LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Szydło premier, Kopacz in minoranza: in Polonia è terremoto politico

Posted in Polonia by matteocazzulani on November 14, 2015

Il Presidente polacco, Andrzej Duda, nomina la Vicepresidente del Partito conservatore PiS premier del primo Governo monocolore della storia del Paese. Il Ministro degli Esteri nominato Witold Waszczykowski promette un cambio radicale in politica estera esonerando in corsa Ambasciatori ritenuti inefficienti

Varsavia – Cambiare radicalmente gli equilibri della politica polacca in due giorni è possibile, così come dimostrato dai fatti di venerdì, 13 Novembre, giorno nel quale il Presidente della Polonia, Andrzej Duda, ha designato nuovo premier Beata Szydło, Vicepresidente del Partito conservatore Diritto e Giustizia -PiS, la forza politica che ha ottenuto la maggioranza dei seggi in parlamento nelle scorse Elezioni Parlamentari di Domenica, 25 Ottobre- già coordinatrice della campagna elettorale presidenziale che ha portato Duda alla presidenza lo scorso Maggio.

La Szydło, chiamata a reggere il primo Governo monocolore nella storia polacca dalla caduta del comunismo, ha già anticipato i nomi dei Ministri che faranno parte dell’Esecutivo, e, secondo fonti ben accreditate, è pronta ad esporre in parlamento il suo primo Exposé, necessario per l’ottenimento del voto di fiducia e, di conseguenza, per l’insediamento vero e proprio.

Tra i Ministri nominati, particolarmente attivo è il futuro Ministro degli Esteri, Witold Waszczykowski, che, senza aspettare il voto di fiducia, ha preannunciato cambi importanti nella politica estera della Polonia in una lunga intervista rilasciata al quotidiano Rzeczpospolita.

Nello specifico, Waszczykowski ha preannunciato che le priorità della politica estera polacca saranno incentrate sull’Europa Centro Orientale, in linea con il progetto del Presidente Duda di rendere la Polonia il Paese leader della regione dell’Unione Europea che va dal Mar Baltico al Mar Nero.

Nell’intervista, Waszczykowski ha anche sottolineato l’opposizione della Polonia al raddoppio del gasdotto Nordstream, infrastruttura progettata dalla Russia per incrementare la dipendenza dell’Unione Europea dal gas russo bypassando l’Europa Centro Orientale e rifornendo di gas, attraverso il fondale del Mar Baltico, direttamente la Germania -Paese che più di tutti sostiene il progetto, nonostante esso metta a serio repentaglio la sicurezza energetica e nazionale di Paesi membri dell’UE, quali Polonia, Stati Baltici, Ungheria, Slovacchia e Romania.

Infine, Waszczykowski, dopo avere evidenziato la necessità di rafforzare le relazioni con gli Stati Uniti d’America, sopratutto favorendo la finalizzazione della Partnership Industriale e Commerciale Trans Atlantica -TTIP- ha dichiarato l’intenzione di richiamare alcuni Ambasciatori nominati dal precedente Governo della moderata Piattaforma Civica -PO- in Paesi chiave per il nuovo corso della politica estera polacca, tra cui l’Ucraina.

Tusk il vero sconfitto

Proprio in casa PO, la nomina del Governo Szydło, ed ancor più la sconfitta sonora subita nelle Elezioni Parlamentari, ha portato ad un rimescolamento delle carte interne con la vittoria di Sławomir Neuman nelle elezioni interne per la carica di Capogruppo e leader dell’opposizione in parlamento.

Sconfitta da Neuman nella votazione interna al Gruppo parlamentare della PO, la premier uscente, Ewa Kopacz, ha rinunciato a correre per la guida del Partito, lasciando de facto la strada spianata a Grzegorz Schetyna, ex-Ministro degli Esteri leader della fazione “conservatrice” della PO opposta a quella “riformista” della Kopacz e a quella “centrista” del Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk.

Proprio Tusk, che ha saputo evolvere la Polonia a moderno Paese europeo in 8 anni di Governo -tanto da guadagnarsi la rielezione nel 2011 come unico premier nella storia della Polonia- è il principale sconfitto dalla situazione, in crisi com’è nelle Istituzioni Europee, con l’osteggiato PiS saldamente al potere in Polonia, e il rivale Schetyna ad un passo dal coronare il sogno di guidare la “sua” PO.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro Orientale
@MatteoCazzulani

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Polonia: presentato il Governo Szydło

Posted in Polonia by matteocazzulani on November 10, 2015

Il Presidente del Partito conservatore Diritto e Giustizia, Jaroslaw Kaczynski, approva la candidatura a Premier della Vicepresidente del Partito. L’atlantista Waszczykowski e il controverso Macierewicz nominati rispettivamente Ministri di Esteri e Difesa

Varsavia – Non sono mancate le sorprese nella formazione del nuovo Governo della Polonia, un Esecutivo monocolore retto dal Partito conservatore Diritto e Giustizia -PiS- la forza politica che ha ottenuto la maggioranza dei seggi in Parlamento dopo la storica vittoria nelle Elezioni Parlamentari della scorsa Domenica, 25 Ottobre.

Durante una conferenza stampa, nella giornata di lunedì, 9 Novembre, il Presidente del PiS, Jaroslaw Kaczynski, ha presentato la Vicepresidente del Partito, Beata Szydło, come nuovo Premier della Polonia, così come preannunciato durante la campagna elettorale.

A sua volta, la Szydło ha presentato la rosa dei Ministri del nuovo Governo, tra cui spiccano i Vicepremier Piotr Glinski -Professore di sociologia candidato a più riprese dal PiS come Premier di un Governo tecnico- e Jaroslaw Gowin, leader del Partito conservatore Polonia Insieme -PR- i cui candidati, nelle Elezioni, hanno corso nelle liste del PiS.

