LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Dutkiewicz dopo Tusk: anche la Polonia ha forse il suo Renzi

Posted in Polonia by matteocazzulani on August 3, 2014

Come riportato dal settimanale Newsweek, il Sindaco di Wroclaw sarebbe pronto a prendere la guida del Governo in caso di nomina a Presidente del Consiglio Europeo dell’attuale Premier. Anche il Capo della corrente interna, Grzegorz Schetyna, il Ministro degli Esteri, Radoslaw Sikorski, e la Presidente della camera Bassa del Parlamento, Ewa Kopacz, tra i papabili successori di Tusk.

Un sindaco molto amato di una delle città più artistiche del Paese, pronto alla scalata verso il premierato se il Premier attuale dovesse accettare un incarico in Europa. La storia qui presentata non è quella di Matteo Renzi, sindaco di Firenze diventato Premier dopo una scalata culminata con la sostituzione di Enrico Letta -che è tutt’oggi in odore di nomina in sede europea- ma di Rafal Dutkiewicz: il Sindaco di Wroclaw che, secondo l’autorevole Newsweek Polska, è il possibile prossimo Capo del Governo polacco.

Come riportato dalla versione polacca del noto settimanale, Dutkiewicz avrebbe deciso di abbandonare la guida di Wroclaw -città altrimenti nota come Breslavia- dopo 10 anni di buona amministrazione, fatta di valorizzazione del patrimonio storico e multiculturale della città e di sviluppo del centro abitato, grazie anche e sopratutto al buon utilizzo dei fondi europei e di quelli erogati dalla UEFA per l’organizzazione del campionato europeo di calcio del 2012.

A gettare il sospetto dell’ascesa di Dutkiewicz è stato un incontro che, come riportato dall’autorevole Gazeta Wyborcza, il Sindaco di Wroclaw ha avuto, di recente, con il Premier polacco Donald Tusk: uno dei candidati alla Presidenza del Consiglio Europeo con buone probabilità di nomina.

In caso di accettazione dell’incarico in Europa da parte di Tusk, il Governo polacco si troverebbe senza una guida autorevole. Per questo, secondo Newsweek, la Piattaforma Civica -PO, la forza partitica di ispirazione cristianodemocratica di Tusk di maggioranza relativa- avrebbe trovato in Dutkiewicz il sostituto in grado di arginare il crollo di consensi che l’Esecutivo polacco sta registrando dopo la pubblicazione di intercettazioni compromette di alcuni Ministri ed alte cariche dello Stato.

Secondo il progetto di scalata, Dutkiewicz, che non appartiene alla PO e che governa a Wroclaw a Capo della sua lista Alta Slesia Civica -forza partitica alleata della Piattaforma Civica- dovrebbe aderire al Partito di Tusk subito dopo la nomina in Europa del Premier e, successivamente, ricevere la guida del Governo da parte della maggioranza.

L’adesione di Dutkiewicz alla PO, e la successiva accettazione della guida del Governo, non incontra resistenze sul piano ideologico -il Sindaco di Wroclaw ha appartenuto all’Unione Democratica: la forza Partitica di ispirazione sempre cristianodemocratica precedente alla PO- ma incontra intoppi sopratutto all’interno della Piattaforma Civica.

In primis, vi è l’opposizione di Grzegorz Schetyna: il Capo della corrente interna di minoranza nella PO che intende avanzare la sua candidatura al premierato per vendicare la sconfitta subita nel Congresso Regionale della Piattaforma Civica dell’Alta Slesia per mano di Jacek Protaszewicz, un sostenitore del Premier Tusk e dell’appoggio, a Wroclaw, della forza cristianodemocratica al Sindaco Dutkiewicz.

In secondo luogo, possibile, in caso di partenza di Tusk, è la successione alla carica di Premier di Radoslaw Sikorski: attuale Ministro degli Esteri che, in caso di mancata nomina o della concessione del premierato a Schetyna, potrebbe creare una propria corrente “di destra” interna alla PO.

Tuttavia, anche Sikorski è candidato ad una posizione in Europa dopo che, con una lettera ufficiale, Tusk ha candidato il suo Ministro degli Esteri ad Alto Rappresentante della Politica Estera e di Difesa dell’Unione Europea: un ruolo che l’esponente PO dovrà contendere alla sua collega italiana Federica Mogherini, candidata, in maniera identica a quella del Capo del Governo polacco, dal Presidente del Consiglio italiano Renzi.

In terzo luogo, la scalata di Dutkiewicz è contrastata dalla possibile concessione del premierato al Presidente della Camera Bassa del Parlamento, Ewa Kopacz.

La nomina della Kopacz avrebbe, da un lato, lo scopo di sedare la lotta tra le correnti interne alla PO e, dall’altro, quello di affidare l’interim ad una persona che, nonostante la sua appartenenza alla Piattaforma Civica, finora ha ricoperto un ruolo di garanzia istituzionale.

Se Dutkiewicz dovesse diventare Premier, la successione a Tusk richiederebbe la gestione di un’eredità pesante di sette anni di buongoverno di coalizione tra la PO e il Partito contadino PSL, che hanno permesso all’attuale Capo di Governo di essere stato il primo -e finora l’unico- ad avere ottenuto la riconferma del suo mandato dal voto popolare.

L’opposizione conservatrice verso l’alleanza con gli anti europeisti

L’uscita di scena di Tusk, e la lotta interna alla PO ad essa legata, aprirebbe tuttavia degli ampi spazi di manovra per le opposizioni, sopratutto a destra, dove i conservatori di Diritto e Giustizia -PiS: il Partito dell’ex-Premier Jaroslaw Kaczynski- hanno già riunito in un unico cartello elettorale gli altri Partiti della conservazione.

Inoltre, come riportato sempre dal Newsweek, PiS sta strizzando l’occhio ai liberal-conservatori della Nuova Destra della Repubblica -NPR- la forza partitica del politico di lungo corso, Janusz Korwin-Mikke, che ha ottenuto un’exploit elettorale nelle ultime consultazioni per il rinnovo del Parlamento Europeo.

Korwin-Mikke ha già presentato al Parlamento Europeo il suo vero volto antisemita, razzista, anti europeista e filo-putiniano, al punto da essere stato privato della parola dal Vicepresidente dell’emiciclo di Strasburgo, David Sassoli, dopo avere pronunciato in un discorso in Aula la parola “negro”.

