LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Giorno dell’Indipendenza ucraina: Yanukovych dice no all’Europa e si alla Russia

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 25, 2012

Il Presidente ucraino pone In primo piano i rapporti con Mosca a quelli con Bruxelles durante il suo discorso ufficiale, sancendo una volta ancora la rottura delle relazioni con l’UE. La voce registrata di Yulia Tymoshenko durante la protesta dell’Opposizione Democratica Unita per il ristabilimento della democrazia e del vettore occidentale in politica estera.

Non si e trattato di una novità, ma chi a Kyiv ancora sperava nel compimento del processo di avvicinamento dell’Ucraina all’Europa ha subito una doccia fredda, proprio nel Giorno dell’Indipendenza Nazionale. Nella giornata di venerdì, 24 Agosto, il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, ha messo in chiaro la volontà dell’Ucraina di preferire in politica estera il vettore orientale a quello occidentale.

Nello specifico, il Capo di Stato ucraino ha dichiarato che Kyiv non e intenzionata ad accettare l’integrazione nelle strutture europee per non perdere la propria indipendenza e sovranità. Al contrario, Yanukovych ha apprezzato i passi compiuti dall’Ucraina verso il rafforzamento della partecipazione ucraina nella Zona di Libero Scambio CSI: un progetto di integrazione sovranazionale voluto dalla Russia di Putin per ripristinare l’egemonia politica ed economica del Cremlino in Europa Orientale.

“Dobbiamo rafforzare i legami con i Paesi CSI: perché essi rappresentano il principale sbocco dei prodotti della nostra industria – ha dichiarato il Presidente ucraino – Non possiamo ignorare tutti i processi di integrazione che ci interessano, ma non siamo pronti a concedere la nostra partecipazione a qualsiasi prezzo. Aspettiamo risposte dai nostri partner europei, perché vogliamo che il dialogo con Bruxelles sia impostato su un piano bilaterale”.

La presa di posizione di Yanukovych non rappresenta una novità, dal momento in cui il Capo di Stato ucraino ha in più occasioni dimostrato più attenzione alla Russia piuttosto che all’Europa. Tuttavia, e significativo il fatto che tale presa di posizione e stata ribadita con molta evidenza durante il discorso ufficiale dedicato al Giorno dell’Indipendenza ucraina.

Del resto, i rapporti tra il Presidente ucraino e l’UE sono da tempo logori. Bruxelles male ha digerito il regresso democratico realizzato da Yanukovych dal momento della sua elezione nel Febbraio 2010, mediante processi ed arresti politici – realizzati per eliminare i suoi più temibili avversari dalla scena politica nazionale – falsificazione delle Elezioni Amministrative, accentramento dei poteri nelle sue mani a danno del Parlamento, e innalzamento della pressione sulla stampa dopo cinque anni di libertà dovuti ai progressi in senso occidentale compiuti dai Governi successivi alla Rivoluzione Arancione.

A contestare il Presidente e stata l’Opposizione Democratica Unita, che ha colto l’occasione del Giorno dell’Indipendenza per richiedere pubblicamente la liberazione dei prigionieri politici: l’ex-Primo Ministro, e guida della Rivoluzione Arancione, Yulia Tymoshenko, e l’ex-Ministro degli Interni, Yuri Lutsenko.

Durante la manifestazione di piazza, partecipata da 5 Mila persone, gli organizzatori hanno diffuso un nastro magnetico con la voce di Yulia Tymoshenko. Dal carcere, con tono lento e intermittente – probabilmente dovuto alla malattia che l’ha colpita dal momento della sua detenzione – la Leader dell’Opposizione Democratica Unita ha invitato i suoi elettori e tutti gli ucraini a ribellarsi alla dittatura di Yanukovych per costruite un’Ucraina giusta, veramente indipendente, democratica ed europea.

Giornalista arrestata per tre ore

Oltre che dalla querelle politica, il Giorno dell’Indipendenza ucraina e stato caratterizzato anche da un giallo politico-giornalistico. Come riportato dall’autorevole Ukrayinska Pravda, la cronista Tetyana Chornovil e stata arrestata dalle forze di polizia per tre ore, per poi essere rilasciata dopo essere stata privata del suo telefono cellulare.

La Chornovil si e introdotta nella residenza presidenziale Mezhihirya per realizzare un reportage sul lussuoso edificio che, secondo quanto denunciato in più occasioni dalla stessa Ukrayinska Pravda, Yanukovych avrebbe realizzato con denaro pubblico.

Secondo le autorità, l’episodio sarebbe stata una semplice esercitazione anti-spionaggio, alla quale la Chornovil avrebbe partecipato sua sponte.

Matteo Cazzulani

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Caso Tymoshenko: e giallo sulla data della sentenza del ricorso in Cassazione

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 22, 2012

Il Giudice, Stanislav Mishchenko, non comunica i termini per la lettura del verdetto in merito alla condanna per la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina a sette anni di prigione per una coraggiosa scelta di politica energetica. La Difesa denuncia persecuzioni psicologiche, mentre l’Accusa resta arroccata sulle sue posizioni.

Nel processo Tymoshenko cala il sipario per l’ultima pausa, ma ancora non si sa quando Sara emanato il verdetto definitivo. Nella giornata di martedì, 21 Agosto, la Corte Suprema di Giustizia ucraina per le questioni criminali e civili ha terminato l’esame del ricorso in cassazione presentato dalla Leader dell’Opposizione Democratica, l’ex-Primo Ministro Yulia Tymoshenko.

La Lady di Ferro ucraina e stata condannata in Primo Grado a sette anni di reclusione in isolamento per avere firmato accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello stato durante l’ultimo anno passato alla guida del Governo, nel 2009.

Il giudice, Stanislav Mishchenko, ha ascoltato le motivazioni dell’Accusa e della Difesa e, nella tarda mattinata, si e ritirato in Camera di Consiglio per la formulazione del verdetto definitivo, senza, tuttavia, informare sul termine preciso della sua emanazione.

Secondo Serhiy Vlasenko, l’Avvocato della Leader dell’Opposizione Democratica, la lettura della sentenza definitiva potrebbe avvenire non prima di un mese. Il legale di Yulia Tymoshenko e infatti convinto della natura politica del procedimento, e per questa ragione ha previsto la chiusura definitiva del processo a pochi giorni dalle Elezioni Parlamentari di Autunno: giusto in tempo per evitare la presentazione del ricorso presso la Corte Europea dei Diritti Umani.

