LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UNA NUOVA RIVOLUZIONE ARANCIONE A KHARKIV PER JULIJA TYMOSHENKO. SENZA ANGELA MERKEL

Posted in Euro 2012 by matteocazzulani on June 11, 2012

Il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, conferma il boicottaggio del suo governo alla parte ucraina di Euro 2012, mentre i sostenitori olandesi supportano la loro nazionale con tinte arancioni e magliette inneggianti la liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina. Violenze dei supporter russi a danno dei polacchi.

Il cancelliere tedesco, Angela Merkel

Come previsto fin dall’inizio gli stadi ucraini non avranno l’onore di ospitare il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, ma potranno contare della presenza molto evidente dei supporter olandesi. Nella giornata di venerdì, 8 Giugno, una nota del governo di Berlino ha confermato l’assenza del Cancelliere e di ogni altro Ministro agli incontri della fase a gironi della rappresentativa teutonica, che la Germania giocherà a Leopoli e a Kharkiv.

Nel contempo, la Merkel ha mantenuto aperta l’ipotesi della sua presenza a uno degli incontri della fase eliminatoria, a patto che la nazionale tedesca si qualifichi e, sopratutto, che la situazione in Ucraina migliori per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani e della democrazia.

Il Cancelliere tedesco è stata la prima in Europa a proporre il boicottaggio della parte ucraina del campionato europeo di calcio per il caso di Julija Tymoshenko: Leader dell’Opposizione Democratica arrestata per ragioni esclusivamente politiche – secondo un articolo del codice penale di diretta origine sovietica – oggi detenuta in isolamento in condizioni disumane in una colonia penale di massima sicurezza.

All’appello della Merkel, che fino al comunicato ufficiale non ha tuttavia assunto una posizione chiara, hanno aderito le Autorità politiche di Francia, Gran Bretagna, Austria e Belgio.

A sostenere il boicottaggio della rassegna calcistica sono stati inizialmente anche i vertici dei Paesi Bassi. Tuttavia, una nota del Consiglio dei Ministri olandese ha reso noto che, in caso di approdo in finale della rappresentativa nazionale, il Primo Ministro Mark Rutte, presenzierà a Kyiv.

A compensare il dietrofront dei Paesi Bassi sono stati i suoi tifosi. In occasione della prima partita della loro nazionale – avvenuta contro la Danimarca nello stadio di Kharkiv: a pochi chilometri dal carcere dove è detenuta la Tymoshenko – molti dei supporters hanno indossato una maglietta inneggiante alla liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica.

Come riportato dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda, la maggior parte di essi non era al corrente della situazione della Tymoshenko, ma la T-shirt con il volto della Leader dell’Opposizione Democratica accostata alle parrucche e ai vessilli arancioni – i colori della rappresentativa olandese – ha giocoforza ravvivato i ricordi del 2004, quando la carismatica politica ha guidato sul Majdan Nezalezhosti di Kyiv la pacifica Rivoluzione Arancione.

A differenza di Germania, Francia e Inghilterra, i Paesi UE che hanno deciso di non boicottare la parte ucraina della manifestazione calcistica, oltre ai Paesi Bassi, sono Polonia e Danimarca.

I supporter russi vogliono rievocare l’occupazione comunista di Varsavia

Chi ha voluto fare sentire la propria presenza sono stati anche i supporter della nazionale russa, che, sempre nella giornata di venerdì, 8 Giugno, a Wroclaw, al termine della partita Russia-Repubblica Ceca hanno aggredito i volontari del servizio di sicurezza polacco, provocando quattro feriti gravi e l’apertura da parte dell’UEFA di un’inchiesta urgente.

Oltre che per i fatti di Wroclaw, i tifosi russi hanno fatto parlare di se per avere comunicato l’intenzione di inscenare una marcia nel centro di Varsavia alla vigilia della partita tra la Polonia e la Russia, con stendardi di epoca sovietica e striscioni inneggianti alla grandezza dell’URSS.

L’iniziativa ha un carattere apertamente provocatorio, poiché rievoca pagine tristi della storia polacca del Novecento, quando la capitale della Polonia fu occupata e presidiata dai militari dell’Armata Rossa.

Nonostante gli inviti al buon senso, i tifosi russi non hanno rinunciato alla loro rievocazione storica, al punto che i supporter polacchi hanno promesso barricate per le strade di Varsavia per garantire il rispetto della sensibilità culturale dei padroni di casa.

Matteo Cazzulani

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IL PARLAMENTO ITALIANO HA DECISO: A JULIJA TYMOSHENKO IL NOBEL PER LA PACE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 11, 2012

La Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo. COPYRIGHT MATTEO CAZZULANI

Una mozione bipartisan – non appoggiata solo dalla Lega Nord – ha impegnato il Primo Ministro, Mario Monti, a sostenere la liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, e ad attivarsi per il riconoscimento del Premio norvegese all’eroina della Rivoluzione Arancione. Il Deputato Enrico Farinone: “I diritti umani sono una priorità, non potevamo restare silenti”

Da correttore dei conti del Paese, come è stato presentato al momento del suo insediamento, Mario Monti sarà anche l’alfiere della democrazia in Ucraina. Nella serata di mercoledì, 9 Maggio, il Parlamento italiano ha approvato una mozione che obbliga il Presidente del Consiglio ad attivarsi con ogni misura possibile in campo diplomatico per sostenere la liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, e di altri esponenti del campo arancione arrestati dalla salita al potere del Presidente oggi in carica, Viktor Janukovych.