La nomina a Vicepremier di Gowin, proposto come Ministro della Difesa durante la campagna elettorale, ha lasciato la porta aperta alla nomina alla guida del Dicastero della Difesa di Antoni Macierewicz, figura controversa impegnata nel chiarimento delle cause della Catastrofe di Smolensk, nella quale, nel 2010, è stato ucciso il Presidente Lech Kaczynski, il fratello gemello di Jaroslaw.

Altra nomina importante è quella a Ministro degli Esteri di Witold Waszczykowski, diplomatico di chiaro orientamento atlantista che, come Vicesegretario alla Difesa, ha negoziato l’accordo per il dislocamento degli elementi dello Scudo Spaziale USA in Europa Centrale nel 2008.

Con la nomina del Professor Glinski a Vicepremier con delega alla Cultura, il nuovo Governo polacco intende porre le tematiche culturali al centro dell’attività di Governo, un aspetto che potrebbe portare sia ad una maggiore riflessione storica sui rapporti con importanti vicini della Polonia come Ucraina e Lituania, che ad un peggioramento delle relazioni con Kyiv e Vilna.

D’altro canto, la nomina di Macierewicz lascia presagire la riapertura del dossier sulla Catastrofe di Smolensk, su cui il Governo della moderata Piattaforma Civica -PO, la forza partitica che ha governato la Polonia negli ultimi 8 anni- ha lesinato ogni indagine approfondita.

Infine, la nomina di Waszczykowski testimonia una svolta in Politica Estera in senso atlantista e più attento a rendere la Polonia il Paese-leader dell’Europa Centro Orientale, dopo anni in cui, sempre sotto i Governi PO, la Polonia ha guardato quasi solo alla Germania come partner strategico per rafforzare la propria posizione in seno all’Unione Europea.

La querelle sul vertice UE

Il Governo Szydło sarà chiamato al voto di fiducia in occasione della prima seduta del nuovo Parlamento, che il Presidente polacco, Andrzej Duda, ha fissato per giovedì, 12 Novembre, una data che coincide con il vertice informale sull’immigrazione convocato dal Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk.

La scelta della data ha creato una polemica, dal momento in cui il Premier uscente, Ewa Kopacz, formalmente la leader in Parlamento della PO -alla quale appartiene Tusk- non potrà presenziare al vertice europeo.

Dal canto suo, il Presidente Duda ha lamentato di non essere stato informato della convocazione del vertice europeo, pertanto, a suo dire, la scelta di convocare la prima seduta del Parlamento è stata presa in linea con il calendario degli impegni del Governo di cui l’Amministrazione Presidenziale è al corrente.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro Orientale
@MatteoCazzulani

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La Polonia al voto tra incertezze e sicurezze

Posted in Polonia by matteocazzulani on October 24, 2015

Come confermato da tutti i sondaggi, i conservatori del PiS hanno quasi in tasca la vittoria che pone fine a 8 anni di Governo moderato della PO, ma potrebbero avere problemi nel trovare partner di coalizione. L’assenza di Tusk, la scarsa energia del Premier Kopacz, e il conservatorismo moderno del Presidente Duda le ragioni del cambio di epoca politica

Varsavia – Le elezioni parlamentari polacche di Domenica, 25 Ottobre, sono un cambio di epoca politica annunciato, con però più punti interrogativi che certezze.

Come rilevato da tutti i sondaggi, il principale partito dell’opposizione, il conservatore Diritto e Giustizia -PiS- otterrà la maggioranza dei consensi, superando, per la prima volta dal 2007, la moderata Piattaforma Civica -PO- finora al Governo assieme al partito contadino PSL.

Le ragioni del vantaggio PiS sono legate innanzitutto alla debolezza della PO, che dopo la nomina a Presidente della Commissione Europea di Donald Tusk -unico Premier della storia della Polonia ad avere ottenuto una riconferma nelle urne nel 2011- non ha saputo trovare né nell’attuale Premier Ewa Kopacz, né in nessun altro esponente un leader in grado di portare avanti l’ottimo lavoro finora svolto.

Altro motivo del vantaggio di PiS è la svolta in senso moderato di un partito finora descrivibile come radical-clericale verso un conservatorismo moderno in linea con i Tory britannici, una scelta politica legata al ridimensionamento del ruolo del Capo di PiS Jaroslaw Kaczynski, che ha ben pagato come dimostrato dalla vittoria nelle Elezioni Presidenziali del giovane Andrzej Duda lo scorso Maggio.

Le differenze tra PiS e PO, guidati rispettivamente da Beata Szydło e dal Premier Kopacz, sono inoltre evidenti per quanto riguarda diversi punti, come la politica estera, il rapporto con l’Europa, la politica previdenziale ed il lavoro.

In politica estera, PiS intende rafforzare la posizione della Polonia come leader regionale per garantire la sicurezza della Polonia, e più in generale dell’Europa Centro Orientale, sul piano militare, energetico ed economico all’interno di un’Unione Europea sempre più germanocentrica.

La PO, invece, intende mantenere la Polonia in stretta alleanza con la Germania all’interno di un’UE nella quale, secondo i moderati, Varsavia può contare di più solo se amica di Berlino.

Per quanto riguarda il tema dei migranti, PiS si oppone al sistema di distribuzione automatica dei migranti che la Merkel intende imporre ai Paesi dell’Unione Europea per ricollocare i cosiddetti “profughi politici” che intendono stabilirsi in Unione Europea.

La PO, da parte sua, solo a parole si oppone alla ridistribuzione automatica dei migranti, ma, sotto pressione della Germania, presso il Consiglio Europeo ha votato a favore del piano Merkel.

Sul piano del lavoro, PiS intende incrementare la paga minima, mentre la PO si oppone ai “contratti spazzatura”.

PiS propone l’abbassamento dell’età pensionabile a 65 anni, mentre la PO sostiene politiche per sostenere l’invecchiamento attivo.

