LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GAS: TURCHIA E IRAN APRONO UNA CRISI

Posted in Guerra del gas, Turchia by matteocazzulani on October 20, 2012

Un’esplosione provocata dal terrorismo curdo ha provocato l’interruzione del flusso di oro blu iraniano nel territorio turco, e l’esistenza di clausole contrattuali ha spinto Ankara a riconsiderare i rapporti con Teheran. Per via dei contratti, in discussione sono anche le relazioni con l’Azerbaijan, finora buoni e stabili grazie alla compartecipazione in progetti infrastrutturali comuni.

Il sistema energetico della Turchia

Atti terroristici e clausole contrattuali sono le motivazioni che hanno spinto la Turchia a preventivare la rinuncia delle forniture di energia dall’Iran. Nella giornata di venerdì, 19 Ottobre, un’esplosione tra le città di Agri ed Erzurum, nell’est della Turchia, ha danneggiato il gasdotto con cui Ankara importa 10 Miliardi di metri cubi all’anno di gas dall’Iran.

Come riportato dall’autorevole Platts, le Autorità turche hanno addossato la responsabilità dell’accaduto ad un atto terroristico del Partito dei Lavoratori Curdi – PKK.

Per supplire alla mancanza di forniture dall’Iran, la compagnia nazionale turca Botas ha chiesto al monopolista russo Gazprom di aumentare la quantità di gas esportato dalla Russia del 50%, da 32 Milioni di metri cubi all’anno a 48.

In sole tre settimane, la Turchia è stata colpita da ben due casi di interruzione improvvisa delle forniture di gas.

Tre settimane prima, ad essere stato bloccato è stato il Gasdotto del Caucaso del Sud: infrastruttura che trasporta 6,6 miliardi di metri cubi di gas dalla Capitale dell’Azerbaijan, Baku, fino al porto turco di Ceyan, transitando per Tbilisi, in Georgia.

Anche per il blocco del Gasdotto del Caucaso del Sud, Ankara ha addossato la colpa al terrorismo curdo – sostenuto, secondo il Governo turco, dal regime siriano di Bashar Al Assad – nonostante, come riportato dall’autorevole Trend, il colosso britannico British Petroleum – responsabile della gestione dell’infrastruttura – abbia comunicato di avere interrotto il flusso di gas per lavori di manutenzione.

Oltre ai problemi legati al terrorismo curdo, a spingere la Turchia ad una rivalutazione in merito al permanere di relazioni energetiche con l’Iran è l’esistenzanei contratti per l’importazione di oro blu della clausola take or pay, che obbliga Ankara ad acquistare da Teheran una quota massima di gas indipendentemente dal suo effettivo utilizzo.

Come riportato dal giornale The Lira, il Ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, ha dichiarato la volontà di rivedere i contratti con Teheran per eliminare la costosa clausola, e consentire alla Turchia un notevole risparmio.

Inoltre, Yildiz ha sostenuto la necessità di attuare una simile modifica nei contratti con l’Azerbaijan, con cui, tuttavia, i rapporti sono buoni grazie alla costruzione del Gasdotto Transanatolico – TANAP: conduttura concepita per trasportare gas da Baku fino alle coste turche occidentali, compartecipata per l’80% dal colosso energetico azero SOCAR e per il 20% dalla Botas.

La crisi dei rapporti energetici tra Turchia e Iran può essere inserita nel contesto delle sanzioni che l’Unione Europea intende a breve applicare al regime iraniano per lo sviluppo non autorizzato di energia nucleare per scopi bellici.

Bruxelles ha preventivato l’imposizione di una moratoria sull’importazione di gas da Teheran e, con la sua posizione, la Turchia, che è destinata a veicolare in Europa il gas iraniano – mescolato con quello azero – ha così lanciato un chiaro segnale in favore dell’Unione Europea.

L’importanza di Ankara per la politica energetica UE

Resta inoltre da considerare il fronte russo. Con la crisi dei rapporti con l’Iran, e la messa in discussione dei contratti con l’Azerbaijan, la Turchia potrebbe incrementare la dipendenza dalla Russia.

