LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

YULIA TYMOSHENKO: LA REPUBBLICA CECA DICE NO ALL’UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 16, 2013

La magistratura ceca nega la richiesta di interrogatorio al marito della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina. A Kyiv continuano i processi politici all’ex-Premier arancione

No alla violazione dei Diritti Umani in Europa, per lo meno in un Paese che ha lottato contro comunisti e nazisti per la propria libertà.

Nella giornata di mercoledì, 15 Maggio, la Repubblica Ceca ha negato all’Ucraina l’interrogatorio o ad Oleksandr Tymoshenko, il marito della Leader dell’Opposizione ucraina Yulia Tymoshenko.

Il Capo dell’Ufficio Prosecutorio Generale della Repubblica Ceca, Helena Markusova, ha motivato la decisione con l’assenza di adeguata documentazione nella richiesta ufficiale inviata dall’Ucraina.

Come riportato da Radio Liberty, la Procuratura Generale Ucraina ha richiesto di interrogare Oleksandr Tymoshenko -ora in Asilo Politico a Praga- in merito all’omicidio del Deputato Yevhen Shcherban del 1996.

Per il fatto è stata accusata la Leader dell’Opposizione ucraina , l’ex-Premier Tymoshenko, già in carcere per scontare due condanne ad un totale di 12 anni di reclusione in isolamento, più tre di interdizione dalla vita politica, ottenute dopo processi selettivi.

In realtà, l’omicidio Shcherban è stato un fatto che ha permesso l’ascesa politica dell’attuale Presidente, Viktor Yanukovych, ritenuto il responsabile dell’ondata di processi politici che, oltre alla Tymoshenko, hanno colpito anche un’altra decina di esponenti del dissenso arancione ucraino.

Yanukovych isolato dal Mondo e dall’Occidente

La Tymoshenko nel 2004 ha guidato il processo democratico ucraino noto come Rivoluzione Arancione, grazie al quale l’Ucraina è divenuta una moderna democrazia occidentale.

Con la salita al potere di Yanukovych nel 2010, Kyiv ha vissuto un sensibile regresso democratico, con arresti politici, repressione della stampa libera, esautorazione dei poteri del Parlamento in favore di quelli del Presidente.

Il regresso democratico ucraino ha comportato il congelamento del processo di integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea, avviato durante i Governi arancioni della Tymoshenko.

Critiche a Yanukovych sono state espresse da USA, UE, NATO, ONU, Canada, Federazione Russa, Australia, e dalle principali ONG internazionali indipendenti.

Matteo Cazzulani

Advertisements

YULIA TYMOSHENKO: LA REPUBBLICA CECA DICE NO ALL’UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 16, 2013

La magistratura ceca nega la richiesta di interrogatorio al marito della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina. A Kyiv continuano i processi politici all’ex-Premier arancione

No alla violazione dei Diritti Umani in Europa, per lo meno in un Paese che ha lottato contro comunisti e nazisti per la propria libertà.

Nella giornata di mercoledì, 15 Maggio, la Repubblica Ceca ha negato all’Ucraina l’interrogatorio o ad Oleksandr Tymoshenko, il marito della Leader dell’Opposizione ucraina Yulia Tymoshenko.

Il Capo dell’Ufficio Prosecutorio Generale della Repubblica Ceca, Helena Markusova, ha motivato la decisione con l’assenza di adeguata documentazione nella richiesta ufficiale inviata dall’Ucraina.

Come riportato da Radio Liberty, la Procuratura Generale Ucraina ha richiesto di interrogare Oleksandr Tymoshenko -ora in Asilo Politico a Praga- in merito all’omicidio del Deputato Yevhen Shcherban del 1996.

Per il fatto è stata accusata la Leader dell’Opposizione ucraina , l’ex-Premier Tymoshenko, già in carcere per scontare due condanne ad un totale di 12 anni di reclusione in isolamento, più tre di interdizione dalla vita politica, ottenute dopo processi selettivi.

In realtà, l’omicidio Shcherban è stato un fatto che ha permesso l’ascesa politica dell’attuale Presidente, Viktor Yanukovych, ritenuto il responsabile dell’ondata di processi politici che, oltre alla Tymoshenko, hanno colpito anche un’altra decina di esponenti del dissenso arancione ucraino.

Yanukovych isolato dal Mondo e dall’Occidente

La Tymoshenko nel 2004 ha guidato il processo democratico ucraino noto come Rivoluzione Arancione, grazie al quale l’Ucraina è divenuta una moderna democrazia occidentale.

Con la salita al potere di Yanukovych nel 2010, Kyiv ha vissuto un sensibile regresso democratico, con arresti politici, repressione della stampa libera, esautorazione dei poteri del Parlamento in favore di quelli del Presidente.

Il regresso democratico ucraino ha comportato il congelamento del processo di integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea, avviato durante i Governi arancioni della Tymoshenko.

Critiche a Yanukovych sono state espresse da USA, UE, NATO, ONU, Canada, Federazione Russa, Australia, e dalle principali ONG internazionali indipendenti.

Matteo Cazzulani

YULIA TYMOSHENKO PERSEGUITATA POLITICA. IL VERDETTO DELL’EUROPA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 30, 2013

La Corte Europea per I Diritti Umani definisce il processo alla leader dell’Opposizone Democratica ucraina una violazione dei diritti umani. Gli arancioni esultano, mentre tace l’Amministrazione del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych.

Un processo motivato che ha costituito una violazione dei diritti umani. Questa e la sentenza emanata dalla Corte di Giustizia Europea per i Diriti Umani di Strasburgo che, martedi, 30 Aprile, si e espressa sul caso di Yulia Tymoshenko.

La Corte ha definito l’arresto dell’ex Primo Ministro ucraino una violazione dei diritti umani politicamente motivata e, cosi, ha de facto condannato la condotta del Presidenteucraino, Viktor Yanukovych, considerato il mandante dell’incarceramento della Tymoshenko e di un’altra decina d esponnti dell’Opposizione Democratica.

