LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

PRIMA IL BASTONE, POI LA CAROTA AVVELENATA PER JULIJA TYMOSHENKO: ECCO COME POTREBBE FINIRE IL PROCESSO FARSA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 9, 2011

Le autorita ucraine pensano alla decriminalizzazione dell’articolo per cui e incrimanata – e reclusa – la Leader dell’Opposizione Democratica: possibilitata, cosi, alla partecipazione alle prossime elezioni – come richiesto dall’Unione Europea – seppur moralmente colpevole. La contrarieta della sua Forza Politica ad una manovra del Presidente, Viktor Janukovych, mirata all’incremento del suo rating a livello internazionale, dove anche la Grecia non supporta l’Ucraina

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Prima la condanna, poi la decrimilizzazione. Questa sarebbe la soluzione che l’Amministrazione Presidenziale di Viktor Janukovych avrebbe ipotecato per la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko: in isolamento dallo scorso 5 Agosto, prima ancora che a condannarla sia stato un verdetto in un processo palesemente politico, che vede l’ex-Primo Ministro imputata per gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas nel Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Capi privi di fondamento, negati persino dai testimoni convocati dall’accusa – 40 contro i solo 2 ammessi per conto della Difesa – che hanno preoccupato ulteriormente l’Europa: pronta a mettere in discussione la sigla dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina dinnanzi alle repressioni non solo della Leader dell’Opposizione Democratica, ma anche di un’altra decina di esponenti del campo arancione similmente trattati, come l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko.

Una situazione scomoda, che le Autorita avrebbero pensato di risolvere con la decrimilizzazione dell’articolo del Codice Penale – il 365 –  per cui Julija Tymoshenko e finita  addirittura in galera: un passaggio tecnico, da approntare per via parlamentare, ma su iniziativa presidenziale, una volta annunciata la condanna in sede gidiziaria.

„Vogliono incolpare la Tymoshenko sul piano morale, ma non su quello legale – ha evidenziato, a Radio Liberty, Andrij Shkil’, Deputato nazionale di Bat’kivshchyna, la Forza Politica della Leader dell’Opposizione Democratica – e permetterle cosi la partecipazione alle prossime elezioni, seppur ancora sostanzialmente colpevole dinnanzi alla legge”.

Un abile gioco, confermato, da una fonte governativa, all’autorevole Dzerkalo Tyzhnja: prima la condanna, poi la decriminalizzazione su decreto di Janukovych, giusto in tempo per la sua prossima visita a Bruxelles, dove il Capo di Stato ucraino sarebbe pronto a mostrarsi come garante di una giustizia, altresi assente nel Paese.

Tuttavia, a cadere nel tranello della via tecnica per la liberazione di Julija Tymoshenko sono stati i suoi alleati di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona, che, nella giornata di mercoledi, 5 Ottobre, hanno presentato un emendamento per la modifica dell’articolo 365, respinto dalla maggioranza compatta – composta da comunisti, Narodna Partija, e Partija Rehioniv: la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – e dalla stessa Bat’kivshchyna.

„Siamo contrari ad ogni decriminalizzazione, poiche Julija Tymoshenko e innocente – ha dichiarato, sempre a Radio Liberty, il Capogruppo, Ivan Kyrylenko –  la sua liberazione previa modifica del Codice Penale significherebbe ammettere la sua responsabilita per qualcosa che non ha commesso”.

Lecito ricordare che per Julija Tymoshenko l’Accusa ha chiesto 7 anni di galera, piu 3 di interdizione alla vita politica, ed il pagamento di una multa. Nel corso dei dibattiti, la Difesa ha dimostato la falsificazione di numerosi documenti, registrati agli atti come presunte prove della colpevolezza dell’ex-Premier, alcuni di essi addirittura datati il 31 Aprile. Per volere del giovane giudice, Rodion Kirejev, la sentenza sara annunciata senza la presenza di Rappresentanti Diplomatici ne politici, ma solo di non specificati giornalisti ufficialmente accreditati.

Contrari a quello che e stato valutato come un processo politico si sono dichiarati Unione Europea, Consiglio d’Europa, USA, NATO, principali Diplomazie del Mondo Libero occidentale, maggiori ONG indipendenti internazionali – tra cui l’autorevole Freedom House, e numerose petizioni di letterati, politologi, Professori e giornalisti – simile a quella lanciata da Il Legno Storto, acncora aperta all’adesione di tutti.

Anche la Grecia scarica Janukovych

Nel corso del summit del Partenariato Orientale di Varsavia, la Polonia ha mantenuto la porta aperta all’Ucraina, ma ha avvertito Kyiv che la repressione politica complica il tradizionale supporto polacco alle aspirazioni euroatlantiche ucraine. Infine, nella giornata di mercoledi, 5, Ottobre, il Presidente, Viktor Janukovych ha incassato il no all’UE persino dalla Grecia in pieno default. Come riportato dall’Ambasciatore di Kyiv, Atene non ha alcuna intenzione di supportare l’integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea, in quanto non ancora matura sul piano politico.