A contrastare l’opposizione conservatrice alla PO non basta la minoranza di sinistra, che, nonostante i tentativi di coalizione tra i socialdemocratici del SLD e i radical-progressisti del Tuo Movimento -TR- non riesce a trovare né unità, né un necessario rinnovamento ideologico di un’impostazione troppo vetero-postcomunista ed anticlericale.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter: @MatteoCazzulani

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UNA NUOVA RIVOLUZIONE ARANCIONE A KHARKIV PER JULIJA TYMOSHENKO. SENZA ANGELA MERKEL

Posted in Euro 2012 by matteocazzulani on June 11, 2012

Il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, conferma il boicottaggio del suo governo alla parte ucraina di Euro 2012, mentre i sostenitori olandesi supportano la loro nazionale con tinte arancioni e magliette inneggianti la liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina. Violenze dei supporter russi a danno dei polacchi.

Il cancelliere tedesco, Angela Merkel

Come previsto fin dall’inizio gli stadi ucraini non avranno l’onore di ospitare il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, ma potranno contare della presenza molto evidente dei supporter olandesi. Nella giornata di venerdì, 8 Giugno, una nota del governo di Berlino ha confermato l’assenza del Cancelliere e di ogni altro Ministro agli incontri della fase a gironi della rappresentativa teutonica, che la Germania giocherà a Leopoli e a Kharkiv.

Nel contempo, la Merkel ha mantenuto aperta l’ipotesi della sua presenza a uno degli incontri della fase eliminatoria, a patto che la nazionale tedesca si qualifichi e, sopratutto, che la situazione in Ucraina migliori per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani e della democrazia.

Il Cancelliere tedesco è stata la prima in Europa a proporre il boicottaggio della parte ucraina del campionato europeo di calcio per il caso di Julija Tymoshenko: Leader dell’Opposizione Democratica arrestata per ragioni esclusivamente politiche – secondo un articolo del codice penale di diretta origine sovietica – oggi detenuta in isolamento in condizioni disumane in una colonia penale di massima sicurezza.

All’appello della Merkel, che fino al comunicato ufficiale non ha tuttavia assunto una posizione chiara, hanno aderito le Autorità politiche di Francia, Gran Bretagna, Austria e Belgio.

A sostenere il boicottaggio della rassegna calcistica sono stati inizialmente anche i vertici dei Paesi Bassi. Tuttavia, una nota del Consiglio dei Ministri olandese ha reso noto che, in caso di approdo in finale della rappresentativa nazionale, il Primo Ministro Mark Rutte, presenzierà a Kyiv.

A compensare il dietrofront dei Paesi Bassi sono stati i suoi tifosi. In occasione della prima partita della loro nazionale – avvenuta contro la Danimarca nello stadio di Kharkiv: a pochi chilometri dal carcere dove è detenuta la Tymoshenko – molti dei supporters hanno indossato una maglietta inneggiante alla liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica.

Come riportato dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda, la maggior parte di essi non era al corrente della situazione della Tymoshenko, ma la T-shirt con il volto della Leader dell’Opposizione Democratica accostata alle parrucche e ai vessilli arancioni – i colori della rappresentativa olandese – ha giocoforza ravvivato i ricordi del 2004, quando la carismatica politica ha guidato sul Majdan Nezalezhosti di Kyiv la pacifica Rivoluzione Arancione.

A differenza di Germania, Francia e Inghilterra, i Paesi UE che hanno deciso di non boicottare la parte ucraina della manifestazione calcistica, oltre ai Paesi Bassi, sono Polonia e Danimarca.

I supporter russi vogliono rievocare l’occupazione comunista di Varsavia

Chi ha voluto fare sentire la propria presenza sono stati anche i supporter della nazionale russa, che, sempre nella giornata di venerdì, 8 Giugno, a Wroclaw, al termine della partita Russia-Repubblica Ceca hanno aggredito i volontari del servizio di sicurezza polacco, provocando quattro feriti gravi e l’apertura da parte dell’UEFA di un’inchiesta urgente.

Oltre che per i fatti di Wroclaw, i tifosi russi hanno fatto parlare di se per avere comunicato l’intenzione di inscenare una marcia nel centro di Varsavia alla vigilia della partita tra la Polonia e la Russia, con stendardi di epoca sovietica e striscioni inneggianti alla grandezza dell’URSS.

L’iniziativa ha un carattere apertamente provocatorio, poiché rievoca pagine tristi della storia polacca del Novecento, quando la capitale della Polonia fu occupata e presidiata dai militari dell’Armata Rossa.

Nonostante gli inviti al buon senso, i tifosi russi non hanno rinunciato alla loro rievocazione storica, al punto che i supporter polacchi hanno promesso barricate per le strade di Varsavia per garantire il rispetto della sensibilità culturale dei padroni di casa.

Matteo Cazzulani

GEORGIA: SI ALZA LA TENSIONE TRA STATI UNITI E RUSSIA

Posted in Georgia by matteocazzulani on June 10, 2012

Il Segretario di Stato USA, Hillary Clinton sostiene l’integrità territoriale georgiana e contesta l’occupazione militare russa in Abkhazia e Ossezia Settentrionale. Mosca accusa Washington di intromissione in questioni di esclusivo interesse del Cremlino, e condanna il riconoscimento in Occidente dei “passaporti neutrali”

Il presidente georgiano, Mikheil Saakashvili

Se nel cuore dell’Europa l’organizzazione del campionato europeo di calcio sta dimostrando anche agli occhi dei tifosi di calcio – spesso disattenti in merito alle questioni geopolitiche – che l’Europa di oggi non è più la CECA, nel Caucaso sembra che la Guerra Fredda e la tensione tra i blocchi sia una situazione ancora ben attuale.

Nella giornata di mercoledì, 6 Giugno, il Segretario di Stato USA, Hillary Clinton, si è recata in Georgia per una visita ufficiale al Presidente georgiano, Mikheil Saakashvili, intesa a rilanciare le relazioni tra Washington e Tbilisi dopo che l’Amministrazione Obama ha tolto il Caucaso tra le priorità della politica estera statunitense.

