LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

ROSNEFT-EXXONMOBIL: COSA C’E’ DIETRO L’ACCORDO TRA I DUE GIGANTI DELL’ENERGIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on February 16, 2013

Il monopolista del greggio russo ottiene il controllo del 25% del ricco giacimento Point Thomson, in Alaska, mentre il colosso statunitense riceve diritti di sfruttamento di serbatoi di oro blu nell’Oceano Artico. Il controllo del mercato dell’Asia dietro l’operazione 

Il Presidente russo, Vladimir Putin

Il Presidente russo, Vladimir Putin

Un accordo imponente destinato a mutare gli equilibri nella politica mondiale del gas. Giovedì, 14 Febbraio, alla presenza del Presidente russo, Vladimir Putin, il Capo del monopolista russo del greggio Rosneft, Igor Sechin, e il Leader del colosso statunitense ExxonMobil, Stephen Greenlee, hanno siglato un accordo di cooperazione strategico di particolare rilevanza.

L’accordo tra i due giganti dell’energia prevede la cessione alla Rosneft del 25% del controllo del giacimento Point Thomson, situato in Alaska, da cui gli Stati Uniti d’America hanno progettato la realizzazione di una conduttura in grado di soddisfare il 7% del fabbisogno complessivo di energia degli USA.

Con il il controllo del serbatoio di gas in Alaska, la Rosneft consolida il suo status di prima oil company al Mondo, conquistato nel 2012 con l’acquisizione della terza compagnia energetica russa TNK-BP in seguito alla svendita delle azioni dell’ente da parte del colosso britannico British Petroleum -in cerca di risorse per riparare al Governo USA i danni ambientali provocati nel 2010 nel Golfo del Messico.

Oltre che per i russi, l’operazione porta vantaggi anche per la ExxonMobil, che ha ottenuto la compartecipazione, e il diritto di sfruttamento, in 7 giacimenti di gas nell’Oceano Artico.

Inoltre, l’accordo tra la Rosneft e la ExxonMobil prevede lo sviluppo di tecniche per l’esportazione di gas liquefatto nel mercato asiatico, dove la domanda di energia è in crescita costante.

Con l’avvio dello sfruttamento dei giacimenti domestici di shale -gas ubicato in rocce porose a bassa profondità, estratto con sofisticate tecniche di fracking ad oggi utilizzate solo in Nordamerica- gli USA sono divenuti il principale esportatore di LNG in Asia, in particolare in India, Corea del Sud, Singapore e Indonesia.

L’esportazione di gas liquefatto congiunta con i russi sancita dall’accordo permette agli statunitensi di mantenere la posizione raggiunta nel mercato asiatico, e di disinnescare sul nascere la concorrenza della Russia, che da tempo sta considerando l’invio di gas in Asia.

Dal punto di vista russo, l’accordo comporta una frattura interna tra la Rosneft e l’altro ente monopolista controllato dallo Stato, Gazprom, a cui finora è spettato il monopolio delle esportazioni di gas dalla Russia, dirette sopratutto in Europa.

Con l’avvio dell’esportazione di LNG in Asia, la Rosneft ha la possibilità di insidiare il primato di Gazprom, e di sottrarre all’altro monopolista statale il primato nel settore del gas.

Una finta concorrenza

Il dissidio tra i due monopolisti dell’energia russi ha già avuto riflessi nella politica del Cremlino: il Presidente Putin ha in Sechin uno dei suoi fedelissimi, mentre il Premier Dmitriy Medvedev, nel corso del recente Forum Economico Mondiale di Davos, ha espresso il suo pieno sostegno a Gazprom.

Nonostante le sigle, è lecito evidenziare però come la guerra tra la Rosneft e Gazprom sia una liberalizzazione finta e mascherata.

Entrambe le compagnie, possedute e controllate dallo Stato, sono due enti apparentemente diversi, di cui Mosca si avvale per sfruttare il gas come mezzo con cui realizzare scopi geopolitici, come il rafforzamento della Russia nello spazio post-sovietico e il mantenimento dell’egemonia energetica sull’Europa per impedire la costituzione di un’UE forte e davvero unita.

