LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Ucraina: crisi di Governo tra Parlamento, Premier e Presidente

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 22, 2015

L’opposizione del Partito di Yulia Tymoshenko al bilancio e le frizioni tra l’entourage del Premier Yatsenyuk e l’Amministrazione Poroshenko sulla lotta alla corruzione stanno minando la compattezza della coalizione filo occidentale. L’ex-Presidente georgiano Saakashvili verso un proprio Partito



Varsavia – Spesso, i numeri sono associati con la perdita del senno, e così è per quanto riguarda l’Ucraina, dove la coalizione filo occidentale di Governo sorta dopo la Rivoluzione della Dignità -processo democratico nel 2015 che ha posto fine al regime di Viktor Yanukovych- e le seguenti Elezioni Presidenziali e Parlamentari rischia di crollare sull’approvazione del bilancio statale.

Nella giornata di giovedì, 17 Dicembre, il Parlamento ucraino ha congelato l’approvazione di un bilancio che prevede, oltre ad un’entrata di 601 miliardi di Hryvne ed un’uscita di 674 Miliardi di Hryvne, il rafforzamento dell’esercito e l’incremento degli armonizzatori sociali al 19%.

Le priorità del bilancio, presentate dal Premier, Arseniy Yatsenyuk, hanno trovato il pieno sostegno del Fronte Popolare -la forza politica di Yatsenyuk- e del Blocco Poroshenko -il Partito del Presidente ucraino, Petro Poroshenko- ma non sono piaciute ad una parte consistente della maggioranza. Minacciando una mozione di sfiducia per il Governo, la leader del Partito Batkivshchyna, Yulia Tymoshenko, ha contestato la mancata protezione delle pensioni dall’inflazione e i troppo scarsi finanziamenti alla cultura.

Pronta a quella che appare come una vera e propria crisi politica è stata la risposta del Presidente Poroshenko e del Premier Yatsenyuk che, in una nota congiunta assieme al Presidente del Parlamento, Volodymyr Hroysman, hanno ribadito la continuazione dei lavori della coalizione per raggiungere gli obiettivi prefissati, tra i quali l’integrazione dell’Ucraina nella Comunità Euroatlantica.

A sua volta, il Capogruppo del Blocco Poroshenko, Yuri Lutsenko, ha ribadito la compattezza della maggioranza, minimalizzando l’opposizione della Tymoshenko al bilancio. Tuttavia, più che dalla Tymoshenko -che assieme a Lutsenko è stata la principale dissidente al regime di Yanukovych- la vera e propria destabilizzazione della maggioranza proviene dallo scontro in essere tra il Fronte Popolare e il Blocco Poroshenko e, più in generale, tra l’entourage del Premier Yatsenyuk e l’Amministrazione Presidenziale. 

Le frizioni tra le due realtà sono emerse con un litigio nel corso di una riunione del Consiglio per le Riforme -un organismo composto da Ministri e Governatori, presieduto dal Presidente Poroshenko- tra il Ministro degli Interni, Arsen Avakov, e il Governatore di Odessa, Mikheil Saakashvili, che si sono accusati reciprocamente di corruzione, arrivando al lancio di una bottiglia d’acqua e allo scambio di apprezzamenti poco cordiali.

Avakov, esponente dell’entourage del Premier, ha reagito con durezza alle accuse di corruzione che Saakashvili, ex-Presidente della Georgia e stretto alleato del Presidente Poroshenko, ha rivolto a Yatsenyuk facendo riferimento ai legami del Capo del Fronte Popolare con oligarchi del calibro di Mykola Martynenko, Ihor Kolomoisky e Rinat Akhmetov -quest’ultimo già sponsor del regime Yanukovych.

Come riportato dall’autorevole Ukrayinska Pravda, Saakashvili, che in occasione dello scontro con Avakov e Yatsenyuk ha ottenuto l’appoggio del Presidente Poroshenko, non ha perso tempo e, già nella giornata di Domenica, 20 Dicembre, ha raccolto alcuni deputati del Blocco Poroshenko e del Partito Samopomich -altra forza della maggioranza- in una cena che, secondo autorevoli commentatori, segna il primo passo verso la creazione di un Partito dell’ex-Presidente georgiano.

Turchynov verso il Premierato

Secondo ipotesi molto accreditate, Saakashvili, in ascesa di gradimento come certificano i principali sondaggi, ambirebbe ad una nomina governativa come Vice Premier con delega all’Integrazione Europea, anche se tale passo appare difficile da essere realizzato per due ragioni.

In primis, per la nomina di Saakashvili mancherebbero i voti in Parlamento, ed una sua candidatura forzata da parte del Presidente Poroshenko porterebbe inevitabilmente ad un crollo della coalizione di Governo, costringendo il Blocco Poroshenko a cercare alleati nel Blocco dell’Opposizione, creatura politica filorussa sorta sulle ceneri del Partito delle Regioni di Yanukovych.

In secondo luogo, l’alleanza tra l’entourage del Premier Yatsenyuk e l’Amministrazione Presidenziale è vista come garanzia di stabilità da parte del Fondo Monetario Internazionale, al quale l’Ucraina è legata da un ingente debito.

Per questa ragione, è molto accreditata l’ipotesi, riportata da Radio Liberty, secondo la quale Poroshenko, in cerca di un sostituto per Yatsenyuk, in caduta libera nei sondaggi, starebbe optando per il Capo del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa dell’Ucraina, Oleksandr Turchynov.

Già Presidente ad interim e Speaker del Parlamento, e ancor prima Vice Premier e Premier ad interim dopo il dimissionamento di Yulia Tymoshenko per mano di Yanukovych nel 2010, Turchynov è esponente di spicco del Fronte Popolare, nonché personalità vicina al Premier Yatsenyuk.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

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Ucraina: Poroshenko dice sì a Yatsenyuk Premier in cambio di Hroysman Speaker della Rada

Posted in Uncategorized by matteocazzulani on November 1, 2014

Il Presidente ucraino da il via libera alla riconferma del Capo del Governo per assicurare la Presidenza del Parlamento ad un esponente del suo Blocco. Nonostante l’endorsement ufficiale al Capo del Fronte Popolare, scoppia il caso Sadoviy.

Tante le promesse ma anche tanta la confusione che regna nella vita politica ucraina all’indomani delle Elezioni Parlamentari anticipate che hanno confermato la maggioranza al Partito del Presidente Petro Poroshenko, il Blocco Poroshenko – coalizione di Partiti centristi e moderati, come Solidarnist, UDAR e Terza Repubblica Ucraina- e a quello del Premier Arseniy Yatsenyuk, il moderato Fronte Popolare.

