LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

MOLDOVA: VARATO UN NUOVO GOVERNO CHE GUARDA ALL’UE

Posted in Moldova by matteocazzulani on June 2, 2013

La ‘Coalizione pro-Europea per Governare’ è composta dal Partito Liberal-Democratico, dal Partito Democratico e dai Liberal-Riformatori. L’Integrazione Europea confermato il primo obiettivo.

Una nuova coalizione per continuare un percorso verso l’Europa oramai avviato. Nella giornata di venerdì, 31 Maggio, in Moldova è stata varata una nuova coalizione di Governo che ha posto l’Integrazione Europea come obiettivo della sua attività politica.

La Coalizione, denominata ‘Coalizione pro-Europea per Governare’, è composta dal Partito Liberal-Democratico dell’ex-Premier, Vlad Filat, dal Partito Democratico dell’ex-Speaker del Parlamento, Marian Lupu, e dai riformatori del Partito Liberale guidati da Ion Hadarca.

Nuovo Premier è stato nominato Iurie Leanca, del Partito Liberal-Democratico, mentre come nuovo Speaker del Parlamento è stato scelto Igor Corman, del Partito Democratico.

All’opposizione sono rimasti il Partito Liberale dell’ex-alleato di Governo, Mihai Ghimpu, e i comunisti.

Il varo di una nuova maggioranza è stato necessario dopo la caduta dell’Alleanza per l’Integrazione Europea, coalizione di Governo composta da Partito Liberal-Democratico, Partito Democratico e Partito Liberale.

Il 13 Febbraio, l’ex-Premier, Vlad Filat, ha sancito la fuoriuscita del suo Partito Liberal-Democratico dopo avere accusato gli alleati di Governo, tra cui l’ex-Vice Speaker del Parlamento, Vladimir Plahotniuc, di corruzione.

La coalizione di Governo, che ha confermato quasi l’intero organigramma del precedente Esecutivo, mantiene la Moldova orientata verso l’Occidente in politica estera ed energetica.

L’ostacolo russo all’Integrazione Europea

La Moldova è uno dei primi candidati per l’ottenimento della firma dell’Accordo di Associazione con l’UE, documento che permette l’integrazione economica di Chisinau nell’Unione Europea.

La Moldova è anche membro della Comunità Energetica Europea, un’Unione Europea del gas che comprende i Paesi UE e quelli dell’Europa Orientale e Balcanica non sono ancora entrati nel Vecchio Continente.

La Comunità Energetica Europea prevede la creazione di un mercato unico del gas UE, la messa in comunicazione di tutti i gasdotti del Vecchio Continente, e la diversificazione delle forniture di oro blu per diminuire la dipendenza dagli approvvigionamenti dalla Russia.

La membership della Moldova è stata congelata dall’UE per permettere a Chisinau di negoziare con la Russia un nuovo accordo per le forniture di gas.

Matteo Cazzulani

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MOLDOVA: LA CRISI DI GOVERNO ALLONTANA IL PAESE DALL’UE

Posted in Moldova by matteocazzulani on February 17, 2013

Il Primo Ministro moldavo sancisce la fuoriuscita del suo Partito Liberal-Democratico dalla coalizione di Governo, composta anche dal Partito Liberale e dal Partito Democratico. La crisi di maggioranza mette in forse il processo di integrazione di Chisinau nell’Unione Europea

Un’impasse che pone un punto interrogativo sulla continuazione del processo di integrazione della Moldova nell’Unione Europea. Nella giornata di mercoledì, 13 Febbraio, il Premier moldavo, Vlad Filat, ha annunciato la fuoriuscita della sua forza politica, il Partito Liberal-Democratico, dalla coalizione di Governo.

Il Premier Filat ha accusato i partner di maggioranza, il Partito Liberale e il Partito Democratico, di oligarchizzare il Paese e contrastare le riforme in cantiere, ed ha chiesto per questo un immediato voto di fiducia per verificare la reale intenzione da parte dei singoli parlamentari della coalizione di governo -l’Alleanza per l’Integrazione Europea- di permanere alla guida del Paese.

Nello specifico, il Premier Filat ha accusato il Vice Presidente del Parlamento, Vladimir Plahotniuc, di rallentare l’azione del Governo bloccando l’approvazione delle linee guida emanate dal Consiglio dei Ministri.

Pronta è stata la risposta del Presidente della Moldova, Nicolae Timofti, che ha avvisto le consultazioni con i Leader dei gruppi politici presenti in Parlamento.

I Capi del Partito Liberale e del Partito Democratico hanno ventilato possibili elezioni anticipate, mentre il Partito Comunista -il principale soggetto dell’opposizione- ha accusato la maggioranza di incapacità governativa.

L’Alleanza per l’Integrazione Europea vanta l’approvazione di riforme che hanno portato la Moldova in linea con gli standard richiesti dall’Unione Europea per l’avvio del processo di ratifica dell’Accordo di Associazione: documento con cui Bruxelles riconosce a Chisinau lo status di partner privilegiato dell’UE in campo economico e politico.

