben precisa non sono solo oggetto di invidia in Paesi culturalmente in crisi come l’Italia. Essi sono anche dei bersagli scelti, da parte di nemici, avversari e persino del fuoco amico, in un’area del Mondo particolarmente calda, come l’Europa Centro-Orientale.

Nella giornata di martedì, 21 Ottobre, Radoslaw Sikorski, il Presidente della Camera Bassa del Parlamento polacco -leggasi Maresciallo del Sejm, ossia la seconda Carica dello Stato- è stato al centro di uno scandalo politico per via di alcune dichiarazioni rilasciate al portale di informazione politica statunitense Politico.

Come riportato all’influente testata USA, Sikorski, durante il suo primo anno alla guida del Ministero degli Esteri polacco, nel 2008, ha saputo da canali ufficiali che il Presidente russo, Vladimir Putin, ha proposto al Premier polacco, Donald Tusk, la spartizione del territorio dell’Ucraina tra Russia e Polonia.

Nello specifico, Putin avrebbe proposto a Tusk -che secondo Sikorski avrebbe taciuto, sapendo di essere registrato- di prendere il possesso della città di Leopoli in quanto appartenuta alla Polonia per molti anni. In cambio, la Russia avrebbe avuto mano libera ad annettere le Oblast di Kharkiv e Dnipropetrovsk, ubicate nell’est del Paese.

“La proposta di Putin era palesemente una provocazione che non andava nemmeno presa in considerazione, anche se si è rivelata essere realistica dopo che, lo scorso Marzo, la Russia ha annesso militarmente la Crimea, de facto avviando una spartizione dell’Ucraina a cui la Polonia non ha intenzione alcuna di partecipare” ha dichiarato Sikorski, in un’intervista all’autorevole Gazeta Wyborcza, a spiegazione dell’accaduto.

Le giustificazioni del Maresciallo del Sejm non sono bastate a placare la protesta di molti in Polonia, a partire da Jarosław Kaczynski, il Capo del principale Partito di Opposizione, il conservatore Diritto e Giustizia -PiS- che ha annunciato la presentazione di una mozione di sfiducia per Sikorski, a cui ha dichiarato il suo appoggio anche l’opposizione socialdemocratica del Partito SLD.

Secondo Kaczynski, Sikorski, da Ministro degli Esteri, avrebbe dovuto informare della proposta di Putin sia l’allora Presidente, Lech Kaczynski, che il Comando Supremo della NATO.

Oltre a quello dell’Opposizione, a colpire Sikorski è stato anche il ‘fuoco amico’ di due personalità di spicco appartenenti alla Piattaforma Civica -PO- il Partito di orientamento cristiano-democratico-liberale a cui appartengono sia Sikorski che l’ex-Premier Tusk, che oggi è Presidente-Eletto del Consiglio Europeo.

Il Premier polacco, Ewa Kopacz, ha contestato Sikorski per avere rifiutato di rispondere alle domande dei giornalisti, mentre il nuovo Ministro degli Esteri, Grzegorz Schetyna, ha censurato la condotta del suo predecessore, nonché compagno di Partito.

Il caso Sikorski è il secondo del suo genere a riguardo del Maresciallo del Sejm, che negli ultimi mesi da Ministro degli Esteri è stato coinvolto in uno scandalo intercettazioni, attuato con tutta probabilità da agenti russi per eliminare dal Governo -come poi è avvenuto- il politico europeo responsabile del forte sostegno dato dall’Unione Europea ai manifestanti democratici in Ucraina.

Anche se questa volta involontariamente, Putin è riuscito a gettare l’ennesima ondata di discredito nei confronti di un politico giovane, molto ben preparato e in odore di carriera europea, sia in ambito internazionale che a livello nazionale.

Con la protesta dell’opposizione, e le critiche del Premier Kopacz e del Ministro Schetyna, Putin, sempre involontariamente questa volta, è riuscito a compattare un ampio fronte politico contro Sikorski, che ora rischia davvero di essere costretto a lasciare la Presidenza della Camera Bassa del Parlamento e, così, ad uscire definitivamente dalla vita politica polacca ed europea.

Oltre a Sikorski, l’obiettivo dello scandalo è anche l’ex-Premier polacco Tusk, che a breve è chiamato ad assumere la Presidenza del Consiglio Europeo: una carica che da prestigio e peso politico alla Polonia in seno all’Unione Europea, e che per questo non è accettata da Putin.