Matteo Cazzulani

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JULIJA TYMOSHENKO PERDE LA PAZIENZA: “SI CHIUDA PRESTO QUESTA FARSA CON UNA CONDANNA GIA STABILITA”

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 9, 2011

La difesa della Leader dell’Opposizione Democratica si vede respingere tutte le richieste da un giovane giudice, Rodion Kirejev, deciso nel chiudere la fase delle memorie, ed aprire quella di un dibattito a cui l’arringa, per protesta, non partecipa. Il Comitato di Difesa dalla Dittatura pronto ad azioni comuni in Parlamento, alle urne, e nelle piazze in difesa dell’ex-Primo Ministro

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo

“Tutto è già deciso. A questo punto legga la condanna e ci lasci andare: i giornalisti e gli avvocati a casa loro, e me nella cella di isolamento”. Così una spazientita Julija Tymoshenko ha commentato la decisione del giovane giudice, Rodion Kirejev, di respingere tutte e le 60 richieste della difesa: deposizione agli atti di documenti certificanti l’innocenza dell’ex-Primo Ministro dall’accusa di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Dollari, ed abuso d’ufficio nel corso degli accordi per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin, e convocazione di testimoni cruciali per un’arringa che, finora, se n’è visti ammettere solo due, contro i 40 dell’accusa – i quali, peraltro, hanno confermato la non-colpevolezza della Leader dell’Opposizione Democratica, rimasta sempre reclusa in isolamento ancor prima della sentenza.

Nulla da fare per il PM, che ha ritenuto le istanze inammissibili e, dopo una lettura arbitraria delle documentazioni, ha chiuso la fase della presentazione delle memorie scritte, ed aperto quella di un dibattito a cui, in segno di protesta, la difesa ha deciso di non prendere parte: “continuare così è un non-senso” ha dichiarato l’avvocato, Mykola Siryj. “Purtroppo è tutto vano: il giudice respinge tutto quello che presentiamo” ha evidenziato l’altro difensore, Oleksandr Plakhotnjuk.

L’Opposizione Democratica si unisce

Pronti, quasi rassegnati, ad una condanna dell’ex-Primo Ministro non è solo il pool di difensori, ma anche un’Opposizione Democratica che, in nome della sua Leader, si prepara a reagire unita, dopo che le troppe divisioni hanno favorito unicamente il presidente filorusso, Viktor Janukovych: considerato il vero responsabile del processo a Julija Tymoshenko e ad un’altra decina di esponenti del campo arancione.

“Attività comune in Parlamento e reazione decisa alla repressione politica saranno i primi passi del Comitato di Difesa dalla Dittatura – ha dichiarato all’autorevole Ukrajins’ka Pravda il Deputato Nazionale V’jacheslav Kyrylenko – in cui confluiscono non solo Bat’kivshchyna e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona [i due gruppi dell’Opposizione Democratica alla Rada, guidati rispettivamente da Julija Tymoshenko e Jurij Lucenko: ex-Ministro degli Interni detenuto in isolamento dallo scorso 26 Dicembre, n.d.a.] ma anche altre forze del campo arancione. Tale posizione – ha concluso – è il primo passo per la formazione di liste comuni alle prossime elezioni parlamentari, su cui ancora dobbiamo trovare un accordo”.

A conferma di tale tendenza, la decisione di Mykola Martynenko di abbandonare la guida di Nasha Ukrajina – il partito dell’ex-presidente, Viktor Jushchenko, anch’egli tra i principali accusatori di Julija Tymoshenko, ex-alleata nel periodo della Rivoluzione Arancione – e, assieme a quattro Deputati, confluire nel Front Zmin: il Partito dell’ex-Speaker, Arsenij Jacenjuk, che, di recente, si è detto pronto alla comune battaglia con l’ex-Primo Ministro per riportare l’Ucraina sulla via della giustizia e dell’Europa.

Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS E REPRESSIONE POLITICA ROVINANO LA FESTA A JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 7, 2011

Nel giorno della ripresa dei lavori alla Rada, la Russia, che ha inaugurato il NordStream, si dichiara pronta a fronteggiare l’Ucraina in sede giudiziaria per la revisione degli accordi energetici. L’Opposizione Democratica ricorda al Presidente ucraino gli arresti politici dei suoi principali Leader, Julija Tymoshenko e Jurij Lucenko. La Rada vara un’aspra riforma delle pensioni

La protesta alla Rada dell'Opposizione Democratica. FOTO UKRAJINS'KA PRAVDA

Una guerra mediatica con il principale alleato e due gigantografie dei maggiori avversari politici rinchiusi in carcere hanno accolto il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, alla ripresa dei lavori parlamentari. Una giornata davvero movimentata quella di martedì, 6 Settembre, che, prima di quelli di Direttore dei lavori, ha visto il Capo di Stato ucraino indossare i panni del pompiere, per cercare di spegnere sul nascere una nuova guerra del gas con la Russia, rovente sia per Kyiv che per Mosca.

In un’intervista al Kommersant’ Ukrajina, Janukovych ha ribadito che i rapporti con il vicino resteranno sempre buoni, malgrado la necessità per l’Ucraina di rinegoziare al ribasso gli accordi per le forniture di gas, per la quale Kyiv è già pronta a ricorrere in sede giudiziaria presso l’Arbitrato di Stoccolma. Tagliente la reazione di Mosca, infastidita dall’incoerenza di colui che è sempre stato ritenuto un solido alleato.

“L’Ucraina paga meno di Polonia, Turchia, Ungheria, e Romania – ha dichiarato Aleksej Miller, Capo del monopolista russo, Gazprom – e si è accomodata sul treno del gas a buon mercato. Bisogna solo stare attenti a dove si scende, e che esso non termini ad un binario morto”.

Più pragmatico il Primo Ministro russo, Vladimir Putin, che ha sottolineato la volontà di superare lo scoglio ucraino aggirandolo con nuove infrastrutture. Un teorema illustrato proprio durante la cerimonia di inaugurazione del NordStream: gasdotto, sul fondale del mar Baltico, concepito da Russia, Germania, Olanda, e Francia, proprio per inviare direttamente oro blu all’Europa Occidentale, bypassando non solo l’Ucraina, ma anche altri Stati politicamente invisi a Mosca, come Polonia e Paesi Baltici.

