LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Guerra Energetica: Ucraina e Polonia si accordano sul rilancio dell’Odessa-Brody

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on May 28, 2011

L’oleodotto al centro dei colloqui tra Capi di Stato polacco ed ucraino, Bronislaw Komorowski, e Viktor Janukovych, durante il summit sull’Europa centro-orientale.

Da granaio di Europa e Russia a ponte energetico tra Caspio e Baltico. Questa e la veste con cui l’Ucraina si e presentata al summit dell’Europa Centro-Orientale, a Varsavia, venerdì 27 e sabato 28 Maggio.

Un’occasione in cui discutere i futuri sviluppi in un’area che ha perso di importanza a livello mondiale, sopratutto presso l’Amministrazione USA di Barack Obama, ospite d’eccezione.

A dimostrare il differente approccio, il contenuto dei colloqui tra Polonia ed Ucraina. Un tempo, basati anche su democrazia, integrazione europea e NATO, e risoluzione delle controversie culturali del passato. Oggi, invece, solo su energia ed investimenti.

“L’Ucraina deve dimostrare di essere un partner affidabile
per il trasporto di nafta e gas – ha dichiarato all’autorevole agenzia UNIAN il Ministro degli Esteri ucraino, Kostjantyn Hryshchenko – e convivere la
Polonia che il prolungamento dell’Odessa-Brody fino a Danzica e utile alla diversificazione delle forniture di Varsavia”.

Secondo i più autorevoli agenzie ed esperti, l’oleodotto e stato al centro dei colloqui bilaterali tra Komorowski e Janukovych, a margine del summit. E le parti avrebbero concordato sensibili progressi per la realizzazione dell’infrastruttura.

Realizzato nel 2001, l’Odessa-Brody ha rifornito l’Ucraina di nafta centro asiatica, ed e stato particolarmente seguito dalla Polonia, che ne ha ipotizzato il prolungamento fino a Plock, in Mazovia, per diminuire la dipendenza dalla Russia.

Inversione di marcia politica

Ad interrompere il progetto di estensione, la decisione di Viktor Janukovych, allora Premier, di sfruttare l’infrastruttura in senso inverso – dalla Galizia al Mar Nero – per importare nafta russa.

Ripreso con i governi arancioni, il prolungamento ha subito interruzioni dovute alla crisi economica. A rilanciarlo definitivamente, e a ripristinare la direzione di utilizzo originaria, l’accordo tra la Bielorussia ed il Venezuela per l’acquisto di nafta da Caracas, importata da Minsk per mezzo del territorio ucraino.

Matteo Cazzulani

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GUERRA ENERGETICA: ITALIA E POLONIA SI RAFFORZANO IN UCRAINA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 14, 2011

Il colosso italiano ENI si assicura giacimenti di gas in bacino del Dnipro, Donbas, e Carpazi. Varsavia riprende il prolungamento dell’Odessa-Brody fino a Danzica

Il premier polacco, Donald Tusk

L’Italia per il gas, la Polonia per la nafta. Nella giornata di mercoledì, 13 Aprile, il colosso energetico italiano ENI ha rilevato dalla britannica Cadogan Petroleum il controllo di giacimenti di gas ucraini.

Un’operazione di circa 38 milioni di dollari, con cui il Cane a Sei Zampe si è assicurato non solo lo sfruttamento di siti importanti tra il Dnipro, il Don, ed i Carpazi, ma anche una vantaggiosa opzione sull’oro blu da essi ricavato.

Quella dell’ENI non è l’unica presenza estera nel mercato interno ucraino. Sempre per quanto riguarda il gas, oltre al monopolista russo, Gazprom, interesse a giacimenti nel Mar Nero è stato esternato dalla compagnia norvegese Statoil.

Sulla nafta, invece, torna Varsavia. Come illustrato dal Premier polacco, Donald Tusk, la Polonia è pronta a riprendere i lavori per il prolungamento dell’oleodotto Odessa-Brody fino a Danzica. Un progetto travagliato, in stand-by da troppo tempo. Che, tuttavia, rappresenta un enorme vantaggio economico, e politico, per ambo i Paesi.

