LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

CASO JULIJA TYMOSHENKO: SANZIONI PER PIU’ DI DIECI POLITICI AL POTERE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 3, 2012

Il Partito della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Bat’kivshchyna, rende noti i nomi delle Autorità di Kyiv ritenute responsabili per l’ondata di repressione politica che ha colpito una decina di esponenti del campo arancione. Oltre al Presidente, Viktor Janukovych, inseriti suo figlio  il Premier, i Procuratori e i giudici dei processi organizzati a carico dell’Eroina della Rivoluzione Arancione

Julija Tymoshenko nella sua cella del carcere di massima sicurezza

Tre gruppi per una decina di sanzioni che Bruxelles e Washington dovrebbero apportare per reagire alla repressione della democrazia in Ucraina. Nella giornata di venerdì, Primo di Giugno, l’autorevole quotidiano Kommersant” Ukrajina ha ottenuto l’elenco dei nominativi che sono stati indicati alle Autorità politiche di Unione Europea e Stati Uniti come responsabili dell’arresto diurna decina di esponenti dell’Opposizione Democratica ucraina.

A redigere la lista è stato Hryhorij Nemyr’ja, uno dei Leader di Bat’kivshchyna: la forza politica della Leader del campo arancione, Julija Tymoshenko, detenuta in un carcere di massima sicurezza dal 5 Agosto 2011 dove, dopo non avere subito cure mediche per diversi mesi, è stata addirittura vittima di percosse da parte delle Autorità carcerarie.

Nel primo gruppo dell’elenco rientrano esponenti politici che attualmente governano l’Ucraina, che Bat’kivshchyna ha ritenuto i veri mandanti politici dell’ondata di arresti degli esponenti dell’Opposizione Democratica.

Tra essi, oltre al Presidente, Viktor Janukovych, rientrano il figlio del Capo di Stato Oleksandr Janukovych – Deputato Nazionale e oggi una delle personalità più ricche del paese – il Consigliere del Presidente, Andrij Portnov, il Capo dell’Amministrazione Presidenziale, Serhij L’ovochkin, il Primo Ministro Mykola Azarov, e il Ministro degli Esteri, Kostjantyn Hryshchenko.

Nel secondo gruppo sono stati inseriti i giudici e i procuratori che hanno partecipato ai processi acarico della Tymoshenko e di un’altra decina di personalità di spicco del campo arancione, come il Procuratore Generale Viktor Pshonka, i suoi Vice Jevhen Blazhivs’kyj e Renat Kuz’min , il magistrato Rodion Kirejev, e i Procuratori Lillja Frolova e Oleksandr Nechvohlod.

Il terzo gruppo contiene gli esperti che, per conto del colosso energetico ucraino, hanno certificato le indagini compiute per conto del colosso energetico nazionale Naftohaz a carico di Julija Tymoshenko, e che hanno fornito i capi d’accusa con cui la Tymoshenko è stata condannata l’11 Ottobre 2011.

La condanna dell’Occidente

Alla Leader dell’Opposizione Democratica, ex-Primo Ministro, sono stati sentenziati sette anni di detenzione in isolamento più tre di interdizione dalla vita politica per la firma di accordi energetici con la Russia ritenuti sconvenienti per le casse dello stato.

Il processo con cui la Tymoshenko è stata condannata si è svolto in maniera irregolare: con l’imputata detenuta in misura preventiva in galere, la difesa sistematicamente privata della possibilità di presentare testimoni e prove a sostegno dell’arringa.

Condanne al trattamento illiberale che l’Amministrazione Janukovych ha riservato agli esponenti dell’Opposizione Democratica – oltre alla Tymoshenko, all’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, l’ex-viceministro della Difesa, Valerij Ivashchenko, e l’ex-Viceministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk – sono state mosse a più riprese da Unione Europea, Stati Uniti d’America, ONU, Consiglio d’Europa, NATO, Canada, Australia e Federazione Russa.

Matteo Cazzulani

TESTIMONIA LE PERCOSSE SUBITE DA JULIJA TYMOSHENKO: L’AUTRICE DELLE FOTO FUGGE DALL’UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 19, 2012

Come riportato dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda, l’ex-Incaricata Parlamentare per i Diritti Umani, Nina Karpachova, è fuggita dal Paese dopo l’apertura di un’inchiesta sul suo conto per la diffusione delle prove dei lividi sul corpo della Leader dell’Opposizione Democratica. La Procuratura Generale contrattacca la fuggitiva

Le percosse subite dalla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Lontano dal proprio Paese dopo gli scatti che hanno turbato la Comunità Internazionale. Questo è quanto accaduto all’ex-Incaricata Parlamentare per i Diritti Umani ucraina, Nina Karpachova: fuggita a Mosca dopo che la Procuratura Generale ha aperto sul suo conto un’inchiesta.

A dare la notizia, venerdì 18 Maggio, è stata l’autorevole Ukrajins’ka Pravda, che ha illustrato come la Karpachova sia finita nel mirino della magistratura ucraina per le fotografie realizzate durante l’ultimo suo giorno da Incaricata Parlamentare per i Diritti Umani, mercoledì 25 Aprile, che testimoniano le percosse al ventre e alle braccia subite dalla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

A supporto delle rivelazioni della Ukrajins’ka Pravda, il Parlamentare di Bat’kivshchyna – il Partito di Julija Tymoshenko – Andrij Kozhem’jakin ha dichiarato all’autorevole agenzia Liga che la Karpachova è stata costretta a lasciare l’Ucraina in seguito all’apertura sul suo conto di un procedimento giudiziario, mentre il suo collega di Partito, Serhij Sobol’jev, ha illustrato di essersi appellato al Consiglio d’Europa per risolvere la situazione.

