LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

REPUBBLICA CECA: LE LARGHE INTESE PUNTANO SU EUROPA E DIRITTI UMANI

Posted in Repubblica Ceca by matteocazzulani on February 3, 2014

Il nuovo Ministro degli Esteri ceco, Lubomir Zaoralek, supporta l’adozione dell’Euro e del Fiscal Compact in tempi brevi, mentre la Ministra del Lavoro e il Ministro dei Diritti Umani, Michaela Maksimova Tominova e Jiri Dienstriber, invitano il Governo a dare pieno sostegno alla Carta Fondamentale dei Diritti. Il Presidente, Milos Zeman, promette di non opporsi ai piani europei del Premier, Bohuslav Sobotka.

Nel cuore dell’Europa l’Unione Europea piace, e piace addirittura l’euro. Nella giornata di mercoledì, 29 Gennaio, in Repubblica Ceca è stato varato il Governo delle Larghe Intese tra il Partito SocialDemocratico Ceco, il movimento moderato ANO, e l’Unione Cristiano Democratica-Partito Popolare Ceco.

Oltre al Premier, Bohuslav Sobotka, che è anche il Segretario del Partito, i socialdemocratici hanno ottenuto la guida di sette Ministeri, tra cui Interni, Esteri, Lavoro e Politiche Sociali, Sanità, ed Industria e Commercio. ANO, guidato dal Vicepremier e Ministro delle Finanze, l’imprenditore Andrej Babis, ha ottenuto anche i Dicasteri di Difesa, Giustizia, Trasporto, Ambiente e Sviluppo Regionale, mentre i cristiano democratici, oltre al Vicepremier e Ministro della Scienza Pavel Belobradek -segretario del Partito- guiderà i Dicasteri di Agricoltura e Cultura.

A dare una svolta al nuovo Governo sono state le dichiarazioni del Ministro degli Esteri, il socialdemocratico Lubomir Zaoralek: un federalista euro entusiasta che ha evidenziato come la Repubblica Ceca debba al più presto accedere alla Zona Euro, ed aderire con convinzione al Fiscal Compact per evitare di rimanere ai margini dell’UE.

Inoltre Zaoralek, un socialdemocratico con buoni contatti con il centrosinistra europeo, ha dichiarato che la Repubblica Ceca continuerà con la politica estera basata sula promozione della Democrazia e dei Diritti Umani nel Mondo, secondo il modello dato dal primo Presidente ceco post-sovietico, Vaclav Havel.

Il nuovo corso della politica estera della Repubblica Ceca è stato confermato dal Ministro del Lavoro, Michaela Maksimova Tominova, e dal Ministro per i Diritti Umani, Jiri Dienstriber, che hanno invitato il Governo ad assumere come primo provvedimento una risoluzione che ratifica il pieno sostegno di Praga alla Carta Fondamentale dei Diritti.

A rendere bene l’idea del nuovo corso della politica europea della Repubblica Ceca è anche la designazione a Primo Consigliere del Premier dell’ex-Capo del Governo ed ex-Commissario della Commissione Europea, Vladimir Spidla: un fatto che segnala un chiaro cambio di passo in un Paese che, durante i Governi conservatori di Mirek Topolanek e Petr Necas, ha cercato in tutti modi di frenare il processo di integrazione monetaria e politica dell’Europa.

Meno radicale è il cambiamento che si registra in politica estera, dal momento in cui il Ministro degli Esteri uscente, Karel Schwarzenberg, è stato uno dei più attivi promotori della difesa dei Diritti Umani nel Mondo, sopratutto in Ucraina: impegno dimostrato con la concessione dell’Asilo Politico all’ex-Ministro dell’Economia ucraino, Bohdan Danylyshyn, e ad Oleksandr Tymoshenko, il marito dell’ex-Premier Ucraina Yulia Tymoshenko condannata al carcere dopo un processo politicamente motivato.

Un più timido cambio in chiave pro-europea è stato registrato anche presso l’Amministrazione Presidenziale, in quanto il nuovo Capo di Stato, Milos Zeman, ha dichiarato pieno sostegno all’accelerazione in chiave europea preventivata dal Governo: tutta un’altra musica rispetto alle dichiarazioni del suo predecessore, l’euroscettico Vaclav Klaus, che ha sempre sostenuto una politica estera basata su accordi bilaterali di Praga con diversi Paesi, tra cui la Russia di Putin, con cui l’ex-Capo di Stato intrattiene una forte amicizia personale.

L’Europa divide la Grande Coalizione

Proprio il sostegno all’Europa potrebbe però essere la causa di frizioni all’interno di una Coalizione Grande e frastagliata: se da un lato socialdemocratici e popolari sono favorevoli all’adozione dell’Euro in tempi brevi -si parla addirittura di anticipare la Polonia entro il 2018- i moderati di ANO, che rappresentano gran parte del tessuto imprenditoriale, si sono detti contrari a tale misura.

Del resto, il tema europeo è stato accantonato durante le trattative per la formazione del Governo delle Larghe Intese, che, invece, ha posto in cima alla sua agenda la riforma delle pensioni e la lotta alla corruzione.

Matteo Cazzulani

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UCRAINA: YULIA TYMOSHENKO MULTATA PER ASSENZA AL PROCESSO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 15, 2013

UCRAINA: YULIA TYMOSHENKO MULTATA PER ASSENZA AL PROCESSO

La Leader dell’Opposizione Democratica ucraina sanzionata per non avere presenziato alla seduta del procedimento giudiziario in cui è accusata di omicidio. Come conferma il primo testimone, il Presidente Viktor Yanukovych ritenuto il mandante del processo per eliminare la temuta competitor dalla scena politica e chiudere una pagina buia del suo passato

Reclusa, malata, accusata persino di omicidio, e adesso anche multata. Nella giornata di giovedì, 14 Febbraio, la leader dell’Opposizione Democratica ucraina, l’ex-Primo Ministro Yulia Tymoshenko, è stata sanzionata per assenza alla prima deposizione dei testimoni nel terzo processo sollevato a suo carico.

