LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Dopo l’Accordo di Associazione, Moldova, Ucraina e Georgia si avvicinano all’Europa

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on July 5, 2014

L’Alleanza Pro-Europa, la coalizione di maggioranza del Parlamento moldavo, ha approvato l’Accordo di Associazione con l’UE. Il Parlamento ucraino modernizza la gestione del sistema infrastrutturale energetico agli standard dell’Unione Europea, mentre il Governo georgiano ha incrementato la quantità di gas importata dall’Azerbaijan anche per l’Europa

Una ratifica lampo per un Paese che, così, dimostra la sua alta voglia di Europa. Nella giornata di mercoledì, 2 Luglio, il Parlamento moldavo ha ratificato la firma dell’Accordo di Associazione che il Premier moldavo, Iurie Leanca, ha sottoscritto a Bruxelles con l’Unione Europea lo scorso 27 Giugno.

La ratifica, avvenuta dopo meno di una settimana dalla firma dell’Accordo, è stata possibile grazie al voto dell’Alleanza Pro Europa: la coalizione di Governo composta da Partiti pro-europei di differente orientamento ideologico.

Oltre al Partito Liberal Democratico di Moldova -PLDM- del Premier Leanca, che ha lo status di osservatore presso il Partito Popolare Europeo, l’Alleanza Pro-Europa è composta anche dal Partito Democratico di Moldova del Presidente del Parlamento, Marian Lupu -che fa parte nella qualità di osservatore del Partito dei Socialisti Europei- e dal Partito dei Liberali Riformisti -PLR- che partecipa come osservatore all’Alleanza dei liberali e Democratici Europei.

Assente dalla votazione è stato però il Partito Comunista di Moldavia -PCM- la prima forza politica per numero di parlamentari che, per via del suo orientamento anti-occidentale, ha espresso piena contrarietà all’avvicinamento di Chisinau all’Europa.

Oltre alla Moldova, passi in avanti verso l’Europa sono stati compiuti dall’Ucraina, che, nella giornata di venerdì, 4 Luglio, ha visto approvare dal Parlamento una Legge che armonizza la gestione del sistema infrastrutturale energetico ucraino al regolamento UE in materia.

Nello specifico, la Legge ha separato la gestione della compravendita del gas dalla gestione del sistema infrastrutturale energetico ucraino, affidate rispettivamente alla compagnia nazionale Naftohaz e alla compagnia Ukrtranshaz.

Inoltre, la legge permette ad enti terzi appartenenti all’Unione Europea e ad altro Paesi della Comunità Energetica Europea -alla quale, oltre ai Paesi membri UE, appartengono Serbia, Moldova, Albania, Bosnia-Erzegovina, Macedonia e Montenegro- di rilevare quote non superiori al 51% nella gestione parziale o totale del sistema infrastrutturale energetico dell’Ucraina.

Alla legge, un emendamento ha poi dato la possibilità anche a compagnie statunitensi di partecipare alla gestione del sistema infrastrutturale energetico ucraino: una decisione che aiuta Kyiv a decrementare la dipendenza dalle importazioni di gas della Russia, di cui Mosca si avvale come forma di coercizione geopolitica nei confronti di Paesi terzi sovrani e indipendenti.

Sempre a proposito di energia, anche la Georgia ha compiuto un passo verso l’Europa con l’incremento della quantità di gas importata dall’Azerbaijan del 20% nell’ultimo anno.

Il flusso di gas dall’Azerbaijan alla Georgia, oltre che per la sicurezza nazionale di Tbilisi, è necessario anche per la realizzazione del progetto di diversificazione delle forniture di gas dell’Europa anche attraverso l’importazione del gas azero in Italia dal territorio georgiano tramite Turchia, Grecia ed Albania.

In UE solo la Lituania in prima fila per la ratifica del documento

Sia l’Ucraina che la Georgia hanno firmato a Bruxelles l’Accordo di Associazione con l’UE, ma, diversamente dalla Moldova, la loro ratifica non è ancora stata fissata in Parlamento.

La mancanza di un voto calendarizzato sulla questione è anche presente presso i Parlamenti dei Paesi membri UE che, così come i Paesi non-UE che hanno firmato l’Accordo, devono ratificare la firma del Documento.

