LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

L’APPELLO DELL’EX-MINISTRO DI JULIJA TYMOSHENKO: “I SOCIALDEMOCRATICI EUROPEI COLLABORINO CON L’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA”

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 20, 2012

Bohdan Danylyshyn, Ministro dell’Economia del secondo governo arancione, oggi in asilo politico in Repubblica Ceca, risponde alle critiche espresse, sulle pagine di “Lombardi nel Mondo”, dal Parlamentare Europeo socialdemocratico Hannes Swoboda in merito alla condotta  del presidente ucraino, Viktor Janukovych

l'ex-Ministro dell'Economia ucraino, Bohdan Danylyshyn

Dopo le critiche, la collaborazione organica per la democrazia in Ucraina. Questo l’appello, in risposta alle dichiarazioni rilasciate dal Parlamentare Europeo Hannes Swoboda a “Lombardi Nel Mondo”, lanciato da Bohdan Danylyshyn: ex-Ministro dell’Economia del secondo governo Tymoshenko rifugiato politico in Repubblica Ceca.

Come riportato dall’autorevole agenzia UNIAN, Danylyshyn ha proposto ai deputati socialisti e democratici del Parlamento Europeo il varo di una collaborazione con il Partito SocialDemocratico Ucraino guidato dalla giovane politica Natalija Korolevs’ka: membro del Blocco di Julija Tymoshenko.

“Credo che alla Korolevs’ka sia utile la firma di un memorandum d’intesa con l’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici Europei: gruppo a cui appartiene il Presidente del Parlamento Europeo – ha dichiarato Danylyshyn – Così sarebbe possibile informare appieno i Parlamentari di Strasburgo sul reale stato della democrazia in Ucraina”.

Secondo l’ex-Ministro, la battaglia per la libertà di Julija Tymoshenko è una questione europea che prescinde dalle appartenenze partitiche e nazionali. Come illustrato, i principali partiti ucraini che sostengono la Leader dell’Opposizione Democratica già intrattengono strette relazioni con diversi soggetti politici dell’emiciclo di Strasburgo.

“Bat’kivshchyna [il Partito di Julija Tymoshenko, M.C.] è membro associato del Partito Popolare Europeo, ed il Front Zmin [la forza politica dell’ex-Speaker del Parlamento, Arsenij Jacenjuk, M.C.] ha iniziato a collaborare con i LiberalDemocratici. Hannes Swoboda ha detto chiaramente che in Ucraina non c’è democrazia – ha continuato – e non escludo che prossimamente anche altri esponenti SocialDemocratici contesteranno il Presidente ucraina, Viktor Janukovych”.

Nell’Ottobre del 2010, L’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei – APSDE – ha stretto un rapporto do collaborazione con il Partija Rehioniv: la forza politica, egemone in Ucraina, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Tra gli obiettivi della partnership figurano il sostegno all’integrazione europea dell’Ucraina, lo sviluppo della democrazia e della libertà di stampa sulle Rive del Dnipro, ed il rafforzamento della divisione dei poteri e dello stato di diritto.

Come evidenziato a “Lombardi Nel Mondo” dall’esponente APSDE, Hannes Swoboda, i presupposti per tale collaborazione sono stati infranti. Dall’insediamento dell’Amministrazione Janukovych, in Ucraina hanno avuto luogo arresti, processi, ed interrogatori a carico di esponenti di spicco dell’Opposizione Democratica. Tra essi, oltre a Danylyshyn – che ha ottenuto asilo politico in Repubblica Ceca – la Leader della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko.

L’ex-Primo Ministro è stata condannata a sette anni di detenzione in isolamento in una colonia penale periferica dopo un processo condotto in maniera sommaria e parziale: la Tymoshenko è stata incarcerata preventivamente nonostante le precarie condizioni di salute, la difesa sistematicamente privata dei propri diritti, e le prove a sostegno delle accuse fabbricate ad hoc ed in maniera irregolare – addirittura datate il 31 Aprile.

Inoltre, l’involuzione democratica ha riguardato a Kyiv anche stampa ed integrazione europea. Secondo le stime delle principali ONG – Freedom House, Reporter sans Frontières – le continue pressioni su giornalisti e media indipendenti hanno declassato l’Ucraina da paese libero a Stato quasi illiberale.