Essendo stato coinvolto nello scandalo, Tusk, che non ha commentato il caso Sikorski, potrebbe vedere essere messa in discussione la sua nomina a Capo di uno degli organi più importanti dell’UE.

Mosca insidia l’insegnamento di Giedroyc e Mieroszewski

L’opposizione nei confronti di Sikorski è anche legata ad una ragione storica e culturale polacca, ossia la rinuncia definitiva da parte della Polonia post-Solidarnosc alla città di Leopoli: un centro urbano e culturale storicamente polacco che Varsavia ha riconosciuto per sempre essere una parte integrante dell’Ucraina.

Tale decisione è stata assunta da tutti i Governi della Polonia libera sulla base della lungimirante visione di Jerzy Giedroyc e Juliusz Mieroszewski: pubblicisti del bimestrale dell’emigrazione polacca di Parigi che, nel secondo dopoguerra, hanno postulato la necessità di instaurare relazioni di amicizia e fratellanza tra una Polonia libera ed un’Ucraina indipendente, così da garantire la sicurezza nazionale sia di Varsavia, che dell’Europa.

Con la proposta di spartire l’Ucraina, Putin ha abilmente colpito nel cuore dei polacchi, che, pur accettando la ragion di stato dopo avere rinunciato per sempre ad ogni pretesa su Leopoli, sono tuttavia ancora particolarmente sensibili ad un possibile ritorno della capitale della Galizia alla Polonia.

Sikorski, rifiutando di prendere in considerazione la provocazione di Putin in merito alla spartizione dell’Ucraina, ha dimostrato un forte senso dell’interesse nazionale polacco, e, sopratutto, la capacità di evitare di cadere nel tranello che la Russia, per mantenere la sua leadership in Europa Centro-Orientale, ha sempre teso a Polonia e Ucraina: il divide et impera.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Elezioni in Ucraina. Poroshenko pronto a isolare la Tymoshenko

Posted in Uncategorized by matteocazzulani on October 20, 2014

Il Presidente ucraino propone un accordo di coalizione precedente al voto attorno ai principi supportati dal suo Blocco senza alcuna promessa di nomina a nessuna personalità. Il Premier accoglie l’invito, mentre l’ex-Premier incalza il Capo dello Stato su lotta alla corruzione e lustrazione

La coalizione di Governo si faccia prima delle Elezioni, anche se alla scadenza elettorale manca solo una settimana. Questo è stato l’appello agli elettori del Presidente dell’Ucraina, Petro Poroshenko, che, in occasione di un’intervista trasmessa da diversi canali del Paese, sabato, 18 Ottobre, ha dichiarato la sua intenzione di proporre ai partecipanti alle Elezioni Parlamentari di Domenica prossima una patto di coalizione.

Secondo Poroshenko, gli aderenti all’accordo di coalizione pre-urne devono accettare tutti i punti della Strategia di Riforma 2020, ossia il programma del Blocco Poroshenko: la lista che raggruppa forze partitiche di centro e moderate a supporto del Presidente.

Nello specifico, la ‘Strategia di Riforma 2020’ prevede l’armonizzazione agli standard europei del sistema giudiziario, del sistema degli investimenti, delle manovre volte allo snellimento della burocrazia e delle misure atte alla lotta alla corruzione in Ucraina.

“Nel caso venisse formata una coalizione in Parlamento non si tratterà più di quote di Partito, ma di veri e propri obblighi che ciascuna forza partitica avrà per realizzare il programma di Governo. La coalizione non sarà creata per tutelare nessuna personalità, ma per servire al bene del Paese” ha dichiarato il Presidente Poroshenko.

Le parole pronunciate da Poroshenko hanno suonato come un campanello d’allarme per il Premier, Arseniy Yatsenyuk, che con il suo Fronte Popolare, forza politica di orientamento moderato, spera di ottenere un numero sufficiente di voti per restare alla guida del Governo.

Nonostante in alcuni collegi il Blocco Poroshenko e il Fronte Popolare abbiano concordato candidature condivise, la lista del Presidente e la forza del Premier non hanno voluto stringere alcun patto di alleanza precedente alle Elezioni, ma si sono limitati ad una vaga promessa di collaborazione dopo il voto che ha lasciato trasparire una profonda frattura fra le due principali Cariche dello Stato.