La Tymoshenko ha rinunciato a presenziare al processo per via delle sue precarie condizioni di salute: come illustrato al Giudice, Oksana Tsarevych, dal suo Avvocato, Serhiy Vlasenko -anch’egli multato per “offese alla Corte”- l’ex-Primo Ministro soffre di ernia al disco e trombosi, ed è costretta a permanere nella sua camera, dove viene costantemente spiata dalle Autorità giudiziarie.

La ragione del rifiuto a presenziare al processo da parte della Tymoshenko è anche una forma di protesta nei confronti delle accuse, che l’ex-Primo Ministro ritiene fabbricate ad hoc dall’Amministraziome del Presidente, Viktor Yanukovych, per infliggere l’ergastolo alla sua competitor politica.

La Tymoshenko è infatti accusata dell’omicidio nel 1996 presso l’aeroporto di Donetsk di Yevhen Shcherban: deputato nazionale la cui morte ha de facto favorito l’ascesa politica dell’attuale Presidente Yanukovych.

A sostegno della tesi dell’ex-Primo Ministro sull’infondatezza delle accuse è anche stata data dal primo dei testimoni interrogati, Ihor Marenkov, che ha ammesso di avere sentito della responsabilità della Tymoshenko per l’omicidio del deputato Shcherban “da persone terze”.

La Tymoshenko è già stata condannata a sette anni e mezzo di carcere l’11 Ottobre 2011 per avere firmato accordi energetici con la Russia di Putin, grazie ai quali l’Ucraina ha permesso il ripristino dell’invio di gas verso l’Unione Europea che Mosca aveva tagliato per porre gli arancioni in cattiva luce dinnanzi all’opinione pubblica europea.

Pochi mesi dopo, la Tymoshenko è stata condannata a 4 anni di carcere per bancarotta fraudolenta del colosso energetico YEESU, guidato dall’ex-Primo Ministro prima della sua salita in politica nel 1998.

Un altro esponente “arancione” ottiene asilo politico in Europa

Sempre giovedì, 14 Febbraio, l’Unione Europea ha concesso asilo politico ad un altro esponente dell’Opposizione Democratica ucraina, fuggito in UE per paura di essere arrestato.

L’ex Vice Ministro della Difesa del Governo Tymoshenko, Valeriy Ivashchenko, ha ottenuto asilo politico in Danimarca, motivando il suo esilio spontaneo con l’intenzione da parte delle Autorità governative dell’Ucraina di estorcere da lui confessioni sul coinvolgimento della Tymoshenko e dell’ex Vice Premier, Oleksandr Turchynov, in reati di vario genere.

Ivashchenko è già stato arrestato per abuso d’ufficio nel 2011, ma dopo pochi mesi è stato liberato grazie a una commutazione della pena. L’ex-Ministro della Difesa è il quarto esponente dell’Opposizione Democratica che ottiene asilo politico in Unione Europea.

L’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e il marito della Tymoshenko, Oleksandr Tymoshenko, hanno ottenuto asilo politico in Repubblica Ceca, mentre il coordinatore nella Regione di Kharkiv del Partito della Tymoshenko “Batkivshchyna”, Arsen Avakov, ha ottenuto riparo in Italia.

Il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, è criticato da ONU, USA, UE, NATO e principali ONG internazionali indipendenti per l’arresto della Tymoshenko e di un’altra decina di esponenti del campo democratico “arancione”.

Il regresso democratico impresso all’Ucraina da Yanukovych, assieme alle falsificazioni delle Elezioni Parlamentari e Presidenziali, alle pressioni sulla stampa libera, e all’accentramento dei poteri nelle sue mani a discapito del Parlamento, ha comportato il congelamento del processo di integrazione economica di Kyiv nell’Unione Europea.

Matteo Cazzulani.

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JULIJA TYMOSHENKO: L’UNIONE EUROPEA E DIVISA

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on May 23, 2012

Nel corso del dibattito al Parlamento Europeo, le forze politiche hanno espresso pareri differenti, seppur accomunati dalla forte contestazione nei confronti della condotta del regime del Presidente ucraino, Viktor Janukovych. L’allarme della figlia della Leader dell’Opposizione Democratica, Jevhenija: “La pressione sale, ma a Kyiv nulla cambia” 

La Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo. COPYRIGHT MATTEO CAZZULANI

Toni abbassati e punti di vista differenti hanno caratterizzato il dibattito del Parlamento Europeo sul caso di Julija Tymoshenko. Nella giornata di martedì, 22 Maggio, presso l’Emiciclo di Strasburgo si è svolto un dibattito sulla detenzione della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, e sul regresso democratico in Ucraina.

Nella relazione di apertura, il Commissario UE all’Integrazione e all’Allargamento, Stefan Fule, ha invitato a non dipingere la situazione in Ucraina a tinte fosche, e ha ritenuto il boicottaggio dei campionati europei di calcio una forma di protesta sterile.

Nel contempo, ha affermato che l’UE si fonda su principi quali il rispetto della democrazia e dei diritti umani, e per questo ha individuato nella repressione giudiziaria nei confronti di esponenti dell’Opposizione Democratica e nella falsificazione delle elezioni – avvenute dalla salita al potere del Presidente, Viktor Janukovych – le cause del congelamento del processo di integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea.

In linea con il pensiero del Commissario si è detto il tedesco Elmar Brok, del Partito Popolare Europeo, che ha invitato l’Ucraina a rispettare le promesse fatte all’Unione Europea in merito al rispetto dei principi della democrazia per riprendere il cammino di Kyiv verso l’Europa: sospeso dopo l’arresto della Tymoshenko e di un’altra decina di politici di spicco del campo arancione.

“Signor Presidente, ci sono alcuni momenti della storia in cui occorre prendere delle decisioni – si è appellato a Janukovych il popolare polacco Krzysztof Lisiek – Lei deve scegliere se seguire l’esempio di Lech Walesa in Polonia e portare l’Ucraina nelle strutture Occidentali, oppure lasciare un Paese dell’Europa Orientale isolato dall’UE, come attuato in Bielorussia da Aljaksandr Lukashenka”.

Meno dura è stata la posizione del ceco Libor Roucek, dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici Europei, che ha invitato ad attendere il risultato delle prossime Elezioni Parlamentari prima di arrestare in maniera definitiva il processo di integrazione dell’Ucraina in Europa.