Il 19 Dicembre 2011, il mancato rispetto della democrazia sulle Rive del Dnipro ha reso impossibile da parte europea la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: storico documento con cui Bruxelles avrebbe riconosciuto a Kyiv lo status di partner privilegiato oggi riservato ad Islanda, Norvegia, e Svizzera.

Matteo Cazzulani

Bohdan Danylyshyn (nato il 6 Giugno 1965 a Cerkovna, presso Ivano-Frankivs’k), economista, professore all’Accademia delle Scienze Ucraine (NAN), Ministro dell’Economia dal 2007 al 2010.

Nel 1982 termina l’Istituto Pedagogico di Ternopil’, e si specializza in economia dello sfruttamento delle risorse naturali.

Il 18 Giugno 2007 è nominato dal Premier, Julija Tymoshenko, Ministro dell’Economia, carica ricoperta fino all’11 Marzo 2010.

L’11 Agosto 2010 la Procura Generale apre su di lui un fascicolo per abuso d’ufficio e gestione fraudolenta delle finanze statali durante la compravendita di azioni dell’aeroporto Boryspil’ di Kyiv. Su Danylyshyn è emanato un mandato internazionale, ed è inserito nella lista dei ricercati dell’Interpol.

Il 19 Ottobre 2010 viene arrestato dalla polizia ceca a Praga. Il 13 Gennaio ottiene l’asilo politico dalla Repubblica Ceca su decreto del Ministero degli Esteri, ed è rimesso in libertà il giorno successivo.

Nel Maggio 2011 fonda l’Associazione Internazionale Ukrajins’ka-Jevropejs’ka Perspektyva, attiva nel sostengo dell’integrazione europea dell’Ucraina.

UCRAINA: PER JULIJA TYMOSHENKO, UNICO PROCESSO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 22, 2011

La Procura Generale accorpa i capi d’accusa alla Leader dell’Opposizione Democratica in un solo procedimento. In carcere anche un Consigliere Comunale di Bat’kivshchyna

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Due ore per tre capi d’accusa. Il record stabilito dalla Procura Generale riguarda la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko.

Secondo quanto fissato dai giudici, le accuse di uso impoprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze, possono essere unite in un unico procedimento.

Una vera e propria macedonia, acida, che all’anima della Rivoluzione Arancione già è costata il confino in Patria. Rea, per così dire, di avr pagato le pensioni, e provveduto alla sanità, al momento del suo premierato.

Tuttavia, non tutti appoggiano la repressione politica. L’Istituto dello Stato e del Diritto Korec’kyj ha rifiutato di indagare sulla Leader dell’Opposizione Democratica. Come, invece, richiesto dalla Procura.

Un segnale importante, che testimonia la mancata volontà di enti indipendenti di prendere parte ad un processo politico, condannato a più riprese dal Mondo Occidentale.

Dalla salita al potere dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych, una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica sono stati bersaglio della Procura.

L’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, è stato riconosciuto perseguitato in Ucraina dalla Repubblica Ceca, che gli ha concesso asilo politico.

L’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, è detenuto in isolamento, come un carnefice.

Parentele scomode

In gattabuia, martedì, 22 Febbraio, anche il Consigliere Comunale di Kyiv di Bat’kivshchyna, Vladyslav Jarcev. Arrestato prima della partenza per le vacanze, dinnanzi alle figlie, ancora in tenera età.

Colpa del politico del principale partito dell’Opposizione Democratica, la parentela con il Capogruppo BjuT in Parlamento, Andrij Kozhem’jakin.

Matteo Cazzulani

UE, PROPOSTA SHOCK DELLA FRANCIA: AL MONDO ARABO I FONDI PER L’EUROPA POST-SOVIETICA

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on February 22, 2011

Parigi, Madrid, Atene, e Roma invitano Bruxelles a trascurare Minsk e Kyiv in favore del Cairo e di Tripoli. Protestano Stoccolma, Budapest, Bucarest, e Varsavia. L’esempio responsabile di Vilna e Washinghton

Satira sulla politica francese. FOTO PRIVA DI COPYRIGHT

Per l’Europa, il Califfato Ommayade e l’Asia Minore devono avere la priorità su Granducato di Lituania e Caucaso. Questa la proposta avanzata dalla Diplomazia francese, dinnanzi ai recenti sviluppi nel Mediterraneo.

