LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Ucraina: Yulia Tymoshenko esclusa dalle liste dell’Opposizione Unita

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 9, 2012

La Leader dell’Opposizione Democratica non ha il diritto di voto passivo per via della condanna politica a sette anni di carcere. Radiato dalla comsultazione per la stessa motivazione anche l’ex-Ministro degli Interni, Yuri Lutsenko. I primi casi di irregolarità da parte del Partito del Presidente Yanukovych fissati dall’autorevole Ukrayinska Pravda

Nelle prossime elezioni parlamentari, l’Opposizione Democratica Unita ucraina Sara costretta a correre senza i suoi principali leaeder. Nella giornata di mercoledì, 8 Agosto, la Commissione Elettorale Centrale di Kyiv ha stabilito l’estromissione dalle liste del partito Batkivshchyna dell’ex-Primo Ministro, Yulia Tymoshenko, e dell’ex-Ministro degli Esteri, Yuri Lutsenko.

Secondo le giustificazioni della Commissione, i due protagonisti della Rivoluzione Arancione – processo democratico nonviolento che la Tymoshenko e Lutsenko hanno guidato nell’inverno del 2004 – non rispettano i requisiti necessari per essere ammessi alla corsa al mandato di parlamentare presso la Rada. Tymoshenko e Lutsenko sono infatti arrestati e, dovendo scontare una condanna alla detenzione pluriennale, sono privi del diritto di voto passivo.

A nulla sono servite le spiegazioni allegate alla domanda da parte dei due politici arancioni, che, nel loro curriculum vitae, hanno evidenziato come i processi organizzati sul loro conto siano stati politicamente motivati dal Presidente, Viktor Yanukovych, per eliminare dalla competizione elettorale i suoi più temibili avversari.

La Commissione Centrale ha votato a maggioranza per l’esclusione della Tymoshenko e di Lutsenko dalle liste elettorali. Astenuti i soli quattro membri nominati dall’Opposizione Democratica, che hanno promesso ricorso per permettere a due politici con ampio seguito popolare la candidatura per l’ottenimento di un seggio in Parlamento.

Chi invece e stato graziato dalla Commissione Elettorale Centrale e il figlio del Primo Ministro Mykola Azarov, che e stato ammesso nelle liste del Partiya Rehioniv – il Partito del Potere a cui appartengono il Presidente Yanukovych, il Premier Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – nonostante egli abbia vissuto negli ultimi anni a Vienna.

Il regolamento ucraino vieta a chi ha risieduto negli ultimi anni fuori dal Paese la possibilità di godere del diritto di voto passivo. Per questa ragione, a rischio e anche la candidatura di Andriy Shevchenko: il bomber di Milan e Chelsea ha infatti vissuto negli ultimi anni tra Londra e Milano, e la sua corsa nelle fila del Partito Ukrayina Vpered – formazione filogovernativa fuoriuscita dall’Opposizione Democratica Unita – potrebbe essere messa in discussione.

Yanukovych firma la legge che rende il russo lingua di Stato in Ucraina

Secondo gli ultimi sondaggi, l’Opposizione Democratica Unita gode di un lieve vantaggio sul Partiya Rehioniv, ma, alla fine, a decidere Sara l’elezione nei collegi uninominali, da cui sara designata la meta dei membri del prossimo parlamento. Molti sono infatti i candidati legati al partito del potere che si presentano agli elettori come indipendenti.

Nel frattempo, il Presidente Yanukovych continua nella campagna elettorale e, sempre mercoledì, 8 Agosto, ha firmato la legge che rende il russo lingua di stato al pari dell’ucraino.

Il provvedimento e fortemente avversato dall’Opposizione Democratica Unita e dalle principali Chiese del Paese – quella Ortodossa del Patriarcato di Kyiv, quella Romano-Cattolica e quella Greco-Cattolica – in quanto rischia fortemente di spezzare l’unita del Paese, e favorire sul piano culturale il rafforzamento della Russia, che Mosca abilmente potrebbe sfruttare per sostenere i suoi pani di egemonia politica sull’Ucraina.

Lo scenario che potrebbe ripetersi e quello della Bielorussia di Lukashenka, dove la lingua nazionale e usata da una percentuale minima della popolazione.

Infine, l’autorevole Ukrayinska Pravda ha fissato i primi casi di irregolarità nella campagna elettorale operati dal Partito del potere. In un Paesino della regione di Odessa, i vertici locali del Partiya Rehioniv hanno issato il vessillo del Partito presso il Consiglio Comunale, ed hanno trasformato il municipio in una sorta di gazebo in cui viene distribuito materiale elettorale del partito di Yanukovych.

Lecito ricordare che la regolarità delle elezioni parlamentari ucraine e un criterio fondamentale per la ripresa dei colloqui tra Unione Europea ed Ucraina per la firma dell’Accordo di Associazione: documento con cui Bruxelles concederebbe a Kyiv lo status di Partner privilegiato, congelato dall’UE dopo la detenzione di Yulia Tymoshenko: giudicato un atto politico che testimonia il regresso democratico ucraino sotto la Presidenza Yanukovych.

Matteo Cazzulani

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Andrij Shevchenko entra in politica: siedera in Parlamento con i fuoriusciti dalla coalizione arancione

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 29, 2012

L’ex centravanti di Milan e Chelsea aderisce al partito Ukrajina Vpered di Natalija Korolevs’ka. Le motivazioni della scelta del Pallone d’Oro UEFA 2004

Mens sana in corpore sano e il motto che guiderà la carriera politica di Andrij Shevchenko. L’ex-centravanti di Milan e Chelsea ha infatti deciso di appendere le scarpe al chiodo e, forte dell’ampia popolarità goduta in Ucraina, nella giornata di sabato, 28 Luglio, ha dichiarato la sua discesa in campo nel partito Ukrajina Vpered di Natalija Korolevs’ka.

“Ho deciso di impegnarmi per il bene della mia gente – ha dichiarato Shevchenko – voglio realizzare me stesso in un ambito in cui c’e bisogno per migliorare l’Ucraina grazie alla mia esperienza accumulata in Europa”.