Ulteriori dettagli alla notizia sono stati forniti dall’altrettanto autorevole agenzia PAP, che ha evidenziato come la Capitale della Federazione Russa sia stata per la Karpachova l’ultima scelta. Infatti, ella si è rivolta dapprima a diverse ambasciate dei Paesi dell’Unione Europea in stanza a Kyiv per ottenere lo status di rifugiato politico.

Pronta la risposta della Procura Generale, che ha negato l’apertura di un procedimento giudiziario e l’organizzazione di una campagna repressiva nei confronti della Karpachova. Al contrario, la magistratura ucraina ha accusato l’ex-Incaricata Parlamentare per i Diritti Umani di avere gonfiato la notizia della sua partenza dal Paese e della persecuzione in atto nei suoi confronti.

Lecito ricordare che le fotografie scattate dalla Karpachova hanno fatto il giro del Mondo in poche ore, ed hanno comportato una forte protesta della Comunità Internazionale verso il Presidente ucraino, Viktor Janukovych: ritenuto il responsabile politico dell’arresto della Tymoshenko e di un’altra decina di esponenti dell’Opposizione Democratica.

Janukovych sempre più isolato

Dinnanzi alle prove delle percosse subite dalla Tymoshenko la notte dello scorso venerdì, 20 Aprile, il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha invitato i suoi colleghi UE a boicottare le partite dei campionati europei di calcio in programma in Ucraina, mentre i Presidenti di Repubblica Ceca, Austria, Ungheria, Bosnia Erzegovina, Croazia, Montenegro, e Albania hanno disertato il vertice dell’Europa Centrale di Jalta, e costretto Janukovych alla sua cancellazione.

Dalla salita al potere dell’attuale Presidente, in Ucraina sono più di una decina gli esponenti di spicco del Campo Arancione arrestati, processati, perseguitati e costretti all’esilio per sfuggire ad una condanna data per certa.

Tra essi, oltre alla Tymoshenko, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, l’ex-Vice-Ministro della Difesa, Valerij Ivashchenko, l’ex-Vice-Ministro all’Ambiente, Heorhij Filipchuk, e il marito della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Tymoshenko – che con Danylyshyn ha ottenuto Asilo Politico in Repubblica Ceca.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO: BRONISLAW KOMOROWSKI LANCIA UN APPELLO ALL’UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 10, 2012

Il Presidente polacco invita le forze politiche ucraine a modificare la legislazione risalente all’epoca sovietica con la quale la Leader dell’Opposizione democratica, Julija Tymoshenko, è stata condannata al carcere per ragioni politiche. Il Capo di Stato lituano, Dalija Grybauskaite, intenzionata a visitare l’anima della Rivoluzione Arancione nella colonia penale in cui è detenuta, e a convocare un vertice urgente tra i Paesi dell’Europa Centrale

Il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski

Dalla carota della Polonia al fioretto della Lituania, i Paesi del centro dell’Europa si sono attivati per la liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, e per l’integrazione europea dell’Ucraina.

Nella giornata di mercoledì, 9 Maggio, il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, ha rivolto un appello pubblico al suo collega ucraino, Viktor Janukovych, affinché i principi della libertà e della democrazia siano rispettati sulle Rive del Dnipro, e sia così permesso il cammino di Kyiv sulla strada dell’integrazione europea.

Nello specifico, Komorowski ha ribadito come l’arresto politico della Tymoshenko sia la causa della contrarietà della maggioranza dei Paesi dell’Europa Occidentale al sostegno della firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina – un documento già negoziato, ma non ancora firmato, con cui Bruxelles è pronta a concedere a Kyiv lo status di partner privilegiato.

“Il completamento delle trattative per la firma dell’accordo di Associazione è un merito che riconosciamo a Janukovych: la Polonia è da sempre favorevole alla sua ratifica – ha dichiarato Komorowski – ma faccio appello a tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, affinché la voce per cui è stata arrestata la signora Julija Tymoshenko, che appartiene a un’epoca oramai chiusa, sia cancellata”.

Il riferimento del Capo di Stato polacco è all’articolo 165 del Codice Penale ucraino, che risale all’epoca sovietica. E’ in nome di esso che la Leader dell’Opposizione Democratica è stata condannata a sette anni di detenzione in isolamento per decisioni prese sul piano politico durante il suo ultimo premierato, nel Gennaio 2009.

Komorowski avrebbe dovuto esporre il suo appello expressis verbis a Jalta, in occasione del Vertice dei Paesi dell’Europa Centrale, che Janukovych tuttavia ha cancellato per via dell’assenza della quasi totalità dei suoi colleghi: indignati per la condotta antidemocratica delle Autorità di Kyiv.

Oltre a Komorowski, tra i pochi Presidenti che hanno deciso di non boicottare il vertice di Crimea, per evitare che un aperto isolamento possa spingere l’Ucraina nella zona di influenza della Russia, sono stati anche il Presidente della Slovacchia, Ivan Gasparovic, quello della Moldova, Nicolae Timofti, e quello della Lituania, Dalija Grybauskaite.