In particolare, l’UE ha apprezzato i passi in avanti compiuti dalla Moldova sul piano politico ed economico, anche se molto resta ancora da fare in materia di lotta alla corruzione.

Grazie all’attività dinamica dell’Alleanza per l’Integrazione Europea -e al regresso democratico impresso a Kyiv dal Presidente ucraino, Viktor Yanukovych- la Moldova ha sottratto all’Ucraina il primo posto tra i Paesi candidati alla firma dell’Accordo di Associazione con l’UE.

Rallentata anche l’Integrazione energetica con l’UE

Differente la posizione della Moldova sul piano energetico, poiché Chisinau, di concerto con l’Unione Europea, ha congelato per due anni l’Approvazione del Terzo Pacchetto Energetico: legge UE che stabilisce l’integrazione di Chisinau nel mercato europeo dell’energia.

A motivare lo stop è stato il mancato rinnovo degli accordi con la Russia per l’importazione di gas.

La Moldova ha tuttavia assicurato l’intenzione non solo di approvare in breve tempo il Terzo Pacchetto Energetico UE, ma di giuocare un ruolo attivo nel sostenere i piani varati dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza dall’oro blu russo attraverso l’importazione diretta di carburante dall’Azerbaijan e di LNG da Qatar, Norvegia, Egitto e Stati Uniti d’America.

Matteo Cazzulani

Una visita della Merkel avvicina la Moldova all’Unione Europea

Posted in Moldova, Unione Europea by matteocazzulani on August 26, 2012

Il Cancelliere tedesco applaude ai progressi in ambito democratico compiuti da Chisinau, e conferma la buona strada intrapresa dalle Autorità moldave per la firma dell’Accordo di Associazione con l’UE. A favorire tale posizione e Stato anche il regresso democratico in Ucraina, che ha allontanato Kyiv da Bruxelles

Chisinau e sulla buona strada, anche se i chilometri da percorrere per raggiungere l’Europa sono ancora molti. Nella giornata di martedì, 22 Agosto, il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha compiuto una visita ufficiale in Moldova, durante la quale la Leader della Germania ha confermato la prospettiva europea di Chisinau.

Nello specifico, la Merkel, che ha incontrato il Primo Ministro moldavo, Vladimir Filat, e il Presidente, Nicolae Timofti ha affrontato diverse tematiche, come la lotta alla corruzione, le riforme in senso economico e democratico, e la questione della Transnistria.

Il Cancelliere tedesco ha espresso soddisfazione per le riforme attuate da Chisinau in linea con quanto suggerito dall’Unione Europea. Secondo la Merkel, questo fatto posiziona di diritto la Moldova in prima fila tra i Paesi della Politica di Partenariato Orientale UE candidati all’ottenimento dell’Accordo di Associazione: documento con cui Bruxelles riconosce lo status di partner privilegiato, e vara una Zona di Libero Scambio con il Paese cofirmatario.

Positive sono state le reazioni da parte moldava, che ha giudicato la mezza giornata trascorsa dalla Merkel come un via libera ad un’integrazione nell’UE che la coalizione di Governo liberal-democratica – nominata per l’appunto Alleanza per l’Integrazione Europea – ha posto in cima alla sua agenda.

Con una nota, il Ministero degli Esteri di Chisinau ha dichiarato soddisfazione per il sorpasso compiuto dalla Moldova ai danni dell’Ucraina tra i Paesi in attesa della concessione dell’Accordo di Associazione.

La Diplomazia moldava ha infatti ricordato come, nel Dicembre 2011, gli arresti politici compiuti in Ucraina da parte del Presidente Viktor Yanukovych abbiano comportato il congelamento della firma del documento, e, de facto, depennato Kyiv tra le priorità della politica estera di Bruxelles.

Come sancito dall’ultimo vertice del Partenariato Orientale di Varsavia, la prospettiva di allargamento dell’UE ai Paesi dell’Europa Orientale – Ucraina, Moldova e Georgia – resta una priorità della politica estera UE, nonostante la crisi economica interna alla zona euro.

Dopo la condanna al carcere inflitta per motivi politici alla Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Yulia Tymoshenko, l’Unione Europea anziché l’Ucraina ha preferito concentrare gli sforzi per l’integrazione con Bruxelles di Moldova e Georgia.

Chisinau ha compiuto progressi notevoli in ambito democratico, ma ancora deve realizzare molto per adattare le sue strutture economiche a quelle dell’Unione Europea. Tbilisi, al contrario, ha registrato eccellenti progressi in ambito economico, ma registra problematiche di carattere democratico che, tuttavia, il Presidente Mikheil Saakashvili ha promesso di realizzare nel breve termine.