Questo sbilanciamento delle forniture di gas in favore di Mosca porterebbe il Cremlino ad avere argomenti per convincere la Ankara a sostenere politicamente il Southstream: gasdotto concepito sul fondale del Mar Nero dai russi per rifornire di gas direttamente l’Europa Sud-Occidentale e balcanica e, nel contempo, impossibilitare la realizzazione del Corridoio Meridionale UE per la diversificazione delle forniture di Bruxelles.

Questo progetto della Commissione Europea riguarda la costruzione di un fascio di gasdotti, che comprende anche la TANAP, per importare gas azero direttamente in Europa, senza transitare per infrastrutture controllate dai russi.

Nel Corridoio Meridionale, la Turchia ricopre un ruolo di notevole importanza: per questa ragione, il mantenimento di strette relazioni tra il Governo turco e l’Azerbaijan rientra nell’interesse strategico dell’Unione Europea, affinché l’Europa, mediante la realizzazione di un progetto di diversificazione delle forniture di gas, possa iniziare a parlare nell’ambito dell’energia con una voce sola.

Matteo Cazzulani

Turchia: con la cultura e l’energia tra Asia ed Europa

Posted in Turchia by matteocazzulani on August 27, 2012

Ankara si impone come Paese Leader tra gli Stati turcofoni del Centro-Asia, e rafforza la sua importanza nei confronti di Bruxelles per il ruolo chiave ricoperto nella realizzazione dei progetti di indipendenza energetica dell’Unione Europea. La contrarietà della Russia alla crescente importanza della potenza turca sullo scacchiere internazionale.

Snobbata (ma non troppo) dall’Europa, la Sublime Porta guarda sempre più ad Oriente pur mantenendo un piede ben saldo in Occidente. Nella giornata di giovedì, 22 Agosto, a Bishkek ha avuto luogo il summit dei paesi turcofoni: una convention internazionale organizzata per promuovere la cooperazione tra alcuni Paesi dell’Asia nord-occidentale e dell’ex-Unione Sovietica uniti da una simile appartenenza culturale e linguistica.

Oltre al Kyrgyzstan, padrone di casa, ruolo di particolare importanza e stato ricoperto dalla Turchia. Ankara ha promosso, e portato a termine, la firma di una serie di importanti protocolli per la cooperazione nella lotta al narcotraffico e, soprattutto, per l’avvio della costruzione del Corridoio Turchia-Cina.

Quest’infrastruttura, che secondo i progetti si svilupperà in parte su strada ferrata e in parte su gomma, e deputata al trasporto di merci dalla Penisola Anatolica al Sud-Est asiatico e viceversa. Grazie al Corridoio, Pechino otterrà uno sbocco preferenziale per collocare i propri prodotti sul mercato turco e del centro-Asia. Ankara, invece, avrà la possibilità di incrementare l’esportazione di gas e greggio indispensabile per soddisfare il fabbisogno della crescente economia cinese.

Interessato alla questione del Corridoio Turchia-Cina e anche il Turkmenistan, che alla convention di Bishkek e stato rappresentato dall’ex-Presidente dell’Accademia delle Scienze, Gurmanmyrat Mezilov. L’economia turkmena e infatti fortemente dipendente dalle esportazioni di oro blu e oro nero, che il Paese centro-asiatico possiede a grandi quantità.

Per questo, il Governo turkmeno ha implementato le relazioni commerciali e diplomatiche con la Cina, ed ha considerato Pechino uno dei principali mercati di sbocco delle forniture energetiche di Ashgabat.

Proprio il fattore energetico e l’argomento principale che, negli ultimi tempi, sta interessando la Turchia in maniera sempre più insistente. Ankara e infatti un Paese di fondamentale importanza per la realizzazione dei progetti di diversificazione delle importazioni di gas naturale di provenienza azera direttamente in Europa.

