LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: YANUKOVYCH STRUMENTALIZZA I TAFFERUGLI A KYIV. ECCO COME

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 20, 2014

Una trentina i feriti e più di venti gli arrestati dalla polizia, che durante gli sconti ha usato proiettili di gomma, gas lacrimogeno ed idranti nonostante le temperature polari. L’Opposizione contraria alla violenza.

30 feriti e più di 20 arrestati, tra cui alcuni giornalisti anche di testate internazionali sono i numeri della notte di scontri che, Domenica, 19 Gennaio, ha infiammato in Ucraina le strade della Capitale Kyiv, con le forze speciali di polizia da un lato e i militanti, divisi tra frange pacifiche e facinorosi, dall’altro.

Da parte della polizia sono volati gas lacrimogeni, proiettili di gomma e acqua sui manifestanti in una notte gelata, gettata ad hoc per congelare il più alto numero possibile tra i 2 Mila dimostranti assiepati presso lo stadio della Dinamo Kyiv.

Dall’altra, un gruppetto di manifestanti -che non è escluso siano agenti infiltrati dalle Autorità politiche per discreditare la protesta, che finora ha mantenuto carattere pacifico- ha lanciato bombe molotov ed ha incendiato un pullman delle forze speciali di polizia Berkut per cercare di raggiungere la sede dell’Amministrazione Presidenziale e il Parlamento, dove lo scorso giovedì sono state approvate Leggi che limitano il Diritto di manifestare.

Pronta è stata la reazione dei Leader dell’Opposizione, con Vitaly Klichko, ex-pugile a capo del Partito moderato UDAR, che si è posto di persona tra i manifestanti e il cordone di polizia per evitare l’escalation violenta degli scontri.

Dal palco sul Maydan, il Leader in pectore del Partito social-popolar-democratico Batkivshchyna, Arseny Yatsenyuk, ha invitato i facinorosi a mantenere il carattere nonviolento della protesta, che finora ha contraddistinto le dimostrazioni in sostegno dell’integrazione dell’Ucraina in Europa.

Chi esce vincitore dalla notte di scontri è il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, che ha approfittato del primo atteggiamento violento di una minoranza di manifestanti per accogliere la richiesta di trattative dell’Opposizione dopo più di due mesi dalla sua formulazione.

È infatti dal 21 Novembre, da quando le manifestazioni in supporto dell’Ucraina in Europa hanno avuto inizio, che l’Opposizione chiede al Presidente colloqui urgenti per risolvere la crisi.

Invece di accogliere la richiesta, Yanukovych ha dato ordine di reprimere a più riprese le manifestazioni, ha fatto picchiare politici dell’opposizione e giornalisti, ed ha assediato la piazza in cui sono accampati i dimostranti per vietare loro gli approvvigionamenti di cibo e legname.

Ci sta prendendo in giro

Con la furba, ma tardiva apertura -enfatizzata dai media filorussi- Yanukovych cerca di accreditarsi agli occhi dell’Opinione Pubblica come tollerante e aperto.

Tuttavia, con ancora più di cento tra oppositori arrestati per ragioni politiche e una decina di dissidenti costretti all’esilio in Europa, con i media indipendenti imbavagliati, e con Leggi che de facto rendono illegale ogni forma di espressione di dissenso, sarà difficile sperare nel buon esito delle aperture di un autocrate che, in quattro anni, ha reso l’Ucraina un’autocrazia post-sovietica sul modello della Bielorussia.

Matteo Cazzulani

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CAPODANNO DI ORDINARIA REPRESSIONE IN RUSSIA ED UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 1, 2012

Ottanta arrestati nelle manifestazioni per la libertà di associazione a Mosca e Pietroburgo, tra cui il candidato alle Elezioni Presidenziali, Eduard Limonov. A Kharkiv meeting in solidarietà della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko: detenuta per motivi politici nella colonia penale femminile Kachanivs’kyj. A Kyiv, il Presidente, Viktor Janukovych, elimina ogni accenno alla Lady di Ferro ucraina, ed anche l’inno nazionale dal tradizionale discorso di fine anno

Il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, durante il tradizionale messaggio di fine anno. FOTO UKRAJINS'KA PRAVDA

Un silenzio assordante rotto dal tintinnio delle manette e da vuote parole di pura retorica dittatoriale. Così è stato vissuto il Capodanno 2012 in Russia ed Ucraina: due Paesi in cui regimi autoritari hanno sfruttato le distrazioni delle masse, impegnate a preparare i festeggiamenti per l’Anno Nuovo, per dare l’ennesima prova della vera natura di sé.

A Mosca, una settantina di dimostranti è stata arrestata per avere partecipato alla tradizionale manifestazione che, il 31 di ogni mese, raduna in Piazza Triumfal’naja le opposizioni di qualsiasi orientamento – dall’estrema desta ai bolscevichi – per rivendicare la libertà di associazione: diritto garantito dall’Articolo 31 della Costituzione della Federazione Russa, puntualmente calpestato dal Cremlino.