Successivamente all’incontro con la figlia della Tymoshenko, Jevhenija, e al numero crescente di iniziative in favore della liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica – tra cui l’appello de Il Legno Storto sottoscritto da centinaia di lettori, e la battaglia combattuta da portali di informazione popolari nella comunità degli italiani all’estero, come Lombardi Nel Mondo – ciascuna delle forze politiche della Camera dei Deputati ha presentato una propria risoluzione sulla questione.

Tra le proposte, quella di maggiore rilievo è stata la mozione redatta da Gianni Vernetti, dell’Alleanza Per l’Italia, sostenuta da PDL, PD, IDV, UDC e Gruppo Misto. In nome della volontà del popolo italiano, essa impegna il Presidente del Consiglio, Mario Monti, ad attivarsi per la liberazione di Julija Tymoshenko, dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko,e degli altri dieci detenuti politici dell’Opposizione Democratica ucraina.

Altresì, essa obbliga il Capo del Governo a esercitare pressione affinché la Tymoshenko possa ricevere le visite di esponenti dell’Unione Europea e della Comunità Internazionale, contrariamente a quanto finora concesso dalle Autorità Carcerarie.

Inoltre, il documento invita Mario Monti a sostenere con tutti i mezzi possibili la candidatura di Julija Tymoshenko al conseguimento del Premio Nobel per la Pace, in quanto la Leader arancione è una figura attiva nella democratizzazione dell’Ucraina e nell’integrazione tra le diverse componenti della società del suo Paese.

“Quello di Julija Tymoshenko è un caso di emergenza europea che ci ha scosso – ha dichiarato Enrico Farinone, Deputato del Partito Democratico, membro del gruppo di lavoro che ha redatto il documento – non potevamo rimanere silenti, nemmeno in un periodo in cui la crisi economica e l’esito delle amministrative dettano ben altre priorità: i diritti umani vanno prima di tutto”.

Dal Majdan allo sciopero della fame

Nota per la bionda treccia, e per avere guidato nel 2004 il processo democratico noto come Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, ex-Primo Ministro, è stata condannata l’11 Ottobre 2011 a sette anni di detenzione in isolamento per avere firmato durante l’ultimo anno del suo premierato, nel Gennaio 2009, accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse statali.

A questa prima condanna, maturata dopo un processo dalla dubbia regolarità, con la difesa sistematicamente privata dei propri diritti, e l’imputata incarcerata preventivamente dal 5 Agosto, si è sommato un secondo procedimento in cui la Tymoshenko è accusata di evasione fiscale e gestione fraudolenta del denaro statale.

Impossibilitata ad incontrare famigliari e avvocati, la Leader dell’Opposizione Democratica soffre di un’ernia del disco che, trascurata dalle Autorità carcerarie, le rende impossibile la deambulazione. Inoltre, il 20 Maggio la Tymoshenko è stata picchiata nella sua cella, e ha riportato evidenti ematomi all’altezza dello stomaco e su gambe e braccia.

Per questa ragione, la Leader dell’Opposizione Democratica ha intrapreso uno sciopero della fame, mentre la comunità internazionale ha apertamente protestato contro il Presidente Janukovych disertando il vertice di Jalta dei Paesi dell’Europa Centrale, e ventilando l’ipotesi di boicottare il campionato europeo di calcio, che l’Ucraina organizzerà assieme alla Polonia.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO PARALIZZATA A LETTO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 24, 2011

La conferma in diretta TV da parte dell’incaricata del parlamento per il rispetto dei Diritti Umani, Nina Karpachova, appartenente alla maggioranza fedele al Presidente, Viktor Janukovych. La Leader dell’Opposizione è dimagrita di 5 chili, colpita da un forte mal di schiena. Le Autorità vietano le manifestazioni in ricordo della Rivoluzione Arancione e chiudono il Majdan

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo

“Lo stato di salute di Julija Tymoshenko è davvero serio, non era nemmeno in grado di alzarsi dal letto mentre parlava con me”. Questa la frase shock che, pronunciata dagli schermi del 5 Kanal Domenica, 19 Novembre, è stata ribattuta immediatamente dalle più autorevoli agenzie stampa, e rimesso in allerta le principali organizzazioni per la difesa dei diritti civili.

Una testimonianza credibile, come ritengono diversi esperti, dal momento in cui è stata pronunciata dall’incaricata dal Parlamento per il rispetto dei diritti umani, Nina Karpachova: esponente della maggioranza di governo fedele al Presidente, Viktor Janukovych, ritenuto dalla Tymoshenko e dal suo entourage il vero responsabile di un’ondata di arresti e processi a danno di esponenti dell’Opposizione.