Inoltre, Vlasenko durante il suo intervento in aula ha denunciato la persecuzione in atto a suo carico, dichiarando di essere continuamente controllato dai Servizi Segreti ucraini con continue intercettazioni telefoniche, ed ingressi non autorizzati nella sua casella di posta elettronica.

Convinta della colpevolezza dell’imputata si e detta la Pubblica Accusa. Il Procuratore, Oxana Drohobytska, ha ritenuto che la decisione dell’allora Primo Ministro Tymoshenko di firmare gli accordi energetici del 19 Gennaio 2009 con la Russia abbia provocato una perdita per le casse dello Stato pari a 1,5 Miliardi di Hryvnje.

A sostegno della conferma della condanna alla detenzione per la Leader dell’Opposizione Democratica, la Drohobytska ha inoltre sostenuto che la Tymoshenko ha abusato dei propri poteri al momento dell’accettazione del contratto impostole dall’allora suo collega russo, Vladimir Putin. L’ex-Primo Ministro ucraino non avrebbe tenuto conto del mancato via libera da parte del Consiglio dei Ministri per la firma dei contratti con Mosca.

L’11 Ottobre 2011, Yulia Tymoshenko e stata condannata a sette anni di detenzione in isolamento dopo un processo di Primo Grado celebrato in maniera irregolare: con la difesa sistematicamente privata dei propri diritti e la stessa Leader dell’Opposizione Democratica arrestata preventivamente dal 5 Agosto.

La condanna e stata confermata dalla Corte d’Appello il 24 Dicembre, dopo che l’ex-Primo Ministro, colpita da una forte ernia al disco sistematicamente trascurata dalle Autorità carcerarie, e stata trasferita dalla Capitale, Kyiv, alla periferica Colonia Penale Femminile di Kharkiv.

L’Opposizione Democratica ha ritenuto responsabile della condanna della Tymoshenko e di un’altra decina di esponenti del campo arancione – tra cui l’ex-Ministro degli Interni, Yuri Lutsenko – il Presidente, Viktor Yanukovych: intenzionato ad eliminare dalla competizione politica i suoi più temibili avversari.

Critiche alla detenzione della Tymoshenko e degli altri dissidenti arrestati dalla salita al potere di Yanukovych sono state espresse da ONU, Consiglio d’Europa, NATO e Stati Uniti d’America. Per il medesimo motivo, l’Unione Europea ha congelato i lavori per la firma dell’Accordo di Associazione ed il varo della Zona di Libero Scambio UE-Ucraina.

Le prove a discolpa della Lady di Ferro ucraina

A supporto dei malumori della Comunità Internazionale, e delle accuse dell’Opposizione Democratica al Presidente Yanukovych, risiede il fatto che durante il Primo Grado del processo la stragrande maggioranza dei testimoni – di cui solo due sono Stati convocati su indicazione della Difesa – ha scagionato la Tymoshenko dalle imputazioni sollevate a suo carico.

Con la firma degli accordi energetici del 19 Gennaio 2009, l’ex-Primo Ministro ucraino e riuscita a risolvere una crisi energetica che ha messo in ginocchio l’Europa intera, a causa della decisione dei russi di tagliare le forniture di gas con lo scopo politico di destabilizzare il Governo degli arancioni in Ucraina.

Inoltre, il regolamento ucraino concede al Primo Ministro il potere di prendere decisioni senza consultare il Consiglio dei Ministri in casi di emergenza nazionale, come lo e stata la crisi energetica tra Ucraina e Russia del 2009, che la Tymoshenko – a differenza dell’allora Presidente Viktor Yushchenko e di altri Capi di Governo che l’hanno preceduta – ha saputo risolvere garantendo all’Europa e al suo popolo il ripristino delle forniture di gas russo.

Matteo Cazzulani

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Ucraina: per Yuri Lutsenko altri due anni di prigione

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 18, 2012

L’ex-Ministro degli Interni costretto alla rinuncia dei beni immobili, confiscati dalle autorità. Il verdetto prolunga a sei anni l’esclusione dalla vita politica per il politico dell’Opposizione Democratica.

Detenzione prolungata, ulteriore divieto di partecipazione alla vita politica e confisca immediata di tutti beni mobili ed immobili e la pena che l’ex-Ministro degli interni ucraino, Yuri Lutsenko, e costretto a scontare dopo l’ennesimo processo celebrato a suo carico. Nella giornata di venerdì, 17 Agosto, Lutsenko e stato condannato a due anni di detenzione, più tre di interdizione dalla vita politica, per avere abusato dei suoi poteri durante le indagini in merito all’avvelenamento del Presidente Yushchenko.

Come riportato dalla Giudice, Hanna Medushevska, la pena e stata ridotta per via della precedente condanna che già costringe l’ex-Ministro degli Interni a quattro anni di detenzione sempre per un altro caso di abuso d’ufficio e nepotismo.

Incredulità e stata espressa dalla Difesa di Lutsenko, che ha evidenziato come non vi sia alcuna prova della colpevolezza dell’imputato, a partire dalla dichiarazione del testimone-chiave, Valentyn Davydenko, che ha scagionato l’ex-Ministro degli Interni.

Davydenko e l’ex-autista di Volodymir Sachyuk – l’agente dei Servizi Segreti che avrebbe avvelenato Yushchenko alla vigilia delle elezioni che lo avrebbero incoronato Presidente dell’Ucraina. Egli, al momento della deposizione, ha dichiarato di non avere subito alcuna pressione da nessuno, sopratutto da
Lutsenko.

Per nulla sorpreso del verdetto e apparso l’ex-Ministro degli Interni, costretto come di consueto ad assistere alla seduta da dietro le sbarre, come se fosse già stato condannato ancor prima della lettura della sentenza. A seduta chiusa, Lutsenko ha dichiarato di non credere nella magistratura ucraina, ha accusato il Presidente, Viktor Yanukovych, di reprimere i politici dell’Opposizione Democratica con l’uso della “giustizia”, ed ha invitato i suoi elettori a ribellarsi alla malavita che, secondo lui, governa il Paese con metodi mafiosi.

Rassegnazione e invece la sensazione espressa dalla moglie di Lutsenko, Iryna, presente a tutte le udienze del processo. La moglie dell’ex-Ministro degli Interni si e detta parimenti sfiduciata nei confronti della magistratura ucraina, e pronta ad abbandonare la casa in cui ha abitato con il politico dell’Opposizione Democratica per molti anni. Il verdetto ha infatti previsto la confisca immediata della casa di Lutsenko.

L’ex-Ministro degli Interni dei Governi della coalizione democratica, “arancione” e filoeuropea è noto in Europa per avere condotto una lotta a tutto campo contro la corruzione e gli oligarchi russofoni dell’est del Paese che sponsorizzano l’attività politica dell’attuale presidente Yanukovych.

