LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: DALL’EUROPA UN PIANO DI SALVATAGGIO FINANZIARIO ED ENERGETICO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 6, 2014

La Commissione Europa concede a Kyiv 11 Miliardi di Euro di aiuti ed è pronta a mediare per l’erogazione di aiuti presso Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale. Avviati i lavori anche per diminuire la dipendenza dell’Ucraina dalle importazioni di gas dalla Russia attraverso la diversificazione delle forniture energetiche.

Aiuti economici, politici ed energetici per supportare la democrazia e l’indipendenza di un Paese europeo che si trova oggi sotto una minaccia militare. Nella giornata di mercoledì, 5 Marzo, l’Europa ha accordato un pacchetto di aiuti per l’Ucraina per un totale di 11 miliardi di euro, e si è posta come mediatore presso il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale per l’erogazione a Kyiv di un credito che consenta il salvataggio dell’economia ucraina.

Le misure, presentate in conferenza stampa dal Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, comprendono in particolare dotazioni dal bilancio dell’Unione Europea per 3 miliardi di euro, 3,5 miliardi di euro proverranno dal Fondo per la Facilitazione del Vicinato, 1,6 miliardi saranno costituiti da aiuti di carattere macro finanziario, 1,4 miliardi saranno gli aiuti aggiuntivi, e 8 miliardi di euro proverranno dalla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo.

Oltre che in aiuti economici, l’Europa è molto attiva per ciò che riguarda anche la diversificazione delle forniture di gas dell’Ucraina, che ad oggi dipende al 92% dal carburante importato dalla Russia: Paese che, con Kyiv, ma anche con altri Stati, spesso si avvale dell’oro blu come arma di costrizione geopolitica.

Come dichiarato dal Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, l’Europa sostiene l’avvio dell’esportazione di gas russo dalla Germania all’Ucraina attraverso l’uso inverso dei gasdotti di Polonia, Ungheria e Slovacchia che, sempre mercoledì, 5 Marzo, ha confermato il suo impegno a diventare a breve paese di transito dell’oro blu dal territorio tedesco a quello ucraino.

Oltre all’invio di gas dalla Germania, su cui ha già espresso la sua disponibilità a ricoprire un ruolo attivo anche la compagnia tedesca RWE, l’UE aiuterà l’Ucraina ad integrarsi appieno nel mercato unico UE dell’energia per importare gas liquefatto proveniente da Qatar, Algeria e Stati Uniti d’America per mezzo del rigassificatore di Krk, in Croazia. L’Ucraina potrà poi ricevere oro gas naturale proveniente dall’Azerbaijan, trasportato in Europa dal Gasdotto Trans Adriatico -TAP, attraverso l’Interconnettore Grecia-Bulgaria.

Le misure della Commissione Europea prevedono, tra l’altro, anche un ruolo attivo a livello politico per la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina -documento che integra l’economia di Kyiv nel mercato unico europeo- assistenza tecnico-giuridica per l’attuazione di riforme nel settore giudiziario e per il varo delle legge elettorale, e la liberalizzazione del regime dei visti.

La liberalizzazione dei visti in particolare è una delle due misure, assieme all’imposizione di sanzioni al regime di Yanukovych per la violazione dei diritti umani e della democrazia in Ucraina, richieste alle Istituzioni Europee dal Vicepresidente del Parlamento Europeo, Gianni Pittella, che è attivo sul fronte ucraino sia per conto sia dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici che del Segretario del PD Matteo Renzi.

Aiuti anche dagli USA

Oltre all’UE, anche gli USA hanno erogato aiuti urgenti per un totale di 1 Miliardo di Dollari che, come dichiarato dal Segretario di Stato, John Kerry, servono a tamponare la falla nei conti ucraini.

Come riportato dal Segretario Kerry, la misura, fortemente voluta dal Presidente USA, Barack Obama, sarà votata al Senato in maniera urgente per consentire un primo, piccolo aiuto all’Ucraina in un momento di grande difficoltà per questo Paese.

Le misure prese dalla Commissione Europea sono necessarie dopo che il Presidente russo Putin, per tutelare le minoranza russofone che a suo dire sarebbero discriminate da Kyiv -un’accusa priva di fondamento, tanto che in Crimea il russo è la lingua ufficiale e in Ucraina regna un bilinguismo di fatto che mai ha provocato alcuna vittima per ragioni etniche- ha invaso militarmente la regione ucraina della Crimea, ed ha minacciato l’estensione dell’occupazione anche ad altre zone del’Ucraina.

Contro l’invasione russa in Ucraina si sono mobilitati ucraini di tutte le città del Paese, non ultimi quelli della russofona Donetsk: la città Natale dell’ex- Presidente Yanukovych presentata dalla propaganda russa come una delle città più filo-moscovite del Paese.

Matteo Cazzulani

IN ROMANIA LA SINISTRA SI PRESENTA UNITA ALLE EUROPEE SOTTO LA GUIDA DEL PREMIER PONTA

Posted in Balcani by matteocazzulani on February 14, 2014

Il Partito Social Democratico romeno -PSD- l’Unione Nazionale per il Progresso della Romania -UNPR- e il Partito Conservatore -PC- formano l’Unione Social Democratica -USD per supportare con una lista comune la candidatura alla Commissione Europea di Martin Schulz. Il progetto concepito per dare voce alle istanze sociali e del lavoro.

Una colazione di centrosinistra per supportare la giustizia sociale in Europa e per portare voti alla candidatura alla Presidenza della Commissione Europea del Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz: esponente designato dal Partito Socialista Europeo per battere le destre e gli euroscettici.

Nella giornata di lunedì, 10 Febbraio, il Partito Social Democratico romeno -PSD- l’Unione Nazionale per il Progresso della Romania -URPR- e il Partito Conservatore -PC- hanno firmato l’accordo per il varo dell’Unione Social Democratica -USD: un’alleanza elettorale che raccoglie tre delle quattro forze partitiche che, assieme al Partito Nazional Liberale -PNL- compongono la Coalizione di Governo Unione Social Liberale -USL- a sostegno del Premier Victoria Ponta.

Proprio Ponta, che è anche il Segretario del PSD, ha sottolineato come l’alleanza elettorale sia un fatto naturale che aggrega forze che già collaborano nella coalizione di Governo e che ambiscono ad andare oltre alla scadenza delle prossime Elezioni Europee, nelle quali l’USD si presenta con liste unitarie in sostegno alla candidatura di Schulz.