Nello specifico, la Karpachova si è recata presso il carcere di massima sicurezza Luk’janivs’kyj per la tradizionale visita a sorpresa dei carcerati: giunta presso la cella della Leader del campo arancione, ha trovato una persona dimagrita di circa 5 chili, incapace di spostarsi dal giaciglio senza l’aiuto di una persona terza, sempre in preda ad un forte mal di schiena lamentato fin dai primi giorni della reclusione quando, dinnanzi al giudice – lecito ricordare che la Tymoshenko è stata incarcerata ancor prima che fosse pronunciato il verdetto di un processo-farsa costruito su prove fumose, fabbricate ad hoc, addirittura datate il 31 Aprile – ha denunciato le condizioni disumane della prigione, e richiesto di essere visitata dai propri medici di fiducia. Un diritto, tuttavia, sempre negatole: anche a procedimento concluso.

Conferma di quanto illustrato in televisione è arrivata nella tarda serata di lunedì, 21 Novembre, con una nota in cui la Karpachova si è appellata al Premier, Mykola Azarov, affinché alla Leader dell’Opposizione siano consentiti trattamenti medici urgenti e particolari, anche al di fuori della struttura di massima sicurezza. Una richiesta che difficilmente sarà esaminata dalle Autorità, impegnate in ben altre urgenze.

Majdan chiuso per l’anniversario della Rivoluzione Arancione

Una direttiva dell’Amministrazione Cittadina di Kyiv – retta da una figura di nomina presidenziale, ergo direttamente legata al Capo dello Stato – ha vietato ogni manifestazione sul Majdan Nezalezhnosti in ricordo della Rivoluzione Arancione: rivolta pacifica con cui, il 22 Novembre 2004, migliaia di ucraini installarono una tendopoli nella piazza principale della capitale per protestare contro le continue repressioni dell’Amministrazione dell’ex-Presidente, Leonid Kuchma e, nello specifico, i brogli elettorali da essa perpetrati in favore di Viktor Janukovych: candidato della verticale del potere opposto a Viktor Jushchenko, altresì sostenuto da un ampio sostegno popolare che, nel Gennaio 2005, lo ha portato alla vittoria in elezioni finalmente corrette e democratiche.

Proprio Jushchenko, memore di quella svolta storica, ha reso il 22 Novembre Festa Nazionale della Libertà: una ricorrenza finora solennemente osservata con meeting ed eventi nel medesimo luogo dove, anni prima, la Rivoluzione Arancione ha avuto inizio. Non per quest’anno – il secondo dell’era Janukovych – dal momento in cui la polizia ha già provveduto al transennamento del Majdan, costantemente pattugliato da agenti delle forze speciali, attente nel vietare anche il solo passaggio a turisti ignari e perplessi, e nel fornire spiegazioni in linea con il diktat di regime.

La Rivoluzione Arancione non c’entra nulla: il Majdan è stato chiuso per la prematura installazione dell’Albero del Nuovo Anno – il nostro Albero di Natale – eper garantire la sicurezza del Presidente Lituano, Dalia Gribauskaite. Una giustificazione che sa di beffa, dal momento in cui il Capo di Stato di Vilna è stata chiamata ad una visita urgente per cercare di convincere Janukovych al rispetto delle regole democratiche: condicio sine qua non per la firma di un Accordo di Associazione che, con il riconoscimento all’Ucraina del medesimo status di partner speciale dell’UE oggi goduto da Norvegia, Islanda, e Svizzera, rappresenta, forse, l’ultima spiaggia per salvare Kyiv – e quindi anche Bruxelles – dal ritorno dell’imperialismo russo.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO PARALIZZATA A LETTO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 23, 2011

La conferma in diretta TV da parte dell’incaricata del parlamento per il rispetto dei Diritti Umani, Nina Karpachova, appartenente alla maggioranza fedele al Presidente, Viktor Janukovych. La Leader dell’Opposizione è dimagrita di 5 chili, colpita da un forte mal di schiena. Le Autorità vietano le manifestazioni in ricordo della Rivoluzione Arancione e chiudono il Majdan

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo

“Lo stato di salute di Julija Tymoshenko è davvero serio, non era nemmeno in grado di alzarsi dal letto mentre parlava con me”. Questa la frase shock che, pronunciata dagli schermi del 5 Kanal Domenica, 19 Novembre, è stata ribattuta immediatamente dalle più autorevoli agenzie stampa, e rimesso in allerta le principali organizzazioni per la difesa dei diritti civili.

Una testimonianza credibile, come ritengono diversi esperti, dal momento in cui è stata pronunciata dall’incaricata dal Parlamento per il rispetto dei diritti umani, Nina Karpachova: esponente della maggioranza di governo fedele al Presidente, Viktor Janukovych, ritenuto dalla Tymoshenko e dal suo entourage il vero responsabile di un’ondata di arresti e processi a danno di esponenti dell’Opposizione.

