LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

EURO 2012: KOMOROWSKI DA LEZIONE A NAPOLITANO E MONTI SUI DIRITTI UMANI

Posted in Euro 2012 by matteocazzulani on July 1, 2012

Il Capo di Stato polacco assisterà alla partita finale del campionato europeo di calcio accanto al suo collega ucraino, Viktor Janukovych, ma prima incontrerà gli esponenti dell’Opposizione democratica per esprimere il suo sostengo alla sua Leader, Julija Tymoshenko, e all’altra decina di esponenti del campo arancione detenuti per motivi politici. Nulla da fare per il Presidente e il Premier italiano, che correranno alla corte del despota di Ucraina alcun incontro con i dissidenti arancioni

Julija Tymoshenko nella sua cella del carcere di massima sicurezza.

Una volta era “solo” l’economia che spingeva i politici ad adottare la realpolitik nei confronti di regimi autoritari, ma anche il calcio in questi tempi di crisi sembra avere il medesimo potere del danaro. Nella giornata di Domenica, Primo Luglio, presso lo Stadio Olimpico di Kyiv, in Ucraina, avrà luogo la finale del campionato Europeo di Calcio tra le rappresentative nazionali di Italia e Spagna. Come di consueto, dagli spalti dell’impianto sportivo della capitale ucraina assisteranno all’evento ospiti d’eccezione di alta caratura politica, che saranno invitati a sedere accanto al Presidente padrone di casa, Viktor Janukovych.

Il cliché non sarebbe per nulla strano, se non fosse che in Ucraina è in corso un’evidente involuzione della democrazia, e il Presidente Janukovych è il primo responsabile dell’intensificarsi del controllo del potere politico sui media, della sottrazione di poteri al parlamento, e dell’uso del sistema giudiziario per realizzare scopi personali come l’arresto di una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica, tra cui la sua Leader, l’ex-Primo Ministro Julija Tymoshenko.

Sugli spalti, Janukovych può senz’altro godere di buona compagnia grazie alla presenza del dittatore bielorusso Aljaksandr Lukashenka, responsabile di sistematici arresti nei confronti dei dissidenti, controllo sulla stampa, messa al bando di ogni forma di opposizione, e di recente anche dell’arresto del corrispondente polacco di Gazeta Wyborcza, Andrzej Poczobut. La nazionale della Bielorussia non ha preso parte alla fase finale dell’europeo, ma il Bat’ka – com’è definito Lukashenka in Patria – si è precipitato a fare compagnia al collega Janukovych durante la manifestazione di chiusura di Euro 2012.

Accanto ai Presidenti degli unici due regimi autoritari dell’Europa, a presenziare alla partita finale del campionato di calcio sarà una nutrita schiera di capi di Stato e di Governo di Paesi dell’Unione Europea dove, a differenza che in Ucraina e Bielorussia, la democrazia e i diritti umani sono valori imprescindibili. Tuttavia, salvo poche eccezioni, nessuno degli esponenti degli Stati UE ha programmato azioni di protesta nei confronti della svolta autoritaria che, per via della sua violenza e rapidità, sta portando Kyiv lontano da Bruxelles e sempre più vicino all’orbita della Russia.

La personalità di maggior spessore che ignorerà la detenzione della Tymoshenko e dell’altra decina di oppositori è il Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano. Il Capo dello Stato ha dichiarato sin dalle prime ore successive alla vittoria della squadra azzurra in semifinale la volontà di sostenere la nazionale italiana dagli spalti dello Stadio Olimpico di Kyiv, senza tuttavia avere il buon senso di organizzare una visita né presso l’ospedale dei ferrovieri di Kharkiv – dove la Tymoshenko è detenuta in isolamento in gravi condizioni di salute, né presso il Carcere Luk’janivs’kyj della capitale ucraina, dove è detenuto, sempre in isolamento, il Ministro degli Interni dei governi arancioni Jurij Lucenko.