Felice la reazione dello shcieramento democratico in Ucraina, che ha richiestio al Presidente Yanukovych l’immediata scarcerazione della Tymoshenko. La figlia dell’ex-Primo Ministro, Yevhenia Tymoshenko, ha sottolineato come la madre sia in precarie condizioni di salute, e per questo necessiti di essere liberata immediatamente.

Bocche chiuse presso lo schieramento del Presidente, assente dalla Capitale, Kyiv, per una vacanza: un comportamento giustificato con la necessita di visionare meglio il testo della risoluzione.

Ma Yulia resta in carcere

Yulia Tymoshenko e stata condannata l’11 Ottobre 2011 a sette anni e mezzo di carcere, piu tre di interndiziona dala vita politica, dopo un processo irregolare, in cui la difesa e stata privata dei suoi diritti, e l’imputata e stata rinchiusa in carcere in misura preventiva dal 5 Agosto 2011, a meno di un mese dall’inizio del processo.

L’accusa mossa a carico della Tymoshenko e stato abuso d’ufficio per avere firmato da Primo Ministro, accordi energetici con la Russia nel Gennaio 2009, grazie ai quali l’Ucraina ha ripristinato, a caro prezzo, il fluso di gas verso l’Unione Europea che la Russia aveva preventivamente tagliato per destabilizzare il Governo ucraino “filooccidentale”.

La Tymoshenko ha poi subito un secondo arresto per gestione fraudolenta del colosso energetico YEESU, guidato prima della sua discesa in politica nel 1998.

Inolte, la Tymoshenko e stata accusata per l’omicidio del Deputato Yevhen Shcherba, avvenuto nel 1996 nell’aeroporto di Donetsk. Dal fatto a trarre beneficio e stato tuttavia il Presidente Yanukovych, che ha approfittato dell’uscita di scena di Shcherban per ascendere politicamente.

Il Mondo compatto attorno all Leader arancione

Condanna per il trattamento risercvato a Yulia Tymoshenko e stata espressa da Unione Europea, Stati Uniti d’America, NATO, ONU, OSCE, Consiglio d’Europa, Australia, Russa, Canada, Brasile, Vaticano, dal Dalai Lama, e da tutte le ONG Internazionali Indipendenti.

Nel 2004, la Tymoshenko e stata la guidadella Rivoluzione Arancione: processo democratico non violento che ha portato l’Ucraina a diventare, prima della salita al potere di Yanukovych, una moderna democrazia occidentale basata sulla divisione dei poteri e sul rispetto della Liberta di Stampa.

 

Matteo Cazzulani

Yulia Tymoshenko interrompe lo sciopero della fame contro i brogli elettorali

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 17, 2012

La Leader dell’Opposizione Democratica dichiara raggiunto lo scopo della protesta. Isolato dall’UE per il regresso democratico impresso a Kyiv, il Presidente Viktor Yanukovych e anche in piena crisi energetica con la Russia

Il segno di una crisi politica in un paese oramai energicamente emarginato per via della politica imperialista della Russia e degli egoismi nazionali di Germania e Francia. Nella giornata di venerdì, 16 Novembre, la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Yulia Tymoshenko, ha dichiarato, dal carcere dove e detenuta per scontare una condanna politica, la fine del suo secondo sciopero della fame.

Come riportato in una sua comunicato ufficiale, la Tymoshenko – nota in Occidente per avere guidato il processo democratico ucraino nel 2004, noto come Rivoluzione Arancione – ha evidenziato come lo scopo della sua protesta sia stato raggiunto.

Secondo la Leader del dissenso ucraino, ora tutte le persone in Ucraina sono consapevoli che le Elezioni Parlamentari ucraine del 28 Ottobre sono state falsate dalle Autorità del Presidente, Viktor Yanukovych.

“Ho iniziato la mia protesta il 29 Ottobre, lo scopo e stato raggiunto – ha dichiarato la Tymoshenko – ringrazio l’Unione Europea, le ONG internazionali, i Paesi del Mondo e gli ucraini per avere dato un giudizio obiettivo alla farsa organizzata dal Presidente Yanukovych”.

L’Amministrazione Presidenziale di Yanukovych e stata contestata da OSCE, NATO, Consiglio d’Europa e Parlamento Europeo per avere organizzato Elezioni Parlamentari poco chiare e non in linea con gli standard democratici.

Difatti, alla fine dello spoglio la maggioranza dei seggi in Parlamento e stata conquistata dal Partito delle Regioni – sostenuto politicamente da Yanukovych e finanziato dai principali oligarchi del Paese – nonostante le rilevazioni sociologiche avessero riconosciuto alle forze dell’Opposizione Democratica “arancione” una cospicua maggioranza.

Per la sua condotta autoritaria, che oltre ad elezioni irregolari ha provocato l’arresto della Tymoshenko e di altri dieci oppositori e pressioni sulla stampa, Yanukovych ha incassato un raffreddamento nelle relazioni con l’Unione Europea.

Allo stesso tempo, Il Presidente ucraino non e stato in grado di rinnovare con la Russia l’accordo per le forniture di gas, necessario poiché l’Ucraina dipende dalle forniture di oro blu di Mosca per il 90% del fabbisogno nazionale.

Venerdì, 16 Novembre, il Ministro dell’Energia Yuri Boyko ha dichiarato la volontà di ricorrere contro la Russia presso l’Arbitrato Internazionale di Stoccolma ed altre Corti di Paesi occidentali contro l’alto prezzo imposto a Kyiv dal monopolista russo del gas, Gazprom.

Per abbattere i costi del gas russo, Boyko ha ordinato la diminuzione della quantità di gas importato da Mosca, l’aumento dello sfruttamento di carbone e greggio, e l’importazione di oro blu della Russia acquistato in Germania dalla compagnia tedesca RWE, trasportato in Ucraina via Polonia.

Il Gasdotto Ortodosso isolerà Kyiv

La situazione dell’Ucraina sul piano energetico si e compromessa con il via definitivo della costruzione del Southstream: gasdotto dalla portata di 63 miliardi di metri cubi di gas russo all’anno progettato dalle coste russe del Mar Nero fino al terminale austriaco di Baumgarten attraverso il fondale marittimo del Mar Nero, la Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia ed Italia.