Nello specifico, la Karpachova si è recata presso il carcere di massima sicurezza Luk’janivs’kyj per la tradizionale visita a sorpresa dei carcerati: giunta presso la cella della Leader del campo arancione, ha trovato una persona dimagrita di circa 5 chili, incapace di spostarsi dal giaciglio senza l’aiuto di una persona terza, sempre in preda ad un forte mal di schiena lamentato fin dai primi giorni della reclusione quando, dinnanzi al giudice – lecito ricordare che la Tymoshenko è stata incarcerata ancor prima che fosse pronunciato il verdetto di un processo-farsa costruito su prove fumose, fabbricate ad hoc, addirittura datate il 31 Aprile – ha denunciato le condizioni disumane della prigione, e richiesto di essere visitata dai propri medici di fiducia. Un diritto, tuttavia, sempre negatole: anche a procedimento concluso.

Conferma di quanto illustrato in televisione è arrivata nella tarda serata di lunedì, 21 Novembre, con una nota in cui la Karpachova si è appellata al Premier, Mykola Azarov, affinché alla Leader dell’Opposizione siano consentiti trattamenti medici urgenti e particolari, anche al di fuori della struttura di massima sicurezza. Una richiesta che difficilmente sarà esaminata dalle Autorità, impegnate in ben altre urgenze.

Majdan chiuso per l’anniversario della Rivoluzione Arancione

Una direttiva dell’Amministrazione Cittadina di Kyiv – retta da una figura di nomina presidenziale, ergo direttamente legata al Capo dello Stato – ha vietato ogni manifestazione sul Majdan Nezalezhnosti in ricordo della Rivoluzione Arancione: rivolta pacifica con cui, il 22 Novembre 2004, migliaia di ucraini installarono una tendopoli nella piazza principale della capitale per protestare contro le continue repressioni dell’Amministrazione dell’ex-Presidente, Leonid Kuchma e, nello specifico, i brogli elettorali da essa perpetrati in favore di Viktor Janukovych: candidato della verticale del potere opposto a Viktor Jushchenko, altresì sostenuto da un ampio sostegno popolare che, nel Gennaio 2005, lo ha portato alla vittoria in elezioni finalmente corrette e democratiche.

Proprio Jushchenko, memore di quella svolta storica, ha reso il 22 Novembre Festa Nazionale della Libertà: una ricorrenza finora solennemente osservata con meeting ed eventi nel medesimo luogo dove, anni prima, la Rivoluzione Arancione ha avuto inizio. Non per quest’anno – il secondo dell’era Janukovych – dal momento in cui la polizia ha già provveduto al transennamento del Majdan, costantemente pattugliato da agenti delle forze speciali, attente nel vietare anche il solo passaggio a turisti ignari e perplessi, e nel fornire spiegazioni in linea con il diktat di regime.

La Rivoluzione Arancione non c’entra nulla: il Majdan è stato chiuso per la prematura installazione dell’Albero del Nuovo Anno – il nostro Albero di Natale – eper garantire la sicurezza del Presidente Lituano, Dalia Gribauskaite. Una giustificazione che sa di beffa, dal momento in cui il Capo di Stato di Vilna è stata chiamata ad una visita urgente per cercare di convincere Janukovych al rispetto delle regole democratiche: condicio sine qua non per la firma di un Accordo di Associazione che, con il riconoscimento all’Ucraina del medesimo status di partner speciale dell’UE oggi goduto da Norvegia, Islanda, e Svizzera, rappresenta, forse, l’ultima spiaggia per salvare Kyiv – e quindi anche Bruxelles – dal ritorno dell’imperialismo russo.

Matteo Cazzulani

MANIFESTAZIONI DELL’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA PER LA LIBERAZIONE DI JULIJA TYMOSHENKO CONTRASTATE NEL GIORNO DELL’INDIPENDENZA UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 25, 2011

A Kyiv, la polizia vieta e si oppone con la forza alle manifestazioni del campo arancione per il ventesimo compleanno dell’Ucraina ed in solidarietà della Leader dell’Opposizione Democratica, reclusa in isolamento. “Non ci arrendiamo” il messaggio dell’ex-Primo Ministro, mentre ritorna la minaccia energetica della Russia

Le manifestazioni dell'Opposizione Democratica represse a Kyiv. FOTO RIA NOVOSTI UKRAINE

Il centro transennato, la polizia in tenuta antisommossa in ogni angolo della Capitale, manifestazioni vietate, cariche, gas lacrimogeni, concerti e campi da street basket improvvisati per distrarre l’attenzione dei passanti. E’ così che come Mosca, Pechino, Minsk e Pyongyang è apparsa Kyiv nel Giorno dell’Indipendenza ucraina, il 24 Agosto 2011.

