LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Ucraina: economia e sondaggi al centro della crisi di Governo

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 25, 2016

Il Blocco del Presidente Petro Poroshenko e il Partito Samopomich del Sindaco di Leopoli, Andriy Sadoviy, dati in testa da due sondaggi differenti. Cresce il consenso per l’ex-Premier Yulia Tymoshenko e il Governatore della Regione di Odessa, Mikheil Saakashvili. 



Varsavia – Che in Ucraina tiri aria da campagna elettorale è sempre più chiaro, sopratutto dopo che, nella giornata di martedì, 13 Febbraio, è andata in scena una querelle legata alla diffusione di due sondaggi, tra essi contrastanti, in merito alle preferenze elettorali degli elettori ucraini.

Le due rilevazioni, effettuate rispettivamente dal Centro Internazionale di Sociologia di Kyiv -KMIS- e dal Centro Gorshenin, riportano infatti due differenti Partiti in testa al ranking di gradimento degli ucraini: il Blocco del Presidente Poroshenko secondo il KMIS, il Partito Samopomich, guidato dal Sindaco di Leopoli, Andriy Sadoviy, secondo il Centro Gorshenin.

Nello specifico, la rilevazione del KMIS da il Blocco Poroshenko al 16%, seguito dal Partito Batkivshchyna dell’ex-Premier Yulia Tymoshenko al 15%, dal Blocco dell’Opposizione -forza politica composta dagli sponsor del regime dell’ex-Presidente Viktor Yanukovych- con il 14%, e, infine, da Samopomich all’11%. 

Al contrario, il Centro Gorshenin quota Samopomich con il 13%, seguita dal Movimento Anti Corruzione del Governatore della Regione di Odessa Mikheil Saakashvili, appaiato al 12% con Batkivshchyna. A seguire, il Blocco dell’Opposizione è dato all’11%, il Partito Radicale al 10%, e, infine, il Blocco Poroshenko al 9%.

Seppur discordanti nel complesso, le due rilevazioni dimostrano alcuni dati condivisi, come la scomparsa del Parlamento del Fronte Popolare del Premier, Arseniy Yatsenyuk, la perdita di consenso del Blocco del Presidente Poroshenko e, infine, l’aumento delle persone intenzionate a votare per Batkivshchyna. 

Questi dati sono una diretta conseguenza della crisi di Governo in atto nel Paese dopo che Batkivshchyna e Samopomich hanno abbandonato la coalizione di maggioranza filo europea. Così, ad oggi la maggioranza è composta solamente da Blocco Poroshenko e Fronte Popolare: le principali forze politiche in Parlamento i cui seggi, tuttavia, non bastano a garantire la maggioranza all’Esecutivo Yatsenyuk.

In particolare, a provocare la fuoriuscita delle forze politiche di Tymoshenko e Sadoviy è stata la mancata votazione di una mozione di sfiducia al Governo,  inaspettatamente salvato dai voti della corrente filo-presidenziale del Blocco Poroshenko, del Fronte Popolare e dei deputati del Blocco dell’Opposizione vicini agli oligarchi Rinat Akhmetov e Serhiy Liovochkyn: i principali sponsor del regime di Yanukovych.

La convergenza dell’intesa Blocco Poroshenko-Fronte Popolare con il Blocco dell’Opposizione ha portato la Tymoshenko ad accusare Presidente e Premier di governare il Paese in piena continuità con gli schemi di corruzione di Yanukovych. Per questa ragione, la Tymoshenko ha richiesto a gran voce Elezioni Parlamentari Anticipate.

Da parte sua, Samopomich ha escluso la necessità di tornare al voto, proponendo la creazione di un Governo tecnico, composto da professionisti lontani da appartenenze partitiche e legami con gli oligarchi, incaricato di approvare le riforme necessarie affinché l’Ucraina possa rispettare gli standard dell’Unione Europea.

L’ipotesi del rimpasto di Governo è sostenuta anche dalla corrente anticorruzione del Blocco Poroshenko che, per voce del giornalista Mustafà Nayem, ha chiesto la nomina di un nuovo Premier come, ad esempio, Saakashvili. Il Governatore della Regione di Odessa, ex-Presidente della Georgia, a sua volta ha descritto il salvataggio del Governo Yatsenyuk come un colpo di stato da parte degli oligarchi.