Il Southstream e compartecipato dal monopolista statale russo Gazprom, dal colosso italiano ENI, dalla compagnia tedesca Wintershall, e da quella francese EDF. Politicamente, esso e appoggiato dai Governi dell’Europa Occidentale – Germania e Francia – nonostante le critiche mosse al progetto dalla Commissione Europea.

Bruxelles contesta il Southstream perché esso aumenta la dipendenza dell’Europa dal gas russo – da cui già l’UE dipende per il 40% del fabbisogno continentale complessivo – e mette a serio repentaglio la sicurezza nazionale dei Paesi dell’Unione Europea.

Inoltre, il Gasdotto Ortodosso – com’e altrimenti noto il Southstream – impossibilita la diversificazione delle forniture di oro blu progettata dalla Commissione Europea per il trasporto diretto nel Vecchio Continente di gas azero tramite la costruzione di appositi gasdotti.

Dal punto di vista russo, il Southstream consente di limitare il numero dei Paesi di transito delle forniture di gas russo all’Europa Occidentale. Con la costruzione del Gasdotto Ortodosso, la Bulgaria rimpiazzerà l’Ucraina nel ruolo di principale Paese di transito dell’oro blu di Mosca nei Paesi dell’Ovest dell’UE.

Matteo Cazzulani

20121117-081200.jpg

UCRAINA: L’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA IN PIAZZA CONTRO I BROGLI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 6, 2012

 

Il Leader in pectore dell’Opposizione Unita Batkivshchyna, Arseniy Yatseniuk, contesta il Presidente Yanukovych, e si dice pronto a rassegnare il proprio mandato, assieme agli eletti delle altre forze dello schieramento arancione, per invalidare la consultazione. Continuano i brogli in alcuni collegi maggioritari, mentre anche la NATO contesta Kyiv per lo svolgimento di Elezioni Parlamentari poco trasparenti

La composizione del parlamento ucraino secondo la legge elettorale avulsa e i brogli elettorali

La composizione del parlamento ucraino secondo la volontà popolare

 

 

 

 

 

 

 

 

 

No alle falsificazioni del voto, si a dimissioni collettive dell’Opposizione e alla convocazione di elezioni suppletive nei collegi ove le autorità si sono rese responsabili di evidenti brogli e falsificazioni. Nella giornata di lunedì, 5 Novembre, a otto giorni dal termine delle Elezioni Parlamentari ucraine, le forze dell’Opposizione Democratica arancione – l’Opposizione Unita Batkivshchyna, il partito UDAR e Svoboda – hanno portato più di mille manifestanti presso la Commissione Elettorale Centrale.

Come dichiarato dal Leader in pectore dell’Opposizione Unita Batkivshchyna, Arseniy Yatsenyuk, il Presidente Viktor Yanukovych ha la diretta responsabilità circa quanto avviene presso le commissioni elettorali locali, ed è chiamato a rispondere per il sostegno dato al Partito delle Regioni: la sua forza politica, finanziata dai principali oligarchi del Paese.

Inoltre, il Leader della principale forza dello schieramento democratico arancione ha reso noto l’intenzione da parte dei deputati eletti in Parlamento di rassegnare le loro dimissioni per portare allo scioglimento della Rada e, in seguito, all’indizione di nuove Elezioni Parlamentari.

Infine, Yatsenyuk ha invitato il Capo della Commissione Elettorale Centrale, Volodymyr Shapovalov, a riconoscere la vittoria dei candidati dell’Opposizione Democratica nei collegi in cui brogli e falsificazioni hanno sovvertito il risultato delle proiezioni all’80% circa del conteggio.

I collegi uninominali in cui la lotta è particolarmente serrata si trovano nella Capitale, Kyiv. Presso uno dei seggi designati dal voto della capitale, l’esponente dell’Opposizione Unita Batkivshchyna, Viktor Romanyuk, si è visto soffiare la vittoria, dopo che la Commissione Elettorale Locale ha invalidato i voti provenienti dalle sezioni elettorali in cui egli aveva vinto con una netta maggioranza a favore del candidato del Partito delle Regioni, Tetyana Zasukha.

Presso il collegio 223 di Kyiv, la maggioranza dei consensi è stata ottenuta dall’esponente di Svoboda, Yuri Levchenko, ma continui rifacimenti del conteggio stanno consegnando la vittoria al candidato del Partito delle Regioni, Viktor Pylypshyn.

Il caso più palese di falsificazione durante le operazioni di voto è avvenuto nella località di Pyervomaysk, nella regione di Mykolayiv. A conteggi quasi ultimati, la Commissione Elettorale Locale ha riconosciuto la vittoria del candidato dell’Opposizione Unita Batkivshchyna, Arkadiy Kornatsky.

Tuttavia, dopo una verifica dei voti effettuata a porte chiuse – senza la presenza di giornalisti e di osservatori internazionali – il primo posto nel collegio è stato assegnato all’esponente del Partito delle Regioni, Vitaliy Travianko.

Altri episodi di brogli in favore del Partito del Presidente Yanukovych sono stati registrati in diverse altre regioni, come quella di Vinnytsya, Kherson e Cherkasy, dove si è arrivato a scontri fisici ed anche ad aggressioni a carico di giornalisti.

L’OSCE ha contestato la poca trasparenza nella preparazione delle elezioni, l’uso da parte del Partito delle Regioni di risorse statali per la sua campagna elettorale, e la conduzione di attività di campagna elettorale da parte della Forza politica del Presidente Yanukovych durante la giornata elettorale.

Simile protesta è stata espressa dal Segretario Generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen, che nella giornata di lunedì, 5 Novembre, ha criticato il mancato rispetto di pari opportunità tra liste concorrenti, e l’assenza dalla competizione elettorale della Leader dell’Opposizione Democratica, Yulia Tymoshenko.

L’ex-Primo Ministro, anima del processo democratico ucraino del 2004, noto come Rivoluzione Arancione, è la vittima più illustre dell’ondata di repressione politica attuata dal presidente Yanukovych che ha portato all’incarcerazione dei principali esponenti del dissenso democratico.

