LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Ucraina: la Svizzera aiuta Putin ad aggirare le sanzioni dell’UE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on August 5, 2014

Il settimanale francese Le Point presenta il ruolo strategico di Berna nella gestione dei conti bancari russi e della commercializzazione del gas di Mosca in Europa. Attraverso succursali registrate nella Confederazione Elvetica il monopolista statale russo del gas Gazprom può aggirare le misure restrittive approntate dall’Unione Europea in reazione all’aggressione militare della Russia all’Ucraina

Il Paese del cioccolato, degli orologi e del formaggio coi buchi, ma anche lo Stato delle banche e il salvagente del malaffare russo in Europa per fuggire alle sanzioni applicate dall’Unione Europea per reagire all’aggressione militare di Mosca all’Ucraina. Nella giornata di Domenica, 3 Agosto, la Svizzera, per voce del Ministro dell’Economia elvetico, Johann Schneider-Ammann, ha dichiarato di non intendere aderire alle sanzioni europee nei confronti della Russia, nonostante la Commissione Europea abbia apertamente invitato i Paesi terzi confinanti con l’UE ad unirsi all’iniziativa nei confronti del Cremlino.

Come riportato dal Ministro svizzero, Berna intende mantenere una posizione neutrale, anche e sopratutto tenuto conto dell’impatto che le sanzioni europee avranno nei confronti della Svizzera, la cui economia è strettamente collegata a quella UE.

Oltre alla tradizionale neutralità elvetica, a motivare la mancata partecipazione della Svizzera alla lista dei Paesi che hanno deciso di imporre sanzioni alla Russia vi è un’interesse più ampio, fatto di depositi bancari e traffici energetici.

Come riportato dall’autorevole settimanale francese Le Point, la Svizzera è infatti il rifugio di considerevoli capitali russi depositati in un paradiso fiscale in cui, non a caso, hanno scelto di abitare alcuni dei più potenti oligarchi della Federazione Russa, tra cui Gennady Timchenko: una delle personalità colpite dalle sanzioni dell’Occidente a Mosca stretto amico del Presidente russo, Vladimir Putin.

Oltre alle banche, sempre secondo Le Point, la Svizzera rappresenta un importante snodo per la commercializzazione del greggio e del grano russo: è proprio da Berna che, infatti, transita il 70% della benzina e il 60% della farina esportata da Mosca in Europa.

Tuttavia, le banche, il greggio e il grano -figurato e non- non sono le uniche fonti di ricchezza che tengono unite Svizzera e Russia, ma anche il gas ricopre un ruolo fondamentale nelle solide relazioni tra Berna e Mosca.

Come riportato da un’analisi effettuata dal Presidente dell’autorevole centro di studi di politica globale Strategia XXI, Mykhaylo Honchar, proprio in Svizzera è molto attivo il monopolista statale russo del gas Gazprom: la longa manus del Cremlino, che attraverso una sua società figlia, la Gazprom Schweiz AG, controlla la commercializzazione in Serbia, Austria e Italia del gas proveniente da Turkmenistan, Kazakhstan, Azerbaijan ed Uzbekistan.

Come rilevato da Honchar nell’analisi, ancora in via di pubblicazione, la Gazprom Schweiz AG gode di un mercato talmente fiorente da foraggiare il 53% delle entrate di bilancio della compagnia Gazpromeksport, deputata non solo alla commercializzazione del gas in Germania, ma anche, come riporta il suo statuto, ad attuare iniziative in favore della promozione della cultura russa sul piano culturale ed artistico.

La Gazpromeksport, così come la Gazprom Schweiz AG ed altre compagnie energetiche intermediarie afferenti sempre a Gazprom -e quindi al Cremlino- sono controllate sul piano finanziario dalla Gazprombank: la banca privata del monopolista statale del gas russo che, assieme alla Sberbank, alla VTB, alla Vnieshekonombank ed alla Rossielkhozbank, sono state inserite tra gli enti interessati dalle sanzioni UE.

Come conclude Honchar, grazie al passaggio in Svizzera, dove Gazprom possiede diverse sedi fisse, Putin riesce così a bypassare le sanzioni che l’Europa ha applicato per indebolire l’economia russa a partire proprio dall’energia: il settore di cui Mosca spesso si avvale per realizzare scopi di natura geopolitica a danno di Paesi terzi sovrani e indipendenti, come Ucraina, Moldova, Georgia, Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia e Repubblica Ceca.

