LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: YANUKOVYCH PRONTO A CACCIARE 200 OCCIDENTALI SOLIDALI CON LE MANIFESTAZIONI PER L’EUROPA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 23, 2013

La lista delle Persone non Grate sarebbe stata redatta dal Deputato del Partito delle Regioni Oleh Tsariov, e, come riportato dal Financial Times, avrebbe già colpito imprenditori, accademici e politici dell’Occidente che hanno supportato le proteste in sostegno dell’integrazione ucraina in Unione Europea. Se confermata, l’indiscrezione testimonia la deriva autoritaria di Kyiv sul modello della Bielorussia.

Cacciati dal Paese come agenti stranieri per avere supportato le proteste pacifiche dell’opposizione. Non siamo in Corea del Nord, e nemmeno in Russia o in qualche altro noto regime del Mondo, ma in Ucraina, dove, secondo indiscrezioni, il Presidente, Viktor Yanukovych, ha dato l’ordine di vietare l’ingresso nel Paese a circa 200 tra imprenditori ed accademici “rei” di avere espresso supporto alle manifestazioni in sostegno all’integrazione ucraina in Unione Europea.

L’esistenza della lista nera è stata comunicata dall’autorevole Financial Times, che ha sottolineato come il Deputato del Partito delle Regioni -la forza partitica del Presidente Yanukovych- Oleh Tsariov abbia individuato 200 occidentali considerati dalle Autorità di Kyiv persone non grate.

Tra gli invisi dal Presidente Yanukovych ci sono l’ex-Capo di Stato georgiano, Mikheil Saakashvili -che a più riprese si è recato a Kyiv per sostenere le manifestazioni per l’ingresso di Kyiv nell’UE- il Leader dell’opposizione russa, Boris Nemtsov -a cui, a inizio Dicembre, è stato negato l’ingresso in Ucraina- e imprenditori noti per creare posti di lavoro, come il georgiano Georgi Kivkadze.

L’indiscrezione, confermata anche dal politologo Andreas Umland -esponente del Gruppo di Esperti indipendenti del Parlamento ucraino per i rapporti dell’Ucraina con l’UE- sarebbe l’ennesima deviazione autoritaria del Presidente Yanukovych, dopo l’ondata di arresti che, dal 2010, ha portato in carcere una decina di esponenti dell’Opposizione, tra cui la Leader, l’ex-Premier Yulia Tymoshenko.

A Yanukovych si devono anche i brogli durante le Elezioni Amministrative del 2010 e le Elezioni Parlamentari del 2012, l’esautorazione dei poteri del Parlamento per essere accentrati nelle mani del Presidente, e pressioni su giornalisti e stampa indipendente.

Di recente, il Presidente ha anche autorizzato la repressione violenta sul milione di dimostranti che, da più di un mese, manifesta contro la decisione del Capo di Stato ucraino di non firmare l’Accordo di Associazione con l’UE: un documento che avrebbe integrato l’economia dell’Ucraina nel mercato unico europeo.

Ad aumentare la rabbia dei manifestanti è stata anche la decisione di Yanukovych di accettare dal Presidente russo, Vladimir Putin, uno sconto sul prezzo del gas e un prestito di 15 Miliardi di Dollari che, de facto, lega l’Ucraina alla Russia ed impedisce l’integrazione europea di Kyiv.

Autoritarismo e cessione alla Russia di parti di sovranità sono tratti che Yanukovych condivide con il Presidente bielorusso, Alyaksandar Lukashenka, noto per essere l’ultimo dittatore d’Europa che, dopo avere cercato di collocare la Bielorussia su una posizione equidistante tra Europa e Russia, è stato lentamente, ma inesorabilmente inglobato da Putin nella sua Unione Doganale Eurasiatica.

Questo processo di integrazione sovranazionale è concepito da Putin per estendere l’egemonia di Mosca nello spazio ex-sovietico e, per mezzo della realizzazione di un nuovo impero russo nell’area ex-URSS -impossibile da creare senza l’Ucraina per motivi culturali, geopolitici, finanche psicologici- per contrastare l’UE nella competizione economica internazionale.

È nato il movimento nazionale Maidan

Nel frattempo, la protesta pacifica in supporto all’integrazione dell’Ucraina in Europa si è costituita dell’Unione Nazionale Maidan: un movimento transpartitico che raccoglie tutte le persone che supportano l’orientamento dell’Ucraina verso l’Europa.

Come dichiarato dall’ex-Ministro degli Esteri, Yuri Lutsenko -l’unico dissidente liberato dal carcere da Yanukovych- il movimento ha lo scopo di mantenere la protesta permanente per costringere il Capo di Stato a dimissionare il Governo del Premier filorusso, Mykola Azarov, e ascoltare la volontà del popolo di pieno appoggio all’Europa e alla democrazia.

Matteo Cazzulani

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Caso Tymoshenko: e giallo sulla data della sentenza del ricorso in Cassazione

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 22, 2012

Il Giudice, Stanislav Mishchenko, non comunica i termini per la lettura del verdetto in merito alla condanna per la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina a sette anni di prigione per una coraggiosa scelta di politica energetica. La Difesa denuncia persecuzioni psicologiche, mentre l’Accusa resta arroccata sulle sue posizioni.

Nel processo Tymoshenko cala il sipario per l’ultima pausa, ma ancora non si sa quando Sara emanato il verdetto definitivo. Nella giornata di martedì, 21 Agosto, la Corte Suprema di Giustizia ucraina per le questioni criminali e civili ha terminato l’esame del ricorso in cassazione presentato dalla Leader dell’Opposizione Democratica, l’ex-Primo Ministro Yulia Tymoshenko.

La Lady di Ferro ucraina e stata condannata in Primo Grado a sette anni di reclusione in isolamento per avere firmato accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello stato durante l’ultimo anno passato alla guida del Governo, nel 2009.

Il giudice, Stanislav Mishchenko, ha ascoltato le motivazioni dell’Accusa e della Difesa e, nella tarda mattinata, si e ritirato in Camera di Consiglio per la formulazione del verdetto definitivo, senza, tuttavia, informare sul termine preciso della sua emanazione.

Secondo Serhiy Vlasenko, l’Avvocato della Leader dell’Opposizione Democratica, la lettura della sentenza definitiva potrebbe avvenire non prima di un mese. Il legale di Yulia Tymoshenko e infatti convinto della natura politica del procedimento, e per questa ragione ha previsto la chiusura definitiva del processo a pochi giorni dalle Elezioni Parlamentari di Autunno: giusto in tempo per evitare la presentazione del ricorso presso la Corte Europea dei Diritti Umani.