Come riportato venerdì, 31 Ottobre, dallo stesso Poroshenko, il Blocco del Presidente è pronto a sostenere la riconferma di Yatsenyuk alla guida del Governo in cambio dell’elezione a Speaker del Parlamento dell’attuale Vicepremier, Volodymyr Hroysman.

Hroysman, esponente del Blocco Poroshenko, è stato indicato dalla lista del Presidente come candidato Premier, ma la vittoria del Fronte Popolare nel voto proporzionale -avvenuta per un solo punto percentuale: 22% a 21%- ha permesso a Yatsenyuk di richiedere per sé la riconferma alla guida del Governo, e di rivendicare il diritto a nominare esponenti del suo Partito a Capo dei Ministeri degli Interni, della Giustizia e delle Finanze.

Con l’endorsement di Poroshenko a Yatsenyuk, Hroysman potrebbe trovare una ricompensa nella presidenza del Parlamento ucraino: una posizione per la quale in pole position è stato finora l’ex-Ministro degli Interni, Yuri Lutsenko, capolista del Blocco Poroshenko, ora possibile Capogruppo alla Rada.

“Il Blocco Poroshenko e il Fronte Popolare hanno già avviato un gruppo di lavoro per la formazione della nuova coalizione con Samopomich” ha dichiarato Hroysman, menzionando il movimento di orientamento cristiano-democratico e pro-occidentale capace, alle Elezioni, di ottenere il terzo posto con l’11% dei consensi.

Proprio la presenza di Samopomich nella maggioranza ha aperto un caso politico legato alla presunta offerta del Premierato che il Presidente Poroshenko avrebbe rivolto al leader di Samopomich, il Sindaco di Leopoli Andriy Sadoviy.

Come dichiarato dall’esponente di Samopomich, Oleh Berezyuk, sul 5 Kanal, il Presidente Poroshenko avrebbe comunque incassato il no secco di Sadoviy, che avrebbe preferito ricoprire la carica di Sindaco della sua città fino alla fine del suo mandato.

Se confermata, l’offerta di Poroshenko a Sadoviy metterebbe in discussione l’accordo che il Presidente avrebbe stretto dopo le Elezioni con Yatsenyuk per creare una coalizione filo-europea basata sull’intesa tra il Blocco Poroshenko e il Fronte Popolare.

Secondo le prime trattative, la coalizione tra il Blocco del Presidente e il Fronte del Premier dovrebbe basarsi su un progetto di lavoro derivato dall’integrazione dei programmi delle due forze partitiche: da un lato, come promesso dal Presidente Poroshenko, l’armonizzazione delle strutture giudiziarie e fiscali del Paese agli standard dell’Unione Europea, così da permettere all’Ucraina di presentare la domanda di membership all’UE entro il 2019.

Dall’altro, come invece promesso da Yatsenyuk, la coalizione si dovrebbe impegnare ad eseguire fin da subito i punti dell’Accordo di Associazione tra l’UE e l’Ucraina, a continuare le politiche di risistemazione dei conti dello Stato già avviate, ed ad incrementare le dotazioni di bilancio per la difesa dall’aggressione militare della Russia.

La Tymoshenko tratta con il Presidente

Oltre che per Sadoviy, le dichiarazioni di Hroysman aprono un caso anche per quanto riguarda la presenza o meno di altre forze del campo democratico nella coalizione, che sia secondo il Presidente Poroshenko, che il Premier Yatsenyuk deve essere allargata.

Come dichiarato dalla portavoce dell’ex-Premier Yulia Tymoshenko, Marina Soroka, il Partito di orientamento social-popolare-democratico Batkivshchyna ha avviato consultazioni con Poroshenko per la partecipazione alla coalizione.

Yulia Tymoshenko ha dichiarato che Batkivshchyna non pretende alcun posto nel Governo, ma richiede l’inclusione dei suoi principali punti programmatici, come il rafforzamento dei contatti diplomatici con l’Occidente, un referendum per l’ingresso nella NATO.

La Tymoshenko ha poi chiesto a Poroshenko e Yatsenyuk la lustrazione di tutti i politici conniventi con il regime autoritario dell’ex-Presidente, il filorusso Viktor Yanukovych.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Ucraina: vademecum delle Elezioni

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 25, 2014

Il 43% degli gli ucraini è convinto che la consultazione possa portare a un miglioramento della vita politica del Paese, mente il 57% ritiene che votare sia un dovere morale. L’ampia offerta elettorale certifica la maturità democratica di Kyiv, ma lascia anche la porta aperta al rischio litigiosità

La speranza, la democrazia e la paura sono gli elementi che caratterizzano le Elezioni Parlamentari ucraine di Domenica, 26 Ottobre: le prime dal ripristino della democrazia in Ucraina dopo l’epoca autoritaria dell’ex-Presidente Viktor Yanukovych, responsabile di avere falsificato le precedenti consultazioni per il rinnovo del Parlamento nel 2012.

La speranza degli ucraini nelle elezioni è insita nel desiderio di cambiamento della vita politica, verso un rinnovamento che sia non solo di Partiti e personalità, ma anche e sopratutto di idee, energie e motivazioni.

A confermare la grande attesa degli ucraini nei confronti delle elezioni è un sondaggio, realizzato dal Fondo delle Iniziative Democratiche Kurcheriv, che ha certificato come il 43% degli intervistati creda che la consultazione possa davvero cambiare in meglio la situazione politica del Paese, mente il 57% degli intenzionati a votare ritiene che recarsi alle urne sia un dovere morale legato ad un diritto civico che vale la le a di esercitare.

Oltre che da quest’ultimo dato, la maturità democratica degli ucraini è dimostrata anche dall’ampia offerta politica che anima la competizione elettorale: un largo numero di Partiti, Blocchi e liste lasciano infatti ancora molto incerto sia il risultato che la conformazione della maggioranza parlamentare a sostegno del prossimo Governo.

La principale forza in campo è il Blocco Poroshenko, una coalizione di Partiti centristi e moderati -Solidarnist, Terza Repubblica Ucraina e UDAR- che propone pieno sostegno al Presidente, Petro Poroshenko, e al suo programma, basato sull’adattamento del sistema giudiziario, economico e bancario agli standard dell’Unione Europea, così da permettere all’Ucraina di presentare la domanda di adesione all’UE entro i prossimi 5 anni.

La seconda forza politica in campo è Batkivshchyna, il Partito, di orientamento social-popolare-democratico dell’ex-Premier Yulia Tymoshenko, che, forte dell’esperienza accumulata durante la sua lunga esperienza alla guida del Governo ucraino durante l’epoca “arancione”, propone il rafforzamento dei legami diplomatici dell’Ucraina con le cancellerie dell’Occidente, l’integrazione di Kyiv nella NATO, e la lotta alla corruzione.