L’unico Paese che finora si è attivato in tale direzione è la Lituania che, come dichiarato dal Premier lituano, Algirdas Butkevicius, intende avviare al più presto le procedure per incentivare l’avvicinamento, e per certi versi anche il ritorno, all’Europa di Moldova, Ucraina e Georgia.

Matteo Cazzulani
Analista Politico di Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

20140705-120310-43390897.jpg

Advertisements

MOLDOVA: VARATO UN NUOVO GOVERNO CHE GUARDA ALL’UE

Posted in Moldova by matteocazzulani on June 2, 2013

La ‘Coalizione pro-Europea per Governare’ è composta dal Partito Liberal-Democratico, dal Partito Democratico e dai Liberal-Riformatori. L’Integrazione Europea confermato il primo obiettivo.

Una nuova coalizione per continuare un percorso verso l’Europa oramai avviato. Nella giornata di venerdì, 31 Maggio, in Moldova è stata varata una nuova coalizione di Governo che ha posto l’Integrazione Europea come obiettivo della sua attività politica.

La Coalizione, denominata ‘Coalizione pro-Europea per Governare’, è composta dal Partito Liberal-Democratico dell’ex-Premier, Vlad Filat, dal Partito Democratico dell’ex-Speaker del Parlamento, Marian Lupu, e dai riformatori del Partito Liberale guidati da Ion Hadarca.

Nuovo Premier è stato nominato Iurie Leanca, del Partito Liberal-Democratico, mentre come nuovo Speaker del Parlamento è stato scelto Igor Corman, del Partito Democratico.

All’opposizione sono rimasti il Partito Liberale dell’ex-alleato di Governo, Mihai Ghimpu, e i comunisti.

Il varo di una nuova maggioranza è stato necessario dopo la caduta dell’Alleanza per l’Integrazione Europea, coalizione di Governo composta da Partito Liberal-Democratico, Partito Democratico e Partito Liberale.

Il 13 Febbraio, l’ex-Premier, Vlad Filat, ha sancito la fuoriuscita del suo Partito Liberal-Democratico dopo avere accusato gli alleati di Governo, tra cui l’ex-Vice Speaker del Parlamento, Vladimir Plahotniuc, di corruzione.

La coalizione di Governo, che ha confermato quasi l’intero organigramma del precedente Esecutivo, mantiene la Moldova orientata verso l’Occidente in politica estera ed energetica.

L’ostacolo russo all’Integrazione Europea

La Moldova è uno dei primi candidati per l’ottenimento della firma dell’Accordo di Associazione con l’UE, documento che permette l’integrazione economica di Chisinau nell’Unione Europea.

La Moldova è anche membro della Comunità Energetica Europea, un’Unione Europea del gas che comprende i Paesi UE e quelli dell’Europa Orientale e Balcanica non sono ancora entrati nel Vecchio Continente.

La Comunità Energetica Europea prevede la creazione di un mercato unico del gas UE, la messa in comunicazione di tutti i gasdotti del Vecchio Continente, e la diversificazione delle forniture di oro blu per diminuire la dipendenza dagli approvvigionamenti dalla Russia.

La membership della Moldova è stata congelata dall’UE per permettere a Chisinau di negoziare con la Russia un nuovo accordo per le forniture di gas.

Matteo Cazzulani

GAS ED EUROPA: ROMANIA E MOLDOVA RAFFORZANO LE RELAZIONI BILATERALI

Posted in Moldova by matteocazzulani on July 21, 2012

In una visita ufficiale a Chisinau, il Premier romeno, Victor Ponta, e il suo collega moldavo, Vlad Filat, avviano la costruzione di un gasdotto in grado di collegare i sistemi infrastrutturali energetici dei due Paesi, e garantire, così, la sicurezza degli approvvigionamenti energetici. Bucarest rinnova il sostegno politico all’integrazione UE del Paese vicino

 

Il primo ministro moldavo, Vlad Filat

L’integrazione europea dei Paesi dell’Europa Orientale non è solo una questione politica, ma sopratutto energetica. A dimostrarlo è stato l’incontro ufficiale a Chisinau lo scorso martedì, 17 Luglio, tra i Primi Ministri di Moldova e Romania, Vlad Filat e Victor Ponta, in cui i due Paesi hanno rafforzato i legami bilaterali partendo proprio da una delle questioni più importanti per i Paesi del Vecchio Continente: l’approvvigionamento di gas.