Tra gli arrestati, giornalisti, blogger, attivisti politici ed il Leader dell’Altra Russia, Eduard Limonov. L’esponente del movimento di opposizione liberal-progressista, candidato alle prossime Elezioni Presidenziali di Marzo in concorrenza all’attuale Premier, Vladimir Putin, non ha fatto in tempo nemmeno a scendere dalla propria auto: subito, una manciata di poliziotti lo ha prelevato e caricato su una camionetta diretta al primo commissariato.

Simili manifestazioni anche a San Pietroburgo, dove gli arrestati sono stati “solo” dieci. La cifra è stata riportata da Radio Liberty, e confermata poco dopo dalla direzione regionale della polizia della Oblast’ di Leningrado – così si chiama ancora la regione di Pietroburgo.

Janukovych impara dal Cremlino

Medesima atmosfera anche in Ucraina, dove le manifestazioni sono state quelle dei sostenitori della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko: accampati a Kharkiv presso la colonia penale femminile Kachanivs’kyj in sostegno dell’ex-Primo Ministro. La Lady di Ferro ucraina è stata deportata dal carcere di Kyiv nella mattinata del giorno precedente, nonostante le precarie condizioni di salute che le impediscono la deambulazione per la propria cella.

La Tymoshenko deve scontare sette anni di detenzione per abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin: una sentenza politica, maturata dopo un processo farsa in cui la difesa è stata sistematicamente privata dei propri diritti, e le imputazioni montate ad hoc per incastrare l’ex-Primo Ministro.

Inoltre, alla Leader dell’Opposizione Democratica è stato inflitto un secondo arresto cautelativo perché ritenuta soggetto potenzialmente pericoloso per il prosieguo del procedimento in cui la Lady di Ferro ucraina è imputata per evasione fiscale durante la presidenza della JEESU – il colosso energetico guidato dalla Tymoshenko prima della discesa in campo del 1998.

Per questa ragione, la detenuta doc non ha potuto né giovare del menù speciale concesso ai detenuti per Capodanno, né distrarsi con la partecipazione al concerto organizzato dalle Autorità carcerarie: la Tymoshenko è stata costretta ad attendere la mezzanotte sola, in compagnia di un brodo tiepido e di un silenzio gelido.

Ovviamente, della Tymoshenko non si è ricordato il Presidente, Viktor Janukovych, che, altresì, ha sfruttato il tradizionale messaggio di fine anno per annichilire ulteriormente ogni simbolo di indipendenza nazionale ucraina. Dopo avere elogiato il raggiungimento della stabilità, la costruzione di infrastrutture, l’ottenimento degli europei di calcio, e il miglioramento dell’immagine di Kyiv nel Mondo, il Capo di Stato ha concluso gli Auguri con un semplice saluto: senza il tradizionale inno nazionale.

Janukovych si sta rilevando un Presidente autoritario, capace di spazzare ogni conquista democratica, anche simbolica, ottenuta dall’Ucraina degli ultimi anni. Di recente – dopo avere indebolito il Parlamento, falsato le Elezioni Amministrative dell’Ottobre 2010, e concesso il prolungamento dell’esercito russo in Crimea – il Capo di Stato ha abolito con un decreto urgente il Giorno della Libertà – la festa in ricordo della Rivoluzione Arancione – e cancellato altre ricorrenze patriottiche istituite dal suo predecessore, Viktor Jushchenko.

Il 19 Dicembre, l’Unione Europea ha congelato la Firma dell’Accordo di Associazione: storico documento con cui Kyiv avebbe ottenuto lo status di partner privilegiato di Bruxelles, oggi goduto da Norvegia, Islanda, e Svizzera. I Presidenti di Commissione Europea e Consiglio Europeo, José Manuel Barroso e Herman Van Rompuy, non hanno potuto ratificare tale passo dinnanzi al regresso democratico in Ucraina che, oltre alla Tymoshenko, ha portato tra carcere, prigione ed esilio una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica.

Tra essi, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko – in detenzione preventiva, ancor prima che una sentenza lo abbia condannato per abuso d’ufficio – e l’ex-Titolare dell’Economia, Bohdan Danylyshyn – in asilo politico in Repubblica Ceca.

Matteo Cazzulani

ANCHE IL GRUPPO DI VYSEHRAD SCARICA JANUKOVYCH: UCRAINA SEMPRE PIU VICINA ALLA RUSSIA DI PUTIN

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on October 17, 2011

I Paesi dell’Europa Centrale criticano la condanna della Leder dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, al punto da chiudere ogni prospettiva di Accordo di Associazione UE-Ucraina. Il Presidente ucraino nomina una Commissione per l’integrazione nell’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka, de facto condannando il Paese alla sottomissione a Mosca, come accaduto in Bielorussia

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

L’isterico ripiego alle radici sovietiche dopo la bacchettata sulle mani e la cacciata dalla compagnia. Questa la situazione con cui le Autorità ucraine hanno reagito alla rottura del Gruppo di Vysehrad – Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia ed Ungheria: una vera e propria notizia, dal momento in cui proprio i Paesi dell’Europa Centrale hanno supportato fino all’ultimo le ambizioni europee dell’Ucraina, cercando di convincere i riluttanti membri occidentali della necessità, per la sicurezza europea, di tenere la porta aperta ad un regime, seppur sempre più simile alla Bielorussia di Lukashenka.