Per Sheva, com’è noto in Italia il centravanti, l’elezione in Parlamento e quasi una certezza, dal momento in cui con tutta probabilità occuperà la seconda posizione nelle liste di Ukrajina Vpered alle prossime Elezioni Parlamentari.

Qualora la forza politica dovesse riuscire a superare lo sbarramento del 5% – gli ultimi sondaggi danno Ukrajina Vpered al 4,7% – Shevchenko Sara ufficialmente Deputato e, in base alle promesse enunciate durante la conferenza stampa con la quale ha annunciato il suo ingresso in politica, potrà impegnarsi per migliorare la sfera sociale e sportiva della nazione.

Il partito scelto dal Pallone d’Oro UEFA 2004 appartiene all’opposizione arancione. Fino allo scorso inverno, con il nome Partito Socialdemocratico Ucraino, Ukrajina Vpered e appartenuto al Blocco di Julija Tymoshenko assieme a Bat’kivshchyna – la forza partitica della Leader dell’Opposizione Democratica.

Venuta meno l’eroina della Rivoluzione Arancione dalla scena politica, a causa dell’arresto di cui e stata vittima, la Leader dei socialdemocratici Korolevs’ka ha deciso di intraprendere un percorso separato rispetto a quello dei più stretti sostenitori della Tymoshenko.

Fino a poco dalla comunicazione della notizia voci avevano ventilato l’ipotesi dell’ingresso di Shevchenko nel Partito UDAR del pugile Vitalij Klichko, ma il centravanti ex-Milan ha preferito declinare l’ipotesi, motivando la sua scelta con la necessita di non creare in Ucraina un partito degli sportivi, che nelle urne avrebbe potuto contare solo su un’alta popolarità, ma non sulla professionalizza dei suoi candidati.

Il legame con Berlusconi alla base della scelta di Sheva

Singolare e stata la spiegazione alla scelta di Shevchenko data dal noto politologo Vadym Karas’ov. Egli ha infatti sottolineato come il centravanti ucraino abbia reso omaggio ai tempi passati nel Milan e, in maniera particolare, alla sua amicizia con l’ex-Presidente del Consiglio e della squadra meneghina, Silvio Berlusconi.

Ukrajina Vpered e la traduzione ucraina di Forza Italia – letteralmente sarebbe traducibile come “Ucraina Avanti” – la forza politica con la quale Berlusconi e sceso in politica e, fino al 2008, ha rappresentato la forza principale nell’arco parlamentare italiano.

Oltre che sul piano professionale, il rapporto tra Shevchenko e Berlusconi e stato molto stretto anche dal punto di vista umano. L’ex-Premier italiano e stato infatti molto legato al suo campione ucraino, al punto da esprimere enorme felicita per la scelta di Sheva di tornare a giocare nel Milan dopo l’esperienza maturata a Londra nel Chelsea dell’oligarca russo Roman Abramovich.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO: CONTINUA IL GIALLO SULLA SALUTE DELL’ANIMA DELLA RIVOLUZIONE ARANCIONE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 19, 2012

La figlia della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina conferma l’ernia al disco diagnosticata alla madre dall’équipe di medici tedeschi e canadesi. I dottori di Ottawa accusati di partigianeria dalle Autorità, le quali, per la detenuta politica, pretendono persino i lavori forzati

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo. COPYRIGHT MATTEO CAZZULANI

O l’operazione urgente fuori dal carcere, o a cucire babbucce tutto il giorno. La situazione della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, si fa sempre più misteriosa, preoccupante, e, nel contempo, di interesse internazionale.

Nella giornata di venerdì, 17 Febbraio, la figlia della Tymoshenko, Jevhenija, ha confermato l’indiscrezione – rivelata pochi giorni prima dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda – secondo la quale l’équipe di medici internazionali indipendenti tedesco-canadese avrebbe diagnosticato alla madre un’ernia al disco da operare al più presto per evitare complicazioni.

“I dottori hanno riscontrato un’ernia al disco che, se sarà ancora a lungo trascurata da parte delle Autorità carcerarie, costringerà mia madre ad essere operata fuori dalle mura di una colonia penale che lavora secondo gli ordini diretti del Presidente, Viktor Janukovych. Spero che i medici riveleranno al più presto l’esito delle loro analisi” ha dichiarato la figlia della Leader dell’Opposizione Democratica a Radio Liberty.

Per ora, i medici tedeschi hanno rispettato alla lettera il diritto alla privacy della paziente, e si sono limitati a consegnare alla Tymoshenko il referto in una busta sigillata. I dottori canadesi, invece, sono stati costretti a replicare alle accuse mosse loro da parte di Vadym Kolesnichenko: deputato del Partito del Presidente – il Partija Rehioniv – che ha messo in dubbio la professionalità degli specialisti di Ottawa in quanto esponenti della diaspora ucraina: tradizionalmente critica nei confronti di Janukovych.

“Ogni componente del pool di medici dal Canada è altamente qualificato, come riconosciuto dai centri di studio di Ottawa – ha risposto, con una nota, il Congresso degli Ucraini nel Mondo: accusato da Kolesnichenko di essere il selezionatore dei medici al posto delle Autorità canadesi – in Canada vivono milioni di emigrati ucraini che, a differenza di molti parlamentari di Kyiv, parlano liberamente la lingua di Shevchenko [Taras, il Poeta Nazionale, M.C.]. Stupisce la politicizzazione di una questione che riguarda le condizioni di salute di un importante esponente politico”.

Opposta la reazione delle Autorità Carcerarie e del Ministero degli Interni, compatti nel ribadire a più riprese che la Tymoshenko sta bene: sopratutto grazie alle cure che, con costanza, le sono somministrate entro le mura del penitenziario di massima sicurezza. Per questa ragione, è stata inoltrata la richiesta di inclusione della Leader dell’Opposizione Democratica nella lista dei condannati ai lavori forzati.