La lobby filorussa forte anche in Europa Occidentale e nei Balcani

Oltre al passaggio in Svizzera, a mettere a serio repentaglio la riuscita delle sanzioni UE è anche l’attività delle singole compagnie energetiche dei Paesi dell’Unione che mantengono forti interessi con Gazprom, e che quindi sono intenzionati a convincere i rispettivi Governi ad assumere una posizione morbida nei confronti di Mosca.

Non è infatti un caso se la compagnia tedesca Wintershall ha portato la Germania ad essere molto cauta al momento della discussione delle sanzioni alla Russia, così come in Italia è molto forte la posizione filorussa del colosso nazionale ENI e della compagnia Saipem: entrambe coinvolte nella realizzazione del Southstream.

Questo gasdotto, il Southstream, è concepito dalla Russia per bypassare l’Ucraina nel transito del gas russo in Europa, incrementare la dipendenza dell’Unione Europea dalle forniture di oro blu di Mosca, e bloccare il progetto di diversificazione delle fonti di gas che la Commissione Europea ha di recente varato.

Per questa ragione, la Commissione Europea ha dichiarato contrarietà al Southstream, ma i singoli Paesi interessati dal gasdotto -Austria, Slovenia, Ungheria e Bulgaria- hanno dato pieno sostegno al gasdotto di Mosca.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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LA TURCHIA INTERESSATA ALLA TAP

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on September 3, 2013

Come dichiarato dal Ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, la compagnia energetica turca Botas è vicina all’acquisto del 15% del Gasdotto Trans Adriatico. La Romania chiede un risarcimento per la mancata realizzazione del Nabucco

C’è chi cambia posizione e chi chiede risarcimenti per una scelta geopolitica che non è andata a buon fine. Nella Giornata di lunedì, 2 Settembre, il Ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, ha dichiarato l’intenzione da parte della Turchia di compartecipare il Gasdotto Trans Adriatico -TAP.

Come riportato dalla Trend, il Ministro Yildiz ha sostenuto la necessita per la compagnia energetica nazionale Botas di rilevare il 15% della TAP, secondo un’offerta che il consorzio deputato alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico ha già fatto alla Turchia.

Concepita per veicolare 10 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan all’anno in Italia dal confine tra Turchia e Grecia attraverso l’Albania, la TAP è compartecipata dal colosso britannico British Petroleum, da quello azero SOCAR, da quello norvegese Statoil, dalla compagnia francese Total, dalla belga Fluxys, dalla tedesca E.On e dalla svizzera AXPO.

Oltre all’interesse per la TAP, il Ministro Yildiz ha anche espresso sostegno per il Nabucco: gasdotto concepito per veicolare il gas dell’Azerbaijan in Austria dalla Turchia occidentale attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Sostenuto politicamente dai Paesi coinvolti, più Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca, il Nabucco è stato affossato dalla scelta del Gasdotto Trans Adriatico come unica infrastruttura deputata al trasporto dell’oro blu azero in Europa.

Il Ministro Yildiz ha tuttavia dichiarato che Nabucco e TAP non sono progetti concorrenti, sopratutto considerata la crescente richiesta di gas da parte dei Paesi dell’Unione Europea.

Chi invece si è rassegnato al tramonto del Nabucco è il Presidente romeno, Traian Basescu, che, martedì 27 Agosto, ha chiesto un risarcimento per la mancata realizzazione del gasdotto dalla verdiana denominazione.

Il Presidente Basescu ha ricordato come, più di altri Paesi coinvolti nel progetto, la Romania abbia sostenuto la realizzazione del Nabucco, che è stato preferito fin da subito da Bucarest non solo alla TAP, ma anche al Southstream.

La politica di espansione energetica russa in UE

Quest’infrastruttura è stata concepita dalla Russia in concorrenza con il Nabucco per incrementare le forniture di gas russo all’Europa con l’invio di 63 Miliardi di metri cubi di oro blu all’anno in Austria dalle coste meridionali della Federazione Russa attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia ed Italia.

Sostenuto dai Paesi coinvolti nel progetto, il Southstream è compartecipato dal monopolista statale russo Gazprom, dal colosso italiano ENI, dalla compagnia tedesca Wintershall e dalla francese EDF.

Il Southstream è criticato dalla Commissione Europea, in quanto la sua realizzazione mette a serio repentaglio il progetto di diversificazione delle forniture di gas dell’UE.

Il Presidente Basescu ha ritenuto la realizzazione del Southstream il consolidamento del monopolio di Gazprom, e quindi della Russia, nel mercato energetico europeo.