Il socialdemocratico bulgaro, Kristian Vigenin, ha affermato che in caso di mancato miglioramento della situazione in Ucraina, la firma dell’Accordo di Associazione potrà essere congelato per sempre.

Un appello a non boicottare il campionato europeo di calcio è stato lanciato dal polacco Zbigniew Ziobro, del gruppo Europa per la Libertà e la Democrazia, che ha sottolineato come tale decisione danneggerebbe anche la Polonia, che, assieme all’Ucraina, organizza la manifestazione sportiva.

In merito alla manifestazione calcistica, il tedesco Werner Schulz, del gruppo dei Verdi, ha denunciato la diffusa corruzione presso l’establishment presidenziale, e ha invitato l’Unione Europea a visionare i contratti stretti dalle Autorità di Kyiv per la realizzazione delle infrastrutture costruite in occasione di Euro 2012.

Opposta alle posizioni del resto delle forze partitiche del Parlamento Europeo è stata la posizione della Sinistra Europea, che ha contestato il ruolo attivo profuso dall’UE nel sostenere l’Opposizione Democratica ucraina. Il ceco Jaromir Kolicek ha criticato il Governo di Praga per avere concesso l’Asilo Politico all’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e al marito della Tymoshenko, Oleksandr.

Nelle prossime sedute una risoluzione

“La pressione è sempre più forte, ma in Ucraina non avviene alcun cambiamento – ha dichiarato la figlia della Leader dell’Opposizione Democratica, Jevhenija Tymoshenko, presente alla discussione – sul conto di mia madre sono stati aperti nuovi procedimenti giudiziari, mentre l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, è stato condannato anche in Appello, malgrado la sua palese innocenza”.

La discussione ha avuto luogo durante la sessione della mattinata. Nelle prossime sedute è prevista la votazione di una risoluzione con cui l’Emiciclo di Strasburgo si esprimerà per l’ennesima volta sulla situazione in Ucraina.

Matteo Cazzulani

TESTIMONIA LE PERCOSSE SUBITE DA JULIJA TYMOSHENKO: L’AUTRICE DELLE FOTO FUGGE DALL’UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 19, 2012

Come riportato dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda, l’ex-Incaricata Parlamentare per i Diritti Umani, Nina Karpachova, è fuggita dal Paese dopo l’apertura di un’inchiesta sul suo conto per la diffusione delle prove dei lividi sul corpo della Leader dell’Opposizione Democratica. La Procuratura Generale contrattacca la fuggitiva

Le percosse subite dalla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Lontano dal proprio Paese dopo gli scatti che hanno turbato la Comunità Internazionale. Questo è quanto accaduto all’ex-Incaricata Parlamentare per i Diritti Umani ucraina, Nina Karpachova: fuggita a Mosca dopo che la Procuratura Generale ha aperto sul suo conto un’inchiesta.

A dare la notizia, venerdì 18 Maggio, è stata l’autorevole Ukrajins’ka Pravda, che ha illustrato come la Karpachova sia finita nel mirino della magistratura ucraina per le fotografie realizzate durante l’ultimo suo giorno da Incaricata Parlamentare per i Diritti Umani, mercoledì 25 Aprile, che testimoniano le percosse al ventre e alle braccia subite dalla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

A supporto delle rivelazioni della Ukrajins’ka Pravda, il Parlamentare di Bat’kivshchyna – il Partito di Julija Tymoshenko – Andrij Kozhem’jakin ha dichiarato all’autorevole agenzia Liga che la Karpachova è stata costretta a lasciare l’Ucraina in seguito all’apertura sul suo conto di un procedimento giudiziario, mentre il suo collega di Partito, Serhij Sobol’jev, ha illustrato di essersi appellato al Consiglio d’Europa per risolvere la situazione.

Ulteriori dettagli alla notizia sono stati forniti dall’altrettanto autorevole agenzia PAP, che ha evidenziato come la Capitale della Federazione Russa sia stata per la Karpachova l’ultima scelta. Infatti, ella si è rivolta dapprima a diverse ambasciate dei Paesi dell’Unione Europea in stanza a Kyiv per ottenere lo status di rifugiato politico.

Pronta la risposta della Procura Generale, che ha negato l’apertura di un procedimento giudiziario e l’organizzazione di una campagna repressiva nei confronti della Karpachova. Al contrario, la magistratura ucraina ha accusato l’ex-Incaricata Parlamentare per i Diritti Umani di avere gonfiato la notizia della sua partenza dal Paese e della persecuzione in atto nei suoi confronti.

Lecito ricordare che le fotografie scattate dalla Karpachova hanno fatto il giro del Mondo in poche ore, ed hanno comportato una forte protesta della Comunità Internazionale verso il Presidente ucraino, Viktor Janukovych: ritenuto il responsabile politico dell’arresto della Tymoshenko e di un’altra decina di esponenti dell’Opposizione Democratica.

Janukovych sempre più isolato

Dinnanzi alle prove delle percosse subite dalla Tymoshenko la notte dello scorso venerdì, 20 Aprile, il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha invitato i suoi colleghi UE a boicottare le partite dei campionati europei di calcio in programma in Ucraina, mentre i Presidenti di Repubblica Ceca, Austria, Ungheria, Bosnia Erzegovina, Croazia, Montenegro, e Albania hanno disertato il vertice dell’Europa Centrale di Jalta, e costretto Janukovych alla sua cancellazione.

Dalla salita al potere dell’attuale Presidente, in Ucraina sono più di una decina gli esponenti di spicco del Campo Arancione arrestati, processati, perseguitati e costretti all’esilio per sfuggire ad una condanna data per certa.

Tra essi, oltre alla Tymoshenko, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, l’ex-Vice-Ministro della Difesa, Valerij Ivashchenko, l’ex-Vice-Ministro all’Ambiente, Heorhij Filipchuk, e il marito della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Tymoshenko – che con Danylyshyn ha ottenuto Asilo Politico in Repubblica Ceca.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO: L’ITALIA SI ALLEA CON LA POLONIA

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on May 13, 2012

Il Ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, ha discusso con il suo omologo polacco, Radoslaw Sikorski, in merito allo stato della democrazia e al rispetto dei diritti umani in Ucraina, e ha comunicato a Varsavia l’adozione di forme di protesta ufficiali. Roma in prima fila per il sostengo della liberazione dell’eroina della Rivoluzione Arancione

Julija Tymoshenko durante il processo. COPYRIGHT MATTEO CAZZULANI

Una conversazione telefonica ha costituito un fronte unico dal Baltico al Mediterraneo per la difesa dei diritti umani e della democrazia. Nella serata di sabato, 12 Maggio, il Ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, ha conferito con il suo collega polacco, Radoslaw Sikorski, in merito alla situazione politica in Ucraina.