“Siamo giunti alla conclusione di continuare a supportare le ambizioni occidentali dell’Ucraina, ma non a queste condizioni – ha dichiarato il Primo Ministro ceco, Petr Necas, padrone di casa del summit dei quattro Stati del cuore dell’Europa – non fino a quando Julija Tymoshenko starà in carcere, e non potrà partecipare ad elezioni libere e regolari”.

Una posizione forte, condivisa anche dal primo Ministro polacco, Donald Tusk, nonostante sia stata proprio la Polonia a cercare a tutti i costi di mantenere in vita le prospettive di integrazione di Kyiv con Bruxelles, riuscendo, con un ottimo ruolo diplomatico, a convincere lo scettico asse franco-tedesco nel corso del summit del Partenariato Orientale UE.

Ora, anche per Varsavia la misura è colma, sopratutto dopo che la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, ex-Primo Ministro, è stata condannata a sette anni di carcere, più tre di interdizione alla vita politica, per gestione fraudolenta del bilancio statale, ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin: accuse costruite su documentazioni falsate, imprecise, addirittura datate il 31 Aprile, e negate persino dalla maggior parte dei testimoni chiamati alla comparsa in un processo farsa in perfetto stile sovietico.

“I negoziati per la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina sono a buon punto, ma non per questo siamo disposti ad accettarne la sigla dinnanzi a quanto avviene a Kyiv – ha illustrato Tusk – ci sono certi valori che vanno rispettati: regole a cui nell’Unione Europea tutti, membri ed associati, devono attenersi”.

Lo scenario bielorusso, con Mosca pronta a vincere

Una vera doccia fredda per il popolo ucraino – secondo un recente sondaggio, favorevole al partenariato con l’UE, anche solo sul piano economico – ma non per il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, che non ha perso tempo, e nominato una commissione di lavoro per la preparazione dell’integrazione nell’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka: una tentazione, quella di Mosca, da dove Putin, non ha mai nascosto il desiderio di prendere l’Ucraina sotto la propria sfera d’influenza per dare linfa alle ambizioni imperiali con cui la Russia punta a tornare superpotenza mondiale a spese dei vicini, ergo dell’Europa.

A testimoniare la reale convinzione di Janukovych, la nomina a capo della Commissione di colui che fino ad oggi ha trattenuto i rapporti con l’UE in preparazione della firma dell’Accordo di Associazione: il Ministro degli Esteri, Kostjantyn Hryshchenko. Un segnale chiaro di rinuncia all’Europa che, tuttavia, diversi esperti leggono anche in chiave isolazionista: la Commissione non sarebbe altro che uno spauracchio per convincere Mosca a concedere condizioni favorevoli a Kyiv, tra cui un partnership separata, che lasci all’Ucraina una maggiore autonomia.

Infatti, non sono pochi tra gli esperti a rilevare nella condotta di Janukovych una similitudine con quella del dittatore bielorusso, Aljaksandar Lukashenka: dopo avere tentato di negoziare con la Russia alla pari, il Bat’ka – com’è nominato Lukashenka in Patria – ha dovuto arrendersi, e, sempre più isolato dall’Unione Europea per via delle continue repressioni ai danni dell’opposizione, cedere al Cremlino autonomia economica, politica ed energetica. Da ultimo, l’intero pacchetto azionario che controlla i gasdotti di Minsk.

 

Matteo Cazzulani

FINITI PROCESSO FARSA E DEMOCRAZIA IN UCRAINA: A JULIJA TYMOSHENKO SETTE ANNI DI GALERA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 11, 2011

Il giovane giudice, Rodion Kirejev, accoglie le richieste dell’accusa, e condanna Leader dell’Opposizione Democratica alla reclusione, ed alla successiva estromissione dalla vita politica. “E’ una dittatura, ma non mi arrendo” ha illustrato l’ex-Primo Ministro durante la lettura del verdetto. La protesta dell’UE, ed il vantaggio di Mosca, a cui Kyiv si avvicina. Soffocate con la forza le proteste dei manifestanti 

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, scortata dalle forze speciali

Il funerale della democrazia ucraina ha avuto atto: la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, è stata condannata a sette anni di detenzione, più tre di divieto alla copertura di cariche pubbliche e partecipazione alla vita politica, e, come se non bastasse, al pagamento di una multa per gestione fraudolenta del bilancio statale.

Un barbaro rito di stampo sovietico, trasmesso persino in diretta tv, a cui sono stati presenti, fisicamente o virtualmente, quasi tutti: gli spettatori dalle telecamere del 5 Kanal, TVI, ed altri media ammessi in sala, il pool della pubblica accusa al completo, tutti gli avvocati di Julija Tymoshenko, la figlia Jevhenija con il marito Oleksandr, e persino l’Ipad più famoso d’Ucraina: la Leader dell’Opposizione Democratica non ci ha mai staccato gli occhi se non per due dichiarazioni, pronunciate sovrastando la voce del giovane giudica Rodion Kirejev, impegnato cacofonicamente a leggere un verdetto politico che, secondo il campo arancione, è stato già scritto da tempo dall’Amministrazione del Presidente, Viktor Janukovych.