Come riportato dall’agenzia Interlic, Filat e Ponta hanno formato l’accordo per l’avvio della costruzione del gasdotto Ungheni-Jassy: una conduttura, finanziata per 20 Milioni di Euro dalla Commissione Europea, 11 Milioni di Euro dalla Romania, e 9 Milioni di Euro dalla Moldova, finalizzata alla messa in comunicazione dei sistemi infrastrutturali energetici dei due Paesi.

Secondo quanto dichiarato al momento della presentazione del progetto alla stampa, il gasdotto ha lo scopo di garantire l’approvvigionamento di gas ai due Paesi da possibili interruzioni del flusso di oro blu da parte della Russia.

Tuttavia, proprio i russi ad oggi detengono il quasi monopolio del gas utilizzato da Bucarest e Chisinau: per questa ragione, cruciale per il funzionamento dell’Ungheni-Jassy è la realizzazione dei progetti della Commissione Europea finalizzati al trasporto di oro blu dal Centro Asia nel Vecchio Continente.

Oltre all’importante gasdotto, la cui entrata in funzione è prevista nel breve tempo, Filat e Ponta hanno varato un piano per la costruzione delle linee elettriche Sucava-Belt e Felciu-Gotest, in grado di trasportare da un Paese all’altro rispettivamente 400 Kb e 100 Kb.

Successivamente alla parte energetica, il Primo Ministro romeno ha incontrato anche il Presidente moldavo, Nicolae Timofti, e lo Speaker del Parlamento, Marian Lupu, a cui ha ribadito il fermo sostegno della Romania alle ambizioni euroatlantiche della Moldova.

Per favorire il processo di integrazione di Chisinau nell’UE, le parti hanno firmato un protocollo per la collaborazione in campo giudiziario, e la Romania ha dato il via libera all’erogazione di 5 Mila borse di studio triennali per studenti moldavi.

La Moldova in prima fila per l’integrazione europea

Le dichiarazioni di Ponta hanno un significato notevole, dal momento in cui testimoniano come, nonostante il cambio di colore del governo a Bucarest – Ponta è Leader di una coalizione socialista-liberale, da poco subentrata a un Governo a maggioranza popolare – la collocazione geopolitica nel Vecchio Continente di Chisinau rappresenta una priorità per l’attività diplomatica della Romania.

L’incontro ha avuto particolare rilievo anche per la Moldova, che ha visto confermato il sostegno politico di Bucarest, necessario per portare a termine il processo di integrazione nell’Unione Europea.

A tal proposito, è opportuno ricordare come, di recente, la Commissione Europea abbia posto proprio la Moldova in cima ai Paesi dell’Europa Orientale candidati all’ottenimento dell’Accordo di Associazione: un documento con cui Bruxelles concede lo status di partner privilegiato, oggi goduto da Norvegia, Svizzera e Islanda.

A favorire la promozione della Moldova sono i progressi effettuati dal Governo Filat in ambito politico, e il parallelo regresso della democrazia in Ucraina, dove dalla salita al potere del Presidente, Viktor Janukovych, il Paese sta assumendo una posizione molto più simile alla Bielorussia di Lukashenka.

Infatti, gli esponenti dell’Opposizione Democratica sono sistematicamente rinchiusi in carcere per motivi politici, e i media indipendenti sono privati della possibilità di diffondere informazioni non filtrate dalle Autorità.

Matteo Cazzulani

LA MOLDOVA HA IL SUO PRESIDENTE

Posted in Moldova by matteocazzulani on March 19, 2012

Dopo tre anni di vani tentativi, il Parlamento moldavo ha concordato sulla candidatura del Capo del Consiglio Superiore della Magistratura, Nicolae Timofti, proposto dalle forze della maggioranza filo-occidentale per sbloccare una situazione che, da troppo tempo, ha impedito a Chisinau di portare avanti una linea politica certa e determinata. Determinanti i voti dei tre deputati socialisti, che hanno messo in minoranza i comunisti 

Il Presidente moldavo, Nicolae Timofti

La fine di un impasse politica che consente a Chisinau di percorrere la strada verso l’Europa. Nella giornata di venerdì, 16 Marzo, il Parlamento moldavo è riuscito finalmente a eleggere il Capo dello Stato, dopo 3 anni di tentativi andati a vuoto per via dell’instabilità politica e della risicata maggioranza su cui la coalizione di governo ha potuto contare.