L’Opposizione sull’Aventino

Secondo diversi esperti, la crisi con la Russia potrebbe portare ad una guerra mediatica, che Janukovych – da sempre orientato verso Mosca, al punto da avere concesso il prolungamento dello stazionamento dell’esercito russo in Crimea fino al 2042 – non avendo la forza per competere, è destinato a perdere. Una situazione in campo estero davvero difficile, che va a braccetto con quella interna, fatta di arresti politici e repressioni, con cui il Presidente ucraino ha dovuto fare i conti anche durante il discorso di apertura dei lavori del Parlamento. Alla sua destra, gli scranni di Bat’kivshchyna e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona sono stati ricoperti da enormi teloni con le immagini dei Leader dei due principali soggetti dell’Opposizione Democratica: l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, e l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, oggi detenuti in isolamento e sottoposti a processi politici, lungi dall’essere equilibrati.

“Boicottiamo non solo il discorso di Janukovych, ma i lavori del Parlamento – ha dichiarato Ivan Kyrylenko, capogruppo di Bat’kivshchyna in maglietta nera in segno di protesta, come il resto dei suoi colleghi – dinnanzi ad un processo politico a carico della nostra Leader il nostro posto è in tribunale al suo fianco, e non qui, se non per le questioni più importanti”.

Impassibile, Janukovych ha elencato alla Rada le priorità su cui lavorare, in primis riforma agraria – con una delicata discussione sulla vendita dei terreni demaniali – e privatizzazione dei soggetti pubblici: una questione su cui il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – deve fronteggiare non solo l’Opposizione Democratica – che, seppur di orientamento liberale, si è dichiarata scettica ad una manovra che potrebbe consegnare gioielli dell’economia nazionale nelle mani di oligarchi vicini al Presidente, se non addirittura a Mosca – ma anche quella degli alleati comunisti, ideologicamente paladini del possesso comune dei mezzi di produzione.

Pronta la risposta della maggioranza che, obbediente, ha approvato a ritmo di forza una riforma delle pensioni che innalza la soglia lavorativa a 65 e 60 anni – rispettivamente per uomini e donne – in un Paese dove l’età media tocca i 62. Dopo il voto contrario in aula, l’Opposizione Democratica ha comunicato l’intenzione di ricorrere alla Corte di Giustizia per eliminare un provvedimento ingiusto, prima che esso entri definitivamente in vigore, con una firma del Presidente che, dinnanzi ad una maggioranza a lui fedele, appare solamente una formalità.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: ANCHE UN DISSIDENTE ANTI-SOVIETICO TRA I NUOVI INDAGATI. E NEL PROCESSO A JULIJA TYMOSHENKO SCOMPAIONO IMPORTANTI DOCUMENTI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 30, 2011

18 politici dell’Opposizione Democratica convocati per interrogatori in seguito alle manifestazioni del Giorno dell’Indipendenza, tra cui uno dei suoi protagonisti, Levko Luk’janenko, il capo di Za Ukrajinu, V’jacheslav Kyrylrenko, l’esponente di Narodna Samooborona, Oles Donij ed il Vice-Leader di Bat’kivshchyna, Oleksandr Turchynov. Nel processo alla Leader dell’Opposizione Democratica spariti diversi faldoni certificanti l’inconsistenza delle accuse

Il Vice-Leader di Bat'kivshchyna, Oleksandr Turchynov

Un dissidente politico protagonista della libertà del suo Paese indagato per disobbedienza alle autorità. Levko Luk’janenko è uno dei 18 Deputati Nazionali dell’Opposizione Democratica finiti nel mirino della Procura per le manifestazioni pacifiche dello scorso 24 Agosto, Giorno dell’Indipendenza Ucraina, in cui circa 10 mila dimostranti hanno pacificamente marciato da piazza Shevchenko – Taras, il Poeta Nazionale – a Vulycja Volodymyrs’ka, dove sono stati fermati dai manganelli e dai gas lacrimogeni della polizia, in assetto anti-sommossa.

“La faccenda ha del ridicolo – ha dichiarato Andrij Pavlovs’kyj, Deputato Nazionale di Bat’kivshchyna, il maggiore partito dell’Opposizione Democratica – un eroe della nazione, per 27 anni in galera per disobbedienza al regime sovietico, oggi viene indagato per avere festeggiato quell’Indipendenza a cui ha fortemente contribuito, anche e sopratutto con il proprio sacrificio”.

Signorile la risposta dello stesso Luk’janenko, che,ha risposto alla convocazione in Procura con una nota personale, in cui ha accusato le Autorità di avere inscenato una provocazione con risvolti violenti, per la quale a pagare non deve essere chi ha altresì dimostrato in maniera ordinata e pacifica.

Certo è che tra i 18 convocati per audizioni ci sono anche esponenti di spicco del dissenso di oggi, che ha visto una decina di forze politiche dell’Opposizione Democratica unirsi nel Comitato di Difesa dalla Dittatura: tra essi, V’jacheslav Kyrylenko, Oles’ Donij, ed Oleksandr Turchynov, rispettivamente capo di Za Ukrajinu, guida di Narodna Samooborona, e vice-coordinatore di Bat’kivshchyna, nonché braccio destro della carismatica Leader del campo arancione, l’ex-Primo Ministro Julija Tymoshenko, oggi reclusa in isolamento, e processata per gestione fraudolenta del bilancio statale ed abuso d’ufficio nel corso degli accordi per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Documenti importanti eliminati dagli atti

Proprio nel corso dell’ennesima seduta del processo a carico della Leader dell’Opposizione Democratica la difesa ha rilevato la scomparsa di una parte consistente dei capi d’accusa, fondamentale per certificare l’innocenza dell’imputata. Nello specifico, 213 pagine, eliminate dalle 522 contenute in 14 faldoni, a cui se ne aggiungono altri 13 compilati dai Servizi Segreti prima dell’apertura del processo.Inoltre, gli avvocati difensori hanno richiesto alla Corte la verifica dell’effettiva competenza del pool di esperti che, in soli due giorni, ha certificato la sconvenienza degli accordi per il gas firmati dalla Tymoshenko.