Verso la Grande Coalizione

Dal risultato delle Elezioni potrebbe tuttavia originarsi uno scenario che non necessariamente divide PiS e PO in due schieramenti avversi. Secondo gli ultimi sondaggi, PiS, che ingloba in sé altri due Parititi conservatori, Polonia Solidale e Polonia Insieme, non avrà i voti necessari per governare in solitaria.

Tra i possibili partner di coalizione di PiS, dato al 32%, vi sono i movimenti populisti di destra Kukiz 15 e KORWiN, dati entrambi al 6%, ma anche i contadini del PSL, finora in coalizione con la PO, dati al 5%.

Un’altra possibilità è la realizzazione di una coalizione anti-PiS, nella quale oltre alla PO, data al 20%, entrerebbero la Sinistra Unita, data al 9%, il partito di ispirazione Social-liberale Moderna, dato all’8%, ed il PSL.

Tuttavia, una possibilità ben accreditata è la realizzazione di una Grande Coalizione PiS-PO, un’opzione ventilata dalla stretta collaborazione tra il Presidente Duda e il Ministro degli Esteri, Grzegorz Schetyna, influente esponente PO che, dopo la sconfitta annunciata dei moderati, si appresta a prendere le redini del Partito.

La Grande Coalizione tra PiS e PO finirebbe, tuttavia, per favorire l’ascesa delle forze populiste all’opposizione, una situazione che ricorda molto quella italiana, in cui movimenti estremisti -Lega Nord e Movimento 5 Stelle- si presentano come unica alternativa al Governo delle forze moderate -Partito Democratico, Nuovo Centro Destra, UDC.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro Orientale
@MatteoCazzulani

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Unione Energetica Europea: varato il Gasdotto Polonia Lituania

Posted in Guerra del gas, Unione Europea by matteocazzulani on October 23, 2015

Il GIPL integra il sistema nazionale energetico polacco con quello lituano, lettone ed estone. In via di progettazione un simile gasdotto per coinvolgere l’Ucraina.



Varsavia – Come atteso, e del resto giusto, l’Unione Energetica Europea parte dall’Europa Centro Orientale. Nella giornata di giovedì, 15 Ottobre, i Governi di Polonia, Lituania, Lettonia ed Estonia hanno firmato un accordo per la realizzazione dell’Interconnettore Polonia Lituania -GIPL- un’infrastruttura di 534 chilometri concepita per veicolare 2,4 miliardi di metri cubi gas dalla Polonia alla Lituania, e 1 miliardo di metri cubi di gas dal territorio lituano a quello polacco. 

L’accordo, alla cui firma hanno preso parte il Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, il Presidente della Commissione Europea, Jean Claude Juncker, il Premier polacco, Ewa Kopacz, il Presidente lituano, Dalija Grybauskaite, ed anche il Premier lettone, Laimdota Straujuma, e il Premier estone, Taavi Roivas, prevede un finanziamento di 558 Milioni di euro, di cui 225 a carico della Commisione Europea, 120 erogati dalla Polonia, e i restanti 43 milioni da parte dei Paesi Baltici. 

Nello specifico, il GIPL integra i sistemi energetici di Polonia e Lituania, due Paesi che, assieme a Lettonia ed Estonia, sono fortemente dipendenti dalle importazioni di gas dalla Russia, che spesso si avvale delle risorse energetiche come strumento di coercizione geopolitica teso a mantenere l’influenza di Mosca sull’Europa Centro Orientale.

A rifornire di gas il GIPL è sopratutto il rigassificatore di Swinoujscie, infrastruttura di recente realizzazione che permette alla Polonia di importare, ed immettere nel costituendo sistema energetico europeo integrato, gas liquefatto da Qatar, Norvegia ed altri produttori di LNG.

Oltre al rigassificatore di Swinoujscie, a servire il GIPL sarà anche il terminale croato di Krk, che sarà collegato al gasporto polacco tramite il Corridoio Nord-Sud, un gasdotto progettato dalla Polonia alla Croazia attraverso Repubblica Ceca ed Ungheria.

Infine, anche il rigassificatore lituano di Klaipeda, in via di realizzazione, potrebbe entrare nel meccanismo del GIPL per incrementare la sicurezza energetica dei Paesi dell’Europa Centro Orientale.

Come dichiarato dal Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, il GIPL è il primo dei gasdotti realizzati nell’ambito dell’Unione Energetica Europea, ambizioso progetto che Tusk stesso ha ideato, in partnership con il Presidente francese, Francois Hollande, per integrare i sistemi energetici dei Paesi dell’Unione Europea, creare un mercato unico europeo del gas e, possibilmente, introdurre un meccanismo di acquisto unico del gas per tutti gli Stati membri dell’UE.

Da parte sua, il Premier polacco Kopacz ha sottolineato come la Polonia si sia fatta carico di una fetta consistente dei costi del GIPL per dimostrare quanto la solidarietà sia il principio alla base dell’infrastruttura e, più in generale, dell’Unione Energetica Europea.

Il Presidente lituano Grybauskaite ha dichiarato che il GIPL rappresenta un passo nella giusta direzione per la sicurezza energetica non solo dell’Europa Centro Orientale, ma anche di tutta l’Unione Europea.

Il Premier lettone Straujuma ha evidenziato l’importanza del GIPL per la sicurezza energetica dei Paesi del Baltico, mentre il Premier estone Roivas ha descritto l’infrastruttura come necessaria anche per la sicurezza nazionale dei Paesi dell’Europa Centro Orientale.

Oltre al GIPL, al vaglio nella regione vi è anche uno studio inerente alla realizzazione di un gasdotto per integrare i sistemi energetici di Polonia ed Ucraina, un progetto su cui stanno lavorando la compagnia polacca Gaz System e l’ucraina UkrTransHaz.