Quest’ultima ha accettato di presenziare a Jalta solo dopo avere ottenuto la promessa da parte del collega ucraino di potere visitare la Tymoshenko presso la sua cella nella Colonia Penale Femminile Kachanivs’kyj di Kharkiv. Nonostante il rinvio del summit, la Grybauskaite ha dichiarato l’intenzione di volere comunque recarsi in Ucraina per incontrare la Leader dell’Opposizione Democratica, e ha invitato i colleghi dei Paesi che hanno deciso per il no al boicottaggio del vertice di Crimea a un incontro a Kyiv dedicato alla questione dei rapporti ucraino-europei.

Continua la repressione del dissenso

Su una posizione decisamente più radicale si sono schierati gli altri Stati dell’Europa Centrale che non confinano con l’Ucraina – Ungheria, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Croazia, Bosnia Erzegovina, Bulgaria e Albania – e quelli dell’Europa Occidentale con il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, in prima fila. Essi hanno optato per una linea dura nei confronti di Janukovych – che è riconosciuto come il vero responsabile della repressione politica a carico della Tymoshenko – mirante rispettivamente all’assenza dal vertice di Jalta, e al boicottaggio del campionato europeo di calcio, che l’Ucraina ospiterà con la Polonia.

In risposta alla presa di posizione del Vecchio Continente, a Julija Tymoshenko – che ha terminato uno sciopero della fame di due settimane – sono state concesse le cure del suo medico di fiducia, il tedesco Lutz Harms: necessarie per guarire l’ernia al disco di cui è affetta – e che finora è stata trascurata dalle Autorità carcerarie per tutti i circa nove mesi di detenzione.

Tuttavia, la condotta autoritaria dell’Amministrazione Presidenziale ucraina non si è interrotta, e nella serata di mercoledì, 9 Maggio, il braccio destro della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Turchynov, è stato convocato senza preavviso in Procuratura per un interrogatorio.

Oltre a Turchynov, sono circa una ventina i dissidenti ucraini ad essere stati indagati dalla magistratura per ragioni politiche, quando non addirittura processati, arrestati o costretti all’esilio.

Tra i detenuti di spessore, oltre alla Tymoshenko, figurano l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, l’ex-Vice Ministro della Difesa, Valerij Ivashchenko, e l’ex-Vice Ministro all’Ambiente, Heorhij Filipchuk, mentre l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e il marito della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Tymoshenko, hanno ottenuto asilo politico in Repubblica Ceca.

Matteo Cazzulani

L’Italia ascolta Julija Tymoshenko: liberato Avakov

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 13, 2012

La Corte d’Appello di Roma rilascia in libertà l’oppositore ucraino Arsen Avakov, arrestato lo scorso 26 Marzo a Frosinone per un mandato di cattura internazionale emanato sulla base di un Articolo del Codice Penale sovietico. Le Autorità ucraine diffondono una versione diversa dei fatti, e in patria attuano l’ennesimo arresto politico nei confronti di un esponente del campo arancione.

Sara si in piena crisi economica, ma l’Italia ha saputo dare lezioni di democrazia. Nella giornata di giovedì, 12 Aprile, la Corte d’Appello di Roma ha rilasciato l’oppositore ucraino Arsen Avakov: il Segretario Regionale di Kharkiv del principale Partito dell’Opposizione Democratica, Bat’kivshchyna, trattenuto dalla Polstrada di Frosinone dal 26 Marzo per via di un mandato di cattura internazionale.

Come dichiarato dall’Avvocato del dissidente ucraino, Corrado D’Oliviero, la Corte, dopo avere preso atto della documentazione presentata dalle parti, tra cui la richiesta della Difesa di considerare l’assistito un perseguitato politico, ha ritenuto necessaria l’immediata liberazione di Avakov, in quanto costui non e considerabile come un soggetto socialmente pericoloso che potrebbe lasciare il Paese.

Ciò nonostante, per l’oppositore ucraino l’iter giudiziario non e ancora terminato: in una prossima seduta, la Corte d’Appello di Roma vaglierà la richiesta di estradizione che le Autorità ucraine hanno prontamente emanato in seguito alla notizia del suo arresto.

Avakov e accusato di abuso d’ufficio in base all’Articolo 365 del Codice Penale Ucraino: una norma ereditata dalla norma sovietica, in base alla quale dalla salita al potere del Presidente, Viktor Janukovych, sono stati interrogati e processati più di dieci politici del campo arancione, e sono stati arrestati tre esponenti di spicco dell’Opposizione Democratica, tra cui la sua Leader, Julija Tymoshenko.

Proprio la carismatica guida del processo democratico ucraino del 2004, passato alla storia come “Rivoluzione Arancione”, si e appellata alle Autorità italiane per liberare il dissidente e non concedere a Kyiv l’estradizione: una decisione che avrebbe consegnato Avakov a un sicuro processo politico e a una condanna già scritta: il medesimo procedimento che, dall’Agosto all’Ottobre del 2011, e toccato alla stessa Tymoshenko.

A Kyiv menzogne e un altro arresto politico

Nonostante le decisioni della Corte d’Appello di Roma, le Autorità ucraine hanno emanato una nota ufficiale secondo la quale, in base a loro informazioni, ad Avakov sarebbe stata sentenziata una condanna agli arresti domiciliari in vista del vaglio della richiesta di estradizione.

Altresì, come ha illustrato Oleksandr Babikov, il Capo del distaccamento della Procuratura Generale di Kharkiv – la città dell’oppositore ucraino – Avakov avrebbe chiesto asilo politico alla Lituania: dove sua moglie avrebbe registrato un’impresa privata.