Come riportato dal servizio stampa del Ministero degli Esteri della Repubblica Italiana, e confermato da fonti appartenenti al Ministero degli Esteri polacco, Terzi ha espresso profondo rammarico e preoccupazione dinnanzi alla detenzione e alle condizioni di salute della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko. Inoltre, il Capo della Diplomazia italiana ha informato Sikorski di avere consegnato una nota di protesta ufficiale dall’Ambasciatore ucraino in stanza a Roma.

“I Ministri di Italia e Polonia ripongono grandi speranze affinché da Kyiv provengano segnali inerenti al fatto che le Autorità ucraine dimostrino pieno sostegno e rispetto dello stato di diritto e della democrazia” ha riportato una nota emanata dalla Farnesina.

La creazione di un fronte comune italo-polacco porta l’Italia in prima fila tra i Paesi dell’Unione Europea che, come la Polonia, stanno prodigando ingenti sforzi per affrontare l’emergenza democratica ucraina, seppur con modalità differenti.

Il Vice-Ministro degli Esteri, Marta Dassù, ha comunicato l’intenzione di organizzare una missione diplomatica italiana per visitare la Tymoshenko presso la cella della colonia penale in cui la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina è detenuta.

Nella giornata di Mercoledì, 9 Maggio, il Parlamento ha approvato una mozione bipartisan – sostenuta da PDL, PD, UDC, IDV e Gruppo Misto – che obbliga il Premier, Mario Monti, a sostenere la candidatura della Tymoshenko al Premio Nobel per la Pace 2012, e impegna il governo italiano a non ratificare l’Accordo di Associazione UE-Ucraina fino a quando la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina non sarà liberata.

Una notevole mobilitazione del mondo politico e intellettuale italiano è stata registrata anche sul piano culturale e locale. Immediatamente dopo l’arresto della Tymoshenko – avvenuto l’11 Ottobre 2011, in seguito a un processo celebrato in maniera palesemente irregolare – il giornale Il Legno Storto ha lanciato un appello per la liberazione dell’eroina della Rivoluzione Arancione e per il rispetto della Democrazia in Ucraina, sottoscritto da diverse centinaia di cittadini.

A sostenere la battaglia per la liberazione della Tymoshenko è stato anche il portale di informazione Lombardi nel Mondo, grazie al quale, il 30 marzo 2012, il Consigliere Regionale della Lombardia, Carlo Borghetti, ha richiesto al Governatore della principale Regione d’Italia, Roberto Formigoni, l’organizzazione di una missione diplomatica per verificare le condizioni di salute di uno dei principali esponenti politici di un Paese europeo strategicamente importante per la sicurezza energetica italiana.

Più cauta, ma non meno risoluta, è stata la posizione assunta dalla Polonia, che agli appelli al boicottaggio delle Autorità ucraine e delle manifestazioni sportive organizzate in Ucraina – come il campionato europeo di calcio – sostenuti dalla Germania e da altri Paesi dell’Europa Occidentale, ha preferito perseguire la via del confronto diplomaticoper cercare di convincere le Autorità di Kyiv al rispetto degli standard democratici: necessario per proseguire nel percorso di integrazione nell’UE.

Secondo la posizione di Varsavia, il rischio di una posizione troppo dura da parte dell’Unione Europea nei confronti di Kyiv rischia di isolare l’Ucraina dalla comunità occidentale, e di favorire l’inserimento nella sfera di influenza della Russia di questo Paese europeo per storia, cultura e tradizioni. Altresì, l’Ucraina è fondamentale per la sicurezza energetica del Vecchio Continente, in quanto è attraverso il suo territorio che transita l’80% del gas che l’Europa importa proprio da Mosca.

L’allarme di Kwasniewski: “A Occidente non è chiaro cosa sia l’Ucraina”

Ciò nonostante, sulla questione ucraina l’Unione Europea non è stata in grado di prendere una posizione unica. Come illustrato dall’ex-Presidente polacco, Aleksander Kwasniewski, in un’intervista alla rivista Wprost, l’appartenenza dell’Ucraina alla comunità europea è riconosciuta solamente dai Paesi dell’Europa Centrale e scandinavi, ma non da quelli della parte occidentale del Vecchio Continente, secondo il cui punto di vista Kyiv non rappresenta una realtà culturale e storica autonoma dalla Russia, bensì una colonia di Mosca.

“Più si va ad ovest, più a prevalere è un punto di vista filo-russo – ha dichiarato l’ex-Capo di Stato socialdemocratico – persino il profondo sud del Vecchio Continente, come Spagna e Portogallo, è convinto che l’Ucraina come entità statale autonoma non sia mai esistita”.

Il caso Tymoshenko e la repressione politica in Ucraina

Nota per la bionda treccia, e per avere guidato in Ucraina nel 2004 il processo democratico noto come Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko è stata condannata a sette anni di reclusione in isolamento per avere firmato durante l’ultimo anno del suo premieranno, nel Gennaio 2009, accordi energetici con la Russia ritenuti sconvenienti per le casse statali.

Imputata in altri due processi, iniziati sempre per ragioni politiche, la Tymoshenko soffre di un’ernia del disco sistematicamente trascurata dalle Autorità carcerarie. Inoltre, lo scorso 20 Aprile l’ex-Primo Ministro è stata aggredita fisicamente presso la sua cella, e da allora ha iniziato, per protesta, uno sciopero della fame che l’ha portata a un vertiginoso dimagrimento di dieci chili in poche settimane.