Una ragione energetica

Ucraina, Moldova e Georgia sono tre Paesi di importanza fondamentale per l’Unione Europea sul piano energetico e geopolitico. Kyiv, Chisinau e Tbilisi sono infatti indispensabili per la costruzione delle infrastrutture necessarie all’importazione di gas centro-asiatico direttamente in Europa, consentendo di diminuire la dipendenza dell’UE dall’oro blu della Russia.

Tra i progetti in cantiere figurano in particolare il Corridoio Meridionale – fascio di gasdotti deputati al trasporto del gas dall’Azerbajdzhan e dal Turkmenistan fino all’Europa attraverso la Georgia – il progetto AGRI – varato per inviare oro blu centro-asiatico in Unione Europea via terra fino al porto georgiano di Poti, e poi via mare in Ucraina, Moldova e al porto romeno di Costanza – e il Gasdotto White Stream – progettato dalla Georgia all’Ucraina, oppure dalla Georgia alla Romania, per veicolare in UE carburante non-russo.

L’integrazione con Bruxelles dei tre Paesi dell’Europa Orientale consente inoltre al Vecchio Continente di evitare il consolidamento nello spazio ex-sovietico della Federazione Russa, che con l’arma del gas, e – come avvenuto in Georgia nell’Agosto 2008 – anche con la forza militare, e intenzionata a ricreare un suo impero per permettere a Mosca di giuocare in ambito internazionale un ruolo di superpotenza perso dai tempi dell’Unione Sovietica

Matteo Cazzulani

MOLDOVA: LA RUSSIA CAMBIA IDEA SULLA TRANSNISTRIA

Posted in Moldova by matteocazzulani on August 3, 2012

Durante una visita ufficiale, il Viceministro degli esteri russo, Grygoriy Karasin, esprime il sostegno di Mosca all’integrità territoriale di Chisinau. Geopolitica e gas dietro al mutamento di posizione del Cremlino sulla questione della regione separatista moldava

Il Presidente russo, Vladimir Putin

Secondo l’interesse geopolitico di Mosca la Transnistria val bene una Moldova. Nella giornata di sabato, 28 Luglio, il Viceministro degli Esteri della Federazione Russa, Grygorij Karasin, ha espresso il sostegno ufficiale della Russia all’integrità territoriale della Moldova.

Come riportato dal Kommersant”, Karasin ha reso noto la nuova posizione di Mosca circa la questione della Transnistria durante una visita a Tiraspoli, organizzata in occasione del ventennale dall’inizio della missione militare russa nella regione separatista del Mar Nero. Le dichiarazioni del Viceministro degli Esteri russo sono state anticipate da un incontro bilaterale con il Presidente della Moldova, Nicolae Timofti.

Tra i due, le posizioni in merito alla Transnistria sono rimaste nella forma ancora molto lontane, con i russi favorevoli al mantenimento dell’esercito russo nei territori separatisti, ed i moldavi a sostegno di un’evoluzione della presenza militare in una missione civile. Tuttavia, nella sostanza le aperture di Mosca all’integrità territoriale della Moldova hanno avvicinato Mosca alla posizione di Chisinau e della Comunità Internazionale.

Dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, la Transnistria ha dichiarato la propria indipendenza dalla Moldova e, ad oggi, dopo un breve conflitto armato nel 1992, resta un territorio dallo status politico irrisolto. I locali, sostenuti militarmente e politicamente dalla Russia, hanno autoproclamato una Repubblica Presidenziale con tanto di organi di governo ed esercito.

La Moldova, appoggiata dall’Europae dalla Comunità Internazionale, riconosce alla Transnistria solo una forte autonomia, ma non la totale indipendenza della fetta di territorio che collega la riva sinistra del fiume Nistro all’Ucraina. A dare adito alle ambizioni separatiste della Transnistria è la Russia, che, dalla fine del conflitto del 1992, ha posizionato un proprio contingente militare con il pretesto di garantire il coprifuoco e il mantenimento dell’ordine nell’area a conflitto concluso.

Chisinau ha ritenuto la presenza dei carri armati russi sul proprio territorio un’occupazione militare, mentre la Comunità Internazionale ha più volte invitato Mosca ad abbandonare quella che nella risoluzione NATO del 2008 è stata considerata come una “regione autonoma della repubblica di Moldova”.

Preso atto di tale background storico, la posizione espressa da Karasin rappresenta dunque un cambiamento di fronte radicale, motivato da tre ragioni di carattere politico interno alla Transnistria, geopolitico ed energetico.

Nelle ultime Elezioni Presidenziali della Transnistria, avvenute il 25 Dicembre 2011, il candidato alla sostenuto da Mosca, Anatoliy Kaminski è stato sconfitto dall’ex-Speaker del Parlamento della Transnistria, Yevgeny Shevchuk.

L’insuccesso della candidatura supportata dai russi ha portato la Federazione Russa a riconsiderare l’opportunità di continuare ad appoggiare apertamente l’indipendenza della Regione moldava, e, per questa motivazione, a mantenere alto uno scontro aspro con la Comunità Internazionale.