Ciò nonostante, in un’intervista al canale ICTV, Domenica, 19 Ottobre, il Premier Yatsenyuk ha accolto con favore l’invito del Presidente, sostenendo che la coalizione deve essere varata al più presto.

Inoltre, Yatsenyuk ha ritenuto che la realizzazione dei punti dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina debba essere la vera priorità del nuovo Governo, che deve essere composto da facce nuove ed energie fresche.

Critiche alle parole di Yatsenyuk, e anche a quelle del Presidente Poroshenko, sono invece provenute da Yulia Tymoshenko, ex-Premier e Leader del Partito di orientamento social-popolar-democratico Batkivshchyna, che ha evidenziato come non si possa attuare alcun avvicinamento all’Europa senza prima avviare una lotta alla corruzione a tutto campo.

Come riportato durante un’intervista alla televisione Inter, la Tymoshenko ha evidenziato come, per tenere fede alle speranze di cambiamento del popolo ucraino, sia necessaria anche una totale lustrazione delle personalità colluse con il sistema di potere autoritario imposto nel Paese dall’ex-Presidente Yanukovych.

“Fino a quando la corruzione sarà istituzionalizzata e ben integrata nella nostra società non avrà alcun senso parlare di integrazione europea, né di riforme che possano avvicinare l’Ucraina agli standard europei. Come ci fanno notare in molti in Occidente, la caduta di Yanukovych non ha comportato la fine della corruzione, che ha cambiato cognomi ed è tuttora presente nel Paese” ha dichiarato la Tymoshenko, che è stata la principale vittima delle persecuzioni politiche dell’ex-Presidente ucraino.

Yatsenyuk e Lyashko già si contendono il Premierato

Lo scambio di battute tra Poroshenko, Yatsenyuk e Tymoshenko lascia presagire una corsa elettorale al fotofinish, con le tre principali forze del campo democratico fortemente in concorrenza tra loro, al punto da pregiudicare una possibile collaborazione in un Governo di coalizione.

Poroshenko, il cui Blocco è dato in testa dai principali sondaggi con il 30% dei consensi, avrebbe infatti l’intenzione di isolare la Tymoshenko dal Governo mettendo in minoranza Batkivshchyna, che è data seconda con il 9% dei voti dalle ultime rilevazioni sociologiche.

Come riportato dall’autorevole Reuters, il Presidente sarebbe disposto a creare una colazione con il Fronte Popolare, dato al 7%, aperta sia alla moderata Hromadyanska Pozytsya, data anch’essa al 7%, che al Partito Radicale di Ucraina, stimato al terzo posto con l’8% dei consensi.

L’ingresso del Partito Radicale nella coalizione provocherebbe un precedente scomodo per Poroshenko, dal momento in cui il Capo dei radicali, Oleh Lyashko, ha già fatto sapere di ambire alla poltrona di Premier, a cui il Leader del Fronte Popolare Yatsenyuk non intende affatto rinunciare.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Ucraina: vincitori e vinti del Vertice di Milano

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 17, 2014

Seppur privo di risultati, il vertice di Milano ha rappresentato un successo sia per il Premier italiano Matteo Renzi, che per il Presidente ucraino Petro Poroshenko, mentre il Capo di Stato russo, Vladimir Putin, si è rivelato essere sempre più isolato dalla Comunità Internazionale. La riedizione del ‘formato Normandia’ ha portato anche alla vittoria strategica del Cancelliere tedesco Angela Merkel e del Presidente francese Francois Hollande, che mantengono la regia della politica estera europea.

Philadelphia – Tante sono state le speranze riposte, forse in maniera troppo naive, sul vertice multilaterale di Milano, organizzato per risolvere il conflitto armato tra Ucraina e Russia a lato del vertice ASEM. Tuttavia, come prevedibile, pochi sono stati i passi in avanti compiuti per la risoluzione di un conflitto da cui dipende la sicurezza nazionale ed energetica dell’Europa.

