LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Navi militari e crescente temperatura geopolitica: e nel Caspio che si combatte la nuova guerra fredda.

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on July 31, 2011

La Russia decisa a dominare il Mare interno al confine tra Europa ed Asia, e sovrastare non solo gli Stati locali indipendenti, ma anche l’influenza USA ed Europea. La Polonia, per nome dell’UE, rafforza il Partenariato Orientale con accordi di natura economica con Georgia ed Armenia.

Russia, USA, ed UE alla corsa verso il mare salato tra due Continenti. Quella che sembra la trama di un romanzo di fantapolitica in realtà e la situazione ben precisa che sta verificandosi nel Mar Caspio, dove i Paesi da esso bagnati devono vedersela con il riemergere delle ambizioni imperiali russe, determinate nel dominare il bacino come ai tempi dell’Unione Sovietica.

Ad oggi, Mosca mantiene nel Caspio una flotta di 16 navi che, secondo le dichiarazioni del Cremlino, e destinata ad aumentare a circa 150, de facto surclassando la presenza di Azerbajdzhan, Turkmenistan, e Kazakhstan. Secondo quanto riportato da Radio Liberty, a tenere testa alla presenza russa sarebbe solo L’Iran, appositamente invitato nell’area per contrastare l’interesse per l’area degli USA, deciso ad appoggiare la parte azera e turkmena per riequilibrare le forze in una regione energicamente cruciale per il Mondo intero, e che la Russia ancora ritiene propria sfera di influenza, nonostante, dalla caduta del comunismo, in essa vi siano Stati sovrani ed indipendenti.

A conferma della priorità del fronte caspico, la proposta del Presidente russo, Dmitrij Medvedev, agli altri Stati della regione, di approvare un accordo che certifica la permanenza di un alto numero di imbarcazioni militari di Mosca nell’area, accettata dalle parti lo scorso Novembre, ma non ancora ratificata dalla Duma.

La Polonia rinsalda la politica orientale dell’Unione Europea

Oltre ad USA e Russia, a rafforzare la presenza nella regione e anche l’Unione Europea, in particolare la Polonia, attualmente alla presidenza semestrale della Comunita. Nella settimana appena trascorsa, il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, si e recato proprio in Azerbajdzhan per riattivare i rapporti energetici con Baku, indispensabile fonte di approvvigionamento alternativa a Mosca. Inoltre, il Capo di Stato di Varsavia ha visitato anche Armenia e Georgia, con lo scopo di riattivare il Partenariato Orientale UE con un nuovo taglio: meno politico, ma più economico e finanziario.

Dimostrazione, i colloqui tra Komorowski ed il Presidente georgiano, Mikheil Saakashvili, in cui, oltre alla constatazione della buona strada intrapresa dal Paese caucasico in vista di un Accordo di Associazione con l’Unione Europea sempre più vicino, Varsavia e Tbilisi hanno varato importanti collaborazioni economiche, con il rafforzamento della presenza di titoli georgiani nella borsa polacca, e l’incremento degli investimenti della Polonia in Georgia.

Medesimi accordi sono stati stretti con l’Armenia, a cui Komorowski si e offerto come mediatore nel rinato conflitto con l’Azerbajdzhan per il controllo del Nagorno-Karabakh.

Matteo Cazzulani

Corruzione in Parlamento: Lettonia di nuovo al voto

Posted in Paesi Baltici by matteocazzulani on July 31, 2011

La stragrande maggioranza dei lettoni per le dimissioni di tutti i parlamentari, accusati nel complesso di corruzione. Ora nuove consultazioni elettorali dopo solo un anno

Se il Parlamento e corrotto se ne va a casa. Questo il volere del 95% dei lettoni che, con un alta affluenza nel referendum di sabato, 23 Luglio, ha supportato la richiesta di dimissioni anticipate di tutti i parlamentari.

Un’iniziativa dell’ex Presidente, Valdis Zatlers, che, nell’ambito di una serrata lotta alla corruzione, a cui ha dedicato il suo mandato, ha istituito un’apposita commissione che, in solo anno, ha compiuto circa 40 indagini su altrettanti parlamentari: un’operazione bipartisan, che ha interessato sia esponenti della maggioranza di centro-destra, che dell’opposizione di sinistra.