In una votazione a scrutinio segreto, Nicolae Timofti, candidato dell’Alleanza per l’Integrazione Europea – coalizione di maggioranza composta dal Partito Liberal-Democratico del Premier, Vlad Filat, dal Partito Liberale dell’ex-Speaker, Mihai Ghimpu, e dal Partito Democratico dell’attuale Speaker, Marian Lupu – è riuscito a ottenere 62 voti a favore: uno in più del quorum previsto per la nomina.

Fondamentale è stato il supporto del neo-formato Gruppo Socialista il quale, guidato da Igor Dodon, e formato da soli tre deputati, ha supportato la candidatura della maggioranza, e, così, ha rotto l’ostruzionismo del Partito Comunista. Forti di 61 parlamentari, ma relegati all’opposizione, i comunisti hanno sempre ostacolato l’elezione del Presidente per provocare lo scioglimento del Parlamento: previsto dalla Costituzione in caso di mancata nomina della Massima Carica dello Stato per due tentativi.

Timofti è un candidato tecnico, fino ad oggi Capo del Consiglio Superiore della Magistratura. 63enne, non ha mai ricoperto incarichi politici, ma ha condotto la propria carriera esclusivamente in ambito giudiziario. La sua nomina è stata dettata dalla necessità di individuare nel mondo politico moldavo di una personalità dall’indiscutibile competenza e imparzialità, condivisa sia dalle tre forze di maggioranza, che dai socialisti.

“Non mi sono mai occupato di politica, e mai lo farò – ha dichiarato Timofti a margine dell’elezione – ma presiederò il Paese in un delicato periodo per mezzo di una politica internazionale calibrata secondo le seguenti priorità: Ucraina, Romania, USA, Germania e Russia. La Moldova deve diventare ponte tra l’Oriente e l’Occidente”.

Aperta la via per Bruxelles

Tuttavia, il Presidente a Chisinau non possiede ampi poteri, sopratutto in politica estera: ambito in cui l’agenda è dettata solamente dall’esecutivo. Come dichiarato a più riprese dal Primo Ministro, Vlad Filat, la Moldova aspira all’integrazione europea con il varo nel breve termine di una Zona di Libero Scambio che consenta alle esportazioni moldave un collocamento agevole del mercato dell’UE.

Le riforme in ambito politico, economico e sociale approntate dalla Coalizione per l’Integrazione Europea sono state particolarmente apprezzate dal Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, che, in una recente intervista a Radio Liberty, ha ammesso come la Moldova abbia dimostrato di tenere molto al vettore euro-atlantico.

Per questa ragione, Chisinau, assieme alla Georgia, ha scavalcato tra i partner privilegiati della politica orientale dell’Unione Europea l’Ucraina: in cui le repressioni politiche scatenate dal Presidente, Viktor Janukovych, hanno reso Kyiv un Paese non pienamente democratico e, quindi, non integrabile con Bruxelles.

L’elezione di Timofti ha però un alto valore politico, in quanto riempie un vacuum che a Chisinau dura dall’Aprile 2009, quando una partecipata protesta di piazza nonviolenta – la celebre Rivoluzione Twitter: l’ultima delle rivoluzioni “colorate” finora avvenute in Europa – ha deposto dallo scranno di Capo dello Stato l’attuale Segretario del Partito Comunista, Vladimir Voronin: accusato di brogli e corruzione.

Dopo lo svolgimento di elezioni finalmente libere, la maggioranza in Parlamento è stata mantenuta dal campo filo-europeo, tuttavia, sempre con numeri esigui che hanno più volte messo a rischio la tenuta della coalizione – addirittura arrivando ad elezioni anticipate nel 2010 – Le funzioni del Presidente sono state svolte ad interim dagli Speaker Mihai Ghimpu e Marian Lupu.

Matteo Cazzulani

Moldova ancora in crisi: tra Filat e Lupu e di nuovo divorzio

Posted in Moldova by matteocazzulani on October 16, 2011

Il Partito Liberal-Democratico del Premier ed i comunisti votano congiunti per le dimissioni di alcuni funzionari statali, altresì difesi dallo Speaker del Parlamento, e Presidente ad interim. Il conflitto interno alla maggioranza come preludio dell’ennesimo crollo di governo.