Il progetto, presentato lo scorso 9 Ottobre, prevede la realizzazione di un gasdotto di 112 chilometri per incrementare ad 8 miliardi di metri cubi all’anno il transito di gas dalla Polonia all’Ucraina, e 7 miliardi di metri cubi all’anno dal territorio ucraino a quello polacco.

Il Nordstream è l’antitesi

Sia il GIPL che il gasdotto tra Polonia e Ucraina sono progetti concettualmente alternativi al raddoppio del Nordstream, infrastruttura realizzata sul fondale del Mar Baltico nel 2012 che veicola 55 Miliardi di metri cubi di gas direttamente dalla Russia alla Germania, i due Paesi che, assieme ad Olanda, Svezia e Francia, hanno sostenuto politicamente questo progetto.

Diversamente che il GIPL, il Nordstream è stato progettato dalla Russia con il preciso scopo di dividere l’Unione Europea, privilegiando i Paesi tradizionalmente filorussi dell’Europa Occidentale ed isolando gli Stati membri dell’UE dell’Europa Centro Orientale.

Malgrado la Germania richiami alla solidarietà europea per quanto riguarda la questione dei migranti, il Governo tedesco sostiene apertamente il raddoppio del Nordstream, nonostante la strenua opposizione dei Paesi membri dell’Europa Centro Orientale e dei maggiori Gruppi del Parlamento Europeo.

Così come quasi tutti gli accordi bilaterali tra Russia e Germania, il Nordstream, definito giustamente dal Presidente polacco, Andrzej Duda, come un progetto politico e non energetico, mette a serio repentaglio l’integrazione dell’Unione Europea ed incrementa l’influenza politica di Mosca e Berlino sull’Europa Centro-Orientale.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

Duda a Westerplatte: “Diritto Internazionale e NATO garanzie contro nuova Guerra Mondiale”

Posted in Polonia by matteocazzulani on September 2, 2015

Il Presidente polacco contesta la violazione della sovranità nazionale di Paesi europei per mantenere la pace in Europa e nel Mondo. Analizzando le dinamiche dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale, Duda supporta anche maggiori garanzie per la sicurezza militare dell’Europa Centro Orientale



Varsavia – Se vuoi la pace, prepara la guerra. E fa’ anche rispettare il Diritto Internazionale. Così il Presidente polacco, Andrzej Duda, ha commentato la situazione internazionale durante la commemorazione dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale a Danzica, nella giornata di martedì, Primo di Settembre. 

Duda, presente alla cerimonia assieme al Premier polacco, Ewa Kopacz, al Sindaco di Danzica, Pawel Adamowicz, e ad altre Autorità dello Stato, ha evidenziato come oggi, così come nel 1939, occorre reagire alla violazione della integrità territoriale di qualsiasi Paese per preservare il Diritto Internazionale, un preziosa garanzia di pace sopratutto in Europa.

Oltre al rispetto del Diritto Internazionale, come mezzo a garanzia della pace Duda ha anche menzionato il rafforzamento delle strutture difensive della Polonia e,  sopratutto, l’ottenimento di garanzie da parte della NATO circa la difesa dei Paesi dell’Europa Centro Orientale, ad oggi particolarmente allarmati dinnanzi alla violazione dell’integrità territoriale di Georgia ed Ucraina da parte della Russia.

L’appello di Duda è basato su un parallelo storico molto opportuno, poiché i primi spari della Seconda Guerra Mondiale, effettuati dall’esercito nazista a Westerplatte il Primo di Settembre 1939, alle 4:45 del mattino, hanno portato alla quasi immediata spartizione di Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia e Romania tra il totalitarismo nazista e quello sovietico.

Così, la violazione della sovranità nazionale dei Paesi dell’Europa Centro-Orientale ha trascinato l’Europa e il Mondo nel più sanguinoso conflitto della storia, coinvolgendo numerose nazioni in altre regioni dell’Europa e del Mondo.

“Oggi, quando osserviamo questa storia, questo orgoglio, e questi momenti tragici, si può solamente dire che il passato spiega il presente, ma consente anche di costruire un futuro migliore e buono. Basti considerare come le nostre relazioni con la Germania siano basate oggi sull’amicizia grazie alla buona volontà. Sono convinto che saremo in grado di stabilire simili relazioni con gli altri Paesi che confinano con noi” ha dichiarato Duda.

Distrutta la campagna di discredito di Mosca

Con il richiamo ai rapporti di amicizia con la Germania, Duda ha rimandato alla recente visita effettuata presso il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, nella giornata di venerdì, 28 Agosto, durante la quale sono stati affrontati temi su cui Varsavia e  Berlino sono in disaccordo, come l’incremento della sicurezza NATO in Europa Centro-Orientale.

Da un lato, Duda ha notificato il desiderio da parte di Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia e Romania di ottenere la presenza permanente di contingenti militari dell’Alleanza Atlantica in Europa Centro Orientale, così da dissuadere la Russia da possibili aggressioni militari a Paesi membri di NATO ed Unione Europea.

Dal canto suo, la Merkel ha ribadito la necessità di implementare i postulati del vertice NATO di Newport, tra cui il rafforzamento di una Forza di Reazione Immediata dell’Alleanza Atlantica in Europa.

Nonostante le divergenze con la Merkel sulla questione della presenza permanente della NATO in Europa Centro Orientale, Duda è riuscito a dimostrare all’opinione pubblica della Germania che la sua Amministrazione non è affatto caratterizzata da complessi anti-tedeschi -come invece sostenuto da alcuni commentatori particolarmente scettici nei confronti del nuovo Presidente polacco ed inclini alla propaganda della Russia, che tende a presentare Duda come radicale oppositore di Berlino.