Oltre alla Tymoshenko, un’altra decina di esponenti dell’Opposizione Democratica sono stati arrestati dalla salita al potere dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych. Tra essi, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, l’ex-Vice-Ministro dell’Ambiente, Hryhorij Filipchuk, e l’ex-Vice-Ministro della Difesa, Valerij Ivashchenko. L’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e il marito della Tymoshenko, Oleksandr, sono stati costretti all’esilio in Repubblica Ceca, dove hanno ottenuto Asilo Politico.

L’Opposizione Democratica ha ritenuto il Presidente janukovych il vero responsabile dell’ondata di repressione politica. Simili condanne sono state espresse a più riprese anche da Unione Europea, Consiglio d’Europa, Stati Uniti d’America, NATO, ONU, Canada, Australia, Svizzera, Federazione Russa, Freedom House ed Amnesty International.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO: BRONISLAW KOMOROWSKI LANCIA UN APPELLO ALL’UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 10, 2012

Il Presidente polacco invita le forze politiche ucraine a modificare la legislazione risalente all’epoca sovietica con la quale la Leader dell’Opposizione democratica, Julija Tymoshenko, è stata condannata al carcere per ragioni politiche. Il Capo di Stato lituano, Dalija Grybauskaite, intenzionata a visitare l’anima della Rivoluzione Arancione nella colonia penale in cui è detenuta, e a convocare un vertice urgente tra i Paesi dell’Europa Centrale

Il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski

Dalla carota della Polonia al fioretto della Lituania, i Paesi del centro dell’Europa si sono attivati per la liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, e per l’integrazione europea dell’Ucraina.

Nella giornata di mercoledì, 9 Maggio, il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, ha rivolto un appello pubblico al suo collega ucraino, Viktor Janukovych, affinché i principi della libertà e della democrazia siano rispettati sulle Rive del Dnipro, e sia così permesso il cammino di Kyiv sulla strada dell’integrazione europea.

Nello specifico, Komorowski ha ribadito come l’arresto politico della Tymoshenko sia la causa della contrarietà della maggioranza dei Paesi dell’Europa Occidentale al sostegno della firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina – un documento già negoziato, ma non ancora firmato, con cui Bruxelles è pronta a concedere a Kyiv lo status di partner privilegiato.

“Il completamento delle trattative per la firma dell’accordo di Associazione è un merito che riconosciamo a Janukovych: la Polonia è da sempre favorevole alla sua ratifica – ha dichiarato Komorowski – ma faccio appello a tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, affinché la voce per cui è stata arrestata la signora Julija Tymoshenko, che appartiene a un’epoca oramai chiusa, sia cancellata”.

Il riferimento del Capo di Stato polacco è all’articolo 165 del Codice Penale ucraino, che risale all’epoca sovietica. E’ in nome di esso che la Leader dell’Opposizione Democratica è stata condannata a sette anni di detenzione in isolamento per decisioni prese sul piano politico durante il suo ultimo premierato, nel Gennaio 2009.

Komorowski avrebbe dovuto esporre il suo appello expressis verbis a Jalta, in occasione del Vertice dei Paesi dell’Europa Centrale, che Janukovych tuttavia ha cancellato per via dell’assenza della quasi totalità dei suoi colleghi: indignati per la condotta antidemocratica delle Autorità di Kyiv.

Oltre a Komorowski, tra i pochi Presidenti che hanno deciso di non boicottare il vertice di Crimea, per evitare che un aperto isolamento possa spingere l’Ucraina nella zona di influenza della Russia, sono stati anche il Presidente della Slovacchia, Ivan Gasparovic, quello della Moldova, Nicolae Timofti, e quello della Lituania, Dalija Grybauskaite.

Quest’ultima ha accettato di presenziare a Jalta solo dopo avere ottenuto la promessa da parte del collega ucraino di potere visitare la Tymoshenko presso la sua cella nella Colonia Penale Femminile Kachanivs’kyj di Kharkiv. Nonostante il rinvio del summit, la Grybauskaite ha dichiarato l’intenzione di volere comunque recarsi in Ucraina per incontrare la Leader dell’Opposizione Democratica, e ha invitato i colleghi dei Paesi che hanno deciso per il no al boicottaggio del vertice di Crimea a un incontro a Kyiv dedicato alla questione dei rapporti ucraino-europei.

Continua la repressione del dissenso

Su una posizione decisamente più radicale si sono schierati gli altri Stati dell’Europa Centrale che non confinano con l’Ucraina – Ungheria, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Croazia, Bosnia Erzegovina, Bulgaria e Albania – e quelli dell’Europa Occidentale con il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, in prima fila. Essi hanno optato per una linea dura nei confronti di Janukovych – che è riconosciuto come il vero responsabile della repressione politica a carico della Tymoshenko – mirante rispettivamente all’assenza dal vertice di Jalta, e al boicottaggio del campionato europeo di calcio, che l’Ucraina ospiterà con la Polonia.

In risposta alla presa di posizione del Vecchio Continente, a Julija Tymoshenko – che ha terminato uno sciopero della fame di due settimane – sono state concesse le cure del suo medico di fiducia, il tedesco Lutz Harms: necessarie per guarire l’ernia al disco di cui è affetta – e che finora è stata trascurata dalle Autorità carcerarie per tutti i circa nove mesi di detenzione.

Tuttavia, la condotta autoritaria dell’Amministrazione Presidenziale ucraina non si è interrotta, e nella serata di mercoledì, 9 Maggio, il braccio destro della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Turchynov, è stato convocato senza preavviso in Procuratura per un interrogatorio.

Oltre a Turchynov, sono circa una ventina i dissidenti ucraini ad essere stati indagati dalla magistratura per ragioni politiche, quando non addirittura processati, arrestati o costretti all’esilio.

Tra i detenuti di spessore, oltre alla Tymoshenko, figurano l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, l’ex-Vice Ministro della Difesa, Valerij Ivashchenko, e l’ex-Vice Ministro all’Ambiente, Heorhij Filipchuk, mentre l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e il marito della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Tymoshenko, hanno ottenuto asilo politico in Repubblica Ceca.

Matteo Cazzulani

L’Italia ascolta Julija Tymoshenko: liberato Avakov

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 13, 2012

La Corte d’Appello di Roma rilascia in libertà l’oppositore ucraino Arsen Avakov, arrestato lo scorso 26 Marzo a Frosinone per un mandato di cattura internazionale emanato sulla base di un Articolo del Codice Penale sovietico. Le Autorità ucraine diffondono una versione diversa dei fatti, e in patria attuano l’ennesimo arresto politico nei confronti di un esponente del campo arancione.