Altra forza in campo è il Fronte Popolare, schieramento di orientamento moderato guidato dal Premier, Arseniy Yatsenyuk, e dallo Speaker del Parlamento, Oleksandr Turchynov, che propone il rafforzamento delle difese dello Stato con maggiore attenzione alle forze armate e alla continuazione della politica economica volta alla sistemazione del bilancio statale avviata dall’attuale Governo.

Più a sinistra, ma in ambito populista, si situa il Partito Radicale di Ucraina di Oleh Lyashko, che propone un misto di promesse di carattere sociale e militare, volto ad incrementare le paghe previdenziali e, allo stesso tempo, incrementare le uscite di bilancio per armare l’esercito nel Donbas.

Altre forze politiche che potrebbero entrare in Parlamento sono Samopomich, nata da associazioni apartitiche, la moderata Hromadska Pozytsya, il Blocco di Opposizione e Sylna Ukrayina: due forze, queste ultime, che derivano dal Partito delle Regioni dell’ex-Presidente Yanukovych.

Secondo tutti i sondaggi, il Blocco Poroshenko dovrebbe ottenere una facile vittoria con una forbice tra il 25% e il 30%, mentre dubbi permangono sul secondo posto: secondo alcune rilevazioni, Batkivshchyna si situerebbe dietro alla lista del Presidente con il 9% dei consensi, mentre altri sondaggi danno il Partito Radicale di Ucraina davanti alla Tymoshenko, con il 12%.

Oscillante è anche il risultato del Fronte Popolare, che se da alcuni sondaggi è dato al quarto posto con il 7% dei consensi, da altri è stimato al 10%: un’oscillazione che lo proietta sicuramente davanti alla moderata Hromadyanska Pozytsya e al Blocco di Opposizione, gli eredi di Yanukovych, dati rispettivamente tra il 5% e il 7% e al 5%.

A sorpresa, infine, un recente sondaggio ha stimato che il sostegno al Partito Samopomich, potrebbe toccare quota 8%: un risultato che gli permetterebbe di scavalcare molte altre liste, tra cui le ben quotate Batkivshchyna e Fronte Popolare.

Ancora incertezza sulla maggioranza di Governo

Ultimo elemento delle elezioni parlamentari ucraine è la paura, dettata sopratutto dalla guerra, che ancora non è del tutto cessata nel Donbas per via della permanenza di reparti dell’esercito russo in alcune zone del Paese, dove svolgere le operazioni di voto sarà compito delicato.

Dall’altro, la paura, per meglio dire il timore, è legata alla possibile riedizione dello scenario seguente a quello della Rivoluzione Arancione, quando le forze del campo democratico, dopo avere battuto Yanukovych nelle Elezioni Presidenziali del 2004, si sono divise per via dei continui litigi tra il Presidente Viktor Yushchenko e l’allora Capo del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa Petro Poroshenko da un lato, e il Premier Yulia Tymoshenko e l’allora Capo dei Servizi Segreti ucraini Oleksandr Tyrchynov dall’altro.

Il timore di una frattura tra le forze democratiche sembra essere confermato da voci insistenti che testimonierebbero la volontà del Presidente Poroshenko di creare una colazione con il Fronte Popolare ed altre forze minori pur di isolare Batkivshchyna, in quanto il dissidio tra il Capo di Stato e la Tymoshenko non è stato ancora del tutto superato.

Secondo quanto riportato dall’autorevole Reuters, Poroshenko starebbe addirittura valutando l’opportunità di una coalizione con i radicali: un’ipotesi molto azzardata che pregiudicherebbe una possibile coalizione tra il Blocco del Presidente e il Fronte Popolare.

Lyashko, infatti, dopo avere rinunciato all’offerta di ricoprire il ruolo di Speaker del Parlamento rivoltagli da Poroshenko, ha reso noto di ambire al ruolo di Premier, a cui, tuttavia, l’attuale Capo del Governo Yatsenyuk, leader del Fronte Popolare, aspira ad essere confermato.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Ucraina: il Presidente Poroshenko e il Premier Yatsenyuk corrono separati alle Elezioni

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 13, 2014

Il Blocco Poroshenko del Presidente e il Fronte Popolare del Premier Yatsenyuk si accordano solo su candidature armonizzate in 10 collegi su 225. La competizione delle Elezioni Parlamentari Anticipate sempre più polarizzata, con UDAR di Vitaly Klichko che confluisce nel Blocco e le più importanti personalità del Partito Batkivshchyna di Yulia Tymoshenko che passano tra le fila del Fronte

Un’alleanza leggera, e non la lista unica come richiesto dai partecipanti della Rivoluzione della Dignità, la protesta pacifica che sul Maidan di Kyiv ha portato alla caduta dell’Amministrazione autoritaria dell’ex-Presidente Viktor Yanukovych. Nella giornata di venerdì, 12 Settembre, il Presidente ucraino, Petro Poroshenko, e il Premier, Arseniy Yatsenyuk, non sono riusciti a trovare l’accordo per la costituzione di una lista comune per le Elezioni Parlamentari anticipate.

Come riportato dal ben informato Dzerkalo Tyzhnya, la riunione, durata fino alle quattro del mattino, non ha portato che la promessa da parte del Blocco Poroshenko -coalizione di Partiti a sostegno del Presidente ucraino- di non presentare propri candidati in 10 collegi su 225 per non intralciare il Fronte Popolare: il Partito appena formato dal Presidente Yatsenyuk.

A impedire l’accordo per una lista comune sarebbero state le richieste dello stesso Yatsenyuk, che oltre alla posizione di capolista e la sua conferma a Capo del Governo, avrebbe chiesto l’1/3 dei posti per esponenti del Fronte Popolare e la garanzia di riconferma a Speaker del Parlamento per Oleksandr Turchynov.

Il mancato accordo tra Poroshenko e Yatsenyuk lascia intravedere una competizione molto serrata, nella quale il Blocco del Presidente e il Fronte del Premier si contenderanno il consenso dei sostenitori delle proteste pacifiche del Maidan, che, tuttavia, hanno chiesto unità al campo democratico per fronteggiare l’aggressione militare della Russia.

Nella competizione elettorale, il Blocco Poroshenko parte nettamente favorito non solo per il largo consenso riscosso dal Presidente, ma sopratutto per l’accordo di unione raggiunto con il Partito UDAR, come riportato dall’agenzia Ukrayinski Novyny.

UDAR, forza politica di orientamento moderato, ha disposto di confluire nella lista del Presidente sulla base di un accordo tra Poroshenko e il suo leader, il Sindaco di Kyiv Vitaly Klichko, così da rafforzare la realizzazione del programma del Capo dello Stato, che prevede il rispetto dell’integrità territoriale ucraina e la presentazione della domanda di ingresso nell’Unione Europea e nella NATO.