La seconda motivazione tiene conto di un enjeu geopolitico di più ampio respiro: il sostegno all’integrità territoriale della Moldova può essere una moneta di scambio con cui la Russia intende costringere Chisinau ad abbandonare ogni progetto di integrazione nella NATO e nell’unione Europea.

La coalizione liberal-democratica al potere in Moldova – l'”Alleanza per l’Integrazione Europea” – ha posto l’ingresso di Chisinau nell’UE e nell’Alleanza Atlantica come obiettivo principale della propria azione di governo, e le scelte del Primo Ministro, Vlad Filat, hanno portato un netto miglioramento sul piano della democrazia che ha consentito ai moldavi di scavalcare l’Ucraina di Yanukovych nella lista dei Paesi con cui Bruxelles ha intenzione di firmare un Accordo di Associazione.

Tuttavia, il venir meno dell’appoggio russo all’indipendenza della Transnistria, e la conseguente risoluzione di un’annosa questione che Chisinau sta cercando in tutti i modi di risolvere per garantire la propria sicurezza nazionale, è sicuramente accolto in Moldova con estremo favore, e le Autorità moldave facilmente potrebbero accettare la rinuncia al vettore euro-atlantico qualora Mosca lo richiedesse come moneta di scambio sulla questione transnistra.

Il gas dietro la partita in Transdnistria

La motivazione geopolitica ben si collega con le ragioni di carattere energetico. La Moldova appartiene alla Comunità Energetica Europea: un’Unione Europea dell’energia che prevede entro pochi anni il varo di una politica del gas comune del Vecchio Continente e, sopratutto, la messa in comunicazione di tutte le infrastrutture energetiche dei Paesi membri.

La Moldova ha iniziato i lavori per la messa in comunicazione dei gasdotti nazionali con quelli della Romania, e l’Alleanza per l’Integrazione Europea in più di un’occasione ha espresso pieno appoggio alla politica energetica dell’UE mirante a garantire il trasporto diretto nel Vecchio Continente di gas proveniente dall’Asia Centrale.

Il mutamento della posizione della Russia sulla Transnistria potrebbe spingere Chisinau a sospendere la partnership nella Comunità Energetica Europea, e a sostenere i progetti energetici con cui Mosca sta cercando di impossibilitare all’Europa l’accesso diretto ai giacimenti di gas ubicati in Azerbajdzhan e in Turkmenistan.

Oltre che con la costruzione del Southstream – gasdotto sottomarino progettato per rifornire direttamente l’Europa Occidentale di gas russo – la Russia sta contrastando la creazione di un sistema infrastrutturale unico dell’Unione Europea facendo leva sull’appoggio economico dei colossi energetici del Vecchio Continente – la francese EDF, la tedesca E.On e l’italiana ENI – e sul sostegno politico dei paesi dell’Europa Occidentale – Germania, Francia e Italia – che al benessere generale dell’UE preferiscono anteporre il proprio tornaconto nazionale basato su accordi bilaterali con la Russia.

La Moldova, seppur piccola e non ancora parte dell’UE, rappresenta una casella fondamentale nella contesa in corso tra Russia ed Unione Europea. La fuoriuscita di Chisinau dalla Comunità Energetica del Vecchio Continente, e la rinuncia ai progetti di integrazione euro-atlantici, rappresenterebbe un duro colpo per l’interesse europeo, e per i tentativi dell’Europa di consolidare la propria posizione sullo scacchiere geopolitico.

D’altro canto, con l’ingresso della Moldova nella propria sfera di influenza, la Russia certificherebbe la propria egemonia nello spazio ex-sovietico, e sarebbe più vicina all’acquisizione dello status di superpotenza mondiale e di principale competitor su scala globale della Cina e degli Stati Uniti d’America.

Matteo Cazzulani

GAS ED EUROPA: ROMANIA E MOLDOVA RAFFORZANO LE RELAZIONI BILATERALI

Posted in Moldova by matteocazzulani on July 21, 2012

In una visita ufficiale a Chisinau, il Premier romeno, Victor Ponta, e il suo collega moldavo, Vlad Filat, avviano la costruzione di un gasdotto in grado di collegare i sistemi infrastrutturali energetici dei due Paesi, e garantire, così, la sicurezza degli approvvigionamenti energetici. Bucarest rinnova il sostegno politico all’integrazione UE del Paese vicino

 

Il primo ministro moldavo, Vlad Filat

L’integrazione europea dei Paesi dell’Europa Orientale non è solo una questione politica, ma sopratutto energetica. A dimostrarlo è stato l’incontro ufficiale a Chisinau lo scorso martedì, 17 Luglio, tra i Primi Ministri di Moldova e Romania, Vlad Filat e Victor Ponta, in cui i due Paesi hanno rafforzato i legami bilaterali partendo proprio da una delle questioni più importanti per i Paesi del Vecchio Continente: l’approvvigionamento di gas.