Un fuoco incrociato per eliminare il capo degli 007 moldavi: questa la ragione che in una Moldova cronicamente sull’orlo dell’instabilità politica potrebbe portare all’ennesima crisi di governo.

Tuttavia, sorprende la motivazione, dal momento in cui la rottura del sistema partitico di Chisinau questa volta ha visto il Partito Liberal-Democratico del Premier, Vlad Filat, sul medesimo fronte dei comunisti di Vladimir Voronin: acerrimi rivali delle ultime elezioni.

Ad unirli, la disapprovazione dell’operato del Capo dei Servizi Segreti, Gheorghe Mihaia, dimissionato dall’incarico per mezzo di una votazione a cui contrari si sono espressi il Partito Democratico ed il Partito Liberale.

Queste due forze politiche sono partner dei liberal-democratici nell’Alleanza per l’Integrazione Europea: la coalizione di governo creata, lo scorso 10 Novembre, su un margine di voti risicato, per relegare i comunisti all’opposizione, e garantire alla Moldova la continuazione del cammino in direzione dell’integrazione UE.

Un patto per il bene del Paese che, tuttavia, potrebbe saltare in occasione della prossima votazione che vedrà Liberal-Democratici e comunisti ancora assieme: quella per le dimissioni del Procuratore Generale, Valeriu Zubco, e del Presidente della Commissione per gli Affari Commerciali e Finanziari, Mihai Cibotaru. Filat ha invitato lo Speaker del Parlamento, il Segretario del Partito Democratico, Marian Lupu – anche Presidente ad interim – a porre in votazione la fiducia ai due funzionari, pena la messa ai voti anche della fiducia nei suoi confronti.

Instabilità all’interno della coalizione di governo

Quella della Moldova e una situazione molto delicata, che, in caso di ennesima crisi parlamentare – dopo quelle del 2009 e del 2010 – rischia di bloccare l’evoluzione in chiave europea di un Paese che, grazie alla buona conduzione di governo di Vlad Filat – stimato per le riforme secondo gli standard dell’Unione Europea introdotte a Chisinau , e per questo premiato con l’avvio dei negoziati per l’Accordo di Associazione UE-Moldova – ha staccato con l’influenza russa, tuttavia ancora forte nelle richieste di Voronin e, sopratutto, dello stesso Lupu: collaboratore sul piano internazionale del Primo Ministro russo, e prossimo Presidente, Vladimir Putin.

Lecito ricordare che l’assenza della maggioranza dei due terzi in Parlamento non ha permesso l’elezione del Presidente, figura che, secondo la Costituzione, e ricoperta ad interim dallo Speaker che, così, ha accresciuto il proprio peso, e, nel caso di Lupu, spesso ha generato conflitti con il Premier: causa di una continua instabilità di cui la Moldova, ad un passo dall’Europa, non ha bisogno.

Matteo Cazzulani

IN MOLDOVA E ANCORA CRISI DI GOVERNO

Posted in Moldova by matteocazzulani on July 20, 2011

Uno scontro tra Liberali e Liberal-Democratici per una questione di nomine e proposte di legge mina la tenuta dell’Alleanza per l’Integrazione Europea, malgrado l’invito della Grybauskaite all’unità. Il vantaggio dei comunisti

Il Leader dei liberali moldavi, Mihai Ghimpu

Equilibrio precario e numeri risicati ostacolano la strada della Moldova verso l’Unione Europea. Nella giornata di Giovedì, 14 Luglio, si è consumata una nuova frattura all’interno dell’Alleanza per l’Integrazione Europea: variegata coalizione di governo di centro-destra, composta dal Partito Liberal-Democratico, da quello Liberale, e dai Social-Democratici.

A causare la rottura, la decisione del Leader dei Liberali, Mihai Ghimpu, di bloccare ogni provvedimento di riforma proposto dai Liberal-Democratici: un tempo, alleati di ferro, oggi, invece, divisi dalla decisione del loro Leader, il Premier, Vlad Filat, di non sostenere la candidatura a Presidente del Capo dei Social-Democratici, Marian Lupu, che, in quanto Speaker del Parlamento, ricopre già la carica di Capo di Stato ad interim.

