LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Gas: Lituania, Estonia e Lettonia adottano una strategia comune

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on December 1, 2012

I Presidenti Dalija Grybauskaite, Henrik Ilves e Andris Berzins pianificano la comune politica energetica dei Paesi baltici in vista della Presidenza di turno UE di Vilna. Progettata l’unificazione dei gasdotti con la Polonia

Una politica energetica comune per tre Paesi dell’Unione Europea in cerca dell’indipendenza energetica. Nella giornata di venerdì, 30 Novembre, a Kaunas, ha avuto luogo un summit tra i presidenti di Estonia, Lettonia e Lituania per concordare una comune strategia energetica dei tre Paesi Baltici.

Estonia, Lettonia e Lituania sono accomunati dalla fortissima dipendenza dal gas della Russia, che rifornisce i Paesi Baltici di più del 90% del loro fabbisogno energetico.

Come riportato dal Presidente lituano, Dalija Grybauskaite, i tre Paesi hanno concordato su azioni comuni volte a collegare il sistema infrastrutturale energetico di Lituania, Estonia e Lettonia con quello della Polonia.

La misura e coerente con la politica energetica della Commissione Europea, che per diminuire la dipendenza dalla Russia del Vecchio Continente – pari al 40% del fabbisogno continentale – ha programmato la liberalizzazione del mercato UE del gas con la libera commercializzazione dell’oro blu tra i 27 Paesi dell’Unione.

Oltre ai punti condivisi, alcune tematiche sono rimaste irrisolte. Estonia, Lettonia e Lituania hanno programmato la costruzione di un rigassificatore in ciascuno dei tre Paesi.

Il più avanti nel progetto e I’Estonia, che grazie alla partnership con la compagnia finlandese Gasum, ha pianificato un gasdotto che collega il territorio estone alla Finlandia, dove Sara realizzato un terminale LNG.

Simile progetto e stato varato dalla Lituania, che ha avviato la realizzazione di un rigassificatore a Klaipeda per l’importazione di gas da Qatar e Norvegia.

Lo scontro sul nucleare

Altro punto di divisione riguarda l’energia nucleare. I Presidenti di Estonia e Lettonia, Toomas Hendrik Ilves e Andris Berzins, hanno espresso preoccupazione per il piano della Lituania di costruzione di una centrale atomica a Visaginas.

Il Presidente lituano Grybauskaite e favorevole al progetto, ma il nuovo governo socialdemocratico ha dichiarato la volontà di rivedere il progetto.

Nel 2013, la Lituania assume la presidenza di turno UE. Tra le priorità Vilna ha posto il varo di una politica energetica comune per l’Unione Europea volta alla diminuzione della dipendenza dalla Russia, e l’implementazione del Partenariato Orientale con Bielorussia, Ucraina, Georgia, Moldova, Azerbaijan ed Armenia.

Matteo Cazzulani

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JANUKOVYCH RINVIA IL VERTICE DI JALTA. LA TYMOSHENKO TRASFERITA IN OSPEDALE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 9, 2012

Isolato dalla comunità internazionale, il Presidente ucraino congela il summit dei Paesi dell’Europa Centrale, mentre la Leader dell’Opposizione Democratica interrompe lo sciopero della fame, e accetta il trasferimento presso una struttura ospedaliera per ricevere le cure dei medici tedeschi

Le percosse subite dalla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

“Considerando l’indisponibilità a presenziare da parte di moti Paesi, riteniamo utile spostare il vertice dei Paesi dell’Europa Centrale ad un termine successivo”. Laconica, tagliente, al limite del rassegnato, è stata la comunicazione con cui l’Addetto Stampa del Ministero degli Esteri ucraino, Oleksandr Dykusarov, ha reso nota la decisione del Presidente, Viktor Janukovych, di rinviare il vertice di Jalta.

Al summit, che rappresenta un avvenimento di importanza notevole nella politica internazionale, quasi tutti i Capi di Stato invitati hanno dichiarato la loro assenza per protestare contro le condizioni disumane a cui è soggetta la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko: detenuta in isolamento in seguito a una condanna politica, e di recente persino percossa dalle Autorità carcerarie nella sua cella.