“Questa è la prova che in Ucraina c’è una dittatura – ha dichiarato Julija Tymoshenko – tutta le gente di buona volontà deve unirsi intorno all’Opposizione ed alle Associazioni, per combattere il regime autoritario. Nessuna condanna mi fermerà – ha continuato – sono sempre con voi, per battermi per un’Ucraina libera, indipendente, giusta, europea, e democratica”.

Dunque, soddisfatta l’esatta pena richiesta per l’ex-Primo Ministro, accusata di abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin. Un’accusa inesistente, supportata da documentazioni sommarie, imprecise, datate persino il 31 Aprile, che, tralaltro, è stata negata da quasi tutti i testimoni comparsi nel processo farsa – 40 per l’accusa, solo 2 per la difesa.

Il tutto, dopo un procedimento in cui all’accusa non è stato concesso il tempo necessario per la presa visione delle imputazioni – contenute in 14 faldoni da cento pagine ciascuno – e nemmeno per concordare la linea difensiva con l’assistita, dal momento in cui Julija Tymoshenko è stata preventivamente rinchiusa in isolamento lo scorso 5 Agosto, dopo poche settimane dall’inizio di sedute a cui già si presentava come confinata in Patria.

Ora, è chiaro che altri anni in galera spetteranno alla carismatica Leader, che, dopo aver guidato la Rivoluzione Arancione, ha governato a singhiozzo un Paese che, malgrado enormi difficoltà, è riuscita ad avvicinare agli standard europei e, per un soffio, persino alla stessa integrazione con l’Unione Europea. Invece, cosa sarà dell’Ucraina è difficile immaginarlo, ma già oggi sono presenti alcune avvisaglie che val la pena leggere ed interpretare.

L’Ucraina scivola verso la Russia

Nella giornata di lunedì, 10 Ottobre, i Ministri degli Esteri UE si sono riuniti in Lussemburgo per discutere proprio del caso Tymoshenko, ed hanno chiaramente spiegato a Kyiv che la condanna della Leader dell’Opposizione Democratica avrebbe compromesso la sigla dell’Accordo di Associazione. Il tutto, vincendo la strenua – e saggia – posizione di Polonia e Paesi Baltici, favorevoli al mantenimento delle porte aperte ad Ucraina che, seppur autoritaria, per la sicurezza di tutto il continente dal ritorno dell’imperialismo russo non può essere esclusa dall’Occidente, e riconsegnata tra le braccia di Mosca.

La Russia, appunto. Durante le esequie della democrazia ucraina, una nota dell’Amministrazione Presidenziale ha comunicato il prossimo incontro tra Janukovych ed il suo collega russo, Dmitrij Medvedev. L’ennesimo nel giro di poco tempo: i due si sono incontrati presso la dacia di Zavidovo per discutere delle relazioni energetiche tra i due Stati in un meeting privato a base di pesca e passeggiate nella natura, da cui non è trapelata lacuna informazione concreta.

Quello che rimane è l’atteggiamento di autorità ucraine sempre più simili nei modi a quelle russe: i 10 Mila manifestanti accorsi presso il Tribunale Pechers’kyj per protestare contro la condanna di Julija Tymoshenko sono stati caricati dalla milicija, tre di loro persino arrestati. I contrasti già iniziati la notte precedente, quando alcune tende, installate da militanti pacifici, sono state smontate con la violenza da agenti delle forze speciali.

Difficile trovare responsabili in tutto quello che è accaduto. Se da un lato la colpa ricade sugli stessi ucraini, incapaci di aiutare se stessi una volta ottenuta la libertà e la democrazia – proprio oggi alla BBC l’ex-alleato della Tymoshenko, il Capo di Stato Emerito, Viktor Jushchenko, ha riposto piena fiducia nel giudice del processo farsa – dall’altro anche l’Europa e l’Occidente hanno qualcosa su cui riflettere: nel 2008, i summit UE e NATO hanno chiuso le porte in faccia ad Ucraina, Moldova e Georgia, supportate dai Paesi della parte centrale del continente, ma non da quella Vecchia Europa che, Francia e Germania in primis, ha sempre fatto attenzione a non offendere la Russia, ignorando quale sia la reale minaccia Mosca ancora rappresenta per il mondo libero, sopratutto col ritorno alla presidenza di Vladimir Putin.

Oggi, è recluso il simbolo della Rivoluzione Arancione, con cui la più grande repubblica ex-URSS ha osato ribellarsi ad un autoritarismo russo di lunga tradizione – zarista, comunista, e putiniano. Se non basta questo segnale per capire le dinamiche di un Paese europeo per storia, cultura, e tradizioni, allora è chiaro che l’Europa, anziché rispettare sé stessa – ed i valori su cui è stata fondata: Democrazia e Diritti Umani – ha deciso di ritagliarsi un ruolo marginale nel Mondo, e coltivarsi il proprio piccolo giardino che, più che un Eden, è sempre più una radura moralmente incolta.