Una situazione davvero confusa, dove, in seguito alle elezioni parlamentari anticipate dello scorso 28 Novembre – convocate per risolvere un’impasse duratura – al Governo è stata confermata la coalizione filoeuropea che, risicata nei numeri, non è ancora riuscita ad eleggere il Presidente, per cui sono necessari i 3/4 dei voti in Parlamento. In aggiunta, la precarietà del margine della maggioranza, che costringe alla conta in ogni votazione: su 101 seggi, il Partito Liberal-Democratico ne ha 32, il Partito Democratico – socialdemocratici – 15, mentre quello Liberale 12.

Un invito alla pronta risoluzione delle controversie interne è arrivato dalla Presidente della Lituania, Dalia Grybauskaite, che, incontratasi con Filat e Lupu lo scorso mercoledì, 13 Luglio, ha ribadito come la tenuta della coalizione di centro-destra sia condizione necessaria per le riforme strutturali e l’ammodernamento del Paese, di cui Chisinau ha necessità da un lato per concludere le procedure di associazione con Unione Europea – con cui è in programma il varo di una Zona di Libero Scambio – dall’altro, per risolvere con maggiore autorevolezza la crisi in Transdnistria.

Verso la Bolognina moldava

Chi, invece, approfitta dei dissidi interni al campo filoeuropeo è l’opposizione comunista, che, forte della vittoria alle elezioni amministrative – e della maggioranza relativa in parlamento, con 42 seggi – ha convocato un congresso nazionale con lo scopo di ammodernare il Partito, in vista di una sua maggiore democratizzazione.

Tuttavia, secondo diversi esperti, è difficile che l’apertura all’associazionismo ed alla società civile possa realmente mutare l’erede diretto del Partito Comunista Moldavo dell’epoca URSS, sopratutto per quanto riguarda l’orientamento in politica estera, spiccatamente filorussa ed antioccidentale.

Matteo Cazzulani

IN MOLDOVA VARATA COALIZIONE FILOEUROPEA

Posted in Moldova by matteocazzulani on December 31, 2010

LiberalDemocratici, Liberali e Democratici rinnovano l’Alleanza per l’Integrazione Europea. Lupu nuovo Speaker. Ancora incertezza sull’elezione del Presidente

Lo speaker del parlamento moldavo, Marian Lupu

La voglia d’Europa vince sulla stabilità politica. Questa la scelta coraggiosa delle forze democratiche moldave, che nella giornata di giovedì, 30 dicembre, hanno ripristinato l’Alleanza per l’Integrazione Europea.

Una scelta tanto saggia, quanto coraggiosa, che ha spinto il Partito LiberalDemocratico Moldavo, il Partito Liberale Moldavo, ed il Partito Democratico a continuare, in politica estera, con il cammino verso Bruxelles. E, in campo interno, con le riforme sul modello europeo.

A risolvere un’impasse politica, in corso da un mese, il segretario del PD, Marian Lupu. Il quale, in cambio dell’elezione a Speaker, ha rinunciato all’alleanza con i comunisti, maggioranza relativa in parlamento.

Capo di Stato incognita

Subentrato al Capo del Partito Liberale, Mihai Ghimpu, il neoletto è anche Presidente ad interim. Una carica destinata ad essere ricoperta ancora per molto. Dal momento in cui, per eleggere il Capo di Stato, sono necessari i due terzi del Parlamento. Un quorum che l’Alleanza per l’Integrazione Europea, con 59 deputati su 101, non possiede.

Ciò nonostante, nelle prossime sessioni è atteso il varo dell’esecutivo. Molto probabile la conferma a Primo Ministro del Leader del Partito LiberalDemocratico, Vlad Filat, reduce da una positiva esperienza precedente.

Con due soli parlamentari di maggioranza, Filat è riuscito ad evolvere la democrazia di Chisinau, rispetto all’epoca dell’ex Presidente, Vladimir Voronin — attuale capo dei comunisti — contrassegnata da brogli elettorali, e pressioni su media ed opposizioni.

Lecito ricordare che, in seguito alle elezioni parlamentari dello scorso 28 novembre, i comunisti possiedono 42 seggi, il Partito LiberalDemocratico Moldavo 32, il Partito Democratico 15, ed il partito Liberale Moldavo 12.