Ciononostante, coerentemente con le promesse elettorali, Duda intende stabilire rapporti chiari e sinceri con la Germania, esprimendo la posizione non solo della Polonia, ma anche degli altri Paesi dell’Europa Centro Orientale, una regione del Mondo la cui libertà e prosperità è strettamente collegata con la pace nel Mondo e l’opposizione ad ogni forma di autocrazia.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

La Saipem intralcia ancora la sicurezza energetica della Polonia

Posted in Polonia by matteocazzulani on August 17, 2015

La compagnia energetica italiana comunica al Governo polacco l’ennesimo ritardo nella consegna di un’opera fondamentale per la diversificazione delle forniture di gas da parte di Varsavia. L’infrastruttura è parte integrante della Comunità Energetica Europea sostenuta dai Paesi dell’Europa Centro-Orientale e dalla Commissione Europea 



Varsavia – La Polonia potrà avere la sua sicurezza energetica solamente sotto l’Albero. Il tutto, grazie alla compagnia energetica italiana Saipem che, nella giornata di venerdì, 7 Agosto, ha comunicato che la consegna del rigassificatore di Swinoujscie avverrà solamente nel mese di Dicembre.

La notizia del ritardo della consegna è stata notificata durante un incontro tra i rappresentanti Saipem ed il Ministro del Tesoro del Governo polacco, Adam Czerwinski, che, invano, ha cercato di convincere in tutti i modi la compagnia energetica italiana ad attenersi ai piani originali, che prevedevano l’avvio dell’attività del rigassificatore di Swinoujscie nel mese di Ottobre.

Come riportato dall’autorevole TVN24, per la Saipem non si tratta del primo ritardo nella realizzazione dell’infrastruttura. Infatti, il rigassificatore di Swinoujscie avrebbe dovuto essere terminato nel Giugno 2014, e prima ancora nel Settembre 2013, ma la compagnia energetica italiana ha rallentato i lavori per via del crack finanziario nel settore immobiliare polacco.

In realtà, le motivazioni del ritardo nella consegna del rigassificatore di Swinoujscie possono essere legate a ragioni di carattere geopolitico. La Saipem è controllata dal colosso energetico italiano ENI, che a sua volta è in strettissimi rapporti commerciali e politici con il monopolista statale russo del gas Gazprom, la longa manus del Cremlino che si oppone ad ogni tentativo di diversificazione energetica da parte della Polonia e, più in generale, dei Paesi dell’Europa Centro-Orientale.

Progettato dall’Amministrazione Presidenziale di Lech Kaczynski -coraggioso Capo dello Stato di orientamento conservatore, morto della misteriosa Catastrofe di Smolensk, che si è fortemente impegnato per garantire l’indipendenza energetica della Polonia e dell’Europa Centro-Orientale dalla Russia- e sostenuto dal Governo di orientamento moderato di Donald Tusk -attuale Presidente del Consiglio Europeo- il rigassificatore di Swinoujscie è concepito per importare gas liquefatto dal Qatar e altri Paesi esportatori di LNG, come Norvegia, Egitto e, presto, Stati Uniti d’America.

Inoltre, il rigassificatore di Swinoujscie è sostenuto ufficialmente dalla Commissione Europea, che ha inserito l’infrastruttura tra le opere da realizzare in diversi Paesi membri dell’Unione Europea per diversificare le forniture di gas nell’ambito della Comunità Energetica Europea: un progetto su cui, nonostante le dichiarazioni di facciata, e il reale bisogno della sua messa in atto, Bruxelles molto poco ha finora fatto.

Infatti, grazie alla realizzazione del Corridoio Nord Sud -concepito dalla Polonia alla Croazia attraverso Repubblica Ceca, Slovacchia ed Ungheria- e del Gasdotto Polonia-Lituania, il rigassificatore di Swinoujscie sarà presto collegato con il terminale croato di Krk e con il gasoporto lituano di Klajpeda.

L’opposizione conservatrice contesta il Governo moderato

Pronta alla notizia del ritardo della consegna del rigassificatore è stata la reazione del Presidente polacco, Andrzej Duda, che nella sua prima intervista dal suo insediamento rilasciata al settimanale Wsieci, ha posto la sicurezza energetica come una delle priorità della sua Amministrazione.

Sulla stessa onda si è detta anche Beata Szydlo, la Candidata Premier della Destra Unita -coalizione composta dai Partiti di orientamento conservatore Diritto e Giustizia PiS, Polonia Insieme PR, Polonia Solidale SP- che ha accusato il Governo polacco di non avere fatto abbastanza per garantire il funzionamento di un’infrastruttura fondamentale per la sicurezza energetica polacca.

Infatti, il ritardo nella consegna del rigassificatore di Swinoujscie rappresenta una sconfitta per il Premier Ewa Kopacz, che è anche Candidata Premier della moderata Piattaforma Civica -PO, la forza politica di maggioranza nel Paese a cui appartiene anche Tusk.

Dal momento della sua nomina a Capo del Governo, la Kopacz avrebbe infatti dovuto realizzare il progetto che il suo predecessore Tusk ha avviato prima della sua nomina alla guida del Consiglio Europeo, definendo il rigassificatore di Swinoujscie un’opera di importanza strategica per l’economia polacca.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale

@MatteoCazzulani

Polonia: Beata Szydlo ed Ewa Kopacz i candidati Premier

Posted in Polonia by matteocazzulani on June 23, 2015

Il principale Partito dell’opposizione, il conservatore Diritto e Giustizia, candida la coordinatrice della vittoriosa campagna elettorale del Presidente Eletto, Andrzej Duda. La principale forza di maggioranza, la moderata Piattaforma Civica, conferma la Premier uscente, chiamata ad un duro lavoro dopo i Governi del cambiamento di Donald Tusk



Varsavia – In Polonia sarà un duello rosa, per la prima volta nella storia del Paese. Nella giornata di sabato, 20 Giugno, il principale Partito di opposizione, il conservatore Diritto e Giustizia -PiS- e la principale forza partitica di maggioranza, la moderata Piattaforma Civica -PO- hanno presentato le loro candidature a Premier in vista delle prossime Elezioni Parlamentari.