Assieme all’ex-Primo Ministro, Yulia Tymoshenko, Lutsenko ha guidato il processo democratico ucraino dell’Inverno 2004, passato alla storia come Rivoluzione Arancione. Essi, con la salita al potere di Yanukovych, sono finiti nel mirino della magistratura: dopo processi farsa, costruiti su imputazioni motivate politicamente, hanno subito condanne a detenzioni pluriennali, che impediscono loro la partecipazione alla vita politica per i prossimi sette anni.

Le proteste dell’Occidente

Dopo la lettura del verdetto su Lutsenko, pronta e stata la reazione dell’Occidente. Con una nota diffusa dall’Ambasciata di Kyiv, gli USA hanno espresso dubbi sull’esistenza di un regime democratico in Ucraina, ed hanno invitato il Presidente Yanukovych a liberare immediatamente Lutsenko, la Tymoshenko e tutti gli altri detenuti politici appartenenti al campo arancione.

Condanna e stata espressa anche dal Consiglio d’Europa, che ha sottolineato come la condotta delle Autorità ucraine renda impossibile il percorso di avvicinamento ed integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea.

Matteo Cazzulani

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Yanukovych alla Merkel: un riscatto di 7 Miliardi di Euro per la liberazione della Tymoshenko

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 16, 2012

Il Presidente ucraino avrebbe chiesto soldi al Cancelliere tedesco per la liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica. A dichiararlo e l’ex-Ministro dell’integrazione Europea, Oleh Rybachuk.

Soldi in cambio della liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Yulia Tymoshenko, sarebbe stata l’offerta shock avanzata dal Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, al Cancelliere tedesco Angela Merkel. A rendere nota la “proposta da non rifiutare” e stato l’ex-Ministro per l’Integrazione Europea del primo Governo Tymoshenko, Oleh Rybachyk, in un’intervista al portale Ostrov.

Secondo il politico arancione, durante un incontro ufficiale con la Merkel, Yanukovych avrebbe proposto al Cancelliere tedesco il pagamento di 7 Miliardi di Euro per la liberazione di Yulia Tymoshenko dal carcere in cui e detenuta per scontare una condanna a sette anni di detenzione.

Il Presidente ucraino avrebbe motivato la richiesta con la volontà di Kyiv di venire incontro alle continue richieste dell’Unione Europea in merito all’immediata liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica, condannata dopo un processo irregolare.

“Yulia Tymoshenko ha rubato al Paese 14 Miliardi di Euro. Noi ve la lasciamo per solo la meta – avrebbe dichiarato Yanukovych alla Merkel – la volete? Pagate”.

Secondo Rybachyk, pronta sarebbe stata la risposta del Cancelliere tedesco, che avrebbe abbandonato i colloqui dichiarando di volere più avere nulla a che fare con il Presidente ucraino.

Secondo i fatti reali, il Governo tedesco ha offerto per la Leader dell’Opposizione Democratica cure mediche in Germania, mentre l’Amministrazione Presidenziale ucraina ha concesso solamente la possibilità di ingresso nel Paese di medici tedeschi per curare la Tymoshenko: affetta da un’ernia al disco trascurata a lungo dalle Autorità Carcerarie durante i primi mesi di detenzione.

Sempre secondo Rybachyk, oltre che con la Merkel, Yanukovych sarebbe stato autore di almeno due altri scivoloni che hanno compromesso il posizionamento dell’Ucraina su scala internazionale.

Il primo sarebbe avvenuto con il Segretario di Stato USA, Hillary Clinton, che nell’unico incontro ufficiale avrebbe ricordato al Presidente ucraino come la detenzione della Leader dell’Opposizione Democratica secondo un Articolo risalente al Codice Penale URSS sia un fatto che testimonia l’assenza di democrazia in Ucraina.

Dal canto suo, Yanukovych avrebbe assicurato a più riprese che in Ucraina esiste una magistratura indipendente. La Clinton, visibilmente turbata, ma sempre ligia al cliché diplomatico, avrebbe abbandonato i lavori accusando problemi nella traduzione simultanea di quanto da lei detto al Capo di Stato ucraino.

L’altro episodio rivelato da Rybachyk si riferisce alla recente visita in Crimea del Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, che ha ritardato ad incontrare Yanukovych di cinque ore, senza preavviso, preferendo intrattenersi in una conversazione a base di birra con alcuni motociclisti ucraini.

“Non e mai avvenuta una situazione simile in Ucraina – ha dichiarato Rybachyk – Putin, Merkel e Clinton sono Russia, Bruxelles e Washington: con tutte e tre queste superpotenze l’Ucraina ha dimostrato di essere incapace a mantenere relazioni”.

Yanukovych effettivamente isolato

L’Unione Europea e gli Stati Uniti d’America hanno congelato i rapporti diplomatici con l’Amministrazione Presidenziale ucraina dopo gli arresti dell’ex-Primo Ministro, Yulia Tymoshenko, e dell’ex-Ministero degli Interni, Yuri Lutsenko, per i quali l’Opposizione Democratica ucraina ha ritenuto responsabile Yanukovych: desideroso di eliminare dalla scena politica ucraina i due suoi più insidiosi avversari.

La Tymoshenko e Lutsenko sono stati poi oggetto di altri procedimenti giudiziari, avviati sempre dall’Amministrazione Presidenziale per prolungare la detenzione dei due esponenti di spicco dell’Opposizione Democratica.

Oleh Rybachyk e stato Ministro per l’Integrazione Europea nel Primo Governo di Yulia Tymoshenko, e Capo dell’Amministrazione Presidenziale dell’ex-Capo di Stato, Viktor Yushchenko. Assieme alla Tymoshenko, Lutsenko e Yushchenko, Rybachyk e stato uno dei Leader del processo democratico in Ucraina del 2004, passato alla storia come Rivoluzione Arancione.

Matteo Cazzulani

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IL CASO TYMOSHENKO 2 ANCORA FERMO MENTRE JANUKOVYCH PORTA L’UCRAINA SEMPRE PIU’ VICINO ALLA RUSSIA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 2, 2012

Rinviato per la quinta volta il via al processo in cui la Leader dell’Opposizione Democratica è imputata per malversazione finanziaria. La maggioranza parlamentare fedele al Presidente ucraino vara due provvedimenti che diminuiscono l’indipendenza nazionale di Kyiv dinnanzi ai disegni egemonici di Mosca

La Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo sugli accordi del gas. FOTO ® MATTEO CAZZULANI

L’eroina della Rivoluzione Arancione sarà monitorata durante le udienze del processo per garantire la sua presenza, a prescindere dalle condizioni di salute. Nella giornata di martedì, 31 Luglio, il giudice Kostjantyn Sadovs’kyj, incaricato della conduzione del processo a carico della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, per malversazione finanziaria durante la presidenza del colosso energetico JEESU pari a 4 milioni di Dollari – un fatto risalente a metà degli anni Novanta – ha respinto per la quinta volta l’avvio del procedimento dinnanzi all’assenza dell’imputata.