Come riportato dall’agenzia Interlic, Filat e Ponta hanno formato l’accordo per l’avvio della costruzione del gasdotto Ungheni-Jassy: una conduttura, finanziata per 20 Milioni di Euro dalla Commissione Europea, 11 Milioni di Euro dalla Romania, e 9 Milioni di Euro dalla Moldova, finalizzata alla messa in comunicazione dei sistemi infrastrutturali energetici dei due Paesi.

Secondo quanto dichiarato al momento della presentazione del progetto alla stampa, il gasdotto ha lo scopo di garantire l’approvvigionamento di gas ai due Paesi da possibili interruzioni del flusso di oro blu da parte della Russia.

Tuttavia, proprio i russi ad oggi detengono il quasi monopolio del gas utilizzato da Bucarest e Chisinau: per questa ragione, cruciale per il funzionamento dell’Ungheni-Jassy è la realizzazione dei progetti della Commissione Europea finalizzati al trasporto di oro blu dal Centro Asia nel Vecchio Continente.

Oltre all’importante gasdotto, la cui entrata in funzione è prevista nel breve tempo, Filat e Ponta hanno varato un piano per la costruzione delle linee elettriche Sucava-Belt e Felciu-Gotest, in grado di trasportare da un Paese all’altro rispettivamente 400 Kb e 100 Kb.

Successivamente alla parte energetica, il Primo Ministro romeno ha incontrato anche il Presidente moldavo, Nicolae Timofti, e lo Speaker del Parlamento, Marian Lupu, a cui ha ribadito il fermo sostegno della Romania alle ambizioni euroatlantiche della Moldova.

Per favorire il processo di integrazione di Chisinau nell’UE, le parti hanno firmato un protocollo per la collaborazione in campo giudiziario, e la Romania ha dato il via libera all’erogazione di 5 Mila borse di studio triennali per studenti moldavi.

La Moldova in prima fila per l’integrazione europea

Le dichiarazioni di Ponta hanno un significato notevole, dal momento in cui testimoniano come, nonostante il cambio di colore del governo a Bucarest – Ponta è Leader di una coalizione socialista-liberale, da poco subentrata a un Governo a maggioranza popolare – la collocazione geopolitica nel Vecchio Continente di Chisinau rappresenta una priorità per l’attività diplomatica della Romania.

L’incontro ha avuto particolare rilievo anche per la Moldova, che ha visto confermato il sostegno politico di Bucarest, necessario per portare a termine il processo di integrazione nell’Unione Europea.

A tal proposito, è opportuno ricordare come, di recente, la Commissione Europea abbia posto proprio la Moldova in cima ai Paesi dell’Europa Orientale candidati all’ottenimento dell’Accordo di Associazione: un documento con cui Bruxelles concede lo status di partner privilegiato, oggi goduto da Norvegia, Svizzera e Islanda.

A favorire la promozione della Moldova sono i progressi effettuati dal Governo Filat in ambito politico, e il parallelo regresso della democrazia in Ucraina, dove dalla salita al potere del Presidente, Viktor Janukovych, il Paese sta assumendo una posizione molto più simile alla Bielorussia di Lukashenka.

Infatti, gli esponenti dell’Opposizione Democratica sono sistematicamente rinchiusi in carcere per motivi politici, e i media indipendenti sono privati della possibilità di diffondere informazioni non filtrate dalle Autorità.

Matteo Cazzulani

LA MOLDOVA HA IL SUO PRESIDENTE

Posted in Moldova by matteocazzulani on March 19, 2012

Dopo tre anni di vani tentativi, il Parlamento moldavo ha concordato sulla candidatura del Capo del Consiglio Superiore della Magistratura, Nicolae Timofti, proposto dalle forze della maggioranza filo-occidentale per sbloccare una situazione che, da troppo tempo, ha impedito a Chisinau di portare avanti una linea politica certa e determinata. Determinanti i voti dei tre deputati socialisti, che hanno messo in minoranza i comunisti 

Il Presidente moldavo, Nicolae Timofti

La fine di un impasse politica che consente a Chisinau di percorrere la strada verso l’Europa. Nella giornata di venerdì, 16 Marzo, il Parlamento moldavo è riuscito finalmente a eleggere il Capo dello Stato, dopo 3 anni di tentativi andati a vuoto per via dell’instabilità politica e della risicata maggioranza su cui la coalizione di governo ha potuto contare.

In una votazione a scrutinio segreto, Nicolae Timofti, candidato dell’Alleanza per l’Integrazione Europea – coalizione di maggioranza composta dal Partito Liberal-Democratico del Premier, Vlad Filat, dal Partito Liberale dell’ex-Speaker, Mihai Ghimpu, e dal Partito Democratico dell’attuale Speaker, Marian Lupu – è riuscito a ottenere 62 voti a favore: uno in più del quorum previsto per la nomina.

