LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

YULIA TYMOSHENKO SENZA CONTATTI CON POLITICI E STAMPA DURANTE LA CAMPAGNA ELETTORALE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 13, 2012

La Leader dell’Opposizione Democratica ucraina impossibilitata ad incontrare esponenti di spicco dell’Unione Europea e giornalisti di testate nazionali ed internazionali a causa di un ordine delle Autorità Carcerarie. Peggiora la situazione della libertà di stampa in Ucraina, con il divieto di trasmettere all’estero imposto al canale indipendente TVi.

La leader dell’opposizione democratica, Julija Tymoshenko, durante una seduta del processo

Allontanata dal Mondo, dalla politica, e dal contatto con i media nazionali ed internazionali a un mese circa da un importante appuntamento elettorale nel suo Paese. Nella giornata di mercoledì, 12 Settembre, la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, l’ex-Primo Ministro Yulia Tymoshenko, si è vista negare la possibilità di ricevere la visita di una nutrita delegazione di esponenti di spicco dell’Unione Europea, tra cui il Ministro degli Esteri svedese, Karl Bildt, e l’ex-Presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek.

Secondo le Autorità Carcerarie dell’Ospedale dei Ferrovieri di Kharkiv – dove la Tymoshenko è stata tardivamente ricoverata per curare una grave ernia al disco a lungo trascurata durante i primi mesi della sua detenzione – la Leader dell’Opposizione Democratica ha già incontrato altri esponenti UE, e la visita di Bildt e Buzek la avrebbe disturbata durante la somministrazione delle cure giornaliere.

Proteste sono state sollevate dall’avvocato della Tymoshenko, Serhii Vlasenko, che ha sottolineato come la la Leader dell’Opposizione Democratica abbia il diritto di ricevere visite di politici, famigliari e di chiunque sia intenzionato a esprimerle la propria vicinanza.

Inoltre, il Difensore dell’ex-Primo Ministro ha denunciato minacce da parte delle Autorità Carcerarie nei confronti della compagna di cella della Tymoshenko, “rea” di avere reso pubblica una lettera in cui ha confermato le ripetute pressioni psicologiche esercitate su di lei e sulla Leader dell’Opposizione Democratica da parte della polizia penitenziaria.

A prendere la parola, seppur solo in maniera figurata, è stata la stessa Yulia Tymoshenko, che ha emanato una nota in cui ha lamentato l’impossibilità di interagire con i giornalisti inviati dai principali media nazionali indipendenti e da quelli internazionali. La Leader dell’Opposizione Democratica ha invitato le Autorità Carcerarie a non privarla di un diritto che le spetta in quanto personaggio di spicco della politica ucraina coinvolto nella campagna elettorale per le prossime Elezioni Parlamentari.

In merito al voto ucraino sono intervenuti anche il Consiglio d’Europa e l’OSCE. I due organismi internazionali hanno dichiarato di tenere da conto l’assenza forzata della Leader dell’Opposizione Democratica dalle prossime Elezioni Parlamentari nel loro giudizio complessivo sull’andamento di una consultazione dalla cui regolarità dipende il mantenimento in vita delle prospettive di integrazione europea dell’Ucraina.

In seguito all’arresto della Tymoshenko, avvenuto l’11 Ottobre 2011, la Commissione Europea ha congelato la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina – documento con cui Bruxelles avrebbe concesso a Kyiv lo status di partner privilegiato dell’Unione Europea, ed avrebbe costituito una Zona di Libero Scambio per integrare il mercato ucraino con quello dell’Europa – e ne ha condizionato il varo definitivo all’effettivo rispetto della democrazia e della libertà sulle Rive del Dnipro.

Ad aggravare la posizione internazionale di Kyiv, e del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, è anche il mancato rispetto della libertà di stampa in Ucraina. Martedì, 11 Settembre, il canale TVi – noto per proporre un’informazione spesso critica nei confronti dell’Amministrazione Presidenziale – è stato sanzionato con una forte multa, ed è stato impossibilitato a trasmettere all’estero senza l’autorizzazione delle Autorità.

Le misure, che mercoledì, 12 Settembre, hanno scatenato una partecipata protesta di piazza, sono state cancellate con un provvedimento urgente del Ministero dello Sviluppo Economico solo nella mattinata di giovedì, 13 Settembre.

Tuttavia, il tardivo intervento non mitiga l’atteggiamento che le Autorità ucraine hanno assunto con il mondo dell’informazione: non è la prima volta che TVI, così come altri canali critici nei confronti del Presidente Yanukovych, sono oggetto di pressioni ed azioni di disturbo da parte delle Autorità.

Arrestati per motivi politici

La Tymoshenko, nota in occidente per avere guidato nel 2004 il processo democratico in Ucraina, passato alla storia come Rivoluzione Arancione, è stata condannata l’11 Ottobre 2011 a sette anni di detenzione in isolamento più altri tre di interdizione dalla vita politica per avere firmato, nel Gennaio 2009, accordi energetici ritenuti svantaggiosi per le casse dello Stato.

Per avere preso una decisione politica, la Leader dell’Opposizione Democratica è stata arrestata in misura cautelativa, ed è stata sottoposta ad un processo dalla palese irregolarità, con la Difesa sistematicamente privata dei suoi diritti e un Corte intenzionata a condannare l’imputata nonostante la maggior parte dei testimoni abbia scagionato l’ex-Primo Ministro.

La Tymoshenko ha sempre ritenuto colpevole del suo arresto il Presidente, Viktor Yanukovych, intenzionata a cancellare dalla scena politica la sua più insidiosa concorrente.

Oltre alla Leader dell’Opposizione Democratica, ad essere stati arrestati per ragioni politiche, o costretti all’esilio, è un’altra decina di esponenti del dissenso arancione, tra cui l’ex-Ministro degli Interni, Yuri Lutsenko, e l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn.

Matteo Cazzulani

Yulia Tymoshenko condannata anche in Cassazione.

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 30, 2012

La Leader dell’Opposizione Democratica ucraina vede confermata la condanna a sette anni di carcere per la firma di accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato. La guida della Rivoluzione Arancione esclusa in definitiva anche dalle liste elettorali per le Elezioni Parlamentari

Condannata al carcere in definitiva, esclusa dalle liste elettorali senza più possibilità di appello. Nella giornata di mercoledì, 29 Agosto, la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Yulia Tymoshenko, e stata ritenuta definitivamente colpevole per la firma di accordi energetici nel Gennaio 2009 ritenuti svantaggiosi per le casse dello Stato: un gesto che costringe l’ex-Primo Ministro a sette anni di reclusione in isolamento, più tre di interdizione dalla vita politica.