Julija Tymoshenko, affetta da una seria ernia al disco, ha rifiutato sia la presenza in Aula che il collegamento video proposto dall’accusa: la videoconferenza, come ha motivato l’ex-Primo Ministro ucraino, non permette di dialogare con gli avvocati difensori durante la seduta e, quindi, priva l’eroina della Rivoluzione Arancione di uno dei diritti fondamentali garantiti ad un imputato in un qualsiasi processo.

La posizione della Tymoshenko ha costretto Sadovs’kyj a rimandare la seduta, non prima di avere accolto la richiesta dell’accusa di prendere comunque in esame la possibilità di stabilire un contatto video per la seduta successiva. Inoltre, il Giudice ha respinto la proposta con la quale la Difesa ha richiesto il riaggiornamento del processo ad avvenuta guarigione della Leader dell’Opposizione Democratica.

Secondo il pool di medici tedeschi – che hanno ottenuto il permesso di curare la Tymoshenko presso una sala dell’Ospedale dei Ferrovieri di Khar’kiv – la Leader dell’Opposizione Democratica necessita non meno di 8 settimane per ristabilirsi in maniera soddisfacente.

Lo staff medico delle Autorità carcerarie ritiene invece che l’eroina della Rivoluzione Arancione sia pronta per presenziare in aula e, sopratutto, che ella debba ritornare al più presto nel Penitenziario femminile Kachanivs’kyj di Kharkiv, dove la Tymoshenko sta scontando sette anni di reclusione in isolamento per avere firmato nel Gennaio 2009 accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato.

Nel frattempo, l’assenza dalla scena politica della Tymoshenko permette ai suoi avversari – che a detta dell’Opposizione Democratica sono responsabili dei processi politici che hanno costretto l’eroina della Rivoluzione Arancione al carcere – di realizzare indisturbati una politica che allontana Kyiv dall’Europa e avvicina sempre più l’Ucraina alla Russia.

Lunedì, 30 Luglio, il Parlamento, convocato in seduta straordinaria, ha ratificato l’accordo di ingresso dell’Ucraina nella Zona di Libero Scambio CSI: processo di integrazione economica sovranazionale nello spazio ex-sovietico che consente alla Russia di estendere la sua egemonia sui Paesi un tempo appartenenti all’URSS oggi indipendenti.

Il progetto è stato registrato e sostenuto dal Presidente, Viktor Janukovych, che, dopo avere provocato il congelamento del processo di integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea, ha deciso di perseguire il vettore eurasiatico con l’avvicinamento di Kyiv sotto la sfera di influenza della Russia.

In Ucraina si parlerà sempre più in russo

Sempre nell’ambito del processo di avvicinamento a Mosca voluto da Janukovych il Parlamento ha votato in definitiva il provvedimento che riconosce la lingua russa come idioma di Stato in Ucraina al pari dell’ucraino.

Il documento, che è già stato firmato dallo Speaker del Parlamento, Volodymyr Lytvyn, è fortemente contrastato dall’Opposizione Democratica, in quanto limita l’uso della lingua nazionale – che in Ucraina, così come in altri Paesi ex-URSS e, più in generale, in altre realtà ex-coloniali, rappresenta un fattore che garantisce l”unità della nazione ed il mantenimento della cultura nazionale – e aumenta l’influenza della lingua di un Paese straniero, la Russia, intenzionato a sottomettere politicamente l’Ucraina.

A forzare l’approvazione della legge linguistica è stata la maggioranza filo-presidenziale, che ha insistito per la calendarizzazione del provvedimento in una seduta straordinaria prima della pausa estiva. Il documento era già stato votato dal Parlamento in maniera frettolosa ed irregolare, al punto da portare Lytvyn a rassegnare per protesta le proprie dimissioni.

La maggioranza ha poi respinto le dimissioni dello Speaker del Parlamento in cambio del suo impegno a firmare il documento qualora esso fosse stato riapprovato in una nuova seduta nel pieno rispetto delle regole.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: AL VIA LA CAMPAGNA ELETTORALE CON AGGRESSIONE A UN GIORNALISTA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 31, 2012

Presentate le liste dei candidati alle consultazione parlamentare da parte del Partija Rehioniv e dell’Opposizione Unita Bat’kivshchyna, con qualche sorpresa e molte conferme. Aggredito il noto reporter della Ukrajins’ka Pravda, Mustafa Nayem, prima del congresso del Partito del Potere, al quale non hanno potuto partecipare i rappresentanti della stampa

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Prima una collisione tra la sua moto e la potente Escort nera, poi la lite vis a vis con una guardia del corpo di un parlamentare, culminata con il sequestro illegale dell’Iphone con cui il noto cronista della Ukrajins’ka Pravda, Mustafa Nayem, aveva filmato l’accaduto. E’ con questa scena che nella giornata di lunedì, 30 Luglio, si è aperto il Congresso del Partija Rehioniv, nel quale il partito del potere – a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, quasi tutti i Ministri e i governatori degli enti locali – ha stabilito i nomi da inserire nella lista che concorrerà alle prossime Elezioni Parlamentari.

Ospiti sgraditi della kermesse sono stati i giornalisti. Oltre all’aggressione a Nayem – che già in passato è stato minacciato direttamente dal Presidente Janukovych per avere indagato sull’utilizzo del danaro pubblico da parte del Capo dello Stato per la costruzione della lussuosa villa a Mezhyhir’ja – gli operatori della stampa si sono visti negare l’ingresso nell’enorme edificio affittato dal Partija Rehioniv a Kyiv.

Solo i delegati hanno potuto potuto entrare. Essi, dopo circa mezz’ora, hanno potuto visionare la composizione della lista compilata precedentemente dal politbiuro e, in perfetto stile sovietico, hanno ratificato la decisione con una votazione bulgara.