Fondamentale è stato il supporto del neo-formato Gruppo Socialista il quale, guidato da Igor Dodon, e formato da soli tre deputati, ha supportato la candidatura della maggioranza, e, così, ha rotto l’ostruzionismo del Partito Comunista. Forti di 61 parlamentari, ma relegati all’opposizione, i comunisti hanno sempre ostacolato l’elezione del Presidente per provocare lo scioglimento del Parlamento: previsto dalla Costituzione in caso di mancata nomina della Massima Carica dello Stato per due tentativi.

Timofti è un candidato tecnico, fino ad oggi Capo del Consiglio Superiore della Magistratura. 63enne, non ha mai ricoperto incarichi politici, ma ha condotto la propria carriera esclusivamente in ambito giudiziario. La sua nomina è stata dettata dalla necessità di individuare nel mondo politico moldavo di una personalità dall’indiscutibile competenza e imparzialità, condivisa sia dalle tre forze di maggioranza, che dai socialisti.

“Non mi sono mai occupato di politica, e mai lo farò – ha dichiarato Timofti a margine dell’elezione – ma presiederò il Paese in un delicato periodo per mezzo di una politica internazionale calibrata secondo le seguenti priorità: Ucraina, Romania, USA, Germania e Russia. La Moldova deve diventare ponte tra l’Oriente e l’Occidente”.

Aperta la via per Bruxelles

Tuttavia, il Presidente a Chisinau non possiede ampi poteri, sopratutto in politica estera: ambito in cui l’agenda è dettata solamente dall’esecutivo. Come dichiarato a più riprese dal Primo Ministro, Vlad Filat, la Moldova aspira all’integrazione europea con il varo nel breve termine di una Zona di Libero Scambio che consenta alle esportazioni moldave un collocamento agevole del mercato dell’UE.

Le riforme in ambito politico, economico e sociale approntate dalla Coalizione per l’Integrazione Europea sono state particolarmente apprezzate dal Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, che, in una recente intervista a Radio Liberty, ha ammesso come la Moldova abbia dimostrato di tenere molto al vettore euro-atlantico.

Per questa ragione, Chisinau, assieme alla Georgia, ha scavalcato tra i partner privilegiati della politica orientale dell’Unione Europea l’Ucraina: in cui le repressioni politiche scatenate dal Presidente, Viktor Janukovych, hanno reso Kyiv un Paese non pienamente democratico e, quindi, non integrabile con Bruxelles.

L’elezione di Timofti ha però un alto valore politico, in quanto riempie un vacuum che a Chisinau dura dall’Aprile 2009, quando una partecipata protesta di piazza nonviolenta – la celebre Rivoluzione Twitter: l’ultima delle rivoluzioni “colorate” finora avvenute in Europa – ha deposto dallo scranno di Capo dello Stato l’attuale Segretario del Partito Comunista, Vladimir Voronin: accusato di brogli e corruzione.

Dopo lo svolgimento di elezioni finalmente libere, la maggioranza in Parlamento è stata mantenuta dal campo filo-europeo, tuttavia, sempre con numeri esigui che hanno più volte messo a rischio la tenuta della coalizione – addirittura arrivando ad elezioni anticipate nel 2010 – Le funzioni del Presidente sono state svolte ad interim dagli Speaker Mihai Ghimpu e Marian Lupu.

Matteo Cazzulani

Moldova ancora in crisi: tra Filat e Lupu e di nuovo divorzio

Posted in Moldova by matteocazzulani on October 16, 2011

Il Partito Liberal-Democratico del Premier ed i comunisti votano congiunti per le dimissioni di alcuni funzionari statali, altresì difesi dallo Speaker del Parlamento, e Presidente ad interim. Il conflitto interno alla maggioranza come preludio dell’ennesimo crollo di governo.

Un fuoco incrociato per eliminare il capo degli 007 moldavi: questa la ragione che in una Moldova cronicamente sull’orlo dell’instabilità politica potrebbe portare all’ennesima crisi di governo.

Tuttavia, sorprende la motivazione, dal momento in cui la rottura del sistema partitico di Chisinau questa volta ha visto il Partito Liberal-Democratico del Premier, Vlad Filat, sul medesimo fronte dei comunisti di Vladimir Voronin: acerrimi rivali delle ultime elezioni.

Ad unirli, la disapprovazione dell’operato del Capo dei Servizi Segreti, Gheorghe Mihaia, dimissionato dall’incarico per mezzo di una votazione a cui contrari si sono espressi il Partito Democratico ed il Partito Liberale.

Queste due forze politiche sono partner dei liberal-democratici nell’Alleanza per l’Integrazione Europea: la coalizione di governo creata, lo scorso 10 Novembre, su un margine di voti risicato, per relegare i comunisti all’opposizione, e garantire alla Moldova la continuazione del cammino in direzione dell’integrazione UE.

Un patto per il bene del Paese che, tuttavia, potrebbe saltare in occasione della prossima votazione che vedrà Liberal-Democratici e comunisti ancora assieme: quella per le dimissioni del Procuratore Generale, Valeriu Zubco, e del Presidente della Commissione per gli Affari Commerciali e Finanziari, Mihai Cibotaru. Filat ha invitato lo Speaker del Parlamento, il Segretario del Partito Democratico, Marian Lupu – anche Presidente ad interim – a porre in votazione la fiducia ai due funzionari, pena la messa ai voti anche della fiducia nei suoi confronti.