Accanto ai sondaggi, chiari appaiono anche i primi riposizionamenti delle forze politiche. Se, da un lato, Blocco Poroshenko e Fronte Popolare puntano al mantenimento in vita della coalizione di Governo cercando di ottenere il ritorno nella maggioranza dei radicali di Lyashko, dall’altro si sta organizzando una opposizione pro-Europea al Governo Yatsenyuk.

Infatti, Yulia Tymoshenko ha stretto un patto di alleanza con il Movimento Anti Corruzione di Valentyn Nalyvaychenko, mentre Samopomich sarebbe in trattativa per unire le forze con il Movimento Anti Corruzione di Saakashvili, sprovvisto, ad oggi di una base politica.

Dal canto suo, il Movimento di Saakashvili si appresta, con tutta probabilità, ad accogliere gli esponenti della corrente anticorruzione interna al Blocco Poroshenko, nonché personalità di spicco come l’ex-Ministro dello Sviluppo Economico, Aivaras Abromavičius: economista lituano, chiamato da Poroshenko per riformare il Paese in chiave europea, dimessosi dopo avere denunciato il Governo Yanukovych di corruzione e nepotismo.

Regime oligarchico, Corporazione Ucraina e Ghigliottina

Oltre che ricette differenti per approvare le riforme necessarie ad evolvere l’Ucraina in senso europeo, le forze politiche ucraine propongono diverse impostazioni in campo economico.

In primis, l’intesa tra Blocco Poroshenko e Fronte Popolare propone un’evoluzione dell’economia ucraina in senso europeo senza particolari strappi che possano mettere in discussione gli interessi delle grandi oligarchie del Paese che, come dimostrato dalla votazione della mozione di sfiducia al Governo Yatsenyuk, sono pronte a sostenere l’Esecutivo per proteggere i propri affari.

Da parte sua, Yulia Tymoshenko propone una liberalizzazione dell’economia del Paese secondo la “Corporazione Ucraina”: una dottrina, che la stessa Tymoshenko ha adottato per deoligarchizzare l’economia ucraina durante la guida del Governo nel 2005 e tra il 2007 e il 2010, che prevede l’incameramento dei beni degli oligarchi da parte dello Stato, e la loro rimessa in vendita secondo il tariffario di mercato.

Il Movimento Saakashvili, probabilmente assieme a Samopomich, propone invece la ricetta presentata da Abromavičius altrimenti nota come “Ghigliottina”, ossia la privatizzazione delle imprese statali, sopratutto di quelle nelle quali gli oligarchi hanno forti interessi, accanto alla creazione di un clima di trasparenza garantito da un’apposita Agenzia deputata al mantenimento dei principi del libero mercato.

Se la ricetta del Blocco Poroshenko e di Yatsenyuk appare quella più rassicurante, sopratutto in una società fortemente conservatrice come quella ucraina, la proposta di Yulia Tymoshenko promette la modernizzazione dell’economia del Paese per mezzo di una terapia shock che, come dimostrato dall’operato di Leszek Balcerowicz in Polonia, può avere un discreto successo nel mondo ex-sovietico.

La proposta di Saakashvili-Abromavičius, politici non ucraini formatisi negli Stati Uniti d’America e in Unione Europea, rappresenta invece l’iniziativa più moderna ed innovativa che, se realizzata, seppur non senza difficoltà e tempo, può davvero evolvere l’Ucraina in una avanzata economia occidentale.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

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Ucraina: Poroshenko lo silura, ma Yatsenyuk si salva con i voti di Yanukovych

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 17, 2016

Il Premier ucraino vince contro una mozione di sfiducia originata dalla richiesta del Presidente di dimissioni per via degli scarsi risultati ottenuti in materia di riforma del Paese in chiave europea. L’astensione degli esponenti degli oligarchi avversari del campo filo europeo fondamentale per mantenere in sella il Governo 



Varsavia – “Quando la terapia non basta ci vuole la chirurgia”. Questa è la motivazione con la quale il Presidente ucraino, Petro Poroshenko, ha invitato il Premier, Arseniy Yatsenyuk, a dimettersi assieme all’intero Consiglio dei Ministri nella giornata di martedì, 16 Febbraio: un invito subito accolto dal Blocco Poroshenko, la forza politica del Capo dello Stato, il quale ha registrato una mozione di sfiducia che, tuttavia, non ha ottenuto il quorum necessario per dimissionare il Governo.