Sull’altro lato della barricata, il Fronte Popolare si presenta con una rosa di nomi pesanti, pronti a rastrellare voti tra i sostenitori del Maidan che durante le proteste contro l’Amministrazione Yanukovych prima, e in occasione dell’aggressione militare russa poi, hanno preso parte attiva alla causa della democrazia e della libertà in Ucraina, mettendo a repentaglio anche la propria vita.

Oltre alla parte politica, composta dal Premier Yatsenyuk, dallo Speaker Turchynov, dal Ministro degli Interni Arsen Avakov, dall’ex-Segretario del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa Andriy Parubiy, ad entrare nel Fronte Popolare è stata anche Tetyana Chornovol: la giornalista attivista del Maidan barbaramente picchiata la notte di Natale del 2013.

Come riportato dall’autorevole televisione Hromadske TV, a ingrossare le fila del Fronte Popolare, e a calamitare il consenso dei delusi dalla politica difensiva del Presidente Poroshenko, è anche la presenza di Comandanti e militari dei reparti dell’esercito regolare impegnati a difendere l’Ucraina dall’invasione russa: i battaglioni Azov, Dnipro, Zoloti Vorota, Chernihiv e Mirotvorets, e lo squadrone Artemivsky.

La Tymoshenko corre sola

Oltre alla corsa separata tra il Blocco Poroshenko e il Fronte Popolare, a inasprire la divisione nel campo democratico ucraino è la corsa separata di Batkivshchyna, il Partito di orientamento social-popolar-democratico dell’ex-Premier Yulia Tymoshenko.

Nonostante il carisma della Tymoshenko, capace ancora di attrarre consensi grazie alla sua battaglia in sostegno dell’ingresso immediato dell’Ucraina nella NATO, Batkivshchyna appare fortemente indebolita dalla fuoriuscita delle personalità che hanno creato il Fronte Popolare, a partire dal Premier Yatsenyuk e dallo Speaker Turchynov: lo storico braccio destro dell’ex-Premier ucraina.

La nascita del Fronte Popolare, e il suo mancato accordo con il Blocco Poroshenko, porta anche ad una vera e propria rivoluzione nei sondaggi che, finora, hanno visto la coalizione del Presidente capeggiare quasi senza rivali.

Secondo il più recente sondaggio del Centro Internazionale di Sociologia di Kyiv, il Blocco Poroshenko -composto dal Partito del Presidente Solidarnist, di orientamento centrista, e da UDAR- otterrebbe il 34% dei voti, seguito dal Partito Radicale Ucraino di Oleh Lyashko con il 20,1% dei consensi, dalla moderata-conservatrice Hromadyanska Pozytsya con il 10,5%, e da Batkivshchyna con il 10,1%.

Ad entrare in Parlamento, sempre secondo questo sondaggio, sarebbero anche l’ultraconservatrice Svoboda con il 7% e il Blocco delle Forze Unite -composto dal Partito delle Regioni dell’ex-Presidente Yanukovych, dalla forza politica Ukrayina Upered, dal Partito dello Sviluppo d’Ucraina, dal Partito Socialista d’Ucraina, e dai comunisti.

Tuttavia, nella rilevazione manca la stima del peso politico che il Fronte Popolare, forte di una squadra composta da nomi di tutto rispetto, potrebbe fare pesare per contendere la leadership al Blocco Poroshenko e limitare ancor più il consenso di Batkivshchyna.

Matteo Cazzulani
Analista di Politica dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Ucraina: il Premier Yatsenyuk vicino al Partito del Presidente Poroshenko

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 20, 2014

Come riportato dal ben informato Dzerkalo Tyzhnyna, il Premier ucraino starebbe trattando per guidare la lista del Capo dello Stato alle prossime Elezioni Parlamentari. Le frizioni tra Batkivshchyna e Solidarnist sulla ratifica dell’Accordo di Associazione, e le aperture al voto immediato dello Speaker del Parlamento, Oleksandr Turchynov, sembrano confermare l’esistenza dell’operazione

Dal Partito dell’ex-Premier che ha guidato la ‘Rivoluzione Arancione’ nel 2004 al blocco elettorale del Presidente eletto ad ampia maggioranza dopo la ‘Rivoluzione della Dignità’ del 2014. Questa porterebbe essere la parabola politica del Premier ucraino, Arseniy Yatsenyuk, che secondo quanto riportato dal ben informato Dzerkalo Tyzhnya sta trattando per formare una lista comune con il Presidente ucraino, Petro Poroshenko, in vista delle prossime Elezioni Parlamentari.

Nello specifico, il Premier Yatsenyuk, chiamato al difficile compito di governare il Paese durante una guerra, e una profonda crisi economica, avrebbe accettato la sua presenza nelle liste elettorali di Solidarnist -la forza politica di centro del Presidente Poroshenko- qualora il Parlamento ucraino non dovesse riuscire a cambiare l’attuale legge elettorale, che prevede la ripartizione dei seggi secondo un sistema misto al 50% proporzionale e al 50% maggioritario con collegi uninominali.

Se confermata, l’indiscrezione comporterebbe un vero e proprio scossone nella politica ucraina, in quanto Yatsenyuk è ad oggi esponente di primo piano del Partito di orientamento social-popolare-democratico Batkivshchyna: la forza politica dell’ex-Premier, Yulia Tymoshenko, che proprio Yatsenyuk ha guidato durante la detenzione politica dell’anima della Rivoluzione Arancione tra il 2011 e il 2014.

Sempre secondo il Dzerkalo Tyzhnya, Yatsenyuk non sarebbe il solo ad essere attratto dalle sirene elettorali di Poroshenko: pronti a seguire il Premier, e a confluire tra le fila di Solidarnist, sarebbero sia altri politici di Batkivshchyna, che molti esponenti di UDAR.

Questo Partito di ispirazione moderata, guidato e fondato dal Sindaco di Kyiv, Vitaliy Klichko, ha fatto parte, con Batkivshchyna e gli ultraconservatori di Svoboda, della coalizione di maggioranza Scelta Europea, che ha reso possibile il varo del Governo Yatsenyuk.

Inoltre, UDAR ha sostenuto pienamente l’elezione alla Presidenza del Paese di Poroshenko in cambio dell’appoggio dell’attuale Presidente alla corsa di Klichko a Sindaco della Capitale.

Prove delle operazioni politiche in corso in Ucraina sono legate alle frizioni tra Batkivshchyna e l’Amministrazione Presidenziale, originate dall’accusa che il Deputato Borys Tarasyuk -esponente di Batkivshchyna- ha mosso a Poroshenko in merito alla mancata programmazione della ratifica in Parlamento dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina.

