LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Giorno dell’Indipendenza ucraina: Yanukovych dice no all’Europa e si alla Russia

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 25, 2012

Il Presidente ucraino pone In primo piano i rapporti con Mosca a quelli con Bruxelles durante il suo discorso ufficiale, sancendo una volta ancora la rottura delle relazioni con l’UE. La voce registrata di Yulia Tymoshenko durante la protesta dell’Opposizione Democratica Unita per il ristabilimento della democrazia e del vettore occidentale in politica estera.

Non si e trattato di una novità, ma chi a Kyiv ancora sperava nel compimento del processo di avvicinamento dell’Ucraina all’Europa ha subito una doccia fredda, proprio nel Giorno dell’Indipendenza Nazionale. Nella giornata di venerdì, 24 Agosto, il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, ha messo in chiaro la volontà dell’Ucraina di preferire in politica estera il vettore orientale a quello occidentale.

Nello specifico, il Capo di Stato ucraino ha dichiarato che Kyiv non e intenzionata ad accettare l’integrazione nelle strutture europee per non perdere la propria indipendenza e sovranità. Al contrario, Yanukovych ha apprezzato i passi compiuti dall’Ucraina verso il rafforzamento della partecipazione ucraina nella Zona di Libero Scambio CSI: un progetto di integrazione sovranazionale voluto dalla Russia di Putin per ripristinare l’egemonia politica ed economica del Cremlino in Europa Orientale.

“Dobbiamo rafforzare i legami con i Paesi CSI: perché essi rappresentano il principale sbocco dei prodotti della nostra industria – ha dichiarato il Presidente ucraino – Non possiamo ignorare tutti i processi di integrazione che ci interessano, ma non siamo pronti a concedere la nostra partecipazione a qualsiasi prezzo. Aspettiamo risposte dai nostri partner europei, perché vogliamo che il dialogo con Bruxelles sia impostato su un piano bilaterale”.

La presa di posizione di Yanukovych non rappresenta una novità, dal momento in cui il Capo di Stato ucraino ha in più occasioni dimostrato più attenzione alla Russia piuttosto che all’Europa. Tuttavia, e significativo il fatto che tale presa di posizione e stata ribadita con molta evidenza durante il discorso ufficiale dedicato al Giorno dell’Indipendenza ucraina.

Del resto, i rapporti tra il Presidente ucraino e l’UE sono da tempo logori. Bruxelles male ha digerito il regresso democratico realizzato da Yanukovych dal momento della sua elezione nel Febbraio 2010, mediante processi ed arresti politici – realizzati per eliminare i suoi più temibili avversari dalla scena politica nazionale – falsificazione delle Elezioni Amministrative, accentramento dei poteri nelle sue mani a danno del Parlamento, e innalzamento della pressione sulla stampa dopo cinque anni di libertà dovuti ai progressi in senso occidentale compiuti dai Governi successivi alla Rivoluzione Arancione.

A contestare il Presidente e stata l’Opposizione Democratica Unita, che ha colto l’occasione del Giorno dell’Indipendenza per richiedere pubblicamente la liberazione dei prigionieri politici: l’ex-Primo Ministro, e guida della Rivoluzione Arancione, Yulia Tymoshenko, e l’ex-Ministro degli Interni, Yuri Lutsenko.

Durante la manifestazione di piazza, partecipata da 5 Mila persone, gli organizzatori hanno diffuso un nastro magnetico con la voce di Yulia Tymoshenko. Dal carcere, con tono lento e intermittente – probabilmente dovuto alla malattia che l’ha colpita dal momento della sua detenzione – la Leader dell’Opposizione Democratica Unita ha invitato i suoi elettori e tutti gli ucraini a ribellarsi alla dittatura di Yanukovych per costruite un’Ucraina giusta, veramente indipendente, democratica ed europea.

Giornalista arrestata per tre ore

Oltre che dalla querelle politica, il Giorno dell’Indipendenza ucraina e stato caratterizzato anche da un giallo politico-giornalistico. Come riportato dall’autorevole Ukrayinska Pravda, la cronista Tetyana Chornovil e stata arrestata dalle forze di polizia per tre ore, per poi essere rilasciata dopo essere stata privata del suo telefono cellulare.

La Chornovil si e introdotta nella residenza presidenziale Mezhihirya per realizzare un reportage sul lussuoso edificio che, secondo quanto denunciato in più occasioni dalla stessa Ukrayinska Pravda, Yanukovych avrebbe realizzato con denaro pubblico.

Secondo le autorità, l’episodio sarebbe stata una semplice esercitazione anti-spionaggio, alla quale la Chornovil avrebbe partecipato sua sponte.

Matteo Cazzulani

Ucraina: Yulia Tymoshenko esclusa dalle liste dell’Opposizione Unita

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 9, 2012

La Leader dell’Opposizione Democratica non ha il diritto di voto passivo per via della condanna politica a sette anni di carcere. Radiato dalla comsultazione per la stessa motivazione anche l’ex-Ministro degli Interni, Yuri Lutsenko. I primi casi di irregolarità da parte del Partito del Presidente Yanukovych fissati dall’autorevole Ukrayinska Pravda

Nelle prossime elezioni parlamentari, l’Opposizione Democratica Unita ucraina Sara costretta a correre senza i suoi principali leaeder. Nella giornata di mercoledì, 8 Agosto, la Commissione Elettorale Centrale di Kyiv ha stabilito l’estromissione dalle liste del partito Batkivshchyna dell’ex-Primo Ministro, Yulia Tymoshenko, e dell’ex-Ministro degli Esteri, Yuri Lutsenko.

Secondo le giustificazioni della Commissione, i due protagonisti della Rivoluzione Arancione – processo democratico nonviolento che la Tymoshenko e Lutsenko hanno guidato nell’inverno del 2004 – non rispettano i requisiti necessari per essere ammessi alla corsa al mandato di parlamentare presso la Rada. Tymoshenko e Lutsenko sono infatti arrestati e, dovendo scontare una condanna alla detenzione pluriennale, sono privi del diritto di voto passivo.

A nulla sono servite le spiegazioni allegate alla domanda da parte dei due politici arancioni, che, nel loro curriculum vitae, hanno evidenziato come i processi organizzati sul loro conto siano stati politicamente motivati dal Presidente, Viktor Yanukovych, per eliminare dalla competizione elettorale i suoi più temibili avversari.