Nello specifico, il Presidente Poroshenko ha espresso costernazione per lo stallo nel quale si trova la squadra di Yatsenyuk, ai minimi storici di gradimento che nessun altro Governo ha mai toccato nella storia dell’Ucraina finora, ed ha invitato i Partiti che formano la coalizione filo europea a sostenere un nuovo Esecutivo dopo che quello attuale, travolto da casi di corruzione e privo del sostegno della maggioranza dei Gruppi in parlamento, è oggi incapace di attuare le riforme necessarie per adattare il Paese agli standard europei.

Nonostante le ragioni, forti, con le quali il Presidente ha proposto le dimissioni del Governo, la mozione di sfiducia a Yatsenyuk è stata votata, nella tarda serata, solamente da 194 deputati: 36 in meno rispetto al quorum necessario per dimissionare l’Esecutivo. 

Se, da un lato, alcuni partiti della coalizione filo europea, Samopomich e Batkivshchyna, hanno sostenuto la mozione di sfiducia, i parlamentari del Fronte Popolare -la forza politica di Yatsenyuk- e molti esponenti del Blocco Poroshenko hanno abbandonato i lavori d’aula assieme ai deputati del Blocco dell’Opposizione: il gruppo sponsorizzato dagli oligarchi che, a suo tempo, finanziavano il regime dell’ex-Presidente, Viktor Yanukovych.

Pronta, all’esito della votazione, è stata la reazione di Yatsenyuk, che ha dichiarato la volontà di continuare a lavorare per realizzare gli obiettivi della sua squadra di Governo che, di recente, ha visto il reintegro di tre Ministri che precedentemente, dopo avere denunciato l’impossibilità di attuare le riforme, avevano rassegnato le proprie dimissioni.

Di sicuro, fuori dalla squadra di Governo resta il Ministro dello Sviluppo Economico, Aivaras Abromavičiuš: uno dei tre Ministri stranieri, fortemente voluti da Poroshenko per approntare le riforme in senso europeo necessarie per integrare l’Ucraina nella comunità euro atlantica, che ha rassegnato le proprie dimissioni denunciando pressioni sul suo operato da parte sia dell’Amministrazione Presidenziale, che dell’establishment del Premier.

Differente è stata la reazione dei promotori della mozione di sfiducia: se il Capogruppo del Blocco Poroshenko, Yuri Lutsenko, ha dichiarato che, in ogni caso, la composizione del Governo Yatseniuk deve essere rivista profondamente per non deludere l’elettorato, Batkivshchyna ha ritirato il suo unico Ministro dal Governo, mentre Samopomich -che già in precedenza ha ritirato il suo unico esponente nell’Esecutivo- ha deciso di boicottare i vertici di coalizione.

Andata a vuoto la mozione, Yatsenyuk e il suo Governo possono restare in carica senza temere alcun voto di sfiducia da parte del Parlamento almeno fino all’inizio della nuova sessione della Rada, quando, secondo il regolamento, sarà possibile registrare, e votare, un nuovo ordine del giorno per dimissionare il Governo. 

In ogni caso, resta difficile per il Premier sia porre rimedio alla mancata approvazione delle riforme che la Comunità Internazionale ha fortemente richiesto all’Ucraina per adattarsi agli standard occidentali in materia di trasparenza e lotta alla corruzione, sia risollevare un tasso di gradimento in caduta libera.

D’altro canto, poco chiara resta la posizione di Poroshenko che, dopo avere richiesto a gran voce le dimissioni di Yatsenyuk e del suo Esecutivo, deve ora dimostrare di andare fino in fondo per ottenere un rimpasto che il Capo dello Stato stesso ha definito non più rinviabile onde evitare una frattura con l’elettorato.