“Il Parlamento sarà parte attiva nella stesura del Programma Nazionale per l’Implementazione dell’Accordo di Associazione, che sarà discusso alla Rada nel breve termine” riporta, in risposta alle polemiche di Tarasyuk, una nota dell’Amministrazione Presidenziale.

Un altro elemento che ha dato da pensare a numerosi commentatori in Ucraina in merito alla reale opportunità che Yatsenyuk possa prendere parte al medesimo blocco elettorale di Poroshenko è legato alle dichiarazioni dello Speaker del Parlamento, Oleksandr Turchynov, in favore di Elezioni Parlamentari immediate con il sistema elettorale attuale.

Questa circostanza, oltre a favorire la partecipazione di Yatsenyuk al blocco elettorale di Poroshenko, permette a Turchynov, che è esponente di spicco di Batkivshchyna, di mantenere un ruolo di primo piano nel Partito accanto all’ex-Premier Tymoshenko, senza dovere rivalizzare con il Capo del Governo all’interno della medesima forza politica.

Il Presidente ucraino contro Svoboda

Secondo alcune rivelazioni sociologiche riportate dall’autorevole Ukrayinska Pravda, Poroshenko gode oggi del sostegno di più del 30% dei cittadini ucraini: la medesima percentuale che Solidarnist otterrebbe in caso di Elezioni Parlamentari anticipate davanti al Partito Radicale ucraino e a Batkivshchyna, fermi entrambi al 20%.

Forte di questo sostegno, Poroshenko ha potuto sollevare dalla carica di Presidente della Regione di Leopoli, Iryna Sekh, che è anche parlamentare di Svoboda e Segretaria regionale del Partito ultraconservatore.

Il dimissionamento della Sekh testimonia l’inesistenza di un’alleanza politica tra Poroshenko e Svoboda, e certifica l’insussistenza di alcun rapporto di connivenza tra il Presidente ucraino e la forza ultraconservatrice, come invece riportato a più riprese dalla propaganda della Russia.

È infatti obiettivo del Cremlino presentare il fronte democratico filo occidentale attualmente al potere in Ucraina come una Coalizione condizionata, e de facto guidata, da Svoboda e Pravy Sektor.

Tuttavia, come dimostrato dal risultato delle ultime Elezioni Presidenziali vinte da Poroshenko, nelle quali Svoboda e Pravy Sektor hanno sostenuto proprie candidature, queste due forze estremiste possono contare solo su meno del 2% dei consensi degli ucraini.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Ucraina: Poroshenko vuole Elezioni Parlamentari subito

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 2, 2014

Il Presidente ucraino supporta una riforma elettorale in senso proporzionale puro con la re-istituzione di preferenze e blocchi di partiti. Sostenuta anche la necessità di indire Elezioni Amministrative con un sistema maggioritario

Un sistema proporzionale puro con le preferenze e le coalizioni al nazionale, mentre un maggioritario secco per le Elezioni Amministrative. Questa è la proposta di riforma elettorale che il Presidente ucraino, Petro Poroshenko, ha avanzato nella giornata di venerdì, Primo di Agosto.

Poroshenko, che ha sostenuto la necessità di votare a tutti i costi, anche con la legge elettorale attuale -un Porcellum all’ucraina che assegna metà dei seggi del Parlamento unicamerale su base proporzionale, e metà su base maggioritaria: un provvedimento imposto dall’ex-Presidente, Viktor Yanukovych, per assicurare una maggioranza pro-presidenziale- ha motivato la sua richiesta con la necessità di rinnovare al più presto un Parlamento finora poco collaborativo e diviso al suo interno.

“Sono favorevole ad un proporzionale puro con le preferenze e l’ammissione di blocchi elettorali alla competizione -ha dichiarato Poroshenko- In ogni caso, credo che la riforma della Legge Elettorale non debba essere un pretesto per non andare al voto: occorrono elezioni subito”.

Un’altra motivazione che ha spinto Poroshenko a richiedere Elezioni Parlamentari anticipate è la presenza in Parlamento di forze partitiche e singoli parlamentari che non hanno voluto considerare come organizzazioni di stampo terroristico le milizie pro-russe che stanno occupando le regioni orientali dell’Ucraina.

Infine, Poroshenko ha dichiarato la necessità di indire, contemporaneamente a quelle Parlamentari, anche Elezioni Amministrative in tutte le Regioni ed i Comuni con un sistema maggioritario puro: una decisione che porterebbe l’Ucraina ad adottare un calendario elettorale simile a quello della Polonia, dove le Amministrazioni locali, seppur con un sistema proporzionale, vengono rinnovate tutte nella medesima tornata.

La posizione del Presidente avviene l’indomani della conferma della fiducia al Premier, Arseniy Yatsenyuk, che ha rimesso il suo mandato al voto del Parlamento dopo lo scioglimento della coalizione di maggioranza ‘Scelta Europea’.

Nonostante la fiducia ottenuta a largo margine, Yatsenyuk è oggi un Premier senza maggioranza, dal momento in cui a sostegno del Governo è schierata solo Batkivshchyna: la forza partitica del Capo dell’Esecutivo, di orientamento social-popolar-democratico, attorno alla quale, dopo la caduta dell’ex-Capo di Stato Yanukovych, si è costituita la coalizione ‘Scelta Europea’.

Il Partito di orientamento moderato UDAR -capeggiato dal Sindaco di Kyiv, Vitaliy Klichko- e gli ultraconservatori di Svoboda hanno invece lasciato la maggioranza dopo divergenze sulla riforma in chiave europea del sistema infrastrutturale energetico nazionale con Batkivshchyna, che, così, è rimasta sola ad appoggiare il Governo in una situazione sul piano militare ed economico particolarmente difficile.

Il Blocco del Presidente favorito dai sondaggi

Oltre alle ragioni politiche e numeriche, a motivare la scelta di Poroshenko di fare pressione per Elezioni Parlamentari Anticipate sono i sondaggi, che, secondo una rilevazione dell’Istituto Internazionale di Sociologia di Kyiv, danno il Blocco Poroshenko -composto dalla forza partitica del Presidente Solidarnist, da UDAR e dal movimento Terza Repubblica Ucraina dell’ex-prigioniero politico Yuri Lutsenko- vincitore della consultazione con il 31% dei consensi.

A seguire, sempre secondo il sondaggio, al secondo posto si trovano, entrambi con il 20% circa dei voti, il Partito Radicale ucraino dell’ex-Candidato alla presidenza, Oleh Lyashko, e Batkivshchyna.

A seguire, con il 10%, si classificherebbe la Hromadyanska Pozytsiya dell’ex-Ministro della Difesa, Anatoliy Hrytsenko, che è stato tra i pochi ad avere negato la fiducia a Yatsenyuk.