Nulla di strano per chi ha ancora difficoltà a riconoscere l’intervento dei carri armati sovietici in Ungheria del 1956 come una brutale repressione di un processo democratico, si potrebbe dire per “giustificare” Napolitano. Peccato che l’amnesia nei confronti del regresso democratico in Ucraina abbia toccato anche il Primo Ministro italiano, Mario Monti.

Infatti, persino il Super Mario nazionale – titolo conteso con il centravanti della Squadra azzurra, Mario Balotelli – ha dichiarato la presenza a Kyiv durante la partita, ma, similmente a Napolito, non ha ritenuto opportuno recarsi in visita dalla Tymoshenko, o, come sarebbe stato forse più opportuno, approfittare dell’occasione per esprimere al Presidente Janukovych la ferma condanna del Parlamento italiano, che con una risoluzione nel mese di maggio ha chiaramente condannato le Autorità di Kyiv per l’arresto politico degli esponenti arancioni.

Lezioni di realpolitik saranno date anche dalla Spagna, rappresentata dal Principe delle Asturie, Juan Pablo Alfonso, e dal Primo Ministro, Mariano Rajoy. Se l’amnesia dell’erede al trono di Spagna – Alto Rappresentante di un Paese che, similmente all’Italia, vive di calcio e moto – non fa quasi notizia, a preoccupare è l’atteggiamento del Capo del Governo di Madrid. Egli è infatti uno dei personaggi di spicco del partito Popolare Spagnolo: forza politica che, in Europa, collabora con Bat’kivshchyna, il soggetto di Julija Tymoshenko.

Non è chiaro se la decisione di non incontrare l’eroina della Rivoluzione Arancione da parte di Rajoy sia una decisione dettata davvero dalla Realpolitik, ma il fatto che nemmeno i legami interpartitici abbiano retto alla ragion di stato del Primo Ministro spagnolo non possono che gettare un’ombra di amarezza e di profonda preoccupazione.

Chi invece darà il buon esempio a Napolitano, Rajoy e compagnia è la Polonia: Paese co-organizzatore della rassegna calcistica, che accanto a Janukovych sarà rappresentata dal Presidente, Bronislaw Komorowski. Nell’interesse geopolitico della Polonia risiede la necessità di mantenere eccellenti rapporti con l’Ucraina, e di agire in ogni maniera per integrare Kyiv nell’Unione Europea ed evitarne lo scivolamento nell’orbita della Russia, per questa ragione la presenza di Komorowski sugli spalti dello Stadio Olimpico di Kyiv è da leggere come un gesto di alta professionalità ed estrema coerenza.

Tuttavia, prima dell’incontro il Presidente polacco ha convocato i rappresentanti dell’Opposizione Democratica presso l’ambasciata della Polonia per dialogare con essi, raccogliere le loro ragioni e, secondo una nota ufficiale, esprimere la piena e totale solidarietà a Julija Tymoshenko e agli altri dissidenti arancioni arrestati dall’ondata di repressione politica scatenata da Janukovych.

A dare una conferma della maturità delle Autorità polacche, e della loro poca volontà di apparire in mondovisione in compagnia di due dittatori come Janukovych e Lukashenka, è la posizione presa dal Primo Ministro di Varsavia, Donald Tusk. Con una nota, il Capo del Governo della Polonia ha dichiarato l’impossibilità di partecipare alla cerimonia i chiusura di Euro 2012 per obblighi famigliari quali la cura dei nipoti e il desiderio di assistere alla partita assieme alla famiglia.

Napolitano e Monti pensino prima ai terremotati dell’Emilia, del Mantovano e del Veronese

Forse, l’esempio di Tusk poteva essere fatto proprio da Napolitano e Monti, che meglio avrebbero fatto a rinunciare al viaggio a Kyiv per tifare la squadra azzurra assieme alle popolazioni terremotate dell’Emilia, del Mantovano e del Basso Veronese. In questo modo, con un solo gesto avrebbero assunto una presa di posizione molto intelligente, sopratutto in un periodo di antipolitica come quello attuale.