La condanna politica che ha isolato l’Ucraina

Nota in Occidente per la bionda treccia, e per avere guidato il processo democratico del 2004 passato alla storia come Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, ex-Primo Ministro, è stata condannata l’11 Ottobre 2011 a sette anni di detenzione in isolamento, più tre di interdizione dalla vita politica, per avere firmato, nel Gennaio 2009, accordi per il rinnovo delle forniture di gas ritenuti onerosi per le casse dello Stato, ma coi quali è riuscita a ripristinare l’invio di oro blu dalla Russia, ed evitare un inverno al freddo per il suo popolo e per l’Unione Europea – l’Italia in primo luogo.

La condanna, maturata dopo un processo dalla dubbia regolarità, con la Tymoshenko detenuta in misura cautelativa dal 5 Agosto, la difesa sistematicamente privata dei propri diritti, e prove in sostegno delle accuse fabbricate ad hoc – addirittura datate il 31 Aprile – è stata confermata dalla Corte d’Appello il 24 Dicembre.

Prima di allora, l’8 Dicembre, la Leader dell’Opposizione Democratica – già detenuta – ha subito un secondo arresto preventivo perché ritenuta soggetto potenzialmente pericoloso per il prosieguo delle indagini che la vedono imputata per evasione fiscale durante la presidenza JEESU – il colosso energetico presieduto prima della discesa in campo del 1998.

Il verdetto è maturato al termine di un processo-lampo celebrato ai limiti del macabro, con giudice e Pubblica Accusa nella cella della Tymoshenko, seduti attorno al letto in cui la Leader dell’Opposizione Democratica era costretta a giacere: vittima di un forte mal di schiena trascurato dalle Autorità Carcerarie.

Tale fatto ha provocato la reazione unanime dell’Occidente che, dopo avere contestato il trattamento anti-democratico di cui, oltre alla Tymoshenko, è caduta vittima una decina di esponenti del campo arancione, ha richiesto a più riprese alle Autorità ucraine il permesso di sottoporre la Leader dell’Opposizione Democratica ad analisi mediche di un’équipe internazionale.

La repressione del campo arancione, simbolizzata dal caso Tymoshenko, ha isolato sull’arena internazionale il Presidente Janukovych: ritenuto dall’Opposizione Democratica, e da più di una voce in Europa e negli Stati Uniti, il vero responsabile della svolta autoritaria che, de facto, ha reso l’Ucraina una dittatura intollerante nei confronti di ogni forma di dissenso.

Fatto esemplificativo è stato, il 19 Dicembre, il congelamento della firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: documento storico con cui Kyiv avrebbe ottenuto da Bruxelles il riconoscimento dello status di partner privilegiato dell’Unione Europea oggi goduto da Islanda, Norvegia e Svizzera.

Matteo Cazzulani

PER VOLONTA DI JULIJA TYMOSHENKO L’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA UCRAINA SI UNISCE.

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 23, 2012

Il Comitato di Resistenza alla Dittatura vara comuni iniziative ed una lista unica per le Elezioni Parlamentari dell’Ottobre 2012, ma registra già le prime defezioni. Il Presidente, Viktor Janukovych, convinto della pronta integrazione dell’Ucraina nell’UE grazie all’organizzazione dei campionati europei di calcio

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo

Un fronte unico per riportare la democrazia in Ucraina. Questo l’obiettivo che ha spinto l’Opposizione Democratica ucraina a firmare la Dichiarazione di Unità del Comitato di Resistenza alla Dittatura: coalizione politica varata per contrastare il regresso democratico provocato dall’Amministrazione del Presidente, Viktor Janukovych.

L’accordo prevede come obiettivo l’ottenimento della maggioranza in Parlamento, da raggiungere per mezzo di comuni iniziative elettorali, formazione di un solo cartello politico, creazione di un unico gruppo alla Rada dopo le elezioni parlamentari dell’Ottobre 2012, e varo di una squadra di governo capace di riportare nel Paese democrazia ed Europa.

Nello specifico, le forze politiche del Comitato di Resistenza alla Dittatura hanno concordato il varo di candidati unici per i collegi maggioritari, mentre per quelli proporzionali è stata preventivata una la lista comune dell’Opposizione Democratica creata solo da Bat’kivshchyna – il Partito della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko – Front Zmin – il Partito dell’ex-Speaker del Parlamento, Arsenij Jacenjuk – e Svoboda – Partito molto forte nelle regioni occidentali del Paese.

Ad ispirare la mossa politica – presentata con un comizio sulla piazza antistante la Sofijs’ka Lavra, ai piedi del monumento a Bohdan Khmel’nyc’kyj, a cui hanno partecipato in 10 Mila – è stata la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko. La reclusione nella colonia penale femminile Kachanivs’kyj di Kharkiv – dove l’ex-Primo Ministro è condannata da una sentenza politica a sette anni di isolamento – non ha impedito all’Anima della Rivoluzione Arancione di supportare l’unità del Comitato di Resistenza alla Dittatura in una data di rilevanza storica.

“Una squadra, una vittoria. Deve essere questo lo slogan attorno al quale l’Opposizione Democratica si batterà per sconfiggere le Autorità oggi al potere – ha dichiarato la Tymoshenko in una lettera letta pubblicamente dal suo braccio destro, Oleksandr Turchynov – 93 anni fa, in questa piazza [quella della Sofijs’ka Lavra, M.C.] è stato proclamato l’Universale della Fratellanza del Popolo Ucraino, allora minacciato da nemici esterni [il 22 Gennaio 1919 è stata varata l’unione tra la Repubblica Popolare Ucraina e la Repubblica Popolare dell’Ucraina Occidentale. Per questa ragione tale data è festa nazionale con il nome di Giorno della Fratellanza, M.C.] “.

“Oggi – ha continuato – il Paese è in balia di un pericolo interno, con mafiosi al potere ed un Presidente spinto da manie di grandezza. Le Autorità hanno svenduto gli interessi nazionali, isolato il Paese in campo internazionale, ed annichilito il popolo, che, privato di libertà, democrazia e benessere, è in preda al terrore. L’Ucraina resterà il Paese di Jaroslav Mudryj, Taras Shevchenko e Bohdan Kmel’nyc’kyj – ha concluso – ma non sarà mai il regno personale di Janukovych”.