Matteo Cazzulani

EURO 2012: UCRAINA A RISCHIO ESCLUSIONE

Posted in Euro 2012 by matteocazzulani on January 29, 2011

L’UEFA minaccia l’estromissione di Kyiv dall’organizzazione del Campionato Europeo di Calcio. Troppa corruzione, ed intrusione della politica nella Federazione Nazionale. Condanne anche da parte FIFA. L’ennesima gaffe del Presidente

Il logo del campionato europeo di calcio 2012. FOTO UEFA

Diffida per Janukovych. Con tanto di ultimatum. Questa la decisione del Presidente UEFA, Michel Platini, che ha minacciato la Federazione Calcistica Ucraina — FFU — di estromissione dall’organizzazione egli europei del 2012.

Motivo, la troppa corruzione interna al calcio ucraino. E, sopratutto, le pressioni governative su un ente, teoricamente staccato dai salotti della politica. Nello specifico, l’Unione Europea del pallone intende squalificare a tavolino tutte le squadre ucraine da ogni competizione UEFA. Anche da Euro 2012.

Di conseguenza, insensata sarebbe l’organizzazione di una manifestazione sportiva, in un Paese, la cui rappresentativa non partecipa.

A conferma delle reali intenzioni del francese, l’inserimento della nazionale ucraina giovanile nel girone a sei squadre — anziche negli altri da cinque — delle qualificazioni del 2013. Una soluzione che, in caso di squalifica FFU, non comporterà ripercussioni significative allo svolgimento delle gare.

Un vero e proprio cartellino giallo. Simile a quelli che, spesso, gli arbitri sono costretti ad estrarre, dinnanzi a ripetute infrazioni del regolamento, da parte di un calciatore graziato troppo a lungo.

Infatti, l’ex campione della Juventus ha preso in considerazione una nota della Federazione Mondiale, la FIFA, turbata dinnanzi al tentativo delle Autorità di rovesciare l’attuale dirigenza FFU.

Una fronda interna, capeggiata dal vice-Presidente, Serhij Storozhenko, per dimissionare l’attuale Presidente, Hryhorij Surkis — proprietario della squadra Dynamo Kyiv.

Il primo round, lo scorso 15 Dicembre, quando i due si sono contesi il microfono dell’aula, durante di un litigio da scuola materna, dinnanzi ad uno sconcertato rappresentante UEFA, Pierluigi Collina.

Il seguente capitolo, lo scorso 11 Gennaio, con la richiesta di convocazione straordinaria dell’assemblea nazionale per le dimissioni di Surkis. Secondo Storozhenko, i ¾ dei delegati regionali sarebbero pronti a sfiduciare l’attuale Capo, ed instaurare una nuova dirigenza.

L’indifferenza del Presidente nel pallone

La condanna UEFA, che attende una soluzione a breve, potrebbe comportare danni seri non solo all’immagine, ma anche all’economia di un Paese, che tanto ha scommesso sull’organizzazione della manifestazione.

L’Europeo di calcio, infatti, uno degli ultimi successi del governo arancione di Julija Tymoshenko — poi dimissionata dall’attuale maggioranza filorussa pochi mesi dopo — ha avvicinato Kyiv a Bruxelles.

Significativa la reazione del Presidente, Viktor Janukovych, che ha dimostrato totale indifferenza.

“Sogno di giocare la finale con la Polonia [l’altro Paese organizzatore del Campionato, n.d.a.] ed accogliere quanti più tifosi nella stagione in cui le ragazze ucraine si vestono in maniera più leggera” ha dichiarato, a Davos, a pranzo con il collega polacco, Bronislaw Komorowski.

Peraltro, non riuscendo a pronunciare nemmeno il motto in ucraino della manifestazione sportiva.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO SI DIFENDE. VIKTOR JANUKOVYCH BANCHETTA CON BRONISLAW KOMOROWSKI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 28, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica smonta l’ennesima imputazione politica a suo carico. Da Praga, Bohdan Danylyshyn denuncia la repressione degli esponenti del campo arancione. Colpiti i famigliari di Jurij Lucenko

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Lei alla prova adesivi. Lui a quella del volo in elicottero. Nella giornata di venerdì, 28 Gennaio, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, ha risposto all’accusa di acquisto gonfiato di 100 Opel Combo nel 2009.