Durante la convention nazionale di PiS, il Partito conservatore ha candidato Beata Szydlo, Vicepresidente della forza partitica a cui appartiene anche il Presidente Eletto, Andrzej Duda, della cui campagna elettorale la Szydlo è stata la coordinatrice.

Nel suo discorso di accettazione della candidatura a Premier, la Szydlo ha dichiarato pieno appoggio al programma elettorale con cui Duda ha vinto le recenti Elezioni Presidenziali battendo il Presidente uscente, il moderato sostenuto dalla PO Bronislaw Komorowski.

Nello specifico, la Szydlo ha sostenuto la necessità di abbassare l’età pensionabile, innalzare la quota esente dalle tasse, erogare un incentivo di 500 Zloty per ogni bambino nato, sostenere istruzione, cultura e sicurezza militare ed energetica.

“Sono sicura che da oggi mi attaccheranno dicendo che non sono una persona libera. Mi chiamo Szydlo, Beata Szydlo. Ho le mie idee e sono capace di ascoltare, ed ascolterò il parere di tutti” ha dichiarato la candidata Premier di PiS.

Poche ore più tardi, sempre nella giornata di sabato, 20 Giugno, durante la convention nazionale della PO, il Premier, Ewa Kopacz, ha accettato la candidatura della forza politica moderata dichiarando il suo impegno per continuare con l’attività di Governo apprendendo dagli sbagli effettuati durante gli ultimi mesi passati alla guida del Paese.

Inoltre, il Premier Kopacz ha attaccato la Szydlo sostenendo la sua falsa indipendenza dal Capo del PiS, l’ex-Premier Jarosław Kaczynski, ed ha invitato ambo gli esponenti del Partito conservatore ad un dibattito televisivo.

“La PO è al governo del Paese da circa 8 anni, abbiamo commesso degli errori ma siamo capaci di riflettere, capirli e porre rimedio. Chiedo scusa a nome di tutto il Partito, e mi dichiaro pronta ad accettare ogni voto di critica” ha dichiarato la Kopacz.

Un tandem con il Presidente Eletto Duda

Secondo i più recenti sondaggi, PiS ha un considerevole vantaggio sulla PO, un risultato legato innanzitutto alla vittoria nelle Elezioni Presidenziali di Duda, giovane politico capace di evolvere Diritto e Giustizia da Partito clerical-radicale a moderna forza conservatrice sullo stile dei Tory britannici. 

Con il suo discorso, la Szydlo ha ben evidenziato come il suo Governo sarà improntato principalmente su una forte intesa con il Presidente Eletto Duda, un tandem di politici nuovi che intendono dare risposta al desiderio di cambiamento espresso dagli elettori.

Inoltre, il parere dei sondaggi è dettato dell’incapacità della Kopacz di replicare i successi ottenuti da Donald Tusk, storico Leader della PO che, dopo avere ammodernato la Polonia come Premier dal 2007 al 2015 -ed essere stato l’unico Capo del Governo nella storia politica polacca ad essere confermato dalle urne alla guida del Paese è stato nominato Presidente del Consiglio Europeo.

Infine, una conferma della correttezza dei sondaggi proviene dal comportamento assunto dalle due candidate Premier. 

Mentre la Szydlo è apparsa combattiva e sicura del programma presentato, la Kopacz ha assunto un tono polemico basato quasi per intero sull’attacco all’avversario senza puntare sui contenuti della sua proposta politica.

Matteo Cazzulani

Analista politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

Polonia: rimpasto di Governo a seguito di uno scandalo intercettazioni in salsa russa

Posted in Polonia by matteocazzulani on June 12, 2015

Il Premier polacco, Ewa Kopacz, dimissiona tre Ministri e Viceministri coinvolti nella seconda ondata di uno scandalo intercettazioni che, nel Giugno 2014, ha colpito il Governo Tusk. Tra le dimissioni eccellenti vi sono anche quelle del Maresciallo della Camera Bassa del Parlamento, Radoslaw Sikorski, e del Capo dei Consiglieri del Premier, Jacek Rostowski


Varsavia – Un terremoto politico che potrebbe segnare l’ennesimo episodio di un cambiamento oramai in atto in Polonia. Nella giornata di mercoledì, 10 Giugno, il Premier polacco, Ewa Kopacz, ha dimissionato il Ministro della Salute, Bartosz Arlukowicz, il Ministro dello Sport, Andrzej Biernat, il Ministro del Tesoro, Wlodzimierz Karpinski, assieme a tre Viceministri.

Le dimissioni di massa, a cui si sono aggiunte quelle del Maresciallo della Camera Bassa del Parlamento, Radoslaw Sikorski, e del Capo dei Consiglieri del Premier Kopacz, Jacek Rostowski, sono legate alla pubblicazione sulla pagina Facebook del faccendiere Zbigniew Stonoga degli atti inerenti ad uno scandalo intercettazioni che, nel Giugno del 2014, ha già portato ad un rimpasto di Governo.

Come ha dichiarato il Premier Kopacz, la decisione di dimissionare i Ministri coinvolti nello scandalo intercettazioni -tutti membri della Piattaforma Civica, PO, forza politica moderata di maggioranza nel Paese a cui appartiene la stessa Kopacz e il Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk- è un atto dovuto per garantire serietà e trasparenza verso i cittadini da parte del Governo.

Pronte, alle parole della Kopacz, che ha chiesto scusa ai polacchi in nome di tutta la PO, sono arrivate le dichiarazioni di Tusk che, dopo avere dovuto gestire la prima ondata dello scandalo intercettazioni come Capo del Governo -risolta con una serie di dimissionamenti tra i Ministri dell’allora suo Esecutivo- ha giudicato la scelta del Premier un atto che non esclude affatto rischi seri.