Dal canto suo, davanti a circa 300 alti rappresentanti dello Stato accorsi al palazzo Ukrajina per le celebrazioni del Giorno della Fratellanza e dell’Indipendenza, il Presidente ucraino ha dedicato gran parte del discorso ufficiale ad un attacco indiretto alla Tymoshenko, la cui detenzione è stata ritenuta necessaria per punire un colpevole di reati anti-statali.

Inoltre, il Capo dello Stato ha espresso la convinzione che lo svolgimento dei campionati europei di calcio del 2012 in Polonia ed Ucraina sarà la chiave di svolta per la firma dell’Accordo di Associazione con l’Unione Europea: documento con cui Bruxelles riconoscerebbe a Kyiv il medesimo status di partner privilegiato oggi goduto da Islanda, Norvegia e Svizzera, il cui varo, previsto per il 19 Dicembre 2011, è stato congelato a causa della condanna politica inflitta a Julija Tymoshenko.

“L’Ucraina è vittima di accordi onerosi per il gas, i cui responsabili devono pagare per quanto realizzato dinnanzi al popolo” ha dichiarato Janukovych riferendosi alla Tymoshenko: condannata alla reclusione in isolamento per avere accettato, nel Gennaio 2009, forniture di oro blu dalla Russia ad un prezzo livellato agli standard europei.

“Le nostre priorità – ha continuato il Presidente – sono stabilità, sicurezza economica, incremento delle paghe sociali, e lavori di preparazione per il campionato europeo di calcio del 2012. Sono sicuro – ha concluso Janukovych – che tale avvenimento consentirà a breve la firma dell’Accordo di Associazione e della Zona di Libero Scambio UE-Ucraina”.

Le prime divisioni nel Comitato di Resistenza alla Dittatura

Tra i presenti alle celebrazioni ha figurato anche l’ex-Presidente – e rivale durante la Rivoluzione Arancione – Viktor Jushchenko. Una scelta che ha fatto discutere, in quanto il Partito di cui il Capo di Stato Emerito è Leader onorario, Nasha Ukrajina, ha partecipato alla contemporanea manifestazione dell’Opposizione Democratica, e, rappresentato dal Vice-Capo, Valentyn Nalyvajchenko, ha firmato la Dichiarazione di Unità del Comitato di Resistenza alla Dittatura.

Alla defezione di Jushchenko si è aggiunta anche quella di un altro esponente di spicco del campo arancione: l’ex-Ministro della Difesa, Anatolij Hrycenko. Con una nota, Hrycenko ha accusato i Leader del Comitato di Resistenza alla Dittatura di prestare scarsa considerazione al suo movimento, la Hromadjans’ka Iniciatyva, e di pretendere la firma del documento senza garanzie di candidatura.

Come rilevato da diversi esperti, l’unità di tutta l’Opposizione Democratica è condizione necessaria per battere Janukovych in elezioni parlamentari cruciali per le sorti del Paese. La maggioranza delle commissioni elettorali è controllata da emissari delle Autorità, e, con tutta probabilità, il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono Presidente, Premier e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – sfrutterà risorse statali per la propria campagna pubblicitaria.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: ANCHE UN DISSIDENTE ANTI-SOVIETICO TRA I NUOVI INDAGATI. E NEL PROCESSO A JULIJA TYMOSHENKO SCOMPAIONO IMPORTANTI DOCUMENTI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 30, 2011

18 politici dell’Opposizione Democratica convocati per interrogatori in seguito alle manifestazioni del Giorno dell’Indipendenza, tra cui uno dei suoi protagonisti, Levko Luk’janenko, il capo di Za Ukrajinu, V’jacheslav Kyrylrenko, l’esponente di Narodna Samooborona, Oles Donij ed il Vice-Leader di Bat’kivshchyna, Oleksandr Turchynov. Nel processo alla Leader dell’Opposizione Democratica spariti diversi faldoni certificanti l’inconsistenza delle accuse

Il Vice-Leader di Bat'kivshchyna, Oleksandr Turchynov

Un dissidente politico protagonista della libertà del suo Paese indagato per disobbedienza alle autorità. Levko Luk’janenko è uno dei 18 Deputati Nazionali dell’Opposizione Democratica finiti nel mirino della Procura per le manifestazioni pacifiche dello scorso 24 Agosto, Giorno dell’Indipendenza Ucraina, in cui circa 10 mila dimostranti hanno pacificamente marciato da piazza Shevchenko – Taras, il Poeta Nazionale – a Vulycja Volodymyrs’ka, dove sono stati fermati dai manganelli e dai gas lacrimogeni della polizia, in assetto anti-sommossa.

“La faccenda ha del ridicolo – ha dichiarato Andrij Pavlovs’kyj, Deputato Nazionale di Bat’kivshchyna, il maggiore partito dell’Opposizione Democratica – un eroe della nazione, per 27 anni in galera per disobbedienza al regime sovietico, oggi viene indagato per avere festeggiato quell’Indipendenza a cui ha fortemente contribuito, anche e sopratutto con il proprio sacrificio”.

Signorile la risposta dello stesso Luk’janenko, che,ha risposto alla convocazione in Procura con una nota personale, in cui ha accusato le Autorità di avere inscenato una provocazione con risvolti violenti, per la quale a pagare non deve essere chi ha altresì dimostrato in maniera ordinata e pacifica.

Certo è che tra i 18 convocati per audizioni ci sono anche esponenti di spicco del dissenso di oggi, che ha visto una decina di forze politiche dell’Opposizione Democratica unirsi nel Comitato di Difesa dalla Dittatura: tra essi, V’jacheslav Kyrylenko, Oles’ Donij, ed Oleksandr Turchynov, rispettivamente capo di Za Ukrajinu, guida di Narodna Samooborona, e vice-coordinatore di Bat’kivshchyna, nonché braccio destro della carismatica Leader del campo arancione, l’ex-Primo Ministro Julija Tymoshenko, oggi reclusa in isolamento, e processata per gestione fraudolenta del bilancio statale ed abuso d’ufficio nel corso degli accordi per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Documenti importanti eliminati dagli atti

Proprio nel corso dell’ennesima seduta del processo a carico della Leader dell’Opposizione Democratica la difesa ha rilevato la scomparsa di una parte consistente dei capi d’accusa, fondamentale per certificare l’innocenza dell’imputata. Nello specifico, 213 pagine, eliminate dalle 522 contenute in 14 faldoni, a cui se ne aggiungono altri 13 compilati dai Servizi Segreti prima dell’apertura del processo.Inoltre, gli avvocati difensori hanno richiesto alla Corte la verifica dell’effettiva competenza del pool di esperti che, in soli due giorni, ha certificato la sconvenienza degli accordi per il gas firmati dalla Tymoshenko.