Matteo Cazzulani

LA DIFESA DI JULIJA TYMOSHENKO DENUNCIA LA GESTIONE ARBITRARIA DELLE IMPUTAZIONI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 1, 2011

Tra i capi d’accusa inseriti persino una puntata dello Shuster Live – il Porta a Porta ucraino –  le dichiarazioni Twitter della Leader dell’Opposizione Democratica, e due faldoni ricomparsi nella notte. Respinti gli studi dell’autorevole Ernst and Young ed i materiali dell’Ukrajins’ka Pravda, certificanti l’innocenza dell’ex-Primo Ministro. Nuove condanne al processo politico da parte del centro-destra europeo ed americano, dagli Esteri USA, dalla Polonia, e persino dalla Federazione Russa

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo a suo carico

Nuova fase e nuove critiche internazionali, ma sempre vecchi metodi di stampo sovietico ed illiberale. Nella giornata di mercoledì, 31 Agosto, il giovane giudice, Rodion Kirejev, ha chiuso la fase della lettura delle imputazioni, non senza le proteste della difesa che, sconcertata, ha assistito alla comparsa di due faldoni precedentemente resecati dai capi d’accusa, e, fatto assai più grave, si è vista negare l’inserimento agli atti di materiali certificanti l’innocenza dell’imputata, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julia Tymoshenko.

Nello specifico, il PM ha rifiutato l’esame in aula dello studio dell’autorevole Ernst and Young – che ha sancito come gli accordi per il gas del Gennaio 2009, per cui l’ex-Primo Ministro è accusata, alle casse statali abbiano portato guadagni, e non perdite – e simili materiali pubblicati dalla testata on-line Ukrajins’ka Pravda. Viceversa, Kirejev ha accettato la registrazione di una puntata dello Shuster Live – il Porta a Porta ucraino – e le dichiarazioni della Tymoshenko pubblicate sulla sua pagina Twitter.

“La ricomparsa dei faldoni testimonia la fabbricazione delle imputazioni notte tempo – ha dichiarato l’avvocato difensore, Mykola Siryj – secondo il regolamento, i legali almeno dovrebbero avere del tempo per il loro esame, ma non ci è stato concesso”.

Oltre alla pausa tecnica per la presa visione delle imputazioni, ad essere negata è stata l’ennesima richiesta della difesa di liberazione di Julija Tymoshenko da una detenzione in isolamento che dura da quasi un mese – esattamente dallo scorso 5 Agosto – e che ha visibilmente indebolito la Leader dell’Opposizione Democratica, impossibilitata persino a ricevere la visita dei propri medici di fiducia. Una condizione illiberale che ha provocato l’ennesima mobilitazione internazionale: con una nota congiunta, il Presidente del partito Popolare Europeo, Wilfred Martens, ed il Senatore repubblicano USA, John McCain, si sono rivolti alle Autorità ucraine per un’immediata liberazione dell’anima della Rivoluzione Arancione, illustrando come festeggiare il ventennale dell’Indipendenza dal regime sovietico reprimendo il dissenso non sia dimostrazione di maturità politica e storica. Una dichiarazione forte, subito ripresa e condivisa anche dal Dipartimento di Stato USA.

Persino la Russia contesta le Autorità ucraine

All’indomani della visita privata a Danzica, il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, ha confermato di avere avvertito il suo collega ucraino, Viktor Janukovych, che il processo e la detenzione della Leader dell’Opposizione Democratica rendono difficile alla Polonia il supporto delle ambizioni europee dell’Ucraina, sopratutto alla vigilia della firma di un Accordo di Associazione che, allo stato attuale, è sempre più in bilico.

A contestare Kyiv è persino la Federazione Russa, il cui Presidente, Dmitrij Medvedev, parallelamente ai tradizionali arresti di manifestanti dell’opposizione celebrati ogni 31 del mese – data in cui si organizzano manifestazioni silenziose per rivendicare la Libertà di Associazione, garantita dall’articolo 31 della Costituzione russa, ma puntualmente calpestata dalle autorità – si è detto stupito del trattamento disumano riservato alla Tymoshenko, ed ha invitato Janukovych, con cui Mosca è ai ferri corti per questioni energetiche relative al rinnovo delle forniture di gas, ad un comportamento più adeguato agli standard democratici.

Lecito ricordare che la Leader dell’Opposizione Democratica, l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, è accusata di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio del corso degli accordi per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin. Oltre a Partito Popolare Europeo, USA, Polonia, e Federazione Russa, a condannare il trattamento applicato all’anima della Rivoluzione Arancione sono stati anche Unione Europea, Consiglio d’Europa, i Capi delle Chiese e delle confessioni ucraine, e le maggiori ONG internazionali indipendenti, tra cui l’autorevole Freedom House.