“Un approfondimento dalla dubbia serietà – ha evidenziato l’avvocato difensore, Mykola Siryj – poiché, come dimostrato da altre rilevazioni, i contratti del Gennaio 2009 hanno consentito alle casse statali guadagni, e non perdite”.

Tuttavia, il Giovane Giudice, Rodion Kirejev, ha negato alcuna inchiesta, così come in sedute precedenti si è rifiutato di accludere agli atti lo studio dell’autorevole compagnia Ernst and Young, certificante gli effettivi guadagni derivanti dagli accordi per la parte ucraina, seppur nel lungo periodo, e non nell’immediato. Inoltre, il PM ha nuovamente respinto la richiesta di una pausa nel processo, fondamentale per la presa visione delle imputazioni, ed il consulto con gli avvocati, per una Julija Tymoshenko detenuta in isolamento dallo scorso venerdì, 5 Agosto.

Lecito ricordare che la maggior parte dei testimoni, sopratutto quelli convocati dall’accusa, ha scagionato la Leader dell’Opposizione Democratica dall’accusa di Abuso d’Ufficio, e che a criticare quello che stato definito un processo politico ai danni dell’anima della Rivoluzione Arancione sono stati Unione Europea, USA, Consiglio d’Europa, Maggiori Cancellerie del Mondo Libero Occidentale, Capi delle chiese e delle confessioni ucraine, persino la Federazione Russa, e principali ONG internazionali indipendenti.

Matteo Cazzulani

DOPO JULIJA TYMOSHENKO ALTRI LEADER ARANCIONI NEL MIRINO DELLA PROCURA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 26, 2011

Il Ministero degli Interni verso l’apertura di un fascicolo a carico di Oleksandr Turchynov, Arsenij Jacenjuk, e V’jacheslav Kyrylenko: esponenti di un’Opposizione Democratica la cui Leader, Julija Tymoshenko è ancora detenuta in isolamento, sottoposta ad un processo politico. Il Giudice, Rodion Kirejev, nega la lettura di fascicoli che confermano l’innocenza dell’ex-Primo Ministro. La Francia mette in forse la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina

Il vice leader di Bat'kivshchyna, Oleksandr Turchynov

Non basta guidare l’Opposizione Democratica, governare durante l’epoca arancione, o raccontare liberamente quanto accade nel Paese: in Ucraina si è indagati anche per la conduzione di pacifiche manifestazioni, nel giorno dell’Indipendenza Nazionale. Come dichiarato da fonti del Ministero degli Interni, le Autorità Ucraine starebbero per aprire un fascicolo a carico di Oleksandr Turchynov, vice-Leader del principale Partito dell’Opposizione Democratica, Bat’kivshchyna, e braccio destro della Leader del campo arancione: quella Julija Tymoshenko, oggi detenuta in isolamento ed imputata in un processo politico sempre più iniquo.

Secondo le Autorità, Turchynov avrebbe turbato la quiete pubblica e disobbedito delle direttive amministrative, che, lo scorso 24 Agosto, hanno vietato a 10 Mila manifestanti di spostarsi dal perimetro adiacente al monumento a Taras Shevchenko, e – come altresì incitato dal vice di Julija Tymoshenko – condurre azioni pacifiche nel centro della Capitale. Per la medesima ragione, ad essere indagati potrebbero essere anche altri esponenti di spicco dell’Opposizione Democratica, come il Leader del Front Zmin, Arsenij Jacenjuk, ed il Capo di Za Ukrajinu, Vjacheslav Kyrylenko, entrambi in prima fila, assieme a Tyrchynov, nel pacifico corteo che, respinto da cariche e gas lacrimogeni della polizia in assetto antisommossa, non è riuscito a raggiungere l’Amministrazione Presidenziale, transennata come se fosse in stato di guerra.

Il processo farsa all’esame arbitrario delle memorie scritte

Ma non e solo in strada che si consuma la repressione dell’Opposizione Democratica. Sempre giovedì, 25 Agosto, è continuato il processo a carico dell’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, accusata di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’Ufficio nel corso degli accordi per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin. Come noto, il giovane giudice, Rodion Kirejev, ha chiuso la fase degli interrogatori – in cui l’assoluta maggioranza dei testimoni ha scagionato la Tymoshenko dalle accuse – ed aperto la lettura delle memorie scritte di accusa e difesa, attuata, come il resto del processo, in maniera arbitraria e sommaria. Come evidenziato da uno degli avvocati difensori, Ihor Sukhov, il PM avrebbe rifiutato la lettura dei tomi 6 e 7, riguardanti complesse clausole contrattuali che confermerebbero l’innocenza della Leader dell’Opposizione Democratica.

“Il Giudice ha rifiutato l’esame pubblico dei documenti che certificano il prezzo con cui la compagnia intermediaria UkrTransHaz ha ricevuto gas dalla Russia – ha dichiarato Sukhov a Radio Liberty – in essi è contenuta tutta l’accusa”. Lecito ricordare che, con la firma degli accordi per cui è processata, la Tymoshenko ha eliminato nelle trattative tra Ucraina e Russia ogni oscuro intermediario, ritenuto vero responsabile dell’incremento del prezzo per l’oro blu pagato dal bilancio statale, e controllato da grandi industriali sponsor dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych.