La decisione e stata presa dalla Corte di Cassazione, che ha mantenuto invariata la sentenza pronunciata in Primo Grado l’11 Ottobre 2011, e confermata in Appello il 24 Dicembre, nonostante gli Avvocati difensori della Tymoshenko abbiano presentato svariate documentazioni a sostegno dell’innocenza dell’imputata.

In particolare, la Difesa ha sottolineato come la Leader dell’Opposizione Democratica sia stata impossibilitata a prepararsi al processo a causa della detenzione in carcere preventiva che la Corte ha sentenziato all’imputata il 5 Agosto 2011. Allora, a processo appena iniziato, la Tymoshenko e stata ritenuta soggetto potenzialmente pericoloso per il prosieguo del procedimento.

Inoltre, gli Avvocati difensori hanno posto l’accento sul fatto che il 90% dei testimoni citati a giudizio durante il primo grado hanno scagionato l’ex-Ministro, ed hanno riconosciuto la sua totale innocenza: la firma degli accordi energetici e stata una scelta urgente che la Tymoshenko, da Capo del Governo, ha dovuto prendere in una situazione di emergenza nazionale per ripristinare il transito di gas verso l’Ucraina e l’Europa, che la Russia aveva tagliato per destabilizzare la coalizione arancione filo-europea al potere al tempo a Kyiv.

Completato l’intero iter processuale, la Tymoshenko ha ora la possibilità di ricorrere alla Corte Europea dei Diritti Umani. Secondo quanto dichiarato dal braccio destro della Leader dell’Opposizione Democratica Unita, Oleksandr Turchynov, il Tribunale di Strasburgo riuscirà a rendere giustizia alla Tymoshenko.

L’Avvocato dell’ex-Primo Ministro, Serhiy Vlasenko, ha confermato l’intenzione di ricorrere in Europa, d si e detto convinto del fatto che la sua assistita riceverà in Europa come minimo una lauta compensazione per i danni morali.

A poche ore dalla sentenza della Cassazione, la Commissione Elettorale Centrale ha confermato l’esclusione della Tymoshenko dalle liste dell’Opposizione Democratica Unita in vista delle prossime Elezioni Parlamentari.

Oltre all’ex-Primo Ministro, fuori dalla consultazione e rimasto anche Yuri Lutsenko: ex-Ministro degli Interni dei governi filo-occidentali che assieme alla Lady di Ferro ucraina ha guidato nel 2004 il processo democratico in Ucraina passato alla storia come Rivoluzione Arancione.

Kyiv sempre più lontana dall’UE

Pronte sono state le proteste da parte della Comunità Internazionale. La Commissione Europea ha espresso preoccupazione per la sentenza della Cassazione e la decisione della Commissione Elettorale Centrale: passi che allontanano l’Ucraina dal gruppo dei Paesi rispettosi dei principi della democrazia e dei diritti umani.

Il Consiglio d’Europa ha invece espresso la volontà di dedicare una seduta straordinaria alla questione ucraina. Inoltre, esso ha invitato il Presidente, Viktor Yanukovych, a dare un segnale concreto in favore del rispetto delle regole democratiche che possa smentire le accuse a lui mosse dall’Opposizione Unita, e dall’opinione pubblica internazionale, di instaurazione sulle Rive del Dnipro di un regime dittatoriale che reprime il dissenso e la stampa libera.

Degna di nota e la reazione del Ministero per gli Affari Europei della Gran Bretagna, che per primo ha denunciato la condanna in cassazione della Tymoshenko. Con una nota, il Ministro David Lidington ha evidenziato come tutte le tappe del processo siano state contrassegnate da irregolarità diffuse, e come l’Ucraina sia oggi ben lontana dal rispetto dei parametri necessari per il completamento del processo di avvicinamento ed integrazione nell’Europa unita.

Lecito ricordare che proprio a causa della condanna in primo grado della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, l’Unione Europea ha congelato la firma dell’Accordo di Associazione: un documento che avrebbe concesso all’Ucraina lo status di partner privilegiato UE, ed avrebbe comportato l’immediato varo di una Zona di Libero Scambio tra Kyiv e Bruxelles.

Matteo Cazzulani

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Caso Tymoshenko: e giallo sulla data della sentenza del ricorso in Cassazione

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 22, 2012

Il Giudice, Stanislav Mishchenko, non comunica i termini per la lettura del verdetto in merito alla condanna per la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina a sette anni di prigione per una coraggiosa scelta di politica energetica. La Difesa denuncia persecuzioni psicologiche, mentre l’Accusa resta arroccata sulle sue posizioni.

Nel processo Tymoshenko cala il sipario per l’ultima pausa, ma ancora non si sa quando Sara emanato il verdetto definitivo. Nella giornata di martedì, 21 Agosto, la Corte Suprema di Giustizia ucraina per le questioni criminali e civili ha terminato l’esame del ricorso in cassazione presentato dalla Leader dell’Opposizione Democratica, l’ex-Primo Ministro Yulia Tymoshenko.

La Lady di Ferro ucraina e stata condannata in Primo Grado a sette anni di reclusione in isolamento per avere firmato accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello stato durante l’ultimo anno passato alla guida del Governo, nel 2009.

Il giudice, Stanislav Mishchenko, ha ascoltato le motivazioni dell’Accusa e della Difesa e, nella tarda mattinata, si e ritirato in Camera di Consiglio per la formulazione del verdetto definitivo, senza, tuttavia, informare sul termine preciso della sua emanazione.

Secondo Serhiy Vlasenko, l’Avvocato della Leader dell’Opposizione Democratica, la lettura della sentenza definitiva potrebbe avvenire non prima di un mese. Il legale di Yulia Tymoshenko e infatti convinto della natura politica del procedimento, e per questa ragione ha previsto la chiusura definitiva del processo a pochi giorni dalle Elezioni Parlamentari di Autunno: giusto in tempo per evitare la presentazione del ricorso presso la Corte Europea dei Diritti Umani.