Sara si in piena crisi economica, ma l’Italia ha saputo dare lezioni di democrazia. Nella giornata di giovedì, 12 Aprile, la Corte d’Appello di Roma ha rilasciato l’oppositore ucraino Arsen Avakov: il Segretario Regionale di Kharkiv del principale Partito dell’Opposizione Democratica, Bat’kivshchyna, trattenuto dalla Polstrada di Frosinone dal 26 Marzo per via di un mandato di cattura internazionale.

Come dichiarato dall’Avvocato del dissidente ucraino, Corrado D’Oliviero, la Corte, dopo avere preso atto della documentazione presentata dalle parti, tra cui la richiesta della Difesa di considerare l’assistito un perseguitato politico, ha ritenuto necessaria l’immediata liberazione di Avakov, in quanto costui non e considerabile come un soggetto socialmente pericoloso che potrebbe lasciare il Paese.

Ciò nonostante, per l’oppositore ucraino l’iter giudiziario non e ancora terminato: in una prossima seduta, la Corte d’Appello di Roma vaglierà la richiesta di estradizione che le Autorità ucraine hanno prontamente emanato in seguito alla notizia del suo arresto.

Avakov e accusato di abuso d’ufficio in base all’Articolo 365 del Codice Penale Ucraino: una norma ereditata dalla norma sovietica, in base alla quale dalla salita al potere del Presidente, Viktor Janukovych, sono stati interrogati e processati più di dieci politici del campo arancione, e sono stati arrestati tre esponenti di spicco dell’Opposizione Democratica, tra cui la sua Leader, Julija Tymoshenko.

Proprio la carismatica guida del processo democratico ucraino del 2004, passato alla storia come “Rivoluzione Arancione”, si e appellata alle Autorità italiane per liberare il dissidente e non concedere a Kyiv l’estradizione: una decisione che avrebbe consegnato Avakov a un sicuro processo politico e a una condanna già scritta: il medesimo procedimento che, dall’Agosto all’Ottobre del 2011, e toccato alla stessa Tymoshenko.

A Kyiv menzogne e un altro arresto politico

Nonostante le decisioni della Corte d’Appello di Roma, le Autorità ucraine hanno emanato una nota ufficiale secondo la quale, in base a loro informazioni, ad Avakov sarebbe stata sentenziata una condanna agli arresti domiciliari in vista del vaglio della richiesta di estradizione.

Altresì, come ha illustrato Oleksandr Babikov, il Capo del distaccamento della Procuratura Generale di Kharkiv – la città dell’oppositore ucraino – Avakov avrebbe chiesto asilo politico alla Lituania: dove sua moglie avrebbe registrato un’impresa privata.

Inoltre, quasi in contemporanea con il verdetto della Corte d’Appello di Roma, a Kyiv e stato arrestato l’ennesimo esponente dell’Opposizione Democratica: sempre con l’accusa di abuso d’ufficio, l’ex-Vice Ministro della Difesa, Valerij Ivashchenko, e stato condannato a cinque anni di detenzione più tre di interdizione dalla vita politica, e alla confisca dei propri beni immobili.

Con Ivashchenko sale a quattro il numero dei detenuti politici in Ucraina: un club a cui, oltre alla Tymoshenko, appartengono anche l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, e l’ex-Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk, mentre ad essere riusciti a scampare al carcere, grazie all’ottenimento dell’Asilo Politico in Repubblica Ceca, sono stati l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e il marito della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Tymoshenko.

Ripetute condanne a quello che e stato definito come un regresso della democrazia in Ucraina sono state espresse da Unione Europea, Stati Uniti, ONU, NATO, Consiglio d’Europa, e dalle principali ONG internazionali indipendenti.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO SI APPELLA ALL’ITALIA: “LIBERATE AVAKOV!”

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 9, 2012

Dalla cella dov’è detenuta, la Leader dell’Opposizione Democratica si appella alle Autorità italiane per non concedere l’estradizione del Segretario regionale del suo Partito che, a suo avviso, sarebbe l’ennesima vittima di una repressione politica organizzata dal Presidente, Viktor Janukovych, per annichilire il campo arancione. I precedenti dell’Asilo Politico concesso all’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e al marito dell’Anima della Rivoluzione Arancione, Oleksandr Tymoshenko dalla Repubblica Ceca come esempi per la Corte d’Appello di Roma

Il Segretario regionale di Kharkiv di Bat'kivshchyna, Arsen Avakov

Dalla Colomba pasquale a una patata bollente di carattere diplomatico. Questa è la situazione in cui si trovano i giudici della corte d’Appello di Roma che, nella giornata di martedì, 10 Aprile, saranno chiamati a condurre la prima seduta del processo per la concessione dell’Asilo Politico all’esponente dell’Opposizione Democratica ucraina, Arsen Avakov.

Segretario regionale di Kharkiv del principale Partito del campo arancione, Bat’kivshchyna, Avakov è ricercato in Ucraina con l’accusa di abuso d’ufficio: la medesima che, negli ultimi due anni, ha portato all’arresto di una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica ucraina, tra cui la sua Leader, Julija Tymoshenko. Ella, dalla cella in cui da otto mesi è detenuta in isolamento, ha inoltrato un messaggio rivolto all’Italia per salvaguardare il rispetto della democrazia a Kyiv.

“Julija Tymoshenko si è rivolta con una lettera aperta alle Autorità italiane affinché ad Avakov venga concesso lo status di Asilo Politico – ha dichiarato il deputato nazionale di Bat’kivshchyna, Andrij Kozhem’jakin – nella lettera è chiaramente scritto che il Segretario Regionale del nostro Partito non ha compiuto alcun reato, e che il mandato di cattura è stato emanato solo in virtù della sua militanza politica”.

