LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

IN RUSSIA L’ENNESIMA MANIFESTAZIONE ANTIPUTINIANA. MA LA REPRESSIONE CONTINUA

Posted in Russia by matteocazzulani on December 25, 2011

Circa 30 Mila dimostranti a Mosca protestano contro i brogli elettorali che hanno garantito al Partito del Potere la maggioranza quasi assoluta in Parlamento, ed invitano a votare contro Putin alle prossime Elezioni Presidenziali. Repressioni ed arresti a San Pietroburgo ed in provincia. Fermi anche in Ucraina

Il primo ministro russo, Vladimir Putin

Se Putin non fosse ortodosso avrebbe buoni motivi per digerire a fatica il panettone. Nella giornata di sabato, 24 Dicembre, a Mosca ha avuto luogo la seconda imponente manifestazione delle opposizioni alla Verticale del Potere: capaci di riempire il Prospekt Sakharov con una folla oceanica.

Secondo gli organizzatori, i dimostranti sarebbero stati cento mila, mentre per le Autorità non si può parlare di più di 30 Mila persone. Ciononostante, l’affluenza è stata ben superiore alla precedente manifestazione di massa del 10 Dicembre, a cui, in Piazza Bolotnaja, hanno partecipato in 20 Mila: numeri da capogiro se si considera il clima di terrore finora imposto dalle autorità russe, che malvolentieri hanno tollerato ogni espressione di dissenso, sia pubblica che privata.

Ai sostenitori dei movimenti di opposizione Solidarnost’ – di orientamento democratico – ed Altra Russia – liberalprogressista – si sono aggiunti militanti di ogni colore, dall’estrema destra alla sinistra, e persino privati cittadini: uniti nel protestare contro i brogli elettorali che, lo scorso 4 Dicembre, hanno garantito la maggioranza quasi assoluta alla Duma al Partito del Potere, Russia Unita.

Dopo i discorsi dal palco dei principali Leader del dissenso politico al Cremlino – il vice-capo di Solidarnost’, Boris Nemcov, l’ex-Ministro delle Finanze, Aleksej Kudrin, il campione di scacchi, Garri Kasparov, il blogger Aleksej Naval’nyj, la nota teleconduttrice, Ksenija Sobchak, e l’ultimo Presidente URSS, Mikhail Gorbachev – i manifestanti hanno richiesto una commissione d’inchiesta neutrale per appurare l’effettiva regolarità del voto del 4 Dicembre, ed invitato ogni cittadino russo a partecipare alle Elezioni Parlamentari del prossimo 4 Marzo per votare un candidato qualsiasi al di fuori dell’esponente della verticale del potere, l’attuale Premier, Vladimir Putin.

Janukovych poliziotto di Putin

Oltre a quella di Mosca – che gli organizzatori hanno promesso di replicare nei prossimi mesi – simili manifestazioni si sono svolte in centri di provincia, dove, all’oscuro delle telecamere dei principali network internazionali, si sono registrati arresti e repressioni da parte delle Autorità. A San Pietroburgo, tra i 1500 dimostranti la polizia ha fermato alcuni “provocatori”, mentre a Barnaul ad essere arrestati sono stati i quattro organizzatori della manifestazione locale, a cui hanno partecipato circa 400 persone.

In linea con il regime di Mosca è anche quello di Kyiv, dove il Presidente, Viktor Janukovych, continua a dare prove della svolta autoritaria adottata dalla sua Amministrazione: già responsabile di arresti e processi politici a carico di una decina tra giornalisti indipendenti ed esponenti dell’Opposizione Democratica. La manifestazione in solidarietà agli oppositori russi della Coalizione dei Partecipanti della Rivoluzione Arancione, sul centrale Khreshchatyk, è stata repressa dalla polizia con cinque arresti.