Essi avrebbero infatti nel contempoprotestato contro la violazione della democrazia e dei diritti umani in Ucraina, rendendo così onore al lavoro del Parlamento, avrebbero risparmiato denaro pubblico per l’acquisto dei biglietti andata e ritorno per Kyiv, e, sopratutto, avrebbero dato forza e morale alle popolazioni terremotate, a cui l’approdo in finale della nazionale italiana non potrà portare la sicurezza dell’avvio delle attività produttive e il ripristino dell’agibilità di scuole, Uffici Pubblici e Chiese entro l’inizio dell’autunno.

Matteo Cazzulani

DALIJA GRYBAUSKAITE INCONTRA JULIJA TYMOSHENKO: “TRA UNIONE EUROPEA E UCRAINA E’ CRISI PROFONDA”

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 12, 2012

La Presidente lituana, in visita alla Leader dell’Opposizione Democratica presso la cella della colonia penale in cui è detenuta, rassicura parzialmente sulle condizioni di salute dell’eroina della Rivoluzione Arancione. A colloquio con il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, esprime perplessità sullo stato delle relazioni tra Kyiv e l’UE

La Presidente lituana, Dalija Grybauskaite, e la Leader dell’opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko

Lo stato di salute della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina è critico e la situazione dei rapporti euro-ucraini è in profonda crisi. Questo quanto risultato dalla visita in Ucraina della Presidente lituana, Dalija Grybauskaite, che nella giornata di venerdì, 11 Maggio, si è recata a Kharkiv per incontrare l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, nella cella della colonia penale dov’è detenuta.

Il colloquio con la Leader dell’Opposizione Democratica – che la Grybauskaite ha saputo ottenere dopo una delicata azione diplomatica – è durato una quarantina di minuti, nel corso dei quali le due donne hanno discusso esclusivamente sullo stato di salute della detenuta ucraina.

“Lo stato d’animo di Julija Tymoshenko è buono, se si giudica che è appena uscita da uno sciopero della fame di quasi due settimane – ha dichiarato la Grybauskaite ai giornalisti – il suo morale è alto, e non si lamenta di nulla. Al contrario, è soddisfatta per le cure ricevute dal medico tedesco di sua fiducia”.

Nonostante le impressioni positive sullo stato d’animo della Tymoshenko, la Presidente lituana ha evidenziato come il Dottore tedesco, Lutz Harms, sia tutt’altro che ottimista. A colloquio con la Grybauskaite, egli ha illustrato come la detenzione della paziente non permetta la totale riabilitazione della Tymoshenko e la riuscita del programma di cure che da pochi giorni ha iniziato a intraprendere.

Dopo l’incontro con la Leader dell’Opposizione Democratica, la Presidente lituana ha incontrato a Kyiv il suo collega ucraino, Viktor Janukovych, a cui ha espresso la possibilità reale che le politiche autoritarie operate dalla sua Amministrazione acarico della Tymoshenko e di altri esponenti del campo arancione possano portare l’Ucraina all’autoisolamento internazionale.

“Se non saranno concesse garanzie di cure mediche ai detenuti politici ed il riconoscimento di pari diritti sul modello di quelli occidentali, L’Ucraina resterà isolata dal resto dell’Europa – ha dichiarato la Grybauskaite al termine dell’incontro con Janukovych – l’opinione dell’UE nei confronti di Kyiv è molto severa, e così sarebbe stato nei confronti di ogni altro Paese in una situazione simile a quella ucraina”.

Janukovych guarda alla Russia

Dal canto suo, Janukovych è apparso su posizioni opposte a quelle esposte dalla Grybauskaite: determinato a non concedere sconti all’Opposizione Democratica, disposto ad accettare un inasprimento delle relazioni con l’Europa, e convinto ad implementare quelle con la Russia.