Inoltre, Vlasenko durante il suo intervento in aula ha denunciato la persecuzione in atto a suo carico, dichiarando di essere continuamente controllato dai Servizi Segreti ucraini con continue intercettazioni telefoniche, ed ingressi non autorizzati nella sua casella di posta elettronica.

Convinta della colpevolezza dell’imputata si e detta la Pubblica Accusa. Il Procuratore, Oxana Drohobytska, ha ritenuto che la decisione dell’allora Primo Ministro Tymoshenko di firmare gli accordi energetici del 19 Gennaio 2009 con la Russia abbia provocato una perdita per le casse dello Stato pari a 1,5 Miliardi di Hryvnje.

A sostegno della conferma della condanna alla detenzione per la Leader dell’Opposizione Democratica, la Drohobytska ha inoltre sostenuto che la Tymoshenko ha abusato dei propri poteri al momento dell’accettazione del contratto impostole dall’allora suo collega russo, Vladimir Putin. L’ex-Primo Ministro ucraino non avrebbe tenuto conto del mancato via libera da parte del Consiglio dei Ministri per la firma dei contratti con Mosca.

L’11 Ottobre 2011, Yulia Tymoshenko e stata condannata a sette anni di detenzione in isolamento dopo un processo di Primo Grado celebrato in maniera irregolare: con la difesa sistematicamente privata dei propri diritti e la stessa Leader dell’Opposizione Democratica arrestata preventivamente dal 5 Agosto.

La condanna e stata confermata dalla Corte d’Appello il 24 Dicembre, dopo che l’ex-Primo Ministro, colpita da una forte ernia al disco sistematicamente trascurata dalle Autorità carcerarie, e stata trasferita dalla Capitale, Kyiv, alla periferica Colonia Penale Femminile di Kharkiv.

L’Opposizione Democratica ha ritenuto responsabile della condanna della Tymoshenko e di un’altra decina di esponenti del campo arancione – tra cui l’ex-Ministro degli Interni, Yuri Lutsenko – il Presidente, Viktor Yanukovych: intenzionato ad eliminare dalla competizione politica i suoi più temibili avversari.

Critiche alla detenzione della Tymoshenko e degli altri dissidenti arrestati dalla salita al potere di Yanukovych sono state espresse da ONU, Consiglio d’Europa, NATO e Stati Uniti d’America. Per il medesimo motivo, l’Unione Europea ha congelato i lavori per la firma dell’Accordo di Associazione ed il varo della Zona di Libero Scambio UE-Ucraina.

Le prove a discolpa della Lady di Ferro ucraina

A supporto dei malumori della Comunità Internazionale, e delle accuse dell’Opposizione Democratica al Presidente Yanukovych, risiede il fatto che durante il Primo Grado del processo la stragrande maggioranza dei testimoni – di cui solo due sono Stati convocati su indicazione della Difesa – ha scagionato la Tymoshenko dalle imputazioni sollevate a suo carico.

Con la firma degli accordi energetici del 19 Gennaio 2009, l’ex-Primo Ministro ucraino e riuscita a risolvere una crisi energetica che ha messo in ginocchio l’Europa intera, a causa della decisione dei russi di tagliare le forniture di gas con lo scopo politico di destabilizzare il Governo degli arancioni in Ucraina.

Inoltre, il regolamento ucraino concede al Primo Ministro il potere di prendere decisioni senza consultare il Consiglio dei Ministri in casi di emergenza nazionale, come lo e stata la crisi energetica tra Ucraina e Russia del 2009, che la Tymoshenko – a differenza dell’allora Presidente Viktor Yushchenko e di altri Capi di Governo che l’hanno preceduta – ha saputo risolvere garantendo all’Europa e al suo popolo il ripristino delle forniture di gas russo.

Matteo Cazzulani

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Ucraina: per Yuri Lutsenko altri due anni di prigione

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 18, 2012

L’ex-Ministro degli Interni costretto alla rinuncia dei beni immobili, confiscati dalle autorità. Il verdetto prolunga a sei anni l’esclusione dalla vita politica per il politico dell’Opposizione Democratica.

Detenzione prolungata, ulteriore divieto di partecipazione alla vita politica e confisca immediata di tutti beni mobili ed immobili e la pena che l’ex-Ministro degli interni ucraino, Yuri Lutsenko, e costretto a scontare dopo l’ennesimo processo celebrato a suo carico. Nella giornata di venerdì, 17 Agosto, Lutsenko e stato condannato a due anni di detenzione, più tre di interdizione dalla vita politica, per avere abusato dei suoi poteri durante le indagini in merito all’avvelenamento del Presidente Yushchenko.

Come riportato dalla Giudice, Hanna Medushevska, la pena e stata ridotta per via della precedente condanna che già costringe l’ex-Ministro degli Interni a quattro anni di detenzione sempre per un altro caso di abuso d’ufficio e nepotismo.

Incredulità e stata espressa dalla Difesa di Lutsenko, che ha evidenziato come non vi sia alcuna prova della colpevolezza dell’imputato, a partire dalla dichiarazione del testimone-chiave, Valentyn Davydenko, che ha scagionato l’ex-Ministro degli Interni.

Davydenko e l’ex-autista di Volodymir Sachyuk – l’agente dei Servizi Segreti che avrebbe avvelenato Yushchenko alla vigilia delle elezioni che lo avrebbero incoronato Presidente dell’Ucraina. Egli, al momento della deposizione, ha dichiarato di non avere subito alcuna pressione da nessuno, sopratutto da
Lutsenko.

Per nulla sorpreso del verdetto e apparso l’ex-Ministro degli Interni, costretto come di consueto ad assistere alla seduta da dietro le sbarre, come se fosse già stato condannato ancor prima della lettura della sentenza. A seduta chiusa, Lutsenko ha dichiarato di non credere nella magistratura ucraina, ha accusato il Presidente, Viktor Yanukovych, di reprimere i politici dell’Opposizione Democratica con l’uso della “giustizia”, ed ha invitato i suoi elettori a ribellarsi alla malavita che, secondo lui, governa il Paese con metodi mafiosi.

Rassegnazione e invece la sensazione espressa dalla moglie di Lutsenko, Iryna, presente a tutte le udienze del processo. La moglie dell’ex-Ministro degli Interni si e detta parimenti sfiduciata nei confronti della magistratura ucraina, e pronta ad abbandonare la casa in cui ha abitato con il politico dell’Opposizione Democratica per molti anni. Il verdetto ha infatti previsto la confisca immediata della casa di Lutsenko.