Nella giornata di venerdì, 17 Ottobre, i Presidenti di Ucraina e Russia, Petro Poroshenko e Vladimir Putin, si sono incontrati a Milano, con la regia del Premier italiano Matteo Renzi, assieme al Cancelliere tedesco Angela Merkel, al Presidente francese Francois Hollande, al Primo Ministro britannico David Cameron, ai Presidenti di Commissione Europea e Consiglio Europeo, José Manuel Barroso e Herman Van Rompuy e al futuro Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Difesa dell’Unione Europea, Federica Mogherini.

Come dichiarato da Renzi alla fine del Vertice, pochi sono stati i risultati ottenuti nelle trattative, complice un’atmosfera difficile e improntata sulla reciproca diffidenza tra Poroshenko e Putin, che tuttavia, come dichiarato dal Premier italiano, hanno per la prima volta discusso in maniera franca e diretta.

Nello specifico, come ha illustrato Renzi, l’oggetto del Vertice è stata la regolazione del controllo del confine ucraino-russo e lo stato della realizzazione degli Accordi di Pace di Minsk, che prevedono il ritiro congiunto degli eserciti di Ucraina e Russia dal Donbass, regione che assieme alla Oblast di Luhansk riceverà da parte del Governo di Kyiv, una maggiore autonomia.

Parere negativo in merito ai risultati del vertice è stato espresso anche dal Presidente Poroshenko, che, come riportato dall’autorevole Reuters, si è detto tutt’altro che ottimista in merito a possibili soluzioni della crisi.

Positivo, invece, è stato il parere di Putin, che ha parlato di “incontro buono e positivo”, ed ha apprezzato la continuazione delle trattative con Poroshenko secondo il ‘formato Normandia’ che, oltre al Presidente ucraino, prevede la partecipazione solo di Germania e Francia.

A sua volta, la Merkel, come riportato dalla Deutsche Welle, ha sottolineato come di obiettivi importanti non ne siano stati affatto raggiunti, mentre il Primo Ministro britannico Cameron ha ricordato a Putin che, in caso di mancato rispetto degli accordi internazionali, l’UE applicherà nuove sanzioni alla Russia.

Dal Vertice di Milano, ad uscire come primo grande vincitore è senza dubbio Renzi, che ha dimostrato la capacità del Governo italiano di mantenere una posizione di mediazione tra Ucraina e Russia senza effettuare concessioni sui valori dell’Occidente -Democrazia, Diritti Umani, Pace e Libertà- né prendere una posizione ambigua che, in passato, ha portato il nostro Paese ad assumere atteggiamenti nemmeno troppo velatamente filorussi.

Altri vincitori si possono definire la Merkel e Hollande, che si sono avvalsi del modestissimo successo del Vertice di Milano per ripristinare il ‘formato Normandia’, così da lasciare la regia della politica estera europea nelle mani delle sole Germania e Francia.

Positiva è stata anche la performance di Poroshenko, che pur non avendo ottenuto risultati in direzione della pace, ha tuttavia dimostrato per l’ennesima volta di essere pronto al dialogo, anche a costo di dolorose concessioni per il suo Paese, pur di arrestare la guerra, che, è opportuno ricordare, l’Ucraina non ha voluto.

Lo sconfitto del vertice è senza dubbio Putin, che ha dimostrato di essere isolato da una Comunità Internazionale decisa a fare rispettare gli Accordi Internazionali e, sopratutto, l’integrità territoriale ucraina.

L’Europa sempre più debole a livello internazionale

Grande sconfitta è però anche l’Unione Europea, che non ha saputo cogliere l’occasione milanese per superare il complesso ‘carolingio’ di cui è sempre stata affetta.

Con la presenza al vertice di Milano delle sole Germania, Francia e Gran Bretagna -oltre all’Italia, che però ha ricoperto il ruolo di ‘padrone di casa’- l’UE ha dimenticato ancora una volta di coinvolgere nelle trattative di pace la Polonia.

Varsavia, per via della sua storia, molto simile a quella ucraina, avrebbe portato al tavolo un Paese in grado di leggere la questione ucraina con maggiore competenza rispetto alle più lontane -sia geograficamente che culturalmente- Germania e Francia.

Inoltre, la presenza della Polonia avrebbe dimostrato a Putin che l’UE non è disposta a tollerare un’escalation del conflitto ucraino anche in Europa Centro-Orientale, che, come dimostrato dai ripetuti sconfinamenti dell’areonautica militare russa in Estonia, Lettonia, Lituania, Svezia, Finlandia, Olanda e Gran Bretagna, è ad oggi un’ipotesi tutt’altro che peregrina.