Matteo Cazzulani

SHALE: LA RUSSIA INTERESSATA ALL’ARGENTINA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on August 6, 2013

Il monopolista statale russo del gas, Gazprom, vicino al controllo delle azioni sul gas argentino della compagnia tedesca Wintershall. I buoni rapporti tra Putin e la Kirchner a corredo dell’accordo

Favorevole in America Latina, contrario in Europa. Questa è la versione presentata dal giornale russo Kommersant” in merito alla posizione del monopolista statale della Russia del gas, Gazprom, sullo shale gas.

Secondo la fonte, Gazprom ha avviato trattative con la compagna tedesca Wintershall per l’acquisizione di progetti in Argentina per lo sfruttamento dello shale.

Nello specifico, l’operazione consiste nello scambio di azioni tra Gazprom e Wintershall in 15 progetti energetici in diverse aree del Mondo, e la compartecipazione in alcune compagnie energetiche attive in Europa, come Wingas, WIEH e WIEE.

L’interesse di Gazprom per lo shale argentino è una notizia, dal momento in cui il monopolista statale russo del gas si è sempre opposto allo sfruttamento dell’oro blu non convenzionale in Europa.

Gazprom, che è emanazione diretta del Cremlino, teme che l’avvio dello sfruttamento di shale decrementi il monopolio che, oggi, la Russia mantiene nel mercato energetico europeo.

A favorire l’intesa tra Gazprom e l’Argentina è l’accordo stretto tra la Presidente argentina, Cristina Fernandez de Kirchner, e il Capo di Stato russo, Vladimir Putin, nel 2012.

Kirchner e Putin hanno stabilito la cooperazione bilaterale per la realizzazione di gas liquefatto tra Gazprom e il monopolista statale argentino YPF.

Secondo le rilevazioni EIA, l’Argentina, con 802 Trilioni di Piedi Cubi, è il terzo Paese al Mondo per riserve di gas shale, dopo USA e Cina, che possiedono rispettivamente 1161 e 1115 Trilioni di Piedi Cubi.

Dopo la nazionalizzazione forzata della YPF, attuata per concedere al monopolista nazionale il controllo unico sulle risorse energetiche argentine, la Presidente Kirchner ha concesso al colosso statunitense Chevron il permesso di sfruttare il giacimento di shale Vaca Muerta, uno dei più capienti al Mondo.

Una manovra contro gli USA di Obama

L’interesse della Russia all’Argentina, se confermato, rientra in una strategia globale tesa a contrastare il predominio degli Stati Uniti d’America che, con l’avvio dello sfruttamento dello shale, hanno incrementato sensibilmente la produzione interna di gas.

Gli USA hanno anche avviato le esportazioni di shale in India e Gran Bretagna, hanno firmato pre-accordi per le forniture in Corea del Sud, Taiwan, Singapore, ed hanno riscosso l’interesse ad importare gas non convenzionale di Spagna, Polonia, Lituania ed Italia.

Come dichiarato dal Presidente USA, Barack Obama, lo shale è inoltre necessario per ridurre le emissioni inquinanti, e contribuire concretamente alla lotta mondiale al Global Warming.

Matteo Cazzulani

GAS: LA BULGARIA TORNA FILORUSSA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on June 10, 2013

Il nuovo Governo socialista sostiene il Southstream, gasdotto progettato dalla Russia, in piena infrazione della Legge UE, per aumentare la dipendenza energetica dell’Unione Europea dal gas di Mosca. La decisione del Premier, Plamen Oresharski, opposta alla posizione mantenuta dall’ex-Capo del Governo moderato, Boyko Borysov

Un cambio di campo che mette a serio repentaglio la sicurezza energetica europea. Nella giornata di venerdì, 7 Giugno, la Bulgaria ha dichiarato sostegno al Southstream e, in generale, alla politica energetica della Russia in Europa.

Come riportato da Gazeta Wyborcza, durante un incontro tra il Ministro dell’Economia bulgaro, Dragomir Stoynev, e il suo collega russo, Anatoliy Yanovsky, Sofia ha formalizzato il sostegno al gasdotto progettato da Mosca per aumentare la dipendenza dell’Europa dalle forniture di gas russo.

La posizione della Bulgaria è dovuta al cambio di Governo avvenuto dopo le Elezioni Parlamentari, che hanno consegnato il controllo dell’esecutivo ai socialisti del Premier, Plamen Oresharski.