Tra gli obiettivi della coalizione, il Premier Ponta ha sottolineato la necessità di riproporre l’USD anche presso le Amministrazioni regionali, provinciali e comunali, per dare a un progetto di respiro europeo un più forte radicamento anche nei territori.

Come rilevato dal Capo del UNPR, Gabriel Oprea, il collante delle liste uniche dell’USD è costituito da principi come la socialdemocrazia, la giustizia sociale ed il dialogo tra i diversi attori del mondo del lavoro della Romania.

Per l’UNPR, la lista unica con il PSD non è una novità, dal momento in cui gli esponenti dell’Unione Nazionale per il Progresso della Romania che siedono in Parlamento sono registrati direttamente nel Gruppo del Partito Social Democratico romeno.

Il Leader del PC, Daniele Constatin, ha dichiarato che l’Unione delle tre forze di Governo permette all’USD di riunire un consistente capitale politico per portare una buona rappresentanza della società romena presso il Parlamento Europeo.

Il Partito Conservatore, nato nel 2005 dall’evoluzione del Partito Umanista di Romania -PUR- è il quarto partner per importanza, il più spostato a destra, nella coalizione di Governo, che vede i suoi pilastri nel PSD e nei liberali del PNL.

Liberali e destra contro l’USD

Proprio il PNL ha commentato la decisione dei partner di coalizione di unirsi in una lista unica per le elezioni europee come naturale, dal momento in cui l’USD aderirà al Gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei e sostiene la candidatura di Schulz.

IL PNL, invece, appartiene all’ala più di destra dell’Alleanza dei Liberali e Democratici Europei e supporta da un lato la candidatura di Guy Verhofstad alla Presidenza della Commissione Europea e, dall’altro, quella dell’attuale Commissario all’Economia Olli Rehn ad un nuovo incarico nella Commissione.

Così come avviene in altri Paesi, anche in Romania le elezioni europee hanno un contraccolpo sulla scena nazionale, in quanto la possibile vittoria dell’USD potrebbe portare non solo ad un rimescolamento degli equilibri interni alla coalizione di Governo, ma anche ad una crisi del Partito Democratico Liberale -PDL- del Presidente uscente Traian Basescu.

Il PDL romeno ha già chiarito la propria appartenenza al Partito Popolare Europeo ed attende la nomina del PPE di un proprio candidato alla Presidenza della Commissione Europea da contrapporre a Schulz.

Secondo indiscrezioni, la scelta dei popolari potrebbe cadere sull’ex-Presidente dell’Eurogruppo, l’ex-Premier lussemburghese Jean Claude Juncker.

Matteo Cazzulani
Responsabile per i Rapporti del PD metropolitano milanese con i Partiti democratici e progressisti nel Mondo

SALGONO A CINQUE LE VITTIME TRA I DIMOSTRANTI IN UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 23, 2014

Quattro deceduti per colpi di arma da fuoco, di cui uno dopo un’esecuzione seguita ad un rapimento, mentre la restante persona è caduta dal colonnato dello Stadio della Dinamo Kyiv. Un confronto tra il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, e i Leader dell’Opposizione non porta ad alcuna soluzione

Cinque morti e più di trecento feriti è il bilancio degli attacchi della polizia Ucraina ai manifestanti che sostengono l’integrazione dell’Ucraina in Europa. Senza contare l’alto numero di arresti adoperati dalla polizia nei confronti di quei manifestanti feriti durante i diversi tafferugli.

Nella giornata di mercoledì, 22 Gennaio, il numero delle vittime tra i manifestanti è salito a cinque in un solo giorno: come riportato dal Centro Medico presso il quartier generale dei dimostranti filo-europei, quattro dicessi sono morti a seguito di spari, di cui tre durante colluttazione, ed uno per via di un’esecuzione da parte di professionisti. Una persona è poi deceduta in seguito ad una caduta dal colonnato dello stadio della Dinamo Kyiv.

A rendere sconvolgente il quadro di una vera e propria guerra civile è la testimonianza di Ihor Lutsenko, attivista per i Diritti Umani rapito assieme a Yuri Verbitsky: sismologo 51enne trovato morto presso le campagne ucraine vicino a Borispil dopo essere stato torturato.

Lutsenko ha dichiarato di essere stato prelevato in ospedale assieme a Verbitsky, poi torturato, ed infine rilasciato, mentre il suo collega ha subito una fine peggiore per via della sua provenienza da Leopoli: la città che sta dando il più alto contributo umani alla protesta per l’integrazione dell’Ucraina in Europa.

Oltre ai decessi, l’attacco della polizia -testimoniato da un numero di video sempre più alto, che attestano come gli agenti delle forse speciali Berkut sparino dritto ai manifestanti e si avvalgano anche di granate- ha creato anche un problema di carattere ambientale, dal momento in cui i manifestanti, per difendersi, hanno dovuto bruciare spazzatura e copertoni di gomma, provocando enormi colonne di fumo nero tossico.

Così come da due mesi, la protesta non ha portato alcun risultato a livello politico, dal momento in cui un vertice urgente tra il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, il Capo del Consiglio Nazionale di Difesa e Sicurezza, Andriy Klyuyev, e i tre Leader dell’Opposizione Vitaly Klichko, Arseny Yatsenyuk e Oleh Tyahnibok è finito senza alcun accordo.

L’Europa reagisce: sanzioni e conti in banca bloccati

Differente la reazione dell’Europa, che, a Davos, ha revocato l’invito al Forum Economico per il Premier ucraino, Mykola Azarov, che com tutta probabilità su consiglio del Presidente Yanukovych, ha ventilato la possibilità di avvalersi della forza per sedare la manifestazione in sostegno dell’Ucraina in Europa.

Il Vicepresidente del Parlamento Europeo, Jacek Protaszewicz, ha dichiarato che l’Unione Europea sta valutando l’ipotesi di congelare le relazioni diplomatiche con l’Ucraina, mentre il Ministro degli Esteri lituano, Linas Linkevicius, ha invitato ad approntare al più presto sanzioni nei confronti di quelle Autorità ucraine responsabili della violazione della Democrazia e dei Diritti Umani.

Secondo ben documentate indiscrezioni, il Governo austriaco avrebbe iniziato l’inventario dei conti in banca delle Autorità ucraine da congelare, mentre in Italia un invito alle sanzioni è stato inviato dalla Vicepresidente del Gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei, Patrizia Toia -Europarlamentare del PD.