L’ex-Ministro degli Interni dei Governi della coalizione democratica, “arancione” e filoeuropea è noto in Europa per avere condotto una lotta a tutto campo contro la corruzione e gli oligarchi russofoni dell’est del Paese che sponsorizzano l’attività politica dell’attuale presidente Yanukovych.

Assieme all’ex-Primo Ministro, Yulia Tymoshenko, Lutsenko ha guidato il processo democratico ucraino dell’Inverno 2004, passato alla storia come Rivoluzione Arancione. Essi, con la salita al potere di Yanukovych, sono finiti nel mirino della magistratura: dopo processi farsa, costruiti su imputazioni motivate politicamente, hanno subito condanne a detenzioni pluriennali, che impediscono loro la partecipazione alla vita politica per i prossimi sette anni.

Le proteste dell’Occidente

Dopo la lettura del verdetto su Lutsenko, pronta e stata la reazione dell’Occidente. Con una nota diffusa dall’Ambasciata di Kyiv, gli USA hanno espresso dubbi sull’esistenza di un regime democratico in Ucraina, ed hanno invitato il Presidente Yanukovych a liberare immediatamente Lutsenko, la Tymoshenko e tutti gli altri detenuti politici appartenenti al campo arancione.

Condanna e stata espressa anche dal Consiglio d’Europa, che ha sottolineato come la condotta delle Autorità ucraine renda impossibile il percorso di avvicinamento ed integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea.

Matteo Cazzulani

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ARRESTATO A NAPOLI TESTIMONE CHIAVE DELL’OMICIDIO GONGADZE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 5, 2012

Mykola Melnychenko ha rivelato la prova più importante a sostegno del coinvolgimento dell’ex-Presidente Leonid Kuchma nell’omicidio del giornalista di opposizione ucraino di origine georgiana. Ora tocca alle Autorità italiane decidere se estradarlo in Ucraina per una condanna certa o in USA per tutelare un teste delicato

Il giornalista di opposizione, Gija Gongadze

Libertà di stampa e spionaggio sono le tematiche che si mescolano in un capitolo oscuro della storia ucraina tutt’altro che chiuso. Nella giornata di sabato, 4 Agosto, presso l’Aeroporto di Napoli, le forze di polizia italiane hanno arrestato Mykola Melnychenko: ex-guardia del corpo del Presidente Leonid Kuchma, in carica alla guida dello Stato dal 1994 al 2004.

La motivazione del fermo imposto dalla polizia di frontiera italiana è legato ad un mandato di cattura internazionale emanato dalle autorità ucraine per abuso d’ufficio, pubblicazione di documenti secretati, ed ottenimento irregolare di notizie delicate per l’interesse nazionale.

Melnychenko è infatti il testimone-chiave nel procedimento per l’omicidio Gongadze: coraggioso giornalista, fondatore del sito di informazione indipendente Ukrayinska Pravda, noto per la sua strenua opposizione a Kuchma e al regime semi-dittatoriale da lui instaurato in Ucraina, barbaramente assassinato la notte del 16 Novembre 2000 presso Kyiv.

Melnychenko, che al tempo dell’assassinio di Gongadze è stato membro dello staff di sicurezza di Kuchma, dopo qualche tempo ha rivelato alla stampa registrazioni magnetiche che testimonierebbero il coinvolgimento di Kuchma nell’omicidio del giornalista di opposizione di origine georgiana.

La comparsa dei “nastri Melnychenko” ha causato una scia di proteste di piazza contro l’establishment presidenziale che ha portato il testimone ad abbandonare il Paese per riparare negli USA, dove, per qualche anno, ha ottenuto asilo politico.

In seguito all’arresto a Napoli, l’avvocato difensore di Melnychenko non esclude la sua estradizione negli Stati Uniti d’America: tra l’Italia e gli USA esiste infatti un accordo per la protezione dei testimoni.

Tuttavia, non è escluso che dall’Italia Melnychenko possa essere rispedito in Ucraina, dove ad attenderlo c’è un processo sicuro organizzato da una magistratura che, come dimostrato dal caso di Yulia Tymoshenko e di un’altra decina di esponenti dell’Opposizione Democratica, è stata a più riprese contestata dalla Comunità Internazionale di essere poco indipendente dalla linea dura imposta dal Presidente, Viktor Yanukovych: l’erede politico di Kuchma.

Un anno dalla detenzione di Yulia Tymoshenko

In attesa della decisione delle Autorità italiane – chiamate a risolvere una patata bollente non da poco – nella giornata di Domenica, 5 Agosto, ricorre il primo anniversario della reclusione in carcere della Leader dell’Opposizione Democratica, Yulia Tymoshenko.

L’ex-Primo Ministro, nota in Occidente per avere guidato nel 2004 il processo democratico passato alla storia come Rivoluzione Arancione, è stata arrestata durante il processo celebrato a suo carico per la firma di accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato: prima ancora che un verdetto ne certificasse la colpevolezza.

Rinchiusa nel Carcere di massima sicurezza Lukyanivsky di Kyiv, la Tymoshenko è stata privata della possibilità di concordare la linea difensiva coi suoi avvocati. Dopo un processo in cui l’arringa è stata privata di ogni diritto, i testimoni hanno appurato l’innocenza dell’imputata, e le prove presentate dall’accusa sono risultate palesemente irregolari – alcune di esse addirittura datate il 31 Aprile! – la Tymoshenko è stata condannata in definitiva l’11 Ottobre a sette anni di detenzione in isolamento più tre di interdizione alla vita politica.

Il ricorso in Appello è stato rigettato tra le polemiche della Difesa e della comunità internazionale, che ha definito l’Ucraina un Paese in preda ad un sorprendente regresso democratico.

L’esame del procedimento in Cassazione è invece ancora fermo alle fasi preliminari: i giudici stanno facendo di tutto per portare l’imputata in carcere, malgrado la Tymoshenko sia impossibilitata a muoversi dal letto per una seria ernia al disco a lungo trascurata dalle autorità carcerarie.