A terminarla, l’indagine nei confronti di due big del campo progressista, il Capo dei verdi, il Sindaco di Ventspils, Aivars Lembergs, ed il Leader della formazione governativa Per una Buona Lettonia, Ainars Slezers: la richiesta di sospensione dell’immunità per quest ultimo e costata il muro incrociato dei parlamentari che, con una votazione d’urgenza, hanno dapprima protetto il collega, poi sfiduciato Zatlers, e, al momento del rinnovo della carica di Presidente – la Lettonia, come l’Italia, e una repubblica Parlamentare in cui il Capo dello Stato e eletto dai deputati – hanno sostenuto il banchiere Andirs Benzirs, ex-comunista, ritenuto dai media del Paese un’uomo legato a Lembergs.

Popolo e Parlamento separati

Come illustrato da diversi esperti, l’impegno coraggioso di Zatlers nel contrastare un nucleo di interessi costituitosi negli anni Novanta e stato condiviso dai cittadini, ma non da un Parlamento che, ad un anno dal suo insediamento, dovrà ora essere nuovamente ricomposto con nuove elezioni.

Nell’Ottobre del 2010 Riga ha ridato fiducia ad una coalizione di centrodestra che, seppur risicata nei numeri, ha intrapreso un faticoso cammino di risistemazione delle finanze, con una politica di austerity necessaria in seguito alla forte crisi economica che, nel 2009, ha colpito il Paese.

Matteo Cazzulani

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Guerra del Gas: tra Bulgaria e Russia e sempre piu scontro

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on July 30, 2011

Sofia revoca la licenza ad una controllata della russa Lukojl per le forniture al rigassificatore. Smarcamento da Mosca anche nelle infrastrutture internazionali

Niente commesse se non si rispettano le regole, ed il nome dell’impresa poco importa. Nella giornata di mercoledì, 27 Luglio, il Controllo di Frontiera bulgaro ha sospeso alla compagnia Neftochim – controllata dalla russa Lukojl – la licenza per la vendita di carburante, atto al funzionamento dell’unico rigassificatore di Sofia.

In particolare, la condotta dell’ente russo – che, oltre alla Bulgaria, rifornisce anche in Asia ed USA – e stata ritenuta non conforme alla legislazione bulgara, ed ora, dopo essere stata sottoposta a forti sanzioni, la controllata della Lukojl ha subito la revoca delle commesse fino ad avvenuta regolarizzazione.

I bulgari con l’Europa

La decisione e rilevante, dal momento in cui inasprisce il già acceso rapporto energetico tra la Bulgaria e la Russia: un tempo solide alleate, ma oggi sempre più lontane, sopratutto per quanto riguarda l’oro blu. All’inizio di Luglio, Sofia ha dichiarato la volontà di allentare ulteriormente la dipendenza dal gas russo con contratti con la Turchia.

Lo scorso autunno, il Primo Ministro, Bojko Borysov, ha collocato il Paese tra i maggiori sponsor del Nabucco: gasdotto, ubicato sul fondale del Mediterraneo, progettato per trasportare oro blu centro asiatico direttamente in Unione Europea, ed evitare territorio e ricatto della Russia.

La quale, importante ricordare, e a sua volta impegnata nel Southstream, simile infrastruttura, pero concepita dal monopolista statale, Gazprom, in concerto con singole compagnie energetiche dell’Europa Occidentale, per bypassare Paesi ostili a Mosca, come Moldova, Ucraina, e Romania.

Matteo Cazzulani

Julija Tymoshenko non colpevole per gli ex-vertici di Naftohaz

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 30, 2011

Altri testimoni convocati dall’accusa scagionano la Leader dell’Opposizione Democratica, ancora priva dell’avvocato difensore. Rivelati alcuni retroscena delle trattative per il gas.

Continuare a segnare in inferiorità numerica, nonostante la partita sembri già decisa. Nella giornata di venerdì, 29 Luglio, per l’ennesima volta, i testimoni dell’accusa hanno scagionato da ogni imputazione la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, ex-Primo Ministro sotto processo per gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo omologo russo, Vladimir Putin.

Tra le personalità convocate dai sette procuratori dell’accusa – che l’anima della Rivoluzione Arancione e costretta a fronteggiare da sola, dopo il diniego da parte del giovane giudice, Rodion Kirjejev, di reintegrare i suoi avvocati, costretti alla rinuncia per lo scarso tempo messo loro a disposizione per la presa visione delle imputazioni – Oleh Dubyna, ex-Capo della compagnia energetica nazionale, Naftohaz, che ha confermato come la decisione di firmare gli accordi con Mosca sia pervenuta dall’allora Capo del Governo, in pieno rispetto delle regole istituzionali.