Matteo Cazzulani

L’OCCIDENTE VERSO LE SANZIONI PER YANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 16, 2014

Al Parlamento Europeo apprezzata la dimostrazione di supporto per l’Europa da parte dei manifestanti ucraini. La Commissione Esteri del Senato degli Stati Uniti d’America per il rispetto della democrazia e della libertà in Ucraina

Sanzioni, democrazia ed esempio di mobilitazione per la Libertà ed i Diritti sono i concetti sull’Ucraina su cui hanno dibattuto il Parlamento Europeo e il Senato degli Stati Uniti d’America. Nella giornata di martedì, 14 Gennaio, il Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, ha evidenziato come la manifestazione per l’integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea renda chiaro l’attaccamento all’Europa di un popolo che, finora, è rimasto escluso dalle strutture politiche continentali.

Intervenuto durante la Seduta Plenaria del Parlamento Europeo, Barroso, che è anche esponente del Partito Popolare Europeo, ha sottolineato come la manifestazione pacifica degli ucraini in supporto all’integrazione europea sia da prendere da esempio per tutti quegli euroscettici che, oggi, negli Stati UE dimostrato poca fiducia nell’Europa.

Il Capogruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei, Hannes Swoboda, a sua volta ha illustrato come la mobilitazione degli ucraini in sostegno dell’Europa sia un segnale di vitalità civile che dimostra la precisa volontà geopolitica di un popolo.

Swoboda ha anche osservato come la richiesta di ingresso nell’UE degli ucraini siano valori ben più forti dei soldi che, invece, il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, ha dimostrato di volere privilegiare sacrificando la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina ad un prestito di danaro dalla Russia.

Prima del dibattito al Parlamento Europeo, l’esponente popolare Michael Galer e il Vicepresidente del Parlamento Europeo, il progressista Gianni Pittella, hanno avanzato l’ipotesi di applicare sanzioni personali alle Autorità ucraine che sono responsabili della violazione dei Diritti Umani e della Democrazia.

Il tema della sanzioni è stato sollevato anche dal Vicesegretario di Stato USA con delega all’Europa, Victoria Nuland che, durante una sessione della Commissione Esteri del Senato dedicata all’Ucraina, mercoledi, 15 Gennaio, ha dichiarato che il Dipartimento di Stato sta lavorando sull’ipotesi di misure punitive nei confronti di alcune Autorità ucraine.

Il Vicesegretario di Stato, una democratica, ha anche sottolineato come gli USA si impegneranno affinché in Ucraina siamo ristabilite elezioni oneste e regolari, senza fare il tifo per nessun candidato, ed ha evidenziato come anche la questione del rilascio della Leader dell’opposizione ucraina Yulia Tymoshenko dalla detenzione politica a cui è costretta dall’Agosto 2011 sia una questione ancora aperta.

La Nuland ha anche apprezzato la mobilitazione pacifica degli ucraini, ed ha invitato l’Ucraina a rinnovare la partnership con il Fondo Monetario Internazionale per evitare di dipendere dai prestiti della Russia.

L’ex-Consigliere per la politica estera del Presidente Carter, Zbigniew Brzezinski, ha criticato la propaganda del Capo di Stato russo, Vladimir Putin, che presenta gli ucraini come etnicamente russi, quando invece le radici dell’Ucraina risalgono alla Rus di Kyiv: entità statale traducibile correttamente in italiano come Rutenia, che non va confusa con la Russia.

Intervenuto durante la seduta, Brzezinski, un democratico di origine polacca che ha tra i primi ha sostenuto la Corsa alle Primarie democratiche dell’attuale Presidente USA, Barack Obama, ha anche evidenziato come la mobilitazione degli ucraini sia la dimostrazione della consapevolezza nazionale di un popolo che rivendica la sua appartenenza all’Europa.

L’ex-Consigliere del Presidente Carter ha anche sottolineato come per l’opposizione ucraina sia necessario trovare un unico candidato per battere Yanukovych, che teme elezioni libere e regolari perché consapevole di perdere.

Infine, il Senatore repubblicano John McCain ha invitato gli USA a non lasciare soli gli ucraini con i loro problemi.

L’ex avversario di Obama nella corsa alla Casa Bianca del 2008 ha anche sottolineato come Yanukovych sia un Capo di Stato che si avvale del potere solo per arricchirsi.

Kyiv lontana dal rispetto della democrazia

Con il pestaggio a sangue del noto dissidente Yuri Lutsenko e della giornalista indipendente Tetyana Chornovol, e, prima ancora, con le repressioni nei confronti dei manifestanti non violenti che dimostrano in sostegno all’integrazione dell’Ucraina in Europa a Kyiv dallo scorso 21 Novembre, il Presidente Yanukovych ha dimostrato di non essere in grado di rispettare principi su cui l’Europa si basa, quali Democrazia e Libertà.

A questi fatti si sommano le detenzioni politiche a carico di un centinaio di esponenti dell’opposizione -tra cui la Tymoshenko- dopo processi riconosciuti come irregolari da parte degli osservatori internazionali, la limitazione della Libertà di Stampa, le minacce alla Chiesa Greco-cattolica per avere celebrato messe durante le manifestazioni in sostegno dell’integrazione dell’Ucraina in Europa, l’esautorazione dei poteri del Parlamento a vantaggio del Presidente, e la falsificazione delle Elezioni Amministrative del 2010 e di quelle Parlamentari del 2012.

Ripetute sono già state le condanne a Yanukovych inviate dal Parlamento Europeo, dalla Commissione Europea, dal Congresso USA e dalla Corte Europea dei Diritti Umani.

Matteo Cazzulani

PITTELLA PER LA DEMOCRAZIA IN UCRAINA: “SANZIONI PER CHI A KYIV NON RISPETTA I DIRITTI UMANI”

Posted in Ukraina, Unione Europea by matteocazzulani on January 5, 2014

Il Vicepresidente del Parlamento Europeo sostiene la necessità di inserire la situazione in Ucraina tra le priorità della Presidenza di turno UE dell’Italia. Incontrati a Kyiv i manifestanti per l’integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea e la figlia di Yulia Tymoshenko.