Come dichiarato nel corso dell’incontro con il Capo di Stato della Moldova, Nicolae Timofti – avvenuto poche ore prima di quello con la Presidente lituana – una Pausa nel dialogo tra Ucraina e UE è, dal suo punto di vista, auspicabile dinnanzi alla situazione politica attuale.

“Una pausa nel dialogo sarà positiva sia per l’Ucraina che per l’Europa – ha sottolineato Janukovych – Siamo consapevoli della permanenza di certi problemi, ma non occorre politicizzarli per innalzare lo scontro”.

Altresì, il Presidente ucraino ha confermato la partecipazione del suo Paese al summit dell’Unione Eurasiatica: progetto di integrazione interstatale, verso il quale Kyiv ha espresso pieno interesse.

Concepito a immagine e somiglianza dell’Unione Europea, esso è un escamotage elaborato dalla Russia di Putin per ristabilire l’egemonia politica ed economica del Cremlino nell’area dell’ex-Unione Sovietica, con il preciso scopo di escludere l’UE – e più in generale l’Occidente – dalla competizione planetaria in un Mondo sempre più globalizzato.

Lecito ricordare che in seguito alla notizia delle percosse subite dalla Tymoshenko nella sua cella – avvalorate da diverse fotografie – i Presidenti di Repubblica Ceca, Croazia, Estonia, Lettonia, Ungheria, Bulgaria, Bosnia Erzegovina, Albania, Austria e Montenegro hanno disertato il vertice dei Paesi dell’Europa Centrale in programma a Jalta, in Ucraina, mentre i governi di Germania, Austria, Paesi Bassi, Belgio e Spagna hanno dichiarato la volontà di boicottare i campionati europei di calcio del 2012, che l’Amministrazione ucraina organizzerà insieme con quella polacca.

Matteo Cazzulani

IL PARLAMENTO ITALIANO HA DECISO: A JULIJA TYMOSHENKO IL NOBEL PER LA PACE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 11, 2012

La Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo. COPYRIGHT MATTEO CAZZULANI

Una mozione bipartisan – non appoggiata solo dalla Lega Nord – ha impegnato il Primo Ministro, Mario Monti, a sostenere la liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, e ad attivarsi per il riconoscimento del Premio norvegese all’eroina della Rivoluzione Arancione. Il Deputato Enrico Farinone: “I diritti umani sono una priorità, non potevamo restare silenti”

Da correttore dei conti del Paese, come è stato presentato al momento del suo insediamento, Mario Monti sarà anche l’alfiere della democrazia in Ucraina. Nella serata di mercoledì, 9 Maggio, il Parlamento italiano ha approvato una mozione che obbliga il Presidente del Consiglio ad attivarsi con ogni misura possibile in campo diplomatico per sostenere la liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, e di altri esponenti del campo arancione arrestati dalla salita al potere del Presidente oggi in carica, Viktor Janukovych.

Successivamente all’incontro con la figlia della Tymoshenko, Jevhenija, e al numero crescente di iniziative in favore della liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica – tra cui l’appello de Il Legno Storto sottoscritto da centinaia di lettori, e la battaglia combattuta da portali di informazione popolari nella comunità degli italiani all’estero, come Lombardi Nel Mondo – ciascuna delle forze politiche della Camera dei Deputati ha presentato una propria risoluzione sulla questione.

Tra le proposte, quella di maggiore rilievo è stata la mozione redatta da Gianni Vernetti, dell’Alleanza Per l’Italia, sostenuta da PDL, PD, IDV, UDC e Gruppo Misto. In nome della volontà del popolo italiano, essa impegna il Presidente del Consiglio, Mario Monti, ad attivarsi per la liberazione di Julija Tymoshenko, dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko,e degli altri dieci detenuti politici dell’Opposizione Democratica ucraina.

Altresì, essa obbliga il Capo del Governo a esercitare pressione affinché la Tymoshenko possa ricevere le visite di esponenti dell’Unione Europea e della Comunità Internazionale, contrariamente a quanto finora concesso dalle Autorità Carcerarie.