L’affaire RosUkrEnergo organizzato da Mosca

Inoltre, Dubyna ha evidenziato come la decisione di caricare sull’ente da lui allora gestito il debito della compagnia intermediaria, RosUkrEnergo – che gli accordi del 2009 hanno eliminato in quanto causa di incremento dei prezzi – sia provenuto dal monopolista russo, Gazprom, proprietario del 50% dell’ente che, sempre secondo l’ex-Direttore, oltre ad essere posseduto da Dmytro Firtash, principale sponsor dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych, e stato appoggiato dall’ex-Capo di Stato, Viktor Jushchenko.

Tra gli altri testimoni, l’ex-Vice Capo di Naftohaz, Ihor Didenko, e l’ex-Vice Primo Mimistro, Ivan Ratushnjak, hanno confermato l’innocenza della Leader dell’Opposizione Democratica, al pari dei teste comparsi giovedì, 28 Luglio.

Contro quello che e stato definito un processo politico si sono schierati Consiglio d’Europa, USA, PPE, e principali ONG internazionali indipendenti. Con un’apposita risoluzione, il Parlamento Europeo ha richiamato ad interrompere il procedimento a carico di Julija Tymoshenko, in quanto potrebbe compromettere la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina, e la relativa Zona di Libero Scambio tra Bruxelles e Kyiv, ambita dai grandi oligarchi, sponsor di Janukovych, ed attenti all’importanza dell’Unione Europea.

Matteo Cazzulani

Energia: l’Ucraina cerca l’indipendenza dalla Russia. USA, Gran Bretagna ed Italia rispondono presente.

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on July 29, 2011

Dalla statunitense Westinghouse carburante per i reattori, mentre Shell ed ENI rafforzano lo sfruttamento dei giacimenti di gas e nafta. Da Mosca possibili ripercussioni.

Per la diversificazione energetica l’Ucraina guarda già ad Occidente. Nella giornata di martedì, 26 Luglio, l’Organo di Regolamentazione dell’Energia Nucleare ucraino ha dato via libera alle forniture di carburante della compagnia statunitense Westinghouse per il funzionamento dei reattori del Paese.

Un accordo, già stretto durante i governi arancioni di Julija Tymoshenko e la Presidenza dell’ex-Capo di Stato, Viktor Jushchenko, a lungo bloccato dal Partija Rehioniv – la forza politica, oggi egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – timoroso di ripercussioni da parte della Russia, a cui Kyiv e legata fortemente per gas e nafta.

Tuttavia, e anche in questi ambiti che l’Ucraina si sta adoperando per diversificare forniture e fornitori. Sempre martedì, 26 Luglio, si sono rincorse voci sempre più insistenti circa il prossimo impegno dell’italiana ENI nello sfruttamento dei bacini del Mar Nero, ove il cane a sei zampe sarebbe pronto a spostare alcune delle 78 piattaforme di estrazione di metano, oggi posizionate in Adriatico. Oltre al colosso italiano, a sfruttare i giacimenti ucraini e anche la compagnia inglese Shell, già operativa nel Donbas e nelle regioni centro-orientali di Kharkiv, Dnipropetrovs’k, e
Luhans’k.

La Russia alla porta

Come illustrato da diversi esperti, tali investimenti non solo permettono a Kyiv una maggiore indipendenza energetica, ma accelerano il processo di integrazione nella Comunità europea. Ciò nonostante, la capacita per l’Ucraina di mantenere la rotta resta un interrogativo di difficile soluzione: forte e la pressione da parte di una Russia che, per mezzo dell’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka, di recente ha adottato una forte campagna protezionistica nei confronti delle esportazioni ucraine.

Inoltre, Mosca sta cercando di ottenere la gestione, se non addirittura il totale controllo, del sistema infrastrutturale energetico ucraino, per mezzo di una fusione tra il monopolista russo, Gazprom, ed il colosso statale ucraino, Naftohaz, proposta dal Primo Ministro di Mosca, Vladimir Putin, e mai rigettata da Kyiv.

Infine, lecito evidenziare come il Cremlino ancora detenga il controllo del 90% delle importazioni ucraine di oro blu, sul cui tariffario, come dimostrato dal recente passato, potrebbe nuovamente agire, per mantenere il controllo su quella che, secondo una rinvigorita visione imperialistica, considera ancora una propria colonia.