Inoltre, quasi in contemporanea con il verdetto della Corte d’Appello di Roma, a Kyiv e stato arrestato l’ennesimo esponente dell’Opposizione Democratica: sempre con l’accusa di abuso d’ufficio, l’ex-Vice Ministro della Difesa, Valerij Ivashchenko, e stato condannato a cinque anni di detenzione più tre di interdizione dalla vita politica, e alla confisca dei propri beni immobili.

Con Ivashchenko sale a quattro il numero dei detenuti politici in Ucraina: un club a cui, oltre alla Tymoshenko, appartengono anche l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, e l’ex-Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk, mentre ad essere riusciti a scampare al carcere, grazie all’ottenimento dell’Asilo Politico in Repubblica Ceca, sono stati l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e il marito della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Tymoshenko.

Ripetute condanne a quello che e stato definito come un regresso della democrazia in Ucraina sono state espresse da Unione Europea, Stati Uniti, ONU, NATO, Consiglio d’Europa, e dalle principali ONG internazionali indipendenti.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO SI APPELLA ALL’ITALIA: “LIBERATE AVAKOV!”

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 9, 2012

Dalla cella dov’è detenuta, la Leader dell’Opposizione Democratica si appella alle Autorità italiane per non concedere l’estradizione del Segretario regionale del suo Partito che, a suo avviso, sarebbe l’ennesima vittima di una repressione politica organizzata dal Presidente, Viktor Janukovych, per annichilire il campo arancione. I precedenti dell’Asilo Politico concesso all’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e al marito dell’Anima della Rivoluzione Arancione, Oleksandr Tymoshenko dalla Repubblica Ceca come esempi per la Corte d’Appello di Roma

Il Segretario regionale di Kharkiv di Bat'kivshchyna, Arsen Avakov

Dalla Colomba pasquale a una patata bollente di carattere diplomatico. Questa è la situazione in cui si trovano i giudici della corte d’Appello di Roma che, nella giornata di martedì, 10 Aprile, saranno chiamati a condurre la prima seduta del processo per la concessione dell’Asilo Politico all’esponente dell’Opposizione Democratica ucraina, Arsen Avakov.

Segretario regionale di Kharkiv del principale Partito del campo arancione, Bat’kivshchyna, Avakov è ricercato in Ucraina con l’accusa di abuso d’ufficio: la medesima che, negli ultimi due anni, ha portato all’arresto di una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica ucraina, tra cui la sua Leader, Julija Tymoshenko. Ella, dalla cella in cui da otto mesi è detenuta in isolamento, ha inoltrato un messaggio rivolto all’Italia per salvaguardare il rispetto della democrazia a Kyiv.

“Julija Tymoshenko si è rivolta con una lettera aperta alle Autorità italiane affinché ad Avakov venga concesso lo status di Asilo Politico – ha dichiarato il deputato nazionale di Bat’kivshchyna, Andrij Kozhem’jakin – nella lettera è chiaramente scritto che il Segretario Regionale del nostro Partito non ha compiuto alcun reato, e che il mandato di cattura è stato emanato solo in virtù della sua militanza politica”.

In Ucraina, dalla salita al potere dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych, nel Febbraio 2010, la situazione in merito al rispetto delle democrazia e dei diritti civili è notevolmente peggiorata: le Elezioni Amministrative del Novembre 2010 sono state falsate da brogli, il Capo dello Stato ha aumentato a dismisura i suoi poteri a discapito del Parlamento, il controllo sui media indipendenti si è fatto sempre più rigido, e una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica è stata vittima di interrogatori, indagini, processi e arresti che, come è stato riconosciuto dalle principali ONG internazionali indipendenti, sono stati decretati per ragioni espressamente politiche.

Tra le vittime di questa campagna, oltre a Julija Tymoshenko – Leader dell’Opposizione Democratica ed ex-Primo Ministro, condannata a sette anni di reclusione in isolamento più tre di interdizione dalla vita politica per avere firmato accordi energetici con la Russia ritenuti sconvenienti per le casse statali – figurano l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, e l’ex-Ministro dell’Ambiente, Valerij Filipchuk, mentre l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e il marito della Tymoshenko, Oleksandr, hanno ottenuto l’Asilo Politico in Repubblica Ceca.

Simile destino di questi ultimi due politici potrebbe toccare anche ad Avakov qualora le Autorità italiane decideranno di seguire l’esempio di Praga – un altro Paese dell’Unione Europea – e, per tutelare le sorti di un dissidente, negheranno l’estradizione che le Autorità ucraine si sono premurate di esporre fin dalle prime ore successive all’arresto del politico.

Come dichiarato dalla Polstrada di Frosinone, Avakov è stato fermato per un controllo di routine nel capoluogo ciociaro lo scorso 21 Aprile, e subito è emerso il mandato di cattura internazionale emanato dalle Autorità di Kyiv. Per questa ragione, egli è stato sottoposto a giudizio urgente presso la corte di Appello di Roma, che ora è chiamata a decidere sulla sua estradizione.

Contro la consegna di Avakov alle autorità ucraine si sono appellati anche i Parlamentari Italiani Benedetto Della Vedova, Gianni Vernetti, ed Enrico Farinone, che hanno invitato il governo Monti e il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ad astenersi da una misura che consegnerebbe un esponente politico nelle mani di un sistema giudiziario che, come dimostrato dai casi Tymoshenko e Lucenko, si è dimostrato essere ben lontano dagli standard europei.

Il campo arancione conferma l’unità in vista delle elezioni

In contemporanea, l’Opposizione Democratica ha approntato misure per affrontare le prossime Elezioni Parlamentari nella maniera più compatta possibile, come dimostrato dalla decisione che, sabato 7 Aprile, è stata decretata dal Congresso straordinario del Front Zmin: la forza politica dell’ex-Speaker arancione, Arsenij Jacenjuk.