Nello specifico, il Presidente ha definito “non più rinviabile il tempo delle riforme”, un fatto che non permette nemmeno più la possibilità di apportare cambiamenti parziali alla guida di alcuni Ministeri, bensì richiede la necessità di un rimpasto totale a partire dal Premier. 

Una nuova coalizione tra Presidente, Premier e oligarchi

Nei fatti, le mancate dimissioni del Governo hanno reso chiara l’esistenza in Parlamento di una nuova, grande coalizione a sostegno dell’Esecutivo composta, da un lato, da Poroshenko e Yatsenyuk e, dall’altro, dagli oligarchi Rinat Akhmetov e Serhiy Liovochkyn: due dei principali sponsor del regime Yanukovych.

Infatti, per salvare Yatsenyuk e il suo Governo il Fronte Popolare e buona parte del Blocco Poroshenko -composta da esponenti in tempo vicini all’entourage dell’ex-Presidente Viktor Yushchenko, in stretti affari con Yanukovych- hanno necessitato della astensione dei deputati del Blocco dell’Opposizione vicini ad Akhmetov e Liovochkyn che, puntualmente, hanno abbandonato l’aula prima della messa ai voti della mozione.

Tale fatto è stato interpretato dai promotori delle dimissioni del Governo come una chiara prova sia del connubio tra il Premier Yatsenyuk e il clan Akhmetov, che dell’esistenza di un tacito accordo tra l’Amministrazione Poroshenko e i vecchi esponenti del regime Yanukovych che risale ai tempi della seconda parte della Presidenza Yushchenko.

Del resto, se la contrarietà alla mozione contro il Governo è stata chiara da parte del Fronte Popolare di Yatsenyuk, oscuro resta il comportamento di Poroshenko, che sembrerebbe stato incapace di convincere l’intero suo Blocco a votare in favore di una direttiva, le dimissioni dell’Esecutivo, da lui stesso emanata.

Di sicuro, ad incrementare consenso dalla nascita della nuova grande coalizione Poroshenko-Yatsenyuk-Akhmetov-Liovochkyn sono i partiti che si sono opposti al salvataggio del Governo, Batkivshchyna e Samopomich, i quali già hanno avviato trattative per unire le forze in caso di elezioni anticipate.

Nello specifico, la leader di Batkivshchyna, l’ex-Premier Yulia Tymoshenko -la principale oppositrice del regime Yanukovych- ha stretto una partnership elettorale con il Movimento Anti Corruzione di Valentyn Nalyvaychenko, mente Samopomich, nel suo Congresso, ha confermato il Sindaco di Leopoli, Andriy Sadoviy, alla guida del Partito con il chiaro obiettivo di mandare a casa il Governo.

Inoltre, a prendere sempre più consenso è il Movimento Anti Corruzione del Governatore di Odessa, Mikheil Saakashvili, ex-Presidente della Georgia che, a più riprese, ha accusato Yatsenyuk ed esponenti del Governo di collusione con gli oligarchi e corruzione: due piaghe che, a suo dire, impossibilitano l’evoluzione dell’Ucraina in chiave europea.

A nutrire le fila del Movimento di Saakashvili, che i sondaggi danno in forte ascesa tra l’elettorato, sarebbero pronti l’ex-Ministro Abromavičiuš e la pattuglia dei dissidenti al Governo Yatsenyuk interni al Blocco Poroshenko capitanata dagli ex-giornalisti ed attivisti politici Mustafà Nayyem e Serhiy Leshchenko.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

Ucraina: le dimissioni di Abromavičius provocano un terremoto politico

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 4, 2016

Il Ministro dello Sviluppo Economico, uno degli “stranieri” voluti dal Presidente Petro Poroshenko per modernizzare il Paese, si dimette per le troppe pressioni legate a corruzione e raccomandazioni. Rissa nel Blocco del Presidente Poroshenko, mentre si rafforza il Movimento Anti Corruzione del Governatore di Odessa, Mikheil Saakashvili.



Varsavia – Corruzione, raccomandazione e malaffare. Queste sono le ragioni che hanno spinto alle dimissioni il Ministro dello Sviluppo Economico ucraino, Aivaras Abromavičius, come da lui stesso comunicato, a sorpresa, nella giornata di mercoledì, 3 Febbraio. 