KYIV – L’Ucraina è Europa, e l’Europa non rimarrà inerme dinnanzi alla violazione della democrazia e dei diritti umani a Kyiv. Nella giornata di sabato, 4 Gennaio, il Vicepresidente del Parlamento Europeo, Gianni Pittella, durante un discorso pubblico sul centrale Maydan Nezalezhnosti, a Kyiv, davanti a diverse centinaia di manifestanti per l’integrazione dell’Ucraina nell’UE, ha sottolineato la necessità di imporre sanzioni sui visti e sui conti bancari delle Autorità ucraine responsabili del mancato rispetto dei Diritti Umani.

Durante il suo intervento, il Vicepresidente Pittella ha anche evidenziato come, durante la presidenza di turno dell’UE, l’Italia deve fare della democrazia in Ucraina una priorità assoluta.

“Le istituzioni europee non restano silenti dinanzi alla violazione dei Diritti Umani in Ucraina -ha dichiarato Pittella- È inaccettabile che in un Paese europeo per storia, cultura e tradizioni come l’Ucraina gli oppositori e i loro avvocati siano arrestati in maniera arbitraria, e i giornalisti vengano picchiati: niente visti UE per chi è responsabile di tali barbarie”.

S&D e PD sostengono il Maydan e Yulia Tymoshenko

L’intervento sul Maydan è stato anticipato da un incontro con il Leader del partito di opposizione UDAR, Vitaly Klichko, e con Yevhenia Tymoshenko: la figlia di Yulia Tymoshenko -la Leader dell’Opposizione Ucraina condannata al carcere dopo un processo selettivo- a cui Pittella ha offerto il medesimo supporto sanitario che, finora, solo la Germania ha proposto all’ex-Premier ucraino.

Il Vicepresidente del Parlamento Europeo ha portato alla Tymoshenko anche il supporto del Segretario del Partito Democratico italiano, Matteo Renzi, e dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei che, come lo stesso Pittella ha sottolineato, non ha alcuna collaborazione con il Partito delle Regioni del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych.

“Non mi inserisco negli affari politici interni all’Ucraina, ma voglio sottolineare che il Gruppo dei Socialisti e Democratici del Parlamento Europeo sta dalla parte di chi vede calpestata la propria libertà, e non di chi è responsabile delle violazioni della democrazia -ha dichiarato Pittella a commento dell’incontro- Ho ben compreso la forte preoccupazione che Yevhenia Tymoshenko mi ha dimostrato non solo per quanto riguarda la situazione di sua madre, ma anche su quello del Paese: noi non lasceremo soli gli ucraini repressi, e la Tymoshenko, in questo momento di bisogno”.

Matteo Cazzulani

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VADO A KYIV CON PITTELLA. PER L’UCRAINA IN EUROPA, LA DEMOCRAZIA E LA LIBERTÀ

Posted in Attivita politica by matteocazzulani on January 3, 2014

Il Vicepresidente del Parlamento Europeo incontrerà i manifestanti per l’integrazione dell’Ucraina in Europa e la figlia della Leader dell’Opposizione ucraina, Yulia Tymoshenko. Libertà di Stampa, Diritti Umani e Progresso gli ideali alla base della missione

Non sarà una pagina di storia, ma di sicuro è un gesto di coraggio e lungimiranza che fa bene all’Europa, all’Italia, ed anche al Partito Democratico.

Nei prossimi giorni, il Vicepresidente del Parlamento Europeo ed esponente del Partito Democratico, Gianni Pittella, porterà a Kyiv il suo sostegno personale all’Euromaidan: la protesta pacifica in sostegno dell’integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea che, dallo scorso 21 Novembre, ha coinvolto milioni di persone in diverse città ucraine e nel Mondo.

Con la sua visita in Ucraina, che comprende anche un incontro con la figlia di Yulia Tymoshenko -la Leader dell’Opposizione arrestata nel 2011 per motivi politici- e, probabilmente, una visita in ospedale alla giornalista Tetyana Chornovol – l’organizzatrice dell’Euromaidan di Kyiv ridotta sulla sedia a rotelle dopo un’aggressione subita la Notte di Natale- Pittella intende sostenere in maniera forte e risoluta il rispetto delle libertà politiche e del Diritto alla libera espressione in un Paese europeo per storia, cultura e tradizioni.

Il gesto di Pittella dimostra che la libertà in Ucraina e il rafforzamento politico dell’UE sono due aspetti legati reciprocamente, come, del resto, dimostra il milione di manifestanti dell’Euromaidan che, proprio sotto le bandiere europee, considera l’ingresso di Kyiv in Europa come l’unica garanzia di Pace, Progresso, Diritti Umani e Democrazia per il loro Paese – mentre in Europa c’è chi fa della contestazione all’UE il suo manifesto politico.

Oltre che per avere recepito un concetto per il quale mi batto da anni, esprimo la mia gratitudine a Pittella anche per avermi voluto come membro della delegazione che lo accompagnerà a Kyiv in qualità co-organizzatore ed esperto di Ucraina.

Quella del Vicepresidente del Parlamento Europeo è una decisione gratificante dopo anni di battaglie condotte contro l’indifferenza degli italiani nei confronti di un Paese da cui dipende la nostra sicurezza nazionale ed energetica.

È infatti dall’Ucraina che, ad oggi, transita il gas che l’Italia importa dalla Russia, pari al 30% circa del totale importato dal nostro Paese: una percentuale in aumento per via delle periodiche interruzioni dell’export dell’oro azzurro dal Nord Africa.

Un’Ucraina libera, indipendente e democratica evita il controllo diretto di Mosca sulle infrastrutture attraverso le quali il gas russo è inviato in Europa: una situazione che esporrebbe l’UE al ricatto energetico del quale il Presidente russo, Vladimir Putin, come noto, usa avvalersi per estendere l’egemonia geopolitica della Russia nel continente europeo a spese di Paesi sovrani, indipendenti e democratici.

L’iniziativa di Pittella rende sopratutto onore al Partito Democratico e all’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei -il Gruppo del Parlamento Europeo a cui appartiene il PD.

Una forza di centrosinistra deve sempre stare dalla parte della Democrazia, della Libertà e di chi vede tanto lesi i propri Diritti quanto repressa la propria volontà -come, ora, gli ucraini- senza timore nei confronti degli zar de gas, né degli sceicchi del petrolio.