“Chiedo l’apertura di un processo anche a carico dell’attuale Capo di Stato – ha dichiarato la Leader dell’Opposizione Democratica nel corso della seduta – poiché durante il suo premierato [tra il 3 agosto del 2006 ed il 31 Maggio del 2007, n.d.a.] il prezzo del gas è aumentato vertiginosamente, molto più di quanto provocato dagli accordi del 2009 da me firmati”. Ovviamente, la richiesta della Leader dell’Opposizione democratica è stata respinta da Kirejev, che, nella tarda serata, ha riaggiornato la seduta, come se nulla fosse.

“L’Europa potrebbe non capire quanto accade in Ucraina, e, se a Kyiv continua tale situazione, i singoli parlamenti nazionali optare per il respingimento della firma dell’Accordo di Associazione – ha evidenziato all’Ukrajins’kyj Tyzhden’ l’Ambasciatore francese, Jacques Faure – le Autorità dovrebbero dissociarsi pubblicamente dal processo a Julija Tymoshenko – ha continuato – con il cui governo, peraltro, sono iniziati i negoziati nel 2008. Un’Ucraina di ieri – ha concluso – diversa da quella che oggi si candida ad una più stretta collaborazione con Bruxelles”.

Quella di Parigi è l’ennesima critica ad un processo a carico della Leader dell’Opposizione Democratica ritenuto politicamente motivato. Condanne sono state già espresse da Unione Europea, Consiglio d’Europa, Stati Uniti d’America, numerose Rappresentanze Diplomatiche del Mondo Libero Occidentale, maggiori ONG internazionali indipendenti, persino dalla Federazione Russa, e dai Capi Spirituali delle diverse chiese e confessioni cristiane presenti nel Paese.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: PROCURATORE GENERALE NON INFORMA SU JULIJA TYMOSHENKO. L’OPPOSIZIONE VIA DAL PARLAMENTO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 1, 2011

Il Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona lasciano la Rada contro la mancata relazione di Viktor Pshonka sul processo ai danni della Leader arancione. Protesta anche contro l’isolamento dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, in sciopero della fame

L'ex Ministro degli Interni, Jurij Lucenko

Una protesta necessaria per ottenere chiarezza e correttezza. Nella giornata di martedì, 31 Maggio, l’Opposizione Democratica ha abbandonato il Parlamento, in segno di protesta contro la mancata relazione del procuratore Generale, Vitkor Pshonka, sul processo a carico di Julija Tymoshenko.

A provocare la decisione, una risoluzione della Rada che ha permesso alla Procura di inviare qualsiasi suo rappresentante, senza scomodare il suo Capo. A proporla, e votarla, la maggioranza compatta, composta da comunisti, Narodna Partija, e Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

“Non è la prima volta che il Procuratore Generale non si presenta ad una nostra convocazione – ha dichiarato il Capogruppo del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Ivan Kyrylenko – spesso, si presentano seconde persone – ha continuato l’esponente del principale gruppo dell’Opposizione Democratica – che illustrano di non possedere informazioni”.

Pronta la risposta della Maggioranza: secondo il Capogruppo del Partija Rehioniv, Oleksandr Jefremov, l’importante è ascoltare il parere della Procura, senza scomodare il suo Capo. Nemmeno se ad essere interessata da un iter processuale è la Leader dell’Opposizione Democratica.

In solidarietà con il BJuT-Bat’kivshchyna, ha lasciato l’aula anche l’altro gruppo del campo arancione, Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona. Come dichiarato dal Deputato Nazionale, Hennadij Moskal’, per sensibilizzare sullo stato del processo a carico dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, detenuto in isolamento, e giunto al 25 giorno di sciopero della fame. In aggiunta, Moskal’, già collaboratore di Lucenko, ha evidenziato come il magistrato incaricato della conduzione dell’iter abbia a sua volta dovuto affrontare in passato la macchina della giustizia, per altre questioni.

“Sono solo chiacchiere, che non pregiudicano il processo all’ex-Ministro” gli ha risposto l’esponente del Partija Rehioniv, Vadym Kolesnichenko: il più simpatico dei Parlamentari ucraini, che definisce il Legno Storto un giornale di seconda scelta perché non stampato, e ritiene il redattore della Voce Arancione uno studentello di Padova.

In difesa anche di Lucenko

Nonostante l’intoppo parlamentare, l’Opposizione ha promesso di continuare la propria battaglia, e richiedere nuova audizione per il Procuratore Generale.Lecito ricordare che la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, è confinata in Patria con l’accusa di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze, e condotta antistatale nelle trattative per il gas con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Quasi arrestata lo scorso 24 Maggio, l’ex-Primo Ministro è stata impossibilitata per due volte di recarsi a Bruxelles al meeting del Partito Popolare Europeo – di cui è partner – malgrado gli appelli dei principali esponenti politici moderati europei, tra cui il Presidente del parlamento Europeo, Jerzy Buzek.

Invece, Jurij Lucenko è accusato di Abuso d’Ufficio nel corso della sua Amministrazione del Dicastero degli Interni nel Terzo governo Tymoshenko. Arrestato lo scorso 26 Dicembre, è detenuto in isolamento, come un carnefice. In segno di protesta, da 25 giorni ha intrapreso uno sciopero della fame. Stando alle testimonianze di moglie e sostenitori, sarebbe visibilmente dimagrito.