Infine, con il 4% dei consensi, in Parlamento entrerebbe anche Svoboda, che con UDAR, per mero calcolo elettorale, ha lasciato alla sola Batkivshchyna la responsabilità di sostenere il Governo Yatsenyuk in un momento di particolare crisi economica e militare.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
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Ucraina: il Premier Yatsenyuk dichiara la fine del suo Governo filo-UE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 25, 2014

Il Premier ucraino, che appartiene al Partito social-popolare Batkivshchyna, decreta la fine della maggioranza ‘Scelta Europea’ dopo che il moderato UDAR e gli ultraconservatori di Svoboda hanno abbandonato la coalizione di Governo. La guida dell’Esecutivo passa al Vice di Yatsenyuk, Volodymyr Hroysman

Un Governo originato dal successo della pacifica rivoluzione della Dignità -che ha portato il popolo del Maydan a destituire il regime dell’ex-Presidente Viktor Yanukovych- caduto per via delle frizioni interne ad una maggioranza pro-europea che sembra guardare più al rendiconto elettorale che all’interesse del Paese. Nella giornata di mercoledì, 25 Luglio, il Premier ucraino, Arseniy Yatsenyuk, ha rassegnato le proprie dimissioni dopo che, poco prima, dalla colazione di maggioranza ‘Scelta Europea’ sono usciti il Partito moderato UDAR e l’ultraconservatore Svoboda.

Il Premier Yatsenyuk, che appartiene al Partito di ispirazione social-popolare Batkivshchyna, ha sostenuto la necessità di rinunciare alla guida del Governo per non aprire l’ingresso nella coalizione di maggioranza ai comunisti e al Partito delle Regioni dell’ex-Presidente Yanukovych: due forze politiche che hanno supportato, in maniera più o meno aperta, l’aggressione militare della Russia nelle regioni dell’est dell’Ucraina.

“Preso atto dell’uscita dalla coalizione di due delle tre forze partitiche che la hanno finora composta, non restano che due soluzioni: imbarcare comunisti e regionali o lasciare. Io preferisco dichiarare la mia decadenza dalla guida del Governo -ha dichiarato, tra gli applausi, Yatsenyuk, durante il suo ultimo discorso da Premier- Il Governo cade perché il Parlamento non ha potuto votare il bilancio, né ha approvato la riforma in senso europeo del settore energetico nazionale”.

Come dichiarato dal Premier Yatsenyuk, la maggioranza, che si è retta su numeri particolarmente risicati, non ha voluto approvare una proposta di bilancio che, come proposto da Batkivshchyna, concedeva ampie uscite all’esercito per la difesa dei confini dell’Ucraina, ad oggi posti a serio repentaglio dalla pressione delle forze armate russe.

Inoltre, la maggioranza ha fatto mancare i voti per scorporare, come previsto e richiesto dalla Legge dell’Unione Europea in materia di energia, il colosso nazionale energetico Naftohaz in tre compagnie: la Ukrayinska Hazotransportna Systema, la Ukrayinski Hazovi Skhovishcha e la Ukrtranshaz, deputate rispettivamente alla distribuzione del gas, alla gestione dei siti di stoccaggio e al controllo della rete dei gasdotti ucraini.

Alla decisione di Yatsenyuk, sostituito alla guida del Governo dal Vicepremier, Volodymyr Hroysman, pronta è stata la risposta del Presidente, Petro Poroshenko, che ha auspicato la continuazione dei lavori della Rada per l’approvazione del bilancio, prima dello scioglimento anticipato del Parlamento.

Il Presidente favorevole. Putin vince

Il Presidente Poroshenko, che secondo rumors ha sostenuto la caduta del Governo, in quanto egli ha già in tasca un accordo per formare un blocco filo-presidenziale tra UDAR e la sua forza politica Solidarnist, ha poi invitato il Premier Yatsenyuk a continuare a guidare il Governo, senza lasciare l’interim ad altre persone.

Differente è stata la posizione dello Speaker della Rada, Oleksandr Turchynov. Membro di Batkivshchyna, Turchynov ha invitato UDAR e Svoboda a prendersi le proprie responsabilità e, così, indicare il nome di un Premier tecnico capace di traghettare l’esecutivo alle Elezioni Parlamentari Anticipate.

“Dubito che il Parlamento voterà le dimissioni di Yatsenyuk -ha dichiarato il Capogruppo di UDAR in Parlamento, Vitaliy Kovalchuk -spetta alla Rada approvare la decisione del Premier di rinunciare alla guida del Governo”.

Le dimissioni del Governo Yatsenyuk, che ha dovuto affrontare la transizione democratica del periodo post-Yanukovych prima, e l’aggressione militare della Russia in Crimea ed Ucraina orientale poi, lasciano il Paese in una situazione molto difficile.

Per questo, il Premier Yatsenyuk ha dichiarato che il vero vincitore della crisi di governo è stato il Presidente russo, Vladimir Putin, che, così, ha gioco facile ad incrementare la pressione su un Paese senza una guida politica esecutiva.

La decisione di Yatsenyuk di lasciare il Governo, presa per la mancata approvazione di una riforma richiesta dall’Europa, è anche e sopratutto responsabilità di UDAR.

Infatti, il Partito del neoeletto sindaco di Kyiv, Vitaliy Klichko, preme per capitalizzare in senso elettorale l’ampio consenso ottenuto dopo avere supportato la corsa alla Presidenza di Poroshenko e quella a Sindaco della Capitale del suo carismatico leader.

Nel mirino di UDAR c’è infatti Batkivshchyna: il Partito dell’altrettanto carismatica ex-Premier Yulia Tymoshenko che, dopo avere ottenuto un basso 17% alle Elezioni Parlamentari, ha comunque dimostrato di avere a cuore le sorti del Paese, facendosi carico della guida del Governo anche a costo di assumere decisioni impopolari.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
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UCRAINA: PUTIN PROVOCA L’EUROPA ANCHE NELL’ARTICO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 16, 2014

Sei velivoli militari di categoria Su-27 posizionati in Bielorussia assieme ad un aereo radar. Violazione dello spazio aereo di UE, USA, Canada e Norvegia da parte di Tu-95MS russi

Una vera e propria dimostrazione di forza contro la NATO e l’Europa per cercare di legittimare con la violenza le mire imperialistiche di Mosca sull’Europa Orientale e non solo. Nella giornata di sabato, 15 Marzo, l’esercito della Russia ha posizionato sei aerei militari di categoria Su-27, e tre cargo per il trasporto di soldati, in Bielorussia, presso la base di Baranoviche.

La manovra, che ha contemplato anche il dislocamento di un velivolo E-3 dotato di una sofisticata apparecchiatura radar in grado di intercettare aerei a lunga distanza, è stata presa con il preciso scopo di incrementare il potenziale offensivo militare russo ai confini dell’Unione Europea.