Matteo Cazzulani

PER JULIJA TYMOSHENKO INDIPENDENZA IN PRIGIONE

Posted in Uncategorized by matteocazzulani on August 24, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica resta in carcere, malgrado la Festa Nazionale, e la madre malata a Dnipropetrovs’k. Il Presidente, Viktor Janukovych, promette l’Europa malgrado la repressione politica ostacoli l’integrazione di Kyiv con Bruxelles

La milicija rimuove un adesivo in sostegno a Julija Tymoshenko sul blindato su cui e costretta a viaggiare

Alla vigilia del Giorno dell’Indipendenza, la statua di Diana, a Leopoli, nella centralissima Ploshcha Rynok, e vestita con gli abiti tradizionali, mentre a Kyiv l’anima della Rivoluzione Arancione e spogliata di ogni diritto, anche di quelli famigliari. Nella giornata di martedi, 23 Agosto, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, si e vista negare il permesso di recarsi a Dnipropetrovs’k per visitare la madre, seriamente malata, come la stessa imputata.

Una decisione impopolare, che ha scatenato la reazione dei Deputati Nazionali presenti in sala, anche perche ad essa si e sommata l’ennesima revoca della scarcerazione dall’isolamento per l’ex-Primo Ministro: la decima da quando e iniziato un processo, in cui Julija Tymoshenko non ha nemmeno il diritto di essere visitata dai propri medici di fiducia.

“E una atto puramente politico – ha illustrato il Primo Ministro del governo-ombra dell’Opposizione Democratica, Serhij Soboljev – con lo scopo di eliminare l’esponente piu influente del campo arancione dalle prossime elezioni. A nostra volta – ha continuato, sempre ai microfoni di Radio Liberty – non ci arrendiamo, e per il Giorno dell’Indipendenza scenderemo in piazza, per protestare contro il rinato autoritarismo del Presidente, Viktor Janukovych”.

Una dimostrazione che si preannuncia calda, anche perche le autorita cittadine – leali al Capo di Stato – hanno vietato azioni politiche nel pieno centro, permettendole solo nell’area del Monumento a Shevchenko – Taras, il Poeta Nazionale. Cio nonostante, Oleksandr Turchynov, braccio destro di Julija Tymoshenko, ha evidenziato come il corteo si dirigera comunque lungo il Majdan Nezalezhnosti ed il Khreshchatyk, dove l’Opposizione Democratica – riunitasi nel Comitato di Difesa dalla Dittatura – ha installato una tendopoli per protestare contro il processo politico ai danni della sua Leader: accusata di abuso d’ufficio nel corso degli accordi per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

La retorica URSS del Capo di Stato che guarda all’UE

Se per il campo arancione il Giorno dell’Indipendenza sara una prova di unita, per il Presidente, Viktor Janukovych, e stata l’occasione per le ennesime promesse a vuoto, condite con un filo di retorica di sovietica memoria. Nel corso del tradizionale messaggio alla nazione ha promesso la continuazione della lotta alla corruzione e, sopratutto, una veloce integrazione nell’Unione Europea, con la creazione della Zona di Libero Scambio UE-Ucraina.

Scenario di non sicura realizzazione, poiche  il rispetto del multipartitismo, delle liberta politche, di stampa, parola, ed espressione sono condizione inprescindibile per la firma dell’Acordo di Associazione UE-Ucraina: l’arresto, ed il trattamento disumano a cui e sottoposta Julija Tymoshenko, portano Kyiv sempre piu lontano da ogni prospettiva continentale, riavvicinandola alle fauci di Mosca.

Lecito ricordare che a contestare il processo politico a cui e sottoposta la Leader dell’Opposizione Democratica sono stati Unione Europea, Stati Uniti d’America, diverse cancellerie dei principali Paesi occidentali, Consiglio d’Europa, maggiori ONG indipendenti, persino la Russia ed i capi delle Chiese cattoliche ed ortodosse del Paese.

Matteo Cazzulani

BIELORUSSIA: LEADER DI VJASNA ARRESTATO

Posted in Bielorussia by matteocazzulani on August 5, 2011

Lo storico dissidente bielorusso Ales Bjalac’kyj prelevato dalla polizia. Oltre all’opposizione al Presidente, Aljaksandar Lukashenka, ha aiutato il corrispondente di Gazeta Wyborcza, Andrzej Poczobut, durante un processo politico per le critiche al Capo dello Stato.

Il leader di Vjasna, Ales Bjalac'kyj

Un simbolo del dissenso bielorusso, instancabile attivista per la democrazia senza età di pensionamento. Nella giornata di giovedì, 4 Agosto, il Leader del Centro per la Difesa dei Diritti Umani Vjasna, Ales Bjalac’yj, è stato arrestato da forze speciali in borghese presso la sua abitazione, non lontano dalla centrale Piazza della Vittoria.

Il provvedimento aggrava ulteriormente la già compromessa posizione internazionale della Bielorussia: Bjalac’kyj è anche Vice-Presidente del Comitato Internazionale per i Diritti Umani, nonché uomo-portante del campo democratico bielorusso fin dagli anni Ottanta, quando, alla testa del Fronte Nazionale Bielorusso, ha guidato le prime manifestazioni del dissenso contro il regime sovietico.