Una mesta modalità per festeggiare il ventesimo compleanno, colto al volo dall’Opposizione Democratica per protestare contro il processo e l’arresto politico della sua Leader, Julija Tymoshenko, e per, finalmente, unirsi in un’unica azione di protesta, che ha riunito circa 10 mila dimostranti dei partiti Bat’kivshchyna – la Forza politica dell’anima della Rivoluzione Arancione ed ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko – Front Zmin – quella dell’ex-Speaker arancione, Arsenij Jacenjuk – Narodnyj Rukh – quella dell’ex- Ministro degli esteri dei governi arancioni, Borys Tarasjuk – Reformy i Porjadok – quella del Primo Ministro del governo-ombra dell’Opposizione Democratica, Serhij Soboljev – e Narodna Samooborona – quella dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, altro detenuto politico, in isolamento dallo scorso 26 Dicembre.

A coordinare l’azione, Oleksandr Turchynov, braccio destro di Julija Tymoshenko, che ha invitato a formare un corteo per marciare fino al Majdan Nezalezhosti ed all’Amministrazione Presidenziale di Viktor Janukovych, ritenuto il vero responsabile di un rinato autoritarismo politico che ha portato a repressioni su oppositori politici, media indipendenti, e giornalisti, come certificato dalle più importanti ONG internazionali. Tuttavia, nulla da fare per i dimostranti: la piazza-sede della Rivoluzione Arancione è stata transennata al pari delle vie adiacenti, ed ivi sono stati organizzati concerti e tornei di pallacanestro su strada. Gli automobilisti diretti al presidio sono stati fermati ed invitati a tornare indietro, mentre alla marcia pacifica dei manifestanti, la polizia ha risposto con lacrimogeni e percosse.

“Le forze di polizia hanno preparato una provocazione – ha dichiarato in serata Arsenij Jacenjuk – in pieno stile da regime. Da parte mia – ha continuato – ho richiesto alle autorità UE ed USA di prendere provvedimenti. Oggi – ha terminato, intervistato sul 5 Kanal – mi è stato negato il permesso di recarmi in isolamento presso Julija Tymoshenko”.

La stessa Leader dell’Opposizione Democratica ha lanciatoli proprio messaggio di auguri dalla cella: un grido dal freddo di una prigione che la ha gia vista ospite dieci anni fa, sempre per motivi politi, ma che proprio per questo non deve abbattere i dimostranti.

L’appello di Julija Tymoshenko e la minaccia del Cremlino

“Ieri sotto Kuchma, oggi sotto Janukovych – ha dichiarato l’anima della Rivoluzione Arancione – i giubilei della mia Patri li passo tutti in carcere. Ma la situazione migliorera, e tutto andra bene. Lo so, ne sono convinta, e certa. In 20 anni di vita, l’Ucraina ha dimostrato di volere vivere come una nazione indipendente ed europea”.

Lecito ricordare che la Leader dell’Opposizione Democratica è stata confinata in patria, processata, ed addirittura arrestata per gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con Vladimir Putin, l’allora suo collega russo.

Ed e proprio dalla Federazione Russa che è arrivato l’augurio piu plumbeo al compleanno di quella che Mosca considera una sua ex-Colonia, con il Presidente, Dmitrij Medvedev, che ha ricordato a Kyiv che l’unico modo per collaborare in materia energetica con Mosca e la cessione della gesione dei gasdotti ucraini.

“L’unica offerta che renderebbe interessante il rafforzamento della cooperazione tra i due Paesi – ha dichiarato il Capo di Stato russo nel corso di un incontro con il Primo Ministro cinese – sul medesimo modello di quanto già accade con la Bielorussia”.

Segnali preoccupanti, che lo stesso Janukovych sembra non avere recepito, così come la protesta al trattamento riservato a Julija Tymoshenko espressa, oltre che dalla stessa Russia, anche da Unione Europea, Consiglio d’Europa, Stati Uniti, dalle più importanti Rappresentanze  Diplomatiche del Mondo libero occidentale, e dalle maggiori ONG indipendenti. “Prosperità ad un Paese sempre più gioioso” sono state le parole del Presidente in occasione del ventennale dell’Ucraina. Un compleanno importante, festeggiato nel più amaro dei modi.

Matteo Cazzulani

PER JULIJA TYMOSHENKO INDIPENDENZA IN PRIGIONE

Posted in Uncategorized by matteocazzulani on August 24, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica resta in carcere, malgrado la Festa Nazionale, e la madre malata a Dnipropetrovs’k. Il Presidente, Viktor Janukovych, promette l’Europa malgrado la repressione politica ostacoli l’integrazione di Kyiv con Bruxelles

La milicija rimuove un adesivo in sostegno a Julija Tymoshenko sul blindato su cui e costretta a viaggiare

Alla vigilia del Giorno dell’Indipendenza, la statua di Diana, a Leopoli, nella centralissima Ploshcha Rynok, e vestita con gli abiti tradizionali, mentre a Kyiv l’anima della Rivoluzione Arancione e spogliata di ogni diritto, anche di quelli famigliari. Nella giornata di martedi, 23 Agosto, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, si e vista negare il permesso di recarsi a Dnipropetrovs’k per visitare la madre, seriamente malata, come la stessa imputata.