In Ucraina, dalla salita al potere dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych, nel Febbraio 2010, la situazione in merito al rispetto delle democrazia e dei diritti civili è notevolmente peggiorata: le Elezioni Amministrative del Novembre 2010 sono state falsate da brogli, il Capo dello Stato ha aumentato a dismisura i suoi poteri a discapito del Parlamento, il controllo sui media indipendenti si è fatto sempre più rigido, e una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica è stata vittima di interrogatori, indagini, processi e arresti che, come è stato riconosciuto dalle principali ONG internazionali indipendenti, sono stati decretati per ragioni espressamente politiche.

Tra le vittime di questa campagna, oltre a Julija Tymoshenko – Leader dell’Opposizione Democratica ed ex-Primo Ministro, condannata a sette anni di reclusione in isolamento più tre di interdizione dalla vita politica per avere firmato accordi energetici con la Russia ritenuti sconvenienti per le casse statali – figurano l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, e l’ex-Ministro dell’Ambiente, Valerij Filipchuk, mentre l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e il marito della Tymoshenko, Oleksandr, hanno ottenuto l’Asilo Politico in Repubblica Ceca.

Simile destino di questi ultimi due politici potrebbe toccare anche ad Avakov qualora le Autorità italiane decideranno di seguire l’esempio di Praga – un altro Paese dell’Unione Europea – e, per tutelare le sorti di un dissidente, negheranno l’estradizione che le Autorità ucraine si sono premurate di esporre fin dalle prime ore successive all’arresto del politico.

Come dichiarato dalla Polstrada di Frosinone, Avakov è stato fermato per un controllo di routine nel capoluogo ciociaro lo scorso 21 Aprile, e subito è emerso il mandato di cattura internazionale emanato dalle Autorità di Kyiv. Per questa ragione, egli è stato sottoposto a giudizio urgente presso la corte di Appello di Roma, che ora è chiamata a decidere sulla sua estradizione.

Contro la consegna di Avakov alle autorità ucraine si sono appellati anche i Parlamentari Italiani Benedetto Della Vedova, Gianni Vernetti, ed Enrico Farinone, che hanno invitato il governo Monti e il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ad astenersi da una misura che consegnerebbe un esponente politico nelle mani di un sistema giudiziario che, come dimostrato dai casi Tymoshenko e Lucenko, si è dimostrato essere ben lontano dagli standard europei.

Il campo arancione conferma l’unità in vista delle elezioni

In contemporanea, l’Opposizione Democratica ha approntato misure per affrontare le prossime Elezioni Parlamentari nella maniera più compatta possibile, come dimostrato dalla decisione che, sabato 7 Aprile, è stata decretata dal Congresso straordinario del Front Zmin: la forza politica dell’ex-Speaker arancione, Arsenij Jacenjuk.

Al termine dei lavori, è stata ratificata la partecipazione della seconda forza del campo democratico in un’unico listone con Bat’kivshchyna improntato su un programma basato sul rispetto della giustizia, della democrazia, e sulla battaglia per riportare Kyiv nel cammino di integrazione nelle strutture europee e occidentali.

“Bat’kivshchyna e il Front Zmin formeranno una lista unica assieme con le altre forze patriottiche, democratiche e filo-europee – ha dichiarato Jacenjuk – parteciperemo uniti per ottenere la maggioranza in Parlamento, e realizzare una serie di riforme per l’evoluzione del Paese”.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: INDAGATO ANCHE TURCHYNOV, IL BRACCIO DESTRO DI JULIJA TYMOSHENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 6, 2012

La Procuratura Generale apre un’inchiesta nei confronti del braccio destro della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina per concessione illecita di immobili nel periodo trascorso a capo dei Servizi Segreti, mentre viene arrestato l’ennesimo esponente di spicco del campo arancione per abuso d’ufficio. Le proteste delle diplomazie europee e degli USA

Il Vice-Leader di Bat'kivshchyna, Oleksandr Turchynov

Dopo la Leader dell’Opposizione Democratica, davanti ai giudici anche il suo braccio destro operativo. Questo è lo scenario che, nei prossimi giorni, potrebbe svilupparsi in Ucraina in seguito all’inchiesta aperta nei confronti di Oleksandr Turchynov: braccio destro di una vita di Julija Tymoshenko e, ad oggi, con l’ex-Primo Ministro detenuta in isolamento presso una colonia penale di periferia, factotum del principale partito del campo arancione, Bat’kivshchyna.

Come riportato dal Capo della Sezione della Procura Generale per le questioni di massima importanza, Andrij Kurys’ durante una conferenza stampa, mercoledì, 4 Aprile, Turchynov è indagato per concessione di illecita di immobili a giornalisti durante il periodo passato a capo dei Servizi Segreti. Secondo l’autorevole agenzia Ukrajins’ki Novyny, questa accusa potrebbe portare in tempi brevi all’apertura di un procedimento giudiziario.

“E’ una manovra politica approntata ad hoc per dividere l’Opposizione Democratica che si è finalmente unita – ha risposto, con una nota, Bat’kivshchyna – e per discreditarne il suo primo Vice-Leader. Indagini su Turchynov sono già stata fatte in anni passati, senza mai dare risultati. L’ex-Capo dei Servizi Segreti ha concesso alloggi solo a membri del personale dell’ente da lui presieduto”.

Oltre a Turchynov, a scuotere l’Opposizione Democratica è stata anche la sentenza di Primo Grado che, giovedì, 5 Aprile, ha condannato a tre anni di detenzione l’ex-Ministro dell’Ambiente Heorhij Filipchuk: esponente del secondo Governo di Julija Tymoshenko, dal 18 Dicembre 2007 all’11 Marzo 2010, accusato di abuso d’ufficio per avere affidato all’impresa giuridica Astapov Lawyers la rescissione del contratto per lo sfruttamento dei bacini di gas nel Mar Nero concesso in precedenza alla società Vanco International.

Filipchuk è uno della decina di esponenti dell’Opposizione Democratica ucraina che, dalla salita al potere del Presidente Viktor Janukovych, nel Marzo 2010, è stata vittima di processi politici, spesso culminati con arresti eccellenti ed esili forzati in seguito alla conduzione di procedimenti giudiziari dalla palese irregolarità.

La condanna dell’Occidente

Tra i detenuti politici, figura la Leader dell’Opposizione Democratica, l’ex-Primo Ministro Julija Tymoshenko, accusata per avere firmato accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello stato, e l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, condannato anch’egli per abuso d’ufficio. L’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e il marito della Tymoshenko, Oleksandr Tymoshenko, sono stati invece costretti all’esilio in Repubblica Ceca, dove hanno ottenuto Asilo Politico.