Il porcellum ucraino consegna la maggioranza in Parlamento al Presidente Yanukovych

Nonostante i brogli, lo spoglio, giunto a circa il 99%, ha comunque riconosciuto alle forze dell’Opposizione Democratica un sostanziale vantaggio. Il Partito delle Regioni mantiene la leadership con il 30% dei consensi, ma è seguito dall’Opposizione Unita Batkivshchyna e dal partito UDAR, rispettivamente con il 26% e il 14%.

Seguono i comunisti – alleati del Partito delle Regioni nella coalizione di maggioranza filo-presidenziale – con il 13%, e il Partito di estrema destra Svoboda con il 10%.

A sottrarre la maggioranza dei seggi in Parlamento all’Opposizione Democratica è, oltre ai brogli, anche una legge elettorale mista, che assegna metà dei mandati alla Rada tramite collegi uninominali, dove, grazie a falsificazioni ed escamotage, a vincere sono stati esponenti filo-presidenziali.

Secondo la Commissione Elettorale centrale, il Partito delle Regioni ha ottenuto 114 seggi, l’Opposizione Unita Batkivshchyna 42, Svoboda 11, e UDAR 5.

Ai seggi del Partito delle Regioni va aggiunta la maggior parte dei 43 collegi vinti da candidati indipendenti: figure ben radicate nel territorio finanziate dall’Amministrazione Presidenziale e, per questo, pronte a confluire in una maggioranza a sostegno del Capo dello Stato una volta elette in Parlamento.

Matteo Cazzulani

YULIA TYMOSHENKO TORNA A PARLARE CON UN VIDEO: “UCRAINA, SVEGLIA!”

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 30, 2012

La Leader dell’Opposizione Democratica ucraina invita i suoi compatrioti a destituire con le armi della democrazia il regime del Presidente, Vitkor Yanukovych. Un’ulteriore registrazione mostra come all’eroina della Rivoluzione Arancione siano sistematicamente vietati colloqui con gli esponenti del dissenso rimasti in libertà.  

La leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Yulia Tymoshenko, dal carcere in cui è reclusa

Un filmato di due minuti circa girato da un telefonino nonostante l’opposizione fisica delle Guardie carcerarie per denunciare la condotta autoritaria del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, e invitare in massa il popolo ucraino alle urne. Nella giornata di sabato, 29 Settembre, la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Yulia Tymoshenko, ha fatto sentire la sua voce dal carcere dove è detenuta per scontare una sentenza politica.

Nel video, girato dal suo avvocato con un telefonino, la Tymoshenko si è appellata al popolo ucraino affinché esso si ribelli alla mafia che, secondo lei, governa il Paese dalla salita al potere di Yanukovych.

La Leader dell’Opposizione Democratica ha contestato le Autorità politiche per l’uso politico della magistratura, della quale il Presidente Yanukovych si sarebbe servito per eliminare dalla scena politica gli esponenti di spicco dello schieramento democratico, a partire dalla sua carismatica guida.

Infine, la Tymoshenko ha denunciato pressioni psico-fisiche da parte delle Autorità carcerarie: ree di sorvegliare la Leader dell’Opposizione Democratica notte e giorno e di non permetterle l’incontro con gli altri esponenti di spicco del dissenso arancione rimasti ancora in libertà.

“Avverto su di me cosa sia davvero il regime – ha dichiarato la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina – per la mafia di Yanukovych è importante solo l’arricchimento personale e la corruzione con cui essa governa l’Ucraina”.

Nella serata, le Autorità carcerarie hanno diffuso un altro video in cui la Tymoshenko, costretta su una sedia a rotelle per via di un’ernia al disco, cerca di scalfire con le mani e con le scarpe una barriera architettonica che le impedisce l’incontro con i visitatori.

Con tutta probabilità, la registrazione fa riferimento a qualche giorno prima, quando alla Guida della Rivoluzione Arancione – il processo democratico avvenuto in Ucraina nel 2004 – è stato negato l’incontro con il suo braccio destro, Oleksandr Turchynov, e il Leader in pectore dell’Opposizione Democratica Unita, Arseniy Yatsenyuk.

L’Ucraina di Yanukovych – dove alla fine di Ottobre avranno luogo Elezioni Parlamentari fondamentali per il futuro geopolitico del Paese – è passata in due anni dall’essere una democrazia rispettosa della libertà di stampa e dei diritti umani vicina all’Europa al divenire un regime filo-putiniano che reprime i dissidenti ed esercita pressioni su giornalisti e media liberi.

Dissidenti in carcere, giornalisti minacciati

La Tymoshenko è stata arrestata l’11 ottobre 2011, dopo un processo in cui la Difesa è stata privata di tutti i diritti, per la firma di accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato, ma che in realtà hanno permesso il ripristino dell’invio del gas dalla Russia in Ucraina ed Unione Europea in seguito alla crisi del gas del Gennaio 2009.

Oltre alla Leader dell’Opposizione Democratica, tra gli arrestati politici vi è, tra gli altri, l’ex-Ministro degli Interni, Yuri Lutsenko: noto in Ucraina per avere condotto una lotta contro la corruzione che ha punito alcuni degli esponenti dell’attuale establishment Presidenziale.

Le televisioni notoriamente critiche con l’Amministrazione Presidenziale, come il TVi, sono stati eliminati dal pacchetto di canali trasmessi dalla tv via-cavo, ed alcuni giornalisti, come la Redattrice della Ukrayinska Pravda, Olena Prytula, e il suo collega Mustafà Nayem, sono stati aggrediti fisicamente da guardie del corpo dell’entourage del Presidente, e minacciati verbalmente dallo stesso Yanukovych.

Dinnanzi al regresso democratico sulle Rive del Dnipro, la Commissione Europea ha congelato la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: documento che avrebbe riconosciuto a Kyiv lo status di partner privilegiato, ed avrebbe istituito una Zona di Libero Scambio per integrare l’economia ucraina con quella europea.