Ex-Ministro dell’Economia, il Premier Oresharski, nel 2007, ha firmato l’appoggio della Bulgaria al Southstream.

La posizione apertamente filo-russa è stata parzialmente rivalutata dal governo moderato del Premier Boyko Borysov, che, oltre a sostenere il Southstream, ha firmato l’appoggio al Nabucco.

Questo gasdotto è progettato dalla Commissione Europea per veicolare in Europa gas dall’Azerbaijan e, così, diminuire la dipendenza energetica dell’Unione Europea dalla Russia.

Nel 2013, il Premier ad interim, Marin Raykov, anch’egli un moderato, ha aperto un’inchiesta sulla Russia per mancato rispetto delle leggi UE nella realizzazione del Southstream.

Nello specifico, il gasdotto voluto da Mosca non rispetta il Terzo Pacchetto Energetico: legge dell’Unione Europea che impedisce ad enti monopolisti di controllare sia la compravendita che la distribuzione del gas in UE.

Il Southstream è progettato dal monopolista statale russo del gas Gazprom, ed è compartecipato dal colosso italiano ENI, dalla compagnia francese EDF, e dalla tedesca Wintershall.

Dalle coste russe, il Southstream è ideato per veicolare 63 Miliardi di metri cubi di gas russo in Austria attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Italia.

I socialisti bulgari sostengono anche il nucleare

Oltre che a riguardo del Southstream, il riposizionamento in chiave filo russa del nuovo governo socialista bulgaro ha riguardato anche il si alla costruzione della centrale nucleare di Belene.

Il progetto, che è stato approvato sempre dal Governo socialista 2005-2009 con costo di 10 Miliardi di Euro, è stato abbandonato dall’Ex-Premier Borysov perché pericoloso per la sicurezza energetica e nazionale bulgara e troppo costoso.

Il riposizionamento filo russo della Bulgaria mette a serio repentaglio la realizzazione dei progetti di indipendenza energetica varati dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza UE da Russia ed Algeria.

Infatti, il Southstream blocca la realizzazione del Nabucco, che è concepito per veicolare 30 Miliardi di metri cubi di gas all’anno dell’Azerbaijan dalla Turchia Occidentale in Austria attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Matteo Cazzulani

GAS: LA RUSSIA LANCIA L’OFFENSIVA IN EUROPA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on June 5, 2013

Il monopolista statale russo del gas, Gazprom, aumenta le forniture di gas a Italia, Germania e Francia e diminuisce il prezzo dell’oro blu per ENI, Wintershall e Suez Gaz de France. In pericolo il progetto di diversificazione delle forniture di gas dell’Unione Europea

Aumento delle forniture e decremento dei prezzi sono le due tecniche adottate dalla Russia per mantenere l’egemonia nel mercato del gas dell’Unione Europea. Nella giornata di martedì, 4 Giugno, il monopolista statale russo del gas, Gazprom, ha dichiarato l’intenzione di incrementare le forniture di gas all’Europa a 152 miliardi di metri cubi all’anno, dai 138 dello scorso anno, per ottenere il controllo del 32% del mercato UE dell’oro blu.

Il Vice Capo di Gazprom, Aleksandr Medvedev, ha dichiarato anche l’intenzione di abbassare i prezzi del gas inviato via gasdotto al colosso italiano ENI, alla compagnia francese Suez Gaz de France, e alla tedesca Wintershall, con le quali il monopolista russo avvierà anche un rapporto di stretta collaborazione per la realizzazione di nuove infrastrutture.

Tra i progetti, Medvedev ha illustrato la realizzazione del Southstream: gasdotto concepito per rifornire l’Europa di 63 Miliardi di metri cubi di gas all’anno dalla Russia all’Austria attraverso in fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Italia.

Il decremento dei prezzi del gas punta ad assicurare a Gazprom il mantenimento di un’unica direttrice per l’esportazione di gas, quella dell’Europa Occidentale, dopo che il monopolista statale russo del gas sta perdendo la concorrenza con il monopolista statale del greggio, Rosneft, e con gli Stati Uniti d’America, per il controllo del crescente mercato asiatico.

La mossa di Gazprom ha conseguenze gravi per Francia, Germania e Italia, che, spinte dalle compagnie energetiche nazionali, finirebbero per incrementare la dipendenza dall’unico fornitore russo, mandando a monte i progetti di diversificazione degli approvvigionamenti di gas varate dalla Commissione Europea.