In seguito all’arresto di Yulia Tymoshenko, la Commissione Europea ha congelato la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: un accordo con cui Bruxelles avrebbe riconosciuto a Kyiv lo status di partner privilegiato oggi goduto da Islanda, Norvegia e Svizzera.

Critiche per la svolta autoritaria impressa all’Ucraina sono state rivolte al Presidente Yanukovych anche da Consiglio d’Europa, Stati Uniti d’America, Canada, Australia, NATO, ONU, e principali ONG internazionali indipendenti come Freedom House e Amnesty International.

Matteo Cazzulani

CASO JULIJA TYMOSHENKO: SANZIONI PER PIU’ DI DIECI POLITICI AL POTERE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 3, 2012

Il Partito della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Bat’kivshchyna, rende noti i nomi delle Autorità di Kyiv ritenute responsabili per l’ondata di repressione politica che ha colpito una decina di esponenti del campo arancione. Oltre al Presidente, Viktor Janukovych, inseriti suo figlio  il Premier, i Procuratori e i giudici dei processi organizzati a carico dell’Eroina della Rivoluzione Arancione

Julija Tymoshenko nella sua cella del carcere di massima sicurezza

Tre gruppi per una decina di sanzioni che Bruxelles e Washington dovrebbero apportare per reagire alla repressione della democrazia in Ucraina. Nella giornata di venerdì, Primo di Giugno, l’autorevole quotidiano Kommersant” Ukrajina ha ottenuto l’elenco dei nominativi che sono stati indicati alle Autorità politiche di Unione Europea e Stati Uniti come responsabili dell’arresto diurna decina di esponenti dell’Opposizione Democratica ucraina.

A redigere la lista è stato Hryhorij Nemyr’ja, uno dei Leader di Bat’kivshchyna: la forza politica della Leader del campo arancione, Julija Tymoshenko, detenuta in un carcere di massima sicurezza dal 5 Agosto 2011 dove, dopo non avere subito cure mediche per diversi mesi, è stata addirittura vittima di percosse da parte delle Autorità carcerarie.

Nel primo gruppo dell’elenco rientrano esponenti politici che attualmente governano l’Ucraina, che Bat’kivshchyna ha ritenuto i veri mandanti politici dell’ondata di arresti degli esponenti dell’Opposizione Democratica.

Tra essi, oltre al Presidente, Viktor Janukovych, rientrano il figlio del Capo di Stato Oleksandr Janukovych – Deputato Nazionale e oggi una delle personalità più ricche del paese – il Consigliere del Presidente, Andrij Portnov, il Capo dell’Amministrazione Presidenziale, Serhij L’ovochkin, il Primo Ministro Mykola Azarov, e il Ministro degli Esteri, Kostjantyn Hryshchenko.

Nel secondo gruppo sono stati inseriti i giudici e i procuratori che hanno partecipato ai processi acarico della Tymoshenko e di un’altra decina di personalità di spicco del campo arancione, come il Procuratore Generale Viktor Pshonka, i suoi Vice Jevhen Blazhivs’kyj e Renat Kuz’min , il magistrato Rodion Kirejev, e i Procuratori Lillja Frolova e Oleksandr Nechvohlod.

Il terzo gruppo contiene gli esperti che, per conto del colosso energetico ucraino, hanno certificato le indagini compiute per conto del colosso energetico nazionale Naftohaz a carico di Julija Tymoshenko, e che hanno fornito i capi d’accusa con cui la Tymoshenko è stata condannata l’11 Ottobre 2011.

La condanna dell’Occidente

Alla Leader dell’Opposizione Democratica, ex-Primo Ministro, sono stati sentenziati sette anni di detenzione in isolamento più tre di interdizione dalla vita politica per la firma di accordi energetici con la Russia ritenuti sconvenienti per le casse dello stato.

Il processo con cui la Tymoshenko è stata condannata si è svolto in maniera irregolare: con l’imputata detenuta in misura preventiva in galere, la difesa sistematicamente privata della possibilità di presentare testimoni e prove a sostegno dell’arringa.

Condanne al trattamento illiberale che l’Amministrazione Janukovych ha riservato agli esponenti dell’Opposizione Democratica – oltre alla Tymoshenko, all’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, l’ex-viceministro della Difesa, Valerij Ivashchenko, e l’ex-Viceministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk – sono state mosse a più riprese da Unione Europea, Stati Uniti d’America, ONU, Consiglio d’Europa, NATO, Canada, Australia e Federazione Russa.

Matteo Cazzulani

VIKTOR JANUKOVYCH CRITICATO UFFICIALMENTE DALL’UNIONE EUROPEA. PER LA QUINTA VOLTA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 25, 2012

Approvata una risoluzione bipartisan del Parlamento Europeo che critica il regresso della democrazia in Ucraina, ed invita al rispetto della democrazia e dei diritti umani per mantenere attivo il processo di integrazione di Kyiv con Bruxelles. Il caso di Julija Tymoshenko come banco di prova per le Autorità ucraine

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

17 tirate d’orecchie a Janukovych e un rapporto con l’UE messo a serio repentaglio. Nella giornata di giovedì, 24 Maggio, il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione di condanna all’Ucraina condivisa da tutte le forze partitiche dell’Emiciclo di Strasburgo.

Il documento, composto di 17 punti, inizia con la conferma della volontà da parte dell’Unione Europea di mantenere buone relazioni con l’Ucraina, ma riconosce che la mancata tutela dei diritti umani, l’uso politico della magistratura per reprimere gli esponenti dell’Opposizione Democratica, e il non rispetto della democrazia impossibilitano la firma dell’Accordo di Associazione tra Bruxelles e Kyiv.

L’Unione Europea ha riconosciuto come causa di questa impasse la poca volontà delle autorità ucraine di compiere riforme in senso democratico, e ha invitato la Commissione di Venezia, il Consiglio d’Europa, e le altre Istituzioni UE ad aiutare Kyiv a compiere un’evoluzione in senso democratico e occidentale.

Particolare attenzione è stata dedicata al caso della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, e degli altri esponenti del dissenso ucraino arrestati per motivi politici, di cui l’UE ha chiesto l’immediata scarcerazione. Inoltre, l’Emiciclo di Strasburgo ha evidenziato come, in Ucraina, il Parlamento debba tornare ad essere l’organo legislativo che controlla l’attività del Governo mediante la dialettica democratica, e non un mero organo consultivo che prende atto delle decisioni del Presidente, Viktor Janukovych.