Con l’esclusione di Varsavia dal formato milanese, l’Europa ha dimostrato di essere ancora troppo debole, arcaica, fortemente divisa al suo interno e per nulla al passo coi tempi.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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“Ucraina, gas e manette: il processo a Yulia Tymoshenko”. Intervista con l’autore Matteo Cazzulani su Radio Liberty

Posted in Editoriale by matteocazzulani on October 16, 2014

Roma – “Ucraina, gas e manette: il processo a Yulia Tymoshenko”: questo titolo è appena uscito in Italia. L’autore è il giovane analista politico milanese Matteo Cazzulani, che ha seguito il noto processo nel 2011 a Kyiv. Questo saggio-documentativo tratta anche delle Guerre del Gas tra Ucraina e Russia, della giustizia selettiva e dell’autoritarismo in Ucraina dimostrato dalla persecuzione del politico ucraino più noto in occidente. Nello stesso tempo, come sottolinea l’autore a Radio Liberty, il saggio non è un panegirico.

-Essendo stato Lei diretto osservatore del processo a Yulia Tymoshenko, come lo descrive?

“Questo processo è definibile come un Autodafé politico, ossia la pratica che ha portato gli integralisti cattolici a mandare al rogo gli ‘eretici’ in Spagna e Portogallo tra il XVI e il XVII secolo. Il processo a Yulia Tymoshenko è stato uno dei tanti Autodafé politici di cui si è servito Yanukovych [l’ex-Presidente ucraino, n.d.t.] per eliminare i suoi oppositori politici. Da un lato, il processo a Yulia Tymoshenko ha fiaccato il desiderio di giustizia e la capacità di reazione alle ingiustizie del popolo ucraino. Solo con il peggioramento della situazione interna e la mancata volontà di Yanukovych di formare l’accordo di associazione con l’UE, il popolo ucraino si è finalmente rivoltato, dando origine al nuovo Maidan”.

Alcuni ucraini ritengono che l’incarceramento dell’ex-Premier Tymoshenko ha giocato a suo favore, poiché altrimenti ci si sarebbe presto dimenticati di lei. Cosa ne pensa?

“Non credo che il processo abbia giovato a favore di Yulia Tymoshenko. È ovvio che oggi oggi lei è nota per essere la principale vittima della repressione del regime di Yanukovych, ma questa ‘gloria’ le è stata regalata dallo stesso Yanukovych in maniera inconsapevole. L’ex-Presidente non aveva lo scopo di rafforzare l’immagine della sua concorrente, ma secondo me ha agito in maniera impulsiva e incomprensibile, e così ha finito per rafforzare quella sua principale oppositrice che lui stesso voleva eliminare dalla politica per via giudiziaria”.

-Secondo i fatti descritti nel libro, Yulia Tymoshenko viene rappresentata come una donna decisa e coraggiosa in una società fortemente patriarcale e corrotta. Non è che Lei ha mitizzato un PO’ troppo la sua immagine?

“Il mio libro non è un panegirico di Yulia Tymoshenko. Io mi soffermo sul processo politico che ho osservato con i miei occhi e che ho analizzato in maniera approfondita. È così che Yulia Tymoshenko emerge essere una vittima di un processo politico. Tuttavia, tra le righe sostengo che nei confronti di Yulia Tymoshenko solamente in nuovo processo può appurare quanto effettivamente è avvenuto, anche se il mio obiettivo è solamente quello di presentare la violazione dei diritti umani durante l’era di Yanukovych. Quando alcuni media italiani definiscono ‘nazisti’ gli ucraini che si battono contro un regime autoritario sul Maidan, io dimostro che i veri nazisti sono semmai coloro che hanno sbattuto in galera gli oppositori politici”.

– Il Maidan di Kyiv ha liberato Yulia Tymoshenko ma non la ha accettata come sua leader. Che è successo? In che cosa ha sbagliato l’ex-Premier?