Instabilità all’interno della coalizione di governo

Quella della Moldova e una situazione molto delicata, che, in caso di ennesima crisi parlamentare – dopo quelle del 2009 e del 2010 – rischia di bloccare l’evoluzione in chiave europea di un Paese che, grazie alla buona conduzione di governo di Vlad Filat – stimato per le riforme secondo gli standard dell’Unione Europea introdotte a Chisinau , e per questo premiato con l’avvio dei negoziati per l’Accordo di Associazione UE-Moldova – ha staccato con l’influenza russa, tuttavia ancora forte nelle richieste di Voronin e, sopratutto, dello stesso Lupu: collaboratore sul piano internazionale del Primo Ministro russo, e prossimo Presidente, Vladimir Putin.

Lecito ricordare che l’assenza della maggioranza dei due terzi in Parlamento non ha permesso l’elezione del Presidente, figura che, secondo la Costituzione, e ricoperta ad interim dallo Speaker che, così, ha accresciuto il proprio peso, e, nel caso di Lupu, spesso ha generato conflitti con il Premier: causa di una continua instabilità di cui la Moldova, ad un passo dall’Europa, non ha bisogno.

Matteo Cazzulani

IN MOLDOVA E ANCORA CRISI DI GOVERNO

Posted in Moldova by matteocazzulani on July 20, 2011

Uno scontro tra Liberali e Liberal-Democratici per una questione di nomine e proposte di legge mina la tenuta dell’Alleanza per l’Integrazione Europea, malgrado l’invito della Grybauskaite all’unità. Il vantaggio dei comunisti

Il Leader dei liberali moldavi, Mihai Ghimpu

Equilibrio precario e numeri risicati ostacolano la strada della Moldova verso l’Unione Europea. Nella giornata di Giovedì, 14 Luglio, si è consumata una nuova frattura all’interno dell’Alleanza per l’Integrazione Europea: variegata coalizione di governo di centro-destra, composta dal Partito Liberal-Democratico, da quello Liberale, e dai Social-Democratici.

A causare la rottura, la decisione del Leader dei Liberali, Mihai Ghimpu, di bloccare ogni provvedimento di riforma proposto dai Liberal-Democratici: un tempo, alleati di ferro, oggi, invece, divisi dalla decisione del loro Leader, il Premier, Vlad Filat, di non sostenere la candidatura a Presidente del Capo dei Social-Democratici, Marian Lupu, che, in quanto Speaker del Parlamento, ricopre già la carica di Capo di Stato ad interim.

Una situazione davvero confusa, dove, in seguito alle elezioni parlamentari anticipate dello scorso 28 Novembre – convocate per risolvere un’impasse duratura – al Governo è stata confermata la coalizione filoeuropea che, risicata nei numeri, non è ancora riuscita ad eleggere il Presidente, per cui sono necessari i 3/4 dei voti in Parlamento. In aggiunta, la precarietà del margine della maggioranza, che costringe alla conta in ogni votazione: su 101 seggi, il Partito Liberal-Democratico ne ha 32, il Partito Democratico – socialdemocratici – 15, mentre quello Liberale 12.

Un invito alla pronta risoluzione delle controversie interne è arrivato dalla Presidente della Lituania, Dalia Grybauskaite, che, incontratasi con Filat e Lupu lo scorso mercoledì, 13 Luglio, ha ribadito come la tenuta della coalizione di centro-destra sia condizione necessaria per le riforme strutturali e l’ammodernamento del Paese, di cui Chisinau ha necessità da un lato per concludere le procedure di associazione con Unione Europea – con cui è in programma il varo di una Zona di Libero Scambio – dall’altro, per risolvere con maggiore autorevolezza la crisi in Transdnistria.

Verso la Bolognina moldava

Chi, invece, approfitta dei dissidi interni al campo filoeuropeo è l’opposizione comunista, che, forte della vittoria alle elezioni amministrative – e della maggioranza relativa in parlamento, con 42 seggi – ha convocato un congresso nazionale con lo scopo di ammodernare il Partito, in vista di una sua maggiore democratizzazione.

Tuttavia, secondo diversi esperti, è difficile che l’apertura all’associazionismo ed alla società civile possa realmente mutare l’erede diretto del Partito Comunista Moldavo dell’epoca URSS, sopratutto per quanto riguarda l’orientamento in politica estera, spiccatamente filorussa ed antioccidentale.

Matteo Cazzulani

OBAMA NON CONVINCE NEANCHE LA MOLDOVA

Posted in Moldova by matteocazzulani on March 13, 2011

Il Vice-Presidente USA, Joe Biden, propone soluzioni non sgradite alla Russia nel rapporto tra Washington e Chisinau, e nella risoluzione del contenzioso della Transnistria. Il Primo Ministro moldavo, Vlad Filat, conferma la politica liberale e filoeuropea del suo esecutivo

Il primo ministro moldavo, Vlad Filat

Passi incerti e stentati. E’ questo il bilancio della visita del Vice-Presidente USA, Joe Biden, in Modova.