Sulla Tymoshenko, l’Unione Europea ha dichiarato di riservare particolare attenzione allo svolgimento della seduta della Cassazione, presso la quale gli avvocati della Leader dell’Opposizione Democratica hanno esposto ricorso contro la condanna a sette anni di detenzione in isolamento che, l’11 Ottobre 2011, è stata sentenziata dopo un processo dalla palese irregolarità.

Oltre alla Tymoshenko, l’UE ha richiesto la garanzia dei diritti giudiziari per gli altri detenuti politici: l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, e l’ex-Vice-Ministro della difesa, Valerij Ivashchenko. Inoltre, ha invitato le Autorità ucraine a garantire assistenza medica ai detenuti, e ad analizzare con particolare cura i ricorsi contro le torture subite in carcere esposti dalla Tymoshenko.

La risoluzione ha invitato Kyiv a creare una Commissione Internazionale per individuare ogni possibile infrazione nel rispetto delle libertà fondamentali commesse nei confronti dei detenuti politici, e a tal riguardo ha giudicato in maniera positiva l’esito del recente incontro tra il Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, e il Primo Ministro ucraino, Mykola Azarov, dal quale è maturata la decisione di inviare osservatori UE in materia di diritto presso le sedute dei processi aperti a carico della Tymoshenko.

Il Parlamento Europeo ha poi posto il corretto svolgimento delle Elezioni Parlamentari come l’ultima possibilità per l’Ucraina di dimostrare interesse nei confronti dell’integrazione con Bruxelles, e come un segnale di credibilità per confermare a Kyiv la Presidenza di turno dell’OSCE.

Infine, la risoluzione invita i Leader politici del Vecchio Continente a non boicottare le partite del campionato europeo di calcio, ma a cercare, durante il soggiorno in Ucraina, momenti per visitare i detenuti politici e cogliere l’occasione per esprimere pubblicamente la contrarietà dinnanzi al trattamento illiberale riservato ai dissidenti politici.

Janukovych fa orecchie da mercante

Al documento non è pervenuta alcuna reazione del Presidente ucraino, Viktor Janukovych: il vero oggetto delle critiche che, per la quinta volta nel giro di pochi mesi tra dichiarazioni delle Alte Autorità UE e risoluzioni simili a quella approvata, ha unito le forze politiche del Parlamento Europeo in una forte condanna nei confronti di un regime che, a causa dell’incarceramento degli esponenti dell’Opposizione e della privazione dell’indipendenza del Parlamento nei confronti dell’Amministrazione del Capo dello Stato, è oggi molto simile alla Bielorussia autoritaria di Aljaksandar Lukashenka.

A rispondere alle critiche UE è stato il Ministro degli Esteri, Kostjantyn Hryshchenko, che ha rilevato nella risoluzione aspetti positivi come il mantenimento delle porte aperte nel dialogo con l’Ucraina, e ha fornito alle Autorità un incentivo a riformare il proprio sistema giudiziario. Nel contempo, ha criticato l’eccesso di emotività dimostrato da alcuni Partiti del Parlamento Europeo nei confronti di Julija Tymoshenko e della situazione degli esponenti del’Opposizione ucraina.

Durante il dibattito sulla risoluzione di martedì, 22 Maggio, tutte le forze partitiche – con l’eccezione della Sinistra Europea – hanno riconosciuto il carattere repressivo dell’atteggiamento di Janukovych. Il Partito Popolare Europeo e i Verdi Europei hanno invitato l’Unione Europea ad applicare sanzioni nei confronti del Presidente Janukovych, mentre l’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei ha ribadito l’intenzione di interrompere il rapporto di collaborazione strato con il Partija Rehioniv – il partito del potere in Ucraina, a cui appartengono il Capo dello Stato, il Premier, e quasi tutti i Ministri.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO ALL’EUROPA: “NON BOICOTTATE EURO 2012”

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 20, 2012

A colloquio con il Vicepresidente del Parlamento Europeo, Jacek Protasiewicz, nella camera dell’ospedale in cui è ricoverata, la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina invita i politici UE a mantenere un atteggiamento scrupoloso nei confronti delle Autorità di Kyiv per non favorire la propaganda del regime durante i campionati di calcio. L’esponente di Bruxelles espone preoccupazione per le condizioni di psichiche dell’eroina arancione

La Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo. COPYRIGHT MATTEO CAZZULANI

Si all’invio di osservatori europei al processo e al trasferimento temporaneo all’estero per le cure mediche, no al boicottaggio del campionato europeo di calcio e al sostegno alla propaganda del regime di Kyiv. Questo è quanto emerso dall’incontro tra la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, e il Vicepresidente del Parlamento Europeo, Jacek Protasiewicz, avvenuto sabato, 19 Maggio, presso la camera dell’ospedale di Kharkiv in cui l’eroina arancione è ricoverata.

Come comunicato da Protasiewicz alla radio pubblica polacca, Julija Tymoshenko ha espresso preoccupazione per la situazione del suo Paese e per il rallentamento del processo di integrazione di Kyiv nell’Unione Europea. Ciò nonostante, la Leader dell’Opposizione Democratica ha invitato i politici UE a non boicottare il campionato di calcio che l’Ucraina organizzerà con la Polonia.

Nello specifico, Julija Tymoshenko ha evidenziato come la mancata partecipazione alla rassegna calcistica per Kyiv sia un fattore negativo, ma, nel contempo, ha ritenuto saggia la decisione presa da diversi esponenti politici del Vecchio Continente di dosare la loro presenza sugli spalti degli stadi ucraini.

“Julija Tymoshenko si è appellata affinché i Leader europei non si facciano utilizzare dalla propaganda delle Autorità ucraine – ha dichiarato Protasiewicz a Polskie Radio – Inoltre, ha sostenuto che l’integrazione europea non è una priorità del Presidente, Viktor Janukovych. Per questo, ha ritenuto utile che l’Unione Europea appronti una politica dura nei confronti di Kyiv, come già dimostrato con il congelamento dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina”

In seguito, la Tymoshenko ha accettato la proposta del Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, in merito all’invio di esperti europei per monitorare l’andamento del processo in cui la Leader dell’Opposizione Democratica è imputata per evasione fiscale, e del ricorso in Cassazione contro la condanna a sette anni di detenzione in isolamento per avere firmato nell’ultimo anno passato alla guida del Governo, nel Gennaio 2009, accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato.