“Yulia Tymoshenko ha attuato una politica troppo personalistica, e non è stata abbastanza attenta al suo passato e, sopratutto, non ha fatto abbastanza chiarezza sui suoi passati legami con Pavlo Lazarenko. È normale che, come accade a tutti i politici carismatici, Yulia a Tymoshenko o la si ama, o la si odia. Ed è naturale che, dal momento in cui questo politico rimane per molto tempo al di fuori della vita politica reale, in scena appaiono nuovi leader e, purtroppo, il popolo dimentica troppo in fretta la sua precedente guida”.

– Dopo la liberazione, Yulia Tymoshenko ha perso una grossa fetta del suo elettorato, al punto che per la seconda volta ha perso le elezioni presidenziali. Come giudica le chance del suo partito nelle prossime elezioni parlamentari?

“Penso che il suo partito otterrà un’alta percentuale di consensi alle elezioni. Yulia Tymoshenko è in grande forma, è molto ben preparata e fa bene a puntare su due precisi punti nella sua campagna elettorale: integrazione dell’Ucraina nella NATO, e rafforzamento delle relazioni diplomatiche con i Paesi dell’Occidente al fine di rafforzare la posizione dell’Ucraina nella Comunità Euro atlantica. Credo che il suo Partito otterrà abbastanza voti da avere un forte peso in Parlamento e persino da ottenere almeno due posti nel Governo, tra cui il Ministero dell’Energia”.

– Ha avuto difficoltà a pubblicare questo libro in Italia. Perché?

“La maggior parte delle case editrici alle quali mi sono rivolto non ha ritenuto interessante pubblicare un libro sull’Ucraina e sulla violazione dei diritti umani rappresentata dal caso di Yulia Tymoshenko. Ciò mi lascia perplesso, poiché la storia che racconto non è inventata, ma presento ai lettori italiani fatti reali che hanno ripercussioni su tutta l’Europa. Spesso sono accreditato come una persona che sa tanto di Ucraina, e questo fa si che io possa ricoprire solo posti ‘di nicchia’ perché non rispetto certi ‘criteri’ tanto in voga in Italia, dove se ti occupi di Ucraina devi sempre tirare in ballo anche la Russia: parlare solo di Ucraina è pressoché impossibile.
Tuttavia, nel libro argomento che parlare della violazione dei diritti umani in Ucraina non è affatto una posizione anti-russa, anzi, ritengo che ciò sia molto ‘filo-russo’. Il processo di rafforzamento della democrazia in Ucraina si sviluppa molto lentamente, ma è destinato a interessare anche la Russia. C’è la speranza che anche questo Paese, la Russia, diventi un giorno anch’essa libera e democratica.

Con Matteo Cazzulani ha conversato Natalia Kudryk di Radio Liberty

Versione testuale dell’intervista qui

Versione audio del l’intervista qui

“Ucraina, gas e manette: il processo a Yulia Tymoshenko è acquistabile a questo link

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“Ucraina, gas e manette: il processo a Yulia Tymoshenko”. Gli highlights della presentazione

Posted in Uncategorized by matteocazzulani on October 14, 2014

Per chi ha partecipato da vicino e da lontano, per chi non ha potuto esserci per tutto il tempo della presentazione, e per chi non è proprio riuscito a venire, ripropongo una sintesi degli interventi del sottoscritto e degli ospiti dall’Ucraina, Yevhenia Tymoshenko e Hryhoriy Nemyria. Prossimamente, aggiungerò anche quelli degli intervenuti italiani: Patrizia Toia, Vinicio Peluffo, Carlo Borghetti

Venerdì, 3 Ottobre, a Milano, presso la Sala Gonfalone del Consiglio Regionale della Lombardia, è stato presentato “Ucraina, gas e manette: il processo a Yulia Tymoshenko”, il mio nuovo saggio-romanzo che prende spunto dal caso Tymoshenko -che ho seguito direttamente dalla sala di tribunale di Kyiv per alcuni media italiani- per parlare della situazione in Ucraina.

Alla presentazione di “Ucraina, gas e manette: il processo a Yulia Tymoshenko” -edito in collaborazione con Welfare Network, con una prefazione del Presidente del Gruppo S&D al Parlamento Europeo Gianni Pittella, sono intervenuti la figlia di Yulia Tymoshenko, Yevhenia Tymoshenko, e il Vicepremier del Governo Tymoshenko, attuale Presidente della Commissione Integrazione Europea del Parlamento ucraino, Hryhoriy Nemyria.