Intenzionati a boicottare il vertice di Crimea sono stati i Presidenti di Germania Joachim Gauck, Repubblica Ceca Vaclav Klaus, Austria Heinz Fischer, Estonia Henryk Ilves, Bosnia Erzegovina Bakir Izetbegovic, Lettonia Andris Berzins, Croazia Ivo Josipovic, Montenegro Filip Vujanovic, Bulgaria Rosen Plevneliev, ma non quelli di Polonia, Slovacchia e Moldova, Bronislaw Komorowski, Ivan Gasparovic, e Nicolae Timofti, che hanno evidenziato come l’assenza a Jalta dei colleghi europei possa profondamente isolare l’Ucraina dall’Occidente, e rischi di consegnare Kyiv alla sfera di influenza della Russia.

Diversa è stata la posizione della Presidente della Lituania, Dalia Grybauskaite, che ha confermato la sua presenza al vertice solo dopo avere ottenuto da Janukovych il permesso di visitare la Tymoshenko presso la sua cella: una possibilità che finora le Autorità ucraine hanno negato a molti, tra cui esponenti politici dell’Unione Europea e l’ambasciatore francese per i Diritti Umani, Francois Zimeray.

Alla notizia del congelamento del vertice di Jalta, il Presidente della Commissione del Parlamento Europeo per i rapporti con l’Ucraina, Pawel Kowal, ha evidenziato come le Autorità ucraine da oggi debbano dimostrare al più presto di saper risolvere la questione del rispetto dei diritti umani per non peggiorare le relazioni con Bruxelles.

Dal canto suo, la Grybauskaite ha comunicato di non voler rinunciare alla visita alla Tymoshenko, e per questa ragione non ha cancellato il viaggio in Ucraina. Komorowski, invece, ha sottolineato come la decisione di congelare il vertice sia utile per consentire una più approfondita riflessione in merito ai rapporti tra Kyiv e l’Unione Europea.

La Leader dell’Opposizione Democratica accetta le cure

Nel contempo, la Leader dell’Opposizione Democratica ha comunicato la sospensione dello sciopero della fame, ed ha accettato il trasferimento presso l’ospedale dei ferrovieri di Kharkiv una volta ottenuto il permesso di essere curata dal medico tedesco Lutz Harms: su cui la Tymoshenko ripone piena fiducia.

Come comunicato dalla figlia della Leader dell’Opposizione Democratica, Jevhenija, la Tymoshenko per una ventina di giorni si è nutrita di sola acqua, ed è dimagrita di 10 chili. Sulla decisione di interrompere la protesta ha pesato il parere del Dottor Harms, che ha illustrato l’impossibilità di avviare il programma di cure mediche con una paziente malnutrita.

Durante il primo tentativo di curare Julija Tymoshenko, che ha avuto luogo il 20 Aprile, la Leader dell’Opposizione Democratica è stata picchiata e costretta con la forza al trasferimento dal carcere da parte di agenti del servizio di polizia carceraria. In risposta, la Tymoshenko ha rifiutato ogni forma di assistenza, ed ha avviato l’astensione dal cibo in segno di protesta.

La Leader dell’Opposizione Democratica è stata condannata l’11 Ottobre 2011 a sette anni di detenzione in isolamento per avere firmato nel 2009 – quando ha ricoperto la carica di Primo Ministro – accordi energetici con la Russia ritenuti svantaggiosi per le casse dello Stato. L’8 Dicembre, alla Tymoshenko – già detenuta in carcere – è stato poi sentenziato un secondo arresto perché ritenuta soggetto potenzialmente pericoloso per il prosieguo delle indagini di un secondo procedimento aperto a suo carico per evasione fiscale.

Secondo la diagnosi formulata da un’équipe di medici tedeschi e canadesi – che su pressione della Comunità Internazionale hanno potuto visitare la Leader dell’Opposizione Democratica – la Tymoshenko è affetta da un’ernia del disco, che se non curata adeguatamente può portare l’ex-Primo Ministro alla paralisi.

Dinnanzi all’insufficiente assistenza medica fornita dalle Autorità carcerarie, a offrire ospitalità presso le strutture mediche di Paesi occidentali sono stati il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, ed il Capo del Dipartimento Federale per gli Affari Esteri della Svizzera, Didier Burchalter.

Condanne al Presidente Janukovych per il mancato rispetto dei Diritti Umani in Ucraina sono pervenute a più riprese da Unione Europea, Stati Uniti d’America, Consiglio d’Europa, NATO, ONU, Canada, Australia, e persino dalla Federazione Russa.