Al termine dei lavori, è stata ratificata la partecipazione della seconda forza del campo democratico in un’unico listone con Bat’kivshchyna improntato su un programma basato sul rispetto della giustizia, della democrazia, e sulla battaglia per riportare Kyiv nel cammino di integrazione nelle strutture europee e occidentali.

“Bat’kivshchyna e il Front Zmin formeranno una lista unica assieme con le altre forze patriottiche, democratiche e filo-europee – ha dichiarato Jacenjuk – parteciperemo uniti per ottenere la maggioranza in Parlamento, e realizzare una serie di riforme per l’evoluzione del Paese”.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: INDAGATO ANCHE TURCHYNOV, IL BRACCIO DESTRO DI JULIJA TYMOSHENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 6, 2012

La Procuratura Generale apre un’inchiesta nei confronti del braccio destro della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina per concessione illecita di immobili nel periodo trascorso a capo dei Servizi Segreti, mentre viene arrestato l’ennesimo esponente di spicco del campo arancione per abuso d’ufficio. Le proteste delle diplomazie europee e degli USA

Il Vice-Leader di Bat'kivshchyna, Oleksandr Turchynov

Dopo la Leader dell’Opposizione Democratica, davanti ai giudici anche il suo braccio destro operativo. Questo è lo scenario che, nei prossimi giorni, potrebbe svilupparsi in Ucraina in seguito all’inchiesta aperta nei confronti di Oleksandr Turchynov: braccio destro di una vita di Julija Tymoshenko e, ad oggi, con l’ex-Primo Ministro detenuta in isolamento presso una colonia penale di periferia, factotum del principale partito del campo arancione, Bat’kivshchyna.

Come riportato dal Capo della Sezione della Procura Generale per le questioni di massima importanza, Andrij Kurys’ durante una conferenza stampa, mercoledì, 4 Aprile, Turchynov è indagato per concessione di illecita di immobili a giornalisti durante il periodo passato a capo dei Servizi Segreti. Secondo l’autorevole agenzia Ukrajins’ki Novyny, questa accusa potrebbe portare in tempi brevi all’apertura di un procedimento giudiziario.

“E’ una manovra politica approntata ad hoc per dividere l’Opposizione Democratica che si è finalmente unita – ha risposto, con una nota, Bat’kivshchyna – e per discreditarne il suo primo Vice-Leader. Indagini su Turchynov sono già stata fatte in anni passati, senza mai dare risultati. L’ex-Capo dei Servizi Segreti ha concesso alloggi solo a membri del personale dell’ente da lui presieduto”.

Oltre a Turchynov, a scuotere l’Opposizione Democratica è stata anche la sentenza di Primo Grado che, giovedì, 5 Aprile, ha condannato a tre anni di detenzione l’ex-Ministro dell’Ambiente Heorhij Filipchuk: esponente del secondo Governo di Julija Tymoshenko, dal 18 Dicembre 2007 all’11 Marzo 2010, accusato di abuso d’ufficio per avere affidato all’impresa giuridica Astapov Lawyers la rescissione del contratto per lo sfruttamento dei bacini di gas nel Mar Nero concesso in precedenza alla società Vanco International.

Filipchuk è uno della decina di esponenti dell’Opposizione Democratica ucraina che, dalla salita al potere del Presidente Viktor Janukovych, nel Marzo 2010, è stata vittima di processi politici, spesso culminati con arresti eccellenti ed esili forzati in seguito alla conduzione di procedimenti giudiziari dalla palese irregolarità.

La condanna dell’Occidente

Tra i detenuti politici, figura la Leader dell’Opposizione Democratica, l’ex-Primo Ministro Julija Tymoshenko, accusata per avere firmato accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello stato, e l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, condannato anch’egli per abuso d’ufficio. L’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e il marito della Tymoshenko, Oleksandr Tymoshenko, sono stati invece costretti all’esilio in Repubblica Ceca, dove hanno ottenuto Asilo Politico.

Il verificarsi di questi eventi ha portato Janukovych a un progressivo isolamento internazionale, culminato con il congelamento della firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: un documento storico che avrebbe concesso a Kyiv lo status di partner privilegiato di Bruxelles oggi goduto da Islanda, Norvegia, e Svizzera.

Solo negli ultimi giorni, una forte condanna è stata ribadita dai Ministeri degli Esteri di Gran Bretagna, Francia, Polonia e Germania, che hanno evidenziato come una simile Ucraina non possa ambire all’integrazione nell’Unione Europea. Monito a Janukovych è stato esposto anche dal Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, che ha sottolineato l’attenzione riposta da Washington all’evolversi dello stato del rispetto della democrazia e dei diritti umani a Kyiv.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO PROCESSATA SENZA PROVE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 1, 2011

Convocazione lampo per la Leader dell’Opposizione Democratica. I giudici avviano indagini per appurare le accuse. L’anima della Rivoluzione Arancione condanna la repressione delle Autorità. Il BjuT-Bat’kivshchyna, il terrore politico

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, al termine dell'interrogatorio

I giudici di Janukovych hanno voglia di panettone. Forse, è per questo che venerdì, 31 Dicembre, l’interogatorio della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, è durato solo un’ora e mezza. Un’inezia, rispetto alle 12 del giorno precedente.