La decisione di Abromavičius, alla quale è seguita la rinuncia anche da parte dei suoi più stretti collaboratori, è stata dettata dall’impossibilità di realizzare un pacchetto di riforme fatto di liberalizzazioni e deregulation che avrebbero dovuto adattare l’Ucraina agli standard dell’Unione Europea.

Nello specifico, Abromavičius ha ritenuto inaccettabili le pressioni per assumere determinate persone in posti chiave del Ministero subite dal Vice capogruppo in Parlamento del Blocco Poroshenko, Ihor Kononenko, personalità molto influente in Ucraina ed ex-socio in affari del Presidente, Petro Poroshenko.

Pronta, alle dimissioni di Abromavičius, è stata la reazione dello stesso Presidente Poroshenko, che ha invitato il Ministro a rimanere alla guida di un Dicastero, a Capo del quale è stato proprio Poroshenko a volere fortemente Abramovičius.

Il Ministro Abromavičius, economista lituano che ha rinunciato alla propria nazionalità pur di servire nel Governo ucraino, è una delle cinque personalità non ucraine che Poroshenko ha nominato alla guida di posti chiave dell’Amministrazione Pubblica proprio per sconfiggere la corruzione e portare una ventata di modernità in Ucraina.

Tra gli “stranieri” ingaggiati da Poroshenko vi sono anche l’ex-Presidente della Georgia, Mikheil Saakashvili, nominato Governatore della Regione di Odessa, la sua Vice, l’avvocato russo Maria Gaidar, la statunitense Natalia Yaresko, nominata Ministro delle Finanze, e il georgiano Alexander Kvitashvili, nominato Ministro della Salute anche se, ad oggi, dimissionario come Abromavičius.

Testimonianza della buona reputazione della quale gode Abromavičius sono stati i commenti degli Ambasciatori di Stati Uniti d’America, Svezia, Gran Bretagna, Germania, Francia, Italia, Polonia, Lituania, Canada, Giappone e Svizzera che, appreso delle dimissioni del Ministro di origine lituana, hanno rilasciato una nota congiunta per esprimere forte rammarico e preoccupazione per lo stato della lotta alla corruzione in Ucraina.

Oltre al sostegno di Poroshenko e degli Ambasciatori dei Paesi dell’Occidente, Abromavičius ha riscosso il supporto di Saakashvili, che ha sottolineato come il Ministro di origine lituana sia stato vittima di politici di vecchio stampo contrari ad ogni cambiamento pur di non perdere potere politico e interessi affaristici.

Come dichiarato da fonti autorevoli, alla vigilia delle dimissioni Abromavičius si è incontrato proprio con Saakashvili in un ristorante di Kyiv, lasciando presagire la sua entrata nel Movimento Anti Corruzione che il Governatore di Odessa ha lanciato per protestare contro il malaffare che, a suo dire, è ben rappresentato dal Governo del Premier Arseniy Yatsenyuk.

Proprio la dimensione politica è il lato più importante della questione, in quanto le dimissioni di Abromavičius hanno creato un vero e proprio terremoto destinato a scompigliare gli assetti politici interni.

In primis, le dimissioni di Abromavičius hanno spaccato il Blocco Poroshenko che, in una riunione interna, nella giornata di giovedì, 5 Febbraio, si è diviso tra sostenitori di Kononenko -che si è auto sospeso dalla carica di Vice capogruppo- come il Capogruppo, Yuri Lutsenko, e supporters del politico di origine lituana, come l’ex-giornalista Mustafà Nayyem.

Inoltre, il caso Abromavičius ha gettato ulteriore discredito sul Fronte Popolare, la forza politica del Premier Yatsenyuk, già finita nell’occhio del ciclone sia per alcuni affari di corruzione che hanno coinvolto alcuni suoi membri, che per le accuse di malaffare mosse da Saakashvili al Ministro degli Interni, Arsen Avakov.