Tra i primi candidati del listino del Partija Rehioniv figurano il Premier, Mykola Azarov, il Vicepremier, Serhij Tihipko, il Segretario del Consiglio di Sicurezza e Difesa Nazionale, Andrij Kljujev, e il Capogruppo in Parlamento, Oleksandr Jefremov. A sorpresa, al secondo posto del listino è stata inserita la cantante Tajisa Povalij, che ha dedicato il suo discorso di investitura ad una dichiarazione di assoluta fedeltà al Presidente Janukovych: presente al Congresso nonostante il ruolo di garante della Costituzione da lui ricoperto avesse previsto la sua assenza.

Totalmente differente è apparsa la situazione nel Congresso dell’Opposizione Democratica, che si presenta alle urne come Opposizione Unita “Bat’kivshchyna” – “Patria” in ucraino. La presentazione del listino – composto anch’esso nelle sedi di partito e ratificato all’unanimità dei delegati – è avvenuta in strada, con la presenza della stampa, nel cuore del mattino a pochi passi dal Parlamento, dove poche ore più tardi è stata convocata una seduta plenaria urgente.

A guidare la lista dell’Opposizione Unita sarà Julija Tymoshenko: ex-Primo Ministro e carismatica leader della Rivoluzione Arancione, di recente arrestata per motivi politici. Seguono l’ex-Speaker del Parlamento, Arsenij Jacenjuk, l’ex-Vice Premier Oleksandr Turchynov, e l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko: anch’egli detenuto in carcere dopo un processo politico dalla dubbia regolarità.

A sorpresa, l’Opposizione Unita – che con tutta probabilità vedrà cancellata la candidatura della Tymoshenko e di Lucenko per via della loro reclusione – ha candidato anche la moglie dell’ex titolare del dicastero degli Interni, Iryna Lucenko, e il Direttore della televisione TVi, Mykola Knjazhyc’kyj, su cui di recente le Autorità ucraine hanno aperto un fascicolo che potrebbe portare alla chiusura di uno dei pochi canali indipendenti rimasti in Ucraina.

Oltre alla presentazione dei nominativi che compongono le liste, i congressi sono stati anche l’occasione per l’illustrazione dei programmi che le due principali forze politiche – date dai sondaggi appaiate a circa il 20% ex aequo – intendono realizzare in Parlamento. Il Partija Rehioniv, che Governa dal Marzo 2010, ha promesso l’innalzamento del PIL al 5%, stabilità finanziaria e politica, miglioramento dell’immagine dell’Ucraina nel Mondo, e l’integrazione di Kyiv sia con la Russia che con l’Europa.

L’Opposizione Unita ha invece promesso la lotta ad ogni forma dei monopolio in ogni settore dell’economia nazionale, detassazione nei confronti della popolazione, innalzamento degli stipendi minimi per alcune categorie – impiegati, medici, insegnanti ed accademici – facilitazione dell’erogazione dei crediti per gli agricoltori, procedura di impeachment per il Presidente Janukovych, e ripresa del cammino di integrazione con l’Europa con la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina – che Bruxelles ha congelato dopo l’arresto politico della Tymoshenko.

L’incognita dei brogli, dell’uninominale e il precedente del 2002

Le Elezioni Parlamentari ucraine rappresentano anche un importante test per l’Ucraina, a cui sono legati i destini geopolitici di Kyiv. Infatti, se la consultazione dovesse essere caratterizzata da brogli ed irregolarità a favore delle Autorità governative – come già accaduto nel corso delle Amministrative del 2010 – l’Ucraina vedrebbe chiusa per sempre la possibilità di entrare in Europa e di avvicinarsi all’Occidente in tempi brevi.

Qualora la consultazione dovesse svolgersi in maniera regolare, a decidere la maggioranza politica potrebbe essere l’esito della consultazione nei i collegi uninominali, nei quali sono eletti la metà dei Parlamentari. Molti tra i candidati indipendenti che prendono parte alla consultazione possono infatti scegliere se entrare a far parte di una o dell’altra coalizione.

Nel 2002, l’ultimo anno in cui in Ucraina si è votato con simile sistema, i candidati eletti nell’uninominale hanno aderito in massa allo schieramento filo-presidenziale, e hanno così consegnato all’allora Capo di Stato, Leonid Kuchma, la maggioranza nonostante le urne avessero consegnato più voti al Partito di opposizione liberale e filo-occidentale Nasha Ukrajina, guidato dal futuro presidente arancione Viktor Jushchenko.

Matteo Cazzulani

Julija Tymoshenko senza più cure mediche. L’eroina della Rivoluzione Arancione torna in galera

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 28, 2012

Il Ministero della Salute ucraino impone il ritorno in carcere della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina per avvenuta guarigione. Protestano la difesa e i medici tedeschi incaricati dalla Comunità Internazionale di curare l’ex-Primo Ministro dall’ernia al disco di cui e affetta dal momento della sua reclusione

Indietro in galera nel breve tempo, senza cure ne contatti con il Mondo. Nella giornata di venerdì, 27 Luglio, il Ministro della Sanità ucraino, Rajisa Bohatyr’ova, ha dichiarato ufficialmente la fine delle cure mediche alla Leader dell’Opposizione Democratica presso l’Ospedale dei Ferrovieri di Kharkiv, e il rientro dell’ex-Primo Ministro in carcere per scontare la pena di sette anni di reclusione in isolamento per la firma nel Gennaio 2009 di accordi con la Russia ritenuti svantaggiosi per le casse dello Stato.

Secondo la Bohatyr’ova, sia la commissione medica incaricata dalle Autorità ucraine, che il pool di specialisti internazionali – autorizzati a curare la Tymoshenko dopo lunghe e forti pressioni su Kyiv da parte della Comunità Internazionale – hanno dato il via libera al ritorno della Leader dell’Opposizione Democratica in carcere per avvenuta guarigione.

Inoltre, il Ministro della Salute ucraino ha illustrato la possibilità per l’eroina della Rivoluzione Arancione di presenziare fisicamente alle prossime sedute dei due processi aperti a suo carico: il ricorso in Cassazione per la sentenza sugli accordi del 2009 e il procedimento aperto a suo carico per malversazione finanziaria durante la presidenza del colosso energetico JEESU, alla meta degli anni Novanta.

Proteste sono state espresse dall’avvocato difensore, Serhij Vlasenko, che ha evidenziato come la sua assistita non sia affatto guarita dall’ernia al disco di cui e affetta e che, al contrario, sulla pelle della Tymoshenko sono comparsi lividi di notevole estensione riconducibili ad una forte allergia.

Inoltre, Vlasenko ha ritenuto una mossa esclusivamente politica la decisione di ricondurre in carcere la Leader dell’Opposizione Democratica. Priva del permesso di ricevere cure mediche in ospedale, la Tymoshenko e ora obbligata a presenziare in Tribunale, e, a detta del suo Avvocato, nulla esclude che l’anima della Rivoluzione Arancione possa essere portata in Aula con l’uso della forza.

