LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

LA MARCIA DEI MILIONI IN UCRAINA CHIEDE EUROPA ED ELEZIONI ANTICIPATE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 9, 2013

Un milione i manifestanti in piazza a Kyiv per richiedere la firma dell’Accordo di Associazione con l’UE e le dimissioni di Governo e Presidente. Presidiate le sedi dell’Amministrazione Presidenziale, Parlamentare e Locale, abbattuto il monumento a Lenin

300 Mila secondo le Autorità, un milione, e c’è da crederci, secondo gli organizzatori. Questi i numeri della Marcia dei Milioni: dimostrazione avvenuta Domenica, 8 Dicembre, a Kyiv, nell’ambito della manifestazione in sostegno dell’integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea.

I manifestanti hanno presidiato non solo la piazza principale della capitale, il Maydan Nezalezhnosti e la via Khreshchatyk, ma anche le sedi dell’Amministrazione Presidenziale, Parlamentare e Locale, con lo scopo di paralizzare l’attività politica a partire dal giorno successivo.

Oltre al blocco dell’attività politica, i manifestanti hanno richiesto la liberazione immediata dei 16 arrestati in seguito alle repressioni sui dimostranti attuate dalle forze speciali di polizia Berkut, alle dirette dipendenze del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych.

Rivendicazioni dei manifestanti sono anche di carattere politico. I Leader dell’Opposizione, Arseniy Yatsenyuk e Vitaly Klichko, hanno richiesto la formazione di un Governo Tecnico che, dopo avere firmato l’Accordo di Associazione con l’UE -documento che permette l’integrazione di Kyv nel mercato unico europeo che il Presidente Yanukovych non ha voluto firmare- e un accordo con il Fondo Monetario Internazionale, porti ad Elezioni Parlamentari Anticipate. Come primo atto, il nuovo Parlamento deve poi indire Elezioni Presidenziali Anticipate.

Simbolo della rabbia dei manifestanti contro le repressioni delle Autorità e la scelta del Presidente Yanukovych di non firmare l’Accordo di Associazione con l’UE, è stato l’abbattimento della statua di Lenin: un monumento, finora presidiato da attivisti del Partito Comunista, che mai dalla caduta dell’Unione Sovietica è stato nemmeno danneggiato.

Il monumento a Lenin è stato considerato dai manifestanti l’emblema dell’oppressione russa, che si è fatta notevolmente presente dopo una visita urgente, sabato, 7 Dicembre, tra Yanukovych e il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin.

Secondo indiscrezioni, i due avrebbero concordato, in cambio di uno sconto sul prezzo del gas per Kyiv, l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Doganale Eurasiatica: progetto di integrazione sovranazionale concepito da Putin per estendere l’egemonia di Mosca nello spazio ex-URSS e cancellare l’UE dalla competizione mondiale.

Schulz invita Yanukovych a considerare i manifestanti

Sostegno alla manifestazione per l’ingresso dell’Ucraina in Europa è pervenuto dal Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, che ha invitato Yanukovych ad ascoltare la volontà del suo popolo.

In azione anche la Commissione Europea, che ha pianificato una missione dell’Alto Rappresentante per la Politica Estera UE, Catrine Ashton, finalizzata alla risoluzione pacifica della crisi politica.

Importante è stato anche il commento del Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, che ha sottolineato come l’Ucraina di oggi sia un Paese molto simile alla Polonia del 1989: un Paese che ha voglia d’Europa per superare una profonda crisi economica.

Matteo Cazzulani

Krolovec’. Terra di confine tra passato europeo e presente filorusso

Posted in Eurobus 4 by matteocazzulani on May 31, 2011

L’ultima tappa dell’Eurobus nella Oblast’ di Sumy oramai russificata.

Cronaca da un avamposto di frontiera che ha cambiato schieramento. Krolevec’ e un paesone situato nella Oblast’ di Sumy, simile a molti altri dell’Ucraina centro-orientale: due vie principali, un’ampia piazza con il monumento a Lenin, un albergo, e qualche negozio di alimentari sparso per le strade, rifornito ogni mattina da un camioncino proveniente dal capoluogo.

Come nel resto della Oblast’ di Sumy, la lingua più diffusa e il russo, parlata non solo dai più anziani – costretti ad utilizzarla nel periodo sovietico – ma anche dai più giovani.

Una realtà che, a sorpresa, e negata dagli insegnanti del collegio, che assicurano sull’effettivo insegnamento nella sola lingua di Shevchenko – Taras, il Poeta Nazionale. Difficile crederlo, quando gli stessi intervistati passano lentamente dall’ucraino al russo, senza accorgersene. Forse, condizionati dall’altrettanta confusione con cui valutano la situazione politica attuale.

“L’Ucraina deve mantenere la propria autonomia – spiega Natalija Viktorivna, insegnante filologa – spero nell’integrazione con Bruxelles, ma senza rompere con Mosca. Una scelta bilanciata e possibile e necessaria”.

A smentire le rassicurazioni sull’insegnamento in ucraino, i libri di testo delle discipline scientifiche: scritti nella lingua di Pushkin, e visibilmente datati. Al contrario, gli unici manuali ad essere aggiornati, e questi si in ucraino, sono quelli storia, recentemente riscritti in chiave filorussa dalle nuove autorità.

Questione linguistica a parte, c’è anche la politica a testimoniare un cambio di orientamento radicale. Dopo anni di governo arancione, le autorità locali sono passate al partito del potere. Che oggi, assieme al prefetto, di nomina presidenziale, governa indisturbato il territorio.

