LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: A VUOTO IL SILURO AD AZAROV MENTRE YANUKOVYCH È IN CINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 4, 2013

Il Parlamento ucraino respinge la Mozione di sfiducia al Premier, poi lo Speaker, Volodymyr Rybak, non permette la discussione su una seconda richiesta di dimissioni che avrebbe ottenuto la maggioranza dei voti. l’opposizione decisa a chiedere al Presidente elezioni anticipate

Il viaggio in Cina del Presidente evita il siluro al Premier. Nella giornata di martedì, 3 Dicembre, il Parlamento ucraino ha respinto il voto di sfiducia al Premier, Mykola Azarov, chiesto dalle Opposizioni dopo l’uso della violenza da parte delle forze speciali di polizia sui partecipanti delle manifestazioni in supporto all’integrazione dell’Ucraina nell’UE.

Compatto in sostegno del Governo ha votato il Partito delle Regioni del Presidente Viktor Yanukovych, che durante il voto si è recato in Cina, dopodiché lo Speaker del Parlamento, Volodymyr Rybak, ha chiuso in fretta la seduta, senza permettere l’esame della seconda Mozione di sfiducia presentata dai comunisti, su cui l’opposizione avrebbe votato a favore, permettendo, così, le dimissioni del Governo.

Durante il suo breve discorso -pronunciato in russo anziché in ucraino, come invece previsto dal Regolamento, Azarov si è scusato per l’uso della forza, ed ha accusato i manifestanti di avere provocato la reazione delle forze di polizia.

Pronta la reazione dell’Opposizione, che ha sottolineato come tra i manifestanti siano stati infiltrati dalle Autorità dei provocatori per degenerare la protesta da pacifica a violenta, ed ha dichiarato l’intenzione di marciare verso l’Amministrazione Presidenziale per chiedere al Presidente Yanukovych Elezioni Anticipate.

Obiettivo della protesta apartitica resta la firma immediata dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: documento che integra l’economia di Kyiv nel mercato unico europeo, che Yanukovych ha rinunciato a firmare con una decisione unilaterale, presa senza il consenso della maggioranza degli ucraini, durante il Vertice del Partenariato Orientale UE di Vilna lo scorso 29 Novembre.

Come riportato da fonti ufficiali, la Commissione Europea ha comunque mantenuto aperta la porta all’Ucraina per la firma dell’Accordo, ed ha accettato per riprendere i colloqui con Kyiv di ricevere una delegazione del Governo ucraino capitanata dal Vicepremier, Serhiy Arbuzov.

Il Presidente guarda a Mosca

Nel contempo, il Presidente Yanukovych ha comunicato, una volta ultimata al visita in Cina, l’intenzione di recarsi a Mosca per colloqui con il suo omologo russo, Vladimir Putin, chensi oppone all’integrazione in Europa dell’Ucraina.

Putin vuole infatti inglobare Kyiv nell’Unione Doganale Eurasiatica: progetto di integrazione sovranazionale nello spazio ex-sovietico concepito dal Presidente russo per estendere l’egemonia della Russia nello spazio ex-URSS ed escludere l’UE dalla competizione globale internazionale.

Matteo Cazzulani

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Felice anno nuovo

Posted in Editoriale by matteocazzulani on January 1, 2011

La Voce Arancione augur a tutti i lettori un Felice Anno
Nuovo. Sperando Che possa ausiliare allo sviluppo Della democrazia
in Ucraina e nel resto del mondo ex-sovietico.
Slava Ukrajini!

EURO 2012: UCRAINA E POLONIA ACCUSATE DI CORRUZIONE

Posted in Euro 2012 by matteocazzulani on October 24, 2010

Il Capo della Federazione calcistica cipriota ha accusato i colleghi ucraini e polacchi di avere comprato la giuria per l’assegnazione del campionato europeo del 2012. Infuriati gli organizzatori. L’UEFA chiede le prove

Il logo di Euro 2010. FOTO UEFA

Come ingannare il tempo in una Domenica di inizio autunno ce lo hanno insegnato un quotidiano tedesco ed un ex calciatore. Nella mattinata del 24 ottobre, l’autorevole Sueddeutsche Zeitung ha pubblicato una dichiarazione con cui il presidente della federazione calcistica del Cipro, Spiros Marangos, ha accusato di corruzione i colleghi ucraini e polacchi.