Per limitare le importazioni di gas dalla Russia, Paese che si avvale delle risorse energetiche per realizzare scopi di natura geopolitica, la Commissione Europea ha progettato la realizzazione del Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti per veicolare gas dall’Azerbaijan direttamente in Europa attraverso due percorsi.

Nabucco e Gasdotto Trans Adriatico in forse

Il primo dei due gasdotti è il Nabucco, concepito per veicolare 30 Miliardi di metri cubi di gas in Austria dalla Turchia Occidentale attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Il Nabucco, compartecipato dalla compagnia austriaca OMV, dalla romena Transgaz, dall’ungherese MMSZ, dalla bulgara BEH, e dalla francese Suez Gaz de France, è supportato politicamente da Austria, Romania, Polonia, Slovacchia, Bulgaria e Turchia.

Il secondo progetto, concepito per veicolare 21 miliardi di metri cubi di gas azero in Italia dalla Grecia via Albania, è il Gasdotto Trans Adriatico -TAP.

Compartecipata dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera AXPO, e dalla tedesca E.On, la TAP è sostenuta politicamente dai Governi di Italia, Grecia, Svizzera ed Albania.

Matteo Cazzulani

LA OMV RILEVA LA COMPARTECIPAZIONE DELLA RWE NEL NABUCCO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 15, 2013

La compagnia austriaca raddoppia la presenza in un gasdotto progettato per diversificare le fonti di approvvigionamento dell’UE. L’importanza della conduttura dalla verdiana denominazione per la sicurezza energetica dell’Europa

Il gasdotto dalla verdiana denominazione parla più austriaco e meno tedesco. Nella giornata di Domenica, 14 Aprile, la compagnia tedesca OMV ha rilevato le quote di compartecipazione della tedesca RWE dal Nabucco.

Prima della RWE, anche la compagnia ungherese MOL ha abbandonato il Nabucco in seguito alla decisione dell’Ungheria di sostenere la politica energetica della Russia

Come riportato da Natural Gas Europe, con il rilevamento delle quote della RWE la OMV ha raddoppiato la sua presenza nel gasdotto dalla verdiana denominazione.

Oltre al raddoppio della quota della compagnia tedesca, la rinuncia della RWE, motivata dalla necessità di fare cassa dopo che il Governo tedesco ha abbandonato il nucleare, e stata compensata dall’offerta del 50% del Nabucco al colosso azero SOCAR, a quello britanno British Petroleum, a quello norvegese Statoil e alla compagnia francese Total.

Questi enti sono i gestori del giacimento Shakh Deniz, in Azerbaijan da cui il Nabucco è previsto debba trasportare 30 Miliardi di metri cubi di gas all’anno in Austria attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Il Nabucco, sostenuto politicamente da Austria, Polonia, Slovacchia, Romania e Bulgaria, è compartecipato, oltre che dalla OMV, dalla compagnia romena Transgaz, dalla bulgara BEH, e dalla ungherese MVV.

Oltre al Nabucco, la Commissione Europea ha incentivato la realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- per veicolare in Italia 21 Miliardi di metri cubi di gas all’anno dell’Azerbaijan dal confine tra Grecia e Turchia attraverso l’Albania.

Mosca contro la politica energetica dell’Unione Europea

Nabucco e TAP sono concepiti per diversificare le forniture di gas dell’UE dal quasi monopolio di Russia ed Algeria, che copre l’80% circa del fabbisogno dell’Europa di oro blu.

Per bloccare Nabucco e TAP, Mosca ha progettato il Southstream: gasdotto concepito per veicolare in Austria 63 Miliardi di metri cubi di gas russo dalle coste meridionali della Russia attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia ed Italia.

Nonostante l’opposizione della Commissione Europea, il Southstream, compartecipato dal monopolista statale russo Gazprom, dal colosso italiano ENI, dalla compagnia tedesca Wintershall e dalla francese EDF, è sostenuto politicamente, oltre che dalla Russia, anche da Serbia, Ungheria, Slovenia e Bulgaria.

Matteo Cazzulani

GAS: LA GRECIA DICE SI ALLA TAP

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 11, 2013

Il Governo greco ratifica l’Accordo Intergovernativo per la realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico. La Turchia cambia posizione.

Un via libera che rafforza un progetto di importanza cruciale per l’Unione Europea.

Nella giornata di mercoledì, 10 Aprile, la Grecia ha ratificato l’Accordo Intergovernativo per la costruzione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- firmato con Italia ed Albania lo scorso 13 Febbraio.