Inoltre, il documento invita Mario Monti a sostenere con tutti i mezzi possibili la candidatura di Julija Tymoshenko al conseguimento del Premio Nobel per la Pace, in quanto la Leader arancione è una figura attiva nella democratizzazione dell’Ucraina e nell’integrazione tra le diverse componenti della società del suo Paese.

“Quello di Julija Tymoshenko è un caso di emergenza europea che ci ha scosso – ha dichiarato Enrico Farinone, Deputato del Partito Democratico, membro del gruppo di lavoro che ha redatto il documento – non potevamo rimanere silenti, nemmeno in un periodo in cui la crisi economica e l’esito delle amministrative dettano ben altre priorità: i diritti umani vanno prima di tutto”.

Dal Majdan allo sciopero della fame

Nota per la bionda treccia, e per avere guidato nel 2004 il processo democratico noto come Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, ex-Primo Ministro, è stata condannata l’11 Ottobre 2011 a sette anni di detenzione in isolamento per avere firmato durante l’ultimo anno del suo premierato, nel Gennaio 2009, accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse statali.

A questa prima condanna, maturata dopo un processo dalla dubbia regolarità, con la difesa sistematicamente privata dei propri diritti, e l’imputata incarcerata preventivamente dal 5 Agosto, si è sommato un secondo procedimento in cui la Tymoshenko è accusata di evasione fiscale e gestione fraudolenta del denaro statale.

Impossibilitata ad incontrare famigliari e avvocati, la Leader dell’Opposizione Democratica soffre di un’ernia del disco che, trascurata dalle Autorità carcerarie, le rende impossibile la deambulazione. Inoltre, il 20 Maggio la Tymoshenko è stata picchiata nella sua cella, e ha riportato evidenti ematomi all’altezza dello stomaco e su gambe e braccia.

Per questa ragione, la Leader dell’Opposizione Democratica ha intrapreso uno sciopero della fame, mentre la comunità internazionale ha apertamente protestato contro il Presidente Janukovych disertando il vertice di Jalta dei Paesi dell’Europa Centrale, e ventilando l’ipotesi di boicottare il campionato europeo di calcio, che l’Ucraina organizzerà assieme alla Polonia.

Matteo Cazzulani

IL CASO DI JULIJA TYMOSHENKO RAFFREDDA UFFICIALMENTE LA STORICA AMICIZIA TRA POLONIA E UCRAINA

Posted in Polonia, Ukraina by matteocazzulani on March 23, 2012

Nel corso di un incontro in preparazione dei campionati europei di calcio del 2012, il Premier ucraino, Mykola Azarov, è stato incalzato dalle preoccupazioni del suo collega polacco, Donald Tusk, e del Maresciallo del Sejm, Ewa Kopacz, sugli arresti politici a carico di esponenti di spicco dell’Opposizione Democratica. Le critiche di Varsavia testimoniano come a causa delle repressioni del campo arancione, Kyiv e il suo Presidente, Viktor Janukovych, siano politicamente sempre più isolati

Julija Tymoshenko nella sua cella del carcere di massima sicurezza.

Non c’è calcio senza rispetto della democrazia. Questo è il messaggio che è emerso in seguito al vertice bilaterale di mercoledì, 21 Marzo, e giovedì, 22 Marzo, tra Polonia e Ucraina, durante il quale il Premier ucraino, Mykola Azarov, invitato nella capitale polacca per mettere a punto la road map finale per la preparazione logistica dell’organizzazione dei campionati europei di calcio – che Polonia e Ucraina si apprestano ad ospitare congiuntamente – è stato invitato a trattare di questioni ben diverse da quella sportiva.

Durante la conferenza stampa conclusiva, il Premier polacco, Donald Tusk, dopo avere valutato come soddisfacente lo stato dei lavori in vista della rassegna UEFA, ha evidenziato le forti preoccupazioni che Varsavia ha dinnanzi alla situazione interna a Kyiv, dove la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, e altri esponenti di spicco del campo arancione, sono stati arrestati dopo processi dalla palese irregolarità per motivazioni che, agli occhi della Polonia, appaiono basate interamente su questioni di carattere politico.