In particolare, il cipriota – greco di nascita, ex giocatore della nazionale ellenica – ha sottolineato che esponenti delle federazioni di Ucraina e Polonia avrebbero comprato il voto di cinque membri della giuria UEFA, che ha assegnato l’organizzazione della manifestazione sportiva a Kyiv e Varsavia. Costo totale dell’operazione, 11 milioni di euro, del cui utilizzo Marangos ha sostenuto possedere le prove.

Pronta la reazione degli accusati. L’ex Capo della federa calcio polacca – PZPN nella lingua di Mickiewicz – Michal Listkevycz, ha rigettato le accuse al mittente, inoltrato una protesta formale a Ginevra, ed invitato i colleghi delle altre federazioni europee a fare altrettanto.

“E’ insensato – ha dichiarato sugli schermi della televisione TVN24 – considero queste dichiarazioni una conseguenza di una frustrazione personale”.

L’analisi di Listkevycz si basa sul fatto che, nel maggio 2007, la candidatura ucraino-polacca ha sbaragliato la concorrenza di altre federazioni, tra cui quella italiana. E, per l’appunto, quella cipriota, presentatasi in collaborazione con la Turchia.

Risoluta, ma ben più cinica, anche la risposta dell’ONU del calcio europeo, affidata alle parole del Segretario Generale, Gianni Infantino.

“Riceviamo ogni giorno accuse di corruzione. Se Nicosia ha le prove, ce le invii. Altrimenti, ci lasci lavorare”.

Via alla vendita dei biglietti on-line

I luoghi ospitanti la manifestazione. FOTO UEFA

Sebbene non abbia avuto il senso della decenza, a Marangos non è mancato quello del tempismo. Poche ore prima, il Comitato Organizzatore di Euro 2012 ha comunicato la possibilità di prenotare i biglietti per gli incontri previsti dal prossimo Primo di marzo. Come assicurato, saranno meno cari di quelli della precedente edizione austro-elvetica del 2008, ed acquistabili in Hryvnje, Zloty ed Euro. Unico mezzo, il sito ufficiale UEFA.

Quella del cipriota non è una Voce Arancione. Così come non lo sono quella di Listkevycz ed Infantino. Ma un prezioso assist per capitalizzare una Domenica uggiosa, invitando a scoprire le bellezze della Polonia e, ancor più, dell’Ucraina. Le partite saranno disputate a Kyiv, Leopoli, Kharkiv e Donec’k sulle rive del Dnipro. E a Varsavia, Breslavia, Danzica e Poznan su quelle della Vistola.

Culture tutte da scoprire. Per una Vecchia Europa, tanto distratta dal pallone da non essersi ancora accorta dell’esistenza di popoli europei al di là del vecchio – ma non troppo – Muro di Berlino.

Matteo Cazzulani

VERTICE YES: A JALTA IL RIALLINEAMENTO ESTERO DI UCRAINA E POLONIA

Posted in Polonia, Ukraina by matteocazzulani on October 2, 2010

Sullo sfondo del ripristino della Costituzione del 1996, il vertice di Jalta sul ruolo di Kyiv nel mondo. Janukovych si allontana dall’Europa. La Polonia si avvicina alla Federazione Russa

Il Commissario Europeo per l'Integrazione e la Politica di Partenariato, il ceco Stefan Fure

Oltre al danno, la beffa. La sentenza con cui la Corte Costituzionale ucraina ha restituito al Presidente pieni poteri sul Parlamento è piombata nel pieno svolgimento del vertice YES di Jalta. Un’incontro informale, di cadenza annuale, in cui si discute del ruolo di Kyiv nel mondo. Diversi gli ospiti a questo importante summit. Non solo politici ucraini, ma anche esponenti di altri Paesi. Tutti, chiamati anche a commentare il contemporaneo terremoto legislativo.

