LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

VERTICE DI JALTA: JANUKOVYCH E’ SEMPRE PIU ISOLATO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 5, 2012

Dodici Presidenti non parteciperanno al summit dei Paesi dell’Europa Centrale per protestare contro la repressione dell’Opposizione Democratica ucraina, mentre diversi Leader di governo nazionali e continentali hanno dichiarato l’intenzione di boicottare le partite del campionato europeo di calcio che si giocheranno in Ucraina. L’appello di Adam Michnik per la liberazione dell’anima del dissenso arancione, Julija Tymoshenko, e per il sostegno delle ambizioni europee di Kyiv

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Dai vertici internazionali allo sport, Janukovych avrà molto da riflettere sul perché della sua solitudine politica. Nella giornata di venerdì, 4 Maggio, è salito a dodici il numero dei Presidenti che hanno deciso di non partecipare al summit dei Capi di Stato dell’Europa Centrale, organizzato a Jalta, in Crimea, sotto la dirigenza della Presidenza ucraina.

Alle defezioni dei Presidenti di Germania, Joachim Gauck, Austria, Heinz Fischer, Repubblica Ceca, Vaclav Klaus, Croazia, Ivo Josipovic, Bulgaria, Rosen Plevnelev, Lettonia, Andis Berzins, Estonia, Henryk Ilves, Ungheria, Janos Ader, e Albania, Bamir Topi, si è aggiunta la rinuncia del Capo di Stato della Bosnia Erzegovina, Bagir Izetbegovic

Molte tra le giustificazioni fornite a Kyiv a corredo delle rinunce si sono limitate all’ambito diplomatico, ma in realtà le defezioni sono un segnale di aperta contestazione nei confronti del Presidente ucraino, Viktor Janukovych.

Egli è criticato per le repressioni politiche attuate nei confronti degli esponenti dell’Opposizione Democratica: molti dei quali sono stati arrestati, processati senza diritto di difesa, rinchiusi in carcere senza che un verdetto in merito fosse stato ancora pronunciato, privati dell’assistenza medica, e addirittura picchiati, come avvenuto alla Leader del campo arancione, l’ex-Primo Ministro Julija Tymoshenko.

Il regresso della democrazia a Kyiv ha provocato una protesta non solo nei confronti del vertice di Jalta, ma anche del campionato europeo di calcio del 2012, che l’Ucraina organizzerà con la Polonia.

A favore dell’idea lanciata dal Cancelliere della Germania, Angela Merkel, e del segretario dell’opposizione tedesca, Sigmar Gabriel, di non recarsi negli stadi ucraini per protestare contro le detenzioni politiche si sono dichiarati il Ministro degli Esteri dei Paesi Bassi, Uri Rosenthal, il suo collega Austriaco, Michael Spindelegger, e quello belga, Didier Reynders.

Differente è la situazione interna agli organismi politici UE: il Presidente della Commissione, José Manuel Barroso, ha sostenuto l’iniziativa della Merkel, e ha invitato tutti gli altri esponenti dell’esecutivo continentale a boicottare la parte ucraina della rassegna sportiva.

Diversamente, il Presidente del Parlamento, Martin Schulz, ha evidenziato come il boicottaggio non sia una soluzione che aiuti al miglioramento della situazione della Tymoshenko e degli altri detenuti politici, ma nel contempo ha comunicato la sua decisione di unirsi alla linea dei Commissari qualora il Regresso della democrazia in Ucraina continuasse a manifestarsi nella maniera così forte finora registrata.

Infine, una frattura più profonda è apparsa in Danimarca, dove la linea della Merkel è stata appoggiata dall’opposizione di centro-destra, mentre la maggioranza di centro-sinistra si è dichiarata contraria, in quanto essa ha ritenuto che il boicottaggio della manifestazione sportiva è una penalizzazione maggiore per il popolo ucraino più che per il suo Presidente.