Matteo Cazzulani

MOLDOVA ANCORA SENZA GOVERNO

Posted in Moldova by matteocazzulani on December 29, 2010

I gruppi parlamentari trattano. A contrastare una nuova coalizione pro europea, l’ipotesi di un’alleanza PD-comunisti, sponsorizzata da Mosca

L'ex primo ministro moldavo, Vlad Filat

Falsa partenza per il nuovo Paralmento moldavo. La Prima seduta della nuova legislatura non ha portato alla formazione della Coalizione di Governo tanto attesa.

L’unico risultato, la costituzione di quattro gruppi parlamentari, tanti, quanti i partiti che hanno superato lo sbaramento del 4%. Dunque, le trattive continuano, per risolvre un’impasse che dura ormai da troppo tempo.

L’ex Primo Ministro, il Leader del partito LiberalDemocatico Moldavo, Vlad Filat, lavora per confermare l’Alleanza per l’Integrazione Europea con i liberali ed i democratici. Grazie ad essa, la Moldova, seppur in un contesto di instabilità politica, ha compiuto significativi progressi in campo democratico, e verso Bruxelles.

Del medesimo avviso l’ex Speaker, Mihai Ghimpu, che ha illustrato la necessità del varo di una qualsiasi coalizione per il bene della Moldova. Meglio, come ha affermato il Capo del Partito Liberale Moldavo, se in linea con l’esperienza precedente, a conferma del cammino verso Occidente intrapreso da Chisinau.

Il PD verso Mosca

Il segretario del PD moldavo, Marian Lupu

Ago della bilancia, il segretario del partito Democratico, Marian Lupu. Seppur membro dell’Alleanza per l’Integrazione Europea, il capo del PD moldavo è spinto ad un’alleanza con i comunisti dell’ex Presidente, Vlaimir Voronin.

Motivazione, l’appatenenza all’internazionale socialista, e la collaborazione con Russia Unita, il partito del premier russo, Vladimir Putin. A conferma, le indiscrezioni circa un meeting tra Lupu, Voronin ed il Presidente russo, Dmitrij Medvedev, avvenuto negli scorsi giorni, presso l’ambasciata del Cremlino a Chisinau.

In attesa, il Capo dei comunisti. Personalità nota in Moldova, in quanto autore di un’amministrazione contraddistinta da corruzione e brogli elettorali. Contro la quale i moldavi, nel 2009, sono scesi in piazza in pacifiche proteste, che ne hanno decretato la fine.

Ciò nonostante, Voronin ha ottenuto la maggioranza relativa in Parlamento. Le ultime elezioni hanno consegnato ai comunisti 42 seggi, al Partito LiberalDemocratico Moldavo 32, al Partito Democatico 15, ed al Partito Liberale di Moldova 12.

Dopo nove round di consultazioni, le forze del campo democratico non hanno trovato l’accordo per il ripristino della coalizione pro europea. I soggetti dell’Alleanza per l’Integrazione Europea hanno una potenziale maggioranza di 59 parlamentari. Due in meno, rispetto al quorum necessario per eleggere il Capo di Stato.

Una carica importante, ad oggi ancora priva di un proprietario.

Matteo Cazzulani

MOLDOVA: PROTESTE CONTRO IL PATTO TRA COMUNISTI E PD

Posted in Moldova by matteocazzulani on December 13, 2010

Al via una serie di dimostrazioni contro il probabile tradimento dei principi occidentali da parte del Partito Democratico moldavo. Pronto a passare coi comunisti.

Il segretario del Partito Democratico moldavo, Marian Lupu

In mille per l’integrazione europea della Moldova. Nella giornata di Domenica, 12 dicembre, a Chisinau, più di un migliaio di manifestanti è sceso in piazza, per manifstare contro il possibile ritorno al governo dei comunisti.

L’azione, la prima di una serie, ha l’obiettivo di invitare le forze politiche a riconfermare, in Parlamento, la coalizione di governo Alleanza per l’Integrazione Europea. E a mettere in minoranza i comunisti, legati ad una stagione politica di brogli ed autoritarismo, superato dalle proteste pacifiche del 2008, note come Rivoluzione Twitter.

Dalle urne, Domenica 28 novembre, l’assetto moldavo è riemerso in un clima di instabilità, dal momento in cui nessun partito ha ottenuto una maggioranza tale da poter governare, ed eleggere il Presidente.

Su 101 seggi, i comunisti dell’ex presidente, Vladimir Voronin, ne contano 42. Il Partito LiberalDemocatico di Moldova, del Primo Ministro uscente, Vlad Filat, ne ha ottenuti 32. Mentre il partito Liberale di Moldova, guidato dallo Speaker uscente, e Presidente ad interim, Mihai Ghimpu, 12.

