LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

ACCORDO BRITISH PETROLEUM-ROSNEFT ARRESTATO DALLA CORTE

Posted in Guerra del gas, Polo Nord by matteocazzulani on February 3, 2011

Il Tribunale di Londra sospende l’alleanza. Accolto il ricorso del consorzio AAR, che ha accusato i soci della multinazionale britannica di mancato rispetto dei contratti in essere. Russi ed inglesi comunque fiduciosi

Il Primo Ministro russo, Vladimir Putin

Una vittoria temporanea. Nella giornata di mercoledì, 2 Febbraio, la Corte di Londra ha sospeso l’accordo tra la multinazionale Britush Petroleum e Rosneft.

Una richiesta presentata dal consosrzio AAR — Alfa, Access Industriers e Renova — che ha ritenuto contrario alle clausole contrattuali il patto di ferro tra la multinazionale britannica ed il colosso russo.

Nello specifico, AAR, socia di BP nel progetto TNK-BP, ha contestato la mancata ricevuta comunicazione a riguardo, obbligatoria, in caso di accordo con parti terze.

Soddisfatto il consorzio, che, per voce del suo Addetto Stampa, Sten Polovets, ha rilevato come la sentenza abbia confermato la totale scorrettezza dell’alleanza russo-britannica.

Lo sposalizio s’ha da fare

Di diverso avviso, Rosneft, comunque fiduciosa nel ripristino della partnership con BP, dal momento in cui il verdetto della Corte londinese ha validità solamente per qualche settimana.

“Siamo ottimisti — riporta una nota, diffusa dalla Reuters — la decisione del Giudice non può influire sulla nostra strategia”.

Sulla medesima frequenza, il Capo di BP, Robert Dalli, che spera ancora di ricucire con i partner delusi. Già lo scorso martedì, Primo di Febbraio, ha cercato la mediazione, e proposto, invano, ad AAR un coinvolgimento nell’operazione.

Concordi sulla conferma, e sul successivo consolidamento dell’alleanza russo-britannica, anche molti esperti. Troppi gli interessi garantiti dall’accordo.

Lo scorso 16 Gennaio, BR ha ceduto il 5% delle sue azioni a Rosneft, in cambio dell’aumento della sua partecipazione nel colosso russo dall’1,3% attuale, al 10,8%.

Inoltre, la multinazionale ha aperto al nuovo partner l’accesso a svaraiti giacimenti, dall’Africa all’America, fino ad Asia, e Polo Nord.

Ad appogiare l’operazione, i Primi Ministri dei due Paesi, Vladimir Putin e David Cameron.

In prima fila, nel caldeggiare un’alleanza, destinata a mutare gli equilibri della geopolitica energetica mondiale.

Matteo Cazzulani

GUERRA ENERGETICA: BRITISH PETROLEUM E ROSNEFT SI ALLEANO PER IL POLO NORD

Posted in Polo Nord by matteocazzulani on January 16, 2011

Matrimonio finanziario tra britannici e russi per lo sfruttamento dell’Oceano Artico. Porte aperte anche alla Germania

Raffinerie della compagnia russa Rosneft

Insieme per l’oro nero dell’Artico. Nella giornata di sabato, 15 Gennaio, il consorzio internazionale British Petroleum ha dato avvio ad un’impresa comune con Rosneft.

A comunicarlo, sulla base di una nota della compagnia statale russa, l’agenzia LIGABiznesInform, che ha illustrato la natura investigativa dell’azione.

Le parti hanno in programma lo studio approfondito, e l’eventuale sfruttamento, del fondale dell’Oceano Artico, ad est dell’Isola di Novaja Zemlija. Un’area, pari alle aque territoriali britanniche del mare del Nord, ricca di giacimenti naturali.

I tedeschi nel mirino

Ma non solo di petrolio si è trattato. British Petroleum e Rosneft hanno stabilito uno scambio di azioni, che certifica l’intenzione di procedere a lungo nella collaborazione. Secondo diversi esperti, già sarebbe in programma una ricapitalizzazione.