Fortemente critica è stata la reazione del Presidente-Eletto, Andrzej Duda, che ha invitato il Governo a porre fine ad un’ondata di scandali che sta compromettendo l’immagine della Polonia nel Mondo.

Duda, che ha vinto le recenti Elezioni Presidenziali come candidato di Diritto e Giustizia -PiS, il principale Partito dell’opposizione conservatore- ha inoltre chiesto alla Kopacz di astenersi dal forzare cambiamenti costituzionali a colpi di maggioranza negli ultimi mesi prima dello scioglimento del Governo.

La mano della Russia per discreditare la Polonia

La seconda ondata dello scandalo intercettazioni ha comportato alcuni risvolti che, senza dubbio, segneranno da qui in avanti l’evoluzione dello scenario politico polacco. In primis, il Governo Kopacz ha subito l’ennesimo colpo dopo la sconfitta nelle Elezioni Presidenziali di Bronislaw Komorowski -Presidente uscente sostenuto da tutta la PO- che difficilmente potrà essere recuperato in vista delle imminenti Elezioni Parlamentari.

In secundis, una personalità di spessore come Sikorski -Ministro degli Esteri di lungo corso, nonché attivista del dissenso democratico e giornalista di guerra- è costretta ad abbandonare per sempre ogni ambizione politica a livello sia nazionale che internazionale.

Del resto, la prima ondata dello scandalo intercettazioni, che ha coinvolto, tra gli altri, lo stesso Sikorski, allora Ministro degli Esteri, ha de facto bruciato la nomina dell’attuale Maresciallo della Camera Bassa del Parlamento polacco ad Alto Rappresentante della Politica Estera e di Difesa dell’Unione Europea.

Questa circostanza ha chiaramente fatto trasparire come le intercettazioni siano potute essere state organizzate dai Servizi Segreti russi, interessati a che al posto di Sikorski -noto per la sua posizione dura e chiara nei confronti della Russia e della sua aggressività militare- ad Alto Rappresentante della Politica Estera e di Difesa dell’UE fosse nominata una personalità più incline al diktat di Mosca come l’attuale Alto Rappresentante, Federica Mogherini. 

In terzo luogo, il Presidente-Eletto Duda ha la possibilità debuttare, prima ancora del suo Insediamento’ come il Capo di Stato chiamato ad amministrare una delle più importanti crisi politiche che la Polonia ha mai vissuto negli ultimi 5 anni.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

Polonia: riforme, tradizione ed atlantismo al centro dell’Amministrazione Duda

Posted in Polonia by matteocazzulani on June 1, 2015

Il Presidente Eletto polacco fa appello alla collaborazione tra tutte le forze politiche, e promette ascolto e realizzazione di un’agenda politica ambiziosa fatta di sostegno a famiglie con figli, agricoltura e imprese polacche e dialogo sociale. Rafforzamento della NATO in Polonia e creazione di un fronte comune dell’Europa Centro Orientale in seno all’Unione Europea le due direttrici principali della nuova Amministrazione Presidenziale polacca in politica estera



Varsavia – Riforme in nome di modernità e tradizione, nonostante la disinformazione di chi, in Europa Occidentale -sopratutto in Italia- lo dipinge come un “nuovo Orban pericoloso per l’Europa”. Questa, in sintesi, l’agenda politica che il Presidente Eletto della Polonia, Andrzej Duda, intende realizzare subito dopo il suo insediamento, programmato per il prossimo 6 Agosto.

Come dichiarato dallo stesso Duda nella giornata di venerdì, 29 Maggio, durante la cerimonia di consegna dell’attestato di vittoria delle Elezioni Presidenziali svoltesi una settimana prima, il Presidente Eletto della Polonia ha evidenziato come la sua Amministrazione sarà caratterizzata da un costante ascolto dei cittadini e dalla promozione di un confronto tra le varie forze politiche teso alla cooperazione e all’unità.

Le prime dichiarazioni da Presidente Eletto di Duda, effettuate alla presenza del Premier, Ewa Kopacz, e del Vicepremier e Ministro della Difesa, Tomasz Siemoniak -entrambi esponenti della moderata Piattaforma Civica, PO, la principale forza politica di maggioranza in Parlamento- sono state accompagnate dall’invito al Governo a non forzare l’approvazione di alcuna riforma costituzionale prima dell’insediamento della nuova Amministrazione Presidenziale.

Considerata la resistenza che un Parlamento di colore opposto potrebbe riservargli, Duda, che ha vinto le Elezioni Presidenziali da candidato del Partito conservatore Diritto e Giustizia -PiS, principale forza politica dell’opposizione in Parlamento- con il suo appello ha dimostrato di avere ben chiare le difficoltà che, almeno nei primi mesi, fino alle prossime Elezioni Parlamentari, l’Amministrazione Presidenziale potrebbe incontrare nel realizzare un’ambiziosa agenda programmatica, improntata principalmente su tematiche di carattere sociale ed economico.

Durante la campagna elettorale, Duda, giovane Europarlamentare del Gruppo dei Conservatori e Riformatori Europei, ECR, che ha saputo conquistare il voto di centro spostando PiS su posizioni conservatrici moderne -e non più clerical-radicali come nel recente passato- ha infatti promesso l’utilizzo dei Fondi Europei per erogare sostegni alle famiglie con figli, all’agricoltura e alle imprese polacche. 

Il Presidente Eletto, che subito dopo la sua elezione ha rinunciato alla tessera di Partito per garantire l’imparzialità del suo ruolo, ha poi dichiarato la sua totale contrarietà all’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni, promettendone un ritocco al ribasso nel corso dei 5 anni della sua Amministrazione.

Duda, in un’intervista rilasciata al quotidiano Rzeczpospolita, ha mantenuto un atteggiamento prudente su tematiche eticamente sensibili come la Fecondazione Assistita, ma, nel contempo, ha illustrato di essere disposto ad avviare un dialogo con le Associazioni LGBT per regolarizzare lo status delle persone affettivamente vicine, pur ribadendo contrarietà assoluta alla legalizzazione delle coppie di fatto dello stesso sesso.