“Tutto e rincarato – evidenzia Natalija Anatolivna, pensionata – i servizi mancano, e non ci sono spazi ricreativi. Inoltre – continua – sono sempre più quelli che emigrano in cerca di lavoro. E che non tornano”.

Il decremento demografico, dunque. Una costante della Oblast’ di Sumy che non e cambiata, al contrario dell’orientamento politico e di quello culturale: seppur a poca distanza dalla Russia, la regione e stata tra le maggiormente fieramente patriottiche.

Krolevec’ in particolare può vantare una storia antica ed invidiabile: fondato dai re polacchi nel 14 secolo, conserva il passato nel Vecchio Continente nel suo nome, simile a quella Krolewiec che, nota anche come Konigsberg, e poi Kalinigrad, ha dato i natali a padri del pensiero occidentale quali Immanuel Kant.

Una realtà innegabile, purtroppo rimasta solo nella toponomastica, e nel ricordo di pochi. Di sicuro, non in quella di Olesija Vasyl’ovna, direttrice dell’impresa di tessitura dei tradizionali Rushnyky, una particolarità di Krolovec’.

“Siamo un unico popolo con russi e bielorussi. A Kyiv piccoli, a Minsk bianchi, a Mosca grandi. Discendiamo dagli sciiti, padri della cultura mondiale. Sopratutto di quella greca, indiana, e romana”.

A testimoniare tale ennesima confusione, lo stemma dell’impero russo, impresso su uno dei Rushnyky tradizionali, mostrati ai membri della missione europea. Un simbolo che deve portare non solo gli ucraini a chiarire il proprio orientamento, ma anche gli occidentali alla necessita di comprendere quanto davvero la libertà e l’indipendenza sono fondamentali per tutta l’Unione Europea.

Matteo Cazzulani

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Zvernohorodka. Patriottismo europeo sulle orme di Shevchenko

Posted in Eurobus 4 by matteocazzulani on May 17, 2011

La seconda tappa dell’Eurobus a pochi passi dai luoghi del Poeta Nazionale, legata all’Occidente, ed ancorata all’eredita sovietica

Alla ricerca dell’Europa sulle orme della tradizione letteraria. Non senza il fardello sovietico Zvernohorodka e il paesone che non ti aspetti. All’apparenza anonimo, quasi uguale a molti altri dell’Ucraina. La posta, l’albergo con il ristorante, i piccoli magazzini. Pochi centri per l’aggregazione sociale e giovanile.

C’e anche la genuina flemma degli abitanti Divisi tra chi lavora la terra. E chi, con un poco più di fretta, raggiunge in macchina Cherkasy, il capoluogo di regione.

Tuttavia, Zvernohorodka vede 4 mila abitanti circa, carichi di speranze, sogni, rimpianti, e nostalgie. Tra essi il signor Ivan Fedorovych – come tiene a farsi chiamare. Una nipote in America con una borsa di studio, una figlia già badante in Italia, ed un passato di servizio nell’Armata Rossa

“La gloria militare e qualcosa che rimane” evidenzia. Fa effetto sentire tutto cio sotto il monumento a Lenin, dinnanzi al Comune. Ma ad Ivan Fedorovych, che con la pensione paga appena gas, luce, acqua e vitto, guai a ricordare i sovietici.

“I tempi sono cambiati. C’e meno stabilita – ammette – ma oggi l’Ucraina e Indipendente. E libera di decidere da se”.

Non una banalità, se proveniente da un abitante DOC del luogo. Cherkasy, come spiega Tetjana Ljudmylivna, dell’amministrazione cittadina, e una delle capitali morali dell’Ucraina. Baluardo delle lotte per la libertà contro l’Imperialismo russo. Zarista prima, sovietico poi.

“La pagina più importante e lo Kholodnyj Jar – evidenzia – quando reparti dell’esercito si sono battuti eroicamente, per propria Patria. Fino alla morte”.

Pero, alla base del patriottismo locale c’è anche la cultura. Poco lontano e nato Taras Shevchenko, il Poeta Nazionale ucraino. Sopratutto, uno dei massimi esponenti del romanticismo europeo. Un artista eclettico, cantore e pittore della propria nazione, sacrificato nelle storie della letteratura del Vecchio Continente in nome di un politically correct gasato.

A ricordare il Kobzar, poco distante dalla Tomba della Madre, una casa museo. La gestione e tenuta da tre commesse abbastanza esperte di vita, ma ancora capaci di emozionarsi alla visita inaspettata di qualche occidentale, particolarmente legato al Shevchenko nazionale – quello serio e vero.

Un chilometro più lontano, anche la casa ove il poeta ha studiato. Riparata da una copertura in vetro isolante. Luoghi da visitare, se si vuole comprendere una parte di Europa ignorata dai più. Un’oasi di cultura, circondata da una distesa in continua trasformazione.

Solo pochi anni fa, cinque erano le industrie agricole operanti nel luogo. Oggi e rimasta solo quella casearia. Tra l’altro, rilevata dai francesi. A contribuire a tutto ciò, il grano cinese, principale killer del mercato di quello che e conosciuto come il maggiore serbatoio del granaio dell’Europa.

“Crisi economica, politiche esuberanti, che non rispettano il territorio, e privatizzazioni selvagge – evidenza Oksana Pavlovna, medico del servizio pubblico – costringono i giovani a cercale il lavoro in Occidente. E, noi che rimaniamo, a bere latte chimico, se ci scordiamo di acquistare quello casalingo”.

Matteo Cazzulani

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