Inoltre, Vlasenko durante il suo intervento in aula ha denunciato la persecuzione in atto a suo carico, dichiarando di essere continuamente controllato dai Servizi Segreti ucraini con continue intercettazioni telefoniche, ed ingressi non autorizzati nella sua casella di posta elettronica.

Convinta della colpevolezza dell’imputata si e detta la Pubblica Accusa. Il Procuratore, Oxana Drohobytska, ha ritenuto che la decisione dell’allora Primo Ministro Tymoshenko di firmare gli accordi energetici del 19 Gennaio 2009 con la Russia abbia provocato una perdita per le casse dello Stato pari a 1,5 Miliardi di Hryvnje.

A sostegno della conferma della condanna alla detenzione per la Leader dell’Opposizione Democratica, la Drohobytska ha inoltre sostenuto che la Tymoshenko ha abusato dei propri poteri al momento dell’accettazione del contratto impostole dall’allora suo collega russo, Vladimir Putin. L’ex-Primo Ministro ucraino non avrebbe tenuto conto del mancato via libera da parte del Consiglio dei Ministri per la firma dei contratti con Mosca.

L’11 Ottobre 2011, Yulia Tymoshenko e stata condannata a sette anni di detenzione in isolamento dopo un processo di Primo Grado celebrato in maniera irregolare: con la difesa sistematicamente privata dei propri diritti e la stessa Leader dell’Opposizione Democratica arrestata preventivamente dal 5 Agosto.

La condanna e stata confermata dalla Corte d’Appello il 24 Dicembre, dopo che l’ex-Primo Ministro, colpita da una forte ernia al disco sistematicamente trascurata dalle Autorità carcerarie, e stata trasferita dalla Capitale, Kyiv, alla periferica Colonia Penale Femminile di Kharkiv.

L’Opposizione Democratica ha ritenuto responsabile della condanna della Tymoshenko e di un’altra decina di esponenti del campo arancione – tra cui l’ex-Ministro degli Interni, Yuri Lutsenko – il Presidente, Viktor Yanukovych: intenzionato ad eliminare dalla competizione politica i suoi più temibili avversari.

Critiche alla detenzione della Tymoshenko e degli altri dissidenti arrestati dalla salita al potere di Yanukovych sono state espresse da ONU, Consiglio d’Europa, NATO e Stati Uniti d’America. Per il medesimo motivo, l’Unione Europea ha congelato i lavori per la firma dell’Accordo di Associazione ed il varo della Zona di Libero Scambio UE-Ucraina.

Le prove a discolpa della Lady di Ferro ucraina

A supporto dei malumori della Comunità Internazionale, e delle accuse dell’Opposizione Democratica al Presidente Yanukovych, risiede il fatto che durante il Primo Grado del processo la stragrande maggioranza dei testimoni – di cui solo due sono Stati convocati su indicazione della Difesa – ha scagionato la Tymoshenko dalle imputazioni sollevate a suo carico.

Con la firma degli accordi energetici del 19 Gennaio 2009, l’ex-Primo Ministro ucraino e riuscita a risolvere una crisi energetica che ha messo in ginocchio l’Europa intera, a causa della decisione dei russi di tagliare le forniture di gas con lo scopo politico di destabilizzare il Governo degli arancioni in Ucraina.

Inoltre, il regolamento ucraino concede al Primo Ministro il potere di prendere decisioni senza consultare il Consiglio dei Ministri in casi di emergenza nazionale, come lo e stata la crisi energetica tra Ucraina e Russia del 2009, che la Tymoshenko – a differenza dell’allora Presidente Viktor Yushchenko e di altri Capi di Governo che l’hanno preceduta – ha saputo risolvere garantendo all’Europa e al suo popolo il ripristino delle forniture di gas russo.

Matteo Cazzulani

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Ucraina: per Yuri Lutsenko altri due anni di prigione

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 18, 2012

L’ex-Ministro degli Interni costretto alla rinuncia dei beni immobili, confiscati dalle autorità. Il verdetto prolunga a sei anni l’esclusione dalla vita politica per il politico dell’Opposizione Democratica.

Detenzione prolungata, ulteriore divieto di partecipazione alla vita politica e confisca immediata di tutti beni mobili ed immobili e la pena che l’ex-Ministro degli interni ucraino, Yuri Lutsenko, e costretto a scontare dopo l’ennesimo processo celebrato a suo carico. Nella giornata di venerdì, 17 Agosto, Lutsenko e stato condannato a due anni di detenzione, più tre di interdizione dalla vita politica, per avere abusato dei suoi poteri durante le indagini in merito all’avvelenamento del Presidente Yushchenko.

Come riportato dalla Giudice, Hanna Medushevska, la pena e stata ridotta per via della precedente condanna che già costringe l’ex-Ministro degli Interni a quattro anni di detenzione sempre per un altro caso di abuso d’ufficio e nepotismo.

Incredulità e stata espressa dalla Difesa di Lutsenko, che ha evidenziato come non vi sia alcuna prova della colpevolezza dell’imputato, a partire dalla dichiarazione del testimone-chiave, Valentyn Davydenko, che ha scagionato l’ex-Ministro degli Interni.

Davydenko e l’ex-autista di Volodymir Sachyuk – l’agente dei Servizi Segreti che avrebbe avvelenato Yushchenko alla vigilia delle elezioni che lo avrebbero incoronato Presidente dell’Ucraina. Egli, al momento della deposizione, ha dichiarato di non avere subito alcuna pressione da nessuno, sopratutto da
Lutsenko.

Per nulla sorpreso del verdetto e apparso l’ex-Ministro degli Interni, costretto come di consueto ad assistere alla seduta da dietro le sbarre, come se fosse già stato condannato ancor prima della lettura della sentenza. A seduta chiusa, Lutsenko ha dichiarato di non credere nella magistratura ucraina, ha accusato il Presidente, Viktor Yanukovych, di reprimere i politici dell’Opposizione Democratica con l’uso della “giustizia”, ed ha invitato i suoi elettori a ribellarsi alla malavita che, secondo lui, governa il Paese con metodi mafiosi.

Rassegnazione e invece la sensazione espressa dalla moglie di Lutsenko, Iryna, presente a tutte le udienze del processo. La moglie dell’ex-Ministro degli Interni si e detta parimenti sfiduciata nei confronti della magistratura ucraina, e pronta ad abbandonare la casa in cui ha abitato con il politico dell’Opposizione Democratica per molti anni. Il verdetto ha infatti previsto la confisca immediata della casa di Lutsenko.