In un’apposita conferenza stampa, l’anima della Rivoluzione Arancione ha ribadito di avere ordinato lo stock di automobili per fornire le campagne ucraine di un mezzo veloce per il trasporto dei medici presso le case dei malati.

Un’iniziativa lodevole. Che, tuttavia, non è piaciuta alle Autorità, distratte nello scambiare le utilitarie teutoniche per più ingombranti autoambulanze. E nell’incolpare l’ex-Primo Ministro, con tale mezzo, di aver beneficiato solo le regioni occidentali, politicamente a lei fedeli.

Inutile spiegare che le Oblast’ in questione, a differenza di quelle orientali, filorusse, e maggiormente urbanizzate, feudo del Presidente, Viktor Janukovych, sono prevalentemente agricole. E che, come evidenziato dalla Tymoshenko, le Combo sono servite proprio per consentire ai dottori di campagna lo spostamento nella zona di competenza.

Utilità confermata da una decina di dottori, le cui testimonianze sono state proiettate dinnanzi alla stampa.

In aggiunta, la Leader dell’Opposizione Democratica ha illustrato come, anziché indagare su una spesa socialmente utile, la Procura farebbe bene ad indagare sui 17 milioni di euro, spesi da Janukovych per un elicottero ad uso privato.

“Sulle automobili – ha dichiarato Julija Tymoshenko – è scritta chiaramente la loro appartenenza ad una campagna sociale del mio governo. Prima del mio dimissionamento – ha continuato – sono state preventivate altre 10 mila vetture, per le esigenze di altri centri di campagna”.

“Qualora Janukovych – ha aggiunto –  incaricasse il suo governo [presieduto dal Premier, Mykola Azarov, n.d.a] di comprarle, io per prima – ha concluso – con i soldi del mio partito, attaccherò adesivi che certificano il merito del Presidente”.

Nuove accuse per la Leader dell’Opposizione Democratica e nuova controffensiva dalla Repubblica Ceca

Lecito ricordare che la Leader dell’Opposizione Democratica è giornalmente interrogata in Procura. Accusata anche di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali. E di acquisto irregolare di vaccini, e 27 ambulanze.

Accuse gravi, che le sono costate la revoca del Diritto d’Espatrio. Rea, per così dire, di aver pagato le pensioni, e migliorato la sanità, in un momento di crisi economica.

Inoltre, sempre il 28 Gennaio, la Leader dell’Opposizione Democratica è stata accusata di aver importato zucchero a prezzi incrementati. Il periodo in questione, il 2009. Particolarmente difficile per l’Ucraina, in preda ad una grave crisi economica, che ha interessato anche l’agricoltura.

A confermare la natura politica dell’offensiva dei giudici ucraini, l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn. Da Praga, dove è stato riconosciuto perseguitato politico, ha accusato Janukovych di aver ordinato una campagna di repressione contro esponenti di spicco dell’Opposizione Democratica.

Per giunta, avvalendosi di capi d’accusa deboli. Che, anche se confermati, non certificano alcun danno sostanziale per le casse dello stato.

Come illustrato dal politico, oltre a Julija Tymoshenko, ed alla sua persona – prima della concessione dell’asilo politico da parte della Repubblica Ceca – vittime della repressione delle Autorità sono  l’ex-Viceministro della Giustizia, Jevhen Kornijchuk, e l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko.

Proprio sul Leader di Narodna Samooborona è continuata la pressione della Procura. Ad essere colpiti, i suoi famigliari, ed immobili. Oltre alla confisca delle proprietà, il fratello, Serhij, è stato convocato dai giudici, accusato di oltraggio a Pubblico Ufficiale, successivamente alla conferma della detenzione in isolamento del politico dell’Opposizione Democratica.

Nessuna risposta, né, tantomeno, condanna, da Janukovych. Impegnato, a Davos, in un pranzo con il suo collega polacco, Bronislaw Komorowski.

Matteo Cazzulani