Da Lukashenka a Poczobut

Caduta l’URSS, è stato attivo oppositore dell’attuale Presidente, Aljaksandar Lukashenka, di cui ha denunciato i ripetuti brogli elettorali che, dal 1997 ad oggi, lo hanno mantenuto altamente alla guida del Paese. Inoltre, alla guida di Vjasna, si è attivato per l’aiuto delle forze politiche democratiche e filoeuropee, e, di recente, si è distinto per l’ausilio legale fornito al corrispondente di Gazeta Wyborcza, Andrzej Poczobut, vittima di un processo politico a causa dei suoi scritti critici verso le Autorità.

Come confermato alla stessa Wyborcza dalla sua collaboratrice, Tetjana Ravjaka, proprio l’aiuto fornito al giornalista bielorusso sarebbe la causa del provvedimento.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: PER IL CAMPO ARANCIONE PRIMI PASSI VERSO IL CARTELLO ELETTORALE

Posted in Uncategorized by matteocazzulani on July 14, 2011

Il partito dell’ex-Presidente, Viktor Jushchenko, coordina il Comitato per la Difesa delle Elezioni Oneste in vista delle consultazioni Parlamentari del 2012. La forza politica di quello attuale, Viktor Janukovych – superata nei sondaggi – monitora l’attività dei giornalisti. Ancora fuori dal progetto i big dell’Opposizione Democratica: Julija Tymoshenko, Arsenij Jacenjuk, ed Anatolij Hrycenko

Manifestazione patriottica sotto il monumento al Poeta Nazionale ucraino, Taras Shevchenko

La giusta direzione verso la quale procedere. Nella giornata di martedì, 12 Luglio, alcune forze dell’Opposizione Democratica hanno creato il Comitato di Difesa delle Elezioni Oneste: un cartello elettorale, con lo scopo di scegliere candidati comuni nei collegi uninominali, ed evitare la lotta intestina tra le liste del campo arancione che, inevitabilmente, finisce per avvantaggiare la compattezza del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Inoltre, già creati i primi gruppi di lavoro, tra cui quello per il coordinamento interpartitico, l’organizzazione dei rappresentanti di lista, e le relazioni con le ONG internazionali. Una mossa necessaria dinnanzi ad una legge elettorale che prevede un sistema misto di maggioritario e collegi uninominali, uno sbarramento al 5%, e l’impossibilità per alleanza e blocchi di partecipare alla consultazione.

Regista dell’operazione, Nasha Ukrajina – la forza politica dell’ex-Presidente, Viktor Jushchenko – seguita da altri soggetti moderati, patriottici, e conservatori quali il Partito Popolare Ucraino, il Congresso dei Patrioti Ucraini, Svoboda, Sobor, il Partito Cristiano-Repubblicano, e persino quello Social-Democratico. Solo presenti alle trattative con propri emissari, ma non ancora parte del comitato, Bat’kivshchyna – il partito della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko – il Front Zmin dell’ex-Speaker arancione, Arsenij Jacenjuk, e la Hromadjans’ka Pozycija di Anatolij Hrycenko.

Il timore di stampa e rilevazioni

Sul loro interesse, e futura adesione, si è detto certo il Capo di Nasha Ukrajina, Valentyn Nalyvajchenko, che ha aggiunto come la presidenza del cartello sarà gestita secondo una precisa turnazione.

Subito le prime reazioni. Come riportato dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda, il Partija Rehioniv ha inoltrato una lettera a tutte le sezioni locali, con la richiesta di reperire il maggior numero di informazioni sui giornalisti presenti sul territorio, con particolare interesse all’orientamento politico. Una precisa violazione dell’Articolo Settimo della legge sulla protezione dei dati personali, che, assieme alle elezioni locali falsate dell’Ottobre 2010, e la legge elettorale che penalizza l’Opposizione Democratica, lascia molto perplesso chi spera nel rispetto degli standard europei delle prossime consultazioni.

Altro segnale, altresì incoraggiante, quello dei sondaggi, in cui per la prima volta dopo circa due anni, le forze del campo arancione hanno superato i soggetti della maggioranza post-sovietica – Partija Rehioniv e comunisti.

Secondo gli esperti, a motivare tale incremento non sarebbeperò l’attività dei politici dell’Opposizione Democratica, ma la crescente sfiducia nei confronti di Janukovych, sia sul piano interno – per via del mancato aumento delle paghe sociali e della lotta alla corruzione promesse in campagna elettorale – che su quello estero – peggioramento dell’immagine di Kyiv a seguito dei processi politici agli esponenti dell’Opposizione Democratica ed indecisione tra Russia ed Europa.

Matteo Cazzulani

ZBIGNIEW BRZEZINSKI: RUSSIA DEMOCRATICA SE L’UCRAINA GUARDA AD OCCIDENTE

Posted in USA by matteocazzulani on July 13, 2011

L’ex-Segretario alla Sicurezza USA, ritenuto uno dei principali strateghi di politica internazionale, illustra la ricetta per rendere Mosca meno imperialista e nostalgica dell’era sovietica

L'ex Segretario alla Sicurezza USA, Zbigniew Brzezinski

Altro che Obama e buonismo progressista, il vero messaggio di cambiamento e di speranza made in USA è targato Zbigniew Brzezinski. Nella giornata di Venerdì, 8 Luglio, a Washington, ha avuto luogo un’affollata conferenza, in cui analisti ed esperti politici hanno riflettuto sulla situazione Europea e Russa.