Come riportato da una nota del consorzio TAP, il prossimo passo che sarà compiuto dalla Grecia sarà la ratifica dell’Accordo Governativo di Ospitalità della conduttura: un documento che sancirà gli aspetti tecnici della realizzazione del gasdotto.

Secondo le stime, il Gasdotto Trans Adriatico creerà 12 Mila posti di lavoro diretti ed indiretti sul territorio greco, e consentirà alla Grecia di contrastare la crisi economica e politica che Atene si trova oggi a fronteggiare.

La TAP è concepita per veicolare 21 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan dal confine tra Turchia e Grecia in Italia, attraverso l’Albania.

Il Gasdotto Trans Adriatico è sostenuto economicamente dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia tedesca E.On, e dalla svizzera AXPO, e politicamente è supportato dai Governi di Italia, Svizzera, Albania e Grecia.

Sostegno alla TAP e stato dato anche dall’Ambasciatore Mihat Rende, Capo del Dipartimento degli Affari Economici ed Energetici del Ministero degli Esteri turco, che ha evidenziato la necessità di realizzare un’infrastruttura destinata ad implementare la sicurezza energetica dell’Europa.

La posizione dell’Ambasciatore Rende è una correzione rispetto al pieno sostegno dato dal Ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, al Nabucco.

Questo gasdotto, concorrente alla TAP, è progettato per veicolare 30 Miliardi di metri cubi di gas azero dalla Turchia Occidentale all’Austria attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Sostenuto economicamente dalla compagnia austriaca OMV, dalla romena Transgaz, e dalla bulgara BEH, il Nabucco è supportato politicamente da Turchia, Polonia, Austria, Romania, Slovacchia e Bulgaria.

La Bulgaria contesta il Southstream

Proprio la Bulgaria ha avviato un’indagine su un altro gasdotto concorrente a TAP e Nabucco -condutture sostenute dalla Commissione Europea- come il Southstream.

Questa conduttura è stata progettata dalla Russia per bloccare TAP e Nabucco, e per rifornire l’Europa di 63 Miliardi di metri cubi di gas russo all’anno attraverso il fondale del Mar Nero, la Bulgaria, la Serbia, l’Ungheria, la Slovenia, l’Italia e l’Austria.

Come dichiarato dal Primo Ministro ad interim bulgaro, Marin Raykov, Sofia intende valutare se il Southstream non lede con il Terzo Pacchetto Energetico.

Questa legge dell’Unione Europea vieta la gestione congiunta della compravendita e del trasporto del gas da parte di monopoli extraeuropei.

Il Southstream, sostenuto da Russia, Ungheria, Serbia, Slovenia e Bulgaria, è gestito a maggioranza dal monopolista statale russo del gas Gazprom, ed in quota minoritaria dal colosso italiano ENI, dalla compagnia tedesca Wintershall, e da quella francese EDF.

Matteo Cazzulani

GAS: ROMANIA E SERBIA RAVVIVANO LA COMPETIZIONE TRA NABUCCO E SOUTHSTREAM

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on February 23, 2013

Il Governo romeno intenzionato ad incentivare l’afflusso di investimenti privati per la realizzazione del Nabucco. Il Governo serbo cede i terreni al monopolista statale russo, Gazprom, per la realizzazione del Southstream. 

I percorsi di Nabucco e Southstream

I percorsi di Nabucco e Southstream

Una gestione privata per una conduttura destinata a rinforzare l’interesse nazionale ed europeo. Nella giornata di venerdì, 22 Febbraio, in Romania in Parlamento è stata presentata una Proposta di Legge -che con tutta probabilità sarà approvata- che garantisce ai privati la gestione del gasdotto Nabucco.

Come riportato dalla Bloomberg, il Progetto di Legge, che sottrae allo Stato il controllo del Nabucco, mira ad incoraggiare investimenti privati nel gasdotto concepito dalla Commissione Europea per diversificare gli approvvigionamenti di gas dell’UE tramite il trasporto diretto di oro blu dall’Azerbaijan.

Con una portata di 30 Miliardi di metri cubi di gas, il Nabucco è progettato per veicolare il gas azero dalla Turchia Occidentale in Austria attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Compartecipato dalla compagnia austriaca OMV, dalla romena Transgaz, dalla bulgara BEH, e realizzato dall’italiana Saipem, il Nabucco è sostenuto politicamente da Commissione Europea, Austria, Romania, Turchia, Polonia, e Slovacchia.