L’appello di Michnik per la liberazione di Julija Tymoshenko e l’integrazione europea dell’Ucraina

La posizione di Schulz e della maggioranza danese – che ricopre la Presidenza di Turno dell’Unione Europea – è condivisa da una serie di Paesi del Vecchio Continente, che per ragioni storiche, economiche e geopolitiche affrontano la questione ucraina con maggiore cautela rispetto al punto di vista tedesco.

Il Presidente e il Premier polacco, Bronislaw Komorowski e Donald Tusk, hanno invitato i Capi di Stato dell’Europa Centrale a non disertare il vertice di Jalta, e hanno consigliato ai Leader di governo UE di non boicottare la parte ucraina dell’europeo di calcio per non isolare completamente l’Ucraina dalla comunità Occidentale.

A cogliere l’invito di Varsavia sono stati i Presidenti di Moldova e Slovacchia, Nicoli Timofti e Ivan Gasparovic, che assieme a Komorowski hanno dichiarato l’intenzione di recarsi a Jalta per mantenere le relazioni con l’Ucraina, e per affrontare vis-à-vis con Janukovych la questione del regresso democratico in un Paese europeo per storia, cultura e tradizioni.

A dare linfa a questa posizione è stato anche lo storico dissidente polacco del sindacato autonomo Solidarnosc, e attuale Redattore dell’autorevole Gazeta Wyborcza, Adam Michnik, che ha lanciato un appello – aperto alla sottoscrizione pubblica – per richiedere la liberazione di Julija Tymoshenko e degli altri detenuti politici repressi dal regime autoritario di Janukovych senza boicottare l’euro 2012, né sostenere iniziative atte a isolare l’Ucraina dalla comunità europea.

Come illustrato da Michnik e da diversi politologi, l’allontanamento di Kyiv dall’Occidente, e l’inevitabile conseguente inglobamento dell’Ucraina nella zona di influenza della Russia, mette a serio repentaglio l’indipendenza economica e la sicurezza nazionale di tutta l’Europa.

Il controllo politico dei russi sulle risorse naturali e sulle infrastrutture energetiche ucraine porta a compimento le ancora forti velleità imperiali del Cremlino, e nel lungo-medio temine permette a Mosca di acquisire lo status di superpotenza mondiale, e di relegare ai margini dell’economia mondiale un’Unione Europea sempre più debole e divisa.

Matteo Cazzulani

L’Euro 2012 si farà in Ucraina, ma senza politici UE

Posted in Euro 2012 by matteocazzulani on May 3, 2012

La UEFA conferma lo svolgimento del campionato di calcio nelle città ucraine, e la Germania propone il boicottaggio politico, a cui hanno aderito Austria, Olanda e Belgio. La Polonia e la Danimarca criticano l’iniziativa tedesca, mentre la Russia e pronta a beneficiare della rottura tra Bruxelles e Kyiv per convincere Janukovych ad entrare nella zona di influenza geopolitica di Mosca.

L’Europeo si fa, ma senza pacche sulle spalle all’amministrazione autoritaria di Viktor Janukovych. Nella giornata di mercoledì, 2 Maggio, la UEFA, con una nota, ha confermato che le partite della rassegna sportiva continentale del 2012 saranno realizzate in Ucraina, poiché la decisione di assegnare a Kyiv l’organizzazione del campionato di calcio assieme alla Polonia, presa nel 2007, e irrevocabile.

Una conferma e pervenuta dal coordinatore di Euro 2012, Michal Listskiewicz, che ha evidenziato come l’Europeo di calcio possa essere una festa dello sport destinata ad accrescere la conoscenza dei due Paesi organizzatori, e ad influire in maniera positiva sulle economie polacca ed ucraina.

La decisione di non revocare all’Ucraina la realizzazione della manifestazione calcistica dinnanzi al mancato rispetto dei diritti umani e della democrazia, testimoniato dall’arresto politico e dalle percosse subite in carcere dalla Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, ha ottenuto l’assenso anche del Commissario UE all’Allargamento e all’Integrazione, Stefan Fule, che ha ritenuto l’Euro 2012 una prova di maturità per Kyiv.