La Commissione Centrale ha votato a maggioranza per l’esclusione della Tymoshenko e di Lutsenko dalle liste elettorali. Astenuti i soli quattro membri nominati dall’Opposizione Democratica, che hanno promesso ricorso per permettere a due politici con ampio seguito popolare la candidatura per l’ottenimento di un seggio in Parlamento.

Chi invece e stato graziato dalla Commissione Elettorale Centrale e il figlio del Primo Ministro Mykola Azarov, che e stato ammesso nelle liste del Partiya Rehioniv – il Partito del Potere a cui appartengono il Presidente Yanukovych, il Premier Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – nonostante egli abbia vissuto negli ultimi anni a Vienna.

Il regolamento ucraino vieta a chi ha risieduto negli ultimi anni fuori dal Paese la possibilità di godere del diritto di voto passivo. Per questa ragione, a rischio e anche la candidatura di Andriy Shevchenko: il bomber di Milan e Chelsea ha infatti vissuto negli ultimi anni tra Londra e Milano, e la sua corsa nelle fila del Partito Ukrayina Vpered – formazione filogovernativa fuoriuscita dall’Opposizione Democratica Unita – potrebbe essere messa in discussione.

Yanukovych firma la legge che rende il russo lingua di Stato in Ucraina

Secondo gli ultimi sondaggi, l’Opposizione Democratica Unita gode di un lieve vantaggio sul Partiya Rehioniv, ma, alla fine, a decidere Sara l’elezione nei collegi uninominali, da cui sara designata la meta dei membri del prossimo parlamento. Molti sono infatti i candidati legati al partito del potere che si presentano agli elettori come indipendenti.

Nel frattempo, il Presidente Yanukovych continua nella campagna elettorale e, sempre mercoledì, 8 Agosto, ha firmato la legge che rende il russo lingua di stato al pari dell’ucraino.

Il provvedimento e fortemente avversato dall’Opposizione Democratica Unita e dalle principali Chiese del Paese – quella Ortodossa del Patriarcato di Kyiv, quella Romano-Cattolica e quella Greco-Cattolica – in quanto rischia fortemente di spezzare l’unita del Paese, e favorire sul piano culturale il rafforzamento della Russia, che Mosca abilmente potrebbe sfruttare per sostenere i suoi pani di egemonia politica sull’Ucraina.

Lo scenario che potrebbe ripetersi e quello della Bielorussia di Lukashenka, dove la lingua nazionale e usata da una percentuale minima della popolazione.

Infine, l’autorevole Ukrayinska Pravda ha fissato i primi casi di irregolarità nella campagna elettorale operati dal Partito del potere. In un Paesino della regione di Odessa, i vertici locali del Partiya Rehioniv hanno issato il vessillo del Partito presso il Consiglio Comunale, ed hanno trasformato il municipio in una sorta di gazebo in cui viene distribuito materiale elettorale del partito di Yanukovych.

Lecito ricordare che la regolarità delle elezioni parlamentari ucraine e un criterio fondamentale per la ripresa dei colloqui tra Unione Europea ed Ucraina per la firma dell’Accordo di Associazione: documento con cui Bruxelles concederebbe a Kyiv lo status di Partner privilegiato, congelato dall’UE dopo la detenzione di Yulia Tymoshenko: giudicato un atto politico che testimonia il regresso democratico ucraino sotto la Presidenza Yanukovych.

Matteo Cazzulani

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ARRESTATO A NAPOLI TESTIMONE CHIAVE DELL’OMICIDIO GONGADZE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 5, 2012

Mykola Melnychenko ha rivelato la prova più importante a sostegno del coinvolgimento dell’ex-Presidente Leonid Kuchma nell’omicidio del giornalista di opposizione ucraino di origine georgiana. Ora tocca alle Autorità italiane decidere se estradarlo in Ucraina per una condanna certa o in USA per tutelare un teste delicato

Il giornalista di opposizione, Gija Gongadze

Libertà di stampa e spionaggio sono le tematiche che si mescolano in un capitolo oscuro della storia ucraina tutt’altro che chiuso. Nella giornata di sabato, 4 Agosto, presso l’Aeroporto di Napoli, le forze di polizia italiane hanno arrestato Mykola Melnychenko: ex-guardia del corpo del Presidente Leonid Kuchma, in carica alla guida dello Stato dal 1994 al 2004.

La motivazione del fermo imposto dalla polizia di frontiera italiana è legato ad un mandato di cattura internazionale emanato dalle autorità ucraine per abuso d’ufficio, pubblicazione di documenti secretati, ed ottenimento irregolare di notizie delicate per l’interesse nazionale.

Melnychenko è infatti il testimone-chiave nel procedimento per l’omicidio Gongadze: coraggioso giornalista, fondatore del sito di informazione indipendente Ukrayinska Pravda, noto per la sua strenua opposizione a Kuchma e al regime semi-dittatoriale da lui instaurato in Ucraina, barbaramente assassinato la notte del 16 Novembre 2000 presso Kyiv.

Melnychenko, che al tempo dell’assassinio di Gongadze è stato membro dello staff di sicurezza di Kuchma, dopo qualche tempo ha rivelato alla stampa registrazioni magnetiche che testimonierebbero il coinvolgimento di Kuchma nell’omicidio del giornalista di opposizione di origine georgiana.

La comparsa dei “nastri Melnychenko” ha causato una scia di proteste di piazza contro l’establishment presidenziale che ha portato il testimone ad abbandonare il Paese per riparare negli USA, dove, per qualche anno, ha ottenuto asilo politico.

In seguito all’arresto a Napoli, l’avvocato difensore di Melnychenko non esclude la sua estradizione negli Stati Uniti d’America: tra l’Italia e gli USA esiste infatti un accordo per la protezione dei testimoni.

Tuttavia, non è escluso che dall’Italia Melnychenko possa essere rispedito in Ucraina, dove ad attenderlo c’è un processo sicuro organizzato da una magistratura che, come dimostrato dal caso di Yulia Tymoshenko e di un’altra decina di esponenti dell’Opposizione Democratica, è stata a più riprese contestata dalla Comunità Internazionale di essere poco indipendente dalla linea dura imposta dal Presidente, Viktor Yanukovych: l’erede politico di Kuchma.

Un anno dalla detenzione di Yulia Tymoshenko

In attesa della decisione delle Autorità italiane – chiamate a risolvere una patata bollente non da poco – nella giornata di Domenica, 5 Agosto, ricorre il primo anniversario della reclusione in carcere della Leader dell’Opposizione Democratica, Yulia Tymoshenko.