La Clinton ha apprezzato i progressi in senso occidentale compiuti da Saakashvili in campo economico, ed ha auspicato la realizzazione di Elezioni Parlamentari libere e regolari per dare un ulteriore segnale della maturità della Georgia anche in senso democratico.

Inoltre il Segretario di Stato USA ha dichiarato di sostenere l’integrità territoriale georgiana, e ha contestato l’occupazione delle regioni di Abkhazia e Ossezia Meridionale – ubicate nella Georgia settentrionale – da parte dell’esercito della Federazione Russa.

La posizione della Clinton ha mandato su tutte le furie Mosca, che ha accusato Washington di intromissione negli “affari interni” della Russia, e ha ritenuto il comportamento del Segretario di Stato come “guerrafondaio”.

Come dichiarato all’agenzia IAR, l’Addetto Stampa del Ministero degli Esteri russo, Aleksandr Lukashevich, ha sottolineato come la Clinton con il suo atteggiamento finisca per favorire il “revanscismo” georgiano sulle due regioni separatiste.

La critica tra la Clinton e Mosca ha riguardato anche i cosiddetti “passaporti neutrali”, che il Ministero della Reintegrazione di Tbilisi riconosce a quegli abitanti di Abkhazia e Ossezia del Sud che decidono di non rinunciare alla loro cittadinanza georgiana, e non accettano l’occupazione russa.

Tra politica etnica e mancato rispetto degli accordi di pace

I “passaporti neutrali” sono riconosciuti in alcuni importanti Paesi come Giappone, Repubblica Ceca, Slovacchia, Lituania e Lettonia, e presto, come dichiarato dal Segretario di Stato USA, anche negli Stati Uniti d’America.

Essi sono la risposta georgiana alla politica di distribuzione di passaporti russi presso la popolazione di Abkhazia e Ossezia del Sud attuata dalla Russia tra il 1991 e il 2008 – e che secondo molti analisti dura ancor oggi – per destabilizzare la situazione interna a Tbilisi e indebolire un Paese che il Cremlino ritiene appartenere alla sua sfera di influenza.

Tra il 1992 e il 1994, la distribuzione dei passaporti russi ha portato a una serie di combattimenti, al termine dei quali Abkhazija e Ossezia del Sud hanno ottenuto da Tbilisi una forte autonomia.

Ciò nonostante, il Cremlino ha continuato nella sua opera destabilizzante fino all’Agosto del 2008, quando l’esercito della Federazione Russa ha infranto la sovranità territoriale georgiana, ha occupato le due regioni, e ha promosso la loro Indipendenza da Tbilisi.

Gli accordi di pace che hanno chiuso il conflitto prevedono il ritiro dell’esercito russo da Abkhazia e Ossezia del Sud, ma i soldati di Mosca continuano a permanere nelle due regioni, la cui indipendenza è riconosciuta, oltre che dalla Russia, da pochi stati di medio-basso profilo, come il Venezuela, il Nicaragua, e gliatolli del pacifico di Nauru, Vanatu, e Tuvalu.

Matteo Cazzulani

EURO 2012: ANCHE CAMERON E IL SUO ESECUTIVO BOICOTTANO JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 8, 2012

Il governo britannico comunica l’assenza di ogni suo esponente alle partite del campionato europeo di calcio che si svolgeranno negli stati ucraini per protestare contro la detenzione della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko. In forse anche la presenza del Cancelliere tedesco, Angela Merkel

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

In Polonia si, in Ucraina no. Questa è la scelta del governo della Gran Bretagna che, nella giornata di giovedì, 7 Giugno, ha dichiarato per via ufficiale l’intenzione di boicottare il campionato europeo di calcio in Ucraina.

Come dichiarato dall’ufficio stampa di Downing Street, e riportato dall’autorevole Guardian, l’esecutivo britannico ha motivato l’assenza di suoi rappresentanti alle partite di Euro 2012 che si giocheranno negli stadi ucraini in segno di protesta nei confronti della deriva autoritaria che ha portato all’arresto di una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica, tra cui la Leader della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko.

“Il Governo appoggia la squadra nazionale inglese, ma nessun Ministro sarà presente alle partite della fase a gironi – riporta la nota del Governo – la partecipazione di esponenti dell’esecutivo alle seguenti partite dipenderà dal Paese in cui saranno giocate, e dallo stato della democrazia in Ucraina”.

La notizia del boicottaggio è stata comunicata alla vigilia del calcio d’inizio della rassegna sportiva continentale, ospitata in quattro stadi polacchi e in altrettanti impianti ucraini. Oltre alla Gran Bretagna, a optare per il boicottaggio di Euro 2012 in segno di protesta per il regresso democratico in atto a Kyiv sono stati anche i vertici politici di Francia, Belgio, Paesi Bassi e, sopratutto, della Commissione Europea.

Incerta è la posizione del Cancelliere tedesco, Angela Merkel, che, nonostante abbia per prima avanzato l’ipotesi di boicottare Euro 2012 per richiedere la liberazione della Tymoshenko e il ripristino della democrazia in Ucraina, non ha ancora deciso se recarsi o meno presso gli stadi ucraini.

Janukovych invita la Merkel a Kyiv

A poche ore dalla notizia del boicottaggio tedesco, la Merkel ha ricevuto l’invito ufficiale da parte del Presidente ucraino, Viktor Janukovych, che ha proposto alla Merkel di assistere alla partita conclusiva della rassegna sportiva, in programma a Kyiv.

In Germania, chi non ha dubbi è il Capo dello Stato, Joachim Gauck, che per primo ha sostenuto l’idea di boicottare l’europeo di calcio. Posizione altrettanto chiara, ma differente da quella del Presidente teutonico, è quella della Polonia, i cui vertici politici hanno considerato come impropria e pericolosa l’idea di non partecipare alla rassegna sportiva.

Il Premier polacco, Donald Tusk, ha evidenziato come l’assenza delle Autorità europee possa comportare l’insuccesso della manifestazione, e, a colloquio con la Merkel, ha illustrato come sia la stessa Julija Tymoshenko a non apprezzare il boicottaggio del campionato europeo di calcio nel suo Paese.

Il Presidente della Polonia, Bronislaw Komorowski, ha sollevato a più riprese la questione del rispetto della democrazia e dei diritti umani in Ucraina, ma ha anche sottolineato il pericolo che una rottura diplomatica con Kyiv, e il suo totale isolamento dal’UE che ne conseguirebbe, ha per la sicurezza nazionale ed energetica di tutta l’Europa.