L’Unione Europea tiepida. La Polonia sempre più pragmatica

Lieve condanna è stata espressa dal Commissario Europeo per l’Integrazione e la Politica di Vicinato, Stefan Fule, che ha promesso il monitoraggio costante di Bruxelles affinché ogni cambiamento legislativo segua i principi della democrazia e del rispetto degli standard occidentali. Inoltre, l’esponente ceco dell’UE ha ribadito preoccupazione in merito allo svolgimento delle prossime elezioni locali, ed invitato Janukovych a dare prova delle sue buone intenzioni, garantendo il regolare svolgimento della consultazione.

Differente la posizione dell’ospite più atteso, il Presidente della Polonia, Bronislaw Komorowski. Il Capo dello Stato del Paese che più di tutti ha appoggiato lo sviluppo democratico ucraino, e la sua integrazione nell’UE, ha affermato di non porsi il problema, dal momento in cui la questione resta circoscritta all’ambito interno di Kyiv. Tuttavia, non ha ritenuto pericoloso per la democrazia ucraina la restituzione di pieni poteri al Presidente, e l’esautorazione di un Parlamento, a cui oggi spettano compiti meramente legislativi.

Il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski

Un atteggiamento in linea con il nuovo corso della politica di Varsavia, maggiormente pragmatica, seppur incoerente, ed attenta alle relazioni con Mosca. Difatti, Komorowski ha evidenziato come la Polonia intenda sfruttare la sua membership UE per rinsaldare la collaborazione tra il Vecchio Continente e la Federazione Russa. Un dialogo, in cui rientrerà anche Janukovych.

Janukovych rinuncia all’Europa. La Russia pone la questione internazionale

Il Presidente ucraino, Viktor Janukovych

Proprio il Capo di Stato ucraino ha interloquito a lungo con il collega polacco, a cui ha proposto di partecipare all’operazione di restauro del sistema infrastrutturale energetico del Paese, a cui già hanno aderito UE e Russia. Inoltre, Janukovych ha dichiarato che l’Ucraina sceglierà in autonomia i tempi per l’integrazione europea, tenuto conto dei propri interessi. Concordemente a quanto detto, il Capo di Stato ha rinunciato al piano europeo di creazione di una zona di libero mercato. Ufficialmente, per sconvenienza economica.

Il vice premier russo, Aleksej Kudrin

Più concreti i russi, rappresentati dal vice premier, Aleksej Kudrin, e dal presidente della banca VTB, Andrej Kostin. I due, hanno affrontato la questione della crisi, e si sono appellati ad UE e USA affinché coinvolgano maggiormente economie emergenti come Cina, India, Brasile e, appunto, Federazione Russa.

Infine, uno sguardo sull’emergenza climatica, con un’apposita tavola rotonda a cui, tra gli altri, hanno partecipato l’ex ministro degli esteri tedesco, attuale consigliere del gasdotto Nabucco – progetto ideato da UE ed USA per trasportare gas centro asiatico in Europa senza transitare per il territorio russo – Joscha Fischer, e il Capo di Stato emerito americano, Bill Clinton.

Matteo Cazzulani

BAT’KIVSHCHYNA: LISTA CIVETTA A LEOPOLI. JULIJA TYMOSHENKO: “RISPETTATE LA DEMOCRAZIA”

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 15, 2010

Ex-coordinatori locali dimissionati presentano proprie liste con il nome del partito, in particolare a Kyiv e Leopoli. Appello della leader dell’Opposizione democratica per il rispetto delle regole.

L'ufficio di Den'kovych, a Sambir

Bat’kivshchyna contro il suo clone. A ravvivare la campagna per le prossime consultazioni locali, il principale partito di opposizione della città di Leopoli, che nella giornata di martedì, 14 settembre, si è rivolto ufficialmente alla procura generale per l’avvio di un iter giudiziario a carico del suo ex segretario provinciale, Ivan Den’kovych.