Ufficialmente, la simpatica dimostrazione – organizzata su una giostra – è stata interrotta con la forza per disturbo della quiete pubblica, ma è difficile escludere che, anche sulle Rive del Dnipro, il minimo dissenso inizi davvero a dare fastidio, sopratutto in seguito al congelamento dei rapporti con l’Unione Europea: turbata dinnanzi al rapido regresso della democrazia in Ucraina, con cui Janukovych sta isolando sempre più il suo Paese a livello internazionale.

Un segnale preoccupante, che dimostra come – a differenza di quanto abilmente tollerato a Mosca dalle Autorità: intenzionate a presentarsi al Mondo come realmente democratiche – il puntinismo sia ancora vivo e ben radicato non solo nella sterminata provincia russa, ma anche in Paesi europei, una volta parte dell’Unione Sovietica.

Matteo Cazzulani

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TESTIMONE CHIAVE DI JULIJA TYMOSHENKO AL PROCESSO: I VERI COLPEVOLI SONO JUSHCHENKO E LA COMPAGNIA INTERMEDIARIA VICINA A JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 6, 2011

L’ex-Capo dell’Apparato del Consiglio dei Ministri, Mykhajlo Livins’kyj, scagiona la Leader dell’Opposizione Democratica da ogni accusa, ed incolpa l’ex-Capo di Stato e RosUkrEnergo, vicina all’attuale Presidente, di condotta anti-statale. Chiuso con una condanna il procedimento all’ex Vice Capo di Naftohaz, Ihor Didenko. Nuovi arresti in seguito alle repressioni della polizia.

L'ex-presidente ucraino, Viktor Jushchenko

Un regalo per il primo anniversario dell’arresto. Così, molto amaramente, potrebbe essere definita la deposizione al processo di Julija Tymoshenko di Mykhajlo Livins’kyj, primo dei testimoni convocato unicamente dalla difesa – senza il supporto dell’accusa – ad essere accettato da un giovane giudice, Rodion Kirejev, sempre più ostile ai legali della Leader dell’Opposizione Democratica: ex-Primo Ministro, imputata per gestione fraudolenta del bilancio statale ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas, nel Gennaio 2009, con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Un accusa da cui Livins’kyj, Capo dell’Apparato del Consiglio dei Ministri – e, fatto ancora più importante, presente a Mosca durante i colloqui – non solo ha scagionato l’anima della Rivoluzione Arancione, ma ha incolpato l’ex-Presidente, Viktor Jushchenko, reo di avere rotto le trattative, abbandonando il tavolo, dinnanzi all’ultima concessione dei russi, disposti a scendere alle richieste ucraine fino a 250 dollari per mille metri cubi – e non, come voluto dall’ex-Capo di Stato, a 230. Una situazione che avrebbe irritato non solo la Russia – decisa nel rilanciare al rialzo, proponendo repentinamente un incremento vertiginoso fino a 470 Dollari – ma, sopratutto, l’Unione Europea, preoccupata dinnanzi ad una nuova possibile interruzione delle forniture: un mix di pressioni che avrebbe spinto Julija Tymoshenko a prendere in mano la situazione e, in linea con le prerogative spettanti al Primo Ministro, accettare l’ultimatum russo, sì oneroso, ma pur sempre la migliore delle offerte possibili.

Inoltre, Livins’kyj ha illustrato altri due dettagli di non poco conto, che, se il processo fosse davvero equilibrato, basterebbero per l’assoluzione della Leader dell’Opposizione Democratica. Il primo, è la totale assenza di direttive con timbro e firma con cui Julija Tymoshenko è accusata di avere obbligato il Capo della compagnia energetica statale Naftohaz, Oleh Dubyna, a firmare gli accordi: l’esemplare registrato agli atti sarebbe un falso prodotto al di fuori del Consiglio dei Ministri, notabile anche solo dallo stile con cui è stato redatto, del tutto dissimile dagli altri documenti di redazione dell’ex-Primo Ministro.