L’incognita PD

Decisivi, i 15 parlamentari del Partito Democratico. Già partner della coalizione democratica, con PLDM e PLM, il PD moldavo sarebbe pronto a tradire il campo europeo, e vicino ad un accordo di coalizione con i comunisti.

A facilitare l’operazione, l’appartenenza del suo segretario, Marian Lupu, all’Internazionale Socialista. E la sua collaborazione con Russia Unita, il partito del Primo Ministro russo, Vladimir Putin, contrario alla riedizione di un governo pro-europeo a Chisinau.

Matteo Cazzulani

MOLDOVA ANCORA NEL CAOS POLITICO

Posted in Moldova by matteocazzulani on November 30, 2010

In flessione i comunisti, ma non abbastanza per garantire la nomina del Presidente. In forse anche il ripristino dell’Alleanza per l’Integrazione Europea

Il capo dei comunisti moldavi, Vladimir Voronin

La Moldova continuerà la strada verso l’UE senza un Presidente. Al totale delle schede scrutinate, i comunisti si sono confermati la prima forza politica, seppur in flessione rispetto alle consultazioni precedenti: un 39,29% dei consensi, che in Parlamento garantisce 42 seggi su 101.

Seguono tre dei quattro soggetti finora al governo del Paese nella coalizione Alleanza per l’Integrazione Europea. Il Partito LiberalDemocratico Moldavo, guidato dal Primo Ministro, Vlad Filat, ha ottenuto un buon 29,38% dei consensi, pari a 32 seggi.

A seguire, il Partito Democratico, confermatosi al 12,72% dei voti, ergo 15 parlamentari. Chiude il Partito Liberale Moldavo con il 9,96%, che da diritto alla forza politica dello speaker del Parlamento, e Presidente ad interim, Mihai Ghimpu, a 12 deputati. Non ha ottenuto riconferma l’alleanza Moldova Noastra, sotto allo sbarramento del 4%.

Ancora senza Presidente

Il Primo Ministro moldavo, Vlad Filat

La percentuale dei comunisti non permette alla forza dell’ex Capo di Stato, Vladimir Voronin, di tornare alla guida di un Paese, già governato per 8 anni. Fino a quella Rivoluzione Twitter, che, nell’aprile 2009, con l’arma della non violenza, ha rovesciato un regime post-sovietico, reo di continue falsificazioni del voto.

Ciò nonostante, la ancora cospicua rappresentanza in Parlamento ei comunisti non permette al campo democratico l’elezione del Presidente, per la quale sono necessari 61 voti. Un’impasse burocratica, che reitera quanto già accaduto negli scorsi mesi. Quando, per due volte, l’Alleanza per l’Integrazione Europea ha cercato, invano, di eleggere alla guida del Paese un proprio candidato.

Dinnanzi a ciò, il campo democratico ha indetto un referendum, per consegnare agli elettori la scelta diretta del Presidente. Fallito, a causa della bassa affluenza, tale fatto ha provocato lo scioglimento del Parlamento, e le elezioni anticipate appena svoltesi.

L’interrogativo del PD moldavo

Il segretario del PD moldavo, Marian Lupu

Oltre alla guida del Paese, ad essere in forse è anche la ricostituzione dell’Alleanza per l’Integrazione Europea. Seppur confermabile nei numeri, ad essa potrebbe non aderire il Partito Democratico, potenzialmente attratto da una coalizione di governo con i comunisti.

Ad avvalorare tale sospetto, la condotta del Segretario del PD moldavo, Marian Lupu, che ha portato la sua forza politica nell’internazionale socialista, ed alla collaborazione con Russia Unita, il partito di Vladimir Putin, suo principale sponsor sulla scena internazionale.

Una collocazione che ben si concilia con le promesse di stabilità, innalzamento delle paghe sociali, e riavvicinamento alla Russia dei comunisti. E che stride con la proposta di continuare con le riforme legislative ed economiche, per avvicinare Chisinau a Bruxelles, intraprese, e difese dal PLDM e dal PLM, nel corso dell’ultima legislatura.

E che calpesta le legittime aspirazioni occidentali di un Paese culturalmente e storicamente europeo.

Matteo Cazzulani