Il Movimento di Saakashvili prende consenso

Le dimissioni di Abromavičius rendono ancora più rovente un clima politico che lo Speaker del Parlamento, Volodymyr Hroysman, non ha esitato a definire di piena crisi, tanto da convocare un vertice di maggioranza urgente per provvedere, fin da subito, a un rimpasto di Governo.

Secondo alcuni rumors, Abromavičius, ritenuto dalla Comunità Internazionale garanzia di riforma dell’Ucraina, potrebbe essere promosso al rango di Vicepremier con delega alle Riforme, anche se lo stesso politico lituano ha fatto capire di non intendere continuare a lavorare nel Governo attuale.

Aperta, dunque, resta l’ipotesi di Elezioni Parlamentari Anticipate che, tuttavia, potrebbero indebolire i principali Partiti della coalizione uscente in favore dei membri minori della maggioranza, dell’opposizione e di nuovi soggetti politici.

Come rilevato da un recente sondaggio dell’agenzia Rating, il Blocco Poroshenko sarebbe il primo partito con il 14%, seguito di poco, al 13%, dal Blocco dell’Opposizione, forza politica composta oligarchi sostenitori dell’ex-Presidente, l’autocratico Viktor Yanukovych.

Terzo, con l’11% dei consensi, si classificherebbe il Movimento di Saakashvili, destinato ad incrementare i consensi nel caso le sue fila dovessero essere rafforzate dall’arrivo di Abromavičius e dei suoi sostenitori del Blocco Poroshenko.

Sempre all’11% si trova anche il Partito Samopomich, forza della coalizione di Governo guidata dal Sindaco di Leopoli, Andriy Sadoviy che, come confermano molte indiscrezioni fondate, starebbe vagliando l’ipotesi di un’alleanza con il Partito Batkivshchyna dell’ex-Premier Yulia Tymoshenko, anch’esso all’11% secondo i sondaggi.

In caduta libera, con l’1% dei consensi, sarebbe il Fronte Popolare, che, trascinato dal rating negativo del Premier Yatsenyuk, non avrebbe diritto ad entrare in Parlamento.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

Ucraina: i Partiti democratici verso candidature uniche al maggioritario

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 13, 2014

Il Blocco Poroshenko del Presidente ucraino, il Partito Batkivshchyna della Leader del campo democratico Yulia Tymoshenko, e il Fronte Popolare dell’attuale Premier Arseniy Yatsenyuk concordano candidati comuni per i collegi in cui sono forti esponenti indipendenti legati all’ex-Presidente Viktor Yanukovych. La Legge Elettorale assegna il 50% dei seggi su base maggioritaria, mentre l’altra metà è distribuita secondo un sistema proporzionale con liste bloccate

L’ex-Presidente Viktor Yanukovych è stato destituito dalla pacifica Rivoluzione della Dignità dello scorso Febbraio, ma i suoi esponenti politici potrebbero formare una nuova maggioranza in Parlamento ottenendo seggi nei collegi maggioritari alle prossime Elezioni Parlamentari ucraine.

Questo è il timore che ha spinto le forze politiche dello schieramento democratico ucraino a concordare candidature uniche in alcuni collegi delle Oblast di Odessa, Zaporizhzhya, Kherson e Zhytomir: regioni in cui sono molto forti candidati indipendenti legati all’establishment di Yanukovych, l’ex-Presidente passato alla storia per avere interrotto in Ucraina il progresso democratico successivo alla Rivoluzione Arancione del 2004 con l’instaurazione di una verticale del potere autoritaria.

L’idea di unire le forze è già stata soppesata da tempo, quando il Blocco Poroshenko -coalizione di Partiti di orientamento centrista e moderato che sostengono l’agenda politica del Presidente, Petro Poroshenko- ha ritenuto necessario concordare candidature condivise con le altre forze del campo democratico.

L’invito del Blocco Poroshenko, lanciato durante la trasmissione ‘Svoboda Slova’ sul canale ISTV lo scorso 7 Ottobre dal coordinatore del Blocco del Presidente, Yuri Lutsenko -ex-Ministro degli Interni nonché una delle principali vittime della giustizia selettiva dell’era Yanukovych- è stato raccolto da Yulia Tymoshenko, la Leader del Partito social-popolare-democratico Batkivshchyna.