Critiche sono state espresse anche dal Consiglio d’Europa e dagli Stati Uniti d’America. L’Assemblea di Strasburgo ha contestato la violazione dei diritti umani e civili in Ucraina, mentre il Senato di Washington ha richiesto l’applicazione di sanzioni personali nei confronti di Yanukovych e dei suoi stretti collaboratori.

Matteo Cazzulani

MAZOWIECKI: LA TYMOSHENKO E’ DETERMINATA NONOSTANTE LA DURA DETENZIONE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 23, 2012

Il Primo Premier della Polonia libera incontra la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina nella cella della colonia penale dove è incarcerata per una sentenza politica. Pochi giorni prima il colloquio è stato rifiutato al Ministro degli Esteri della Svezia, Carl Bildt 

La Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo

La sofferenza dettata dalla malattia e dallo stress dovuto alla continua osservazione in carcere e la tenacia della Leader di Ferro che non si arrende nemmeno dinnanzi alla detenzione politica. Secondo quanto riportato dal primo Premier della Polonia libera, Tadeusz Mazowiecki, oggi consigliere del Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Yulia Tymoshenko, è consapevole in maniera lucida ed amaramente chiara della sua situazione personale e di quella del suo Paese.

Durante l’incontro, avvenuto presso la cella del carcere in cui la Tymoshenko è detenuta da quasi un anno, la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina ha espresso preoccupazione per l’interruzione dell’integrazione europea dell’Ucraina dovuta alla campagna di repressione politica attuata dal Presidente, Viktor Yanukovych, che, oltre alla Tymoshenko, ha portato all’arresto di un’altra decina di esponenti del dissenso arancione filo-occidentale.

La Leader dell’Opposizione Democratica, che non ha espresso alcuna offesa alle Autorità oggi al potere, si è detta profondamente turbata anche dinnanzi alla modalità di svolgimento delle prossime Elezioni Parlamentari, che ritiene possano essere falsificate da brogli elettorali perpetrati dall’Amministrazione Presidenziale similmente a quanto fatto durante la tornata amministrativa dell’Ottobre 2010.

La Tymoshenko ha inoltre riconosciuto di avere compiuto degli errori durante la sua condotta di Governo – capeggiato a fasi alterne dal 2005 al 2009, dopo avere guidato nel 2004 il processo democratico in Ucraina, passato alla storia come Rivoluzione Arancione – ma, a differenza del Presidente Yanukovych, ha illustrato come ella non si sia mai discostata dal rispetto della democrazia, dei diritti civili e della tutela della libertà di stampa.

“La Tymoshenko non prova rancore e non è aggressiva con le Autorità, è lucida e razionale – ha dichiarato Mazowiecki all’autorevole Gazeta Wyborcza – Non è abbattuta moralmente dal dolore dell’ernia al disco che i medici tedeschi stanno cercando di curare, ma è turbata dallo stress derivato dal fatto di essere sorvegliata in maniera costante”.

La possibilità che ha avuto Mazowiecki di visitare la Leader dell’Opposizione Democratica è un privilegio che raramente Yanukovych concede a politici occidentali. Pochi giorni prima, un colloquio in carcere con la Tymoshenko è stato negato al Ministro degli Esteri svedese, Carl Bildt.

Secondo le Autorità Carcerarie, la Leader dell’Opposizione Democratica avrebbe già intrattenuto troppi incontri con altri esponenti di spicco della politica europea ed occidentale, accorsi presso la colonia penale Kachanivsky di Kharkiv per esprimere la loro vicinanza alla guida della Rivoluzione Arancione.

Il Senato USA chiede sanzioni per le Autorità ucraine

Particolarmente critica è stata la reazione della Comunità Occidentale. La Commissione Europea ha dichiarato che la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina – documento con cui Kyiv otterrebbe da Bruxelles lo status di partner privilegiato, e il varo di una Zona di Libero Scambio per integrare l’economia ucraina a quella europea – non è possibile dinnanzi al comportamento autocratico di Yanukovych.

Nella notte di sabato, 22 Dicembre, il Senato degli Stati Uniti d’America ha approvato all’unanimità una risoluzione che richiede la liberazione immediata della Tymoshenko e degli altri detenuti politici del campo democratico ucraino.

Inoltre, la Camera Alta statunitense ha richiesto il divieto di ingresso negli USA per il Presidente ucraino e per tutti gli esponenti delle Autorità Governative collusi con i processi organizzati per escludere i dissidenti arancioni dalla vita pubblica dell’Ucraina.

Yulia Tymoshenko è stata condannata l’11 Ottobre 2011 a sette anni di detenzione in isolamento, più tre di interdizione dalla vita politica, per avere firmato, il 19 Gennaio 2009, accordi energetici con la Russia ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato – che, tuttavia, hanno salvato l’Ucraina e l’Europa da una forte crisi energetica provocata dall’interruzione strumentale dell’invio di gas da parte dei russi per fini geopolitici.

Il verdetto è stato formulato dopo un processo palesemente irregolare, con la Tymoshenko arrestata preventivamente dal 5 Agosto nonostante la sua malattia -perché ritenuta soggetto potenzialmente pericoloso per il prosieguo della indagini – la difesa costantemente privata della possibilità di convocare testimoni, e prove a favore dell’Accusa costruite in maniera sommaria e poco veritiera – alcune delle imputazioni datate addirittura il 31 Aprile!.

Matteo Cazzulani

UNA VISITA DI KOMOROWSKI CONFERMA LA ROTTURA TRA L’EUROPA E YANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 21, 2012

Il Presidente polacco ribadisce il sostegno all’integrazione europea di Kyiv, ma invita il collega a scegliere tra l’Unione Europea e la Russia, e a porre fine al regresso democratico caratterizzato dalla detenzione in carcere della Leader dell’opposizione arancione, Yulia Tymoshenko. Il Capo di stato ucraino dichiara di preferire l’Eurasia, e nega la liberazione della Lady di Ferro ucraina 

Il presidente polacco, Bronislaw Komorowski

La bella apparenza dettata dalla Ragion di Stato e l’amara realtà con un sonoro ultimatum al vicino sono state le due facce della visita in Ucraina del Presidente polacco, Bronislaw Komorowski. Nella giornata di venerdì, 20 Settembre, il Capo di Stato della Polonia si è recato a Kyiv per un incontro con il suo collega ucraino, Viktor Yanukovych, per tentare di mantenere viva la prospettiva di integrazione europea per l’Ucraina.