Nello specifico, i russi hanno acquistato il 5% delle azioni del consorzio britannico, in cambio del 9,6% delle proprie — un investimento pari a 7,8 miliardi di Dollari.

A conferma della previsione di rafforzamento della partnership, l’intenzione, trapelata da diverse fonti, di includere altri importanti attori europei del settore. I primi interessati, la tedesca Ruhr Oel GmbH. Con cui Rosneft già ha in corso una proficua collaborazione in altre zone.

Matteo Cazzulani

 

POLO NORD: DAL SUMMIT DI MOSCA, LA NUOVA GUERRA FREDDA

Posted in Canada, Guerra del gas, Polo Nord, Russia by matteocazzulani on September 24, 2010

Il vertice “Artico – terra del dialogo” ha sancito l’inizio di una nuova corsa al Polo Nord, ricco serbatoio energetico. In campo Russia, Canada, Norvegia, Danimarca e Stati Uniti.

Il primo ministro russo, Vladimir Putin

La nuova guerra fredda su un ex mare ghiacciato. Da tempo, la calotta glaciale Artica si sta ritirando progressivamente, ed ha lasciato a disposizione della navigazione una vasta area di oceano una volta inincrociabile, il cui fondale, ricco di gas naturale, petrolio ed altre materie prime, è ambito dai Paesi da esso bagnati.

A tal proposito, 400 politici di Canada, USA, Norvegia, Danimarca e Russia si sono incontrati a Mosca, in un apposito summit. Nome della convention, Artico – la terra del dialogo. Scopo, risolvere con le armi della diplomazia una situazione potenzialmente conflittuale, che ha già visto i suoi primi episodi.

La nuova corsa al Polo Nord

Da tempo, Mosca rivendica il possesso di un’area sottomarina di 1,2 milioni di chilometri quadrati, Polo Nord incluso. Su di esso, nel 2007, per certificare le ambizioni artiche del Cremlino, un sottomarino russo ha piantato persino una bandiera della Federazione Russa. Diversi studi hanno avanzato l’ipotesi che l’area in questione sia un prolungamento della catena Lomonosov, sistema montuoso sottomarino che si snoda dalle rive della Russia.

Altri, invece, evidenziano come, malgrado il nome del letterato russo, la Lomonosov sia la continuazione della piattaforma continentale su cui poggia la Groenlandia, di possesso danese.

Ulteriori ricerche sostengono che il Polo Nord geograficamente appartiene alla medesima terra dell’isola canadese di Ellesmere. Ed altri ancora ritengono che l’intero bacino sia collegato all’Alaska, ergo agli Stati Uniti.

Tentativi di dialogo

Il ministro degli Esteri canadese, Lawrence Cannon

Dinnanzi a tutto ciò, le Nazioni Unite hanno mantenuto un certo equilibrio, e continuato a ritenere il nord del pianeta una zona neutrale. Dal meeting moscovita, invece, discorsi distensivi e propositi di pace per il futuro.

“Non siamo interessati alla guerra – ha dichiarato il Primo Ministro russo, Vladimir Putin – l’Artico deve essere conteso col dialogo”.

“Arriveremo a dimostrare che il Polo Nord appartiene alla medesima terra della Lomonosov – ha illustrato il presidente del Consiglio Russo per l’Artico, Anton Vasil’jev – sebbene sia un’operazione costosa e duratura”.

”Confidiamo nell’esito delle ricerche scientifiche – ha risposto il ministro degli esteri canadese, Lawrence Cannon – ed auspichiamo che la diatriba resti nell’ambito della diplomazia”.

Strategie all’opera

Malgrado gli intenti, le prime mosse della nuova guerra fredda hanno fatto la loro comparsa. Norvegia e Russia hanno firmato un accordo per la divisione di un’area di 175 mila chilometri quadrati nel Mare di Barents.

In seguito, Cannon è volato a mosca per incontrare il suo collega russo, e riaffermare la presenza di Ottawa nella corsa al Polo Nord.

Matteo Cazzulani