L’ex-Ministro degli Interni dei Governi della coalizione democratica, “arancione” e filoeuropea è noto in Europa per avere condotto una lotta a tutto campo contro la corruzione e gli oligarchi russofoni dell’est del Paese che sponsorizzano l’attività politica dell’attuale presidente Yanukovych.

Assieme all’ex-Primo Ministro, Yulia Tymoshenko, Lutsenko ha guidato il processo democratico ucraino dell’Inverno 2004, passato alla storia come Rivoluzione Arancione. Essi, con la salita al potere di Yanukovych, sono finiti nel mirino della magistratura: dopo processi farsa, costruiti su imputazioni motivate politicamente, hanno subito condanne a detenzioni pluriennali, che impediscono loro la partecipazione alla vita politica per i prossimi sette anni.

Le proteste dell’Occidente

Dopo la lettura del verdetto su Lutsenko, pronta e stata la reazione dell’Occidente. Con una nota diffusa dall’Ambasciata di Kyiv, gli USA hanno espresso dubbi sull’esistenza di un regime democratico in Ucraina, ed hanno invitato il Presidente Yanukovych a liberare immediatamente Lutsenko, la Tymoshenko e tutti gli altri detenuti politici appartenenti al campo arancione.

Condanna e stata espressa anche dal Consiglio d’Europa, che ha sottolineato come la condotta delle Autorità ucraine renda impossibile il percorso di avvicinamento ed integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea.

Matteo Cazzulani

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Yanukovych alla Merkel: un riscatto di 7 Miliardi di Euro per la liberazione della Tymoshenko

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 16, 2012

Il Presidente ucraino avrebbe chiesto soldi al Cancelliere tedesco per la liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica. A dichiararlo e l’ex-Ministro dell’integrazione Europea, Oleh Rybachuk.

Soldi in cambio della liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Yulia Tymoshenko, sarebbe stata l’offerta shock avanzata dal Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, al Cancelliere tedesco Angela Merkel. A rendere nota la “proposta da non rifiutare” e stato l’ex-Ministro per l’Integrazione Europea del primo Governo Tymoshenko, Oleh Rybachyk, in un’intervista al portale Ostrov.

Secondo il politico arancione, durante un incontro ufficiale con la Merkel, Yanukovych avrebbe proposto al Cancelliere tedesco il pagamento di 7 Miliardi di Euro per la liberazione di Yulia Tymoshenko dal carcere in cui e detenuta per scontare una condanna a sette anni di detenzione.

Il Presidente ucraino avrebbe motivato la richiesta con la volontà di Kyiv di venire incontro alle continue richieste dell’Unione Europea in merito all’immediata liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica, condannata dopo un processo irregolare.

“Yulia Tymoshenko ha rubato al Paese 14 Miliardi di Euro. Noi ve la lasciamo per solo la meta – avrebbe dichiarato Yanukovych alla Merkel – la volete? Pagate”.

Secondo Rybachyk, pronta sarebbe stata la risposta del Cancelliere tedesco, che avrebbe abbandonato i colloqui dichiarando di volere più avere nulla a che fare con il Presidente ucraino.

Secondo i fatti reali, il Governo tedesco ha offerto per la Leader dell’Opposizione Democratica cure mediche in Germania, mentre l’Amministrazione Presidenziale ucraina ha concesso solamente la possibilità di ingresso nel Paese di medici tedeschi per curare la Tymoshenko: affetta da un’ernia al disco trascurata a lungo dalle Autorità Carcerarie durante i primi mesi di detenzione.

Sempre secondo Rybachyk, oltre che con la Merkel, Yanukovych sarebbe stato autore di almeno due altri scivoloni che hanno compromesso il posizionamento dell’Ucraina su scala internazionale.

Il primo sarebbe avvenuto con il Segretario di Stato USA, Hillary Clinton, che nell’unico incontro ufficiale avrebbe ricordato al Presidente ucraino come la detenzione della Leader dell’Opposizione Democratica secondo un Articolo risalente al Codice Penale URSS sia un fatto che testimonia l’assenza di democrazia in Ucraina.

Dal canto suo, Yanukovych avrebbe assicurato a più riprese che in Ucraina esiste una magistratura indipendente. La Clinton, visibilmente turbata, ma sempre ligia al cliché diplomatico, avrebbe abbandonato i lavori accusando problemi nella traduzione simultanea di quanto da lei detto al Capo di Stato ucraino.

L’altro episodio rivelato da Rybachyk si riferisce alla recente visita in Crimea del Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, che ha ritardato ad incontrare Yanukovych di cinque ore, senza preavviso, preferendo intrattenersi in una conversazione a base di birra con alcuni motociclisti ucraini.

“Non e mai avvenuta una situazione simile in Ucraina – ha dichiarato Rybachyk – Putin, Merkel e Clinton sono Russia, Bruxelles e Washington: con tutte e tre queste superpotenze l’Ucraina ha dimostrato di essere incapace a mantenere relazioni”.

Yanukovych effettivamente isolato

L’Unione Europea e gli Stati Uniti d’America hanno congelato i rapporti diplomatici con l’Amministrazione Presidenziale ucraina dopo gli arresti dell’ex-Primo Ministro, Yulia Tymoshenko, e dell’ex-Ministero degli Interni, Yuri Lutsenko, per i quali l’Opposizione Democratica ucraina ha ritenuto responsabile Yanukovych: desideroso di eliminare dalla scena politica ucraina i due suoi più insidiosi avversari.

La Tymoshenko e Lutsenko sono stati poi oggetto di altri procedimenti giudiziari, avviati sempre dall’Amministrazione Presidenziale per prolungare la detenzione dei due esponenti di spicco dell’Opposizione Democratica.

Oleh Rybachyk e stato Ministro per l’Integrazione Europea nel Primo Governo di Yulia Tymoshenko, e Capo dell’Amministrazione Presidenziale dell’ex-Capo di Stato, Viktor Yushchenko. Assieme alla Tymoshenko, Lutsenko e Yushchenko, Rybachyk e stato uno dei Leader del processo democratico in Ucraina del 2004, passato alla storia come Rivoluzione Arancione.