L’ex-Primo Ministro, nota in Occidente per avere guidato nel 2004 il processo democratico passato alla storia come Rivoluzione Arancione, è stata arrestata durante il processo celebrato a suo carico per la firma di accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato: prima ancora che un verdetto ne certificasse la colpevolezza.

Rinchiusa nel Carcere di massima sicurezza Lukyanivsky di Kyiv, la Tymoshenko è stata privata della possibilità di concordare la linea difensiva coi suoi avvocati. Dopo un processo in cui l’arringa è stata privata di ogni diritto, i testimoni hanno appurato l’innocenza dell’imputata, e le prove presentate dall’accusa sono risultate palesemente irregolari – alcune di esse addirittura datate il 31 Aprile! – la Tymoshenko è stata condannata in definitiva l’11 Ottobre a sette anni di detenzione in isolamento più tre di interdizione alla vita politica.

Il ricorso in Appello è stato rigettato tra le polemiche della Difesa e della comunità internazionale, che ha definito l’Ucraina un Paese in preda ad un sorprendente regresso democratico.

L’esame del procedimento in Cassazione è invece ancora fermo alle fasi preliminari: i giudici stanno facendo di tutto per portare l’imputata in carcere, malgrado la Tymoshenko sia impossibilitata a muoversi dal letto per una seria ernia al disco a lungo trascurata dalle autorità carcerarie.

In seguito all’arresto di Yulia Tymoshenko, la Commissione Europea ha congelato la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: un accordo con cui Bruxelles avrebbe riconosciuto a Kyiv lo status di partner privilegiato oggi goduto da Islanda, Norvegia e Svizzera.

Critiche per la svolta autoritaria impressa all’Ucraina sono state rivolte al Presidente Yanukovych anche da Consiglio d’Europa, Stati Uniti d’America, Canada, Australia, NATO, ONU, e principali ONG internazionali indipendenti come Freedom House e Amnesty International.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: AL VIA LA CAMPAGNA ELETTORALE CON AGGRESSIONE A UN GIORNALISTA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 31, 2012

Presentate le liste dei candidati alle consultazione parlamentare da parte del Partija Rehioniv e dell’Opposizione Unita Bat’kivshchyna, con qualche sorpresa e molte conferme. Aggredito il noto reporter della Ukrajins’ka Pravda, Mustafa Nayem, prima del congresso del Partito del Potere, al quale non hanno potuto partecipare i rappresentanti della stampa

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Prima una collisione tra la sua moto e la potente Escort nera, poi la lite vis a vis con una guardia del corpo di un parlamentare, culminata con il sequestro illegale dell’Iphone con cui il noto cronista della Ukrajins’ka Pravda, Mustafa Nayem, aveva filmato l’accaduto. E’ con questa scena che nella giornata di lunedì, 30 Luglio, si è aperto il Congresso del Partija Rehioniv, nel quale il partito del potere – a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, quasi tutti i Ministri e i governatori degli enti locali – ha stabilito i nomi da inserire nella lista che concorrerà alle prossime Elezioni Parlamentari.

Ospiti sgraditi della kermesse sono stati i giornalisti. Oltre all’aggressione a Nayem – che già in passato è stato minacciato direttamente dal Presidente Janukovych per avere indagato sull’utilizzo del danaro pubblico da parte del Capo dello Stato per la costruzione della lussuosa villa a Mezhyhir’ja – gli operatori della stampa si sono visti negare l’ingresso nell’enorme edificio affittato dal Partija Rehioniv a Kyiv.

Solo i delegati hanno potuto potuto entrare. Essi, dopo circa mezz’ora, hanno potuto visionare la composizione della lista compilata precedentemente dal politbiuro e, in perfetto stile sovietico, hanno ratificato la decisione con una votazione bulgara.

Tra i primi candidati del listino del Partija Rehioniv figurano il Premier, Mykola Azarov, il Vicepremier, Serhij Tihipko, il Segretario del Consiglio di Sicurezza e Difesa Nazionale, Andrij Kljujev, e il Capogruppo in Parlamento, Oleksandr Jefremov. A sorpresa, al secondo posto del listino è stata inserita la cantante Tajisa Povalij, che ha dedicato il suo discorso di investitura ad una dichiarazione di assoluta fedeltà al Presidente Janukovych: presente al Congresso nonostante il ruolo di garante della Costituzione da lui ricoperto avesse previsto la sua assenza.

Totalmente differente è apparsa la situazione nel Congresso dell’Opposizione Democratica, che si presenta alle urne come Opposizione Unita “Bat’kivshchyna” – “Patria” in ucraino. La presentazione del listino – composto anch’esso nelle sedi di partito e ratificato all’unanimità dei delegati – è avvenuta in strada, con la presenza della stampa, nel cuore del mattino a pochi passi dal Parlamento, dove poche ore più tardi è stata convocata una seduta plenaria urgente.

A guidare la lista dell’Opposizione Unita sarà Julija Tymoshenko: ex-Primo Ministro e carismatica leader della Rivoluzione Arancione, di recente arrestata per motivi politici. Seguono l’ex-Speaker del Parlamento, Arsenij Jacenjuk, l’ex-Vice Premier Oleksandr Turchynov, e l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko: anch’egli detenuto in carcere dopo un processo politico dalla dubbia regolarità.

A sorpresa, l’Opposizione Unita – che con tutta probabilità vedrà cancellata la candidatura della Tymoshenko e di Lucenko per via della loro reclusione – ha candidato anche la moglie dell’ex titolare del dicastero degli Interni, Iryna Lucenko, e il Direttore della televisione TVi, Mykola Knjazhyc’kyj, su cui di recente le Autorità ucraine hanno aperto un fascicolo che potrebbe portare alla chiusura di uno dei pochi canali indipendenti rimasti in Ucraina.

Oltre alla presentazione dei nominativi che compongono le liste, i congressi sono stati anche l’occasione per l’illustrazione dei programmi che le due principali forze politiche – date dai sondaggi appaiate a circa il 20% ex aequo – intendono realizzare in Parlamento. Il Partija Rehioniv, che Governa dal Marzo 2010, ha promesso l’innalzamento del PIL al 5%, stabilità finanziaria e politica, miglioramento dell’immagine dell’Ucraina nel Mondo, e l’integrazione di Kyiv sia con la Russia che con l’Europa.