Infine, la Leader dell’Opposizione Democratica ha apprezzato le cure mediche, che ha deciso di iniziare solo dinnanzi alla pressione internazionale, ma ha lamentato la presenza nella sua camera di telecamere installate dalle Autorità carcerarie per sorvegliarla giorno e notte. Per questa ragione, si è detta favorevole all’ipotesi di trasferimento fuori dall’Ucraina per terminare i trattamenti sanitari in un ambiente meno ostile, a patto che la soluzione abbia carattere temporaneo.

“Julija Tymoshenko si trova in uno stato psichico difficile – ha dichiarato Protasiewicz – il disagio può influire negativamente sulla riuscita delle cure mediche che sta affrontando. Si è detta favorevole al trasferimento all’estero, ma solo per qualche mese: non ha intenzione alcuna di emigrare. Ciò nonostante, è consapevole che la legislazione ucraina impedisce il ricovero di un detenuto fuori dal Paese”.

La clinica tedesca disposta ad accogliere la Tymoshenko a Berlino

In serata, è giunto l’invito della clinica tedesca Charité, da cui proviene il medico di fiducia della Tymoshenko incaricato di dirigere i trattamenti sanitari in Ucraina. Con una nota, ripresa dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda, il Primario della struttura ospedaliera berlinese ha ritenuto che in Ucraina non vi sono le condizioni per terminare le cure mediche, e ha auspicato che le Autorità di Kyiv possano permettere il trasferimento della Leader dell’Opposizione Democratica in Germania.

“La Tymoshenko soffre da tempo di un’ernia al disco- riporta la nota della Charité – lamenta dolori che sono stati trascurati dalle Autorità carcerarie per tutto l’arco della sua detenzione in isolamento [iniziata il 5 Agosto 2011, n.d.a.]. L’hanno accusata di mentire, ma la sua sofferenza ha un fondamento medico. Spero che Kyiv prenda una decisione saggia, umana, e politicamente ragionevole”.

Julija Tymoshenko è stata condannata a sette anni di reclusione in isolamento, più tre di interdizione dalla vita politica, l’11 ottobre 2011 dopo un processo costruito su prove irregolari – alcune delle quali datate addirittura il 31 Aprile! – in cui la difesa è stata privata di ogni diritto, compreso quello di convocare testimoni per sostenere l’innocenza dell’assistita.

Dopo questo verdetto, che è stato confermato dalla Corte d’Appello il 24 Dicembre 2011, e che attende il pronunciamento della Corte di Cassazione, sul conto della Leader dell’Opposizione Democratica è stato aperto un secondo processo per fatti risalenti alla metà degli anni Novanta.

La comunità internazionale – Unione Europea, Stati Uniti d’America, Consiglio d’Europa, ONU, NATO, Canada, Australia, Freedom House, Amnesty International – a più riprese ha criticato il trattamento riservato alla Tymoshenko, e ha richiesto invano al Presidente Janukovych garanzie sullo svolgimento di processi regolari e sul riconoscimento dei diritti dell’imputata.

L’Opposizione Democratica ha illustrato la connotazione politica dei processi organizzati a carico della Tymoshenko e di un’altra decina di dissidenti politici, e ha accusato il Capo di Stato ucraino di essere il mandante di un’operazione mirata all’eliminazione dalla competizione partitica interna al Paese di ogni personalità di spicco del campo arancione.

Matteo Cazzulani

TESTIMONIA LE PERCOSSE SUBITE DA JULIJA TYMOSHENKO: L’AUTRICE DELLE FOTO FUGGE DALL’UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 19, 2012

Come riportato dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda, l’ex-Incaricata Parlamentare per i Diritti Umani, Nina Karpachova, è fuggita dal Paese dopo l’apertura di un’inchiesta sul suo conto per la diffusione delle prove dei lividi sul corpo della Leader dell’Opposizione Democratica. La Procuratura Generale contrattacca la fuggitiva

Le percosse subite dalla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Lontano dal proprio Paese dopo gli scatti che hanno turbato la Comunità Internazionale. Questo è quanto accaduto all’ex-Incaricata Parlamentare per i Diritti Umani ucraina, Nina Karpachova: fuggita a Mosca dopo che la Procuratura Generale ha aperto sul suo conto un’inchiesta.

A dare la notizia, venerdì 18 Maggio, è stata l’autorevole Ukrajins’ka Pravda, che ha illustrato come la Karpachova sia finita nel mirino della magistratura ucraina per le fotografie realizzate durante l’ultimo suo giorno da Incaricata Parlamentare per i Diritti Umani, mercoledì 25 Aprile, che testimoniano le percosse al ventre e alle braccia subite dalla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

A supporto delle rivelazioni della Ukrajins’ka Pravda, il Parlamentare di Bat’kivshchyna – il Partito di Julija Tymoshenko – Andrij Kozhem’jakin ha dichiarato all’autorevole agenzia Liga che la Karpachova è stata costretta a lasciare l’Ucraina in seguito all’apertura sul suo conto di un procedimento giudiziario, mentre il suo collega di Partito, Serhij Sobol’jev, ha illustrato di essersi appellato al Consiglio d’Europa per risolvere la situazione.

Ulteriori dettagli alla notizia sono stati forniti dall’altrettanto autorevole agenzia PAP, che ha evidenziato come la Capitale della Federazione Russa sia stata per la Karpachova l’ultima scelta. Infatti, ella si è rivolta dapprima a diverse ambasciate dei Paesi dell’Unione Europea in stanza a Kyiv per ottenere lo status di rifugiato politico.

Pronta la risposta della Procura Generale, che ha negato l’apertura di un procedimento giudiziario e l’organizzazione di una campagna repressiva nei confronti della Karpachova. Al contrario, la magistratura ucraina ha accusato l’ex-Incaricata Parlamentare per i Diritti Umani di avere gonfiato la notizia della sua partenza dal Paese e della persecuzione in atto nei suoi confronti.

Lecito ricordare che le fotografie scattate dalla Karpachova hanno fatto il giro del Mondo in poche ore, ed hanno comportato una forte protesta della Comunità Internazionale verso il Presidente ucraino, Viktor Janukovych: ritenuto il responsabile politico dell’arresto della Tymoshenko e di un’altra decina di esponenti dell’Opposizione Democratica.