Julija Tymoshenko è uno dei circa dieci esponenti dell’Opposizione Democratica arrestati per motivi politici dalla salita al potere del Presidente Janukovych. Ella è stata condannata a sette anni di detenzione in isolamento, più tre di interdizione dalla vita politica, per avere firmato accordi energetici con la Russia ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato.

A sua volta, il Capo di Stato ucraino Janukovych ha accentrato nelle sue mani ampi poteri sottratti al Parlamento, ha avviato un forte controllo sulla stampa, e ha falsificato l’esito delle elezioni amministrative.

Matteo Cazzulani

LA POLONIA CRITICA L’UCRAINA ALLA VIGILIA DELL’EUROPEO DI CALCIO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 5, 2012

Il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, riceve il Capo in pectore dell’Opposizione Democratica ucraina, Arsenij Jacenjuk. Secondo i commentatori, l’evento è un chiaro segnale di protesta inviato da Varsavia nei confronti del Presidente ucraino, Viktor Janukovych, in seguito all’arresto dell’eroina della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, e di un’altra decina di dissidenti politici

Il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski

Liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, sostegno allo svolgimento di elezioni libere e democratiche in Ucraina, supporto alla ripresa del processo di integrazione europea di Kyiv, e impegno affinché il campionato europeo di calcio porti vantaggi a polacchi e ucraini.

Queste sono le promesse che il Presidente della Polonia, Bronislaw Komorowski, ha comunicato al Capo in pectore dell’Opposizione Democratica, Arsenij Jacenjuk.

Ex-Speaker della Rada, già Ministro degli Esteri ed economista di formazione, Jacenjuk è stato nominato Comandante del listone unitario del campo arancione alle prossime elezioni parlamentari, dopo che la sua naturale Leader, Julija Tymoshenko, è stata imprigionata per ragioni politiche insieme ad un’altra decina di esponenti del dissenso.

Un ruolo non facile quello del politico arancione, dal momento in cui, come egli stesso ha dichiarato a Komorowski, il rischio di falsificazioni del risultato elettorale da parte dell’amministrazione del Presidente ucraino, Viktor Janukovych, è molto alto.

Per questa ragione, e per protestare apertamente contro la detenzione dei politici dell’Opposizione Democratica, Jacenjuk ha chiesto al Presidente polacco di sollevare la questione con il suo collega ucraino nel corso dell’incontro tra i due a Varsavia, in programma in occasione della partita inaugurale dell’Europeo di calcio.

“Non sono un sostenitore del boicottaggio dell’Europeo di calcio, ma sostengo il boicottaggio da parte dei politici europei delle Autorità del nostro Paese – ha dichiarato Jacenjuk – Chiedo che non si dia la mano a Janukovych, e che con lui ci si comporti in maniera risoluta. Capisco le difficoltà del Presidente Komorowski, che comunque dovrà seguire un protocollo. Chiedo a lui di attenersi alla prassi, senza andare oltre”-

Come illustrato dall’autorevole Gazeta Wyborcza, la visita di Jacenjuk in Polonia è un chiaro segnale politico lanciato da Varsavia a Kyiv. L’organizzazione di un incontro ufficiale tra il Presidente polacco e il capo effettivo dell’Opposizione Democratica ucraina a pochi giorni dall’inizio dell’europeo di calcio è infatti un chiaro messaggio di disapprovazione che Komorowski ha lanciato a Janukovych.

Del resto, già negli scorsi mesi si sono ripetuti gli appelli da parte del Capo di Stato polacco al suo collega ucraino affinché a Kyiv fosse ripristinato il rispetto della democrazia, della libertà di stampa e dei diritti umani.

La violazione di questi principi ha congelato le trattative per la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina, che la Polonia – tradizionalmente schierata a favore dell’integrazione ucraina nell’UE – sostiene in quanto esso concede a Kyiv lo status di partner privilegiato di Bruxelles oggi riconosciuto a Norvegia, Islanda e Svizzera.

Si complicano i rapporti con Vilna

Se sul lato ucraino i polacchi stanno cercando di superare evidenti problemi, nuove complicazioni sono emerse nei rapporti tra la Polonia e la Lituania.

In un’intervista al settimanale Veidas, il Presidente lituano, Dalija Grybauskaite, ha comunicato la necessità di arrivare a una sospensione dei rapporti diplomatici con Varsavia in seguito alle recenti frizioni inerenti la trascrizione ufficiale dei cognomi della minoranza polacca residente in Lituania.

Le autorità di Varsavia hanno richiesto a più riprese la concessione ai polacchi di Lituania il permesso di adottare la trascrizione originale polacca, ma Vilna ha ritenuto la posizione della Polonia un’intromissione indebita negli affari interni lituani.

“La Lituania deve essere saggia, e amministrare la propria linea di politica estera in base alla situazione geopolitica ai suoi confini, che è cambiata rispetto al passato – ha dichiarato la Grybauskaite – Per questo ritengo opportuna un pausa nelle relazioni con alcuni Paesi, tra cui la Polonia”

JULIJA TYMOSHENKO ALL’EUROPA: “NON BOICOTTATE EURO 2012”

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 20, 2012

A colloquio con il Vicepresidente del Parlamento Europeo, Jacek Protasiewicz, nella camera dell’ospedale in cui è ricoverata, la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina invita i politici UE a mantenere un atteggiamento scrupoloso nei confronti delle Autorità di Kyiv per non favorire la propaganda del regime durante i campionati di calcio. L’esponente di Bruxelles espone preoccupazione per le condizioni di psichiche dell’eroina arancione

La Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo. COPYRIGHT MATTEO CAZZULANI

Si all’invio di osservatori europei al processo e al trasferimento temporaneo all’estero per le cure mediche, no al boicottaggio del campionato europeo di calcio e al sostegno alla propaganda del regime di Kyiv. Questo è quanto emerso dall’incontro tra la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, e il Vicepresidente del Parlamento Europeo, Jacek Protasiewicz, avvenuto sabato, 19 Maggio, presso la camera dell’ospedale di Kharkiv in cui l’eroina arancione è ricoverata.