Il secondo, è il ruolo svolto dalla compagnia RosUkrEnergo, la quale, secondo Livins’kyj, avrebbe interferito nei colloqui tra Naftohaz ed il monopolista russo, Gazprom, proponendo a questi ultimi di non firmare un accordo che, come risultato, ha prodotto l’eliminazione di ogni intermediario tra Mosca e Kyiv. Registrata in Svizzera, RosUkrEnergo è posseduta a maggioranza da Dmytro Firtash, uno dei principali sponsor dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych – ritenuto il vero responsabile del procedimento a carico della Leader dell’Opposizione Democratica -ed è stata sempre vista da Julija Tymoshenko come la vera causa dell’incremento delle tariffe per il gas dal 2006, quando, per volere di Jushchenko, è stata inserita nella compravendita di oro blu tra Russia ed Ucraina.

Un teorema che non è piaciuto all’accusa, e nemmeno a Kirejev, che, appena uditol’intermediario, ha eliminato ogni domanda della Difesa dagli atti, e, complice anche la tarda ora della sera, chiuso sbrigativamente interrogatorio e seduta, respingendo – come da prassi oramai – le richieste della difesa di liberazione dall’isolamento di Julija Tymoshenko, pausa nello svolgimento del procedimento, e permesso per l’anima della Rivoluzione Arancione di essere visitata dai suoi medici di fiducia.

Didenko fuori, altri oppositori dentro

Nel frattempo, sempre lunedì, 5 Settembre, si è chiuso il primo dei processi politici a carico di esponenti dell’Opposizione Democratica, con la condanna a 3 anni con la condizionale – poi tramutata in obbligo di firma, confino nella Capitale, e divieto di ricoprire cariche pubbliche – all’ex Vice-Capo di Naftohaz, Ihor Didenko, accusato di avere sottratto gas irregolarmente a RosUkrEnergo proprio in seguito agli accordi del Gennaio 2009 firmati da Julija Tymoshenko. Dunque una liberazione solo fisica – dal momento in cui anche Didenko è stato arrestato nel corso del processo – che ha lasciato posti disponibili in carcere a nuovi detenuti politici, subito riempiti in seguito al raid della polizia su alcuni gazebo installati sul lato del Khreshchatyk opposto a quello dove, dall’inizio del processo, è dislocata la tendopoli dei sostenitori di Julija Tymoshenko.

A nulla è servito l’intervento dei Deputati Nazionali di Bat’kivshchyna – il Partito della Leader dell’Opposizione Democratica – usciti dall’aula del processo per difendere le tende prese di mira dalla milicija: tra gli arrestati, 7 attivisti della Coalizione dei Partecipanti alla Rivoluzione Arancione, ed un Consigliere Regionale, subito mandati in commissariato per la preparazione di un processo con rito abbreviato per turbamento della quiete pubblica.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: ALTRO INTERROGATORIO PER JULIJA TYMOSHENKO E NUOVI ARRESTI.

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 29, 2010

La Leader dell’Opposizione Democratica nuovamente in Procura. Arrestato altro suo uomo di fiducia e due dimostranti del Majdan. Jurij Lucenko accusato nell’avvelenamento di Viktor Jushchenko. Convocata anche una giornalista

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, prima dell'interrogatorio. FOTO TYMOSHENKO.UA

Sei ore davanti ai giudici. Questo è quanto patito dalla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, sotto torchio in Procura per l’intero pomeriggio. Tempo perso, peraltro senza il suo avvocato, come ha illustrato ai 50 sostenitori che, pazientemente, l’hanno attesa.

All’ingresso – erano le 11 del mattino – si è detta certa di ricevere il permesso per recarsi a Bruxelles dopo il Natale ortodosso – 7 gennaio – per partecipare al vertice del Partito Popolare Europeo, a cui è stata invitata. Il processo politico aperto a suo carico ha comportato anche la revoca del diritto d’espatrio.