“Un approfondimento dalla dubbia serietà – ha evidenziato l’avvocato difensore, Mykola Siryj – poiché, come dimostrato da altre rilevazioni, i contratti del Gennaio 2009 hanno consentito alle casse statali guadagni, e non perdite”.

Tuttavia, il Giovane Giudice, Rodion Kirejev, ha negato alcuna inchiesta, così come in sedute precedenti si è rifiutato di accludere agli atti lo studio dell’autorevole compagnia Ernst and Young, certificante gli effettivi guadagni derivanti dagli accordi per la parte ucraina, seppur nel lungo periodo, e non nell’immediato. Inoltre, il PM ha nuovamente respinto la richiesta di una pausa nel processo, fondamentale per la presa visione delle imputazioni, ed il consulto con gli avvocati, per una Julija Tymoshenko detenuta in isolamento dallo scorso venerdì, 5 Agosto.

Lecito ricordare che la maggior parte dei testimoni, sopratutto quelli convocati dall’accusa, ha scagionato la Leader dell’Opposizione Democratica dall’accusa di Abuso d’Ufficio, e che a criticare quello che stato definito un processo politico ai danni dell’anima della Rivoluzione Arancione sono stati Unione Europea, USA, Consiglio d’Europa, Maggiori Cancellerie del Mondo Libero Occidentale, Capi delle chiese e delle confessioni ucraine, persino la Federazione Russa, e principali ONG internazionali indipendenti.

Matteo Cazzulani

L’ex-Ministro ucraino in esilio in esclusiva per il Legno Storto e La Voce Arancione: “L’Europa non abbia paura ad integrare l’Ucraina per salvarla dall’autoritarismo politico”

Posted in Repubblica Ceca, Ukraina by matteocazzulani on August 4, 2011

Esclusiva intervista con Bohdan Danylyshyn, ex-Titolare dell’Economia nel terzo governo di Julija Tymoshenko, costretto all’Asilo in Repubblica Ceca per sfuggire alla repressione politica. Storie dell’emigrazione ucraina a Praga, oggi appieno integrata nel tessuto del Paese.

Al riparo da un processo politico, costretto all’esilio nel cuore dell’Europa, laddove una considerevole diaspora cerca la via per Bruxelles. Bohdan Danylyshyn non e il protagonista di una storia di altri tempi in continenti lontani, ma una realtà europea, a cavallo tra Ucraina e Repubblica Ceca.

Ex-Ministro dell’Economia nel terzo governo arancione di Julija Tymoshenko, Danylyshyn figura tra la decina di esponenti dell’Opposizione Democratica repressi dalle Autorità ucraine. Tra indagati, interrogati, processati, ed arrestati, l’ex-titolare dell’Economia e pero l’unico ad essersela cavata, grazie ad un Asilo Politico ottenuto, lo scorso Gennaio, dalla Repubblica Ceca, dove ora dirige la Ukrajins’ko-Jevropejs’ka Perspektyva: una ONG impegnata non solo nel rafforzamento della cultura patria, ma, sopratutto, nel costante monitoraggio della situazione politica ucraina, con conseguente inoltro da Praga di aggiornamenti ad un’audience dislocata in tutto il Continente.

“Occorre un’Integrazione reciproca tra Ucraina ed Unione Europea – evidenzia come priorità per il futuro del suo Paese – Bruxelles non ha nulla da temere nell’aprire le porte a Kyiv: non arriverà nessuna orda di immigrati, come sostiene qualcuno, ma all’Ue si presenterebbe la possibilità di disporre di un enorme potenziale industriale ed energetico, che la renderebbe ancora più competitiva a livello mondiale”.

Idee chiare, quelle di Danylyshyn, così come la road map che propone per un avvicinamento all’UE che ritiene indispensabile anche per salvare la democrazia in Ucraina: ieri faticosamente conquistata in seguito alla Rivoluzione Arancione, ma, oggi, in via di estinzione sotto l’attuale amministrazione di Viktor Janukovych, come, peraltro, certificato dalle maggiori ONG internazionali indipendenti.

“La priorità e il varo della Zona di Libero Scambio – spiega – perché fa gola agli stessi oligarchi sponsor di Janukovych, che vedono l’abbattimento delle barriere doganali ad ovest come un grande business, e che di tornare alla subalternità economica alla Russia non ne vogliono sapere. In un secondo momento – continua – e necessaria la ratifica dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina, e l’abbattimento del regime dei visti, per consentire agli ucraini la libera circolazione in area Schengen”.

La rivalità tra l’Unione Europea e la Russia e il punto fermo del pensiero dell’ex-Ministro, che evidenzia come Mosca stia attuando una forte pressione per inglobare Kyiv nell’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka. Un procedimento inattuabile per Danylyshyn, poiché l’Ucraina e membro WTO, e l’uscita dal club dell’economia mondiale sarebbe un suicidio finanziario che nemmeno Janukovych commetterebbe.

L’ingresso nell’Organizzazione Modiale del Commercio, dunque, uno dei successi dei governi del campo arancione, la cui Leader, la carismatica ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, e oggi sotto processo in condizioni discutibili: senza avvocato difensore, e con poco tempo per l’esame delle imputazioni.