Matteo Cazzulani

Ucraina: Julija Tymoshenko innocente anche per altri testimoni

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 29, 2011

L’accusa presenta imputazioni senza fondamento, ma il giovane giudice, Rodion Kirejev, continua a negare la difesa alla Leader dell’Opposizione Democratica. Francia e Stati Uniti contro il procedimento politico

Stesso copione, uguale repressione, e sempre più critiche da parte di un Occidente turbato. Nella giornata di giovedì, 28 Luglio, ancora altri testimoni dell’accusa hanno scagionato la Leader dell’Opposizione Democratica, l’Ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, dall’accusa di abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009, condotte con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Ciò nonostante, accusa e giudice hanno cantato vittoria ugualmente, e continuato il procedimento senza reintegrare gli avvocati di Julija Tymoshenko, costretta a difendersi da sola contro sette procuratori.

Inoltre, il giovane PM, Rodion Kirejev, ha negato la convocazione di alcuni testimoni chiave della difesa, come l’ex-Vice Primo Ministro, Oleksandr Turchynov, ed accolto solo in extremis quella per l’ex-Vice Capo della compagnia statale Naftohaz, Ihor Didenko, peraltro in carcere, sempre per motivi politici.

L’Occidente al fianco di Julija Tymoshenko

Condanna alla modalità di conduzione di un processo lontano dagli standard democratici e stata esternata dall’Ambasciatore francese a Kyiv, e, in precedenza, dal responsabile del Dipartimento di Stato USA per i Diritti Umani e la Democrazia, Matt Stafford.

Critiche a quello che e stato definito come un procedimento politicamente motivato sono state espresse anche da ONG internazionali indipendenti, Consiglio d’Europa, e PPE.

Il Parlamento Europeo, con un’apposita risoluzione, ha richiamato le Autorità di Kyiv alla sospensione di un processo ingiusto, che potrebbe compromettere la conclusione dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina, ed il varo della relativa Zona di Libero Scambio, ambita anche dai businessman sponsor del Presidente, Viktor Janukovych, ritenuto da Julija Tymoshenko il responsabile della repressione a suo carico.

Matteo Cazzulani

Julija Tymoshenko vicina all’arresto. E i testimoni dall’accusa le danno ragione

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 28, 2011

L’accusa avanza la richiesta di detenzione per la Leader dell’Opposizione Democratica, respinta da un giovane PM che non permette nuovi avvocati alla difesa. Ex-Ministri negano le imputazioni sollevate a carico dell’anima della Rivoluzione Arancione.

Questa volta ci e mancato davvero poco. Nella giornata di mercoledì, 27 Luglio, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, e andata molto vicina alla detenzione: una pena richiesta dalla pubblica accusa per condotta irrispettosa nei confronti della Corte, la quale, sempre presieduta dal giovane giudice, Rodion Kirejev, ha respinto la proposta, in quanto esagerata rispetto al comportamento dell’imputata.

D’altro canto, Julija Tymoshenko non ha mancato mai di rispetto al giudice. A sostenerlo, non solo una nota dell’Unione degli Avvocati ucraini, e le opinioni di diversi esperti, che hanno illustrato come alla difesa della Leader dell’Opposizione Democratica non siano stati concessi tempi e mezzi necessari alla presa visione delle imputazioni, ma anche la risolutezza con cui l’anima della Rivoluzione Arancione si e preparata al possibile arresto: impassibile, ma cauta, come dimostrato da una foto in bianco e nero, pubblicata sulla Ukrajins’ka Pravda, che ha tenuto il Paese con fiato sospeso.

I testimoni contro l’Accusa

Scongiurato l’arresto, l’ennesimo colpo di scena: i testimoni convocati dall’accusa hanno negato le imputazioni per cui Julija Tymoshenko e processata. In particolare, l’ex-Ministro dell’Energia, Jurij Prodan, ha negato perdite nel Bilancio statale in seguito agli accordi per il gas stretti dall’ex-Primo Ministro con il suo collega russo, Vladimir Putin, nel Gennaio 2009. L’ex Ministro dell’Industria, Volodymyr Novyc’kyj, non ha saputo negare ne confermare l’accusa di abuso d’ufficio dell’attuale Leader dell’Opposizione Democratica in tale occasione.