Oltre agli ospiti dall’Ucraina, alla presentazione del mio saggio-romanzo, a cui hanno preso parte da più di cento persone -a cui va tutta la mia gratitudine- sono intervenuti anche il Vicepresidente della Commissione Energia del Parlamento Europeo, Patrizia Toia, il Parlamentare Vinicio Peluffo, e il Consigliere Regionale della Lombardia Carlo Borghetti.

Nel mio intervento, ho sottolineato come “Ucraina, gas e manette: il processo a Yulia Tymoshenko” raccolga quattro filoni principali: diritti umani violati da parte di un sistema di potere autoritario, precaria situazione geopolitica di un Paese che cerca di voltare pagina da un passato difficile, dipendenza energetica di uno Stato collocato tra Europa e Russia, questione femminile in una società particolarmente complessa.

Da parte sua, Yevhenia Tymoshenko ha evidenziato come il titolo del mio nuovo saggio-romanzo ben spieghi che, in Ucraina, l’indipendenza energetica equivale all’indipendenza politica: proprio per questa ragione, sua madre, che da Premier del Paese ha accettato condizioni onerose imposte da Mosca pur di garantire il flusso di gas russo per il mercato ucraino e per quello europeo, è stata sottoposta a un processo politico che ha certificato il regresso democratico di Kyiv durante l’era Yanukovych.

Hryhoriy Nemyria ha illustrato come “Ucraina, gas e manette: il processo a Yulia Tymoshenko” possa essere letto come la storia di una donna condannata da un sistema di potere contrario al suo attivismo energico e coraggioso. Il Politico ucraino ha poi dichiarato che questo saggio-romanzo deve interessare tutti gli italiani, in quanto i fatti narrati hanno luogo in un Paese, l’Ucraina, che è parte integrante dell’Europa per ragioni culturali, storiche, economiche ed energetiche.

Alla presentazione di “Ucraina, gas e manette: il processo a Yulia Tymoshenko” hanno preso parte, tra gli altri, anche il Presidente de LITALIAINTESTA, Paolo Briziobello, il Governatore del Distretto Italia di Filitalia International, Daniele Marconcini, il Presidente dell’Associazione Eueopea “Italia-Ucraina-Maidan” Fabio Prevedello, la Presidente dell’Associazione “Vidrodzhennya Ukrayiny” Dana Kuchmash, la Vice Console ucraina a Milano, Viktoria Zherobkina, i Consiglieri Regionali della Lombardia Laura Barzaghi e Raffaele Straniero.

Le riprese video sono state effettuate da Alberto Gabrieli, il montaggio è a cura di Eleonora Rizzi. La copertina è stata ideata e realizzata da Giuseppe Taverna.

Il libro è acquistabile on-line al seguente link – http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/ucraina-gas-e-manette-il-processo-a-yulia-tymoshenko.html#.VDp5v2IaySP

Matteo Cazzulani
Autore di “Ucraina, gas e manette: il processo a Yulia Tymoshenko”
matteo.cazzulani.uagasmanette@gmail.com

Ucraina: i Partiti democratici verso candidature uniche al maggioritario

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 13, 2014

Il Blocco Poroshenko del Presidente ucraino, il Partito Batkivshchyna della Leader del campo democratico Yulia Tymoshenko, e il Fronte Popolare dell’attuale Premier Arseniy Yatsenyuk concordano candidati comuni per i collegi in cui sono forti esponenti indipendenti legati all’ex-Presidente Viktor Yanukovych. La Legge Elettorale assegna il 50% dei seggi su base maggioritaria, mentre l’altra metà è distribuita secondo un sistema proporzionale con liste bloccate

L’ex-Presidente Viktor Yanukovych è stato destituito dalla pacifica Rivoluzione della Dignità dello scorso Febbraio, ma i suoi esponenti politici potrebbero formare una nuova maggioranza in Parlamento ottenendo seggi nei collegi maggioritari alle prossime Elezioni Parlamentari ucraine.

Questo è il timore che ha spinto le forze politiche dello schieramento democratico ucraino a concordare candidature uniche in alcuni collegi delle Oblast di Odessa, Zaporizhzhya, Kherson e Zhytomir: regioni in cui sono molto forti candidati indipendenti legati all’establishment di Yanukovych, l’ex-Presidente passato alla storia per avere interrotto in Ucraina il progresso democratico successivo alla Rivoluzione Arancione del 2004 con l’instaurazione di una verticale del potere autoritaria.