Scettici nei confronti delle parole del Ministro della Salute ucraino si sono dimostrati anche i medici tedeschi, che hanno organizzato una spedizione urgente per sincerarsi delle effettive condizioni della Tymoshenko.

La delegazione di specialisti dalla Germania, che ha negato di avere dato l’ok al ritorno della Leader dell’Opposizione Democratica in carcere per questioni sanitarie, e composta da un neurologo, da un fisioterapista, e dal Direttore della clinica Charite di Berlino, Karl Max Einhaepul.

Impossibilitata a coordinare la vita politica degli arancioni

Oltre all’aspetto legato alle condizioni di salute, per la Tymoshenko difficile e anche la situazione legata ai contatti umani. Nella giornata di mercoledì, 25 Luglio, le Autorità carcerarie hanno vietato alla Leader dell’Opposizione Democratica di ricevere visite per avere consumato il tempo concessole per gli incontri con persone terze.

L’ex-Primo Ministro dovrà così rinunciare alle visite della figlia, dei Politici di spicco europei – che non perdono occasione di rendere visita alla Tymoshenko per sincerarsi delle condizioni di salute dell’anima della Rivoluzione Arancione – e dei colleghi dell’Opposizione Democratica, che con l’ex-Primo Ministro si stanno coordinando per la campagna elettorale per le prossime Elezioni Parlamentari.

Julija Tymoshenko e il suo entourage hanno rigettato la responsabilità dell’arresto – maturato dopo un processo farsa costruito su prove false e celebrato senza concedere alla difesa la possibilità di avvalessi dei propri diritti – sull’establishment del Presidente, Viktor Janukovych.

L’Unione Europea, Stati Uniti d’America, Consiglio d’Europa, NATO, ONU, Canada, Australia, e principali ONG internazionali indipendenti a più riprese hanno contestato il Presidente Janukovych per gli arresti politici della Tymoshenko e di un’altra decina di esponenti di spicco dell’Opposizione Democratica.

Dinnanzi al regresso democratico ucraino, la Commissione Europea ha congelato la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: un accordo con cui Bruxelles avrebbe concesso a Kyiv lo status di partner privilegiato oggi goduto da Norvegia, Islanda e Svizzera.

Matteo Cazzulani

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TRA L’UE E LA RUSSIA L’UCRAINA SCEGLIE IL CREMLINO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 26, 2012

Il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, ha registrato in Parlamento l’Accordo per l’ingresso di Kyiv nella Zona di Libero Scambio CSI assieme a Bielorussia, Kazakhstan, Tadzhikistan, Kygyzstan ed Armenia. Motivazioni politico-energetiche alla base dell’adesione di Kyiv al progetto di integrazione sovranazionale voluto da Mosca

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Buon viso a cattivo gioco cercando di mantenere un piede in due scarpe, ma difatti la scelta è stata compiuta e l’Ucraina punta dritto tra le braccia della Russia. Nella giornata di martedì, 24 Luglio, il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, ha registrato in Parlamento la ratifica dell’accordo per l’ingresso dell’Ucraina nella Zona di Libero Scambio CSI: un progetto ideato e voluto dalla Russia per estendere la propria egemonia economica nello spazio ex-sovietico, e consolidare lo status del Cremlino di leader politico della regione dell’ex-URSS.

Secondo il calendario dei lavori della Rada, il provvedimento sarà esaminato in una delle ultime sedute dell’attuale legislatura, dove la maggioranza, composta da un patto di ferro tra comunisti e il Partija Rehioniv – il Partito del potere, a cui, oltre al Presidente Janukovych, appartengono anche il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – ha già dichiarato di votare a favore dell’ingresso di Kyiv nel progetto economico di Mosca.

La decisione di Janukovych di porre ai voti il documento per ottenerne un’approvazione certa dimostra l’avvenuta scelta di campo tra l’Europa e l’Eurasia del Presidente ucraino. Finora, il Capo dello Stato si è sempre barcamenato tra la Russia e l’Unione Europea, ed ha cercato fino all’ultimo di mantenere attuali entrambi i fronti della sua politica estera.

Tale condotta è stata attuata fino a pochi giorni dalla registrazione dell’Accordo per l’ingresso dell’Ucraina nella Zona di Libero Scambio CSI. Nella giornata di lunedì, 23 Luglio, il Ministro degli esteri di Kyiv, Kostjantyn Hryshchenko e il Commissario UE all’Allargamento e all’Integrazione, Stefan Fule, hanno firmato un documento per la facilitazione del rilascio dei visti Schengen ai cittadini ucraini.

La settimana precedente, l’Amministrazione di Janukovych ha dato enorme risalto alla conclusione della stesura del testo dell’Accordo per la Zona di Libero Scambio UE-Ucraina, annunciata dal Ministro per lo Sviluppo Economico, Petro Poroshenko. Tuttavia, a riguardo è pervenuta la pronta rettifica da parte della Commissione Europea, che ha sottolineato come l’entrata in vigore dell’Accordo per la Zona di Libero Scambio sia strettamente legata alla firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina.

Con questo documento, Kyiv avrebbe ottenuto lo status di partner privilegiato dell’UE – oggi goduto da Norvegia, Islanda e Svizzera – ma esso è stato congelato da Bruxelles per via degli arresti politici a carico degli esponenti dell’Opposizione Democratica.

E’ dinnanzi alle proteste dell’Europa per l’assenza di democrazia sulle Rive del Dnipro che Janukovych ha scelto Mosca anziché Bruxelles, ed ha portato l’Ucraina nella sfera di influenza economica di Mosca assieme a Bielorussia, Kazakhstan, Tadzhikistan, Armenia e Kyrgyzstan: gli altri Paesi che hanno già ratificato l’ingresso nella Zona di Libero Scambio CSI.

Oltre che ai malumori dell’Occidente dinnanzi alle repressioni a carico degli arancioni, a motivare quella che appare non solo come una scelta di campo ben precisa, ma anche come una sconfitta diplomatica delle Autorità ucraine – Janukovych ha sempre richiesto l’ingresso dell’Ucraina nella Zona di Libero Scambio CSI previo mantenimento di una cospicua autonomia che nel documento registrato alla Rada non è prevista – sono altri due fattori.