Sottotono anche contenuto e modalità. Questa volta, niente divieto di pause e cibo per l’anima della Rivoluzione Arancione, a cui sono state esposte le tappe dei prossimi incontri. Indagini supplementari ed acquisizione di prove. Dimostrazione, come ha evidenziato Julija Tymoshenko, che il processo a suo carico è stato avviato senza alcuna motivazione concreta.

Privata del diritto d’espatrio, la Lady di Ferro ucraina è accusata di uso improrio dei fondi per l’abbattimento di CO2 alle uscite sociali. E di acquisto irregolare di ambulanze.

“Le Autorità — ha dichiarato all’uscita dalla Procura — ritengono il pagamento delle pensioni, ed il miglioramento del sistema sanitario, una colpa. E’ chiaro — ha continato la Leader dell’Opposizione Democratica — che il Presidente, Viktor Janukovych, l’ha ordinata per estromettermi dalla scena politica. Ciò nonostante — ha concluso — a lui vanno i miei Auguri”.

Meno diplomatica la posizione del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, che ha illustrato i metodi autoritari adoperati dalle Autorità. Secondo la nota del principale gruppo alla Rada dell’Opposizione Democatica, i giudici hanno violato la legge, interrogando Julija Tymoshenko per mezza giornata. Ininterrottamente, senza acqua, né riposo. Per di più, in alcune occasioni, senza neppure il suo avvocato.

Le altre vittime della repressione

Un terrore politico, come riporta la nota, per definire la concomitanza dell’apertura del processo a Julija Tymoshenko con le gravi condizioni di salute del marito, Oleksandr, in rianimazione, dopo un delicato intervento. Vittime di tale condotta, anche ad altri esponenti del secondo governo Tymoshenko.

L’ex capo della Tesoreria Nazionale, Tetjana Sljuz, è ricercata, malgrado sia sola ad allevare il suo unico figlio. Chi, invece, non può assistere alla neonata figlia ed alla moglie — entrambe in rianimazione — è il Vice Ministro della Giustizia, Jevhen Kornijchuk. Arrestato, con la consorte intenta a partorire.

L’ex Ministro dell’Interno, Jurij Lucenko, è recluso in isolamento, senza possibilità di ricevere le visite dei prorpi cari. Nemmeno del figlio, dinnanzi a cui è stato prelevato, con la vaga imputazione di abuso di potere. Coraggiosi, famigliari e colleghi di partito hanno deciso di trascorrere il Capodanno presso il carcere.

Infine, la nota del BjuT-Bat’kivshchyna ricorda anche i primi suoi componenti incarcerati dall’instaurazione al potere di Janukovych. L’ex Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, l’ex Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk, l’ex Capo del Controllo Statale di Frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex Vice Capo di Naftohaz, Ihor Didenko.

Infine, convocato in Procura per frequenti interrogatori, per insensati motivi, anche Oleksandr Turchynov, Braccio Destro di Julija Tymoshenko, ed ex Vice Primo Ministro.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: ALTRO INTERROGATORIO PER JULIJA TYMOSHENKO E NUOVI ARRESTI.

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 29, 2010

La Leader dell’Opposizione Democratica nuovamente in Procura. Arrestato altro suo uomo di fiducia e due dimostranti del Majdan. Jurij Lucenko accusato nell’avvelenamento di Viktor Jushchenko. Convocata anche una giornalista

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, prima dell'interrogatorio. FOTO TYMOSHENKO.UA

Sei ore davanti ai giudici. Questo è quanto patito dalla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, sotto torchio in Procura per l’intero pomeriggio. Tempo perso, peraltro senza il suo avvocato, come ha illustrato ai 50 sostenitori che, pazientemente, l’hanno attesa.

All’ingresso – erano le 11 del mattino – si è detta certa di ricevere il permesso per recarsi a Bruxelles dopo il Natale ortodosso – 7 gennaio – per partecipare al vertice del Partito Popolare Europeo, a cui è stata invitata. Il processo politico aperto a suo carico ha comportato anche la revoca del diritto d’espatrio.

“Siamo turbati dalla repressione ai danni di Bat’kivshchyna. Siamo al tuo fianco” le ha detto, in una conversazione privata, il Segretario Generale PPE, Antonio Lopez-Isturis.

Oltre all’ennesima convocazione in Procura della Lady di Ferro ucraina, puntuale anche la girandola degli arresti ai danni di personalità invise alle Autorità.

In prigione, il Direttore dell’impresa statale Ukrmedostach, Mykola Petrenko, accusato di concorso di colpa per l’acquisto irregolare di ambulanze, ordinate da Julija Tymoshenko.

A fargli compagnia, due partecipanti delle proteste sul Majdan Nezalezhnosti contro il Codice Fiscale. Una legge iniqua, che ha limitato i diritti sindacali, ed incrementato la pressione su piccola e media impresa per compensare sgravi ai grandi industriali, sponsor del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Atteso anche un altro arresto, a danno di uno dei coordinatori del Comitato dei Partecipanti della Rivoluzione Arancione, reduce da un intervento delicato. Una camionetta della polizia è già sotto l’ospedale.

Da chi è finito dietro le sbarre a chi c’è già. L’ex Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, è stato accusato anche di abuso d’ufficio nell’inchiesta sull’avvelenamento dell’ex Capo di Stato, Viktor Jushchenko. Prelevato dalla propria abitazione Domenica, 26 dicembre, dinnanzi a figlio e cane, il Leader di Narodna Samooborona è accusato di scarsa collaborazione con gli inquirenti.