Matteo Cazzulani

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Ucraina: Yulia Tymoshenko esclusa dalle liste dell’Opposizione Unita

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 9, 2012

La Leader dell’Opposizione Democratica non ha il diritto di voto passivo per via della condanna politica a sette anni di carcere. Radiato dalla comsultazione per la stessa motivazione anche l’ex-Ministro degli Interni, Yuri Lutsenko. I primi casi di irregolarità da parte del Partito del Presidente Yanukovych fissati dall’autorevole Ukrayinska Pravda

Nelle prossime elezioni parlamentari, l’Opposizione Democratica Unita ucraina Sara costretta a correre senza i suoi principali leaeder. Nella giornata di mercoledì, 8 Agosto, la Commissione Elettorale Centrale di Kyiv ha stabilito l’estromissione dalle liste del partito Batkivshchyna dell’ex-Primo Ministro, Yulia Tymoshenko, e dell’ex-Ministro degli Esteri, Yuri Lutsenko.

Secondo le giustificazioni della Commissione, i due protagonisti della Rivoluzione Arancione – processo democratico nonviolento che la Tymoshenko e Lutsenko hanno guidato nell’inverno del 2004 – non rispettano i requisiti necessari per essere ammessi alla corsa al mandato di parlamentare presso la Rada. Tymoshenko e Lutsenko sono infatti arrestati e, dovendo scontare una condanna alla detenzione pluriennale, sono privi del diritto di voto passivo.

A nulla sono servite le spiegazioni allegate alla domanda da parte dei due politici arancioni, che, nel loro curriculum vitae, hanno evidenziato come i processi organizzati sul loro conto siano stati politicamente motivati dal Presidente, Viktor Yanukovych, per eliminare dalla competizione elettorale i suoi più temibili avversari.

La Commissione Centrale ha votato a maggioranza per l’esclusione della Tymoshenko e di Lutsenko dalle liste elettorali. Astenuti i soli quattro membri nominati dall’Opposizione Democratica, che hanno promesso ricorso per permettere a due politici con ampio seguito popolare la candidatura per l’ottenimento di un seggio in Parlamento.

Chi invece e stato graziato dalla Commissione Elettorale Centrale e il figlio del Primo Ministro Mykola Azarov, che e stato ammesso nelle liste del Partiya Rehioniv – il Partito del Potere a cui appartengono il Presidente Yanukovych, il Premier Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – nonostante egli abbia vissuto negli ultimi anni a Vienna.

Il regolamento ucraino vieta a chi ha risieduto negli ultimi anni fuori dal Paese la possibilità di godere del diritto di voto passivo. Per questa ragione, a rischio e anche la candidatura di Andriy Shevchenko: il bomber di Milan e Chelsea ha infatti vissuto negli ultimi anni tra Londra e Milano, e la sua corsa nelle fila del Partito Ukrayina Vpered – formazione filogovernativa fuoriuscita dall’Opposizione Democratica Unita – potrebbe essere messa in discussione.

Yanukovych firma la legge che rende il russo lingua di Stato in Ucraina

Secondo gli ultimi sondaggi, l’Opposizione Democratica Unita gode di un lieve vantaggio sul Partiya Rehioniv, ma, alla fine, a decidere Sara l’elezione nei collegi uninominali, da cui sara designata la meta dei membri del prossimo parlamento. Molti sono infatti i candidati legati al partito del potere che si presentano agli elettori come indipendenti.

Nel frattempo, il Presidente Yanukovych continua nella campagna elettorale e, sempre mercoledì, 8 Agosto, ha firmato la legge che rende il russo lingua di stato al pari dell’ucraino.

Il provvedimento e fortemente avversato dall’Opposizione Democratica Unita e dalle principali Chiese del Paese – quella Ortodossa del Patriarcato di Kyiv, quella Romano-Cattolica e quella Greco-Cattolica – in quanto rischia fortemente di spezzare l’unita del Paese, e favorire sul piano culturale il rafforzamento della Russia, che Mosca abilmente potrebbe sfruttare per sostenere i suoi pani di egemonia politica sull’Ucraina.

Lo scenario che potrebbe ripetersi e quello della Bielorussia di Lukashenka, dove la lingua nazionale e usata da una percentuale minima della popolazione.

Infine, l’autorevole Ukrayinska Pravda ha fissato i primi casi di irregolarità nella campagna elettorale operati dal Partito del potere. In un Paesino della regione di Odessa, i vertici locali del Partiya Rehioniv hanno issato il vessillo del Partito presso il Consiglio Comunale, ed hanno trasformato il municipio in una sorta di gazebo in cui viene distribuito materiale elettorale del partito di Yanukovych.

Lecito ricordare che la regolarità delle elezioni parlamentari ucraine e un criterio fondamentale per la ripresa dei colloqui tra Unione Europea ed Ucraina per la firma dell’Accordo di Associazione: documento con cui Bruxelles concederebbe a Kyiv lo status di Partner privilegiato, congelato dall’UE dopo la detenzione di Yulia Tymoshenko: giudicato un atto politico che testimonia il regresso democratico ucraino sotto la Presidenza Yanukovych.

Matteo Cazzulani

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UCRAINA: AL VIA LA CAMPAGNA ELETTORALE CON AGGRESSIONE A UN GIORNALISTA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 31, 2012

Presentate le liste dei candidati alle consultazione parlamentare da parte del Partija Rehioniv e dell’Opposizione Unita Bat’kivshchyna, con qualche sorpresa e molte conferme. Aggredito il noto reporter della Ukrajins’ka Pravda, Mustafa Nayem, prima del congresso del Partito del Potere, al quale non hanno potuto partecipare i rappresentanti della stampa

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Prima una collisione tra la sua moto e la potente Escort nera, poi la lite vis a vis con una guardia del corpo di un parlamentare, culminata con il sequestro illegale dell’Iphone con cui il noto cronista della Ukrajins’ka Pravda, Mustafa Nayem, aveva filmato l’accaduto. E’ con questa scena che nella giornata di lunedì, 30 Luglio, si è aperto il Congresso del Partija Rehioniv, nel quale il partito del potere – a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, quasi tutti i Ministri e i governatori degli enti locali – ha stabilito i nomi da inserire nella lista che concorrerà alle prossime Elezioni Parlamentari.

Ospiti sgraditi della kermesse sono stati i giornalisti. Oltre all’aggressione a Nayem – che già in passato è stato minacciato direttamente dal Presidente Janukovych per avere indagato sull’utilizzo del danaro pubblico da parte del Capo dello Stato per la costruzione della lussuosa villa a Mezhyhir’ja – gli operatori della stampa si sono visti negare l’ingresso nell’enorme edificio affittato dal Partija Rehioniv a Kyiv.

Solo i delegati hanno potuto potuto entrare. Essi, dopo circa mezz’ora, hanno potuto visionare la composizione della lista compilata precedentemente dal politbiuro e, in perfetto stile sovietico, hanno ratificato la decisione con una votazione bulgara.