Una piccola vittoria per Julija Tymoshenko, costretta alla difesa solitaria, dopo l’ennesimo allontanamento dei suoi due avvocati, Oleksandr Plakhotnjuk e Mykola Syrij, spinti alla rinuncia per lo scarso tempo concesso dal PM per la preparazione. L’ennesima richiesta di tempo per la ricerca di nuovi legali avanzata dalla Leader dell’Opposizione Democratica e stata respinta, così come l’inserimento negli atti del procedimento i documenti ufficiali riguardanti i fatti citati dai due testimoni.

Condanne a quello che e stato definito un processo politico sono state espresse da Consiglio d’Europa, USA, PPE, e principali ONG internazionali indipendenti. Con un’apposita risoluzione, il Parlamento Europeo ha invitato le autorità ucraine a porre fine ad procedimento che potrebbe costituire un serio ostacolo alla firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina, ed al varo della relativa zona di Libero Scambio, ambita anche dai businessman che sponsorizzano il Presidente, Viktor Janukovych, ritenuto da Julija Tymoshenko il vero responsabile del procedimento.

Matteo Cazzulani

Polonia ed Azerbajdzhan per il rafforzamento della politica energetica UE

Posted in Polonia by matteocazzulani on July 28, 2011

Il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, rilancia il prolungamento dell’oleodotto Odessa-Brody fino a Danzica. Il Capo di Stato azero vede in Varsavia il garante della collaborazione energetica con l’Unione Europea.

La politica energetica la decide il grande il business, e non la politica, e per questo realizzare infrastrutture fondamentali e impresa assai ardua. Nella giornata di lunedì, 25 Luglio, il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, a colloquio con il suo collega azero, Il’kham Alijev, ha rilanciato il prolungamento dell’oleodotto Odessa-Brody fino a Danzica.

Un progetto in cantiere dal 2003, che, per varie congiunture politiche, e per la forte opposizione della Russia, non e mai stato inizializzato, e, oggi, lascia la Polonia totalmente dipendente dalla nafta di Mosca.

L’oleodotto in questione e ubicato in territorio ucraino, e rifornito da nafta azera e venezuelana diretta in Bielorussia: un suo prolungamento fino al porto anseatico, consentirebbe anche a Varsavia di approfittare di tale infrastruttura. Tuttavia, come illustrato da Komorowski, l’ultima parola spetta al mercato, su cui, malgrado i vantaggi, ancora non sono stati individuati investimenti.

La Polonia rafforza la politica energetica UE

Nessuna replica da parte di un Alijev che, parallelamente, ha rilanciato sul gas, ed evidenziato come l’Azerbajdzhan sia per l’Unione Europea una valida alternativa per i propri approvvigionamenti: oltre ai gasdotti supportati dalla Commissione Barroso, per trasportare oro blu centro-asiatico direttamente nel Vecchio Continente, anche Baku ha una propria rete infrastrutturale, sfruttata solo per poco più della meta delle potenzialità. Per un suo maggiore utilizzo, il Presidente azero si e rivolto alla presidenza polacca di turno dell’UE.

Matteo Cazzulani

Al processo a Julia Tymoshenko e moria di avvocati: la Leader dell’Opposizione Democratica ancora senza difesa.

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 27, 2011

Dopo la rinuncia di altri due legali dell’anima della Rivoluzione Arancione, il giudice, Rodion Kirejev, nega la pausa tecnica, e procede all’audizione dei testimoni. Protesta dei Deputati di Bat’kivshchyna repressa con la forza.

Se al giovane giudice la difesa non piace il processo procede anche senza. Nella giornata di martedì, 26 Luglio, il PM, Rodion Kirejev, ha negato tre giorni di tempo alla
Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, per la ricerca di un nuovo legale: una pausa tecnica necessaria in seguito alla rinuncia da parte dei due attuali, motivata dallo scarso margine loro concesso per la visione dei capi d’accusa.

Del resto, un copione già visto: prima di Mykola Siryj ed Oleksandr Plakhotnjuk, a doversi defilare, per la medesima ragione, sono stati anche Mykola Tytarenko e Serhij Vlasenko : difensori della prima ora di Julija Tymoshenko, che hanno pagato la loro decisione persino con una denuncia all’ordine degli avvocati da parte di Kirejev.

“Non ho affatto rinunciato alla difesa – ha risposto Julija Tymoshenko, nel
presentare richiesta di allontanamento per il giudice – ho solo chiesto più tempo per la preparazione dei miei difensori. Quello di Kirejev e un processo ingiusto orchestrato dalle autorità – ha continuato – che infanga i colori nazionali”.