Secondo quanto rilevato dai principali analisti, un evento che ha rinforzato la convizione che l’Europa — sopratutto quella post-sovietica, in preda ad un dificile percorso di liberalizzazione, ed integrazione nel Mondo Occidentale — non interessa all’amministrazione democratica.

“E’ per questo che Washington ha smesso di fare pressione sulla Russia, ed aiutare Georgia, Bielorussia, Ucraina, e Moldova” ha dichiarato, a Radio Liberty, l’esperto, Vlad Spanu.

A confermare tale opinione, il fatto che Biden, Vice-Presidente, sia la carica più alta ad aver mai visitato Chisinau. E questo, nonostante il coraggio con cui la Moldova si è ribellata, nel 2009, all’autocrazia comunista, di eredità sovietica.

Una rivoluzione pacifica, colorata, passata alla storia come Rivoluzione Twitter. Che pure Biden ha lodato, dichiarando pieno appoggio allo sviluppo economico, democratico, ed agricolo del Paese.

Parole incoraggianti, annacuate dalla posizione in merito alla Transnistria, con cui Chisinau ha un contenzioso aperto. Il democratico USA si è detto favorevole alla garanzia dell’autonomia moldava, ma intenzionato ad evitare decisioni sgradite alla Russia, che vuole coinvolgere nelle trattative.

E che — fatto più importante — nella piccola regione ad est del Nistro, popolata da 500 mila persone, mantiene un contingente militare di 1500 unità. Un appoggio al regime separatista di Smirnov, non riconosciuto dalla comunità internazionale, che dal 1990 si è dichiarato autonomo dalla Moldova.

La Moldova conferma la via euroatlantica e liberale

All’altezza, invece, la risposta del Primo Ministro moldavo, Vlad Filat. Un Leader giovane, confermato alla guida del governo, dopo la vittoria alle scorse parlamentari di novembre dell’Alleanza per l’Integrazione Europea, coalizione di soggetti politici liberali e moderati.

Dopo avere ringraziato Biden per la visita, Filat ha confermato che il suo Paese intende percorere la strada per la Democrazia, l’Europa, e l’Occidente.

“Farò di tutto per fare di Chisinau un modello di successo — ha dichiarato — è nostro scopo consntire a ciascun individuo la propria realizzazione”.

Matteo Cazzulani

IN MOLDOVA VARATA COALIZIONE FILOEUROPEA

Posted in Moldova by matteocazzulani on December 31, 2010

LiberalDemocratici, Liberali e Democratici rinnovano l’Alleanza per l’Integrazione Europea. Lupu nuovo Speaker. Ancora incertezza sull’elezione del Presidente

Lo speaker del parlamento moldavo, Marian Lupu

La voglia d’Europa vince sulla stabilità politica. Questa la scelta coraggiosa delle forze democratiche moldave, che nella giornata di giovedì, 30 dicembre, hanno ripristinato l’Alleanza per l’Integrazione Europea.

Una scelta tanto saggia, quanto coraggiosa, che ha spinto il Partito LiberalDemocratico Moldavo, il Partito Liberale Moldavo, ed il Partito Democratico a continuare, in politica estera, con il cammino verso Bruxelles. E, in campo interno, con le riforme sul modello europeo.

A risolvere un’impasse politica, in corso da un mese, il segretario del PD, Marian Lupu. Il quale, in cambio dell’elezione a Speaker, ha rinunciato all’alleanza con i comunisti, maggioranza relativa in parlamento.

Capo di Stato incognita

Subentrato al Capo del Partito Liberale, Mihai Ghimpu, il neoletto è anche Presidente ad interim. Una carica destinata ad essere ricoperta ancora per molto. Dal momento in cui, per eleggere il Capo di Stato, sono necessari i due terzi del Parlamento. Un quorum che l’Alleanza per l’Integrazione Europea, con 59 deputati su 101, non possiede.

Ciò nonostante, nelle prossime sessioni è atteso il varo dell’esecutivo. Molto probabile la conferma a Primo Ministro del Leader del Partito LiberalDemocratico, Vlad Filat, reduce da una positiva esperienza precedente.

Con due soli parlamentari di maggioranza, Filat è riuscito ad evolvere la democrazia di Chisinau, rispetto all’epoca dell’ex Presidente, Vladimir Voronin — attuale capo dei comunisti — contrassegnata da brogli elettorali, e pressioni su media ed opposizioni.

Lecito ricordare che, in seguito alle elezioni parlamentari dello scorso 28 novembre, i comunisti possiedono 42 seggi, il Partito LiberalDemocratico Moldavo 32, il Partito Democratico 15, ed il partito Liberale Moldavo 12.

Matteo Cazzulani