Come riportato da Radio Liberty, differenti sono stati gli ospiti d’eccezione e gli interventi di rilievo dinnanzi ad un pubblico di circa 300 persone, ma a lasciare il segno è stato, senza dubbio, l’ex-Segretario del Consiglio di Sicurezza statunitense, che ha evidenziato come l’unico argine al rinato imperialismo russo possa essere solo una definitiva democratizzazione dell’Ucraina.

Una vera e propria scommessa, poiché, oggi, è proprio Kyiv uno dei Paesi geopoliticamente più controversi del momento: da un lato, il Presidente, Viktor Janukovych, si spende in proclami in cui definisce a più riprese l’Unione Europea come la priorità della propria politica estera. Dall’altro, ne infrange i principi costitutivi, rischiando di mandare a monte la sigla di un Accordo di Associazione con Bruxelles, faticosamente preparato dal 2008, quando a governare il Paese sono stati gli arancioni di Julija Tymoshenko e Viktor Jushchenko che, seppur divisi da dissidi interni, in ambito internazionale erano concordi nell’avvicinarsi all’Occidente.

Il giallo ucraino

Tra i casi più eclatanti che ostacolano l’avvicinamento di Kyiv a Bruxelles – emersi nel corso dell’evento – le pressioni su media ed esponenti dell’Opposizione Democratica, e, sopratutto, i processi politicamente motivati a carico della sua Leader – la Tymoshenko – e dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko: rispettivamente, accusati di condotta anti statale nel corso degli accordi per il gas russo del gennaio 2009, e di abuso d’ufficio.

“Se nei prossimi cinque anni L’Ucraina si democratizza – ha dichiarato Brzezinski – influirà positivamente anche sulla Russia. L’avvicinamento di Kyiv all’Occidente – ha continuato – è destinato a mutare radicalmente il punto di vista di Mosca, sopratutto in un’ottica a lungo raggio. Uno Stato ucraino rivolto all’Europa ed all’Atlantico – ha concluso – può trainare anche la Federazione Russa al rispetto di certi valori”.

A corredo dell’intervento del Diplomatico USA – che, essendo nato a Varsavia, ben conosce i rapporti tra la Russia e Vecchio Continente – interventi di diversi studiosi e politici, tutti concordi nell’auspicare una maggiore integrazione di Kyiv nell’Unione Europea. Ma, nel contempo, preoccupati dinnanzi ai recenti esempi di riacceso autoritarismo non solo in Ucraina e Russia, ma anche in Bielorussia, Kyrgystan, e Kazakhstan.

Matteo Cazzulani

Ucraina: per Julija Tymoshenko due guerre contemporanee

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 8, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica difende le sue ragioni dinnanzi alla Corte, e si schiera contro l’approvazione alla Rada di una riforma previdenziale che innalza l’età lavorativa sopra quella media. Contrari anche i comunisti. La polizia interviene contro i giornalisti

Si lavorerà di più, con meno soldi e Liberta. Nella giornata di giovedì, 7 Luglio, ha avuto luogo l’ennesima seduta del processo alla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, che, accusata di condotta anti-statale in occasione degli accordi per il gas nel Gennaio 2009, con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin, ha rigettato le accuse, evidenziando al “giudice”, Kordion Kyrejev, come grazie a tali contratti, come assicurato da indagini internazionali indipendenti, l’oro blu sia venuto a costare meno.

Motivazione non sufficiente per il giovane pm, che ha negato il mese di sospensione del processo chiesto dalla difesa per esaminare le prove, e costretto l’avvocato della Leader dell’Opposizione Democratica ad esaminare i capi d’accusa in una notte.

Inoltre, a fine seduta ha avuto luogo un’irruzione delle Squadre Speciali della polizia, che hanno obbligato i giornalisti a lasciare l’aula, rovinando persino delle telecamere.

Varata la riforma di pensioni ed eta previdenziale

Tutto quanto e avvenuto in tempo per raggiungere i più di 5 mila solidali con Julija Tymoshenko, che si sono diretti al Parlamento per protestare contro la Riforma delle Pensioni, approvata nella notte, a ritmo di forza. Il documento prevede l’innalzamento dell’eta pensionabile da 55 a 60 anni per le donne, e da 58 a 63 anni per gli uomini, l’incremento dell’età minima previdenziale per donne e uomini a 30 e 35 anni, e la diminuzione del tasso di retribuzione per i lavoratori del settore pubblico.

A favore, 248 parlamentari del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – del Blocco Lytvyn, del gruppo Reformy Zarady Majbutn’oho, e qualcuno di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona – gruppo conservatore di opposizione.

Contrario, uno schieramento bipartisan, composto dal moderato Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna e dai comunisti.

Matteo Cazzulani