“Siamo turbati dalla repressione ai danni di Bat’kivshchyna. Siamo al tuo fianco” le ha detto, in una conversazione privata, il Segretario Generale PPE, Antonio Lopez-Isturis.

Oltre all’ennesima convocazione in Procura della Lady di Ferro ucraina, puntuale anche la girandola degli arresti ai danni di personalità invise alle Autorità.

In prigione, il Direttore dell’impresa statale Ukrmedostach, Mykola Petrenko, accusato di concorso di colpa per l’acquisto irregolare di ambulanze, ordinate da Julija Tymoshenko.

A fargli compagnia, due partecipanti delle proteste sul Majdan Nezalezhnosti contro il Codice Fiscale. Una legge iniqua, che ha limitato i diritti sindacali, ed incrementato la pressione su piccola e media impresa per compensare sgravi ai grandi industriali, sponsor del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Atteso anche un altro arresto, a danno di uno dei coordinatori del Comitato dei Partecipanti della Rivoluzione Arancione, reduce da un intervento delicato. Una camionetta della polizia è già sotto l’ospedale.

Da chi è finito dietro le sbarre a chi c’è già. L’ex Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, è stato accusato anche di abuso d’ufficio nell’inchiesta sull’avvelenamento dell’ex Capo di Stato, Viktor Jushchenko. Prelevato dalla propria abitazione Domenica, 26 dicembre, dinnanzi a figlio e cane, il Leader di Narodna Samooborona è accusato di scarsa collaborazione con gli inquirenti.

Infine, ce n’è anche per i giornalisti. La collega dell’autorevole agenzia UNIAN, Nadia Pryshljak, è stata convocata, in quanto testimone della Notte di Sangue. Episodio in cui, lo scorso giovedì, 16 dicembre, i Parlamentari del Partija Rehioniv hanno interrotto, con la violenza, il presidio pacifico della Rada dei Deputati Nazionali del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, in solidarietà alla loro Leader.

Le precedenti tappe del regresso democratico sotto l’amministrazione Janukovych

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Lecito ricordare che Contro Julija Tymoshenko è stato aperto un procedimento giudiziario. Motivazione, l’uso improprio dei fondi per l’abbattimento di CO2 alle uscite sociali. E l’acquisto illecito di ambulanze. Così, la Leader dell’Opposizione Democratica è stata privata del diritto d’espatrio, per avere pagato le pensioni, e migliorato il sistema sanitario. Gesti gravi, di cui è continuamente chiamata a rispondere dinnanzi ai giudici.

Oltre all’anima della Rivoluzione Arancione, abbondante è l’elenco di personalità dell’Opposizione Democratica nel mirino della Procura, quando non già in prigione. Nella giornata di martedì, 28 dicembre, dai giudici è finito il Segretario del Partito Za Ukrajinu, V’jacheslav Kyrylenko.

Venerdì, 24 dicembre, l’ex Capo della Tesoreria statale, Tetjana Sljuz, in carica durante il governo Tymoshenko, è stata dichiarata ricercata. L’accusa mossa alla politica, recentemente eletta Consigliera Regionale di Khmel’nyc’kyj, abuso di potere.

Medesima motivazione per l’arresto dell’ex-ministro dei Trasporti, Viktor Bondar, già Capo della Segreteria di Jushchenko.

Giovedì, 23 dicembre, arrestato l’ex Vice Ministro dell’Economia, Jevhen Kornijchuk. In prigione anche il suo ex-principale, Bohdan Danylyshyn, l’ex Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk, l’ex Capo del Controllo Statale di Frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex Vice Capo di Naftohaz, Ihor Didenko.

Infine, ospite della procura per frequenti interrogatori, il Braccio Destro della Lady di Ferro ucraina, Oleksandr Turchynov, Vice Leader di Bat’kivshchyna, il principale partito dell’Opposizione Democratica.

Matteo Cazzulani