Matteo Cazzulani

VERTICE DI JALTA: JANUKOVYCH E’ SEMPRE PIU ISOLATO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 5, 2012

Dodici Presidenti non parteciperanno al summit dei Paesi dell’Europa Centrale per protestare contro la repressione dell’Opposizione Democratica ucraina, mentre diversi Leader di governo nazionali e continentali hanno dichiarato l’intenzione di boicottare le partite del campionato europeo di calcio che si giocheranno in Ucraina. L’appello di Adam Michnik per la liberazione dell’anima del dissenso arancione, Julija Tymoshenko, e per il sostegno delle ambizioni europee di Kyiv

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Dai vertici internazionali allo sport, Janukovych avrà molto da riflettere sul perché della sua solitudine politica. Nella giornata di venerdì, 4 Maggio, è salito a dodici il numero dei Presidenti che hanno deciso di non partecipare al summit dei Capi di Stato dell’Europa Centrale, organizzato a Jalta, in Crimea, sotto la dirigenza della Presidenza ucraina.

Alle defezioni dei Presidenti di Germania, Joachim Gauck, Austria, Heinz Fischer, Repubblica Ceca, Vaclav Klaus, Croazia, Ivo Josipovic, Bulgaria, Rosen Plevnelev, Lettonia, Andis Berzins, Estonia, Henryk Ilves, Ungheria, Janos Ader, e Albania, Bamir Topi, si è aggiunta la rinuncia del Capo di Stato della Bosnia Erzegovina, Bagir Izetbegovic

Molte tra le giustificazioni fornite a Kyiv a corredo delle rinunce si sono limitate all’ambito diplomatico, ma in realtà le defezioni sono un segnale di aperta contestazione nei confronti del Presidente ucraino, Viktor Janukovych.

Egli è criticato per le repressioni politiche attuate nei confronti degli esponenti dell’Opposizione Democratica: molti dei quali sono stati arrestati, processati senza diritto di difesa, rinchiusi in carcere senza che un verdetto in merito fosse stato ancora pronunciato, privati dell’assistenza medica, e addirittura picchiati, come avvenuto alla Leader del campo arancione, l’ex-Primo Ministro Julija Tymoshenko.

Il regresso della democrazia a Kyiv ha provocato una protesta non solo nei confronti del vertice di Jalta, ma anche del campionato europeo di calcio del 2012, che l’Ucraina organizzerà con la Polonia.

A favore dell’idea lanciata dal Cancelliere della Germania, Angela Merkel, e del segretario dell’opposizione tedesca, Sigmar Gabriel, di non recarsi negli stadi ucraini per protestare contro le detenzioni politiche si sono dichiarati il Ministro degli Esteri dei Paesi Bassi, Uri Rosenthal, il suo collega Austriaco, Michael Spindelegger, e quello belga, Didier Reynders.

Differente è la situazione interna agli organismi politici UE: il Presidente della Commissione, José Manuel Barroso, ha sostenuto l’iniziativa della Merkel, e ha invitato tutti gli altri esponenti dell’esecutivo continentale a boicottare la parte ucraina della rassegna sportiva.

Diversamente, il Presidente del Parlamento, Martin Schulz, ha evidenziato come il boicottaggio non sia una soluzione che aiuti al miglioramento della situazione della Tymoshenko e degli altri detenuti politici, ma nel contempo ha comunicato la sua decisione di unirsi alla linea dei Commissari qualora il Regresso della democrazia in Ucraina continuasse a manifestarsi nella maniera così forte finora registrata.

Infine, una frattura più profonda è apparsa in Danimarca, dove la linea della Merkel è stata appoggiata dall’opposizione di centro-destra, mentre la maggioranza di centro-sinistra si è dichiarata contraria, in quanto essa ha ritenuto che il boicottaggio della manifestazione sportiva è una penalizzazione maggiore per il popolo ucraino più che per il suo Presidente.

L’appello di Michnik per la liberazione di Julija Tymoshenko e l’integrazione europea dell’Ucraina

La posizione di Schulz e della maggioranza danese – che ricopre la Presidenza di Turno dell’Unione Europea – è condivisa da una serie di Paesi del Vecchio Continente, che per ragioni storiche, economiche e geopolitiche affrontano la questione ucraina con maggiore cautela rispetto al punto di vista tedesco.

Il Presidente e il Premier polacco, Bronislaw Komorowski e Donald Tusk, hanno invitato i Capi di Stato dell’Europa Centrale a non disertare il vertice di Jalta, e hanno consigliato ai Leader di governo UE di non boicottare la parte ucraina dell’europeo di calcio per non isolare completamente l’Ucraina dalla comunità Occidentale.