“Lo scopo delle Autorità e quello di escludere il principale competitor dalla competizione elettorale – dichiara l’ex-Titolare dell’Economia – Viktor Janukovych teme Julija Tymoshenko, e sa che in caso di nuovo confronto elettorale, dopo quello del Febbraio 2010, otterrebbe una sconfitta. Non so se l’ex-Primo Ministro sara arrestata – continua – ma di sicuro posso affermare che non e responsabile di quello per cui e accusata [gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin, n.d.a.] Posso anche assicurare – conclude – che e sempre meno colpevole lei di un Capo di Stato come Janukovych, che in gioventu in carcere ci e già finito per due volte”.

Passato, presente, e futuro in Europa

Bohdan Danylyshyn non e solo preparato sulla politica di oggi, ma presta attenzione anche al lato culturale, in cui, a dispetto di quanto potrebbe suggerire la sua estrazione di economista, dimostra notevole preparazione. Ad esempio, spiega come Praga sia stata una scelta non casuale, in virtù non solo dei buoni rapporti con un governo ceco pronto a difendere le aspirazioni europee e gli interessi di Kyiv, ma anche di una storica amicizia, che dura sin dalla stretta collaborazione nel periodo interbellico tra i Primi Presidenti dell’Ucraina e della Cecoslovacchia, Mykhajlo Hrushevs’kyj e Tomas Masaryk.

“Da allora e iniziato un forte afflusso di ucraini – evidenzia Marija Havryljuk, colaboratrice dell’ex-Mimistro, e Direttrice della scuola settimanale del sabato per gli ucraini – sopratutto esponenti dell’intellighenzia, in fuga dal ritorno dei sovietici nel 1921. Altri intellettuali, sempre per sottrarsi ai russi, sono arrivati a Praga con la seconda ondata, dopo la Seconda Guerra Mondiale. Diversamente – continua ad illustrare – le persone della terza e quarta ondata, rispettivamente negli anni 80 e nel 2000, sono perlopiù muratori e badanti, economicamente più poveri, e, per ovvie questioni di tempo, culturalmente meno attivi”.

Ciò nonostante, i circa 2 mila ucraini sono ben integrati, e non solo nella Capitale: associazioni culturali, scuole di danza, ONG per il mantenimento della memoria storica e la promozione dell’Ucraina sono in tutto più di trenta, senza contare l’importante Ucrainistica di Brno – la seconda città ceca – e le cattedre nelle università di Praga ed Olomuc. Solo nella Capitale poi, di monumenti a Shevchenko – Taras, il Poeta Nazionale – ce ne sono addirittura due: una statua a Mala Strana, ed una targa vicino a Piazza Venceslao, dove e stata stampata la prima copia non censurata del Kobzar – la raccolta delle sue poesie, sublime documento della letteratura del Romanticismo europeo.

Inoltre, nel Paese sono regolarmente stampate tre iniziative editoriali in lingua: l’Ukrajins’kyj Zhurnal, la Ukrajins’ka Hazeta, e Porohy. Quest’ultima in particolare riveste il ruolo più culturale e sociale, e non solo con gli articoli pubblicati ogni settimana sulle proprie pagine.

“Il nostro scopo e la messa in contatto di tutte le realtà ucraine dell’emigrazione – spiega Bohdan Rajcinec’, giovane Vice-Redattore – la politica la mettiamo in secondo piano, a noi interessa la solidarietà tra i nostri connazionali, per superare i problemi di tutti i giorni”.

Tra essi, Rajcinec’ individua la recente legislazione del governo ceco in materia di Immigrazione: ora, senza un lavoro garantito e certificato, e l’assicurazione medica prepagata per due anni, in Republica Ceca non si può stare. Risultato, il numero degli ucraini nel Paese e in consistente calo, con molti rimpatri, e pochi nuovi ingressi.

“Non contesto il Governo – evidenzia il giovane Vice-Redattore – dal suo punto di vista gestire la ventina di minoranze non e facile. Certo, la manovra non e edificante, così come la Commissione per gli Affari delle Diaspore, priva di reali poteri. Ma, tutto sommato, i finanziamenti per le iniziative non sono stati ridotti – ammette – e possiamo continuare ad operare”.

“Praga e una città accogliente, sempre qualcosa da fare, sempre dove correre – evidenzia Pani Olena, domestica sulla cinquantina – persino la
Domenica, quando, dopo la Messa greco-cattolica delle 10, nella chiesa di San Clemente [Svaty Klimenty, non lontana dall’Orologio Astronomico, n.d.a.], tutta la comunità si ritrova per il pranzo: un’occasione per passare del tempo insieme, senza la fretta imposta dal lavoro”.

Dalle parole di Pani Olena, non solo la contentezza di tornare nella natia Ciscarpazia – che le permette di affrontare la pioggia alla stazione dei pullman di Zelivskeho – ma anche la speranza per il futuro: affinché quel bus Praga-Kyiv – uno dei tre giornalieri – non si debba più fermare per ore alla frontiera, e, un domani, consenta a suoi due figli – Sasha e Roman – di raggiungerla senza problemi in Repubblica Ceca.

Ovviamente, il tutto e possibile solo in un’Europa più matura, e consapevole della necessita di integrare un’Ucraina che, piaccia o meno ai sostenitori della realpolitik gasata, e già parte imprescindibile della sua realtà. Sopratutto qui a Praga, nel cuore di un Vecchio Continente chiamato a nuove prove di responsabilità per la sua prosperità.

Matteo Cazzulani

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KOZAC’KE. LA NECESSITA DELLA RICOSTRUIRE NELLA PATRIA DEI COSACCHI

Posted in Eurobus 4 by matteocazzulani on May 20, 2011

L’Eurobus nel cuore della tradizione cosacca.  Ancora tutto da ricostruire.

Un angolo di storia in perenne costruzione. Sono molti gli spunti che, spesso in maniera inaspettata, un piccolo centro può regalare. Kozac’ke è uno di questi.

Paese di 2 mila anime, nel cuore della Oblast’ di Cherkasy, nel nome contiene la sua origine: i cosacchi. Difensori della nazione ucraina, fin dai tempi delle lotte contro la Polonia e l’Impero Russo.

Tutta la sua storia, sembrerebbe. Nulla affatto. Kozac’ke ha vissuto la sua pagina più dolorosa nel1905. Quando, a cavallo della rivoluzione, è stato distrutto totalmente. A restare, solo il mulino,oggi in precarie condizioni.