Come riposta all’invasione dell’esercito russo in Crimea e in una parte consistente dell’Ucraina, ed in vista delle operazioni russe in Bielorussia, che hanno seguito esercitazioni militari di Mosca nell’enclave di Kaliningrad -situata tra la Polonia e la Lituania- la NATO, nella giornata di giovedì, 13 Marzo, ha rafforzato le strutture difensive per proteggere l’Europa con il trasferimento di velivoli militari presso il territorio polacco e quello lituano.

Oltre che sull’UE, che il Presidente russo, Vladimir Putin, ha sempre considerato il primo avversario geopolitico da annichilire per forgiare la Russia dello status di superpotenza mondiale, l’esercito della Federazione Russa si è concentrato sull’Oceano Artico: regione che Mosca ambisce a controllare per ragioni di natura energetica.

Sempre sabato, 15 Marzo, bombardieri dell’esercito russo di categoria Tu-95MS hanno compiuto un inusuale pattugliamento al confine dello spazio aereo di Canada, Norvegia, Stati Uniti d’America e Danimarca -ergo dell’UE.

In 20 Mila in Russia contro l’invasione russa in Crimea

La dimostrazione di forza di Putin nei confronti dell’Occidente è una reazione alle manifestazioni, partecipate da più di 20 Mila persone, in sostegno della democrazia e della libertà in Russia ed Ucraina, organizzate a Mosca dai principali movimenti del dissenso in Russia all’autocrazia putiniana.

La manifestazione, organizzata sempre sabato, 15 Marzo, dai Partiti di ispirazione democratica Solidarnost, Parnas, Partito del Progresso, Partito del 5 Maggio e Yabloko, si è incentrata sulla protesta contro l’invasione militare dell’Ucraina da parte dell’esercito russo.

I manifestanti, puntualmente repressi dalla polizia di regime, hanno sottolineato come l’indipendenza dell’Ucraina sia condizione necessaria perché anche la Russia divenga finalmente una democrazia liberale, in cui Diritti Umani, libertà di parola e di stampa siano finalmente rispettati.

La manifestazione è terminata con l’approvazione di una risoluzione che condanna l’aggressione militare di Putin in Ucraina e riconosce il popolo ucraino come “fratello” nella lotta per la democrazia e i diritti civili nello spazio ex-sovietico.

Matteo Cazzulani

JANUKOVYCH VUOLE FARE L’EUROPEO: IL “PAPERONE ARANCIONE” DIVENTA SUO MINISTRO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 24, 2012

Il Presidente ucraino nomina a Capo del Dicastero dello Sviluppo Economico e del Commercio il noto imprenditore Petro Poroshenko con l’intenzione risollevare la propria immagine agli occhi degli europei dopo la svolta autoritaria da lui impressa sulle Rive del Dnipro. Il piano di riforme liberali del principale sponsor della Rivoluzione Arancione difficili da attuare in un sistema di potere fortemente accentrato nelle mani del Capo dello Stato

Il Ministro dello sviluppo economico e del commercio ucraino, Petro Poroshenko

Il re della cioccolata passa alla corte di Janukovych. Nella giornata di venerdì, 23 Marzo, il Presidente ucraino ha emanato il decreto di nomina alla guida del Ministero dello Sviluppo Economico e del Commercio di Petro Poroshenko: uno degli imprenditori maggiormente influenti nel Paese, noto non solo per possedere la rinomata casa dolciaria Roshen, ma, sopratutto, per essere stato il principale finanziatore della Rivoluzione Arancione.

A riportare le motivazioni del perché lo sponsor del processo democratico del 2004 abbia accettato di entrare nella squadra di Governo dell’avversario degli arancioni è la pagina Facebook dello stesso Poroshenko, a cui il re della cioccolata – com’è conosciuto in Ucraina – ha affidato il proprio comunicato ufficiale.

“Le ultime settimane sono state difficili per me – ha dichiarato Poroshenko sul noto social network – sono onorato dell’interesse che molte persone, e molti giornalisti, hanno prestato sulla mia persona. Ho messo su un piatto della bilancia le mie ambizioni personali, e, sull’altro, la difficile situazione dell’economia ucraina. La decisione l’ho presa…”.

Come successivamente rivelato da diverse fonti, Janukovych avrebbe proposto la nomina a Poroshenko da ben un mese, durante il quale il businessman ha avuto il compito di redigere un piano di azioni con cui intende amministrare il Dicastero assegnatogli.

Tra esse, secondo quanto ha dichiarato il neo-Ministro, l’adattamento dell’economia ucraina agli standard europei, uno sviluppo improntato sul rispetto della democrazia e della libera concorrenza, la chiarezza nelle azioni di compravendita da parte di soggoli imprenditori e dell’apparato statale, la divulgazione delle statistiche in merito allo sviluppo del Paese, il sostegno alla crescita nazionale, la difesa dell’imprenditoria dalla pressione dello Stato, la semplificazione nelle procedure di iscrizione di nuove imprese, e la limpidezza dell’azione di governo del suo Ministero.

“Il Ministero dello Sviluppo Economico e del Commercio ha enormi responsabilità – ha dichiarato il Premier, Mykola Azarov, al momento della presentazione ufficiale di Poroshenko – è da esso che sono approvati i provvedimenti che consentono la messa in atto delle manovre del governo. Inoltre, il Dicastero è responsabile della stabilità dell’economia, della sua crescita, e della diminuzione delle bollette per le importazioni energetiche”.

Nell’aria da più di due mesi, la nomina di Poroshenko rappresenta una mossa strategica del Presidente Janukovych per cercare di risollevare la propria reputazione in Occidente: quasi del tutto compromessa in seguito all’ondata di arresti politici che ha colpito la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, e un’altra decina di esponenti di spicco del campo arancione come l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko.

Difatti, è di pochi giorni la notizia dell’avvio della fase conclusiva della stesura del testo dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina, un documento – la cui firma solenne è stata congelata proprio per il deficit democratico provocato da Janukovych – che prevede il varo di una Zona di Libero Scambio tra Kyiv e Bruxelles: una delle competenze che spettano proprio al Ministero assegnato a Poroshenko.

Tuttavia, è improbabile che il re della cioccolata possa addolcire l’amarezza dell’Unione Europea, che ha dichiarato, a più riprese, come la detenzione di oppositori politici, e la loro esclusione dalla partecipazione alla vita politica, renda impossibile la firma dell’Accordo di Associazione.

Nel contempo, è difficile che Poroshenko arrivi a gestire autonomamente un Ministero in un sistema di Governo che Janukovych ha fortemente accentrato nelle sue mani: dopo avere nominato amministratori di Dicastero a lui fedeli – quasi tutti appartenenti alla sua forza politica, il Partija Rehioniv – e ridotto il Parlamento a un organo quasi consultivo.