A cogliere l’invito di Varsavia sono stati i Presidenti di Moldova e Slovacchia, Nicoli Timofti e Ivan Gasparovic, che assieme a Komorowski hanno dichiarato l’intenzione di recarsi a Jalta per mantenere le relazioni con l’Ucraina, e per affrontare vis-à-vis con Janukovych la questione del regresso democratico in un Paese europeo per storia, cultura e tradizioni.

A dare linfa a questa posizione è stato anche lo storico dissidente polacco del sindacato autonomo Solidarnosc, e attuale Redattore dell’autorevole Gazeta Wyborcza, Adam Michnik, che ha lanciato un appello – aperto alla sottoscrizione pubblica – per richiedere la liberazione di Julija Tymoshenko e degli altri detenuti politici repressi dal regime autoritario di Janukovych senza boicottare l’euro 2012, né sostenere iniziative atte a isolare l’Ucraina dalla comunità europea.

Come illustrato da Michnik e da diversi politologi, l’allontanamento di Kyiv dall’Occidente, e l’inevitabile conseguente inglobamento dell’Ucraina nella zona di influenza della Russia, mette a serio repentaglio l’indipendenza economica e la sicurezza nazionale di tutta l’Europa.

Il controllo politico dei russi sulle risorse naturali e sulle infrastrutture energetiche ucraine porta a compimento le ancora forti velleità imperiali del Cremlino, e nel lungo-medio temine permette a Mosca di acquisire lo status di superpotenza mondiale, e di relegare ai margini dell’economia mondiale un’Unione Europea sempre più debole e divisa.

Matteo Cazzulani

L’Euro 2012 si farà in Ucraina, ma senza politici UE

Posted in Euro 2012 by matteocazzulani on May 3, 2012

La UEFA conferma lo svolgimento del campionato di calcio nelle città ucraine, e la Germania propone il boicottaggio politico, a cui hanno aderito Austria, Olanda e Belgio. La Polonia e la Danimarca criticano l’iniziativa tedesca, mentre la Russia e pronta a beneficiare della rottura tra Bruxelles e Kyiv per convincere Janukovych ad entrare nella zona di influenza geopolitica di Mosca.

L’Europeo si fa, ma senza pacche sulle spalle all’amministrazione autoritaria di Viktor Janukovych. Nella giornata di mercoledì, 2 Maggio, la UEFA, con una nota, ha confermato che le partite della rassegna sportiva continentale del 2012 saranno realizzate in Ucraina, poiché la decisione di assegnare a Kyiv l’organizzazione del campionato di calcio assieme alla Polonia, presa nel 2007, e irrevocabile.

Una conferma e pervenuta dal coordinatore di Euro 2012, Michal Listskiewicz, che ha evidenziato come l’Europeo di calcio possa essere una festa dello sport destinata ad accrescere la conoscenza dei due Paesi organizzatori, e ad influire in maniera positiva sulle economie polacca ed ucraina.

La decisione di non revocare all’Ucraina la realizzazione della manifestazione calcistica dinnanzi al mancato rispetto dei diritti umani e della democrazia, testimoniato dall’arresto politico e dalle percosse subite in carcere dalla Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, ha ottenuto l’assenso anche del Commissario UE all’Allargamento e all’Integrazione, Stefan Fule, che ha ritenuto l’Euro 2012 una prova di maturità per Kyiv.

Le dichiarazioni dell’esponente della Commissione Europea non hanno pero arginato la lunga serie di critiche nei confronti del Presidente ucraino, Viktor Janukovych – ritenuto responsabile dell’arresto della Tymoshenko – che ha spinto il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, ed altri esponenti di rilievo della politica teutonica a richiedere il boicottaggio della rassegna, la sua revoca all’Ucraina, e la sua possibile assegnazione a Paesi maggiormente preparati come la stessa Germania.

Il Ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, ha preso atto della rettifica UEFA, ma ha invitato i Paese dell’Unione Europea a protestare contro l’autoritarismo del Presidente Janukovych evitando di inviare propri esponenti ad assistere alle partite programmate in Ucraina.

Ad accogliere l’appello del Capo della Diplomazia tedesca e stata l’Austria, che ha comunicato come nessun esponente politico non solo non presenzierà ad alcun evento sportivo in programma in Ucraina, ma anche all’amichevole preparatoria tra la rappresentativa austriaca e quella ucraina, in programma ad Innsbruck poco prima dell’inizio del campionato.