Tra i primi candidati del listino del Partija Rehioniv figurano il Premier, Mykola Azarov, il Vicepremier, Serhij Tihipko, il Segretario del Consiglio di Sicurezza e Difesa Nazionale, Andrij Kljujev, e il Capogruppo in Parlamento, Oleksandr Jefremov. A sorpresa, al secondo posto del listino è stata inserita la cantante Tajisa Povalij, che ha dedicato il suo discorso di investitura ad una dichiarazione di assoluta fedeltà al Presidente Janukovych: presente al Congresso nonostante il ruolo di garante della Costituzione da lui ricoperto avesse previsto la sua assenza.

Totalmente differente è apparsa la situazione nel Congresso dell’Opposizione Democratica, che si presenta alle urne come Opposizione Unita “Bat’kivshchyna” – “Patria” in ucraino. La presentazione del listino – composto anch’esso nelle sedi di partito e ratificato all’unanimità dei delegati – è avvenuta in strada, con la presenza della stampa, nel cuore del mattino a pochi passi dal Parlamento, dove poche ore più tardi è stata convocata una seduta plenaria urgente.

A guidare la lista dell’Opposizione Unita sarà Julija Tymoshenko: ex-Primo Ministro e carismatica leader della Rivoluzione Arancione, di recente arrestata per motivi politici. Seguono l’ex-Speaker del Parlamento, Arsenij Jacenjuk, l’ex-Vice Premier Oleksandr Turchynov, e l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko: anch’egli detenuto in carcere dopo un processo politico dalla dubbia regolarità.

A sorpresa, l’Opposizione Unita – che con tutta probabilità vedrà cancellata la candidatura della Tymoshenko e di Lucenko per via della loro reclusione – ha candidato anche la moglie dell’ex titolare del dicastero degli Interni, Iryna Lucenko, e il Direttore della televisione TVi, Mykola Knjazhyc’kyj, su cui di recente le Autorità ucraine hanno aperto un fascicolo che potrebbe portare alla chiusura di uno dei pochi canali indipendenti rimasti in Ucraina.

Oltre alla presentazione dei nominativi che compongono le liste, i congressi sono stati anche l’occasione per l’illustrazione dei programmi che le due principali forze politiche – date dai sondaggi appaiate a circa il 20% ex aequo – intendono realizzare in Parlamento. Il Partija Rehioniv, che Governa dal Marzo 2010, ha promesso l’innalzamento del PIL al 5%, stabilità finanziaria e politica, miglioramento dell’immagine dell’Ucraina nel Mondo, e l’integrazione di Kyiv sia con la Russia che con l’Europa.

L’Opposizione Unita ha invece promesso la lotta ad ogni forma dei monopolio in ogni settore dell’economia nazionale, detassazione nei confronti della popolazione, innalzamento degli stipendi minimi per alcune categorie – impiegati, medici, insegnanti ed accademici – facilitazione dell’erogazione dei crediti per gli agricoltori, procedura di impeachment per il Presidente Janukovych, e ripresa del cammino di integrazione con l’Europa con la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina – che Bruxelles ha congelato dopo l’arresto politico della Tymoshenko.

L’incognita dei brogli, dell’uninominale e il precedente del 2002

Le Elezioni Parlamentari ucraine rappresentano anche un importante test per l’Ucraina, a cui sono legati i destini geopolitici di Kyiv. Infatti, se la consultazione dovesse essere caratterizzata da brogli ed irregolarità a favore delle Autorità governative – come già accaduto nel corso delle Amministrative del 2010 – l’Ucraina vedrebbe chiusa per sempre la possibilità di entrare in Europa e di avvicinarsi all’Occidente in tempi brevi.

Qualora la consultazione dovesse svolgersi in maniera regolare, a decidere la maggioranza politica potrebbe essere l’esito della consultazione nei i collegi uninominali, nei quali sono eletti la metà dei Parlamentari. Molti tra i candidati indipendenti che prendono parte alla consultazione possono infatti scegliere se entrare a far parte di una o dell’altra coalizione.

Nel 2002, l’ultimo anno in cui in Ucraina si è votato con simile sistema, i candidati eletti nell’uninominale hanno aderito in massa allo schieramento filo-presidenziale, e hanno così consegnato all’allora Capo di Stato, Leonid Kuchma, la maggioranza nonostante le urne avessero consegnato più voti al Partito di opposizione liberale e filo-occidentale Nasha Ukrajina, guidato dal futuro presidente arancione Viktor Jushchenko.

Matteo Cazzulani

IN UCRAINA GIORNALISTI IN PIAZZA PER LA TUTELA DELLA LIBERTA’ DI STAMPA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 20, 2012

Una partecipata manifestazione è stata organizzata dalle principali testate giornalistiche dopo che il portale Levyj Bereg è stato citato a giudizio per la pubblicazione di intercettazioni “bollenti” di un Deputato del Partito del Presidente, Viktor Janukovych. Repressioni da parte delle Autorità politiche lamentate anche da altri media indipendenti.

 

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

La Procuratura Generale, l’Ufficio delle Entrate, i Servizi Segreti e pratiche di nepotismo politico sono le armi di cui, in Ucraina, l’Amministrazione Presidenziale si serve per limitare la libertà di stampa. A lanciare l’allarme è stato il Caporedattore del portale Levyj Bereg, Andrij Janic’kyj, nel corso di una manifestazione che i giornalisti di numerose testate ucraine hanno organizzato a Kyiv, nella giornata di giovedì, 19 Luglio, presso la sede della Procuratura Generale.

Janic’kyj ha lamentato pressioni da parte delle Autorità politiche e della polizia nei confronti del portale da lui diretto, apprezzato in Ucraina per l’obiettività e la puntualità con cui fornisce ogni giorno una costante informazione. Il Levyj Bereg è stato inoltre querelato dalla Procuratura Generale per avere pubblicato alcune intercettazioni telefoniche “bollenti” di un parlamentare del Partija Rehioniv: il Partito del potere in Ucraina, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Come sottolineato dal caporedattore del Levyj Bereg, la pressione delle Autorità ucraine è strettamente legata con la campagna elettorale per le imminenti Elezioni Parlamentari. Infatti, il Partija Rehioniv è in calo vertiginoso di consensi, e Janukovych è pronto ad evitare con tutti i mezzi una sconfitta della sua forza politica, che avrebbe il significato di un voto di sfiducia nei confronti del suo operato come Capo dello Stato.

In passato, altri media sono finiti nel mirino delle Autorità ucraine. Giovedì, 12 Luglio, la redazione del canale TVi è stata perquisita dalle forze di polizia, e l’Ufficio delle Entrate ha aperto a suo carico un procedimento giudiziario per malversazione finanziaria, che potrebbe comportare la definitiva chiusura di una delle poche emittenti indipendenti ed ucrainofone.