Infine, ce n’è anche per i giornalisti. La collega dell’autorevole agenzia UNIAN, Nadia Pryshljak, è stata convocata, in quanto testimone della Notte di Sangue. Episodio in cui, lo scorso giovedì, 16 dicembre, i Parlamentari del Partija Rehioniv hanno interrotto, con la violenza, il presidio pacifico della Rada dei Deputati Nazionali del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, in solidarietà alla loro Leader.

Le precedenti tappe del regresso democratico sotto l’amministrazione Janukovych

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Lecito ricordare che Contro Julija Tymoshenko è stato aperto un procedimento giudiziario. Motivazione, l’uso improprio dei fondi per l’abbattimento di CO2 alle uscite sociali. E l’acquisto illecito di ambulanze. Così, la Leader dell’Opposizione Democratica è stata privata del diritto d’espatrio, per avere pagato le pensioni, e migliorato il sistema sanitario. Gesti gravi, di cui è continuamente chiamata a rispondere dinnanzi ai giudici.

Oltre all’anima della Rivoluzione Arancione, abbondante è l’elenco di personalità dell’Opposizione Democratica nel mirino della Procura, quando non già in prigione. Nella giornata di martedì, 28 dicembre, dai giudici è finito il Segretario del Partito Za Ukrajinu, V’jacheslav Kyrylenko.

Venerdì, 24 dicembre, l’ex Capo della Tesoreria statale, Tetjana Sljuz, in carica durante il governo Tymoshenko, è stata dichiarata ricercata. L’accusa mossa alla politica, recentemente eletta Consigliera Regionale di Khmel’nyc’kyj, abuso di potere.

Medesima motivazione per l’arresto dell’ex-ministro dei Trasporti, Viktor Bondar, già Capo della Segreteria di Jushchenko.

Giovedì, 23 dicembre, arrestato l’ex Vice Ministro dell’Economia, Jevhen Kornijchuk. In prigione anche il suo ex-principale, Bohdan Danylyshyn, l’ex Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk, l’ex Capo del Controllo Statale di Frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex Vice Capo di Naftohaz, Ihor Didenko.

Infine, ospite della procura per frequenti interrogatori, il Braccio Destro della Lady di Ferro ucraina, Oleksandr Turchynov, Vice Leader di Bat’kivshchyna, il principale partito dell’Opposizione Democratica.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: A LUCENKO DUE MESI. TYMOSHENKO E TURCHYNOV ANCORA DAVANTI AI GIUDICI. CONVOCATO ANCHE KYRYLENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 27, 2010

L’ex Ministro degli Interni accusato di scarsa collaborazione ed abuso d’ufficio. Ennesimo interrogatorio per la Leader dell’Opposizione Democratica ed il suo vice. Convocato in procura anche il Segretario di Za Ukrajinu

Per Jurij Lucenko panettone al fresco. Nella giornata di lunedì, 27 dicembre, il La Corte di Kyiv del circondario Pechers’kyj ha sentenziato il fermo per due mesi a carico dell’ex Ministro degli Interni.

Motivazione, la scarsa collaborazione prestata nelle precedenti convocazioni in procura. Durante le quali, secondo l’accusa, non avrebbe tenuto una condotta costruttiva. Ad esse, è stata aggiunta l’accusa per abuso d’ufficio. Senza, tuttavia, chiarirne le circostanze.

“In carcere avrà tutto il tempo di prendere visione dei capi di accusa” ha spiegato l’addetto stampa della Procura Generale, Jurij Bojchenko.

Lucenko si è definito innocente, vittima di un piano politico. Lo fa, sorvegliato a vista dai militari, da dietro le grate, nemmeno fossimo in uno zoo.

L’aula è gremita, ma interdetta alle telecamere delle televisioni indipendenti. Non al telefonino del corrispondente dell’Ukrajins’ka Pravda, Mustafa Najem, abile nell’immortalare uno squarcio di seduta.  

A sostegno morale del Leader di Narodna Samooborona, alcuni colleghi Deputati Nazionali dell’Opposizione Democratica, e la moglie, Iryna. Assente il figlio, forse a casa con il cane: entrambi testimoni dell’arresto del politico, Domenica, 26 dicembre, a pochi passi da casa.

Continua la repressione ai danni dell’Opposizione Democratica

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Nella medesima giornata, nuova gita in procura anche per la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko. L’ex Primo Ministro, anima della Rivoluzione Arancione, è stata chiamata a rispondere dell’accusa di uso improprio dei fondi per le riduzioni di CO2 al pagamento delle pensioni.

Un’accusa assurda, che, assieme a quella per acquisto irregolare di ambulanze, è costata alla Lady di Ferro ucraina la revoca del diritto di espatrio. E l’apertura di un procedimento ufficiale, che la dice lunga sull’indipendenza della magistratura ucraina.

“Penso che le Autorità – ha dichiarato Julija Tymoshenko, all’uscita dall’interrogatorio – continueranno ad impedirmi di lavorare, e di difendere la mia gente. Il loro scopo – ha continuato – è la mia eliminazione dalla scena politica. Sono vicina anche agli altri esponenti della mia ex-squadra di governo – ha concluso – colpiti dalla repressione delle autorità”.

Un elenco abbondante di personalità dell’Opposizione Democratica, finite sotto stretto interrogatorio. Quando non già in prigione. Ad esse, si è aggiunto il Segretario del Partito Za Ukrajinu, V’jacheslav Kyrylenko, tra i primi a condannare l’arresto di Lucenko. Il politico deve rispondere di condotta scorretta in Parlamento.