Simile posizione e stata presa dall’Olanda, secondo il cui Ministro degli Esteri, Uri Rosenthal, non ha senso assistere a delle partite di calcio accanto al Capo di Stato ucraino mentre a pochi chilometri la Leader dell’Opposizione Democratica e privata della libertà e della dignità, vittima com’è di un arresto politico e di percosse. Conferma della linea e stata adottata anche dalla componente fiamminga del Governo del Belgio.

Posizione leggermente differente e stata assunta dal Presidente estone, Henryk Ilves, che ha deciso di dimostrare la sua contrarietà alla condotta del collega ucraino boicottando non l’Europeo di calcio, ma il vertice dell’Europa Centrale, programmato anch’esso in Ucraina. A questa occasione, che ha una notevole rilevanza politica, hanno dichiarato la propria assenza anche i Capi di Stato di Slovenia, Germania, Austria, Bulgaria, Repubblica Ceca, ed anche da quello della Croazia.

La polemica di Berlino divide l’Europa e favorisce la Russia

Il caso del campionato europeo di calcio ha provocato una rottura nel Paese che attualmente detiene la Presidenza di turno dell’UE, la Danimarca, dove la maggioranza di centro-sinistra, sul modello della posizione della Polonia e della stessa Opposizione Democratica ucraina, ha invitato a non confondere sport e politica, e a partecipare alla rassegna calcistica per non penalizzare il popolo ucraino, che dall’evento può ottenere indiscutibili vantaggi in campo economico e turistico. D’altro canto, l’opposizione danese di centro-destra ha fatto propria la posizione del fronte tedesco, e ha proposto il boicottaggio della manifestazione sportiva.

Una critica all’iniziativa tedesca e stata presa dal Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, che ha evidenziato come il boicottaggio sia un’idea inadeguata, e come la realizzazione del campionato di calcio possa essere un concreto segnale che l’UE potrebbe lanciare al popolo ucraino per confermare l’intenzione di integrare l’Ucraina a Bruxelles anche a livello politico, nonostante il temporaneo regresso della democrazia testimoniato dal caso Tymoshenko.

Attenzione alla questione e stata prestata anche dalla Russia, che ha evidenziato come le proposte di boicottaggio mosse da parte della Germania abbiano comportato un sensibile peggioramento dei rapporti tra l’UE e Kyiv, ed abbia approfondito l’isolamento internazionale del Presidente Janukovych.

Inoltre, molti tra gli esperti di geopolitica hanno evidenziato come dalla rottura diplomatica tra l’Europa e l’Ucraina – che si e davvero intensificata in occasione della campagna per il boicottaggio della manifestazione calcistica – gli unici a trarre vantaggio sono i russi, che potranno utilizzare le chiusure di Bruxelles per convincere Kyiv a tornare sotto la zona di influenza del Cremlino.

Matteo Cazzulani

TRA POLONIA E LITUANIA I RAPPORTI VANNO IN CRISI

Posted in NATO by matteocazzulani on April 19, 2012

La Presidente lituana, Dalija Grybauskaite, declina l’invito del suo collega polacco, Bronislaw Komorowski, per la messa a punto di misure condivise anche con l’Estonia e la Lettonia da presentare al vertice della NATO. I contrasti etnici alla base dell’assenza del Capo di Stato di Vilnius a Varsavia

Il Presidente lituano, Dalija Grybauskaite

Quattro posti per soli tre Presidenti nel vertice baltico in preparazione al summit atlantico. Nella giornata di mercoledì, 19 Aprile, a Varsavia ha avuto luogo l’incontro tra i Capi di Stato dell’area del Mar Baltico per la messa a punto di linee guida comuni in occasione del vertice NATO di Chicago.

Tuttavia, a fare notizia è stata l’assenza del Presidente lituano, Dalija Grybauskaite, a un incontro in cui da tradizione Polonia, Estonia, Lettonia e Lituania hanno sempre varato una posizione comune per tutelare interessi condivisi in una regione del pianeta importante dal punto di vista geopolitico.

Ufficialmente la Grybauskaite ha declinato l’invito del suo collega polacco, Bronislaw Komorowski, in quanto le linee guida comuni da portare a Chicago sarebbero già state concordate mesi fa. Tuttavia, secondo indiscrezioni la rinuncia, che sa di vera e propria rottura diplomatica tra Varsavia e Vilnius, è motivata dalle crescenti tensioni tra i due Paesi.

Tra le questioni scottanti vi è quella della scrittura dei cognomi dei polacchi di Lituania, che il governo lituano, per rispettare la legge del Paese, vorrebbe scrivere secondo la traslitterazione locale, mentre le persone originarie della Polonia puntano al mantenimento della grafia di Varsavia.