Coerentemente con la sua storia, e con l’interesse generale europeo, Varsavia più di tutti ha sempre il mantenimento delle porte aperte per l’Ucraina in vista di una sua pronta integrazione, ma le prospettive di un ingresso di Kyiv nell’UE si sono notevolmente affievolite a causa delle recenti decisioni politiche di Yanukovych.

Egli ha preferito guardare alla Russia anziché a Bruxelles e, sopratutto, si è reso protagonista di un’ondata di repressione del dissenso, con l’arresto di una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica, tra cui suoi due Leader, Yulia Tymoshenko e Yuri Lutsenko.

Consapevole della difficile situazione reale si è dimostrato essere lo stesso Komorowski, che dopo avere ribadito il supporto della Polonia ad ogni forma di avvicinamento dell’Ucraina all’Europa, ha invitato Yanukovych a scegliere definitivamente tra l’Unione Europea e l’Unione Eurasiatica: progetto di integrazione sovranazionale voluto dalla Russia di Putin per ripristinare l’egemonia di Mosca sul piano economico e politico nello spazio ex-sovietico.

Inoltre, il Capo di Stato polacco ha sollevato la questione dei diritti civili e del rispetto della democrazia, illustrando come il caso Tymoshenko abbia definitivamente bloccato il processo di integrazione dell’Ucraina nell’UE.

Oltre ad invitare Yanukovych a risolvere la situazione della Leader dell’Opposizione Democratica, Komorowski si è appellato anche affinché le Elezioni Parlamentari si svolgano secondo parametri legati alla correttezza ed alla trasparenza. Il loro svolgimento testimonia la maturità democratica di Kyiv, e da esso dipende la ripresa o meno del cammino dello stato ucraino verso l’Europa.

Chiara è stata la risposta di Yanukovych, che sul piano economico ha dichiarato l’intenzione di guardare sempre più insistentemente all’Unione Eurasiatica e ad altre forme di integrazione sovranazionale del Lontano Est come i Paesi BRICS, l’Organizzazione della Cooperazione di Shangai, e l’Associazione dei Paesi del Sud-Est asiatico.

Sul caso Tymoshenko – che nel mentre ha ricevuto la visita del Primo Premier della Polonia indipendente, Tadeusz Mazowiecki, oggi consigliere di Komorowski – il Capo di Stato ucraino ha augurato pronta guarigione alla Leader dell’Opposizione Democratica – affetta da una forte ernia al disco finora ignorata dalle Autorità carcerarie – ma ha escluso la sua liberazione.

L’evidente distanza tra Komorowski e Yanukovych conferma le dichiarazioni precedentemente rilasciate dal Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, che ha illustrato come, ad oggi, non vi siano i presupposti per la ripresa delle trattative finalizzate alla firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: documento con cui Bruxelles è pronta a riconoscere a Kyiv lo status di partner privilegiato dell’Unione Europea, e a varare una Zona di Libero Scambio per integrare l’economia ucraina a quella del Vecchio Continente.

Durante il Vertice della prospettiva Europea di Yalta, simile posizione è stata espressa da una dichiarazione congiunta del Ministro degli Esteri svedese, Carl Bildt, dal Presidente della Commissione Affari Esteri del Parlamento Europeo, Elmar Brok, e dal Commissario UE all’Integrazione e all’Allargamento, Stefan Fule, che hanno rilavato un peggioramento della situazione in Ucraina in merito a democrazia e libertà di stampa.

Una Corte ucraina obbliga Kyiv a pagare un forte indennizzo alla Russia

Ad approfondire il divario tra l’Ucraina e la Polonia – leggasi l’Europa – è l’inasprimento del caso Tymoshenko, avvenuto nella giornata di venerdì, 19 Settembre per via di una sentenza shock del Tribunale di Kyiv per gli Affari Economici, che ha ordinato al Governo ucraino il pagamento di un debito astronomico al Governo russo.

Nello specifico, la Corte ucraina ha ritenuto l’esecutivo di Kyiv colpevole per il mancato saldo di un debito di 400 Mila Dollari contratto 15 anni or sono dalla corporazione YEESU, allora presieduta dalla Tymoshenko. Secondo il contratto negli anni Novanta la YEESU si era impegnata a ripagare i russi con un baratto: il gas in cambio di materiali utili all’esercito russo.

A rendere sospetta la sentenza sono tre fattori. Il primo è ovviamente legato a Yulia Tymoshenko, che esce dalla questione ancor più discreditata rispetto a quanto finora attuato dai mezzi di informazione ucraini, fortemente controllati, nel complesso, dal Presidente Yanukovych.

Secondo il braccio destro della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Turchynov, la sentenza è politicamente motivata per presentare all’opinione pubblica nazionale una Tymoshenko colpevole di gestione fraudolenta delle casse dello Stato quando ancora non ricopriva posizioni di comando a livello politico.

La sentenza è sospetta anche per la tempistica con cui il caso YEESU è stato avviato. Il Ministero della Difesa russo si è infatti ricordato della questione della YEESU solo nel Settembre 2011, durante l’ultima fase del processo in cui la Tymoshenko è stata accusata – e poi arrestato – per la firma di accordi energetici ritenuti svantaggiosi per le casse ucraine il 19 Gennaio 2009.

Con quella decisione politica, la Tymoshenko – allora Primo Ministro, ha posto fine ad una crisi energetica senza precedenti, provocata dalla chiusura dei rubinetti del gas da parte della Russia: intenzionata a discreditare l’immagine del Governo arancione delle forze democratiche e filo-occidentali in ucraina agli occhi dell’Unione Europea.