Venerdì, 24 dicembre, l’ex Capo della Tesoreria statale, Tetjana Sljuz, in carica durante il governo Tymoshenko, è stata dichiarata ricercata. L’accusa mossa alla politica, recentemente eletta Consigliera Regionale di Khmel’nyc’kyj, abuso di potere.

Medesima motivazione per l’arresto dell’ex-ministro dei Trasporti, Viktor Bondar, già Capo della Segreteria dell’ex Capo di Stato, Viktor Jushchenko.

Giovedì, 23 dicembre, arrestato l’ex Vice Ministro dell’Economia, Jevhen Kornijchuk. In prigione anche il suo ex-principale, Bohdan Danylyshyn, l’ex Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk, l’ex Capo del Controllo Statale di Frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex Vice Capo di Naftohaz, Ihor Didenko.

Infine, ospite della procura per frequenti interrogatori, il Braccio Destro della Lady di Ferro ucraina, Oleksandr Turchynov, Vice Leader di Bat’kivshchyna, il principale partito dell’Opposizione Democratica.

Proprio Turchynov, è stato riascoltato dai giudici, subito dopo Julija Tymoshenko. All’uscita, ha augurato Buone Feste ai giornalisti, ed al centinaio di sostenitori che lo attendevano.  

“L’Anno Nuovo – ha dichiarato – è atteso in tutto il Mondo con serenità. Non qui, dinnanzi al clima di terrore politico. Sono stato interpellato – ha continuato – per le accuse mosse a Julija Volodymyrivna [Tymoshenko, n.d.a.]. Da parte dei giudici – ha concluso, turbato – ho notato fretta di concludere”.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: ARRESTATO ANCHE LUCENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 26, 2010

L’ex Ministro degli Interni, vicino a Julija Tymoshenko, in isolamento. E’ l’ennesimo procedimento giudiziario ai danni di esponenti dell’Opposizione Democratica. La condanna del campo arancione

L'ex Ministro degli Interni, Jurij Lucenko

Dalla passeggiata con il cane alla cella in isolamento. Questa è la sorte toccata l”ex ministro degli Interni, Jurij Lucenko, uno degli esponenti di spicco dell’Opposizione Democratica.


All’ora di pranzo, Domenica, 26 dicembre, il Leader di Narodna Samooborona è stato arrestato da agenti del Servizio di Sicurezza, a pochi metri da casa sua.

“E’ bastato girare l’angolo – ha dichiarato il figlio, testimone assieme al cane, che Lucenko stava portando a passeggio – dove la telecamera non può riprendere. Lo hanno caricato su un microbus”.

Destinazione del mezzo, come chiarito poco più tardi, una cella di osservazione, in cui lil politico è rinchiuso in isolamento. Sulle motivazioni, bocche cucite. La procura Generale ha promesso di renderle note nella giornata di lunedì.
La reazione dei partiti arancioni

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

A condannare l’ennesimo atto di repressione politica, il Blocco Tymoshenko-Bat’kyvshchyna, che ha illustrato come sia stato lo stesso Presidente, Viktor Janukovych, a dichiarare che nessun operato della procura Generale avviene senza il suo avvallo.


Secondo la forza politica della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, l’ex Ministro degli Interni sarebbe colpevole di aver collaborato con la Lady di Ferro ucraina durante i suoi due governi, la Rivoluzione Arancione, le azioni di protesta Ucraina Senza Kuchma, e gli ultimi mesi di dimostrazioni contro la svolta autoritaria di Janukovych.

Simile la condanna del partito Za Ukrajinu. Secondo il Segretario, V’jacheslav Kyrylenko, l’arresto non è necessario, dal momento in cui Lucenko ha sempre risposto alle convocazioni della Procura, per continui interrogatori a scopo intimidatorio.

Invito a porre fine alla repressione politica, anche dalla Hromad’jans’ka Pozycija. L’ex Ministro della Difesa, Anatolij Hrycenko, ha esortato l’Opposizione Democratica ad unirsi, per contrastare il regresso della democrazia nel Paese.

Lecito ricordare che lo scorso mercoledì, 15 dicembre, Julija Tymoshenko è stata privata del diritto d’espatrio, ed incriminata per uso improprio dei fondi per l’abbattimento di CO2 alle uscite sociali, e per l’acquisto illecito di un alto numero di ambulanze.

Così, la Leader dell’Opposizione Democratica dovrà rispondere in tribunale per aver pagato le pensioni al suo popolo, ed aver migliorato il sistema sanitario nazionale.

Venerdì, 24 dicembre, l’ex Capo della Tesoreria statale, Tetjana Sljuz, in carica durante il governo Tymoshenko, è stata dichiarata ricercata. L’accusa mossa alla politica, recentemente eletta Consigliera regionale di Khmel’nyc’kyj, abuso di potere.

Medesima motivazione adoperata per l’arresto dell’ex-ministro dei Trasporti, Viktor Bondar, già Capo della Segreteria dell’ex Capo di Stato, Viktor Jushchenko.

Colpiti altri ex-ministri e personalità vicine a Julija Tymoshenko. Giovedì, 23 dicembre, arrestato l’ex Vice Ministro dell’Economia, Jevhen Kornijchuk. In prigione anche il suo ex-principale, Bohdan Danylyshyn, l’ex Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk, l’ex Capo del Controllo Statale di Frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex Vice Capo di Naftohaz, Ihor Didenko.

Infine, ospite della procura per frequenti interrogatori, il Braccio Destro della Lady di Ferro ucraina, Oleksandr Turchynov, Vice Leader di Bat’kivshchyna, il principale partito dell’Opposizione Democratica.

Matteo Cazzulani