“La situazione politica interna all’Ucraina ha un peso fondamentale nei piani di integrazione di Kyiv nell’Unione Europea, che la Polonia sempre sosterrà – ha dichiarato Tusk – per questo, è necessario che Kyiv dimostri il rispetto della democrazia con l’organizzazione di elezioni parlamentari libere e regolari. L’amicizia polacco-ucraina è giunta a una verifica che ci auguriamo possa essere superata”.

In risposta a Tusk, Azarov ha sottolineato come la costruzione di infrastrutture per il trasporto dei tifosi tra i due Paesi servano, una volta terminata la rassegna sportiva, a stringere ancor più l’integrazione dell’Ucraina con la Polonia, e con essa, con l’Unione Europea. Poi però, ha dovuto commentare le conclusioni di carattere politici del suo collega polacco.

“Non possiamo legare la questione dell’avvicinamento dell’Ucraina all’Unione Europea alle sorti di una sola persona – ha illustrato il Premier ucraino – la Tymoshenko è stata condannata per avere firmato, quando è stata alla guida del Governo, accordi che obbligano Kyiv ad acquistare il gas dalla Russia a prezzi onerosi. Gli europei questo devono capirlo”.

Invece, a non comprendere come sia possibile che in un angolo d’Europa un ex-Capo di Governo possa essere processato, e poi incarcerato, sulla base di scelte politiche sono stati sia Tusk sia autorevoli esponenti della stampa polacca: scossi, questi ultimi, dalle giustificazioni addotte dal Premier ucraino. Inoltre, particolare turbamento è stato espresso dal Maresciallo del Sejm – ossia il Presidente della Camera Bassa del Parlamento polacco: la Terza Carica dello Stato a Varsavia – Ewa Kopacz.

“L’integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea sta nell’interesse sia di Varsavia che di Kyiv – ha evidenziato la Kopacz durante un incontro con Azarov precedente alla conferenza stampa di quest’ultimo con Tusk – ma la situazione di Julija Tymoshenko mi sta particolarmente a cuore, sia perché siamo entrambe politici europei, sia perché siamo entrambe donne. Il rispetto della democrazia in Ucraina è fondamentale, ed è opportuno che venga affrontato in ogni sede bilaterale”.

Oltre che a Varsavia, serie preoccupazioni da parte polacca circa la situazione della democrazia in Ucraina sono state espresse anche presso il Parlamento Europeo, dove persino l’europarlamentare Marek Siwiec – noto per avere sostenuto con forza l’integrazione dell’Ucraina nell’UE anche a prescindere dagli arresti politici della Tymoshenko e degli altri esponenti dell’Opposizione Democratica – ha ammesso che, ad oggi, l’avvicinamento di Kyiv a Bruxelles è un capitolo congelato.

Kyiv sempre più isolata dall’Europa

La posizione severa assunta dalla Polonia nei confronti dell’Ucraina, peraltro in un occasione in cui si sarebbe dovuto trattare una tematica di tutt’altra caratura, è un atto di enorme importanza per gli equilibri europei, in quanto Varsavia si è sempre attivata presso le istituzioni del Vecchio Continente per favorire ogni forma di avvicinamento a Bruxelles di Kyiv, anche quando, durante il processo e dopo la condanna della Tymoshenko, la posizione delle Autorità ucraine è stata difficile da essere giustificata.

La messa in discussione di un obbiettivo che, per ragioni di carattere storico, culturale, e geopolitico, è indispensabile per la sicurezza nazionale della Polonia, testimonia come l’Ucraina del Presidente Viktor Janukovych abbia perso anche il suo principale sponsor nel Vecchio Continente, e, a causa di una palese involuzione della democrazia, sia un Paese sempre più isolato in campo internazionale.

Matteo Cazzulani