“La NATO è un organismo collegiale – ha dichiarato la Grybauskaite all’agenzia BNS – ed ogni decisione preventivamente elaborata deve essere vagliata anche dall’Assemblea Plenaria. E’ in quella sede che si approvano i documenti che contano”.

Incalzato sulla questione, Komorowski ha rinnovato l’invito alla Grybauskaite, e ha chiesto alla collega lituana a separare le questioni legate alla sicurezza internazionale da quelle inerenti a dissidi di carattere locale.

La cautela dei partecipanti

Dal canto suo, il Presidente estone, Toomas Henrik Ilves , ha evidenziato come l’assenza della Grybauskaite non impedisca la presa di una posizione comune che in sede NATO sarà presentata in maniera condivisa dai quattro Paesi dell’Europa Centrale.

Maggiormente attento a dinamiche di diverso carattere è stato il Capo di Stato lettone, Andris Berzins, che ha illustrato come la Lituania sia alla vigilia di una tornata elettorale delicata in cui anche la Grybauskaite gioca un ruolo fondamentale. Per questa ragione, la Presidente lituana è portata a prese di posizioni forti in campo estero.

Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS: ESTONIA E LITUANIA VARANO UN PATTO DI FERRO PER LA DIFESA DELL’OCCIDENTE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on June 21, 2011

Tallinn e Vilna unite nella cooperazione cibernetica ed energetica all’insegna dell’Unione Europea e della NATO. Il Vecchio Continente resta la principale direttrice dell’esportazione di oro blu per la Russia, che guarda alla Cina

La presidente lituana, Dalia Grybaskauite

Cooperazione cibernetica, atlantismo, e lotta al ricatto energetico: questi i punti dell’alleanza stretta a Tallinn dai presidenti di Estonia e Lituania, Toomas Ilves, e Dalja Grybaskauite, Sabato, 18 Giugno. Come illustrato da Vilna, ambo i Paesi sono legati dalla comune dipendenza energetica, utilizzata come strumento di pressione politica, da cui reagire è possibile mediante una più veloce integrazione della regione del Baltico con il mercato della Scandinavia, un maggiore coinvolgimento nella NATO e, infine, la ricerca di nuove forniture di gas e nafta.

Nello specifico, i due Paesi ospiteranno il centro di collaborazione cibernetica dell’Alleanza Atlantica, e sfrutteranno la propria ubicazione geopolitica per garantire energia al resto dell’Unione Europea, innalzando la concorrenza per abbattere costi e dipendenza dall’unico fornitore russo. Inoltre, la Lituania ha avviato la costruzione di un terminale a Klajpeda per l’importazione di oro blu liquido, ed ha promesso pieno appoggio a simili iniziative in Estonia e Lettonia.

“Dobbiamo sfruttare le nostre tecnologie più avanzate – ha dichiarato la Grybaskauite – per assicurare approvvigionamenti a Polonia, Svezia, e Finlandia, e rispettare il Terzo Pacchetto Energetico UE [ che stabilisce la liberalizzazione del settore energetico dei Paesi del Vecchio Continente, n.d.a.] per implementare concorrenza e differenziazione delle forniture”.

La Russia guarda alla Cina

Conferma del forte interesse per il mercato europeo è arrivata dal Direttore del Fondo Nazionale di Sicurezza Energetica russo, Kostantin Simonov, che, all’indomani della rinuncia cinese ad un oneroso contratto con il monopolista russo, Gazprom, ha ribadito la preferenza nutrita da Mosca per l’Europa, considerata la maggiore piazza su cui esportare l’oro blu.

“Puntiamo all’allargamento in Cina – ha dichiarato nel corso di una conferenza a Pietroburgo – ma quello europeo resta il mercato per noi più interessante”.

Il motivo del mancato accordo tra Mosca e Pechino è stato il prezzo per l’importazione, considerato dalla parte cinese troppo alto, rispetto a quello ottenibile da altri esportatori, quali Australia e Qatar.

Matteo Cazzulani

ESTONIA: AL VIA IL NUOVO GOVERNO DI CENTRO-DESTRA

Posted in Paesi Baltici by matteocazzulani on March 30, 2011

Accordo sugli incarichi tra il Partito delle Riforme e l’Unione Pro Patria e Res Publica. Tanti volti nuovi per una politica di austerity economica

Il premier estone, Andrus Ansip

Un team collaudato alla guida dell’Estonia. E’ questo il quandro delineato dalla distribuzione degli incarichi di governo da parte del Premier estone, Andrus Ansip.