Con la firma degli accordi – un diktat di Mosca che ha imposto a Kyiv prezzi onerosi – la Tymoshenko ha garantito al suo Paese e all’Europa il ripristino dell’invio di gas, consentendo a tutto il Vecchio Continente di superare al caldo un inverno terribilmente rigido.

Matteo Cazzulani

FORUM DELLA STRATEGIA EUROPEA DI YALTA: TRA UE ED UCRAINA E ROTTURA DEFINITIVA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 15, 2012

Il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, aspramente criticato dai rappresentanti dell’Unione Europea e dall’ex-Segretario di Stato USA, Condoleeza Rice, per gli arresti politici dei principali Leader dell’Opposizione Democratica. Perplessità anche da parte dell’ex-Capo di Stato polacco, Aleksander Kwasniewski, finora sempre attento al mantenimento del dialogo con Kyiv.

Il presidente ucraino, Viktor Yanukovych

Si sarebbe dovuto parlare di economia, invece il tema principale è stato il destino geopolitico di un’Ucraina che appare sempre più lontana dalla comunità Occidentale. Durante i lavori di apertura del prestigioso Vertice della Strategia Europea di Yalta – YES: kermesse internazionale partecipata da centinaia di personaggi di spicco della politica e della finanza mondiale, organizzata dal businessman ucraino Viktor Pinchuk – a tenere banco è stata la forte critica espressa dall’Unione Europea e dagli Stati uniti d’America nei confronti del mancato rispetto dei diritti civili e della democrazia da parte del padrone di casa, il Presidente dell’Ucraina, Viktor Yanukovych.

Con una nota, emanata dall’Ambasciata UE di Kyiv, il Ministro degli Esteri svedese, Karl Bildt, il Presidente della Commissione Affari Esteri del Parlamento Europeo, Elmar Brok, e il Commissario UE all’Allargamento e all’Integrazione, Stefan Fule, hanno notato un peggioramento nella situazione ucraina rispetto all’anno precedente, dal quale potrebbe originarsi una rottura totale delle relazioni tra Bruxelles e Kyiv.

In particolare, i tre rappresentanti UE hanno contestato l’uso della magistratura per per eliminare dalla competizione elettorale gli avversari più temuti dal Presidente ucraino – come la Leader dell’Opposizione Democratica, Yulia Tymoshenko, e l’ex-Ministro degli Interni, Yuri Lutsenko – ed hanno evidenziato come solo l’organizzazione di Elezioni Parlamentari pienamente regolari possa legittimare il nuovo Parlamento ucraino.

“L’attuale situazione impossibilita a due dei Leader dell’Opposizione di prendere parte alle prossime Elezioni Parlamentari – riporta la nota dei tre rappresentati UE – Essi sono stati condannati a seguito di processi nei quali gli standard di correttezza, trasparenza e regolarità non sono stati rispettati”.

Non di meno è stata la presa di posizione dell’ex-Segretario di Stato USA, Condoleeza Rice, che ha invitato il popolo ucraino ad esercitare pressione sulle sue Autorità per evitare che il Paese sia definitivamente emarginato dalla Comunità Occidentale.

Palese è stato anche il comportamento assunto dalla Rice al termine della prima tavola rotonda della kermesse. Finita la discussione, ella è accorsa verso il palco per salutare il Premier turco, Tajip Erdogan, ignorando apertamente il Presidente Yanukovych.

“Credo nella forza delle istituzioni democratiche e nella volontà dei popoli – ha dichiarato la Rice – tutto il Mondo guarda al caso Tymoshenko, alla sua detenzione politica, e alle prossime Elezioni Parlamentari con estremo interesse”.

La presa di posizione dell’UE, che finora ha dichiarato di attendere l’esito della consultazione parlamentare prima di chiudere definitivamente le porte all’Ucraina, sa di vero cartellino rosso per Yanukovych ancor prima del termine delle Elezioni di fine Ottobre.

Dunque, sembra essere definitivamente sospesa la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: documento con cui Bruxelles è pronta a concedere a Kyiv lo status di partner privilegiato e ad aprire una Zona di Libero Scambio per integrare l’economia ucraina a quella europea.

In seguito all’arresto di Yulia Tymoshenko, il 19 Dicembre 2011 la Commissione Europea ha congelato il varo dell’Accordo, ritenendo le Autorità ucraine non abbastanza mature sul piano del rispetto dei diritti civili e della democrazia per essere ammesse nella Comunità politica del Vecchio Continente.

Yanukovych guarda alla Russia e all’Eurasia

La preoccupazione dell’Occidente per la condotta antidemocratica di Yanukovych si è letta anche nelle domande poste al Presidente ucraino dal moderatore della tavola rotonda, l’ex-Presidente della Polonia, Aleksander Kwasniewski.

Il Capo di Stato polacco Emerito – che ha sempre cercato di mantenere buoni rapporti con l’Ucraina nonostante le palesi violazioni della democrazia sulle Rive del Dnipro – non ha potuto esimersi dal sollevare la questione legata alla detenzione politica di Yulia Tymoshenko, senza, tuttavia, ottenere risposta alcuna da Yanukovych.

Il Presidente ucraino, pur riconoscendo lo stallo intercorso nelle relazioni tra l’Unione Europea e l’Ucraina in seguito alle richieste di Bruxelles sul caso Tymoshenko, ha ritenuto che Kyiv si stia avvicinando agli standard europei grazie alle riforme approntate dal Governo da lui instaurato dopo la sua salita al potere, nel Febbraio 2010.

Tuttavia, la posizione di Yanukovych si è dimostrata essere ben lontana dall’Europa, e molto più vicina all’Eurasia. Durante il suo discorso, il Presidente ucraino ha espresso la volontà di rafforzare la presenza del suo Paese nei processi di integrazione eurasiatici voluti dalla Russia di Putin per sancire l’egemonia politica di Mosca nello spazio ex-sovietico.

Tra le priorità della politica estera ed economica dell’Ucraina, Yanukovych ha contemplato rispettivamente Russia, Cina e India, senza alcuna menzione all’UE. Inoltre, il Capo di Stato ucraino ha dichiarato ufficialmente di ambire all’ottenimento per l’Ucraina dello status di Paese osservatore dell’Unione Eurasiatica – oggi composta da Russia, Bielorussia, Kazakhstan e Kyrgyzstan.