Preoccupazione sullo stato di Democrazia e Libertà di Stampa in Ucraina è stata espressa, oltre che dal PPE, anche da Consiglio d’Europa, Unione Europea, USA, e più importanti ONG indipendenti.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: L’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA CONTRO GLI ACCORDI DI KHARKIV

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 19, 2011

Il Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna richiede la cancellazione del contratto con cui il Presidente, Viktor Janukovych, ha garantito il prolungamento della permanenza dell’esercito russo sul suolo ucraino. Protesta la Maggioranza.

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Il gas infiamma la politica ucraina. Nella giornata di lunedì, 18 Aprile, il Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna ha registrato una mozione per la cancellazione degli Accordi di Kharkiv.

Una richiesta per il bene del Paese, come evidenziato dal Capogruppo della principale forza dell’Opposizione Democratica alla Rada, Ivan Kyrylenko, con cui si richiede l’annullamento di patti onerosi per l’acquisto di gas russo.

Pronta la risposta di Oleksandr Jefremov, suo pari ruolo del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – che ha bollato come catastrofico l’annullamento del contratto.

Concorde lo Speaker del Parlamento, Volodymyr Lytvyn, che ha illustrato come esso possa essere cancellato solo previa approvazione di uno nuovo.

Contrario anche Aleksej Miller, Capo del monopolista russo, Gazprom, che ha definito l’accordo in essere come il più vantaggioso possibile per un Paese, l’Ucraina, che non appartiene all’Unione Doganale con Russia, Bielorussia, e Kazakhstan.

Gli Accordi di Kharkiv sono stati stretti il 27 Aprile 2010 dai Presidenti ucraino e russo, Viktor Janukovych, e Dmitrij Medvedev, per ribassare la bolletta del gas per Kyiv. Un risibile ritocco, pagato a caro prezzo sul piano politico, con la concessione del prolungamento della permanenza della Flotta Russa del Mar Nero in Crimea, fino al 2042.

La maggioranza ha giustificato tale passo con la necessità di rivedere il patto precedente, siglato, il 19 Gennaio 2009, tra i due Primi Ministri, Julija Tymoshenko e Vladimir Putin.

Con esso, l’Ucraina ha accettato di pagare l’oro blu di Mosca a prezzi di mercato. In cambio, ha ottenuto l’annullamento della clausola Prendi o Paga – che ha obbligato Kyiv a comprare una cospicua quantità di gas, a prescindere dal suo effettivo utilizzo. E, sopratutto, ha potuto trascorrere un inverno finalmente al caldo. Dopo anni di Guerre del Gas con la Russia.

L’ex-Capo di Stato dietro i contratti del 2009

Inoltre, come evidenziato sugli schermi di TVI dal Deputato Nazionale di Bat’kivshchyna, Serhij Vlasenko, le condizioni onerose sono state necessarie a causa dell’azione di disturbo della compagnia RosUkrEnergo.

Intermediario nella compravendita di gas russo, fortemente voluto dall’ex-Capo di Stato, Viktor Jushchenko, ma escluso da trattative precedenti a quelle del 2009.

Tuttavia, per tali accordi la Leader dell’Opposizione Democratica, l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, è stata accusata dalla Procura Generale, che sta indagando per Abuso d’Ufficio.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: ALTRO INTERROGATORIO PER JULIJA TYMOSHENKO E NUOVI ARRESTI.

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 29, 2010

La Leader dell’Opposizione Democratica nuovamente in Procura. Arrestato altro suo uomo di fiducia e due dimostranti del Majdan. Jurij Lucenko accusato nell’avvelenamento di Viktor Jushchenko. Convocata anche una giornalista

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, prima dell'interrogatorio. FOTO TYMOSHENKO.UA

Sei ore davanti ai giudici. Questo è quanto patito dalla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, sotto torchio in Procura per l’intero pomeriggio. Tempo perso, peraltro senza il suo avvocato, come ha illustrato ai 50 sostenitori che, pazientemente, l’hanno attesa.

All’ingresso – erano le 11 del mattino – si è detta certa di ricevere il permesso per recarsi a Bruxelles dopo il Natale ortodosso – 7 gennaio – per partecipare al vertice del Partito Popolare Europeo, a cui è stata invitata. Il processo politico aperto a suo carico ha comportato anche la revoca del diritto d’espatrio.

“Siamo turbati dalla repressione ai danni di Bat’kivshchyna. Siamo al tuo fianco” le ha detto, in una conversazione privata, il Segretario Generale PPE, Antonio Lopez-Isturis.

Oltre all’ennesima convocazione in Procura della Lady di Ferro ucraina, puntuale anche la girandola degli arresti ai danni di personalità invise alle Autorità.

In prigione, il Direttore dell’impresa statale Ukrmedostach, Mykola Petrenko, accusato di concorso di colpa per l’acquisto irregolare di ambulanze, ordinate da Julija Tymoshenko.

A fargli compagnia, due partecipanti delle proteste sul Majdan Nezalezhnosti contro il Codice Fiscale. Una legge iniqua, che ha limitato i diritti sindacali, ed incrementato la pressione su piccola e media impresa per compensare sgravi ai grandi industriali, sponsor del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Atteso anche un altro arresto, a danno di uno dei coordinatori del Comitato dei Partecipanti della Rivoluzione Arancione, reduce da un intervento delicato. Una camionetta della polizia è già sotto l’ospedale.

Da chi è finito dietro le sbarre a chi c’è già. L’ex Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, è stato accusato anche di abuso d’ufficio nell’inchiesta sull’avvelenamento dell’ex Capo di Stato, Viktor Jushchenko. Prelevato dalla propria abitazione Domenica, 26 dicembre, dinnanzi a figlio e cane, il Leader di Narodna Samooborona è accusato di scarsa collaborazione con gli inquirenti.