Una decisione impopolare, che ha scatenato la reazione dei Deputati Nazionali presenti in sala, anche perche ad essa si e sommata l’ennesima revoca della scarcerazione dall’isolamento per l’ex-Primo Ministro: la decima da quando e iniziato un processo, in cui Julija Tymoshenko non ha nemmeno il diritto di essere visitata dai propri medici di fiducia.

“E una atto puramente politico – ha illustrato il Primo Ministro del governo-ombra dell’Opposizione Democratica, Serhij Soboljev – con lo scopo di eliminare l’esponente piu influente del campo arancione dalle prossime elezioni. A nostra volta – ha continuato, sempre ai microfoni di Radio Liberty – non ci arrendiamo, e per il Giorno dell’Indipendenza scenderemo in piazza, per protestare contro il rinato autoritarismo del Presidente, Viktor Janukovych”.

Una dimostrazione che si preannuncia calda, anche perche le autorita cittadine – leali al Capo di Stato – hanno vietato azioni politiche nel pieno centro, permettendole solo nell’area del Monumento a Shevchenko – Taras, il Poeta Nazionale. Cio nonostante, Oleksandr Turchynov, braccio destro di Julija Tymoshenko, ha evidenziato come il corteo si dirigera comunque lungo il Majdan Nezalezhnosti ed il Khreshchatyk, dove l’Opposizione Democratica – riunitasi nel Comitato di Difesa dalla Dittatura – ha installato una tendopoli per protestare contro il processo politico ai danni della sua Leader: accusata di abuso d’ufficio nel corso degli accordi per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

La retorica URSS del Capo di Stato che guarda all’UE

Se per il campo arancione il Giorno dell’Indipendenza sara una prova di unita, per il Presidente, Viktor Janukovych, e stata l’occasione per le ennesime promesse a vuoto, condite con un filo di retorica di sovietica memoria. Nel corso del tradizionale messaggio alla nazione ha promesso la continuazione della lotta alla corruzione e, sopratutto, una veloce integrazione nell’Unione Europea, con la creazione della Zona di Libero Scambio UE-Ucraina.

Scenario di non sicura realizzazione, poiche  il rispetto del multipartitismo, delle liberta politche, di stampa, parola, ed espressione sono condizione inprescindibile per la firma dell’Acordo di Associazione UE-Ucraina: l’arresto, ed il trattamento disumano a cui e sottoposta Julija Tymoshenko, portano Kyiv sempre piu lontano da ogni prospettiva continentale, riavvicinandola alle fauci di Mosca.

Lecito ricordare che a contestare il processo politico a cui e sottoposta la Leader dell’Opposizione Democratica sono stati Unione Europea, Stati Uniti d’America, diverse cancellerie dei principali Paesi occidentali, Consiglio d’Europa, maggiori ONG indipendenti, persino la Russia ed i capi delle Chiese cattoliche ed ortodosse del Paese.

Matteo Cazzulani

Perché necessitiamo un nuovo Prometeismo Arancione

Posted in Eurobus 4 by matteocazzulani on June 2, 2011

Riflessione conclusiva a termine della missione Eurobus. La Liberta dell’Ucraina come bisogno per tutta l’Europa.

Buona Volontà, coerenza, e lungimiranza. Tre sono i sentimenti con cui si chiude la corrispondenza dalla missione Eurobus. Non solo sensazioni maturate dopo l’ennesimo tour delle campagne ucraine, ma precisi consigli rivolti a determinati soggetti.

In primo luogo, un appello al popolo ucraino. Litigare tra militanti dello stesso campo e dannoso ed inutile, sopratutto se si appartiene a quello arancione. Non si può votare contro l’Anima del Majdan, e poi lamentarsi di presidenti e ministri, sopratutto della cultura, sgraditi: la democrazia e anche il voto al meno peggio. Chi abita a Milano ne sa qualcosa.

Inoltre, occorre fare chiarezza con il proprio passato, e definire dove veramente si vuole andare. E inammissibile desiderare l’Europa, e non mobilitarsi fermamente dinnanzi alla censura sui giornalisti, agli arresti degli oppositori, ed alle violenze alla lingua e cultura nazionale. Delusione e stanchezza sono comprensibili, ma l’apatia e inammissibile. Di giornalisti e politici che amano l’Ucraina in occidente ce ne sono, seppur pochi. Armatevi di buona volontà, ed aiutate loro ad aiutarvi.

Secondo destinatario e il popolo polacco. Una parte di esso e rimasta coerente con la vocazione storica del proprio Paese, legata alla lotta per la Liberta degli altri Stati ad est di Varsavia, in nome di Solidarnosc, della Repubblica Nobiliare, e delle tradizioni di una Szlachta un tempo esempio di tolleranza per l’Europa. Un’altra, invece, si e allineata all’apparente nuovo orientamento della politica estera del Paese: piastica e filorussa.