Oltre che a Pittella, un riconoscimento opportuno va anche a chi da tempo condivide l’attenzione nei confronti dell’Ucraina, come la Vicepresidente del gruppo S&D, Patrizia Toia, le Parlamentari PD Lia Quartapelle e Simona Malpezzi, il Consigliere Regionale del PD della Lombardia Carlo Borghetti e Daniele Marconcini del PD di Mantova.

Un ringraziamento anche ai collaboratori della Vicepresidenza del Parlamento Europeo, con cui ho contribuito ad organizzare questa improntante missione, al Segretario del PD Metropolitano Milanese, Pietro Bussolati, per la fiducia che mi ha riposto per le questioni estere, ed anche ai miei genitori, parenti e ragazza, che con la loro pazienza, comprensione e disponibilità mi permetteranno di accettare l’invito di Pittella interrompendo un periodo di riposo nell’amata Polonia.

Senza esagerare, né peccare di presunzione, sono convinto che la missione in Ucraina del Vicepresidente del Parlamento Europeo -e, prima ancora, l’attenzione prestata all’Ucraina da parte degli esponenti politici lombardi, italiani ed europei sopra citati- renda il PD un partito davvero Democratico, e il Gruppo S&D un’Alleanza davvero Progressista.

È anche da un Partito protagonista nella difesa della Libertà e dei Diritti Umani nel Mondo che ha inizio l’opera di sprovincializzazione e ammodernamento del nostro Paese promessa dal Segretario del PD, Matteo Renzi.

Matteo Cazzulani
Responsabile PD Metropolitano Milanese per i Rapporti con i Partiti Democratici e Progressisti nel Mondo

L’ALBANIA VUOLE L’EUROPA. L’ITALIA DEVE SUPPORTARE TIRANA NEL SUO AVVICINAMENTO ALL’UE

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on December 31, 2013

Il Premier albanese, Edi Rama, vuole lo status di candidato all’integrazione europea. Favorevoli Commissione Europea ed Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei, contrari Gran Bretagna, Paesi Bassi, Danimarca, Francia e Germania.

Un Paese europeo per storia, cultura e tradizioni il cui ingresso nell’Unione Europea è fondamentale per garantire all’UE sicurezza energetica, prosperità economica e rafforzamento dell’idea di Europa come Comunità di Pace, Progresso, Democrazia e Diritti Umani. La definizione be si applica non solo all’Ucraina -per cui l’UE sta compiendo notevoli passi in avanti, nonostante la reticenza del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, ad accettare democrazia ed Europa- ma anche all’Albania.

Nella giornata di lunedì, 31 Dicembre, il Premier albanese, Edi Rama, ha dichiarato che l’ottenimento dello status di Paese candidato all’integrazione nell’UE è un obiettivo strategico che l’Albania intende perseguire.

Le parole del Premier Rama riecheggiano quelle del Ministro per l’Integrazione Europea, Klajda Gjosha, che ha sottolineato come l’ingresso dell’Albania nell’UE rappresenti una priorità più per il popolo albanese che per la politica del Paese balcanico.

Sostegno alle parole del Premier Rama e del Ministro Gjosha è stato dato lo scorso Ottobre dalla Commissione Europea, secondo cui l’Albania ha raggiunto tutti gli standard necessari per l’ottenimento dello status di Paese candidato all’ingresso nell’UE.

In particolare, il Commissario UE all’Integrazione e Allargamento, Stefan Fule, ha sottolineato come importante sia stato l’esito delle Elezioni Parlamentari che, per la prima volta in maniera regolare nella storia dell’Albania indipendente, lo scorso Settembre hanno portato alla vittoria del Partito Socialista del Premier Rama, in coalizione con il Movimento per l’Integrazione di Ilir Meta.

L’evento, che ha posto fine al dominio del conservatore Partito Democratico albanese dell’ex-Premier Sali Berisha, è stato apprezzato anche dal responsabile per la politica di Allargamento ed Integrazione dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei, Libor Roucek, che ha evidenziato come la Commissione Europea bene abbia fatto a proporre la concessione dello status di Paese candidato all’Albania.

Differente, però, è l’opinione di una serie di Governi dell’Europa Occidentale che vedono non di buon occhio l’allargamento dell’UE all’Albania, tra cui il Premier della Gran Bretagna, David Cameron: un conservatore che ha contestato l’apertura del mercato del lavoro britannico a nuovi Stati membri attuata dal suo predecessore laburista Tony Blair.

La chiusura di Cameron -che segna una svolta nella politica estera della Gran Bretagna, tradizionalmente a sostegno dell’allargamento dell’UE a nuovi Paesi- è stata condivisa dal Premier liberal-conservatore olandese Mark Rutte, che ha spinto il Paelamento dei Paesi Bassi a votare una mozione che impone al Governo di bloccare la concessione dello status di Paese candidato all’Albania.

Simile posizione a quella di Cameron e Rutte è anche quella di due socialisti come il Premier danese Helle Thorning-Schmidt, e il Presidente francese, Francois Hollande, mentre il Cancelliere tedesco cristiano democratico, Angela Merkel, ha espresso in merito all’ingresso dell’Albania i perplessità.

Le differenti opinioni tra Istituzioni UE e i singoli Paesi membri rischia di escludere per ancora troppo tempo dall’Europa un Paese che, seppur con ancora un alto tasso di corruzione, rappresenta una pedina di cruciale importanza per il rafforzamento dell’Unione.

In primis, l’Albania è il principale Paese di transito del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- infrastruttura che dal 2018 veicolerà in Italia dalla Grecia 10 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan, con la possibilità di aumentare la quantità di carburante condotta anche ad altri Paesi UE -Croazia, Bulgaria, Romania, Austria e Slovenia- tramite deviazioni della conduttura.

Oltre alla TAP, che consente all’UE di diversificare le forniture di gas dal monopolio detenuto da Russia ed Algeria -Paesi che si avvalgono dell’energia come strumento di coercizione geopolitica a danno di Stati terzi- l’Albania rappresenta un modello di integrazione culturale ed interreligiosa tra cattolici, ortodossi e mussulmani che, nel suo piccolo, riprende l’ideale di tolleranza e fraternità su cui l’Europa politica è stata creata.

Infine, l’Albania è un Paese storicamente e culturalmente legato all’Italia, che ama il Nostro Paese e che, in caso di ingresso nell’UE, è in grado di assorbire i prodotti delle industrie italiane, oggi colpite da una forte crisi economica.