La Tymoshenko -che come Lutsenko è stata vittima di un arresto politico orchestrato da Yanukovych per eliminare la sua più forte rivale politica- durante il noto talk-show politico ‘Shuster Live’, lo scorso 10 Ottobre, incalzata da una domanda di Mustafà Nayyem -ex-giornalista dell’autorevole Ukrayinska Pravda sceso in politica nelle fila del Blocco Poroshenko- si è infatti detta pronta a unire le forze in quei collegi in cui ancora forti sono i candidati riconducibili all’ex-Presidente.

“Ad oggi, almeno 136 personalità del clan della corruzione di Yanukovych hanno la possibilità di entrare in Parlamento e formare una coalizione che non permetta lo sviluppo democratico -ha dichiarato la Tymoshenko- Sono d’accordo con la proposta di unire le forze del campo democratico, e propongo di compiere questa operazione politica, e non tecnica, al più presto possibile, prima che sia troppo tardi”.

La tempistica della Tymoshenko è stata presa seriamente dal Fronte Popolare: la forza politica di orientamento moderato del Premier Arseniy Yatsenyuk e dello Speaker del Parlamento Oleksandr Turchynov che ha infatti proposto una lista di collegi in cui i candidati del Fronte sono stati ritirati per sostenere quelli proposte dagli altri soggetti del campo democratico.

Prima ancora, come riportato dal canale TVI, il Premier Yatsenyuk ha dichiarato la sua intenzione di correre con una sua lista separata dal Blocco Poroshenko, ma, una volta terminate le Elezioni, ha evidenziato come il Fronte Popolare intenda varare una coalizione con il Partito del Presidente.

Il Blocco del Presidente davanti a Batkivshchyna nel proporzionale

La strategia preventivata da Yatsenyuk è possibile solamente se alla coalizione tra il Blocco Poroshenko e il suo Fronte Popolare partecipa anche Batkivshchyna di Yulia Tymoshenko.

Secondo un recente sondaggio della GFK Ukraine, il Blocco Poroshenko, che ha promesso di presentare la domanda di adesione all’Unione Europea entro i prossimi 5 anni e di ripristinare il controllo su Crimea e Donbas, ottiene il 30% dei consensi, seguito da Batkivshchyna con il 9% -che invece propone l’ingresso nella NATO e il rafforzamento della rete diplomatica del Paese- e dal Partito Radicale di Oleh Lyashko con l’8%.

Il Fronte Popolare, che spinge su maggiori dotazioni per l’esercito a garanzia della difesa nazionale, possiede il 7% dei consensi, ed è anticipato dalla Hromadyanska Pozytsya, la forza politica di orientamento moderato dell’ex-Ministro della Difesa Anatoliy Hrytsenko che, secondo la rilevazione, ottiene il 7,5% dei voti.

Fuori dai seggi assegnati secondo il sistema proporzionale -pari al 50% dei mandati in palio nelle Elezioni Parlamentari- resterebbero il Blocco di Opposizione, Sylna Ukrayina e il Partito Comunista d’Ucraina.

Queste tre forze, riconducibili all’ex-Presidente Yanukovych, possono tuttavia eleggere propri rappresentanti nei collegi maggioritari, arrivando, così, a sovvertire i rapporti di forza in Parlamento sanciti dal voto proporzionale.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Ucraina: i Partiti presentano liste e programmi per le Elezioni

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 15, 2014

Il Blocco Poroshenko attua una lista capeggiata dal Sindaco di Kyiv, Vitaly Klichko, composta da alte personalità politiche e giornalisti a sostegno del Presidente ucraino, mentre il Fronte Popolare del Premier Yatsenyuk, oltre ai politici, schiera ingenti reparti dell’esercito.

Nomi importanti per una competizione elettorale che si preannuncia molto combattuta fin dall’inizio. Nella giornata di Domenica, 14 Settembre, i Partiti ucraini hanno presentato liste e programmi in vista delle Elezioni Parlamentari Anticipate ucraine, indette per rinnovare un Parlamento costituito ancora da Deputati eletti prima del ripristino della democrazia con la deposizione dell’ex-Presidente Viktor Yanukovych.