Il Progetto Di Legge del Parlamento romeno, che ha dato slancio alla realizzazione del gasdotto alla verdiana denominazione, è una risposta immediata al via libera dato dalla Serbia alla costruzione del Southstream: gasdotto progettato dalla Russia per impedire la realizzazione del Nabucco, ed aumentare la dipendenza dell’UE dalle forniture di gas di Mosca -da cui oggi l’Unione Europea dipende per il 40% del fabbisogno continentale totale.

Nella giornata di giovedì, 20 Febbraio, il Governo serbo ha accordato la cessione dei terreni al monopolista statale russo del gas, Gazprom, e alla compagnia nazionale Srbijagaz: i due enti impegnati nella realizzazione del Southstream in Serbia.

La manovra della Serbia è necessaria per evitare al consorzio deputato alla realizzazione del gasdotto di negoziare compensazioni con i proprietari terrieri privati, e, de facto, riversa la responsabilità della cessione dei terreni unicamente sul Governo serbo.

Un gasdotto pericoloso per l’Europa

Noto anche come Gasdotto Ortodosso, il Southstream è progettato per veicolare 63 miliardi di gas russo dalle coste meridionali della Russia in Austria tramite Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Italia.

Compartecipata da Gazprom -ente controllato direttamente dal Cremlino- dal colosso italiano ENI, dalla compagnia tedesca Wintershall e da quella francese EDF, la conduttura è sostenuta politicamente da Russia e, più o meno palesemente, da Francia, Belgio e Germania, nonostante l’opposizione della Commissione Europea ad un progetto che mette a serio repentaglio l’indipendenza energetica dell’UE.

Matteo Cazzulani

GAS: NABUCCO, TAP E SOUTHSTREAM SI CONTENDONO I BALCANI

Posted in Uncategorized by matteocazzulani on February 9, 2013

Il gasdotto dalla verdiana denominazione interessato ad espandersi in Serbia, Slovenia, Croazia, Montenegro e Macedonia, mentre il Gasdotto Trans Adriatico ha pianificato il prolungamento lungo le coste montenegrine, bosniache, croate e slovene. L’UE dichiara la propria neutralità

Serbia, Croazia, Montenegro, Bosnia Erzegovina, Slovenia e Macedonia sono i mercati energetici contesi tra Unione Europea e Russia. Come riportato dalla Trend, il consorzio deputato alla costruzione del gasdotto Nabucco ha dichiarato interesse ad espandere la realizzazione dell’infrastruttura anche ai Paesi dei Balcani.

Il Nabucco è concepito per trasportare all’anno 30 Miliardi di metri cubi di gas proveniente dall’Azerbaijan al terminale di Baumgarten, in Austria, a partire dalla Turchia europea, attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Secondo quanto dichiarato dal consorzio deputato alla sua realizzazione, Montenegro, Macedonia, Serbia e Croazia possono essere raggiunti da diramazioni del gasdotto appositamente costruite.

Come riportato dalla Trend, la decisione del consorzio Nabucco sarebbe motivata dal desiderio espresso pubblicamente dal colosso energetico azero SOCAR di avviare le esportazioni nei mercati dei Balcani.

Inoltre, la dichiarazione consorzio deputato alla realizzazione del Nabucco rappresenta una risposta al Gasdotto Trans Adriatico -TAP: progetto concorrente e alternativo all’infrastruttura dalla verdiana denominazione, concepito per veicolare all’anno 21 miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan dal confine tra Grecia e Turchia all’Italia attraverso l’Albania.

Anche la TAP ha preventivato il prolungamento verso i Paesi dei Balcani tramite il Gasdotto Ionico Adriatico -IAP: diramazione del Gasdotto Trans Adriatico progettata dal territorio albanese per rifornire di gas azero Montenegro, Bosnia Erzegovina, Croazia e Slovenia.

Sia il Nabucco che la TAP appartengono al Corridoio Meridionale UE: fascio di gasdotti concepito dalla Commissione Europea per diversificare le fonti di approvvigionamento di gas per il Vecchio Continente attingendo direttamente dai giacimenti di oro blu dell’Azerbaijan.

Come riportato sempre dalla Trend, Bruxelles ha ribadito il supporto sia al Nabucco che al Gasdotto Trans Adriatico, in quanto ambo le infrastrutture sono programmate per veicolare il gas azero in territorio UE: la prima in Austria, la seconda in Italia.

