LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

LIBERTA DI STAMPA: GIORNALISTA UZBEKO ANCORA CONDANNATO

Posted in Uzbekistan by matteocazzulani on November 13, 2010

Abdumalik Bobaev, corrispondente da Tashkent per Voice of America, condannato ad una multa per reportage scomodi alle Autorità

Il corrispondente da Tashkent per Voice of America, Abdumalik Bobaev. FOTO VOA

In Uzbekistan fare il giornalista costa caro. Nella giornata di sabato, 13 novembre, la Corte d’appello di Tashkent ha respinto il ricorso del giornalista Abdumalik Bobaev, condannandolo al pagamento di una multa di 10 mila dollari. Motivo dell’ammenda, i pezzi fortemente critici con le Autorità locali, ritenuti pericolosi per l’ordine pubblico.

Nello specifico, si tratta di un’inchiesta sullo sfruttamento di bambini nei campi di cotone, e di un reportage sul prosciugamento del lago d’Aral. Per questa ragione, il reporter ha passato in carcere tre giorni, e rischiato di trascorrervi altri otto anni, se non fosse stato assolto in primo grado, cavandosela con un’ammenda.

“Ho ribadito alla Corte – ha dichiarato a Radio Liberty – di non aver fatto nulla di male. Come giornalista, scrivo pezzi critici, ma mai infarciti degli insulti e delle delazioni di cui sono stato accusato”.

A supportare Bobaev, l’assistente del Segretario di Stato americano per l’Asia centro-meridionale, Robert Blake, che ha inoltrato una nota di protesta sullo lo stato della libertà di stampa in Uzbekistan. Ad attivarsi in difesa del reporter, anche il Comitato USA per la Difesa dei Giornalisti, con un appello per il pronto rilascio del collega, diretto al presidente uzbeko, Islam Karimov.

“Pubblicare materiale politico senza l’avvallo delle Autorità è pericoloso” ha spiegato il Presidente del Gruppo per la Tutela dei Diritti Umani in Uzbekistan, Surat Ikramov, anch’egli multato in passato per aver indagato sulla morte sospetta di un cantante locale.

I precedenti in un Paese non libero

Il presidente uzbeko, Islam Karimov

Non così liscia è andata al corrispondente russo Vladimir Berezovskij, ancora in carcere, ed al collega di Bobaev di Voice of America, Alisher Saipov, ucciso nel vicino Kyrgystan, dopo che i media uzbeki hanno scatenato su di lui una feroce campagna mediatica.

Oltre ai casi già illustrati, altri sei reporter sono stati colpiti negli ultimi due anni. E l’Uzbekistan continua a negare visti di ingresso ai giornalisti stranieri. Secondo una ricerca dell’Economist, Tashkent è il dodicesimo Stato al Mondo per repressione della stampa libera.

Matteo Cazzulani

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LIBERTA DI STAMPA: GIORNALISTA UZBEKO LIBERATO

Posted in Uzbekistan by matteocazzulani on October 18, 2010

Commutato in sanzione l’arresto di Abdumalik Bobaev, corrispondente per Voice Of America. A Tashkent resta difficile la condizione dei media

Il corrispondente di Voice Of America in Uzbekistan, Abdumalik Bobaev. FOTO VOA

Una piccola vittoria della Comunità internazionale. Nella giornata di sabato, 16 ottobre, il reporter uzbeko Abdumalik Bobaev è stato liberato dopo alcuni giorni di detenzione.

La corte distrettuale di Tashkent, infatti, ha sospeso il provvedimento, ed inflitto al giornalista free-lance una sanzione, pari a 10 milla Dollari, per avere attraversato illegalmente la frontiera uzbeka col Kyrgystan.

Corrispondente da Tashkent per Voice Of America, Bobaev è stato arrestato lo scorso 13 ottobre per detenzione e diffusione di materiale illegale, pericoloso per l’ordine pubblico. Nello specifico, si tratta di reportage, interviste e testimonianze sullo sfruttamento di bambini nei campi di cotone uzbeki, e sul prosciugamento del lago d’Aral, con conseguente moria dei locali.

L’appello dell’Occidente

La commissaria OSCE, Dunija Mijatovic

A mobilitarsi per l’immediata liberazione di Bobaev, la comunità internazionale. L’ambasciata USA ha richiesto il rilascio del corrispondente, ed invitato le autorità uzbeke a cessare ogni pressione sui media stranieri. Con una lettera aperta, anche la commissaria OSCE Dunija Mijatovic ha condannato Tashkent e denunciato nel Paese il deterioramento dello stato della Libertà di azione dei giornalisti.