Oltre che dai sondaggi, ad essere favorito, grazie ai nomi messi in campo, è il Blocco Poroshenko: coalizione di Partiti, a cui fanno parte il centrista Solidarnist e il moderato UDAR, che propone pieno sostegno al Presidente ucraino, Petro Poroshenko, per la realizzazione del programma elettorale con cui il Capo dello Stato ha vinto le scorse Elezioni Presidenziali.

Poroshenko, che ha promesso il rispetto dell’integrità territoriale ucraina e la formalizzazione della domanda di adesione a UE e NATO entro la fine del suo primo mandato, può contare su una squadra capeggiata dal Capo di UDAR, il Sindaco di Kyiv Vitaly Klichko, seguito dall’ex-dissidente dell’era Yanukovych Yuri Lutsenko, dall’ex-candidata alle Elezioni Presidenziali Olha Bohomolets, dal Vice-Premier Volodymyr Hroysman, dal Capo della Comunità Tatara di Crimea Mustafà Dzhemilyev, e dalla Delegata per la questione del Donbas Iryna Herashchenko.

Oltre ai politici, a correre nelle liste del Blocco Poroshenko sono anche artisti e giornalisti che hanno deciso di abbandonare la loro professione per darsi alla politica, come la scrittrice Maria Matios, e Mustafà Nayyem e Serhiy Leshchenko della Ukrayinska Pravda.

Forte è anche la lista presentata dal Fronte Popolare, la forza partitica del Premier Arseniy Yatsenyuk, che, oltre al Capo del Governo, che corre come capolista, presenta tra i suoi candidati anche l’ex-attivista della Rivoluzione del Maidan Tetyana Chornovol, lo Speaker del Parlamento Oleksandr Turchynov, l’ex-Segretario del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa Andriy Parubiy, e il Ministro degli Interni Arsen Avakov.

Oltre ai politici, anche il Fronte Popolare presenta personalità di altra provenienza, sopratutto da quello dell’esercito impegnato nella difesa dell’Ucraina dall’aggressione militare della Russia, come il Comandante del Battaglione Speciale Myrotvorets, Andrey Teteruk, e quello del Battaglione Dnipro-1, Yuri Bereza.

Nonostante i nomi di peso, a minare la stabilità del Fronte Popolare è un conflitto interno che, secondo quanto riportato dall’autorevole Ukrayinska Pravda, coinvolge da un lato il Premier Yatsenyuk, favorevole ad un’intesa con Poroshenko, e, dall’altro, lo Speaker Turchynov, intenzionato a correre da solo per marcare la differenza con il Blocco del Presidente.

La Tymoshenko cede il posto da capolista alla Savchenko

Oltre al conflitto interno, a rosicchiare consensi al Fronte Popolare, sopratutto per quanto riguarda i reparti militari, potrebbe essere Batkivshchyna, il Partito di orientamento social-popolare-democratico dell’ex-Premier, Yulia Tymoshenko, che ha rinunciato alla posizione di capolista in favore di Nadiya Savchenko: aviere dell’esercito ucraino abbattuta nel Donbas, catturata dai russi e ad oggi detenuta in Russia con l’accusa di avere ucciso due giornalisti durante le azioni di guerra.

Oltre alla Savchenko e alla Tymoshenko, che ricopre la seconda posizione nella lista, con Batkivshchyna corrono anche gli attivisti della Rivoluzione della Dignità Ihor Lutsenko, e Ihor Zhdanov, il Capogruppo in Parlamento Serhiy Sobolyev, e il Presidente della Commissione per l’Integrazione Europea Hryhoriy Nemyrya.

Batkivshchyna si presenta con un programma basato su tre punti: indizione dello Stato di Guerra, adesione dell’Ucraina alla NATO, applicazione immediata dell’Accordo di Associazione con l’Unione Europea.

Oltre alle forze del campo democratico, degna di nota è la scelta della forza politica dell’ex-Presidente Yanukovych, il Partito delle Regioni, di boicottare le Elezioni e di creare un Governo-ombra che elabori proposte da sottoporre a Poroshenko e alla forza che otterrà l’incarico di formare il nuovo Esecutivo.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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