L’Opposizione Unita ha invece promesso la lotta ad ogni forma dei monopolio in ogni settore dell’economia nazionale, detassazione nei confronti della popolazione, innalzamento degli stipendi minimi per alcune categorie – impiegati, medici, insegnanti ed accademici – facilitazione dell’erogazione dei crediti per gli agricoltori, procedura di impeachment per il Presidente Janukovych, e ripresa del cammino di integrazione con l’Europa con la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina – che Bruxelles ha congelato dopo l’arresto politico della Tymoshenko.

L’incognita dei brogli, dell’uninominale e il precedente del 2002

Le Elezioni Parlamentari ucraine rappresentano anche un importante test per l’Ucraina, a cui sono legati i destini geopolitici di Kyiv. Infatti, se la consultazione dovesse essere caratterizzata da brogli ed irregolarità a favore delle Autorità governative – come già accaduto nel corso delle Amministrative del 2010 – l’Ucraina vedrebbe chiusa per sempre la possibilità di entrare in Europa e di avvicinarsi all’Occidente in tempi brevi.

Qualora la consultazione dovesse svolgersi in maniera regolare, a decidere la maggioranza politica potrebbe essere l’esito della consultazione nei i collegi uninominali, nei quali sono eletti la metà dei Parlamentari. Molti tra i candidati indipendenti che prendono parte alla consultazione possono infatti scegliere se entrare a far parte di una o dell’altra coalizione.

Nel 2002, l’ultimo anno in cui in Ucraina si è votato con simile sistema, i candidati eletti nell’uninominale hanno aderito in massa allo schieramento filo-presidenziale, e hanno così consegnato all’allora Capo di Stato, Leonid Kuchma, la maggioranza nonostante le urne avessero consegnato più voti al Partito di opposizione liberale e filo-occidentale Nasha Ukrajina, guidato dal futuro presidente arancione Viktor Jushchenko.

Matteo Cazzulani

IN UCRAINA GIORNALISTI IN PIAZZA PER LA TUTELA DELLA LIBERTA’ DI STAMPA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 20, 2012

Una partecipata manifestazione è stata organizzata dalle principali testate giornalistiche dopo che il portale Levyj Bereg è stato citato a giudizio per la pubblicazione di intercettazioni “bollenti” di un Deputato del Partito del Presidente, Viktor Janukovych. Repressioni da parte delle Autorità politiche lamentate anche da altri media indipendenti.

 

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

La Procuratura Generale, l’Ufficio delle Entrate, i Servizi Segreti e pratiche di nepotismo politico sono le armi di cui, in Ucraina, l’Amministrazione Presidenziale si serve per limitare la libertà di stampa. A lanciare l’allarme è stato il Caporedattore del portale Levyj Bereg, Andrij Janic’kyj, nel corso di una manifestazione che i giornalisti di numerose testate ucraine hanno organizzato a Kyiv, nella giornata di giovedì, 19 Luglio, presso la sede della Procuratura Generale.

Janic’kyj ha lamentato pressioni da parte delle Autorità politiche e della polizia nei confronti del portale da lui diretto, apprezzato in Ucraina per l’obiettività e la puntualità con cui fornisce ogni giorno una costante informazione. Il Levyj Bereg è stato inoltre querelato dalla Procuratura Generale per avere pubblicato alcune intercettazioni telefoniche “bollenti” di un parlamentare del Partija Rehioniv: il Partito del potere in Ucraina, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Come sottolineato dal caporedattore del Levyj Bereg, la pressione delle Autorità ucraine è strettamente legata con la campagna elettorale per le imminenti Elezioni Parlamentari. Infatti, il Partija Rehioniv è in calo vertiginoso di consensi, e Janukovych è pronto ad evitare con tutti i mezzi una sconfitta della sua forza politica, che avrebbe il significato di un voto di sfiducia nei confronti del suo operato come Capo dello Stato.

In passato, altri media sono finiti nel mirino delle Autorità ucraine. Giovedì, 12 Luglio, la redazione del canale TVi è stata perquisita dalle forze di polizia, e l’Ufficio delle Entrate ha aperto a suo carico un procedimento giudiziario per malversazione finanziaria, che potrebbe comportare la definitiva chiusura di una delle poche emittenti indipendenti ed ucrainofone.

Sempre a riguardo del piccolo schermo, a passarsela male è anche il 5 Kanal. Noto per essere stata l’emittente che ha seguito l’evolversi della Rivoluzione Arancione, il “canale delle notizie oneste” – com’è altrimenti noto il 5 Kanal – è stato privato di alcune delle frequenze nell’autunno 2010, a pochi mesi dalla salita al potere di Janukovych. A beneficiare del parziale oscuramento del 5 Kanal sono state le televisioni possedute da alcuni degli oligarchi dell’est del Paese che sponsorizzano il Partija Rehioniv e l’attività politica del Presidente ucraino.

Infine, preoccupante è la situazione del portale di informazione Ukrajins’ka Pravda. Fondata dal coraggioso giornalista Georgij Gongadze – barbaramente ucciso nel 2000, probabilmente con la complicità delle Autorità politiche del tempo – la Ukrajins’ka Pravda ha condotto un prezioso lavoro di inchiesta in merito all’utilizzo di denaro pubblico da parte di Janukovych per la costruzione di una lussuosa villa a Mezhihirja, non lontano da Kyiv, e di una pista di atterraggio per il suo elicottero privato a Kaniv, presso il luoghi natii del Poeta Nazionale ucraino Taras Shevchenko.

Lo scomodo lavoro della Ukrajins’ka Pravda è costato caro: la redazione è ripetutamente controllata dai Servizi Segreti, mentre il noto giornalista Mustafa Nayem – l’autore dell’indagine sulle ville e gli elicotteri del Presidente – è stato minacciato in maniera velata dallo stesso Janukovych durante una conferenza stampa pubblica.

Nuove accuse per Jurij Lucenko

Oltre ai media, il regresso democratico ucraino interessa anche l’ambito politico, con una decina degli esponenti dell’Opposizione Democratica detenuti in carcere e sottoposti a procedimenti giudiziari dalla dubbia regolarità.

Nella giornata di venerdì, 20 Luglio, la Procuratura Generale ha mutato le accuse mosse a carico dell’ex-Ministro egli Interni dei governi arancioni, Jurij Lucenko, dopo che il politico dell’Opposizione Democratica, secondo quanto riferito da tutti i testimoni convocati in aula, è risultato innocente.

Lucenko, che durante la conduzione del Ministero degli Interni si è distinto per la lotta alla corruzione, è sottoposto a un lungo processo per il presunto pagamento di tangenti al suo autista, e dal 26 Dicembre 2011 è detenuto in misura preventiva in carcere in condizioni al limite della sopportazione umana: nonostante a suo carico non sia stato emesso alcun verdetto di colpevolezza.