Un oleodotto arancione

Concepito nel 2004 per trasportare nafta centro asiatica in Europa, il prolungamento dell’Odessa-Brodyha subito uno stop nel 2006. A causa della decisione dell’allora Primo Ministro, ed attuale Presidente, Viktor Janukovych, di sfruttare l’infrastruttura in senso inverso, per importare nafta russa.

Successivamente, il piano ha ritrovato vigore con il ritorno al governo degli arancioni, guidati da Julija Tymoshenko. Il 10 Ottobre 2007, è stata allargata la partecipazione alle compagnie georgiana GOGC, lituana Klaipedos Nafta, ed azera SOCAR.

Successivamente, un Protocollo di Intesa stretto dai ministri dell’energia dei Paesi interessati ha previsto, oltre alla ripresa dei lavori di ampliamento dell’Odessa-Brody fino a Plock, anche la stesura di un contratto per il trasporto dell’oro nero azero per il territorio georgiano. Ed il suo seguente trasporto via mare fino al porto ucraino di fondazione genovese.

A rilanciare ulteriormente il progetto, la decisione di Janukovych di implementare l’Odessa-Brody — questa volta da sud verso nord — per il trasporto di nafta venezuelana in Bielorussia.

Matteo Cazzulani

GUERRA ENERGETICA: STABILITO IL PROLUNGAMENTO DELL’ODESSA-BRODY IN POLONIA.

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on March 24, 2011

L’oleodotto ucraino sarà prolungato fino alla città polacca di Plock, e rifornirà l’Unione Europea di nafta centroasiatica

Il percorso del progetto Sarmatia

Un progetto per la sicurezza energetica europea. Così è stato presentato il progetto di prolungamento dell’oleodotto Odessa-Brody fino alla città polacca di Plock.

Ad illustrarlo, nei dettagli, durante una seduta ad hoc del Senato della Polonia, il Capo della compagnia Sarmatia, Vitalij Bajlarbajev.

Il quale, accanto ai tono ottimistici circa la realizzazione del progetto, ha invitato Polonia, Ucraina, Azerbajdzhan, e Georgia a stringere accordi ufficiali internazionali per regolamentare il trasporto di nafta. Unico problema, la scarsità di oro nero disponibile per il progetto.

A dare una risposta, l’intero arco politico dell’Ucraina. Il Primo Ministro, Mykola Azarov, ha avanzato la possibilità di aumentare l’estrazione di nafta sul proprio territorio, così da poter soddisfare il 70% dell’esportazione in territorio UE.

Un investimento sensibile, ma non sufficiente secondo l’Opposizione Democratica, che ha richiesto maggiori sforzi orientati all’indipendenza energetica sia di Kyiv, che di Varsavia, che di tutta l’Unione Europea. Alla quale Kyiv deve ambire.

Un progetto arancione per l’indipendenza energetica europea

La Sarmatia è una compagnia energetica internazionale fondata nel luglio del 2004 dalla polacca Przyjazn, e dall’ucraina Ukransnafta, per implementare l’oleodotto Odessa-Brody fino a Plock.

Dopo uno stop nel 2006, a causa della decisione dell’allora Primo Ministro, ed attuale Presidente, Viktor Janukovych, di sfruttare l’infrastruttura in senso inverso, per importare nafta russa, la Sarmazia ha ritrovato vigore con il ritorno al governo degli arancioni, guidati da Julija Tymoshenko.

Il 10 Ottobre 2007, è stata allargata alla partecipazione della georgiana GOGC, della lituana Klaipedos Nafta, e dell’azera SOCAR.

Successivamente, un Protocollo di Intesa stretto dai ministri dell’energia dei Paesi interessati ha previsto, oltre alla ripresa dei lavori di ampliamento dell’Odessa-Brody fino a Plock, anche la stesura di un contratto per il trasporto dell’oro nero azero per il territorio georgiano. Ed il suo seguente trasporto via mare fino al porto ucraino di fondazione genovese.

A rilanciare ulteriormente il progetto, la decisione di Janukovych di implementare l’Odessa-Brody — questa volta da sud verso nord — per il trasporto di nafta venezuelana in Bielorussia.

Matteo Cazzulani