Gli italiani siano gli avvocati dell’integrazione UE degli albanesi

Per questa ragione, e sopratutto per la TAP, l’Italia deve essere in prima fila per sostenere la concessione dello status di Paese candidato all’integrazione nell’UE dell’Albania.

L’impegno in tale direzione permetterebbe al Premier Enrico Letta di rafforzare ulteriormente l’immagine e la posizione del nostro Paese in seno all’UE, come lo Stato che si fa promotore dell’estensione dei valori di integrazione, democrazia e libertà tipici dell’Europa.

L’Europeizzazione dell’Albania è per l’Italia una questione di primaria importanza per il nostro interesse nazionale, che Letta ben farebbe a perseguire in sede UE, così come la Polonia sostiene strenuamente l’allagamento dell’Europa politica all’Ucraina.

Per ragioni culturali, storiche ed economiche, i polacchi ben sanno che non vi potrà mai essere un’Europa davvero prospera e libera senza un’Ucraina democratica ed indipendente, integrata in Europa.

Allo stesso modo, gli italiani devono capire che non vi sarà mai un’Italia protagonista nel Mondo e sicura sul piano energetico senza un’Albania in Europa.

Matteo Cazzulani

IN POLONIA LA SINISTRA CORRE DIVISA ALLE ELEZIONI EUROPEE

Posted in Polonia by matteocazzulani on December 29, 2013

Il movimento europeista e progressista di centro-sinistra Europa Plus presenta programma e liste con la presenza di un testimonial d’eccezione come l’ex-Presidente, Aleksander Kwasniewski. Il Partito socialdemocratico SLD corre ai ripari con il giovane ex-Segretario Grzegorz Napieralski

Un nuovo centro-sinistra europeista e progressista per lanciare la concorrenza ai socialdemocratici tradizionali nelle prossime elezioni europee, con testimonial d’eccezione e candidati forti nei loro collegi. Nella giornata di sabato, 28 Dicembre, il movimento Europa Plus ha comunicato di essere a buon punto nel processo di composizione delle liste per le Elezioni Europee e nella redazione del programma elettorale.

Il movimento di centro-sinistra a forte vocazione europeista ha promesso di combattere in Europa per un migliore utilizzo da parte della Polonia dei fondi europei -che, a dire il vero, sono stati sfruttati in maniera eccellente dai governi della cristiano-democratica Piattaforma Civica- e, per quanto riguarda la politica interna, per una semplificazione del sistema previdenziale e sociale e per l’istituzione del limite dei due mandati per Presidenti di Regione, Provincia e Sindaci di tutte le città.

Ancor più attrattiva per Europa Plus è la composizione della lista per le elezioni europee che, secondo indiscrezioni, dovrebbe essere guidata nel collegio della Masovia -la Regione della Capitale, Varsavia- dall’ex-Presidente socialdemocratico, Aleksander Kwasniewski.

L’ex-Capo di Stato, della cui Amministrazione dal 1995 al 2005 i polacchi hanno un buonissimo ricordo, potrebbe essere accompagnato nella lista della Masovia da Ryszard Kalisz: noto politico fuoriuscito dal partito socialdemocratico SLD che, ora, milita nel movimento radical-liberale Tuo Movimento -TR- e che, secondo stime, potrebbe correre alla carica di Sindaco di Varsavia.

Altro esponente importante di Tuo Movimento è il Parlamentare Europeo Marek Siwiec, che potrebbe senza dubbio guidare la lista di Europa Plus nella Wielkopolska -la Regione di Poznan- mentre il Braccio destro del Rabbino Capo di Cracovia, Jan Hartman, potrebbe guidare la lista in Malopolska.

Possibile per Europa Plus anche la candidatura della Vice Presidente del Parlamento, Wanda Nowicka, e della Professoressa Magdalena Sroda, mentre in dubbio sembrano essere gli inserimenti dell’ex-Sindaco di Varsavia, Pawel Piskorski -in rappresentanza dello Stronnictwo Demokratyczne -SD: partito di centrosinistra che fa parte del movimento- e dell’ex-Ministro di Finanze ed Esteri Andrzej Olechowski, che, tuttavia, ha criticato l’adesione del Movimento al Gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei.

Europa Plus è un progetto politico concepito da Kwasniewski, Siwiec e dal Leader di Tuo Movimento, Janusz Palikot -con la partecipazione anche dello Stronnictwo Demokratyczne e dei Demokraci.pl -forza cristiano democratica di sinistra fondata dall’ex-Ministro degli Esteri, Bronislaw Geremek- per rilanciare un nuovo centrosinistra che sia in grado di rafforzare una parte della politica che in Polonia è all’opposizione dal 2005.

Alle prese con le liste per le europee è anche il partito socialdemocratico SLD, che, secondo indiscrezioni, intende compensare la perdita di personalità di spessore in favore di Europa Plus con candidature di peso, tra cui quella probabile del Segretario Nazionale, Leszek Miller.

In anticipo rispetto ad Europa Plus, SLD, durante il suo Congresso Nazionale ha sostenuto la candidatura alla Commissione Europea del Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, ed ha promesso impegno in Europa ed in Polonia per l’abbattimento del costo dei medicinali per i ceti meno abbienti, una riforma previdenziale nel segno dell’equità, e la moltiplicazione dei Voivodati per dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini.

Per SLD, Nel Collegio della Masovia potrebbe essere candidato il giovane ex-Segretario Grzegorz Napieralski -anche ex-Candidato alla presidenza nel 2010- mentre negli altre Regioni potrebbero essere collocati militanti di lunga tradizione SLD, come Joanna Senyszyn, Boguslaw Liberadzki e l’ex-Ministro dell’Agricoltura, nonché esponente della Commissione Europea e già Capogruppo in Parlamento, Wojciech Olejniczak.

Cristiano Democratici e Conservatori in testa nelle consultazioni elettorali

Data per favorita nonostante la perdita di consensi è la cristiano democratica Piattaforma Civica -PO- che per il collegio della Masovia sta optando per l’ex-Ministro della Digitalizzazione, Michal Boni, e per l’Europarlamentare uscente Dariusz Rosati, mentre per vincere la concorrenza del partito conservatore Diritto e Giustizia -PiS sarebbero da nominare le candidature dell’ex-Presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek, e dell’ex-Ministro dello Sport, Johanna Mucha: convinti dal Premier polacco, Donald Tusk, in persona.