Sempre a riguardo del piccolo schermo, a passarsela male è anche il 5 Kanal. Noto per essere stata l’emittente che ha seguito l’evolversi della Rivoluzione Arancione, il “canale delle notizie oneste” – com’è altrimenti noto il 5 Kanal – è stato privato di alcune delle frequenze nell’autunno 2010, a pochi mesi dalla salita al potere di Janukovych. A beneficiare del parziale oscuramento del 5 Kanal sono state le televisioni possedute da alcuni degli oligarchi dell’est del Paese che sponsorizzano il Partija Rehioniv e l’attività politica del Presidente ucraino.

Infine, preoccupante è la situazione del portale di informazione Ukrajins’ka Pravda. Fondata dal coraggioso giornalista Georgij Gongadze – barbaramente ucciso nel 2000, probabilmente con la complicità delle Autorità politiche del tempo – la Ukrajins’ka Pravda ha condotto un prezioso lavoro di inchiesta in merito all’utilizzo di denaro pubblico da parte di Janukovych per la costruzione di una lussuosa villa a Mezhihirja, non lontano da Kyiv, e di una pista di atterraggio per il suo elicottero privato a Kaniv, presso il luoghi natii del Poeta Nazionale ucraino Taras Shevchenko.

Lo scomodo lavoro della Ukrajins’ka Pravda è costato caro: la redazione è ripetutamente controllata dai Servizi Segreti, mentre il noto giornalista Mustafa Nayem – l’autore dell’indagine sulle ville e gli elicotteri del Presidente – è stato minacciato in maniera velata dallo stesso Janukovych durante una conferenza stampa pubblica.

Nuove accuse per Jurij Lucenko

Oltre ai media, il regresso democratico ucraino interessa anche l’ambito politico, con una decina degli esponenti dell’Opposizione Democratica detenuti in carcere e sottoposti a procedimenti giudiziari dalla dubbia regolarità.

Nella giornata di venerdì, 20 Luglio, la Procuratura Generale ha mutato le accuse mosse a carico dell’ex-Ministro egli Interni dei governi arancioni, Jurij Lucenko, dopo che il politico dell’Opposizione Democratica, secondo quanto riferito da tutti i testimoni convocati in aula, è risultato innocente.

Lucenko, che durante la conduzione del Ministero degli Interni si è distinto per la lotta alla corruzione, è sottoposto a un lungo processo per il presunto pagamento di tangenti al suo autista, e dal 26 Dicembre 2011 è detenuto in misura preventiva in carcere in condizioni al limite della sopportazione umana: nonostante a suo carico non sia stato emesso alcun verdetto di colpevolezza.

Con la riformulazione dei capi di imputazione, Lucenko è accusato di incuranza professionale, e, secondo il Codice Penale ucraino, rischia dai due ai tre anni.

Critica è anche la situazione della Leader dell’Opposizione Democratica, l’ex-Primo Ministro Julija Tymoshenko: detenuta dal 5 Agosto 2011 per scontare una condanna a sette anni di reclusione in isolamento per avere firmato, nel Gennaio 2009, accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato.

Secondo quanto dichiarato dal suo avvocato difensore, la Tymoshenko – nota in Occidente per la bionda treccia e per avere guidato il processo democratico nel 2004 passato alla storia come Rivoluzione Arancione – è stata colpita da una seria malattia dermatologica, che ha complicato le già gravi condizioni di salute dell’ex-Primo Ministro. La Tymoshenko è infatti affetta da un’ernia al disco, curata con molto ritardo da parte delle Autorità Giudiziarie.

Il legale della Leader dell’Opposizione Democratica ha inoltre accusato le Autorità giudiziarie di rallentare volutamente l’esame del ricorso in Cassazione presentato contro la condanna subita per impedire all’eroina della Rivoluzione Arancione l’appello alla Corte Europea dei Diritti Umani e, così, nuocere ulteriormente alla già discreditata immagine internazionale di Janukovych.

Il Presidente ucraino è stato ripreso in più occasioni da Unione Europea, Stati Uniti d’America, Consiglio d’Europa, NATO, OSCE, Canada, Australia e ONU per il trattamento illiberale riservato ai media e ai politici dell’Opposizione Democratica. Dinnanzi al reiterarsi della condotta autoritaria, l’UE ha congelato la firma dell’Accordo di Associazione con l’Ucraina: un documento con cui Bruxelles avrebbe concesso a Kyiv lo status di partner privilegiato dell’Unione Europea, oggi goduto da Svizzera, Norvegia ed Islanda.

Matteo Cazzulani

LA CORTE UE DEI DIRITTI UMANI: JURIJ LUCENKO E’ UN DETENUTO POLITICO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 4, 2012

Il Tribunale di Strasburgo riconosce l’irregolarità del trattamento subito da una delle guide della Rivoluzione Arancione, ed obbliga lo Stato ucraino a risarcire i danni morali. Il Presidente dell’Ucraina, Viktor Janukovych, esclude l’Unione Europea dagli obiettivi di politica estera di Kyiv, e avvicina il suo Paese alla Russia. La Rada approva la legge che sminuisce il ruolo della lingua nazionale, mettendo a serio repentaglio l’indipendenza dello Stato

L’ex-ministro degli Interni, Jurij Lucenko

Una vittoria di Pirro che serve solo al morale degli arancioni, ma non ad impedire la deriva autocratica di un Paese che, in maniera chiara, punta verso Mosca e non più verso Bruxelles. Nella giornata di martedì, 3 Luglio, la Corte Europea dei Diritti Umani ha ritenuto illegale l’arresto e la detenzione in isolamento dell’ex-Ministro degli Interni ucraino, Jurij Lucenko, e ha obbligato lo stato ucraino a risarcire 15 Mila Euro di danni morali.

Nello specifico, il Tribunale di Strasburgo ha ritenuto il trattamento riservato dalle Autorità ucraine a uno dei personaggi di spicco dell’Opposizione Democratica in contrasto con alcuni punti fondamentali della Convenzione Europea per i Diritti Umani: l’Articolo 5, che prevede il diritto alla difesa e all’incolumità personale, e l’Articolo 18, che sostiene la non-limitazione dei diritti dell’imputato in qualsiasi processo.

Altresì, il verdetto della Corte Europea dei Diritti Umani ha condannato l’uso della magistratura per scopi politici attuato dalle Autorità ucraine. Secondo la sentenza, Lucenko è stato processato ed incarcerato con il preciso scopo di eliminare uno dei più carismatici esponenti dell’Opposizione Democratica dalle prossime Elezioni Parlamentari.