Janukovych sempre più isolato

Dinnanzi alle prove delle percosse subite dalla Tymoshenko la notte dello scorso venerdì, 20 Aprile, il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha invitato i suoi colleghi UE a boicottare le partite dei campionati europei di calcio in programma in Ucraina, mentre i Presidenti di Repubblica Ceca, Austria, Ungheria, Bosnia Erzegovina, Croazia, Montenegro, e Albania hanno disertato il vertice dell’Europa Centrale di Jalta, e costretto Janukovych alla sua cancellazione.

Dalla salita al potere dell’attuale Presidente, in Ucraina sono più di una decina gli esponenti di spicco del Campo Arancione arrestati, processati, perseguitati e costretti all’esilio per sfuggire ad una condanna data per certa.

Tra essi, oltre alla Tymoshenko, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, l’ex-Vice-Ministro della Difesa, Valerij Ivashchenko, l’ex-Vice-Ministro all’Ambiente, Heorhij Filipchuk, e il marito della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Tymoshenko – che con Danylyshyn ha ottenuto Asilo Politico in Repubblica Ceca.

Matteo Cazzulani

VIKTOR JANUKOVYCH CONTINUA LA SUA VENDETTA: JURIJ LUCENKO RESTA IN CARCERE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 18, 2012

La Corte d’Appello di Kyiv conferma la condanna a 4 anni di detenzione per l’ex-Ministro degli Interni dei governi arancioni: protagonista della lotta contro la corruzione e i brogli elettorali perpetrati dall’establishment dell’attuale Presidente ucraino. Rigettata la decriminalizzazione degli articoli per cui è stata condannata la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, nonostante gli appelli dell’Occidente

L’ex-ministro degli Interni, Jurij Lucenko

Bruxelles espone le sue preoccupazioni, ma Kyiv continua a cedere alla tentazione autoritaria. Nella giornata di mercoledì, 16 Maggio, la Corte d’Appello della Capitale ucraina ha rigettato il ricorso esposto dagli avvocati dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, contro la condanna a 4 anni di detenzione, più tre di estromissione dalla vita politica, emessa lo scorso 27 Febbraio dal Tribunale Pechers’kyj.

Il giudice, Ivan Rybak, si è limitato a comunicare la conferma della sentenza di primo grado, senza aggiungere dettagli a supporto di tale decisione. Per questa ragione, l’Avvocato difensore dell’ex-Ministro degli Interni, Ihor Fomin, ha dichiarato l’intenzione di ricorrere in Cassazione e presso la Corte Europea per i Diritti Umani.

Accusato di abuso d’ufficio, gestione illecita di denaro statale, e innalzamento ingiustificato della pensione al suo autista, Lucenko è stato arrestato presso la propria abitazione il 26 Dicembre 2010: da allora – detenuto in isolamento pur in assenza di un verdetto che ne certificasse la colpevolezza – è stato vittima di un processo in cui tutti i testimoni hanno illustrato la sua innocenza dinnanzi alle imputazioni sollevate dalla Pubblica Accusa.

La conferma della sentenza è una dimostrazione di come le Autorità di Kyiv intendano proseguire sulla strada della vendetta politica nei confronti di esponenti dell’Opposizione Democratica attivi durante la Rivoluzione Arancione: processo democratico con cui, nel 2004, gli ucraini si sono ribellati ai brogli elettorali durante le elezioni presidenziali che avrebbero dovuto garantire il potere all’attuale Presidente, Viktor Janukovych.

Lucenko in particolare, nell’ambito dei governi arancioni ha ricoperto la guida del Ministero degli Interni. Questo ruolo gli ha permesso di condurre una lotta contro la corruzione e gli interessi monopolistici dei grandi industriali del Paese che, ieri come oggi, sponsorizzano il Partija Rehioniv: il Partito, oggi al potere in Ucraina, a cui, oltre al Presidente Janukovych, appartengono il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i titolari di Dicastero.

Oltre al quella dell’ex-Ministro degli Interni, continua anche la prigionia della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko: guida della Rivoluzione Arancione, condannata, lo scorso 11 Ottobre, a sette anni di detenzione in isolamento per la firma, nel Gennaio 2009, durante l’ultimo suo premierato, di accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato.

Dinnanzi al ruolo ricoperto dalla Tymoshenko, e alle gravi condizioni di salute di cui è affetta, la Comunità Internazionale ha condannato a più riprese quella che appare come una palese operazione politica volta ad eliminare dalla vita interna del Paese il principale concorrente del Presidente Janukovych.

Ciò nonostante, sempre martedì, 16 Maggio, il Parlamento ucraino ha rigettato una proposta di legge della minoranza atta a decriminalizzare gli articoli 364 e 365 del Codice Penale ucraino: due punti del regolamento giudiziario, provenienti direttamente dalla legislazione dell’epoca sovietica, in base ai quali la Leader dell’Opposizione Democratica è stata condannata.

Azarov ignorato a Bruxelles

Dinnanzi al regresso della democrazia in Ucraina, risoluta è stata la posizione dei vertici UE, che, insieme a Stati Uniti, Consiglio d’Europa, NATO, ONU, Australia e Canada, a più riprese ha richiesto la liberazione della Tymoshenko, e per questa ragione ha bloccato i lavori per il varo dell’Accordo di Associazione e della Zona di Libero Scambio tra Bruxelles e Kyiv.

Inoltre, il Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, e il Presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy, hanno boicottato l’ultima visita a Bruxelles del Premier Azarov, mentre il Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, ha preparato l’invio di esperti UE per monitorare l’iter giudiziario a cui la Leader dell’Opposizione Democratica è ancora soggetta.

Oltre al ricorso in Cassazione per la prima condanna, la Tymoshenko sta affrontando un secondo procedimento in cui è accusata di evasione fiscale durante la presidenza del colosso energetico JEESU: presieduto alla metà degli anni Novanta prima del suo ingresso in politica.

Affetta da un’ernia al disco trascurata dalle Autorità carcerarie, la Leader dell’Opposizione Democratica ha ottenuto il permesso di essere curata da un medico di sua fiducia, il tedesco Lutz Harms, solo dopo uno sciopero della fame di due settimane: iniziato dopo avere subito percosse da agenti di polizia presso la sua cella.

Matteo Cazzulani