Proprio PiS per il collegio della Masovia starebbe pensando al tecnico Piotr Glinski -capace di attirare gli elettori di centro in una delle roccaforti della PO- e ad altri esponenti fedeli alla linea del Capo di Diritto e Giustizia, Jaroslaw Kaczynski, come l’ex-Ministro degli Esteri Anna Fotyga, l’Europarlamentare Ryszard Legutko e il Segretario Generale del sindacato Solidarnosc Andrzej Duda, che potrebbe correre in Malopolska per contrastare Zbigniew Ziobro: conservatore fuoriuscito per creare il suo Partito Polonia Solidale -SP.

Altre candidature importanti sono quelle dell’europarlamentare uscente Pawel Kowal per il nuovo creato Partito conservatore Polonia Razem -PR, nato dalla scissione di Jaroslaw Gowin dalla Piattaforma Civica- dell’altro ex-PiS Marek Migalski, e quella di Jaroslaw Kalinowski per il partito contadino PSL.

Secondo i sondaggi di Novembre, PiS -che nel Parlamento Europeo appartiene al gruppo dei Conservatori e Riformatori Europei, sarebbe supportato dal 25%, la PO -che governa con PSL e che, così come il Partito contadino, appartiene al Partito Popolare Europeo- sarebbe votata dal 24%, SLD -che appartiene al gruppo S&D, come Europa Plus- dal 10%. A seguire, PSL otterrebbe il 7%, mentre Europa Plus il 3%.

Matteo Cazzulani

ABBATTIMENTO VISTI E CONDANNA DELLE VIOLENZE: DAL PARLAMENTO EUROPEO UNA RISOLUZIONE SULL’UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 13, 2013

Il Documento invita le Autorità UE a tenere la porta aperta a Kyiv dopo la decisione del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, di non firmare l’Accordo di Associazione. Contestate le ritorsioni commerciali della Russia per convincere l’Ucraina a rinunciare all’integrazione nell’Unione

Solidarietà, Porte Aperte e rispetto della Libertà sono le parole chiave della Risoluzione sull’Ucraina che giovedì, 12 Dicembre, il Parlamento Europeo ha approvato all’unanimità. Il Documento esprime profonda delusione per la decisione del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, di non firmare l’Accordo di Associazione con l’Unione Europea -documento che integra Kyiv nel mercato unico UE- ma, nel contempo, chiede alle Autorità Europee di mantenere la porta aperta all’Ucraina attraverso l’abbattimento del regime dei visti e l’integrazione del sistema energetico di Kyiv con quello dell’UE.

Il Parlamento Europeo ha fortemente condannato le violenze attuate dalla polizia ucraina contro i manifestanti, ed anche giornalisti e politici dell’Opposizione, le notti del 9, 10 ed 11 Dicembre, ha invitato all’immediato rilascio degli arrestati durante le pacifiche manifestazioni, che hanno portato in piazza più di un milione di persone, ed ha ricordato al Presidente Yanukovych l’importanza di rispettare la Libertà di Manifestazione, di Espressione e di Riunione.

Con la Risoluzione, che prevede l’organizzazione di una missione urgente in Ucraina, il Parlamento Europeo ha anche condannato le ritorsioni commerciali operate dalla Russia per convincere Yanukovych a non firmare l’Accordo di Associazione con l’UE, ed ha invitato le Autorità Europee a chiedere sanzioni a Mosca nell’Ambito del WTO.

“La risoluzione è stata approvata da tutte le forze politiche del Parlamento -ha dichiarato a Welfare Network l’Europarlamentare PD, Vicepresidente dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei, Patrizia Toia- dall’Ucraina proviene una domanda di Europa che ci porta a riflettere sul vero senso dell’UE: non solo un’unione economica, ma sopratutto una Comunità di ideali quali democrazia e libertà che è riuscita a portare la pace in un continente per secoli lacerato da odi e divisioni”.

Come riportato da Toia, il dibattito sulla risoluzione presso il Parlamento Europeo è stato quasi unanime e, sopratutto, abbastanza partecipato sin da quando il Commissario UE all’Integrazione e all’Allargamento, Stefan Fule, ha sottolineato come de facto l’Accordo di Associazione sia stato firmato dall’Ucraina con le manifestazioni pacifiche di questi giorni.

“Yanukovych deve sentire la voce della sua gente -ha dichiarato il Presidente della Commissione Affari Esteri del Parlamento Europeo, Elmar Brok, del Partito Popolare Europeo- l’uso delle pressioni commerciali sull’Ucraina da parte della Russia è una violazione delle regole internazionali del commercio che va condannata”.

Libor Roucek, del gruppo dei Socialisti e Democratici, ha sottolineato come il sostegno da parte del Parlamento Europeo del desiderio di Europa espresso dagli ucraini sia un obbligo morale che le Autorità europee non possono non portare a compimento. Graham Watson, dell’Alleanza dei Liberali e Democratici Europei, ha illustrato come lo stesso attaccamento ai valori di Europa dimostrato dagli ucraini dovrebbe essere manifestato anche da alcuni cittadini dei Paesi che sono nell’UE.

“Occorre dare fin da subito un segnale di apertura agli ucraini -ha dichiarato il Presidente del Gruppo Parlamentare UE-Ucraina Pawel Kowal, del gruppo dei Conservatori e Riformatori- Abbattiamo fin da subito il regime dei visti per chi dall’Ucraina vuole già sentirsi europeo”. Accolta in una sciarpa con i colori dell’Ucraina, la Capogruppo del Verdi, Rebecca Harms, ha invitato le Autorità Europee ad agire per evitare l’escalation della violenza in Ucraina.

Mosca continua con le ritorsioni nei confronti di Kyiv

La Risoluzione del Parlamento Europeo non ha però ottenuto pieno ascolto dall’Ucraina. Poco dopo la votazione di Strasburgo, il Vicepremier ucraino, Serhy Arbuzov, ha dichiarato di essere pronto alla firma dell’Accordo di Associazione con l’UE secondo condizioni che, a suo dire, tutelano gli interessi nazionali di Kyiv.

Pronta è stata la risposta della Russia, che, alle parole di Arbuzov, ha fatto seguire i fatti: come riportato dall’autorevole Gazeta Wyborcza, l’importazione di carni congelate dall’Ucraina in territorio russo è stata sospesa.