Il verificarsi di questi eventi ha portato Janukovych a un progressivo isolamento internazionale, culminato con il congelamento della firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: un documento storico che avrebbe concesso a Kyiv lo status di partner privilegiato di Bruxelles oggi goduto da Islanda, Norvegia, e Svizzera.

Solo negli ultimi giorni, una forte condanna è stata ribadita dai Ministeri degli Esteri di Gran Bretagna, Francia, Polonia e Germania, che hanno evidenziato come una simile Ucraina non possa ambire all’integrazione nell’Unione Europea. Monito a Janukovych è stato esposto anche dal Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, che ha sottolineato l’attenzione riposta da Washington all’evolversi dello stato del rispetto della democrazia e dei diritti umani a Kyiv.

Matteo Cazzulani

PER JULIJA TYMOSHENKO CHIESTI ALTRI 12 ANNI DI CARCERE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 30, 2012

La Procura Generale invia al Tribunale di Kharkiv la documentazione per l’apertura del secondo processo a carico della Leader dell’Opposizione Democratica, accusata di evasione fiscale e sottrazione di danaro pubblico durante la presidenza del colosso energetico JEESU. La difesa contesta l’assenza di prove e la mancanza del tempo necessario per esaminare i faldoni contenenti le imputazioni. Al via anche il secondo processo a carico dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, mentre a Roma è stato affrontato l’espatrio di Arsen Avakov

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo

Altri 12 anni di detenzione oltre ai 7 già inflitti da un precedente processo. Questo è il rischio che corre la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, dopo la decisione della Procura Generale di affidare al Tribunale di Kharkiv – città dove la nota esponente politica è tuttora agli arresti in una colonia penale – l’apertura del secondo processo a suo carico.

Come dichiarato dal Procuratore, Hennadij Tjurin, Julija Tymoshenko è accusata di evasione fiscale e sottrazione alle casse statali di un’ingente somma di denaro – più di 160 Milioni di Dollari – durante la presidenza del Colosso energetico JEESU, che la Leader dell’Opposizione Democratica ha guidato negli anni precedenti alla sua discesa in politica. Secondo il codice penale, la condanna potrebbe aggirarsi intorno ai 12 anni di detenzione in isolamento.

Proteste sono state espresse da parte dell’avvocato difensore della Leader dell’Opposizione Democratica, Serhij Vlasenko, che ha evidenziato come le accuse si riferiscano a un periodo successivo alla presidenza della JEESU della sua assistita. Inoltre, costui ha condannato il fatto che al pool di legali da lui coordinato è stato limitato il tempo necessario alla presa visione dei faldoni contenenti le imputazioni per la preparazione del processo.

Ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko è stata condannata l’11 Ottobre del 2011 a sette anni di detenzione in isolamento, più tre di interdizione dalla vita politica, per avere firmato accordi energetici con la Russia ritenuti sconvenienti per le casse statali ucraine. Allora, era il Gennaio 2009, la Tymoshenko ha accettato un tariffario oneroso pur di indurre Mosca a interrompere il taglio delle forniture – operato per destabilizzare la situazione interna a Kyiv – e rinnovare quanto prima il flusso di gas verso l’Europa.

Il verdetto è maturato in seguito a un processo dalla dubbia regolarità: con l’imputata detenuta preventivamente in carcere, la difesa sistematicamente privata dei suoi diritti, e prove a sostengo delle accuse fabbricate ad hoc – alcune di esse addirittura datate il 31 Aprile.

Oltre a questa condanna, alla Tymoshenko è stato sentenziato un secondo arresto preventivo perché ritenuta soggetto potenzialmente pericoloso per il prosieguo delle indagini sull’affare JEESU: nonostante la Leader dell’Opposizione Democratica fosse già stata incarcerata e, affetta da una graffe infiammazione respiratoria trascurata dalle Autorità Carcerarie, impossibilitata a spostarsi dalla sua cella.

Continuano anche i casi Lucenko e Avakov

Sempre giovedì, 29 Marzo, la magistratura ucraina ha comunicato l’apertura di un secondo processo anche a carico dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko: altro esponente di spicco dell’Opposizione Democratica già condannato a 4 anni di detenzione in isolamento per abuso d’ufficio e corruzione, dopo un processo in cui tutti i testimoni, sopratutto quelli dell’accusa, hanno certificato l’estraneità del politico dai fatti a lui imputati.

Nel procedimento appena aperto, il politico è accusato per l’organizzazione di indagini irregolari in merito all’avvelenamento dell’ex-Presidente, Viktor Jushchenko: il candidato alla presidenza della Rivoluzione Arancione, guidata nel 2004 proprio dalla Tymoshenko e da Lucenko, che, dato per favorito da tutti i sondaggi, sarebbe stato vittima di un tentativo di intossicazione da parte di una persona vicina all’establishment presidenziale di Leonid Kuchma, allora al potere.

Infine, novità sono emerse anche sul caso di Arsen Avakov: importante dirigente del Partito di Julija Tymoshenko che, per fuggire all’ondata di arresti politici, è riparato in Italia, dove è stato arrestato dalla Polizia Locale di Frosinone. Secondo quanto dichiarato dal suo avvocato difensore, Jurij Vyshnevec’kyj, giovedì, 29 Marzo, presso la Corte d’Appello di Roma si è svolta la seduta preliminare del processo a suo carico – necessaria in quanto su Avakov è stato emesso un mandato di cattura internazionale – durante la quale il suo assistito si è dichiarato perseguitato politico.

Le Autorità ucraine hanno richiesto l’estradizione del politico dell’Opposizione Democratica che, se accordata dalle Autorità italiane, potrebbe comportare l’undicesimo arresto politico in Ucraina dalla salita al potere dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych. l’Opposizione Democratica si è appellata ufficialmente affinché l’Italia difenda la democrazia, e segua l’esempio della Repubblica Ceca, dove altri due esuli politici, l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e il marito della Tymoshenko, Oleksandr Tymoshenko, hanno ottenuto asilo politico.

Matteo Cazzulani