Vedere certi sedicenti giovani diplomatici polacchi disprezzare la cultura nazionale ucraina e flirtare con il Partito del Potere e vomitevole e deprimente. Felicemente, c’è chi si ricorda del recente passato, e scrive ed opera per lo sviluppo della Liberta in Ucraina. Persone che meritano rispetto, perché hanno compreso quello che davvero serve al proprio Paese per riprendere credibilità a livello internazionale: la coerenza.

Per quanto riguarda la lungimiranza, il consiglio e rivolto al governo italiano. L’assenza di un rappresentante di Roma alla tavola rotonda degli Ambasciatori UE con l’Eurobus e le Autorita Locali – campioni di autoritarismo sovietico – a Bashtanka e stato davvero deprimente. Sopratutto se l’esponente italiano ha sollevato la questione della Liberta di Stampa. E se ad essa hanno preso parte gli Alti Rappresentanti di Francia, Belgio, Olanda, e Repubblica Ceca: Paesi non rappresentati nell’Eurobus.

Capiamo, ed apprezziamo, le parole di supporto della democrazia in Ucraina da parte dell’esponente dell’Ambasciata – a cui va la nostra gratitudine – ma resta l’amarezza per una Diplomazia che non rappresenta e fa sentire soli.

Occorre non solo essere attivi, ma comprendere che un’Ucraina libera, democratica, giusta, ed europea e un bisogno funzionale alla sicurezza di tutta l’Unione Europea. Lasciare Kyiv al ritorno nell’area delle Liberta represse e un errore fatale, che anche l’Italia potrebbe pagare caro. Molto più del gas, per cui costantemente sacrifica la politica dei valori a quella del pragmatismo, e delle pacche sulle spalle ai peggiori dittatori del Pianeta.

Occorre un nuovo Prometeismo. Per rendere giustizia ad un popolo europeo, che duramente cerca un proprio destino, e garantire le Liberta finora acquisite anche nella nostra Patria.

Matteo Cazzulani

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UCRAINA: COMPAGNI DI JANUKOVYCH SE LA PRENDONO CON SOROS E BEREZOVSKIJ

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 15, 2011

Collaboratori del Capo di Stato ucraino accusano il filantropo americano ed il magnate russo di aver finanziato le proteste degli imprenditori sul Majdan Nezalezhnosti dello scorso Novembre. Il fondo Vidrodzhennja: “Patologia mentale”. Il Leader della protesta organizza una nuova dimostrazione

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

L’intramontabile paura dell’occidentale. Ed il preoccupante terrore per il dissenso. Questo quanto, nella giornata di giovedì, 14 Aprile, ha mosso l’esponente della maggioranza di governo, Oleksandr Jefremov, ad accusare il filantropo americano, George Soros, di fomentare manifestazioni in Ucraina.

Nello specifico, il Capogruppo in Parlamento del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – ha contestato Soros, ed il magnate russo Boris Berezovskij, di organizzare uno scenario nordafricano anche in Ucraina.

Ipotesi rilanciata dalla forza politica, una cui fonte, dalle colonne dell’autorevole Segodnja, ha investito i due del ruolo di sponsor del Majdan degli imprenditori. La manifestazione, che, lo scorso Novembre, ha portato in piazza, a Kyiv, 10 mila tra piccoli e medi industriali, artigiani, studenti e sindacati. Uniti nel protestare contro una riforma del fisco iniqua, che toglie loro risorse in favore dei grandi industriali – sponsor del Partija Rehioniv.

Un’accusa politica

Pronta la risposta dei diretti interessati. Il Direttore del Fondo internazionale Vidrodzhennja, Jevhen Bystryc’kyj, ha escluso ogni coinvolgimento del suo presidente – Soros per l’appunto – e qualsiasi contatto con gli organizzatori d una protesta spontanea ed apartitica.

“Quella del Partija Rehioniv – ha risposto Bystryc’kyj – pare una patologia. Si tende a discreditare le ONG internazionali nel Paese – ha continuato – per trovare un capro espiatorio su cui addossare tutte le responsabilità di una gestione della Cosa Pubblica non ottimale”.

Nega anche il Leader dell’Associazione Syl’na Sprava, Oleksandr Danyljuk, che ha ribadito come la sua ONG non sia supportata, né vicina ad alcuna forza politica. In aggiunta, ha confermato l’organizzazione di una nuova manifestazione generale contro il Codice Fiscale voluto da Governo e Capo dello Stato.

Anche questa volta, senza i Dollari di Soros.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: VIKTOR JUSHCHENKO PROBALILE NUOVO PREMIER

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 24, 2011

Secondo indiscrezioni, il Presidente, Viktor Janukovych, nominerebbe il suo predecessore alla guida del governo. Julija Tymoshenko critica il rafforzamento dei poteri del Capo dello Stato

L'ex presidente ucraino, Viktor Jushchenko

L’inciucio colpisce ancora. Nella giornata di mercoledì, 23 Febbraio, si è fatta sempre più insistente la voce circa la possibile nomina da parte del presidente Ucraino, Viktor Janukovych, del suo predecessore, Viktor Jushchenko, a Capo del Governo.