L’idea di unire le forze è già stata soppesata da tempo, quando il Blocco Poroshenko -coalizione di Partiti di orientamento centrista e moderato che sostengono l’agenda politica del Presidente, Petro Poroshenko- ha ritenuto necessario concordare candidature condivise con le altre forze del campo democratico.

L’invito del Blocco Poroshenko, lanciato durante la trasmissione ‘Svoboda Slova’ sul canale ISTV lo scorso 7 Ottobre dal coordinatore del Blocco del Presidente, Yuri Lutsenko -ex-Ministro degli Interni nonché una delle principali vittime della giustizia selettiva dell’era Yanukovych- è stato raccolto da Yulia Tymoshenko, la Leader del Partito social-popolare-democratico Batkivshchyna.

La Tymoshenko -che come Lutsenko è stata vittima di un arresto politico orchestrato da Yanukovych per eliminare la sua più forte rivale politica- durante il noto talk-show politico ‘Shuster Live’, lo scorso 10 Ottobre, incalzata da una domanda di Mustafà Nayyem -ex-giornalista dell’autorevole Ukrayinska Pravda sceso in politica nelle fila del Blocco Poroshenko- si è infatti detta pronta a unire le forze in quei collegi in cui ancora forti sono i candidati riconducibili all’ex-Presidente.

“Ad oggi, almeno 136 personalità del clan della corruzione di Yanukovych hanno la possibilità di entrare in Parlamento e formare una coalizione che non permetta lo sviluppo democratico -ha dichiarato la Tymoshenko- Sono d’accordo con la proposta di unire le forze del campo democratico, e propongo di compiere questa operazione politica, e non tecnica, al più presto possibile, prima che sia troppo tardi”.

La tempistica della Tymoshenko è stata presa seriamente dal Fronte Popolare: la forza politica di orientamento moderato del Premier Arseniy Yatsenyuk e dello Speaker del Parlamento Oleksandr Turchynov che ha infatti proposto una lista di collegi in cui i candidati del Fronte sono stati ritirati per sostenere quelli proposte dagli altri soggetti del campo democratico.

Prima ancora, come riportato dal canale TVI, il Premier Yatsenyuk ha dichiarato la sua intenzione di correre con una sua lista separata dal Blocco Poroshenko, ma, una volta terminate le Elezioni, ha evidenziato come il Fronte Popolare intenda varare una coalizione con il Partito del Presidente.

Il Blocco del Presidente davanti a Batkivshchyna nel proporzionale

La strategia preventivata da Yatsenyuk è possibile solamente se alla coalizione tra il Blocco Poroshenko e il suo Fronte Popolare partecipa anche Batkivshchyna di Yulia Tymoshenko.

Secondo un recente sondaggio della GFK Ukraine, il Blocco Poroshenko, che ha promesso di presentare la domanda di adesione all’Unione Europea entro i prossimi 5 anni e di ripristinare il controllo su Crimea e Donbas, ottiene il 30% dei consensi, seguito da Batkivshchyna con il 9% -che invece propone l’ingresso nella NATO e il rafforzamento della rete diplomatica del Paese- e dal Partito Radicale di Oleh Lyashko con l’8%.

Il Fronte Popolare, che spinge su maggiori dotazioni per l’esercito a garanzia della difesa nazionale, possiede il 7% dei consensi, ed è anticipato dalla Hromadyanska Pozytsya, la forza politica di orientamento moderato dell’ex-Ministro della Difesa Anatoliy Hrytsenko che, secondo la rilevazione, ottiene il 7,5% dei voti.

Fuori dai seggi assegnati secondo il sistema proporzionale -pari al 50% dei mandati in palio nelle Elezioni Parlamentari- resterebbero il Blocco di Opposizione, Sylna Ukrayina e il Partito Comunista d’Ucraina.

Queste tre forze, riconducibili all’ex-Presidente Yanukovych, possono tuttavia eleggere propri rappresentanti nei collegi maggioritari, arrivando, così, a sovvertire i rapporti di forza in Parlamento sanciti dal voto proporzionale.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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