Con la riformulazione dei capi di imputazione, Lucenko è accusato di incuranza professionale, e, secondo il Codice Penale ucraino, rischia dai due ai tre anni.

Critica è anche la situazione della Leader dell’Opposizione Democratica, l’ex-Primo Ministro Julija Tymoshenko: detenuta dal 5 Agosto 2011 per scontare una condanna a sette anni di reclusione in isolamento per avere firmato, nel Gennaio 2009, accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato.

Secondo quanto dichiarato dal suo avvocato difensore, la Tymoshenko – nota in Occidente per la bionda treccia e per avere guidato il processo democratico nel 2004 passato alla storia come Rivoluzione Arancione – è stata colpita da una seria malattia dermatologica, che ha complicato le già gravi condizioni di salute dell’ex-Primo Ministro. La Tymoshenko è infatti affetta da un’ernia al disco, curata con molto ritardo da parte delle Autorità Giudiziarie.

Il legale della Leader dell’Opposizione Democratica ha inoltre accusato le Autorità giudiziarie di rallentare volutamente l’esame del ricorso in Cassazione presentato contro la condanna subita per impedire all’eroina della Rivoluzione Arancione l’appello alla Corte Europea dei Diritti Umani e, così, nuocere ulteriormente alla già discreditata immagine internazionale di Janukovych.

Il Presidente ucraino è stato ripreso in più occasioni da Unione Europea, Stati Uniti d’America, Consiglio d’Europa, NATO, OSCE, Canada, Australia e ONU per il trattamento illiberale riservato ai media e ai politici dell’Opposizione Democratica. Dinnanzi al reiterarsi della condotta autoritaria, l’UE ha congelato la firma dell’Accordo di Associazione con l’Ucraina: un documento con cui Bruxelles avrebbe concesso a Kyiv lo status di partner privilegiato dell’Unione Europea, oggi goduto da Svizzera, Norvegia ed Islanda.

Matteo Cazzulani

LA CORTE UE DEI DIRITTI UMANI: JURIJ LUCENKO E’ UN DETENUTO POLITICO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 4, 2012

Il Tribunale di Strasburgo riconosce l’irregolarità del trattamento subito da una delle guide della Rivoluzione Arancione, ed obbliga lo Stato ucraino a risarcire i danni morali. Il Presidente dell’Ucraina, Viktor Janukovych, esclude l’Unione Europea dagli obiettivi di politica estera di Kyiv, e avvicina il suo Paese alla Russia. La Rada approva la legge che sminuisce il ruolo della lingua nazionale, mettendo a serio repentaglio l’indipendenza dello Stato

L’ex-ministro degli Interni, Jurij Lucenko

Una vittoria di Pirro che serve solo al morale degli arancioni, ma non ad impedire la deriva autocratica di un Paese che, in maniera chiara, punta verso Mosca e non più verso Bruxelles. Nella giornata di martedì, 3 Luglio, la Corte Europea dei Diritti Umani ha ritenuto illegale l’arresto e la detenzione in isolamento dell’ex-Ministro degli Interni ucraino, Jurij Lucenko, e ha obbligato lo stato ucraino a risarcire 15 Mila Euro di danni morali.

Nello specifico, il Tribunale di Strasburgo ha ritenuto il trattamento riservato dalle Autorità ucraine a uno dei personaggi di spicco dell’Opposizione Democratica in contrasto con alcuni punti fondamentali della Convenzione Europea per i Diritti Umani: l’Articolo 5, che prevede il diritto alla difesa e all’incolumità personale, e l’Articolo 18, che sostiene la non-limitazione dei diritti dell’imputato in qualsiasi processo.

Altresì, il verdetto della Corte Europea dei Diritti Umani ha condannato l’uso della magistratura per scopi politici attuato dalle Autorità ucraine. Secondo la sentenza, Lucenko è stato processato ed incarcerato con il preciso scopo di eliminare uno dei più carismatici esponenti dell’Opposizione Democratica dalle prossime Elezioni Parlamentari.

Il verdetto della Corte di Strasburgo non obbliga le Autorità ucraine a liberare Lucenko, ma, a detta dello stesso ex-Ministro, getta le basi per prossimi ricorsi contro i principali esponenti della Procuratura Generale, che l’Opposizione Democratica ritiene essere gli esecutori di una repressione politica voluta del presidente ucraino, Viktor Janukovych.

Infatti, Lucenko è uno dei dieci dissidenti arrestati dalla salita al potere dell’attuale Capo di Stato, tra cui figura il nome eccellente dell’anima della Rivoluzione Arancione, l’ex-Primo Ministro Julija Tymoshenko. Lucenko, che durante i Governi arancioni ha ricoperto la carica di Ministro degli Interni, e si è distinto per un’aspra lotta alla corruzione finalizzata ad adattare l’Ucraina agli standard europei, è stato arrestato il 26 Dicembre 2010 sotto la propria abitazione davanti a moglie e figli, al ritorno dalla passeggiata con il cane.

Dopo un processo in cui tutti i testimoni hanno scagionato Lucenko dalle accuse di abuso d’ufficio e di innalzamento irregolare dei vitalizi ad alcuni suoi collaboratori, l’ex-Ministro arancionestato condannato a quattro anni di detenzione in isolamento, più tre di interdizione alla vita politica.

Janukovych porta Kyiv verso Mosca

Il verdetto della Corte Europea dei Diritti Umani non ha spinto l’entourage del Presidente Janukovych a prendere provvedimenti per ripristinare il cammino dell’Ucraina verso l’Europa. Al contrario, il Capo di Stato ucraino ha adottato misure significative che avvicinano Kyiv alla Russia, e che lasciano presagire l’intenzione di portare il Paese nella zona di influenza economica, culturale e politica di Mosca.

Sempre martedì, 3 Luglio, in un messaggio al Parlamento sulle priorità di politica estera dell’Ucraina, il Presidente Janukovych ha escluso l’Unione Europea, e ha inserito al primo posto la Russia, seguita al terzo posto dalla Cina, e al secondo dagli Stati Uniti d’America.