Le dichiarazioni dell’esponente della Commissione Europea non hanno pero arginato la lunga serie di critiche nei confronti del Presidente ucraino, Viktor Janukovych – ritenuto responsabile dell’arresto della Tymoshenko – che ha spinto il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, ed altri esponenti di rilievo della politica teutonica a richiedere il boicottaggio della rassegna, la sua revoca all’Ucraina, e la sua possibile assegnazione a Paesi maggiormente preparati come la stessa Germania.

Il Ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, ha preso atto della rettifica UEFA, ma ha invitato i Paese dell’Unione Europea a protestare contro l’autoritarismo del Presidente Janukovych evitando di inviare propri esponenti ad assistere alle partite programmate in Ucraina.

Ad accogliere l’appello del Capo della Diplomazia tedesca e stata l’Austria, che ha comunicato come nessun esponente politico non solo non presenzierà ad alcun evento sportivo in programma in Ucraina, ma anche all’amichevole preparatoria tra la rappresentativa austriaca e quella ucraina, in programma ad Innsbruck poco prima dell’inizio del campionato.

Simile posizione e stata presa dall’Olanda, secondo il cui Ministro degli Esteri, Uri Rosenthal, non ha senso assistere a delle partite di calcio accanto al Capo di Stato ucraino mentre a pochi chilometri la Leader dell’Opposizione Democratica e privata della libertà e della dignità, vittima com’è di un arresto politico e di percosse. Conferma della linea e stata adottata anche dalla componente fiamminga del Governo del Belgio.

Posizione leggermente differente e stata assunta dal Presidente estone, Henryk Ilves, che ha deciso di dimostrare la sua contrarietà alla condotta del collega ucraino boicottando non l’Europeo di calcio, ma il vertice dell’Europa Centrale, programmato anch’esso in Ucraina. A questa occasione, che ha una notevole rilevanza politica, hanno dichiarato la propria assenza anche i Capi di Stato di Slovenia, Germania, Austria, Bulgaria, Repubblica Ceca, ed anche da quello della Croazia.

La polemica di Berlino divide l’Europa e favorisce la Russia

Il caso del campionato europeo di calcio ha provocato una rottura nel Paese che attualmente detiene la Presidenza di turno dell’UE, la Danimarca, dove la maggioranza di centro-sinistra, sul modello della posizione della Polonia e della stessa Opposizione Democratica ucraina, ha invitato a non confondere sport e politica, e a partecipare alla rassegna calcistica per non penalizzare il popolo ucraino, che dall’evento può ottenere indiscutibili vantaggi in campo economico e turistico. D’altro canto, l’opposizione danese di centro-destra ha fatto propria la posizione del fronte tedesco, e ha proposto il boicottaggio della manifestazione sportiva.

Una critica all’iniziativa tedesca e stata presa dal Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, che ha evidenziato come il boicottaggio sia un’idea inadeguata, e come la realizzazione del campionato di calcio possa essere un concreto segnale che l’UE potrebbe lanciare al popolo ucraino per confermare l’intenzione di integrare l’Ucraina a Bruxelles anche a livello politico, nonostante il temporaneo regresso della democrazia testimoniato dal caso Tymoshenko.

Attenzione alla questione e stata prestata anche dalla Russia, che ha evidenziato come le proposte di boicottaggio mosse da parte della Germania abbiano comportato un sensibile peggioramento dei rapporti tra l’UE e Kyiv, ed abbia approfondito l’isolamento internazionale del Presidente Janukovych.

Inoltre, molti tra gli esperti di geopolitica hanno evidenziato come dalla rottura diplomatica tra l’Europa e l’Ucraina – che si e davvero intensificata in occasione della campagna per il boicottaggio della manifestazione calcistica – gli unici a trarre vantaggio sono i russi, che potranno utilizzare le chiusure di Bruxelles per convincere Kyiv a tornare sotto la zona di influenza del Cremlino.

Matteo Cazzulani