Questo piano e stato varato dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza di Bruxelles dal gas proveniente dalla Russia, e la Turchia ha subito ricoperto in esso un ruolo da protagonista grazie alla costruzione del Gasdotto Transanatolico – TANAP: conduttura deputata al trasporto dell’oro blu dall’Azerbajdzhan alle coste turche occidentali sul Mar Mediterraneo.

Secondo un recente studio, pubblicato sull’autorevole Hurryet, il Gasdotto Transanatolico avrebbe innalzato l’interesse dell’Unione Europea nei confronti della Turchia dopo il ripetuto diniego da parte di Bruxelles ad ogni prospettiva di integrazione di Ankara nell’UE. A conferma di tale tendenza, per lo meno sul piano economico, e l’interesse manifestato dal colosso britannico British Petroleum all’acquisto di una parte dell’80% delle azioni della TANAP possedute dalla compagnia azera SOCAR.

Il ruolo crescente della Turchia come attore energetico e politico nel Centro-Asia ha infastidito la Russia e i suoi disegni geopolitici improntati al ristabilimento della prorpia egemonia economica e politica nello spazio ex-sovietico ed in Europa Orientale.

Durante il summit dei Paesi turcofoni, di particolare rilievo sono stati infatti gli accordi energetico-commerciali stretti tra il Kyrgyzstan e il Kazakhstan. Alma Ata e uno dei membri fondatori dell’Unione Eurasiatica: progetto di integrazione sovranazionale, voluto dalla Russia per stabilire la propria egemonia economica e politica sullo spazio ex-sovietico, a cui Bishek ha dichiarato la volontà di aderire.

Di per se, gli accordi kyrgyzo-Kazaki restano documenti stretti sul piano delle relazioni bilaterali, ma nulla esclude che essi possano essere l’antipasto una serie di ulteriori protocolli finalizzati all’ingresso definitivo del Kyrgyzstan nell’Unione Eurasiatica.

La Russia e stata particolarmente attiva per contrastare la partecipazione di Ankara ai progetti di indipendenza energetica dell’UE. Oltre al permesso di transito attraverso le acque territoriali turche per il Southstream – gasdotto concepito da Mosca per impedire a Bruxelles la costruzione di proprie infrastrutture deputate al trasporto del gas azero – ottenuto dalla Turchia in cambio di uno sconto sulle proprie forniture, la Russia ha concesso i diritti di compravendita dell’oro blu con Mosca per il mercato interno turco solo a compagnie legate al monopolista russo, Gazprom.

Come riportato dal Kommersant”, ad avere ottenuto l’esclusiva per l’acquisto del gas russo in Turchia sono state le compagnie Akfel Gaz, Kibar Enerji, Eksim Holding e la Bosphorus Gas, ma non l’ente nazionale turco, Botas. Questa situazione lascia le Autorità di Ankara prive del controllo totale sul proprio mercato energetico interno, e provoca conseguenze di notevole portata anche sul piano politico.

Perché all’UE conviene integrare la Turchia subito

La Turchia e un grande Paese, con una cultura ricca e una situazione storico-religiosa particolarmente complessa, tale da rendere difficile la sua integrazione nell’Unione Europea – sopratutto grazie alle resistenze della Francia.

Tuttavia, per l’interesse strategico europeo sarebbe opportuno il ristabilimento immediato di strette relazioni con le Autorità turche finalizzate alla concessione ad Ankara di un Accordo di Associazione simile a quello che Bruxelles e intenzionata a riconoscere a Ucraina, Moldova e Georgia.

Grazie alla Turchia, l’Europa potrebbe vedere garantita la sua sicurezza energetica mediante la diversificazione delle forniture di gas. Inoltre, sfruttando il ruolo di importanza geopolitico giuocato da Ankara nella comunità dei Paesi turcofoni, un’Europa allargata alla Turchia potrebbe consolidare la presenza di Bruxelles in un mercato in cui oggi essa e quasi praticamente assente, e, in seconda battuta, stringere legami commerciali diretti con la crescente economia cinese.

Matteo Cazzulani