Una situazione, quella della Leader dell’Opposizione Democratica, sempre più delicata, poiché il giudice, dopo aver respinto la
Richiesta dell’imputata, ha deciso comunque per l’audizione dei primi sei testimoni, senza alcun rappresentante della difesa.

A nulla e servita la protesta accorata dei parlamentari di Bat’kivshchyna – la forza politica di Julija Tymoshenko – puntualmente zittiti ed espulsi dall’aula con la
forza dall’intervento delle forze dell’ordine.

Il ricorso e le critiche dall’UE

Per questa ed altre irregolarità precedentemente commesse nella conduzione del processo, Vlasenko e gli altri avvocati difensori hanno dichiarato la volontà di ricorrere contro Kirejev presso la Corte Suprema di Giustizia e la Procura Generale.

La Leader dell’Opposizione Democratica, ex-Primo Ministro, e accusata di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009, con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin. Imputazioni a cui, in piena infrazione della legge, Kirejev non e riuscito a ricondurre a precisi articoli del codice penale.

Critiche a quello che e stato definito un processo politico sono pervenute da Consiglio d’Europa, USA, PPE, e principali ONG internazionali indipendenti. Con un’apposita risoluzione, il Parlamento Europeo ha invitato le autorità ucraine a sospendere i procedimenti a carico di Julija Tymoshenko ed altri esponenti dell’Opposizione Democratica, in quanto potrebbero compromettere sia la firma dell’Accordo di Associazione, che la relativa realizzazione di una Zona di Libero Scambio ambita anche dai grandi businessman dell’est del Paese, sponsor dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych : la persona ritenuta dall’anima della Rivoluzione Arancione il vero regista del procedimento a suo carico.

Matteo Cazzulani

Donald Tusk e Bronislaw Komorowski: Uniti in campo estero, divisi in quello interno

Posted in Polonia by matteocazzulani on July 27, 2011

Il Presidente polacco in Armenia, Azerbajdzhan, e Georgia per rilanciare il Partenariato Orientale. Scontro con il Premier per la nomina del Ministro della Difesa.

Riattivare il Partenariato Orientale con uno sguardo in casa propria. Nella giornata di Domenica, 24 Luglio, il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, ha iniziato una sei giorni diplomatica nel sud del Caucaso, con lo scopo di rivitalizzare la politica di partnership dell’Unione Europea anche negli Stati più lontani.

Un’operazione necessaria, per un Paese che e oggi alla guida di turno dell’UE, e che tradizionalmente ricopre nell’area centro-orientale del Vecchio Continente il ruolo di Leader nella diffusione di democrazia e Liberta. Come confermato da diversi esperti, la visita di Komorowski deve lanciare un chiaro segnale di coinvolgimento per Armenia, Azerbajdzhan, e Georgia, spesso poste in secondo piano nell’ambito del Partenariato Orietale rispetto alle geograficamente più vicine Ucraina, Bielorussia, e Moldova, con cui, invece, più attivi si sono dimostrati il Premier, Donald Tusk, ed il Ministro della Difesa, Radoslaw Sikorski.

Proprio tale discostamento nella politica estera polacca – seppur orientata in una medesima direzione – ha sollevato dubbi sull’effettiva coesione in seno al partito di governo, la Piattaforma Civica, ulteriormente alimentati da voci sul contrasto per la nomina del nuovo Ministro della Difesa Nazionale. I vertici della forza liberale, con Tusk in primo piano, sostengono la candidatura del Presidente della Commissione Difesa del Sejm, Czeslaw Mroczka, ma Komorowski preferirebbe la parlamentare di lungo corso, già a capo del Dicastero in questione, Jadwiga
Zarzewska.

L’opposizione attacca

Secondo diversi opinionisti, tale dissidio potrebbe comportare addirittura il disimpegno del Presidente dalla campagna elettorale per le parlamentari: un vantaggio di cui ad approfittare sarebbe il principale Partito di opposizione, il conservatore Diritto e Giustizia.

Tralaltro, la forza politica dell’ex-Premier, Jaroslaw Kaczynski, e stata sempre coerente sul piano estero nel volere da Varsavia una più convincente politica in difesa della democrazia e delle legittime ambizioni occidentali dei Paesi del Partenariato Orientale, Ucraina e Georgia in primis.

Matteo Cazzulani