Secondo Parigi, i fondi che l’UE stanzia per il rafforzamento delle relazioni con i confinanti orientali — bielorussi, ucraini, georgiani, armeni, e moldavi, tutti popoli euopei, per cultura e tradizione — devono essere translati verso i Paesi arabi del Nordafrica.

Tra i firmatari della proposta, inoltrata al Ministro per gli Affari Esteri UE, Cathrine Ashton, anche Spagna, Grecia, Cipro, Malta, Italia e Slovenia. Tutti convinti della maggiore europeicità di Cairo e Tunisi, rispetto a Minsk e Kyiv.

Ma c’è di più. Secondo quanto rilevato da diversi esperti, la mossa francese sarebbe in linea con il rafforzamento dell’Unione Mediterranea: progetto, avanzato da Sarkozy, e favorito dall’Italia di Prodi, in quanto propedeutico al rafforzamento dell’influenza transalpina, non solo nell’areale ex-coloniale, ma anche in seno all’UE.

A dimostrazione di ciò, come riportato dallo EU Observer, la convocazione della seduta del G20, presieduto dalla Francia, proprio il medesimo giorno di quella dei Paesi del Partenariato Orientale.

Forti critiche, dall’esperto romeno Nicu Popoescu, che ha evidenziato come se nel Nordafrica sono in atto ribellioni contro dittatori, ai confini est dell’Europa si sta registrando un ritorno all’autoritarismo. Sopratutto, nella Bielorusia di Aljaksandar Lukashenka, e nell’Ucraina di Viktor Janukovych.

Sulla medesima frequenza, il Capo della diplomazia ungherese, Janos Martonyi. Il quale, Presidente di turno UE, ha gettato acqua sul fuoco, riconoscendo che l’attualità del teatro arabo non può abbassare la guardia dinnanzi al resto del Mondo ex-sovietico, ancora fuori dall’Unione continentale.

Concordi con l’Ungheria, anche Svezia — Paese leader del Partenariato Orientale, Polonia — prossima Presidente di turno UE, e Paesi Baltici.

L’università bielorussa in UE

Proprio dalle tre Repubbliche, che a lungo hanno combatuto per la propria indipendenza dal gioco sovietico, arriva l’esempio di una politica estera davvero responsabile.

Come riportato da Radio Liberty, a Vilna, capitale della Lituania, opera l’Università Umanitaria Europea. Un Ateneo bilingue — bielorusso e russo — che permette la formazione, e l’inserimento nel mondo del lavoro europeo, a diversi giovani, espulsi da Minsk per le loro idee liberali e democratiche.

Fondata, nella Capitale bielorussa, nel 1994, con lo scopo di accellerare l’integrazione della ritornata Bielorussia indipendente in Europa, è stata soppressa dalla salita al potere dell’attuale dittatore, Aljaksandar Lukashenka.

Grazie all’impegno economico della Lituania, delle altre Repubbliche Baltiche, di Paesi dell’Europa Centrale — che la dittatura comunista l’hanno conosciuta per davvero — e degli Stati Uniti, essa è stata trasferita a Vilna, nel 2004.

L’anno della Rivoluzione Arancione in Ucraina. Quando, in fondo, ancora l’Europa — e gli USA, non ancora in preda al sogno dell’armonia cosmica obamiana — è stata più attenta alle sorti dei suoi fratelli più orientali.

E, forse, meno succube di oggi della politica dei gasdotti di Mosca e Tripoli.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: SPUNTA L’ENNESIMO SCANDALO DI JANUKOVYCH.

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 1, 2011

L’attuale Capo di Stato avrebbe acquistato 3600 Tuareg per i suoi interessi. Peraltro, in maniera irregolare. La Leader dell’Opposizione Democratica è sotto processo per molto meno

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Non solo Opel Combo. Anche Volksvagen Tuareg. Ad acquistare 3600 esemplari dell’automobile tedesca, l’attuale Presidente, Viktor Janukovych, quando, nel maggio 2004, ha ricoperto la carica di Primo Ministro.