Sei i ministeri per il suo liberal-moderato Partito delle Riforme, tra cui il premierato, Giustizia, e Finanze. Uno in più per gli alleati dell’Unione Pro Patria e Res Pubblica, forza moderata, soddisfatta per i dicasteri di peso ottenuti, quali Presidenza del Parlamento, Interni, Economia, e Difesa.

Un varo della squadra di governo atteso da settimane, e reso possibile dalla comunicazione della lista dei ministri dei due partiti. Un passaggio lontano dall’essere combattuto, dal momento che i due soggetti già hanno governato assieme dal 2009 al 2010.

Peraltro, in un esecutivo di minoranza. Che, malgrado i numeri risicati, è riuscito a superare la crisi economica, rilanciare l’occupazione, e portare l’Estonia in Eurolandia.

I nomi della squadra

Ora, da realizzare è un programma basato su austerity, taglio delle tasse, libero mercato, europeismo, e stretti rapporti con USA e Scandinavia. Obiettivi non di semplice realizzazione, che hanno spinto Ansip a confermare uomini di fiducia.

Tra i volti noti del Partito delle Riforme, oltre al Premier, il suo braccio destro, Urmas Paet, agli Esteri, Hanno Pevkur agli Affari Sociali, Jurgen Ligi alle Finanze, e Rein Lang, spostato dalla Giustizia alla Cultura.

Quelli dell’Unione Pro Patria e Res Pubblica, invece, lo Speaker del Parlamento, Ene Ergma, il Ministro dell’Economia, Juhan Parts, il Titolare degli Affari Regionali, Siim Valmar Kiisler, quello dell’Agricoltura, Helir-Valdor Seeder, e l’ex-responsabile della Difesa, spostato all’Educazione, Jaak Aaviksoo.

Nuovi ministri, seppur di lunga esperienza politica, in ambiti importanti. La Giustizia è stata affidata a Kristen Michal, del Partito delle Riforme, e l’Ambiente al suo collega di forza politica, Keit Pentus.

Alla Difesa il Leader dell’Unione Pro Patria e Res Publica, l’ex Premier, e stimato storico, Mart Laar. Agli Interni, per il medesimo Partito, Ken-Marti Vaher.

Lecito ricordare che, a seguito delle Elezioni Parlamentari dello scorso 6 Marzo, il Partito delle Riforme ha ottenuto 33 seggi, l’Unione Pro Patria e Res Publica 26.

All’opposizione, i 26 parlamentari del liberal-progressista Partito del Centro, guidato dal sindaco filorusso di Tallin, Edgar Savisaar — finanziato dalla Russia — ed i 19 socialdemocratici, il Partito del Capo di Stato, Tomas Ilves.

Matteo Cazzulani

ESTONIA: CONFERMATA LA COALIZIONE DI CENTRO-DESTRA

Posted in Paesi Baltici by matteocazzulani on March 11, 2011

Il Partito delle Riforme e l’Unione Pro Patria e Res Publica insieme al governo. Taglio delle tasse, austerity, libero mercato, ed euroatlantismo gli obiettivi della legislatura. Sfida tra socialdemocratici e filorussi per la leadership dell’opposizione

Il premier estone, Andrius Ansip

Tallinn — Come preannunciato, niente governo con i socialdemocratici. E’ una metà settimana di consultazioni quella del Premier estone, Andrius Ansip. Subito al lavoro, per la creazione del nuovo esecutivo, dopo la vittoria del suo Partito Delle Riforme nelle elezioni parlamentari di Domenica, 6 Marzo.

In linea con quanto anticipato, a caldo, presso il suo comitato elettorale, a spoglio terminato, il leader liberal-moderato ha scelto come partner di coalizione l’Unione Pro Patria e Res Pubblica. La forza moderata è l’unica pronta a condividere un programma di legislatura basato su austerity, taglio delle tasse, libero mercato, europeismo, e stretti rapporti con partner scandinavi ed USA.

Dunque, strada in discesa per l’ex-sindaco di Tartu, alla guida del Paese dal 2005. A garantigli la riconferma, la promessa di portare l’Estonia tra i cinque Paesi più ricchi d’Europa. E, sopratutto, la capacità dimostrata nel superare la recente crisi economica, portando Tallinn in eurolandia, e riuscendo persino a rilanciare l’occupazione.