Il primo è legato alla volontà di Janukovych di mantenere il controllo del Paese per mezzo di metodi autoritari: se Kyiv avesse optato per la piena integrazione nell’Unione Europea, il Presidente ucraino avrebbe dovuto attenersi al rispetto della democrazia e del pluralismo partitico. Nella CSI, Janukovych può invece contare sulla compagnia del dittatore bielorusso, Aljaksandr Lukashenka, del regime di Alma Ata e della stessa Russia di Putin: noti per avere in più occasioni messo a tacere il dissenso con metodi poco leciti ed imbavagliato la stampa con l’uso della forza e del terrore.

La seconda motivazione riguarda il gas. Da tempo, l’Ucraina sta cercando di ottenere dal monopolista russo, Gazprom, uno sconto sulle forniture di oro blu che oggi Kyiv, per precisa scelta politica di Mosca, paga secondo un tariffario più caro rispetto a quello imposto dal Cremlino a Paesi alleati come Germania e Francia.

In più occasioni, il Presidente russo, Vladimir Putin, ha lasciato intendere che Janukovych può sperare in un ribasso delle tariffe solo in seguito a concessioni alla Russia in termini politici, come il prolungamento della permanenza della Flotta Russa del Mar Nero fino al 2042 – concessa dal Capo dello Stato ucraino nel Maggio del 2010 in cambio di un risibile sconto sulla bolletta del gas – e, per l’appunto, l’ingresso dell’Ucraina nei progetti di integrazione sovranazionali di Mosca.

I rischi per l’Europa

La Commissione Europea ha comunicato la complementarietà tra la Zona di Libero Scambio CSI e quella tra UE ed Ucraina, ma l’ingresso di Kyiv nel progetto di Mosca rappresenta un dato politico tanto chiaro quanto pericoloso per l’interesse geopolitico del Vecchio Continente. Con l’inglobamento dell’Ucraina, la Russia può autenticarsi come una superpotenza mondiale in grado di estromettere l’Europa da un Mondo sempre più globalizzato, in cui i principali attori sono Cina, India, Sud Africa, Brasile e, sempre meno, gli Stati Uniti d’America.

Dopo quattro anni di politica estera morbida, che ha portato il faro della democrazia nel Mondo a diventare il paladino dello sterile dialogo con i peggiori dittatori della terra, senza se e senza ma, Washington ha notevolmente indebolito la sua presenza in Europa Centro-Orientale, ed ha permesso alla Russia di realizzare i propri disegni geopolitici in teatri cruciali per la sicurezza nazionale dell’Unione Europea, come Caucaso e Bacino del Mar Nero.

Senza dubbio, oltre alle tendenze autoritarie, e alla nostalgia per i tempi e i costumi politici dell’Unione Sovietica, a permettere a Janukovych di scegliere Mosca anziché Bruxelles è stata anche la debolezza del Presidente USA, Barack Obama.

L’Amministrazione democratica della Casa Bianca avrebbe dovuto leggere meglio la situazione geopolitica mondiale, e comprendere che l’unica possibilità di successo per le economie dell’Occidente è il consolidamento di uno stretto asse atlantico tra Bruxelles e Washington capace di concorrere con le cosiddette economie emergenti in nome di solidi principi, come il libero mercato e il rispetto della democrazia e dei diritti umani.

Matteo Cazzulani

Caso Julija Tymoshenko 2: ennesimo rinvio del processo all’eroina della Rivoluzione Arancione

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 24, 2012

Il Giudice, Kostjantyn Sadovs’kyj, ha rigettato le richieste della Difesa per la continuazione del procedimento a carico della Leader dell’Opposizione Democratica. Le proteste degli avvocati e della Comunità Internazionale

Il processo politico più noto in Europa e giunto al quarto rinvio dopo quattro tentativi di continuare le sedute in assenza dell’imputata. Nella giornata di lunedì, 23 Luglio, il secondo procedimento a carico della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, e stato spostato per impossibilita di procedere a causa della mancata presenza dell’ex-Primo Ministro.

Il giudice, Kostjantyn Sadovs’kyj, ha accolto le richieste dell’Accusa di aggiornare il processo al momento in cui la Tymoshenko può presenziare in aula per rispondere delle imputazioni mosse a suo carico.

Inoltre, il Magistrato ha inserito nelle prove un referto medico delle Autorità carcerarie che certifica la cronicità dell’ernia al disco della Leader dell’Opposizione Democratica e ritiene lo stato di salute dell’eroina della Rivoluzione Arancione sufficientemente buono per potere presenziare in Aula.

Rigettate sono state invece le richieste della Difesa e della stessa Tymoshenko, che, con una dichiarazione personale, ha invitato la Corte a procedere all’esame del caso in sua assenza.

La Leader dell’Opposizione Democratica ha aggiunto di accettare la sua presenza in aula solo previo parere positivo dei medici tedeschi che, dopo una pressione notevole della Comunità Internazionale sulle Autorità ucraine, hanno ottenuto il permesso di curare l’ex-Primo Ministro, ma che in questo periodo non si trovano in Ucraina.

Proteste sono state espresse dagli Avvocati difensori. Serhij Vlasenko ha ritenuto inaccettabile il comportamento del giudice, ed ha aggiunto la notizia secondo la quale la Tymoshenko e affetta da una malattia dermatologica che avrebbe interessato parte degli arti e che si starebbe rapidamente espandendo in tutto il corpo.

L’altro difensore, Oleksandr Plakhotnjuk, ha lamentato l’impossibilita di prendere visione con l’imputata dei capi di accusa per via dello stretto regime a cui la Tymoshenko e costretta dalle Autorità Carcerarie.

Julia Tymoshenko e accusata di malversazione fiscale per 85 Mila Dollari durante la presidenza del colossocenergetico JEESU: una pagina della storia personale della Leader dell’Opposizione Democratica avvenuta nella meta degli anni Novanta, quando ancora l’ex-Primo Ministro non aveva avviato la sua carriera politica.

Julija in carcere, l’Ucraina lontano dall’UE

Nota in Occidente per la bionda treccia e per vere guidato il processo democratico ucraino nel 2004 passato alla storia come Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko e detenuta dall’11 Ottobre per scontare una condanna a sette anni di reclusione in isolamento per la firma di accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato.

Il processo e avvenuto in maniera irregolare, con la Difesa sistematicamente privata dei suoi diritti, prove a sostegno delle imputazioni costruite ad hoc – alcune delle quali addirittura datate 31 Aprile – e l’ex-Primo Ministro detenuta preventivamente dal 5 Agosto.

La Comunità internazionale ha contestato il procedimento, sottolineando la natura politica delle accuse, dalle quali si evince che il processo Tymoshenko e motivato dalla volontà di rinchiudere in carcere una delle figure di spicco del dissenso ucraino e di eliminare dalla competizione la più forte concorrente dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych.