Come dichiarato dal Presidente della Commissione per i regolamenti, Viktor Shvec’, che ha esposto denuncia, le automobili sono state comprate per il Ministero degli Interni, senza il pagamento delle tasse doganali.

Dunque, in aperta violazione della legge. Ed anche del buon senso, poiché una tale quantità di lussuose automobili non figurava tra le urgenze del dicastero. Così, dopo i finanziamenti gonfiati per il Centro Olimpico Nazionale di Kyiv, emerge l’ennesimo scandalo della squadra di Janukovych. Ovviamente rimasto impunito.

Julija Tymoshenko davanti ai giudici per l’acquisto di ambulanze

La presentazione delle ambulanze acquistate da parte della Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko. FOTO TYMOSHENKO.UA

Chi, invece, rischia il carcere per simili fatti è la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, accusata dell’acquisto illecito di migliaia di Opel Combo, poi adoperate come ambulanze.

Con la differenza che – ha sottolinea Shvec’ – la Lady di Ferro ucraina, al tempo Primo Ministro, ha inserito l’uscita nel bilancio, pagato le imposte di frontiera, e distribuito le auto alla luce del sole.

E – aggiunge la Voce Arancione – Janukovych non ha provveduto all’acquisto di ambulanze, necessarie per migliorare il sistema sanitario del Paese. Ma lussuose vetture, di utilizzo esclusivamente privato.

“La quantità e la somma spesa – ha dichiarato Shvec’ – è talmente significativa da lasciar pensare ad un gesto ripetuto. Una consuetudine – ha continuato – che non può non aver gravato sulle uscite statali. Inoltre – ha concluso – il tutto è avvenuto quando l’attuale Capo di Stato era candidato alla presidenza. Poi persa, a seguito della Ruivoluzione Arancione”.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: PER JULIJA TYMOSHENKO ALTRE ACCUSE E CONVOCAZIONE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 31, 2010

Nuovi capi d’imputazione per la Leader dell’Opposizione Democratica, in procura per 12 ore, senza pausa, né ristoro. Fissata nuova audizione

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, all'uscita dalla Procura. FOTO TYMOSHENKO.UA

“Non c’è alcun uomo in grado di spezzare Julija Tymoshenko”. Così il capogruppo di Bat’kivshchyna alla Rada, Andrij Kozhem’jakin, ha commentato l’interrogatorio ai danni della Lady di Ferro ucraina. Per 12 ore, giovedì, 30 dicembre, sotto torchio dinnanzi ai giudici.

Parole adeguate, come dimostrato dalla stessa Leader dell’Opposizione Democratica, all’uscita dalla Procura, nel cuore della notte. Come da lei illustrato, a suo carico sono state presentati altri capi d’accusa, sempre legati all’utilizzo dei fondi per il rispetto del Protocollo di Kyoto alle uscite sociali. Una montatura a scopo politico, che ha privato Julija Tymoshenko del diritto d’espatrio.

Ed una nenia che, probabilmente, le sarà riproposta venerdì, 31 dicembre, durante l’ennesimo interrogatorio, fissato alle 11. Giusto il tempo per riposarsi, e rinfocillarsi. Bisogni primari, che in Procura le sono stati negati. In aggiunta, dalle 18, l’anima della Rivoluzione Arancione è rimasta senza avvocato, costretto da altre urgenze lavorative.

Uniti contro l’autocrazia

“Non dovete temere — ha dichiarato, dinnanzi alla cinquantina di sostenitori in sua attesa — la mafia va combattuta. Festeggiamo il Nuovo Anno — ha continuato — con l’unità di tutti gli ucraini, di tutte le parti del Paese, Insieme — ha concluso, ricordando i principi per cui, con coerenza, sempre ha operato — per un’Ucraina giusta, democratica, Indipendente ed europea”.

Lecito ricordare che, ai danni della Leader dell’Opposizione Democratica, è stato aperto un processo per uso improprio del finanziamento per le riduzioni di CO2 al pagamento delle pensioni. Peraltro, in un periodo di crisi economica.