Infine, ce n’è anche per i giornalisti. La collega dell’autorevole agenzia UNIAN, Nadia Pryshljak, è stata convocata, in quanto testimone della Notte di Sangue. Episodio in cui, lo scorso giovedì, 16 dicembre, i Parlamentari del Partija Rehioniv hanno interrotto, con la violenza, il presidio pacifico della Rada dei Deputati Nazionali del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, in solidarietà alla loro Leader.

Le precedenti tappe del regresso democratico sotto l’amministrazione Janukovych

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Lecito ricordare che Contro Julija Tymoshenko è stato aperto un procedimento giudiziario. Motivazione, l’uso improprio dei fondi per l’abbattimento di CO2 alle uscite sociali. E l’acquisto illecito di ambulanze. Così, la Leader dell’Opposizione Democratica è stata privata del diritto d’espatrio, per avere pagato le pensioni, e migliorato il sistema sanitario. Gesti gravi, di cui è continuamente chiamata a rispondere dinnanzi ai giudici.

Oltre all’anima della Rivoluzione Arancione, abbondante è l’elenco di personalità dell’Opposizione Democratica nel mirino della Procura, quando non già in prigione. Nella giornata di martedì, 28 dicembre, dai giudici è finito il Segretario del Partito Za Ukrajinu, V’jacheslav Kyrylenko.

Venerdì, 24 dicembre, l’ex Capo della Tesoreria statale, Tetjana Sljuz, in carica durante il governo Tymoshenko, è stata dichiarata ricercata. L’accusa mossa alla politica, recentemente eletta Consigliera Regionale di Khmel’nyc’kyj, abuso di potere.

Medesima motivazione per l’arresto dell’ex-ministro dei Trasporti, Viktor Bondar, già Capo della Segreteria di Jushchenko.

Giovedì, 23 dicembre, arrestato l’ex Vice Ministro dell’Economia, Jevhen Kornijchuk. In prigione anche il suo ex-principale, Bohdan Danylyshyn, l’ex Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk, l’ex Capo del Controllo Statale di Frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex Vice Capo di Naftohaz, Ihor Didenko.

Infine, ospite della procura per frequenti interrogatori, il Braccio Destro della Lady di Ferro ucraina, Oleksandr Turchynov, Vice Leader di Bat’kivshchyna, il principale partito dell’Opposizione Democratica.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: A LUCENKO DUE MESI. TYMOSHENKO E TURCHYNOV ANCORA DAVANTI AI GIUDICI. CONVOCATO ANCHE KYRYLENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 27, 2010

L’ex Ministro degli Interni accusato di scarsa collaborazione ed abuso d’ufficio. Ennesimo interrogatorio per la Leader dell’Opposizione Democratica ed il suo vice. Convocato in procura anche il Segretario di Za Ukrajinu

Per Jurij Lucenko panettone al fresco. Nella giornata di lunedì, 27 dicembre, il La Corte di Kyiv del circondario Pechers’kyj ha sentenziato il fermo per due mesi a carico dell’ex Ministro degli Interni.

Motivazione, la scarsa collaborazione prestata nelle precedenti convocazioni in procura. Durante le quali, secondo l’accusa, non avrebbe tenuto una condotta costruttiva. Ad esse, è stata aggiunta l’accusa per abuso d’ufficio. Senza, tuttavia, chiarirne le circostanze.

“In carcere avrà tutto il tempo di prendere visione dei capi di accusa” ha spiegato l’addetto stampa della Procura Generale, Jurij Bojchenko.

Lucenko si è definito innocente, vittima di un piano politico. Lo fa, sorvegliato a vista dai militari, da dietro le grate, nemmeno fossimo in uno zoo.

L’aula è gremita, ma interdetta alle telecamere delle televisioni indipendenti. Non al telefonino del corrispondente dell’Ukrajins’ka Pravda, Mustafa Najem, abile nell’immortalare uno squarcio di seduta.  

A sostegno morale del Leader di Narodna Samooborona, alcuni colleghi Deputati Nazionali dell’Opposizione Democratica, e la moglie, Iryna. Assente il figlio, forse a casa con il cane: entrambi testimoni dell’arresto del politico, Domenica, 26 dicembre, a pochi passi da casa.

Continua la repressione ai danni dell’Opposizione Democratica

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Nella medesima giornata, nuova gita in procura anche per la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko. L’ex Primo Ministro, anima della Rivoluzione Arancione, è stata chiamata a rispondere dell’accusa di uso improprio dei fondi per le riduzioni di CO2 al pagamento delle pensioni.

Un’accusa assurda, che, assieme a quella per acquisto irregolare di ambulanze, è costata alla Lady di Ferro ucraina la revoca del diritto di espatrio. E l’apertura di un procedimento ufficiale, che la dice lunga sull’indipendenza della magistratura ucraina.

“Penso che le Autorità – ha dichiarato Julija Tymoshenko, all’uscita dall’interrogatorio – continueranno ad impedirmi di lavorare, e di difendere la mia gente. Il loro scopo – ha continuato – è la mia eliminazione dalla scena politica. Sono vicina anche agli altri esponenti della mia ex-squadra di governo – ha concluso – colpiti dalla repressione delle autorità”.

Un elenco abbondante di personalità dell’Opposizione Democratica, finite sotto stretto interrogatorio. Quando non già in prigione. Ad esse, si è aggiunto il Segretario del Partito Za Ukrajinu, V’jacheslav Kyrylenko, tra i primi a condannare l’arresto di Lucenko. Il politico deve rispondere di condotta scorretta in Parlamento.