Inoltre, l’Ucraina in seguito al procedimento a carico dell’ex-Primo Ministro ha registrato un isolamento internazionale sensibile: l’Unione Europea ha congelato la firma dell’Accordo di Associazione – documento con cui Bruxelles avrebbe concesso a Kyiv lo status di partner privilegiato oggi goduto da Norvegia, Islanda e Svizzera.

Inoltre, USA, Canada, Australia, e altri Paesi NATO – con l’eccezione di Polonia e Slovacchia per ovvi motivi di buon vicinato – hanno rifiutato di incontrare Janukovych persino nel corso dei più importanti vertici bilaterali.

Condanna a Janukovych e a quella che rappresenta la più evidente dimostrazione del regresso democratico in Ucraina e stata espressa anche da Freedom House, Amnesty International e dale altre più importanti Organizzazioni Internazionali Indipendenti.

Matteo Cazzulani

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L’ALLARME DI BARROSO: INDIPENDENZA ENERGETICA DELL’EUROPA A RISCHIO PER IL PROSSIMO INVERNO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on July 22, 2012

In un’intervista al Centro Razumkov, il Presidente della Commissione Europea ha dichiarato preoccupazione per l’evolversi della situazione energetica in Ucraina. Secondo il portoghese, nel prossimo inverno nulla esclude l’ennesima interruzione arbitraria delle forniture all’Europa da parte della Russia

Il presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso

Tante nubi con possibilità di tempesta, freddo e gelo. Non si tratta delle previsioni meteorologiche per il prossimo inverno, bensì del clima che in Europa potrebbe verificarsi sul piano della politica energetica.

A riportare tale opinione è stato il Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, che, in un’intervista all’autorevole centro di analisi geopolitica Razumkov, ha dichiarato di osservare con preoccupazione l’evolversi della politica energetica dell’Ucraina: un Paese di importanza cruciale per le forniture di gas all’UE.

Una delle questioni più dirimenti da risolvere è la ristrutturazione del sistema infrastrutturale energetico ucraino: i gasdotti di Kyiv, tramite i quali viene trasportato l’80% circa del gas diretto in UE, sono ad oggi in uno stato critico. Per la loro manutenzione, l’Ucraina, che sta cercando di ottenere uno sconto sulle forniture dell’oro blu dalla Russia, ha più volte sostenuto l’ipotesi di varare un consorzio trilaterale compartecipato da enti ucraini, europei e russi.

La proposta di Kyiv non ha incontrato il favore di Barroso. Il Presidente della Commissione Europea ha espresso forti dubbi in merito al successo dei colloqui tra Ucraina e Russia per la revisione al ribasso delle tariffe per il gas, e ha evidenziato come, così come nel passato, i colloqui tra Kyiv e Mosca possono portare ad un’impasse politica e all’interruzione delle forniture di oro blu, per la quale a pagare sarebbero solo gli ucraini e gli europei.

“Nel Marzo 2009, l’Unione Europea si è impegnata ufficialmente a sostenere la modernizzazione del sistema infrastrutturale ucraino, previa realizzazione a Kyiv delle riforme in senso democratico e occidentale del sistema energetico nazionale – ha dichiarato Barroso – Non siamo contrari al consorzio a tre coi russi, ma se questa dovesse essere la scelta delle Autorità ucraine i lavori dovranno essere svolti secondo le logiche del libero mercato e della libera concorrenza”.

Sullo sfondo delle parole di Barroso sta il comportamento dell’ente monopolista del gas russo, Gazprom. Esso è una vera e propria arma politica adoperata dal Cremlino per mantenere la propria egemonia politica sui Paesi dell’Europa Centro-Orientale e, più in generale, dello spazio ex-Sovietico.

Nei confronti dell’Ucraina, Gazprom ha più volte interrotto l’invio di gas – nuocendo all’Unione Europea: rimasta a secco di oro blu per diversi giorni nel pieno dell’inverno – per destabilizzare i governi di Kyiv, ed indurli ad effettuare concessioni a Mosca sul piano politico.

Nonostante la condotta del monopolista russo, il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, ha a più riprese sottolineato la necessità di coinvolgere Gazprom nel processo di ristrutturazione dei gasdotti nazionali.

Tuttavia, la presenza dei russi nel consorzio per la modernizzazione delle condutture di Kyiv potrebbe costituire l’inizio di una scalata da parte di Gazprom al possesso del sistema infrastrutturale energetico dell’Ucraina che, una volta effettuata, comporterebbe il totale controllo politico su Kyiv da parte di Mosca.

Significativa per comprendere la problematica legata alla forte presenza di Gazprom nei sistemi infrastrutturali energetici europei è la condotta del monopolista russo nei confronti degli enti del Vecchio Continente.

Per mantenere a se legati politicamente i Paesi dell’Europa Occidentale, la Russia ha avviato una campagna di ritocco al ribasso delle tariffe per il gas con le principali compagnie di Germania, Francia, Slovenia, Slovacchia e Austria in cambio della cessione da parte di quest’ultime del controllo parziale o totale sui gasdotti nazionali.

Tra i pochi ad opporsi alla politica di Gazprom figura la Lituania, che per diminuire la quasi totale dipendenza dalle importazioni dalla Russia ha applicato alla lettera il Terzo Pacchetto Energetico UE, che vieta ai monopolisti registrati al di fuori dell’UE – come Gazprom – il possesso delle condutture europee.

Varsavia porta Mosca in tribunale

Un altro Paese che sta combattendo contro il monopolista russo è la Polonia. Il colosso energetico nazionale PGNiG da tempo ha avviato trattative per il ritocco al ribasso di un contratto per l’importazione di gas che, ad oggi, obbliga Varsavia a pagare l’oro blu secondo un tariffario più caro rispetto a quello imposto dai russi a tedeschi e francesi.

Dinnanzi ai continui dinieghi da parte di Gazprom, l’ente nazionale polacco ha deciso di rivolgersi all’Arbitrato Internazionale di Stoccolma, lamentando a più riprese l’impossibilità di arrivare a un compromesso con Mosca e, sopratutto, denunciando la mancata volontà da parte dei russi di condurre con Varsavia simili trattative rispetto a quelle intavolate con Berlino e Parigi.

“Non vediamo altra soluzione che il ricorso alla Corte Internazionale – ha dichiaratoalla Reuters la Direttrice di PGNiG, Grazyna Petrowska-Oliwa – l’Arbitrato non esclude il mantenimento della possibilità di condurre trattative, ma al momento attuale le parti sono troppo distanti per il raggiungimento di un compromesso condiviso”.

Matteo Cazzulani