Inoltre, la Lady di Ferro ucraina è accusata di acquisto illecito di ambulanze, necessarie per migliorare la situazione sanitaria del Paese.

Condanna della repressione politica in atto in Ucraina è stata espressa solo dal Partito Popolare Europeo e dagli USA.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: NOTTE DI SANGUE ALLA RADA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 17, 2010

I parlamentari del Partija Rehioniv interrompono con la forza la protesta pacifica dell’Opposizione Demoratica. Quattro feriti, tutti di Bat’kivshchyna. Condanna da PPE ed UE

La protesta dell'Opposizione Democratica. FOTO 5 KANAL

Dopo gli attacchi giudiziari, la violenza fisica. Nella serata di giovedì, 16 dicembre, i parlamentari della maggioranza hanno fatto irruzione nella Rada, e, con la forza, hanno posto fine alla pacifica occupazione dei colleghi dell’Opposizione Democratica.

Una vera e propria battaglia campale, con tanto di ambulanza, con cui il Partija Rehioniv — la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri — ha reagito all’iniziativa non violenta di Bat’kivshchyna — il principale patito dell’Opposizione Democratica — contro l’apertura di un procedimento giudiziario a carico della sua Leader, l’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko.

“Non si è mai visto niente di simile — ha dichiarato telefonicamente al 5 Kanal il Deputato Nazionale del BjuT, Volodymyr Bondarenko, ferito alla mano, e moralmente scosso — quattro dei nostri colleghi sono in ospedale, in stato critico”

Come riportato dall’agenzia UNIAN, i colpiti sono Mykhajlo Volynec’ — preso a sediate sulla testa — Jevhen Suslov, Jurij Hnatkevych — giacca strappata e qualche contusione — e Vasyl’ Kravchuk — finito in barella. In seuito all’irruzione, gli altri deputati del BjuT-Bat’kivshchyna hanno lasciato il Parlamento. Presidiato, questa volta, dai 100 regionali, autori del blitz.

Lecito ricordare che la protesta, pacifica, dell’Opposizione Democratica è iniziata dalla mattinata, con il blocco dei lavori in Parlamento e l’affissione di striscioni “Giu le mani da Julija Tymoshenko” e “Arrestate il terrore politico”.

Alla base di ciò, il divieto di espatrio, imposto dalla magistratura a Julija Tymoshenko, su cui è stato aperto un procedimento giudiziario per utilizzo improprio dei fondi internazionali — erogati per contrastare le emisioni di CO2 — per le uscite sociali. Così, la Lady di Ferro ucraina, ex Capo del governo, rischia fino a 9 anni di carcere, per aver provveduto al pagamento delle pensioni al suo popolo. Peraltro, in un periodo di profonda crisi economica.

Il vice leader di Bat’kivshchyna, Oleksandr Turchynov, ha evidenziato l’assenza di prove. Ed ha catalogato l’accaduto come mossa politica per escludere la Lady di Ferro ucraina dalla politica del Paese.

Soprattutto, dinnanzi alle pressioni che anche altre personalità di spicco dell’Opposizione Democratica stanno subendo. Oltre allo stesso Turchynov, assieme all’ex Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, ospite abitualedella Procura per continui interrogatori, sono stati arrestati l’ex Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk, l’ex Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, l’ex capo del Controllo Statale di Frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex Vice Capo del colosso statale del gas Naftohaz, Ihor Didenko.

L’Europa si sveglia. Solo quella responsabile

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

A condannare l’accaduto, e parlare di regresso della democrazia sulle rive del Dnipro, il Partito Popolare Europeo. Il suo Presidente, Vilfred Martens, ha espresso profondo tubamento per quanto accaduto, e vicinanza a Julija Tymoshenko. La quale, a causa dell’intervento della magistratura, non ha potuto partecipare al summit PPE di Bruxelles.

Si muove anche la Commissione Europea, la cui rappresentante, Angela Filote, ha contestato l’uso della magistratura per scopi politici, e promesso il monitoraggio continuo della situazione.

Matteo Cazzulani