Ad esserne convinto, il Segretario della Jevropejs’ka Partija, Mykola Katerynchuk, già alleato del Presidente emerito. A supporto, l’immunità di cui starebbero godendo gli ex-Ministri vicini a Jushchenko.

A differenza di quelli dell’entourage della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, colpiti da arresti politici, e provvedimenti giudiziari.

“Ha tradito il Majdan, i valori liberal-patriottici, ed il popolo ucraino. Non mi stupisce”. Così sul Capo di Stato emerito l’ex-titolare egli Interni, Jurij Lucenko.

Detenuto in isolamento, il politico ha ricordato l’episodio dell’agosto del 2006, quando Jushchenko, in cambio di suoi uomini in ministeri-chiave, ha nominato Janukovych Primo Ministro. Alleandosi con l’avversario sconfitto, solo due anni prima, con la pacifica Rivoluzione Arancione.

L’unica contraria all’inciucio, allora ed oggi, Julija Tymoshenko, coerentemente fedele alla battaglia per un’Ucraina giusta, democratica, Indipendente, ed europea.

Verso un più stretto presidenzialismo

La Leader dell’Opposizione Democratica non ha commentato l’indiscrezione di Katerynchuk, preferendo concentrarsi sul progetto di modifiche costituzionali, con cui Janukovych sta cercando di aumentare i poteri del Capo dello Stato.

“E’ una manovra. Al dittatore non basta una dittatura” ha commentato dalla sua pagina Twitter.

Lecito ricordare che, durante la scorsa campagna presidenziale, Julija Tymoshenko — sconfitta per pochi voti — ha proposto cambiamenti opposti alla Carta Suprema, al fine di rafforzare il Parlamento.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JANUKOVYCH NON TEME L’EFFETTO-MUBARAK

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 11, 2011

Il Presidente ucraino convinto del successo della sua politica di stabilità. Continuano arresti politici e rincari dei beni di prima necessità. Stato si indebita per pagare pensioni e previdenze

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

La forza dell’assuefazione della stabilità sovietica. Interpellato dal servizio ucraino della BBC, il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, si è detto per nulla preoccupato di una possibile sua sorte simile a quella del collega egiziano, Hoseyn Mubarak, costretto alla fuga da proteste di piazza.

Secondo Janukovych, gli ucraini sono soddisfatti della stabilità raggiunta nel Paese. Pertanto, alcuna mobilitazione all’orizzonte in grado di destituirlo.

Una certezza che, tuttavia, ha spinto il Presidente alla prudenza. Il Majdan Nezalezhnosti, teatro della Rivoluzione Arancione, che cinque anni fa ne ha decretato la sconfitta, è stato transennato. Precauzione, come hanno commentato diversi esperti. Lavori di manutenzione, per il Capo dello Stato.

La stabilità, nel frattempo, ha colpito ancora. Sempre l’11 Febbraio, all’ex-Vice Ministro alla Giustizia, Jevhenij Kornijchuk, è stato prolungata la detenzione. A sancirlo, una sentenza della Corte d’Appello di Kyiv.

Kornijchuk è uno dei dieci esponenti dell’Opposizione Democratica colpiti dalle Autorità con provvedimenti giudiziari. Alcuni di essi, come Kornijchuk e l’ex-titolare degli Interni, Jurij Lucenko, sono detenuti in isolamento, come i peggio assassini.

Altri, come l’ex Primo Ministro, Julija Tymoshenko, oggi Leader dell’Opposizione Democratica, confinati in Patria, e costretti a giornaliere gite in Procura per sterili interrogatori.

Contro l’anima della Rivoluzione Arancione, l’accusa politica di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di ambulanze e vaccini. Così, Julija Tymoshenko è processata per aver pagato le pensioni, e provveduto alla sanità in un periodo di crisi.

Contro tale repressione, si sono già espressi UE, USA, Consiglio d’Europa, ed altre ONG indipendenti.

Sempre colpa dell’estero

Oltre a ciò, altri successi della stabilità. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha comunicato un incremento dei costi per la popolazione per i prodotti alimentari, industriali ed energetici.

Colpa della difficile situazione internazionale, secondo quanto si è affrettato a comunicare il governo. In passato, attento ad incrementare le bollette, anche del 50%, nonostante accordi bilaterali con la Russia avessero garantito uno sconto sull’oro blu. Pagato caro, con la concessione del prolungamento dell’esercito russo in Crimea, fino al 2042.

Oltre al rincaro, le politiche sociali. Nonostante le promesse elettorali di Janukovych, il bilancio statale si è indebitato di 2 miliardi di Hryvnje per il pagamento di pensioni e sussidi.

Una situazione inammissibile, come dichiarato dalla Parlamentare del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Ljudmyla Denisova, che ha invitato il governo ad urgenti misure a tutela dei lavoratori in caso di perdita del lavoro.

Matteo Cazzulani