Venerdì, 24 dicembre, l’ex Capo della Tesoreria statale, Tetjana Sljuz, in carica durante il governo Tymoshenko, è stata dichiarata ricercata. L’accusa mossa alla politica, recentemente eletta Consigliera Regionale di Khmel’nyc’kyj, abuso di potere.

Medesima motivazione per l’arresto dell’ex-ministro dei Trasporti, Viktor Bondar, già Capo della Segreteria dell’ex Capo di Stato, Viktor Jushchenko.

Giovedì, 23 dicembre, arrestato l’ex Vice Ministro dell’Economia, Jevhen Kornijchuk. In prigione anche il suo ex-principale, Bohdan Danylyshyn, l’ex Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk, l’ex Capo del Controllo Statale di Frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex Vice Capo di Naftohaz, Ihor Didenko.

Infine, ospite della procura per frequenti interrogatori, il Braccio Destro della Lady di Ferro ucraina, Oleksandr Turchynov, Vice Leader di Bat’kivshchyna, il principale partito dell’Opposizione Democratica.

Proprio Turchynov, è stato riascoltato dai giudici, subito dopo Julija Tymoshenko. All’uscita, ha augurato Buone Feste ai giornalisti, ed al centinaio di sostenitori che lo attendevano.  

“L’Anno Nuovo – ha dichiarato – è atteso in tutto il Mondo con serenità. Non qui, dinnanzi al clima di terrore politico. Sono stato interpellato – ha continuato – per le accuse mosse a Julija Volodymyrivna [Tymoshenko, n.d.a.]. Da parte dei giudici – ha concluso, turbato – ho notato fretta di concludere”.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: ARRESTATO ANCHE LUCENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 26, 2010

L’ex Ministro degli Interni, vicino a Julija Tymoshenko, in isolamento. E’ l’ennesimo procedimento giudiziario ai danni di esponenti dell’Opposizione Democratica. La condanna del campo arancione

L'ex Ministro degli Interni, Jurij Lucenko

Dalla passeggiata con il cane alla cella in isolamento. Questa è la sorte toccata l”ex ministro degli Interni, Jurij Lucenko, uno degli esponenti di spicco dell’Opposizione Democratica.


All’ora di pranzo, Domenica, 26 dicembre, il Leader di Narodna Samooborona è stato arrestato da agenti del Servizio di Sicurezza, a pochi metri da casa sua.

“E’ bastato girare l’angolo – ha dichiarato il figlio, testimone assieme al cane, che Lucenko stava portando a passeggio – dove la telecamera non può riprendere. Lo hanno caricato su un microbus”.

Destinazione del mezzo, come chiarito poco più tardi, una cella di osservazione, in cui lil politico è rinchiuso in isolamento. Sulle motivazioni, bocche cucite. La procura Generale ha promesso di renderle note nella giornata di lunedì.
La reazione dei partiti arancioni

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

A condannare l’ennesimo atto di repressione politica, il Blocco Tymoshenko-Bat’kyvshchyna, che ha illustrato come sia stato lo stesso Presidente, Viktor Janukovych, a dichiarare che nessun operato della procura Generale avviene senza il suo avvallo.


Secondo la forza politica della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, l’ex Ministro degli Interni sarebbe colpevole di aver collaborato con la Lady di Ferro ucraina durante i suoi due governi, la Rivoluzione Arancione, le azioni di protesta Ucraina Senza Kuchma, e gli ultimi mesi di dimostrazioni contro la svolta autoritaria di Janukovych.

Simile la condanna del partito Za Ukrajinu. Secondo il Segretario, V’jacheslav Kyrylenko, l’arresto non è necessario, dal momento in cui Lucenko ha sempre risposto alle convocazioni della Procura, per continui interrogatori a scopo intimidatorio.

Invito a porre fine alla repressione politica, anche dalla Hromad’jans’ka Pozycija. L’ex Ministro della Difesa, Anatolij Hrycenko, ha esortato l’Opposizione Democratica ad unirsi, per contrastare il regresso della democrazia nel Paese.

Lecito ricordare che lo scorso mercoledì, 15 dicembre, Julija Tymoshenko è stata privata del diritto d’espatrio, ed incriminata per uso improprio dei fondi per l’abbattimento di CO2 alle uscite sociali, e per l’acquisto illecito di un alto numero di ambulanze.

Così, la Leader dell’Opposizione Democratica dovrà rispondere in tribunale per aver pagato le pensioni al suo popolo, ed aver migliorato il sistema sanitario nazionale.

Venerdì, 24 dicembre, l’ex Capo della Tesoreria statale, Tetjana Sljuz, in carica durante il governo Tymoshenko, è stata dichiarata ricercata. L’accusa mossa alla politica, recentemente eletta Consigliera regionale di Khmel’nyc’kyj, abuso di potere.

Medesima motivazione adoperata per l’arresto dell’ex-ministro dei Trasporti, Viktor Bondar, già Capo della Segreteria dell’ex Capo di Stato, Viktor Jushchenko.

Colpiti altri ex-ministri e personalità vicine a Julija Tymoshenko. Giovedì, 23 dicembre, arrestato l’ex Vice Ministro dell’Economia, Jevhen Kornijchuk. In prigione anche il suo ex-principale, Bohdan Danylyshyn, l’ex Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk, l’ex Capo del Controllo Statale di Frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex Vice Capo di Naftohaz, Ihor Didenko.

Infine, ospite della procura per frequenti interrogatori, il Braccio Destro della Lady di Ferro ucraina, Oleksandr Turchynov, Vice Leader di Bat’kivshchyna, il principale partito dell’Opposizione Democratica.

Matteo Cazzulani