“Diversi milioni di Hryvnje – evidenzia il Sindaco, nello spiegare l’elaborazione del progetto di ricostruzione dei siti storici – che non si sa dove trovare. Le tradizioni – procede – vanno mantenute”.

Lo confermano i bambini della scuola locale, legati non solo alle arti dei cosacchi, ma anche alle celebrazioni di Taras Shevchenko, il Poeta Nazionale ucraino. Storia e presente, che impongono al futuro continui lavori. Anche nella medicina.

Un ambito davvero delicato, poiché a curare gli Abitanti c’è un solo Dottore. Peraltro, oramai vicino alla pensione. I giovani laureati evitano il lavoro nelle campagne, troppo costoso e faticoso. Ma a nuocere alla sanità locale, oltre alla pigrizia dei più giovani, ci si è messa anche la politica.

“Nel 2009 sono arrivate le Opel – illustra il medico – dotazione del governo di Julija Tymoshenko. Ci hanno permesso di aiutare molte persone”.

Il tutto, però, fino a quando la benzina non è incrementata, la crisi economica mondiale non si è fatta sentire anche qui, e gli arancioni al governo non hanno ripreso a litigare. Fino alla presa del potere di altri, oggi al governo del Paese.

Risultato, per Kozac’ke: i sei milioni promessi per l’ampliamento dell’ambulatorio sono stati congelati. Ed il restauro del Sanatorio bloccato persino dall’UNESCO.

Logica conseguenza, la crescente emigrazione verso Occidente. Un fenomeno inevitabile che, come lamenta l’Insegnante di Educazione Fisica, sta spopolando il circondario. A tale inesorabile fenomeno, saggia la risposta data dalle arzille vecchine del gruppo di cantanti popolari.

“Nella nostra vita – illustra Ljudmyla Ljudmylivna – abbiamo visto di tutto. Non è il buio oltre l’oggi a spaventarci”.

In attesa del prossimo discredito. Per un’Ucraina libera e giusta

Le citazioni a persone e riferimenti di ogni tipo sono espressamente vaghi. L’autore tiene non solo alla carriera dei suoi intervistati, ma anche alla missione dell’Eurobus. Consapevole che i temi trattati toccano questioni di attualità politica particolarmente scottanti.

Soprattutto, alla luce dei provvedimenti giudiziari a carico di Julija Tymoshenko. Oggi, Leader dell’Opposizione Democratica, confinata in Patria proprio per il presunto acquisto irregolare delle citate Opel.

Memore dell’attenzione riservata da parte di talune sedicenti agenzie di informazione di stampo sovietico, preferisce non offrire un calcio di rigore ai professionisti della menzogna in lingua russa.

Oppure, rendere agli amici – si fa per dire – di INOSMI più difficile la redazione dell’ennesima traduzione creativa per discreditare l’Eurobus. Progetto apartitico. Che – opinione a titolo personale – davvero lavora per migliorare la vita della gente.

Matteo Cazzulani

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Zvernohorodka. Patriottismo europeo sulle orme di Shevchenko

Posted in Eurobus 4 by matteocazzulani on May 17, 2011

La seconda tappa dell’Eurobus a pochi passi dai luoghi del Poeta Nazionale, legata all’Occidente, ed ancorata all’eredita sovietica

Alla ricerca dell’Europa sulle orme della tradizione letteraria. Non senza il fardello sovietico Zvernohorodka e il paesone che non ti aspetti. All’apparenza anonimo, quasi uguale a molti altri dell’Ucraina. La posta, l’albergo con il ristorante, i piccoli magazzini. Pochi centri per l’aggregazione sociale e giovanile.

C’e anche la genuina flemma degli abitanti Divisi tra chi lavora la terra. E chi, con un poco più di fretta, raggiunge in macchina Cherkasy, il capoluogo di regione.

Tuttavia, Zvernohorodka vede 4 mila abitanti circa, carichi di speranze, sogni, rimpianti, e nostalgie. Tra essi il signor Ivan Fedorovych – come tiene a farsi chiamare. Una nipote in America con una borsa di studio, una figlia già badante in Italia, ed un passato di servizio nell’Armata Rossa

“La gloria militare e qualcosa che rimane” evidenzia. Fa effetto sentire tutto cio sotto il monumento a Lenin, dinnanzi al Comune. Ma ad Ivan Fedorovych, che con la pensione paga appena gas, luce, acqua e vitto, guai a ricordare i sovietici.

“I tempi sono cambiati. C’e meno stabilita – ammette – ma oggi l’Ucraina e Indipendente. E libera di decidere da se”.

Non una banalità, se proveniente da un abitante DOC del luogo. Cherkasy, come spiega Tetjana Ljudmylivna, dell’amministrazione cittadina, e una delle capitali morali dell’Ucraina. Baluardo delle lotte per la libertà contro l’Imperialismo russo. Zarista prima, sovietico poi.

“La pagina più importante e lo Kholodnyj Jar – evidenzia – quando reparti dell’esercito si sono battuti eroicamente, per propria Patria. Fino alla morte”.

Pero, alla base del patriottismo locale c’è anche la cultura. Poco lontano e nato Taras Shevchenko, il Poeta Nazionale ucraino. Sopratutto, uno dei massimi esponenti del romanticismo europeo. Un artista eclettico, cantore e pittore della propria nazione, sacrificato nelle storie della letteratura del Vecchio Continente in nome di un politically correct gasato.

A ricordare il Kobzar, poco distante dalla Tomba della Madre, una casa museo. La gestione e tenuta da tre commesse abbastanza esperte di vita, ma ancora capaci di emozionarsi alla visita inaspettata di qualche occidentale, particolarmente legato al Shevchenko nazionale – quello serio e vero.

Un chilometro più lontano, anche la casa ove il poeta ha studiato. Riparata da una copertura in vetro isolante. Luoghi da visitare, se si vuole comprendere una parte di Europa ignorata dai più. Un’oasi di cultura, circondata da una distesa in continua trasformazione.