De facto dimissionato lo scorso 3 luglio da una regolare consultazione interna al partito, de iure, Den’kovych ne è restato leader locale, dal momento in il ministero della giustizia mai ha registrato l’esito della votazione, né riconosciuto alla guida del partito leopoliense il nuovo leader, Roman Ilyko. Il politico sfiduciato, che ricopre anche la carica di deputato nazionale, ha depositato la propria candidatura alle prossime amministrative, e si è registrato come leader di Bat’kivshchyna nel capoluogo galiziano.

“E’ un’azione illegale – riporta una nota del partito di opposizione – da parte di chi, espulso per aver tradito i principi del nostro Statuto [successivamente ad una sua votazione alla Rada di un provvedimento proposto dal Partija Rehioniv, n.d.a.], ha ha presentato propria candidatura e liste recante il nome di Bat’kivshchyna. E’ un caso di clonazione politica, che chiediamo sia risolto”.

L’appello di Julija Tymoshenko

Julija Tymoshenko

A riguardo, si è mossa anche la leader del partito, Julija Tymoshenko. Con una lettera aperta alla Commissione Elettorale Centrale, l’anima dell’Opposizione Democratica ha denunciato la creazione di comitati locali-civetta di Bat’kivshchyna non solo a Leopoli, ma anche a Kyiv, Luhans’k ed in altre Oblast’, ove il ricambio interno dei vertici non è stato registrato.

In particolare, la Lady di Ferro ucraina ha accusato i ministri di giustizia ed interno di avere rilasciato ai dimissionati falsi timbri ed attestazioni, con i quali è stato loro possibile usurpare il nome del partito, e presentarsi al voto amministrativo.

“Richiedo con forza – riporta il documento – la revoca delle candidature presentate da Den’kovych e Majbozhenko [l’ex coordinatore locale della oblast’ di Kyiv, n.d.a.]. La legittima decisione interna di Bat’kivshchyna deve essere rispettata. Qualora così non sarà, boicotteremo il voto laddove tale infrazione della democrazia si è verificata”.

Risultato in bilico a Leopoli

Attività politica di Svoboda, a Leopoli

La decisione di Bat’kivshchyna è fondamentale per l’esito delle amministrative, sopratutto a Leopoli. Come sottolineato dal politologo Anatolij Romanok, nel capoluogo galiziano la campagna elettorale sarà particolarmente accesa. E l’assenza del principale partito di opposizione – che in Galizia raccoglie tradizionalmente molti consensi – o la sua scissione in due liste, potrebbe modificare l’esito di consultazioni ancora incerte, malgrado la città delle cinque culture sia affermata roccaforte arancione.

Con tutta probabilità, a contendersi la carica di sindaco saranno saranno il deputato nazionale della maggioranza, Petro Pysarchuk, candidato dal Partija Rehioniv – il partito del presidente, Viktor Janukovych, del premier, Mykola Azarov, e di buona parte dei ministri – ed il Primo Cittadino uscente, Andrij Sadovyj. Il quale, ex esponente di Nasha Ukrajina – il partito dell’ex presidente, Viktor Jushchenko – non ha ancora scelto per quale lista scendere in campo.

Stando agli ultimi sondaggi, la maggioranza dei leopoliensi sarebbe indecisa sul candidato, ma non sulla forza politica per cui votare: il 20% ha dichiarato di supportare il partito conservatore-patriottico Svoboda, il 15% Bat’kivshchyna – di orientamento democratico-patriottico – il 9% il Front Zmin – formazione liberale creata dall’ex speaker della Rada Arsenij Jacenjuk – il 6% il partija Rehioniv. Sotto il 5%, Sylna Ukrajina – partito dell’attuale vixcepremier Serhij Tihipko – e, a sorpresa, Nasha Ukrajina e Pora – protagoniste, assieme al partito di Julija Tymoshenko, della rivoluzione arancione.

Matteo Cazzulani