Ad essi, si è aggiunto il Gruppo di Iniziativa dei Difensori Indipendenti dei Diritti in Uzbekistan, il cui coordinatore, Surat Ikramov, ha segnalato l’impossibilità in territorio uzbeko di pubblicare materiale senza il via libera della censura.

Media oppressi a Tashkent

La commutazione della pena ha risparmiato a Bobaev 8 anni di prigione. Ma molti restano i casi di pressioni e violenze sui giornalisti in Uzbekistan, 160 Paese – su 175 – per rispetto della Libertà di Stampa.

Un altro corrispondente estero, il russo Vladimir Berezovskij, è ancora detenuto in carcere, ed un collega di Bobaev, Alisher Saipov, è stato ucciso nel vicino Kyrgystan, dopo che i media uzbeki hanno scatenato su di lui una feroce campagna mediatica.

Oltre ad essi, altri sei reporter sono stati colpiti negli ultimi due anni. E Tashkent continua a negare visti di ingresso ai giornalisti stranieri.

Matteo Cazzulani

LIBERTA’ DI STAMPA: IN UZBEKISTAN ARRESTATO L’ENNESIMO GIORNALISTA

Posted in Uzbekistan by matteocazzulani on October 13, 2010

Abdumalik Bobaev, corrispondente di Voice Of America, è stato imprigionato dalle autorità Uzbeke. E’ l’ottavo caso in due anni di limitazione dell’operato dei giornalisti a Tashkent. Condanna di USA ed ONG. Silenzio dei media occidentali

Il corrispondente di Voice Of America in Uzbekistan, Abdumalik Bobaev. Foto VOA

Reporter ancora nel mirino nell’ex-URSS. L’ultima vittima, Abdumalik Bobaev, corrispondente dall’Uzbekistan per la testata Voice Of America, incarcerato per avere compiuto il proprio lavoro.

Nello specifico, ad incriminarlo sono stati i suoi reportage sul prosciugamento selvaggio delle acque del lago Aral, sulla conseguente moria dei locali, e sullo sfruttamento di bambini costretti ad operare come schiavi nei campi di cotone. Realtà amare, all’ordine del giorno nella repubblica centroasiatica, che sono state giudicate dalle autorità di Tashkent un pericolo per la Sicurezza Nazionale.

Ora, a Bobaev spettano 8 anni di prigionia. Una beffa, se si pensa che in uno degli ultimi contatti telefonici con la propria redazione, il reporter ha ribadito il proprio scetticismo dinnanzi alla possibilità di un miglioramento della condizione dei giornalisti in un Paese con limitato accesso ad internet e continua censura dei media, locali ed internazionali.

Escalation di violenza sui giornalisti. L’appello di USA ed ONG

L'esponente OSCE, Dunija Mijatovic

Il governo Uzbeko, 160esimo su 175 Stati del Mondo in quanto a rispetto della Libertà di Stampa, nega continuamente i visti di ingresso ai corrispondenti di testate estere, così impossibilitate a raccontare cosa accade nel Paese più popoloso dell’Asia Centrale. Negli ultimi due anni, ad essere colpiti sono stati 8 giornalisti. Tra essi, il russo Vladimir Berezovskij, ancora in prigione, ed un altro corrispondente di Voice Of America, Alisher Saipov, trovato cadavere nel vicino Kyrgystan, pochi giorni dopo che i media uzbeki lo avevano bollato come traditore.

Forte la condanna del Gruppo di Iniziativa dei Difensori Indipendenti dei Diritti in Uzbekistan, il cui capo, Surat Ikramov, ha denunciato l’impossibilità di pubblicare materiale critico nei confronti del governo.

A muoversi, anche l’ambasciata USA a Tashkent, che, con una nota, ha richiesto l’immediato rilascio del corrispondente della testata, e promesso di seguire strettamente lo sviluppo della questione.

Con una lettera aperta, simile richiesta è stata avanzata anche dall’OSCE. “I casi di Bobaev e Berezovskij sono l’ennesimo indizio del deterioramento continuo della Libertà di Stampa in Uzbekistan – riporta la missiva, firmata dalla rappresentante, Dunja Mijatovic – un mutamento della situazione è doveroso fin dall’immediato”.

Un appello che tutti coloro che hanno a cuore la Libertà di Stampa nel Mondo non possono ignorare. A differenza di quelle testate che, forse più comodamente, preferiscono lasciare spazio ai rigurgiti nazionalisti di un manipolo di ultras, rei di avere ferito l’unico vero valore del Belpaese: il giuoco del calcio.

Matteo Cazzulani