Matteo Cazzulani

YULIA TYMOSHENKO SENZA CONTATTI CON POLITICI E STAMPA DURANTE LA CAMPAGNA ELETTORALE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 13, 2012

La Leader dell’Opposizione Democratica ucraina impossibilitata ad incontrare esponenti di spicco dell’Unione Europea e giornalisti di testate nazionali ed internazionali a causa di un ordine delle Autorità Carcerarie. Peggiora la situazione della libertà di stampa in Ucraina, con il divieto di trasmettere all’estero imposto al canale indipendente TVi.

La leader dell’opposizione democratica, Julija Tymoshenko, durante una seduta del processo

Allontanata dal Mondo, dalla politica, e dal contatto con i media nazionali ed internazionali a un mese circa da un importante appuntamento elettorale nel suo Paese. Nella giornata di mercoledì, 12 Settembre, la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, l’ex-Primo Ministro Yulia Tymoshenko, si è vista negare la possibilità di ricevere la visita di una nutrita delegazione di esponenti di spicco dell’Unione Europea, tra cui il Ministro degli Esteri svedese, Karl Bildt, e l’ex-Presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek.

Secondo le Autorità Carcerarie dell’Ospedale dei Ferrovieri di Kharkiv – dove la Tymoshenko è stata tardivamente ricoverata per curare una grave ernia al disco a lungo trascurata durante i primi mesi della sua detenzione – la Leader dell’Opposizione Democratica ha già incontrato altri esponenti UE, e la visita di Bildt e Buzek la avrebbe disturbata durante la somministrazione delle cure giornaliere.

Proteste sono state sollevate dall’avvocato della Tymoshenko, Serhii Vlasenko, che ha sottolineato come la la Leader dell’Opposizione Democratica abbia il diritto di ricevere visite di politici, famigliari e di chiunque sia intenzionato a esprimerle la propria vicinanza.

Inoltre, il Difensore dell’ex-Primo Ministro ha denunciato minacce da parte delle Autorità Carcerarie nei confronti della compagna di cella della Tymoshenko, “rea” di avere reso pubblica una lettera in cui ha confermato le ripetute pressioni psicologiche esercitate su di lei e sulla Leader dell’Opposizione Democratica da parte della polizia penitenziaria.

A prendere la parola, seppur solo in maniera figurata, è stata la stessa Yulia Tymoshenko, che ha emanato una nota in cui ha lamentato l’impossibilità di interagire con i giornalisti inviati dai principali media nazionali indipendenti e da quelli internazionali. La Leader dell’Opposizione Democratica ha invitato le Autorità Carcerarie a non privarla di un diritto che le spetta in quanto personaggio di spicco della politica ucraina coinvolto nella campagna elettorale per le prossime Elezioni Parlamentari.

In merito al voto ucraino sono intervenuti anche il Consiglio d’Europa e l’OSCE. I due organismi internazionali hanno dichiarato di tenere da conto l’assenza forzata della Leader dell’Opposizione Democratica dalle prossime Elezioni Parlamentari nel loro giudizio complessivo sull’andamento di una consultazione dalla cui regolarità dipende il mantenimento in vita delle prospettive di integrazione europea dell’Ucraina.

In seguito all’arresto della Tymoshenko, avvenuto l’11 Ottobre 2011, la Commissione Europea ha congelato la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina – documento con cui Bruxelles avrebbe concesso a Kyiv lo status di partner privilegiato dell’Unione Europea, ed avrebbe costituito una Zona di Libero Scambio per integrare il mercato ucraino con quello dell’Europa – e ne ha condizionato il varo definitivo all’effettivo rispetto della democrazia e della libertà sulle Rive del Dnipro.

Ad aggravare la posizione internazionale di Kyiv, e del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, è anche il mancato rispetto della libertà di stampa in Ucraina. Martedì, 11 Settembre, il canale TVi – noto per proporre un’informazione spesso critica nei confronti dell’Amministrazione Presidenziale – è stato sanzionato con una forte multa, ed è stato impossibilitato a trasmettere all’estero senza l’autorizzazione delle Autorità.

Le misure, che mercoledì, 12 Settembre, hanno scatenato una partecipata protesta di piazza, sono state cancellate con un provvedimento urgente del Ministero dello Sviluppo Economico solo nella mattinata di giovedì, 13 Settembre.

Tuttavia, il tardivo intervento non mitiga l’atteggiamento che le Autorità ucraine hanno assunto con il mondo dell’informazione: non è la prima volta che TVI, così come altri canali critici nei confronti del Presidente Yanukovych, sono oggetto di pressioni ed azioni di disturbo da parte delle Autorità.

Arrestati per motivi politici

La Tymoshenko, nota in occidente per avere guidato nel 2004 il processo democratico in Ucraina, passato alla storia come Rivoluzione Arancione, è stata condannata l’11 Ottobre 2011 a sette anni di detenzione in isolamento più altri tre di interdizione dalla vita politica per avere firmato, nel Gennaio 2009, accordi energetici ritenuti svantaggiosi per le casse dello Stato.

Per avere preso una decisione politica, la Leader dell’Opposizione Democratica è stata arrestata in misura cautelativa, ed è stata sottoposta ad un processo dalla palese irregolarità, con la Difesa sistematicamente privata dei suoi diritti e un Corte intenzionata a condannare l’imputata nonostante la maggior parte dei testimoni abbia scagionato l’ex-Primo Ministro.

La Tymoshenko ha sempre ritenuto colpevole del suo arresto il Presidente, Viktor Yanukovych, intenzionata a cancellare dalla scena politica la sua più insidiosa concorrente.

Oltre alla Leader dell’Opposizione Democratica, ad essere stati arrestati per ragioni politiche, o costretti all’esilio, è un’altra decina di esponenti del dissenso arancione, tra cui l’ex-Ministro degli Interni, Yuri Lutsenko, e l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn.

Matteo Cazzulani