LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS: AZERBAJDZHAN DUBITA SUL NABUCCO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on May 31, 2011

La compagnia centroasiatica Socar dubita sul rifornimento di oro blu per il gasdotto supportato dall’Unione Europea. Turkmenistan pronto a subentrare

I percorsi di Southstream e Nabucco

Il gasdotto verdiano alla partenza frenata. Nella giornata di lunedì, 30 Maggio, l’Azerbajdzhan ha dichiarato di considerare la possibilità di esportare il proprio gas per diverse infrastrutture, e non solo in esclusiva per il Nabucco, come stabilito finora. A riportare tale decisione, il Capo della compagnia statale Socar, Rovnah Abdullajev.

Per il Nabucco, un intoppo non di poco conto, dal momento che, senza Baku, viene a mancare il principale serbatoio di oro blu per il Vecchio Continente.

Idea Ashgabat

Tuttavia, pronte le contromosse. Come illustrato dal Ministro dell’Energia turco, Taner Yidlyz, a sostituire il gas azero potrebbe essere il Turkmenistan, con cui le trattative sono già strette. Ottimismo anche da parte del Rappresentante del consorzio Nabucco, Cristian Dolesan, che ha evidenziato come la firma del contratto di avvio dell’infrastruttura è stata fissata per il prossimo 6 Giugno. A presenziare, le compagnie impegnate nella realizzazione del gasdotto: l’ungherese MOL, la romena Transgaz, l’austriaca OMV, la tedesca RWE, la bulgara Bulgargaz, e la turca BOTAS.

Lecito ricordare che, sul piano politico, il Nabucco è supportato da Unione Europea e consorzio AGRI – Azerbajdzhan, Georgia, Romania, ed Ungheria. Il suo scopo, trasportare gas centroasiatico attraverso il mediterraneo, ediminuire la dipendenza dell’Europa dalla Russia sul piano energetico.

In risposta, Mosca ha progettato un simile gasdotto, il Southstream. Compartecipato dal monopolista russo, Gazprom, dai colossi italiano ENI, da quelli tedeschi Wintershall e RWE, e francese Suez-Gaz de France, e dalle compagnie statali di Serbia, Macedonia, Slovenia, e Grecia, è concepito per bypassare Moldova, Ucraina, e Romania, Paesi ritenuti inaffidabili dal Cremlino.

Matteo Cazzulani