Come comunicato da Protasiewicz alla radio pubblica polacca, Julija Tymoshenko ha espresso preoccupazione per la situazione del suo Paese e per il rallentamento del processo di integrazione di Kyiv nell’Unione Europea. Ciò nonostante, la Leader dell’Opposizione Democratica ha invitato i politici UE a non boicottare il campionato di calcio che l’Ucraina organizzerà con la Polonia.

Nello specifico, Julija Tymoshenko ha evidenziato come la mancata partecipazione alla rassegna calcistica per Kyiv sia un fattore negativo, ma, nel contempo, ha ritenuto saggia la decisione presa da diversi esponenti politici del Vecchio Continente di dosare la loro presenza sugli spalti degli stadi ucraini.

“Julija Tymoshenko si è appellata affinché i Leader europei non si facciano utilizzare dalla propaganda delle Autorità ucraine – ha dichiarato Protasiewicz a Polskie Radio – Inoltre, ha sostenuto che l’integrazione europea non è una priorità del Presidente, Viktor Janukovych. Per questo, ha ritenuto utile che l’Unione Europea appronti una politica dura nei confronti di Kyiv, come già dimostrato con il congelamento dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina”

In seguito, la Tymoshenko ha accettato la proposta del Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, in merito all’invio di esperti europei per monitorare l’andamento del processo in cui la Leader dell’Opposizione Democratica è imputata per evasione fiscale, e del ricorso in Cassazione contro la condanna a sette anni di detenzione in isolamento per avere firmato nell’ultimo anno passato alla guida del Governo, nel Gennaio 2009, accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato.

Infine, la Leader dell’Opposizione Democratica ha apprezzato le cure mediche, che ha deciso di iniziare solo dinnanzi alla pressione internazionale, ma ha lamentato la presenza nella sua camera di telecamere installate dalle Autorità carcerarie per sorvegliarla giorno e notte. Per questa ragione, si è detta favorevole all’ipotesi di trasferimento fuori dall’Ucraina per terminare i trattamenti sanitari in un ambiente meno ostile, a patto che la soluzione abbia carattere temporaneo.

“Julija Tymoshenko si trova in uno stato psichico difficile – ha dichiarato Protasiewicz – il disagio può influire negativamente sulla riuscita delle cure mediche che sta affrontando. Si è detta favorevole al trasferimento all’estero, ma solo per qualche mese: non ha intenzione alcuna di emigrare. Ciò nonostante, è consapevole che la legislazione ucraina impedisce il ricovero di un detenuto fuori dal Paese”.

La clinica tedesca disposta ad accogliere la Tymoshenko a Berlino

In serata, è giunto l’invito della clinica tedesca Charité, da cui proviene il medico di fiducia della Tymoshenko incaricato di dirigere i trattamenti sanitari in Ucraina. Con una nota, ripresa dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda, il Primario della struttura ospedaliera berlinese ha ritenuto che in Ucraina non vi sono le condizioni per terminare le cure mediche, e ha auspicato che le Autorità di Kyiv possano permettere il trasferimento della Leader dell’Opposizione Democratica in Germania.

“La Tymoshenko soffre da tempo di un’ernia al disco- riporta la nota della Charité – lamenta dolori che sono stati trascurati dalle Autorità carcerarie per tutto l’arco della sua detenzione in isolamento [iniziata il 5 Agosto 2011, n.d.a.]. L’hanno accusata di mentire, ma la sua sofferenza ha un fondamento medico. Spero che Kyiv prenda una decisione saggia, umana, e politicamente ragionevole”.

Julija Tymoshenko è stata condannata a sette anni di reclusione in isolamento, più tre di interdizione dalla vita politica, l’11 ottobre 2011 dopo un processo costruito su prove irregolari – alcune delle quali datate addirittura il 31 Aprile! – in cui la difesa è stata privata di ogni diritto, compreso quello di convocare testimoni per sostenere l’innocenza dell’assistita.

Dopo questo verdetto, che è stato confermato dalla Corte d’Appello il 24 Dicembre 2011, e che attende il pronunciamento della Corte di Cassazione, sul conto della Leader dell’Opposizione Democratica è stato aperto un secondo processo per fatti risalenti alla metà degli anni Novanta.

La comunità internazionale – Unione Europea, Stati Uniti d’America, Consiglio d’Europa, ONU, NATO, Canada, Australia, Freedom House, Amnesty International – a più riprese ha criticato il trattamento riservato alla Tymoshenko, e ha richiesto invano al Presidente Janukovych garanzie sullo svolgimento di processi regolari e sul riconoscimento dei diritti dell’imputata.

L’Opposizione Democratica ha illustrato la connotazione politica dei processi organizzati a carico della Tymoshenko e di un’altra decina di dissidenti politici, e ha accusato il Capo di Stato ucraino di essere il mandante di un’operazione mirata all’eliminazione dalla competizione partitica interna al Paese di ogni personalità di spicco del campo arancione.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO: BRONISLAW KOMOROWSKI LANCIA UN APPELLO ALL’UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 10, 2012

Il Presidente polacco invita le forze politiche ucraine a modificare la legislazione risalente all’epoca sovietica con la quale la Leader dell’Opposizione democratica, Julija Tymoshenko, è stata condannata al carcere per ragioni politiche. Il Capo di Stato lituano, Dalija Grybauskaite, intenzionata a visitare l’anima della Rivoluzione Arancione nella colonia penale in cui è detenuta, e a convocare un vertice urgente tra i Paesi dell’Europa Centrale

Il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski

Dalla carota della Polonia al fioretto della Lituania, i Paesi del centro dell’Europa si sono attivati per la liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, e per l’integrazione europea dell’Ucraina.

Nella giornata di mercoledì, 9 Maggio, il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, ha rivolto un appello pubblico al suo collega ucraino, Viktor Janukovych, affinché i principi della libertà e della democrazia siano rispettati sulle Rive del Dnipro, e sia così permesso il cammino di Kyiv sulla strada dell’integrazione europea.

Nello specifico, Komorowski ha ribadito come l’arresto politico della Tymoshenko sia la causa della contrarietà della maggioranza dei Paesi dell’Europa Occidentale al sostegno della firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina – un documento già negoziato, ma non ancora firmato, con cui Bruxelles è pronta a concedere a Kyiv lo status di partner privilegiato.