Il disegno di avvicinamento a Mosca ha subito visto una realizzazione concreta. Nella medesima giornata, il Parlamento ucraino ha approvato in definitiva la legge che promuove a lingue di Stato il russo ed altri idiomi parlati da esigue minoranze linguistiche. Il provvedimento indebolisce notevolmente l’ucraino, che fin dall’ottenimento dell’Indipendenza ha garantito all’Ucraina l’unità territoriale e lo sviluppo di una cultura nazionale che le politiche repressive dell’Unione Sovietica e dell’Impero zarista hanno impossibilitato con l’uso della forza per circa tre secoli.

L’approvazione del provvedimento è avvenuta in maniera irregolare, grazie a un blitz del Vice-Speaker, il comunista Adam Martynjuk, che ha messo ai voti il disegno di legge a sorpresa, senza che esso fosse anticipato da alcun dibattito. Successivamente, le forze di polizia hanno represso con la violenza la pacifica dimostrazione organizzata dai partiti dell’Opposizione Democratica e dalle ONG filo-europee e patriottiche contro l’indebolimento della lingua ucraina.

Come documentato dall’Autorevole Ukrajins’ka Pravda, la polizia si è avvalsa persino di gas lacrimogeni per indurre i manifestanti a disperdersi e a sciogliere il presidio nonviolento organizzato presso l’Ukrajins’kyj Dim: il palazzo dove l’indomani è atteso il discorso annuale alla nazione del Presidente Janukovych.

In segno di protesta per l’approvazione del provvedimento controverso, lo Speaker del Parlamento, Volodymyr Lytvyn e il suo vice, Mykola Tomenko, hanno rassegnato del loro dimissioni.

Matteo Cazzulani

UNA NUOVA RIVOLUZIONE ARANCIONE A KHARKIV PER JULIJA TYMOSHENKO. SENZA ANGELA MERKEL

Posted in Euro 2012 by matteocazzulani on June 11, 2012

Il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, conferma il boicottaggio del suo governo alla parte ucraina di Euro 2012, mentre i sostenitori olandesi supportano la loro nazionale con tinte arancioni e magliette inneggianti la liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina. Violenze dei supporter russi a danno dei polacchi.

Il cancelliere tedesco, Angela Merkel

Come previsto fin dall’inizio gli stadi ucraini non avranno l’onore di ospitare il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, ma potranno contare della presenza molto evidente dei supporter olandesi. Nella giornata di venerdì, 8 Giugno, una nota del governo di Berlino ha confermato l’assenza del Cancelliere e di ogni altro Ministro agli incontri della fase a gironi della rappresentativa teutonica, che la Germania giocherà a Leopoli e a Kharkiv.

Nel contempo, la Merkel ha mantenuto aperta l’ipotesi della sua presenza a uno degli incontri della fase eliminatoria, a patto che la nazionale tedesca si qualifichi e, sopratutto, che la situazione in Ucraina migliori per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani e della democrazia.

Il Cancelliere tedesco è stata la prima in Europa a proporre il boicottaggio della parte ucraina del campionato europeo di calcio per il caso di Julija Tymoshenko: Leader dell’Opposizione Democratica arrestata per ragioni esclusivamente politiche – secondo un articolo del codice penale di diretta origine sovietica – oggi detenuta in isolamento in condizioni disumane in una colonia penale di massima sicurezza.

All’appello della Merkel, che fino al comunicato ufficiale non ha tuttavia assunto una posizione chiara, hanno aderito le Autorità politiche di Francia, Gran Bretagna, Austria e Belgio.

A sostenere il boicottaggio della rassegna calcistica sono stati inizialmente anche i vertici dei Paesi Bassi. Tuttavia, una nota del Consiglio dei Ministri olandese ha reso noto che, in caso di approdo in finale della rappresentativa nazionale, il Primo Ministro Mark Rutte, presenzierà a Kyiv.

A compensare il dietrofront dei Paesi Bassi sono stati i suoi tifosi. In occasione della prima partita della loro nazionale – avvenuta contro la Danimarca nello stadio di Kharkiv: a pochi chilometri dal carcere dove è detenuta la Tymoshenko – molti dei supporters hanno indossato una maglietta inneggiante alla liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica.

Come riportato dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda, la maggior parte di essi non era al corrente della situazione della Tymoshenko, ma la T-shirt con il volto della Leader dell’Opposizione Democratica accostata alle parrucche e ai vessilli arancioni – i colori della rappresentativa olandese – ha giocoforza ravvivato i ricordi del 2004, quando la carismatica politica ha guidato sul Majdan Nezalezhosti di Kyiv la pacifica Rivoluzione Arancione.

A differenza di Germania, Francia e Inghilterra, i Paesi UE che hanno deciso di non boicottare la parte ucraina della manifestazione calcistica, oltre ai Paesi Bassi, sono Polonia e Danimarca.

I supporter russi vogliono rievocare l’occupazione comunista di Varsavia

Chi ha voluto fare sentire la propria presenza sono stati anche i supporter della nazionale russa, che, sempre nella giornata di venerdì, 8 Giugno, a Wroclaw, al termine della partita Russia-Repubblica Ceca hanno aggredito i volontari del servizio di sicurezza polacco, provocando quattro feriti gravi e l’apertura da parte dell’UEFA di un’inchiesta urgente.

Oltre che per i fatti di Wroclaw, i tifosi russi hanno fatto parlare di se per avere comunicato l’intenzione di inscenare una marcia nel centro di Varsavia alla vigilia della partita tra la Polonia e la Russia, con stendardi di epoca sovietica e striscioni inneggianti alla grandezza dell’URSS.

L’iniziativa ha un carattere apertamente provocatorio, poiché rievoca pagine tristi della storia polacca del Novecento, quando la capitale della Polonia fu occupata e presidiata dai militari dell’Armata Rossa.

Nonostante gli inviti al buon senso, i tifosi russi non hanno rinunciato alla loro rievocazione storica, al punto che i supporter polacchi hanno promesso barricate per le strade di Varsavia per garantire il rispetto della sensibilità culturale dei padroni di casa.

Matteo Cazzulani

TESTIMONIA LE PERCOSSE SUBITE DA JULIJA TYMOSHENKO: L’AUTRICE DELLE FOTO FUGGE DALL’UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 19, 2012

Come riportato dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda, l’ex-Incaricata Parlamentare per i Diritti Umani, Nina Karpachova, è fuggita dal Paese dopo l’apertura di un’inchiesta sul suo conto per la diffusione delle prove dei lividi sul corpo della Leader dell’Opposizione Democratica. La Procuratura Generale contrattacca la fuggitiva

Le percosse subite dalla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Lontano dal proprio Paese dopo gli scatti che hanno turbato la Comunità Internazionale. Questo è quanto accaduto all’ex-Incaricata Parlamentare per i Diritti Umani ucraina, Nina Karpachova: fuggita a Mosca dopo che la Procuratura Generale ha aperto sul suo conto un’inchiesta.