Il verdetto della Corte di Strasburgo non obbliga le Autorità ucraine a liberare Lucenko, ma, a detta dello stesso ex-Ministro, getta le basi per prossimi ricorsi contro i principali esponenti della Procuratura Generale, che l’Opposizione Democratica ritiene essere gli esecutori di una repressione politica voluta del presidente ucraino, Viktor Janukovych.

Infatti, Lucenko è uno dei dieci dissidenti arrestati dalla salita al potere dell’attuale Capo di Stato, tra cui figura il nome eccellente dell’anima della Rivoluzione Arancione, l’ex-Primo Ministro Julija Tymoshenko. Lucenko, che durante i Governi arancioni ha ricoperto la carica di Ministro degli Interni, e si è distinto per un’aspra lotta alla corruzione finalizzata ad adattare l’Ucraina agli standard europei, è stato arrestato il 26 Dicembre 2010 sotto la propria abitazione davanti a moglie e figli, al ritorno dalla passeggiata con il cane.

Dopo un processo in cui tutti i testimoni hanno scagionato Lucenko dalle accuse di abuso d’ufficio e di innalzamento irregolare dei vitalizi ad alcuni suoi collaboratori, l’ex-Ministro arancionestato condannato a quattro anni di detenzione in isolamento, più tre di interdizione alla vita politica.

Janukovych porta Kyiv verso Mosca

Il verdetto della Corte Europea dei Diritti Umani non ha spinto l’entourage del Presidente Janukovych a prendere provvedimenti per ripristinare il cammino dell’Ucraina verso l’Europa. Al contrario, il Capo di Stato ucraino ha adottato misure significative che avvicinano Kyiv alla Russia, e che lasciano presagire l’intenzione di portare il Paese nella zona di influenza economica, culturale e politica di Mosca.

Sempre martedì, 3 Luglio, in un messaggio al Parlamento sulle priorità di politica estera dell’Ucraina, il Presidente Janukovych ha escluso l’Unione Europea, e ha inserito al primo posto la Russia, seguita al terzo posto dalla Cina, e al secondo dagli Stati Uniti d’America.

Il disegno di avvicinamento a Mosca ha subito visto una realizzazione concreta. Nella medesima giornata, il Parlamento ucraino ha approvato in definitiva la legge che promuove a lingue di Stato il russo ed altri idiomi parlati da esigue minoranze linguistiche. Il provvedimento indebolisce notevolmente l’ucraino, che fin dall’ottenimento dell’Indipendenza ha garantito all’Ucraina l’unità territoriale e lo sviluppo di una cultura nazionale che le politiche repressive dell’Unione Sovietica e dell’Impero zarista hanno impossibilitato con l’uso della forza per circa tre secoli.

L’approvazione del provvedimento è avvenuta in maniera irregolare, grazie a un blitz del Vice-Speaker, il comunista Adam Martynjuk, che ha messo ai voti il disegno di legge a sorpresa, senza che esso fosse anticipato da alcun dibattito. Successivamente, le forze di polizia hanno represso con la violenza la pacifica dimostrazione organizzata dai partiti dell’Opposizione Democratica e dalle ONG filo-europee e patriottiche contro l’indebolimento della lingua ucraina.

Come documentato dall’Autorevole Ukrajins’ka Pravda, la polizia si è avvalsa persino di gas lacrimogeni per indurre i manifestanti a disperdersi e a sciogliere il presidio nonviolento organizzato presso l’Ukrajins’kyj Dim: il palazzo dove l’indomani è atteso il discorso annuale alla nazione del Presidente Janukovych.

In segno di protesta per l’approvazione del provvedimento controverso, lo Speaker del Parlamento, Volodymyr Lytvyn e il suo vice, Mykola Tomenko, hanno rassegnato del loro dimissioni.

Matteo Cazzulani

MISSIONE UE IN UCRAINA: A KWASNIEWSKI E COX CONCESSI PIU POTERI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 17, 2012

Oltre al caso di Julija Tymoshenko, l’ex-Capo di Stato socialdemocratico polacco e l’ex-Presidente liberale irlandese del Parlamento Europeo osserveranno anche i procedimenti giudiziari a carico dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, e dell’ex-Viceministro della Difesa, Valerij Ivashchenko, ed anche la preparazione delle Elezioni Parlamentari. Piena comprensione del ruolo fondamentale per l’interesse dell’Unione Europea

L’ex-Presidente polacco, Aleksander Kwasniewski

Non solo la Tymoshenko, ma anche Lucenko, Ivashchenko e le Elezioni Parlamentari. Queste sono le nuove competenze assegnate alla missione in Ucraina dell’ex-Capo di Stato polacco, Aleksander Kwasniewski, e dell’ex-Presidente del Parlamento Europeo, Pat Cox.

Il socialdemocratico polacco e il liberale irlandese sono incaricati di osservare, e studiare a fondo per conto dell’UE, le tappe dei procedimenti giudiziari mossi a carico della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko: un fatto che ha portato al congelamento del processo di integrazione del’Ucraina nelle strutture europee.

Come riportato dall’agenzia Interfax, il Parlamento Europeo ha deciso di aumentare il raggio di azione di Kwasniewski e Cox, affidando loro anche l’esame del caso dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, e dell’ex-Viceministro della Difesa, Valerij Ivashchenko.

Essi appartengono alla decina di esponenti del campo arancione incarcerati dalla salita al potere del Presidente Viktor Janukovych, ma, così come la Tymoshenko, per via del peggioramento delle loro condizioni di salute durante la detenzione – e delle scarse cure prestate dalle Autorità carcerarie – rappresentano anche un caso di emergenza sanitaria.

“Jurij Lucenko si trova in cima alle nostre priorità – ha dichiarato Kwasniewski in un’intervista a Gazeta Wyborcza – Il suo stato di salute è quello più seriamente a rischio. Invece, i medici europei incaricati di curare Julija Tymoshenko ritengono che le strutture ospedaliere in cui ella è stata trasferita siano accettabili, e che non sia necessaria un’operazione per guarire l’ernia al disco di cui, da tempo, soffre la Leader dell’Opposizione”.

L’ex-Capo di Stato polacco e l’ex-Presidente del Parlamento Europeo avranno anche il compito di osservare i lavori di preparazione delle Elezioni Parlamentari ucraine, da cui, a detta di diversi Leader di Stato e di Governo UE, e come confermato dallo stesso Kwasniewski nell’intervista a Gazeta Wyborcza, dipende il riavvio o meno del processo di integrazione dell’Ucraina nelle strutture europee.