Da limare restano solo pochi dettagli, tra cui la distribuzione dei ministeri. Una formalità, secondo diversi esperti. I due partiti già hanno governato assieme, in un esecutivo di minoranza, dal 2009. Allora, i socialdemocratici, in disaccordo con la politica previdenziale e fiscale, sono usciti dalla coalizione.

Lotta per l’opposizione

Proprio la forza politica del Capo di Stato, Ilves, si propone ora come forza egemone dell’opposizione, col Partito Del Centro nel mirino.

Il soggetto liberal-progressista è il principale sconfitto dal voto, travolto dagli scandali che hanno colpito il suo Segretario, Edgar Savisaar. Finanziato da Jedinaja Rossija — il partito del Premier russo, Vladimir Putin — ha effettuato laute concessioni alla Chiesa Ortodossa russa nei sobborghi di Tallinn — la Capitale, di cui è sindaco — ed è risultato coinvolto in un giro di danaro illegale con il ministero dei trasporti della Russia.

Lecito ricordare che, in virtù del risultato elettorale, dei 101 seggi del Riigkogu — Parlamento — 33 sono stati ottenuti dal Partito delle Riforme, 26 da quello del Centro, 23 dall’Unione Pro Patria e Res Publica, e 19 dai socialdemocratici.

Matteo Cazzulani

Elezioni Parlamentari Estoni: vittoria della squadra di centro-destra.

Posted in Paesi Baltici by matteocazzulani on March 7, 2011

Amdrius Ansip conferma la vittoria del suo Partito delle Riforme, a oramai notte fonda. Nessun accordo con i socialisti

“Abbiamo vinto”. E un’affermazione liberatoria quella del premier liberal-moderato, Andrius Ansip.

Il suo Partito delle Riforme ha la maggioranza relativa del Parlamento, e detta le regole del gioco.

“Equilibrio, prosperita, occupazione”. Parole chiave, che si conciliano con europeismo e patriottismo.

Valori condivisi con gli alleati di coalizione, i moderati dell’Unione Pro Patria e Res Publica. Terzi, con il 20,6%. Un risultato migliore rispetto alla precedente consultazione.

Socialisti fuori dal governo

Ad oramai spoglio concluso, il Partito delle Riforme e al 28,9%, seguito dal Partito del Centro, con il 22,8% dei voti.

Quarta forza a superare lo sbarramento, i socialdemocratici del Capo di Stato, Ilves, con cui Ansip ha chiuso ogni possibile accordo.

“Il programma di governo e il nostro. Troppe divergenze”.

Presso il Partito delle Riforme e danze e champagne. L’Estonia ha confermato la sua vocazione liberale ed europea.

Ed allontanato le forze stipendiate dal Cremlino. Con cui il Segretario del Partito del Centro, il Sindaco di Tallinn, Edgar Savisaar, ha una stretta amicizia.

Matteo Cazzulani

Hanno collaborato Sara Anderlini, Sara Ligutti, e Roberto Felace

Elezioni Parlamentari Estoni: Liberal-moderati sempre in testa. Si riprendono i Liberal-progressisti

Posted in Paesi Baltici by matteocazzulani on March 6, 2011

A circa meta dei dati il Partito del Centro ritorna secondo. Sempre primo il Partito delle Riforme

Tallinn – La carta riporta l’equilibrio. A circa meta delle schede scrutinate, la situazione politica si e ristabilita sul modello di quella attuale.

Sempre primo, il liberal-moderato Partito delle Riforme, guidato dal premier, Andrius Ansip, col 28%.

Limita lo svantaggio il liberal-progressista Partito del Centro, al 22,9%. In ogni caso, sempre in calo in confronto alle precedenti consultazioni.

Rispetto al 2007, guadagnano la moderata Unione Pro Patria e Res Publica, ed i socialdemocratici, capeggiati dal Capo di Stato, Ilves. Rispettivamente, al 20,6%, e 17,2%.

I socialdemocratici vicini al governo

La situazione sembrerebbe riconfermare la coalizione di centro-destra, patriottica, e filoeuropea.

Tuttavia, indiscrezioni non escludono il coinvolgimento dei socialdemocratici, in un accordo di governo, volto ad isolare il Partito del Centro. Troppo filorusso il suo Segretario, il sindaco di Tallinn, Edgar Savisaar.

A sostegno di tale scenario, la contrarietà del Capo di Stato, il socialista Ilves, ad un politico finanziato dal Cremlino. Più volte comunicata nel corso della campagna elettorale.

Matteo Cazzulani