LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

OBAMA IN POLONIA: UN SUMMIT INCOLORE

Posted in NATO, Polonia, USA by matteocazzulani on May 30, 2011

Conclusioni delle 22 ore del presidente USA in Polonia: Bielorussia rimproverata, Ucraina supportata, e Russia lodata. Progressi sul sistema di difesa antimissilistico in Europa Centro-Orientale. Lech Walesa grande assente.

Il Presidente USA, Barack Obama

Poco cuore, e tanto pragmatismo. le 22 ore del presidente USA, Barack Obama, a Varsavia hanno confermato la nuova natura delle relazioni diplomatiche nel’Europa centro-orientale: un cambio di rotta, oramai vecchio di due anni, che ha visto la Polonia – un tempo leader nella diffusione di Democrazia e Libertà nel Mondo ex-sovietico – sempre meno interessarsi dei suoi confini orientali, preferendo allinearsi con le posizioni dell’asse franco-tedesco.

A dimostrarlo, le dichiarazioni del Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, sull’Ucraina, di cui si è augurato una lenta e molto graduale integrazione. Secondo quanto riportato dall’autorevole UNIAN, il Capo di Stato di Varsavia ha assicurato sulla preparazione del proprio collega ucraino, Viktor Janukovych, di adattarsi agli standard occidentali.

“Ho molto apprezzato i colloqui di Janukovych con Obama – ha dichiarato Komorowski – l’Ucraina ha preso parte attiva ai lavori del summit dell’Europa Centro-Orientale”.

Dunque, pura diplomazia, dal momento in cui il Presidente polacco non ha menzionato né la progressiva limitazione della Libertà di Stampa, né i processi politici e gli arresti a carico degli oppositori politici, né la russificazione e la revisione della storia in chiave anti-nazionale che a Kyiv stanno avvenendo durante l’Amministrazione Janukovych. Passi opposti a quelli che si richiedono ad un Paese che aspira all’Unione Europea, peraltro, certificati dalle principali ONG indipendenti del Pianeta.

Nuovo corso dei rapporti tra Polonia ed USA

Tuttavia, la visita di Obama non ha interessato solamente il meeting sull’Europa Centro-Orientale, ma anche le relazioni bilaterali tra USA e Polonia. Il Presidente americano ha lodato il modello polacco come esempio di democrazia per tutte le aree del Pianeta, e non solo per l’Europa Orientale, Bielorussia in primis. Circa Minsk, Obama ha espresso supporto alla mobilitazione polacca in difesa del giornalista Andrzej Poczobut, corrispondente del quotidiano Gazeta Wyborcza, ed oppositore del regime di Aljaksandar Lukashenka.

Un passo avanti del Leader democratico, subito bilanciato dall’apprezzamento per il nuovo corso della politica estera polacca nei confronti della Russia, che ha definito efficace per l’instaurazione di una concordia tra due Paesi un tempo avversari.

Progressi – si fa per dire – anche sul piano militare, con la firma imminente degli accordi per lo Scudo Spaziale. Secondo quanto riportato dal Primo Ministro di Varsavia, Donald Tusk, nel 2018 e prevista la dislocazione di missili SM3 in Polonia, anticipati da esercitazioni di soldati polacchi su velivoli d’oltreoceano Hercules. Il tutto, però, Mosca permettendo. Come dichiarato dalle autorità polacche, l’orientamento della precedente amministrazione repubblicana americana di George Bush è superato, ed ora anche la Polonia è maggiormente interessata al dialogo con la Russia, e a nuovi scenari di politica estera.

“Gli USA – ha spiegato il Capo del Governo polacco – si sono impegnati nello sviluppo di democrazia e libertà in Africa del Nord. la Polonia – ha continuato il Leader del Partito del potere, la liberale Piattaforma Civica – la supporta”.

Oltre alle Autorità, Obama ha incontrato esponenti delle opposizioni e della storia recente della Polonia, nel complesso scettici sul nuovo corso della politica estera USA. Tra essi, Jaroslaw Kaczynski, Capo del principale partito di opposizione, il conservatore Diritto e Giustizia, che ha invitato il Presidente USA a rafforzare l’impegno NATOe a non dimenticare l’Europa Centro-Orientale.

Tra i grandi assenti, il Leader di Solidarnosc, ed ex-Presidente della Polonia libera, Lech Walesa. “Non c’è nulla di cui parlare – ha evidenziato il Premio Nobel per la Pace – per questo ho preferito restare a Vicenza, al Festival della Bibbia”.

Matteo Cazzulani