Secondo l’ex-Presidente polacco, un modo per evitare brogli e falsificazioni della consultazione elettorale è l’invio in Ucraina di un alto numero di osservatori da parte dell’UE e della stessa Polonia: esso sarebbe un chiaro messaggio che Bruxelles lancerebbe a Kyiv per convincere gli ucraini al rispetto degli standard democratici occidentali.

“Analizzando a freddo, posso dichiarare che l’Opposizione ha ancora buone possibilità di vittoria – ha illustrato Kwasniewski a Gazeta Wyborcza – Nei seggi assegnati secondo il sistema proporzionale prevedo un pareggio, la differenza la faranno i Deputati eletti col sistema uninominale. In ogni caso dobbiamo far sì che le Elezioni siano libere e corrette, e che gli oppositori siano trattati in maniera decente sotto l’aspetto umanitario”.

L’Ucraina fondamentale per l’interesse geopolitico dell’UE

Kwasniewski e Cox sono due figure chiave nella storia dei rapporti polacco-ucraini: a loro si deve infatti la difficile gestione della realizzazione del processo democratico in Ucraina del 2004, guidato proprio dalla Tymoshenko, passato alla storia come Rivoluzione Arancione.

Tuttavia, il compito a cui il socialdemocratico polacco e il liberale irlandese sono oggi chiamati è molto più difficile rispetto a quello di otto anni or sono, poiché la divisione interna al campo ucraino tra le Autorità e l’Opposizione Arancione è pressoché insanabile, e sono pochi i Leader europei ad avere posto la questione ucraina tra le priorità della loro politica estera.

Inoltre, Kwasniewski ha evidenziato come un grosso problema sia rappresentato dalla pressione esercitata dalla Russia di Putin: tornato al potere al Cremlino con un programma improntato sul rafforzamento dell’espansione imperiale di Mosca negli Stati dell’ex-Unione Sovietica, inclusa l’Ucraina.

“La questione è importante, si tratta del posto dell’Ucraina nel Mondo – ha dichiarato l’ex-Capo di Stato polacco a Gazeta Wyborcza – In Europa è un momento di crisi, nessuno ha per la mente la questione ucraina. Inoltre, assistiamo al rafforzamento del ruolo della Russia, con Putin che vuole costruire un’Unione Eurasiatica destinata ad essere più forte con l’Ucraina al suo interno. Per Kyiv non c’è alcuna soluzione migliore all’approdo nel porto europeo – ha continuato Kwasniewski – riponiamo enormi speranze affinché ciò si realizzi”.

Matteo Cazzulani

CASO JULIJA TYMOSHENKO: SANZIONI PER PIU’ DI DIECI POLITICI AL POTERE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 3, 2012

Il Partito della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Bat’kivshchyna, rende noti i nomi delle Autorità di Kyiv ritenute responsabili per l’ondata di repressione politica che ha colpito una decina di esponenti del campo arancione. Oltre al Presidente, Viktor Janukovych, inseriti suo figlio  il Premier, i Procuratori e i giudici dei processi organizzati a carico dell’Eroina della Rivoluzione Arancione

Julija Tymoshenko nella sua cella del carcere di massima sicurezza

Tre gruppi per una decina di sanzioni che Bruxelles e Washington dovrebbero apportare per reagire alla repressione della democrazia in Ucraina. Nella giornata di venerdì, Primo di Giugno, l’autorevole quotidiano Kommersant” Ukrajina ha ottenuto l’elenco dei nominativi che sono stati indicati alle Autorità politiche di Unione Europea e Stati Uniti come responsabili dell’arresto diurna decina di esponenti dell’Opposizione Democratica ucraina.

A redigere la lista è stato Hryhorij Nemyr’ja, uno dei Leader di Bat’kivshchyna: la forza politica della Leader del campo arancione, Julija Tymoshenko, detenuta in un carcere di massima sicurezza dal 5 Agosto 2011 dove, dopo non avere subito cure mediche per diversi mesi, è stata addirittura vittima di percosse da parte delle Autorità carcerarie.

Nel primo gruppo dell’elenco rientrano esponenti politici che attualmente governano l’Ucraina, che Bat’kivshchyna ha ritenuto i veri mandanti politici dell’ondata di arresti degli esponenti dell’Opposizione Democratica.

Tra essi, oltre al Presidente, Viktor Janukovych, rientrano il figlio del Capo di Stato Oleksandr Janukovych – Deputato Nazionale e oggi una delle personalità più ricche del paese – il Consigliere del Presidente, Andrij Portnov, il Capo dell’Amministrazione Presidenziale, Serhij L’ovochkin, il Primo Ministro Mykola Azarov, e il Ministro degli Esteri, Kostjantyn Hryshchenko.

Nel secondo gruppo sono stati inseriti i giudici e i procuratori che hanno partecipato ai processi acarico della Tymoshenko e di un’altra decina di personalità di spicco del campo arancione, come il Procuratore Generale Viktor Pshonka, i suoi Vice Jevhen Blazhivs’kyj e Renat Kuz’min , il magistrato Rodion Kirejev, e i Procuratori Lillja Frolova e Oleksandr Nechvohlod.

Il terzo gruppo contiene gli esperti che, per conto del colosso energetico ucraino, hanno certificato le indagini compiute per conto del colosso energetico nazionale Naftohaz a carico di Julija Tymoshenko, e che hanno fornito i capi d’accusa con cui la Tymoshenko è stata condannata l’11 Ottobre 2011.

La condanna dell’Occidente

Alla Leader dell’Opposizione Democratica, ex-Primo Ministro, sono stati sentenziati sette anni di detenzione in isolamento più tre di interdizione dalla vita politica per la firma di accordi energetici con la Russia ritenuti sconvenienti per le casse dello stato.

Il processo con cui la Tymoshenko è stata condannata si è svolto in maniera irregolare: con l’imputata detenuta in misura preventiva in galere, la difesa sistematicamente privata della possibilità di presentare testimoni e prove a sostegno dell’arringa.

Condanne al trattamento illiberale che l’Amministrazione Janukovych ha riservato agli esponenti dell’Opposizione Democratica – oltre alla Tymoshenko, all’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, l’ex-viceministro della Difesa, Valerij Ivashchenko, e l’ex-Viceministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk – sono state mosse a più riprese da Unione Europea, Stati Uniti d’America, ONU, Consiglio d’Europa, NATO, Canada, Australia e Federazione Russa.

Matteo Cazzulani