A rischio la libertà di stampa

In aggiunta, a essere posta è anche una questione di carattere democratico, dal momento in cui all’impero di Poroshenko appartiene il 5 Kanal: una delle poche televisioni rimaste seriamente indipendenti, apprezzata per la corretta e continua informazione, che con il passaggio del suo maggiore investitore alla corte del Presidente si teme possa subire condizionamenti nella propria linea editoriale.

“Conosco Poroshenko, e questo lo escludo – ha dichiarato il Produttore Generale del 5 Kanal, Jurij Stec’ – la nostra redazione è composta da 50 giornalisti: nessuno di loro sarà convocato per imporre un linea editoriale lontana dall’indipendenza intellettuale che abbiamo sempre contrastato”.

Petro Poroshenko è nato nel 1965 nei pressi di Odessa. Oltre alla Roshen e a 5 Kanal ha posseduto la radio Niko-Fm e la fabbrica automobilistica Luaz. In politica, si è candidato nel 2000 nel Partito Socialdemocratico Unito per poi fondare, nel 2004, il movimento Solidarnist’ in sostengo alla corsa presidenziale del candidato arancione, Viktor Jushchenko, il quale, una volta insediatosi alla guida del Paese, lo ha nominato a capo del Consiglio Nazionale di Sicurezza e di Difesa.

Dopo aver provocato le dimissioni del Primo Governo arancione di Julija Tymoshenko nel 2005, Poroshenko si è riavvicinato all’Anima della Rivoluzione Arancione al momento del suo ritorno alla guida del Governo nel 2007: quando è stato nominato dapprima alla guida della Banca Nazionale Ucraina, poi, nel 2009, del Ministero degli Esteri.

Con la vittoria alle Elezioni Presidenziali del 2010 di Janukovych contro la Tymoshenko, e le dimissioni del Governo della Leader del campo arancione, Poroshenko è stato nominato a capo della Commissione Bilancio, e ha mantenuto la guida del Consiglio dei Revisori dei Conti della Banca Nazionale Ucraina.

Matteo Cazzulani

ARRESTI E REPRESSIONI: LA NUOVA-VECCHIA RUSSIA DI PUTIN MOSTRA GIA’ IL SUO VERO VOLTO

Posted in Russia by matteocazzulani on March 6, 2012

Dopo solo un giorno dalla chiusura dei seggi la polizia russa arresta più di 500 manifestanti e giornalisti tra Mosca e Pietroburgo, scesi in piazza per protestare contro le irregolarità compiute durante le elezioni presidenziali di Domenica, 4 Marzo. Germania e Francia sembrano non accorgersi dell’accaduto e si congratulano con lo zar del gas per la terza rielezione

Una foto dei dissidenti arrestati di Aleksej Naval'nyj

Se il buongiorno si vede dal mattino, in Russia è prevista una folta tenebra, e in Europa un venticello tanto debole quanto la posizione che i suoi principali Leader hanno assunto nei confronti dei brogli elettorali e delle repressioni attuate a Mosca. Nella giornata di lunedì, 5 Marzo, la polizia russa ha arrestato più di 500 tra manifestanti: scesi in piazza per richiedere la ripetizione delle elezioni presidenziali del giorno precedente.

Secondo i dimostranti, le consultazioni elettorali si sono svolte in un clima di irregolarità diffusa e di falsificazioni attuate per consentire al Premier, Vladimir Putin, la rielezione sullo scranno presidenziale per la terza volta non consecutiva. Riunitisi in più di 20 Mila nella centrale piazza Pushkin’skaja, a Mosca, i dissidenti sono stati presto oggetto delle cariche delle forze dell’ordine, che hanno provveduto ad arrestare 150 manifestanti.

Tra essi, molti giornalisti, i Leader del movimento di opposizione progressista Altra Russia, Eduard Limonov, quello della democratica Solidarnist’, Ilja Jashin, e il blogger Aleksej Naval’nyj: noto per avere raccolto, e diffuso, le diverse testimonianze di brogli durante le procedure di voto.

Medesimo scenario si è registrato sul Kol’co – la circonvallazione di Mosca – dove l’opposizione ha organizzato una catena umana colorata di bianco – la tinta scelta per esprimere il dissenso a Putin – tuttavia, rotta dall’imponente presenza degli Omon. Infine, ancora più lontano dal Cremlino, a San Pietroburgo, in 1500 si sono riuniti presso la Piazza di Sant’Isacco in un’azione conclusa con l’arresto di 300 dissidenti.

Le opposizioni, guidate dal Segretario del Partito della Libertà Popolare PARNAS, Borys Nemcov, dal Leader del Partito Repubblicano Russo, Vladimir Ryzhkov, da quello del Fronte Civico Unito, Garri Kasparov, dal Capo del Fronte Radicale della Sinistra, Sergej Udal’cov, non riconoscono i dati delle elezioni presidenziali.

Secondo la Commissione Elettorale Centrale, Putin sarebbe ritornato al Cremlino con il 63,5% dei consensi, seguito dal comunista Gennadij Zjuganov con il 17,18%, dall’indipendente Mikhail Prorokhov – che è sceso in piazza con l’opposizione – con il 7,98%, dal nazionalista Vladimir Zhirinovskij con il 6,21% e dal socialdemocratico Sergej Mironov con il 3,86%.

In Russia il manganello, in Europa il fioretto

“Non abbandoneremo la piazza fino a quando Putin non se ne andrà dal Cremlino, e sarà riconvocata una nuova elezione del Capo dello Stato” ha dichiarato Udal’cov: più tardi anch’egli arrestato dalla polizia. “Chiediamo che la gente possa votare secondo le proprie idee, e non sull’onda del terrore” ha illustrato Mikahil Prorokhov, mentre il deputato del partito socialdemocratico Russia Giusta, Il’ja Ponomarev, ha invitato, invano, la polizia a lasciare libertà di manifestazione ai dimostranti.

Chi invece ha accettato i dati, nonostante le palesi violazioni della libertà di voto e di espressione, sono stati i Capi di Stato e di Governo di Germania e Francia. Pur riconoscendo la differente pratica con cui le elezioni sono state condotte, il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, dopo avere evidenziato l’importanza delle relazioni tra Berlino e Mosca, ha illustrato come al neo-rieletto Presidente spetti il compito di modernizzare la Russia.

Stesso senso ha avuto il messaggio di congratulazioni per la vittoria inviato dal Presidente francese, Nicolas Sarkozy, che ha riconosciuto a Putin l’impegno per la democratizzazione e il progresso economico di uno Stato la cui partnership è fondamentale per Parigi e per l’Unione Europea.

Matteo Cazzulani