A dividersi in fazioni a sostegno dei due progetti del Corridoio Meridionale UE sono però i Paesi del Vecchio Continente: Austria, Romania, Slovacchia, Polonia, Turchia e Bulgaria sostengono il Nabucco, mentre Italia, Svizzera, Grecia e Albania supportano la TAP.

Una risposta all’espansione di Mosca in UE

L’attenzione riservata da Nabucco e Gasdotto Trans Adriatico ai Balcani è dettata anche dalla concorrenza tra il Corridoio Meridionale UE e il Southstream: infrastruttura concepita dalla Russia per rifornire l’Europa di 63 Miliardi di metri cubi di gas, de facto aumentando la dipendenza dell’UE dalle forniture russe, che oggi coprono il 40% del fabbisogno totale dell’Unione Europea.

Noto anche come Gasdotto Ortodosso, il Southstream è pianificato dalle coste della Russia fino all’Austria attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Italia.

Contestato dalla Commissione Europea, il Southstream è però sostenuto economicamente dal monopolista statale russo del gas, Gazprom, dal colosso italiano ENI, dalla compagnia tedesca Wintershall e dalla francese EDF.

Sul piano politico, il Southstream è appoggiato dai Governi di Francia, Serbia, Ungheria e Slovenia, che antepongono l’interesse al mantenimento di relazioni privilegiate con Mosca alla sicurezza energetica e nazionale dell’UE.

Matteo Cazzulani

Southstream: avviato il gasdotto di Putin e Berlusconi

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on December 8, 2012

Il Presidente russo apre la realizzazione della conduttura con una cerimonia solenne. Contrarie al progetto Turchia e Commissione Europea.

16 Miliardi di Euro per costruire il gasdotto più costoso al mondo ed aumentare la dipendenza energetica dell’Europa dalla Russia. Venerdì, 8 Dicembre, il Presidente russo, Vladimir Putin, ha inaugurato l’avvio dei lavori per la costruziome del Southstream.

Presenti all’inaugurazione, avvenuta in maniera solenne nella città di Anapa, nel sud della Russia, anche il capo del monopolista nazionale russo del gas Gazprom, Alexei Miller, l’Amministratore Delegato del colosso Italiano ENI, Paolo Scaromi, gli esponenti delle altre due co panie coinvolte nel progetto, la tedesca Wintershall e la francese EDF.

Inoltre, all’evento hanno anche presenziato rappresentanti politici dei Paesi interessati dal gasdotto.

Degna di nota e la dichiarazione del Ministro dell’Energia turco, Tainer Yildiz, che ha illustrato come la Turchia non intenda prendere parte al Southstream, ma sostenere il piano di diversificazione delle forniture di gas varato dalla Commissione Europea per trasportare direttamente in Europa gas dall’Azerbaijan.

Noto anche come Gasdotto Ortodosso, il Southstream e una conduttura progettata per veicolare 63 Miliardi di metri cubi di gas all’anno dalla Russia all’Austria attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Italia.

A prescindere dalla questione del gas, il Southstream e un progetto politico volto a rafforzare l’egemonia della Russia sull’Europa in ambito energetico. Il Gasdotto Ortodosso blocca il trasporto diretto di gas in Europa, ed aumenta la dipendenza dell’Europa dalle forniture di gas della Russia – che ad oggi coprono il 40% del fabbisogno del Vecchio Continente.

La nascita del Southstream e legata ad un accordo personale stretto nel 2008 tra il Presidente russo, Vladimir Putin, e l’ex-Premier italiano, Silvio Berlusconi, a cui hanno successivamente dato il loro appoggio l’ex-Presidente francese Nicolas Sarkozy e il Capo di Stato serbo, il filorusso Tomislav Nikolic.

La contesa tra socialdemocratici e verdi in Germania

Come riportato da Gazeta Wyborcza, tra i sostenitori del Southstream figura anche la SPD tedesca. Il Leader dei socialdemocratici tedeschi, Henning Voscherau, e Stato nominato da Putin a capo del coordinamento dei lavori per la costruzione del Southstream.

Differente in Germania e la posizione dei verdi. Il Leader storico dei Grune, Joschka Fischer, e un acceso sostenitore del Nabucco: una delle due infrastrutture concepite dalla Commissione Europea ler trasportare gas azero in Europa.

Lecito ricordare che il Southstream e fortemente criticato dall’Unione Europea, che vede nel Gasdotto Ortodosso un pericolo per l’indipendenza energetica dei Paesi UE e la sicurezza nazionale per gli Stati del Vecchio Continente.

Matteo Cazzulani