A dare la notizia, venerdì 18 Maggio, è stata l’autorevole Ukrajins’ka Pravda, che ha illustrato come la Karpachova sia finita nel mirino della magistratura ucraina per le fotografie realizzate durante l’ultimo suo giorno da Incaricata Parlamentare per i Diritti Umani, mercoledì 25 Aprile, che testimoniano le percosse al ventre e alle braccia subite dalla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

A supporto delle rivelazioni della Ukrajins’ka Pravda, il Parlamentare di Bat’kivshchyna – il Partito di Julija Tymoshenko – Andrij Kozhem’jakin ha dichiarato all’autorevole agenzia Liga che la Karpachova è stata costretta a lasciare l’Ucraina in seguito all’apertura sul suo conto di un procedimento giudiziario, mentre il suo collega di Partito, Serhij Sobol’jev, ha illustrato di essersi appellato al Consiglio d’Europa per risolvere la situazione.

Ulteriori dettagli alla notizia sono stati forniti dall’altrettanto autorevole agenzia PAP, che ha evidenziato come la Capitale della Federazione Russa sia stata per la Karpachova l’ultima scelta. Infatti, ella si è rivolta dapprima a diverse ambasciate dei Paesi dell’Unione Europea in stanza a Kyiv per ottenere lo status di rifugiato politico.

Pronta la risposta della Procura Generale, che ha negato l’apertura di un procedimento giudiziario e l’organizzazione di una campagna repressiva nei confronti della Karpachova. Al contrario, la magistratura ucraina ha accusato l’ex-Incaricata Parlamentare per i Diritti Umani di avere gonfiato la notizia della sua partenza dal Paese e della persecuzione in atto nei suoi confronti.

Lecito ricordare che le fotografie scattate dalla Karpachova hanno fatto il giro del Mondo in poche ore, ed hanno comportato una forte protesta della Comunità Internazionale verso il Presidente ucraino, Viktor Janukovych: ritenuto il responsabile politico dell’arresto della Tymoshenko e di un’altra decina di esponenti dell’Opposizione Democratica.

Janukovych sempre più isolato

Dinnanzi alle prove delle percosse subite dalla Tymoshenko la notte dello scorso venerdì, 20 Aprile, il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha invitato i suoi colleghi UE a boicottare le partite dei campionati europei di calcio in programma in Ucraina, mentre i Presidenti di Repubblica Ceca, Austria, Ungheria, Bosnia Erzegovina, Croazia, Montenegro, e Albania hanno disertato il vertice dell’Europa Centrale di Jalta, e costretto Janukovych alla sua cancellazione.

Dalla salita al potere dell’attuale Presidente, in Ucraina sono più di una decina gli esponenti di spicco del Campo Arancione arrestati, processati, perseguitati e costretti all’esilio per sfuggire ad una condanna data per certa.

Tra essi, oltre alla Tymoshenko, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, l’ex-Vice-Ministro della Difesa, Valerij Ivashchenko, l’ex-Vice-Ministro all’Ambiente, Heorhij Filipchuk, e il marito della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Tymoshenko – che con Danylyshyn ha ottenuto Asilo Politico in Repubblica Ceca.

Matteo Cazzulani

LE FOTO DI JULIJA TYMOSHENKO E LE BOMBE DI DNIPROPETROVS’K

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 29, 2012

Immagini fotografiche diffuse dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda testimoniano le percosse subite dalla Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, ma la notizia viene posta in secondo piano dall’esplosione di quattro ordigni a Dnipropetrovs’k, che hanno provocato 30 feriti. Le teorie su un tragico evento che non solo mette a repentaglio lo svolgimento dei campionati europei di calcio, ma peggiora la già negativa immagine dell’Ucraina nel Mondo 

Le percosse subite dalla Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko. FOTO UKRAYINSKA PRAVDA

Le prove di una drammatica situazione che mobilita la comunità internazionale cancellate da un evento di ancora maggiore gravità. Questa è stata la sorte delle foto che hanno provato l’esistenza di ematomi e ferite sul corpo di Julija Tymoshenko: Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, ed ex-Primo Ministro, condannata a sette anni di detenzione in isolamento per avere firmato, nel Gennaio 2009, accordi energetici con la Russia ritenuti svantaggiosi per le casse dello Stato.

A realizzare le fotografie, pubblicate dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda, è stata la Responsabile per i Diritti Umani del Parlamento ucraino, Nina Karpachova, che nella giornata di mercoledì, 25 Aprile, ha ottenuto un incontro privato con la detenuta.

Gli scatti mostrano presenza di ematomi all’altezza dello stomaco e sulle braccia, proprio come quanto dichiarato dalla Tymoshenko e dai suoi avvocati, che hanno accusato le forze di polizia di avere costretto con la forza la Leader dell’Opposizione Democratica a recarsi su un ambulanza diretta in un ospedale cittadino nella serata di venerdì, 20 Aprile.

A dare credito alle fotografie sono state le stesse Autorità ucraine, che dopo avere accusato la Tymoshenko di simulazione hanno riconosciuto l’entità delle prove. Inoltre, nella giornata di sabato, 28 Aprile, l’attestazione delle lesioni ha spinto il giudice Kostjantyn Sadovs’kyj a interrompere per un mese il processo in cui l’ex-Primo Ministro è accusata di evasione fiscale e sottrazione indebita di danaro pubblico durante la presidenza del colosso energetico JEESU, che la Leader dell’Opposizione Democratica ha guidato negli anni Novanta.

A porre la notizia in secondo piano nelle testate nazionali ed internazionali è stato lo scoppio quasi contemporaneo di 4 ordigni nella città natale della Tymoshenko, Dnipropetrovs’k, che venerdì, 27 Aprile, ha provocato 30 feriti, tra cui 10 bambini.

Nell’immediato, la città è stata presidiata da forze militari e mezzi anfibi dell’esercito, la rete telefonica è saltata, e il Presidente Viktor Janukovych ha promesso alte ricompense finanziarie a chiunque fornisce informazioni sugli autori di quello è stato definito come un atto terroristico.