“Il completamento delle trattative per la firma dell’accordo di Associazione è un merito che riconosciamo a Janukovych: la Polonia è da sempre favorevole alla sua ratifica – ha dichiarato Komorowski – ma faccio appello a tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, affinché la voce per cui è stata arrestata la signora Julija Tymoshenko, che appartiene a un’epoca oramai chiusa, sia cancellata”.

Il riferimento del Capo di Stato polacco è all’articolo 165 del Codice Penale ucraino, che risale all’epoca sovietica. E’ in nome di esso che la Leader dell’Opposizione Democratica è stata condannata a sette anni di detenzione in isolamento per decisioni prese sul piano politico durante il suo ultimo premierato, nel Gennaio 2009.

Komorowski avrebbe dovuto esporre il suo appello expressis verbis a Jalta, in occasione del Vertice dei Paesi dell’Europa Centrale, che Janukovych tuttavia ha cancellato per via dell’assenza della quasi totalità dei suoi colleghi: indignati per la condotta antidemocratica delle Autorità di Kyiv.

Oltre a Komorowski, tra i pochi Presidenti che hanno deciso di non boicottare il vertice di Crimea, per evitare che un aperto isolamento possa spingere l’Ucraina nella zona di influenza della Russia, sono stati anche il Presidente della Slovacchia, Ivan Gasparovic, quello della Moldova, Nicolae Timofti, e quello della Lituania, Dalija Grybauskaite.

Quest’ultima ha accettato di presenziare a Jalta solo dopo avere ottenuto la promessa da parte del collega ucraino di potere visitare la Tymoshenko presso la sua cella nella Colonia Penale Femminile Kachanivs’kyj di Kharkiv. Nonostante il rinvio del summit, la Grybauskaite ha dichiarato l’intenzione di volere comunque recarsi in Ucraina per incontrare la Leader dell’Opposizione Democratica, e ha invitato i colleghi dei Paesi che hanno deciso per il no al boicottaggio del vertice di Crimea a un incontro a Kyiv dedicato alla questione dei rapporti ucraino-europei.

Continua la repressione del dissenso

Su una posizione decisamente più radicale si sono schierati gli altri Stati dell’Europa Centrale che non confinano con l’Ucraina – Ungheria, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Croazia, Bosnia Erzegovina, Bulgaria e Albania – e quelli dell’Europa Occidentale con il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, in prima fila. Essi hanno optato per una linea dura nei confronti di Janukovych – che è riconosciuto come il vero responsabile della repressione politica a carico della Tymoshenko – mirante rispettivamente all’assenza dal vertice di Jalta, e al boicottaggio del campionato europeo di calcio, che l’Ucraina ospiterà con la Polonia.

In risposta alla presa di posizione del Vecchio Continente, a Julija Tymoshenko – che ha terminato uno sciopero della fame di due settimane – sono state concesse le cure del suo medico di fiducia, il tedesco Lutz Harms: necessarie per guarire l’ernia al disco di cui è affetta – e che finora è stata trascurata dalle Autorità carcerarie per tutti i circa nove mesi di detenzione.

Tuttavia, la condotta autoritaria dell’Amministrazione Presidenziale ucraina non si è interrotta, e nella serata di mercoledì, 9 Maggio, il braccio destro della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Turchynov, è stato convocato senza preavviso in Procuratura per un interrogatorio.

Oltre a Turchynov, sono circa una ventina i dissidenti ucraini ad essere stati indagati dalla magistratura per ragioni politiche, quando non addirittura processati, arrestati o costretti all’esilio.

Tra i detenuti di spessore, oltre alla Tymoshenko, figurano l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, l’ex-Vice Ministro della Difesa, Valerij Ivashchenko, e l’ex-Vice Ministro all’Ambiente, Heorhij Filipchuk, mentre l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e il marito della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Tymoshenko, hanno ottenuto asilo politico in Repubblica Ceca.

Matteo Cazzulani

CASO TYMOSHENKO E POLITICA ENERGETICA UE: DALL’EUROPA CENTRALE IMPORTANTI SVILUPPI

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on May 7, 2012

Il quartetto di Vysehrad – Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia – contrario al boicottaggio del campionato europeo di calcio in Ucraina, ma esprime una forte condanna in merito alle repressioni politiche in atto a Kyiv, ed assume una posizione comune a favore del ritiro delle truppe NATO dall’Afghanistan. La Romania blocca la ricerca di gas shale, e infligge un duro colpo alla politica energetica dell’Unione Europea

Il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski

Jalta no, ma l’Euro sì, e l’indipendenza energetica europea messa in forse da una decisione politica. Mentre mezza Europa è stata alle prese con consultazioni elettorali di indubbia importanza per i futuri equilibri economici e politici mondiali, il Centro dell’Europa ha preso decisioni di peso, che influiranno sulla condotta geopolitica e sulla situazione energetica del Vecchio Continente.

Dal lago di Strbske, nel nord della Slovacchia, nella giornata di Domenica, 6 Maggio, i Paesi del Gruppo di Vysehrad – Polonia, Ungheria Repubblica Ceca e Slovacchia – hanno concordato una strategia comune da adottare per il rispetto dei diritti umani e della democrazia nell’Europa Orientale, e per dare una risposta alle maggiori urgenze della politica estera mondiale.

Come dichiarato dal Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, i quattro Stati hanno deciso di non boicottare le partite del campionato europeo di calcio che si svolgeranno in Ucraina, come invece sarà attuato da Germania, Paesi Bassi, Belgio e Commissione Europea per protestare contro il regresso della democrazia sulle rive del Dnipro, che ha visto nell’arresto politico e nelle percosse subite in carcere da parte della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, la sua piena dimostrazione.

Differente è stata la decisione presa in merito alla partecipazione al vertice dei Paesi dell’Europa Centrale di Jalta. Come illustrato dal Capo di stato padrone di casa, Ivan Gasparovic, la Slovacchia e la Polonia hanno deciso di sfruttare l’incontro con il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, per affrontare vis-a-vis con il collega la questione del rispetto della democrazia e dei diritti civili in Ucraina.

D’altro canto, a Jalta non saranno presenti né il Presidente ceco, Vaclav Klaus, né quello ungherese, Janosz Ador – rappresentato a Strbske dall’ambasciatore magiaro in Slovacchia, Csaba Balogh – che assieme ai colleghi di Estonia, Lettonia, Albania, Bosnia Erzegovina, e Croazia hanno così deciso di protestare per il mancato rispetto delle promesse in merito al rispetto degli standard europei, che a più riprese sono state espresse da Janukovych.