Solo pochi anni fa, cinque erano le industrie agricole operanti nel luogo. Oggi e rimasta solo quella casearia. Tra l’altro, rilevata dai francesi. A contribuire a tutto ciò, il grano cinese, principale killer del mercato di quello che e conosciuto come il maggiore serbatoio del granaio dell’Europa.

“Crisi economica, politiche esuberanti, che non rispettano il territorio, e privatizzazioni selvagge – evidenza Oksana Pavlovna, medico del servizio pubblico – costringono i giovani a cercale il lavoro in Occidente. E, noi che rimaniamo, a bere latte chimico, se ci scordiamo di acquistare quello casalingo”.

Matteo Cazzulani

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Chortkiv. Frontiera e passaggio nel cuore della Ternopilshchyna

Posted in Eurobus 4 by matteocazzulani on May 14, 2011

La prima tappa dell’Eurobus e un centro tanto patriottico, quanto proiettato all’Europa.

Un avamposto contro le barriere. Geografiche, storiche, e culturali. Chortkiv e un grazioso centro della Oblast’ Ternopil’

A caratterizzarlo, oltre al brio dei circa 3 mila abitanti, e la splendida chiesa gotica voluta dal re polacco Jan Kazimierz, tanta voglia di Europa.

Infatti, forte e l’emigrazione verso l’occidente. Donne badanti, e uomini muratori. Tutti perlopiù in Italia, Portogallo, Spagna, a curare i nostri cari e a costruire le nostre case, e a mantenere i figli rimasti a Chortkiv.

Ne e la prova Ivan Antonovych, esponente del Consiglio Provinciale. Un passato nella penisola Iberica. Poi, il ritorno in Patria, per amore della sua terra. Ed idee chiare sul futuro.

“Abbattimento dei Visti, o cooperazione economica – tiene ad illustrare – purché si abbatta il confine che ci divide da un’Europa a cui apparteniamo. La speranza – continua – e nei giovani. Loro sono il futuro. E vogliono i contatti con l’Ue”.

Non solo. La maggioranza degli studenti della Quinta scuola conosce talmente bene l’inglese da scriverci buoni articoletti. Gli altri, sanno almeno un poco di polacco.

Anche i più anziani, che regalano sorrisi, dimostrano una forte apertura verso la comunità europea. Con un forte orgoglio patriottico.

La chiesa greco-cattolica ha persino la forma del Tryzub, lo stemma nazionale ucraino. L’edificio del Consiglio Comunale contiene una libreria, con solo libri in ucraino. Non una banalità, in un Paese dove forte e stata la russificazione. E rischia di esserlo ancora.

Patriottismo si, ma non nazionalismo. Presente e ancora la consapevolezza del lontano passato di terra contesa tra polacchi e turchi. Il castello diroccato ne e un relitto.

Divenuto collegio di religiose, oggi ospita una centrale di gas. Ironia della sorte, per una terra in lotta con la politica energetica del vicino russo.

Nuovi gemellaggi cercasi

Dunque, fondamentale il contatto con la Polonia. Anche oggi. Quattro sono le città del Paese della terra di Mickiewicz ad essere iscritte nella lista dei gemellati, esposta accanto al monumento a Taras Shevchenko, nella piazza principale. Le uniche, ma solo ora.

“Cerchiamo altri centri attivi non solo culturalmente, ma anche tecnologicamente” spiega il Sindaco, Mykhajlo Vervic’kyj, con la valigia in mano, pronto per l’Italia.

Un tour di un mese per il Belpaese, in cerca di nuovi gemellaggi e collaborazioni.

Un lavoro anche piacevole, come riconosce. Necessario per allargare gli orizzonti di cittadini europei. Esclusi dall’Unione, per via di gas, nafta, e becero pragmatismo.

Matteo Cazzulani

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LIBERTA’ DI STAMPA: FREEDOM HOUSE DURA CON I PAESI EX-SOVIETICI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 3, 2011

Per la ONG americana nel Mondo ex-Sovietico sempre più autocensura, pressioni delle Autorità, e violenza sui reporter. Per l’Ucraina in bilico la partnership con l’UE

Il deputato nazionale del Blocco Tymoshenko-Bat'kivshchyna, Andrij Shevchenko

In Europa Centro-Orientale media sempre meno indipendenti. Questo quanto emerso dallo studio dell’autorevole Freedom House. La ONG americana, nel 2011, ha registrato una diffusa, quanto preoccupante, diminuzione della Libertà di Stampa. Un fenomeno globale, che interessa sopratutto lo spazio ex-sovietico.

Principali imputate, Ucraina ed Ungheria. Paesi, al pari di Turchia, Egitto, e Messico, in cui il livello di indipendenza dell’informazione è crollato in un solo anno. Dalla salita al potere dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych, Kyiv è stata declassata da Paese libero a parzialmente libero. Categoria di cui fanno parte anche Romania, Kosovo, Moldova, Serbia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Macedonia, e Montenegro.

Un gradino più sotto i Paesi Non-Liberi, quali Russia, Kazakhstan, Armenia, e Tadzhikistan. Tra essi, particolari critiche alla Bielorussia. Dove, così come in Corea del Nord, Uzbekistan, Turkmenistan, ed Iran, si sono verificati casi di sistematica violenza a danno dei giornalisti.

Integrazione UE in bilico per l’Ucraina

A confermare l’attendibilità dello studio, il Presidente della Commissione per la Libertà di Parola della Rada ucraina, Andrij Shevchenko. Il quale, per quanto riguarda l’Ucraina, ha espresso preoccupazione per i casi di autocensura, pressione sui giornalisti, e privazione di frequenze a TV indipendenti certificati da Freedom House.

Inoltre, intervistato da Radio Liberty, il Deputato Nazionale del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna – il principale gruppo parlamentare dell’Opposizione Democratica – ha illustrato che tale rating potrebbe compromettere l’integrazione di Kyiv nelle strutture dell’Unione Europea, anche sotto il mero profilo economico e commerciale.

Secondo Shevchenko, a rischio sarebbe l’abbattimento del regime dei visti UE, ed il varo della Zona di Libero Scambio con Bruxelles.

Matteo Cazzulani