Come testimoniato dal giornale russo Izvestiya -che è controllato dal monopolista statale russo del gas, Gazprom- la Russia ha programmato l’arresto dell’importazione dei missili Zenit: un gioiello della produzione dell’Ucraina di cui Mosca si è sempre avvalsa per lanciare in orbita i suoi satelliti.

Matteo Cazzulani

CASO TYMOSHENKO: SCHULZ DA ANCORA TEMPO ALL’UCRAINA

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on November 14, 2013

Il Presidente del Parlamento Europeo concede tempo a Kyiv per realizzare la condizione necessaria all’integrazione economica del mercato ucraino nell’Unione Europea. Fiducia e dubbi degli invitati speciali dell’UE, Aleksander Kwasniewski e Pat Cox, e il doppiogioco del Capo di Stato dell’Ucraina, Viktor Yanukovych

L’Ucraina è sempre più autoritaria, ma l’Europa prende tempo per non mandare all’aria una trattativa delicata da cui dipende la sicurezza economica ed energetica dell’UE. Nella giornata di mercoledì, 13 Novembre, il Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, ha prolungato la missione diplomatica in Ucraina per agevolare la firma dell’Accordo di Associazione tra Kyiv e Bruxelles: un documento che integra l’economia ucraina nel mercato unico dell’UE.

La decisione di Schulz è stata presa una volta audito il resoconto dei due inviati speciali del Parlamento Europeo in Ucraina, l’ex-Presidente polacco, il socialdemocratico Aleksander Kwasniewski, e l’ex-Premier irlandese, il liberale Pat Cox, che, nei giorni passati, hanno intrattenuto colloqui, spesso al limite della lite, con il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, lo Speaker del Parlamento, Volodymyr Rybak, e il Capogruppo del Partito delle Regioni -la forza partitica del Capo di Stato- Oleksandr Yefremov.

Kwasniewski e Cox sono rientrati in Europa dopo che la Rada -il Parlamento ucraino- malgrado le richieste UE, non è riuscita a varare una legge che consente cure mediche urgenti in Germania alla Leader dell’Opposizione, Yulia Tymoshenko: una condizione posta dalla Commissione Europea come necessaria per la firma dell’Accordo di Associazione con Kyiv.

La Tymoshenko, famosa per avere guidato il processo democratico ucraino nel 2004 noto come ‘Rivoluzione Arancione’, è costretta al carcere dal 2011 in seguito ad una condanna che l’UE e la Comunità Internazionale ritengono politicamente motivata dalla volontà del Presidente Yanukovych di reprimere il dissenso.

A commento della missione, Kwasniewski si è detto fiducioso che il Parlamento ucraino possa trovare un accordo su un provvedimento condiviso entro il 19 Novembre: proprio il giorno in cui il Consiglio Europeo è chiamato a decidere se procedere o meno con la firma dell’Accordo di Associazione con l’Ucraina.

Meno ottimistica è la posizione di Cox, che, nonostante la fiducia nel buon senso dei politici ucraini, ha ammesso che la pazienza degli inviati speciali del Parlamento Europeo è stata messa a dura prova dalle Autorità di Kyiv.

A rincarare la dose è il Parlamentare Europeo popolare Jacek Saryusz Wolski, che ha contestato i veritici UE per non considerare l’evidente assenza di volontà da parte delle Autorità ucraine di firmare l’Accordo di Associazione con l’Unione Europea.

Negli ultimi tempi, il Presidente Yanukovych ha dato rassicurazioni sulla risoluzione del caso Tymoshenko, ma , finora, nessun provvedimento su tale questione è stato ancora preso dal Parlamento ucraino, dove la maggioranza è fedele al Capo dello Stato.

Inoltre, Yanukovych durante la permanenza della missione del Parlamento Europeo si è recato in Russia per consultazioni sull’Accordo di Associazione con il Presidente russo, Vladimir Putin, che si è detto contrario all’integrazione dell’Ucraina nell’UE.

La tattica di Yanukovych mira, da un lato, ad evitare la risoluzione del caso Tymoshenko per mantenere la temuta rivale fuori dalla vita politica del Paese. Dall’altro, il Presidente ucraino cerca di mantenere l’Ucraina equidistante tra l’UE e la Russia: una decisione che, però, è destinata a fallire.

Putin ricostruisce l’URSS mentre l’UE è divisa

Mosca vuole infatti inglobare Kyiv nell’Unione Doganale Eurasiatica: progetto in integrazione sovranazionale concepito da Putin per estendere l’egemonia della Russia nello spazio ex-sovietico la cui realizzazione, ed estensione all’Ucraina, mette a serio repentaglio il rafforzamento e la competitività su scala mondiale dell’UE.

Invece, per contrastare in maniera efficace la crisi economica, l’UE ha la necessita di integrare l’economia dell’Ucraina: Paese europeo per storia, cultura e tradizioni, ricco di materie prime e potenziale agricolo, infrastrutturale energetico, industriale ed umano.

Per l’Europa, l’Ucraina è anche uno snodo da cui transitano i più importanti gasdotti che, ad oggi, veicolano in territorio UE il gas dalla Russia: una fonte di energia da cui l’Unione dipende fortemente, e di cui la Russia si avvale per esercitare pressioni geopolitiche sugli Stati dell’Unione.

A rendere debole la posizione dell’UE, oltre alla mancanza di volontà da altre delle Autorità ucraine di rispettare la Democrazia ed i Diritti Umani, è la divisione interna tra Paesi e forze politiche favorevoli all’integrazione economica dell’Ucraina anche senza la risoluzione immediata del caso Tymoshenko -Polonia, Lituania, Estonia, Romania, Gran Bretagna, Slovacchia, e i Gruppi Parlamentari dei Socialisti e Democratici e dei Conservatori e Riformatori- e Stati e Partiti contrari all’allargamento del mercato unico UE a chi non rispetta la Libertà -Germania, Francia, Svezia, Repubblica Ceca, e i Gruppi Parlamentari dei Popolari, dei Verdi e dei LiberalDemocratici.

Come riportato dall’autorevole Gazeta Wyborcza, a sostegno dell’integrazione economica dell’Ucraina nell’UE sono anche Stati Uniti d’America e Fondo Monetario Internazionale, preoccupati rispettivamente per l’espansione geopolitica della Russia in Europa e per l’impossibilita di Kyiv di onorare il programma di finanziamento del debito pubblico ucraino.

Matteo Cazzulani