Nonostante le divergenze in merito al vertice dei Paesi dell’Europa Centrale – che Klaus ha definito come naturali e comprensibili, in quanto Polonia e Slovacchia confinano con l’Ucraina, e quindi sono portate ad un atteggiamento più cauto nei confronti di Kyiv rispetto a quello assunto da Praga e Budapest – il quartetto di Vysegrad ha espresso forte preoccupazione per la deriva autoritaria che è in atto in un Paese europeo per cultura, storia e tradizioni, e che rischia di essere inghiottito nella sfera di influenza della Russia.

Altro punto fondamentale del summit di Strbske è stato il varo di una linea comune da assumere nel prossimo vertice della NATO di Chicago, nel quale Polonia, Slovacchia, Ungheria e Repubblica Ceca costituiranno un fronte unico dell’Europa Centrale, e voteranno compatte a favore del ritiro delle truppe dell’Alleanza Atlantica dall’Afghanistan nel 2014. Come dichiarato da Komorowski, ai quattro Paesi si aggiungeranno anche l’Estonia e la Lettonia.

Il Che romeno mette a rischio l’indipendenza energetica europea

Oltre alle decisioni politiche del quartetto di Vysehrad, di importanza rilevante è stata la decisione del governo romeno di congelare i lavori per la ricerca ed il possibile sfruttamento dei giacimenti di gas shale, con la messa in mora delle procedure di estrazione che il colosso statunitense Chevron, dopo avere ottenuto gli appositi permessi da parte del precedente esecutivo, ha già preventivato.

Nonostante il parere contrario del Presidente, Trajan Basescu, il Primo Ministro romeno, il socialdemocratico Victor Ponta, che a più riprese si è dichiarato seguace e ammiratore del rivoluzionario cubano Ernesto Che Guevara, ha bloccato i lavori per questioni di carattere geologico e ambientale, e ha sostenuto che il Paese da lui amministrato non può essere trattato come una colonia da parte delle multinazionali energetiche.

Come rilevato da diversi esperti, la decisione del governo Ponta è destinata ad avere ripercussioni di carattere continentale, in quanto la rinuncia alla ricerca di fonti di approvvigionamento alternative al gas di Mosca mette a rischio l’indipendenza energetica dell’Unione Europea, e, alla lunga, può porre a serio repentaglio la sicurezza nazionale dei singoli Paesi del Vecchio Continente.

Secondo recenti studi, lo shale, che a differenza del gas naturale viene estratto in maggiore profondità – e che per questa ragione richiede l’utilizzo di apparecchiature specifiche oggi presenti solo in USA e Canada – sarebbe presente in grandi quantità nel sottosuolo della Romania e della Polonia, ed il suo utilizzo potrebbe limitare in maniera sensibile la dipendenza energetica dell’Europa dalla Russia.

Matteo Cazzulani

L’Euro 2012 si farà in Ucraina, ma senza politici UE

Posted in Euro 2012 by matteocazzulani on May 3, 2012

La UEFA conferma lo svolgimento del campionato di calcio nelle città ucraine, e la Germania propone il boicottaggio politico, a cui hanno aderito Austria, Olanda e Belgio. La Polonia e la Danimarca criticano l’iniziativa tedesca, mentre la Russia e pronta a beneficiare della rottura tra Bruxelles e Kyiv per convincere Janukovych ad entrare nella zona di influenza geopolitica di Mosca.

L’Europeo si fa, ma senza pacche sulle spalle all’amministrazione autoritaria di Viktor Janukovych. Nella giornata di mercoledì, 2 Maggio, la UEFA, con una nota, ha confermato che le partite della rassegna sportiva continentale del 2012 saranno realizzate in Ucraina, poiché la decisione di assegnare a Kyiv l’organizzazione del campionato di calcio assieme alla Polonia, presa nel 2007, e irrevocabile.

Una conferma e pervenuta dal coordinatore di Euro 2012, Michal Listskiewicz, che ha evidenziato come l’Europeo di calcio possa essere una festa dello sport destinata ad accrescere la conoscenza dei due Paesi organizzatori, e ad influire in maniera positiva sulle economie polacca ed ucraina.

La decisione di non revocare all’Ucraina la realizzazione della manifestazione calcistica dinnanzi al mancato rispetto dei diritti umani e della democrazia, testimoniato dall’arresto politico e dalle percosse subite in carcere dalla Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, ha ottenuto l’assenso anche del Commissario UE all’Allargamento e all’Integrazione, Stefan Fule, che ha ritenuto l’Euro 2012 una prova di maturità per Kyiv.

Le dichiarazioni dell’esponente della Commissione Europea non hanno pero arginato la lunga serie di critiche nei confronti del Presidente ucraino, Viktor Janukovych – ritenuto responsabile dell’arresto della Tymoshenko – che ha spinto il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, ed altri esponenti di rilievo della politica teutonica a richiedere il boicottaggio della rassegna, la sua revoca all’Ucraina, e la sua possibile assegnazione a Paesi maggiormente preparati come la stessa Germania.

Il Ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, ha preso atto della rettifica UEFA, ma ha invitato i Paese dell’Unione Europea a protestare contro l’autoritarismo del Presidente Janukovych evitando di inviare propri esponenti ad assistere alle partite programmate in Ucraina.

Ad accogliere l’appello del Capo della Diplomazia tedesca e stata l’Austria, che ha comunicato come nessun esponente politico non solo non presenzierà ad alcun evento sportivo in programma in Ucraina, ma anche all’amichevole preparatoria tra la rappresentativa austriaca e quella ucraina, in programma ad Innsbruck poco prima dell’inizio del campionato.

Simile posizione e stata presa dall’Olanda, secondo il cui Ministro degli Esteri, Uri Rosenthal, non ha senso assistere a delle partite di calcio accanto al Capo di Stato ucraino mentre a pochi chilometri la Leader dell’Opposizione Democratica e privata della libertà e della dignità, vittima com’è di un arresto politico e di percosse. Conferma della linea e stata adottata anche dalla componente fiamminga del Governo del Belgio.