Tra prove di golpe e destabilizzazione programmata

Sull’interpretazione dell’accaduto si sono distinte due linee di pensiero sostenute da pubblicisti ed esponenti politici di diverso orientamento. Alcuni hanno posto in rilievo come il presidio della città da parte dell’esercito, e l’interruzione delle comunicazioni cellulari, siano caratteristiche tipiche del Colpo di Stato, che le Autorità avrebbero attuato per giustificare future sospensioni delle libertà democratiche nel Paese.

Altri hanno illustrato la possibile presenza all’interno del Servizi Segreti di una corrente filo-russa, che avrebbe organizzato le esplosioni per destabilizzare la situazione politica interna a un Paese che Mosca ritiene essere una propria colonia.

L’unica certezza in merito è legata al fatto che lo scoppio degli ordigni – che secondo gli esperti possono essere classificati di media-bassa pericolosità se, come accaduto, fatti esplodere in spazi aperti – pone un serio punto interrogativo sullo stato della preparazione dell’Ucraina all’organizzazione del campionato europeo di calcio, che il Paese si appresta ad organizzare con la Polonia: nonostante il tragico evento sia avvenuto in una città nella quale non sarà giocata alcuna partita.

Inoltre, i fatti di Dnipropetrovs’k hanno posto in secondo piano le foto riguardanti le percosse subite dalla Tymoshenko, che oltre a confermare l’effettivo mancato rispetto dei diritti umani in Ucraina, hanno dato ancor più forza alle forti critiche che solamente negli ultimi giorni sono state indirizzate a Janukovych da parte del Cancelliere tedesco, Angela Merkel, del Segretario di Stato USA, Hillary Clinton, dell’Alto Rappresentante UE per la Politica Estera e di Difesa, Catherine Ashton, del Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schultz, e delle Autorità canadesi.

Nello specifico, la Merkel ha invitato il Presidente ucraino a permettere alla Tymoshenko di ricevere cure mediche in Germania, mentre il Leader dell’opposizione tedesca, Zigmar Gabriel, ha proposto di boicottare gli europei di calcio, sulla medesima linea di quanto in Italia è stato espresso dal Segretario UDC, Pierfrancesco Casini.

A sua volta, il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, ha espresso il timore che i fatti di Dnipropetrovs’k siano orientati proprio contro l’organizzazione della rassegna sportiva, mentre il Ministro degli Esteri del Canada, John Berd, ha invitato Janukovych a non strumentalizzare lo scoppio degli ordigni per sospendere le libertà fondamentali.

Infine, il Presidente della Federazione Russa, Dmitrij Medvedev, ha evidenziato come l’attuazione di repressioni in un Paese come l’Ucraina sia un fattore che poneun’ombra non solo sull’Amministrazione dello Stato, ma anche sulle persone che sono chiamate a governarlo.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO: IL SECONDO PROCESSO SARA’ A PORTE CHIUSE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 21, 2012

Il giudice del Tribunale Kyjivs’kyj di Kharkiv riprese video e fotografiche durante il procedimento giudiziario a carico della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, che sarà obbligata presentarsi in aula nonostante le precarie condizioni di salute. Trapelata la notizia del trasferimento dell’ex-Primo Ministro dal carcere in ospedale

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

I giornalisti sono ammessi, ma senza telecamere e macchine fotografiche. Nella giornata di venerdì, 20 Aprile, nel corso della seconda seduta del processo in cui la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, è imputata per evasione fiscale e sottrazione indebita di danaro statale durante la presidenza del colosso energetico JEESU, il giudice, Kostjantyn Sadovs’kyj, ha respinto tutte le richieste della difesa.

Nello specifico, il magistrato ha negato la trasmissione video e la documentazione tramite fotografie del processo, motivando tale decisione con il possibile inquinamento delle deposizioni che sarebbe originato dalla possibilità per ogni testimone di prendere atto di quanto deposto da chi lo ha preceduto.

Inoltre, Sadovs’kyj ha rigettato la domanda di trasferire il processo dalla Corte Kyjivs’ka di Kharkiv al Tribunale Podils’kyj di Kyiv, a cui, secondo la difesa, spetta la giurisdizione territoriale. Infine, il giudice ha stabilito che entro la seduta successivadovrà essere redatto un verbale per accertare la condizione fisica della Tymoshenko, così da garantire la presenza dell’imputata in aula per la conduzione del procedimento.

“Non è escluso che porteremo la Tymoshenko in aula addirittura in barella – ha dichiarato uno degli esponenti della Pubblica Accusa, il Procuratore Viktorija Kalyta, in ogni caso saranno gli organismi competenti a decidere sul trattamento dell’accusata”.

La Tymoshenko trasferita in ospedale in segreto

A poche ore dalla chiusura della seduta, alle 18, la Tymoshenko è stata trasportata dalla Colonia Penale femminile Kachanivs’kyj di Kharkiv all’ospedale dei ferrovieri poco distante. Secondo quanto riportato dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda, l’operazione ha avuto le medesime modalità di un’incursione delle forze speciali di polizia: con gli operatori del servizio sanitario trattenuti sul posto di lavoro per cause di forza maggiore fino alla fine delle operazioni di trasferimento.

A rendere possibile il trasporto della Tymoshenko in ospedale sarebbe stato il suo assenso dato in seguito al parere favorevole espresso dall’équipe di medici tedeschi che nei giorni scorsi hanno visitato le strutture mediche in cui la Leader dell’Opposizione Democratica è stata trasferita per curare l’infiammazione respiratoria e l’ernia al disco di cui è affetta.

Julija Tymoshenko è stata sottoposta a un primo arresto l’11 Ottobre 2011 per avere firmato durante la conduzione del suo ultimo governo, nel Gennaio 2009, accordi energetici ritenuti svantaggiosi per le casse statali, ma che hanno consentito all’Ucraina e all’Europa di superare il taglio delle forniture di gas che la Russia ha operato per destabilizzare il campo arancione allora al potere a Kyiv.

Fin dai primi giorni passati in carcere – la Leader dell’Opposizione Democratica è stata arrestata il 5 Agosto 2011: prima della formulazione del verdetto – la Tymoshenko ha lamentato un forte mal di schiena che dopo essere trascurato dalle Autorità Carcerarie per diversi mesi si è rivelato essere un’ernia al disco solo in seguito alla visita che un pool di medici tedeschi e canadesi ha potuto operare nel mese di Febbraio.

In molti tra gli esperti hanno evidenziato come anche il secondo processo iniziato a carico della Tymoshenko nasconda la precisa volontà politica da parte dell’Amministrazione presidenziale di Viktor Janukovych di eliminare una carismatica concorrente politica.

Matteo Cazzulani