Posizione leggermente differente e stata assunta dal Presidente estone, Henryk Ilves, che ha deciso di dimostrare la sua contrarietà alla condotta del collega ucraino boicottando non l’Europeo di calcio, ma il vertice dell’Europa Centrale, programmato anch’esso in Ucraina. A questa occasione, che ha una notevole rilevanza politica, hanno dichiarato la propria assenza anche i Capi di Stato di Slovenia, Germania, Austria, Bulgaria, Repubblica Ceca, ed anche da quello della Croazia.

La polemica di Berlino divide l’Europa e favorisce la Russia

Il caso del campionato europeo di calcio ha provocato una rottura nel Paese che attualmente detiene la Presidenza di turno dell’UE, la Danimarca, dove la maggioranza di centro-sinistra, sul modello della posizione della Polonia e della stessa Opposizione Democratica ucraina, ha invitato a non confondere sport e politica, e a partecipare alla rassegna calcistica per non penalizzare il popolo ucraino, che dall’evento può ottenere indiscutibili vantaggi in campo economico e turistico. D’altro canto, l’opposizione danese di centro-destra ha fatto propria la posizione del fronte tedesco, e ha proposto il boicottaggio della manifestazione sportiva.

Una critica all’iniziativa tedesca e stata presa dal Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, che ha evidenziato come il boicottaggio sia un’idea inadeguata, e come la realizzazione del campionato di calcio possa essere un concreto segnale che l’UE potrebbe lanciare al popolo ucraino per confermare l’intenzione di integrare l’Ucraina a Bruxelles anche a livello politico, nonostante il temporaneo regresso della democrazia testimoniato dal caso Tymoshenko.

Attenzione alla questione e stata prestata anche dalla Russia, che ha evidenziato come le proposte di boicottaggio mosse da parte della Germania abbiano comportato un sensibile peggioramento dei rapporti tra l’UE e Kyiv, ed abbia approfondito l’isolamento internazionale del Presidente Janukovych.

Inoltre, molti tra gli esperti di geopolitica hanno evidenziato come dalla rottura diplomatica tra l’Europa e l’Ucraina – che si e davvero intensificata in occasione della campagna per il boicottaggio della manifestazione calcistica – gli unici a trarre vantaggio sono i russi, che potranno utilizzare le chiusure di Bruxelles per convincere Kyiv a tornare sotto la zona di influenza del Cremlino.

Matteo Cazzulani

Spagna e Germania si contendono l’Europe ucraino

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on May 2, 2012

Il Presidente della federazione calcistica iberica propone la realizzazione delle partite ucraine in Spagna, mentre il Ministro degli Interni tedesco ritiene opportuno il trasferimento negli stadi teutonici. L’opposizione della Polonia nelle dichiarazioni dell’ex-Presidente, Aleksander Kwasniewski.

La Allianz arena e il Santiago Bernabeu al posto dello stadio olimpico di Kyiv e della Donbas Arena. Questa e l’idea che ha preso corpo nella giornata di martedì, Primo di Maggio, quando il Presidente della Federacalcio spagnola, Angel Maria Villar, ha proposto di spostare le partite del campionato europeo di calcio previste in Ucraina in Ispagna.

Come dichiarato alla radio Onda Zero, Villar ha preso atto del regresso democratico in atto in Ucraina, dove la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, e arrestata in isolamento ed e stata percossa in carcere, per avanzare la candidatura iberica come salvagente per la realizzazione della rassegna sportiva che Kyiv organizzano con la Polonia.

A non essere concorde con la proposta e stato il Ministro degli Interni e dello Sport tedesco, Hans Petr Friedrich, che con una nota ripresa dalla Bild ha sostenuto la necessita di punire la condotta autoritaria del Presidentedell’Ucraina, Viktor Janukovych, in Germania.

Secondo il Capo dei Sindacati teutonici, Bernardo Bittgautt, gli stadi tedeschi sono già pronti per accogliere l’evento, e come dichiarato all’autorevole Deutsche Welle il progetto di realizzare la rassegna UEFA in Germania e tutt’altro che un’ipotesi.

Una proposta alternativa e provenuta dal Presidente della Commissione Sport del Bundestag, Gabriele Vograscher, che sempre alla Welle ha avanzato la proposta di effettuare le partite programmate in Ucraina in Polonia, per dare la possibilità ad altre città di questo Paese di ospitare la manifestazione sportiva, e, così, di accrescere le proprie potenzialità di attrazione turistica presso i cittadini europei.

La Polonia contro il boicottaggio

A escludere il boicottaggio del campionato europeo di calcio e stato l’ex-Presidente polacco, Aleksander Kwasniewski, che ha illustrato come la questione sportiva non debba essere confusa con le vicende politiche.

Nello specifico, il Capo di Stato polacco Emerito socialdemocratico, che nel 2004 ha sostenuto il processo democratico ucraino passato alla storia come Rivoluzione Arancione, guidato proprio dalla Tymoshenko, ha evidenziato come nella storia i boicottaggi non abbiano portato a nessun risultato, e come per migliorare la situazione in Ucraina siano necessarie azione politiche e non pure prese di posizione sul piano sportivo.

Come dichiarato a radio Tok Fm, Kwasniewski ha illustrato come Janukovych possa migliorare la sua situazione presso la Comunità Occidentale solo liberando Julija Tymoshenko e consentendo alla Leader dell’Opposizione Democratica cure presso le strutture mediche tedesche, come proposto a più riprese dal Cancelliere tedesco, Angela Merkel.

Altresì, l’ex-Presidente polacco si e appellato al Capo di Stato ucraino per riformare il Codice Penale ed eliminare i capitoli appartenenti all’epoca sovietica, per i quali Julija Tymoshenko e stata condannata.

L’idea di boicottare l’Europeo di calcio in Ucraina e stata espressa dal Cancelliere tedesco, Angela Merkel, dinnanzi al regresso della democrazia ucraina e alla situazione della Leader dell’Opposizione Democratica. Concorde con lei si sono detti il Presidente della Commissione Europea, Jose Manuel Barroso, il Segretario UDC, Pierferdinando Casini, e tanti politici tedeschi.

Ad opporsi sono stati esponenti politici della Polonia, come l’addetto del Ministro degli Esteri, il cristiano-democratico Marcin Bosacki, e il Parlamentare europeo conservatore Pawel Kowal.

Matteo Cazzulani