Oltre che sulla politica interna, Duda è all’opera anche per quanto riguarda l’Agenda di Politica Estera che, come il Presidente Eletto ha preannunciato a più riprese, punta a rafforzare sia la presenza della NATO in Polonia che il ruolo della Polonia come leader di un’alleanza dei Paesi dell’Europa Centro-Orientale in seno all’Unione Europea.

Da un lato, l’Amministrazione Duda punta ad ottenere l’istallazione di basi militari permanenti della NATO in Polonia, nonché la pronta realizzazione del sistema di difesa antimissilistico USA, così da rassicurare i Paesi dell’Europa Centro-Orientale da probabili aggressioni militari da parte della Russia e, allo stesso tempo, garantirne la sicurezza nazionale. 

Dall’altro, con la proposta di costituire un fronte comune di Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia, Svezia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia ed Ungheria, il Presidente Eletto ambisce al rilancio di una moderna Intermarium: progetto politico elaborato nel periodo interbellico dal Capo dello Stato polacco, Jozef Pilsudski, rilanciato, nel 2008, dall’ex-Presidente Lech Kaczynski, esponente di PiS a cui Duda non ha mai nascosto di ispirarsi.

Quasi pronto il Gabinetto del nuovo Presidente

Come riportato da fonti vicine al Presidente Eletto, sull’agenda di Politica Estera e di Difesa -ambito su cui Duda è mediamente ferrato- fondamentale è il lavoro di Krzysztof Szczerski e Witold Waszczykowski. Questi due importanti esponenti PiS sarebbero già all’opera per organizzare la prima visita all’Estero del nuovo Capo dello Stato che, per rimarcare la vocazione atlantista della sua Amministrazione, Duda potrebbe effettuare a Washington o a Bruxelles.

Sempre secondo indiscrezioni ben fondate, a Szczerski, stimato Professore dell’Università Jagellonica di Cracovia, già Sottosegretario di Stato presso il Ministero degli Esteri nel 2007 ed Europarlamentare del Gruppo ECR, sempre secondo indiscrezioni ben fondate sarà affidata la gestione della politica estera dell’Amministrazione Duda. 

Invece, Waszczykowski, diplomatico di orientamento atlantista, anch’egli già Sottosegretario di Stato presso il Ministero degli Esteri dal 2005 al 2008, è il candidato principale a Ministro degli Esteri nel caso PiS dovesse vincere le prossime Elezioni Parlamentari.

Un’altra personalità illustre ad entrare nella nuova Amministrazione Presidenziale come responsabile della sfera sociale sarebbe lo storico ed ex-Europarlamentare del Gruppo ECR Pawel Kowal, ora Coordinatore della forza politica Polonia Insieme -PR- che, assieme a PiS, ha sostenuto la corsa di Duda alla Presidenza.

Un altro ex-Europarlamentare del gruppo ECR, il filosofo Ryszard Legutko, potrebbe entrare nell’Amministrazione Duda come consigliere per il settore dell’Educazione, mentre, per le questioni di carattere programmatico, possibile è la nomina del Professor Piotr Glinski, già candidato Premier di PiS durante i due voti di sfiducia costruttivi presentati dalla forza partitica conservatrice in Parlamento negli ultimi anni.

Infine, a Capo dell’Amministrazione Presidenziale potrebbe essere nominato Maciej Lopinski, già Capo di Gabinetto dell’ex-Presidente Lech Kaczynski.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

Elezioni Polonia: Duda batte Komorowski e diventa il nuovo Presidente

Posted in Polonia by matteocazzulani on May 24, 2015

Il candidato conservatore davanti al Presidente moderato uscente secondo le rilevazioni sociologiche nazionali. Il Presidente eletto: “Non resterò chiuso nel Palazzo”

Varsavia – Una vittoria che cambia la politica polacca e rappresenta una pagina di storia per la Polonia. Secondo gli Exit-Poll nazionali, Andrzej Duda, candidato del Partito conservatore Diritto e Giustizia -PiS- ha sconfitto il Presidente uscente, Bronislaw Komorowski, appoggiato dalla moderata Piattaforma Civica -PO, la forza politica a cui appartengono, tra gli altri, il Premier, Ewa Kopacz, e il Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk.

Secondo gli Exit Poll, Duda, europarlamentare del gruppo dei Conservatori e Riformatori Europei -ECR- ha ottenuto il 54% dei consensi, mentre Komorowski, sostenuto dall’intero Governo, si è fermato al 47%

“Sarò il Presidente di tutti i polacchi, non mi rinchiuderò nel Palazzo, ma voglio che i polacchi tra 5 anni mi ricorderanno come il Presidente che ascolta il suo popolo” ha dichiarato Duda.

Da parte sua, Komorowski ha riconosciuto fin da subito la sconfitta, anche se, non sportivamente, ha poi definito Duda come il candidato dell’odio e della divisione della società polacca.

La vittoria di Duda è legata principalmente a tre fattori. In primis, la capacità del giovane europarlamentare di attrarre voti di centro portando PiS su posizioni più moderne, simili a quelle dei Tory britannici, e meno clericali come quelle finora assunte dal Capo del suo Partito, Jaroslaw Kaczynski.

In secondo luogo, Duda è il candidato che meglio ha saputo interpretare il desiderio di rinnovamento dei polacchi, che votandolo, hanno voluto dare un segnale di cambiamento ad una classe politica che, senza particolare ricambio di volti, governa il Paese da circa 10 anni ininterrottamente.

Infine, la vittoria di Duda è dovuta alla condotta di Komorowski, dapprima troppo sicuro della vittoria tanto da non fare per nulla campagna elettorale durante il Primo Turno e, successivamente, autore iniziative di campagna disordinate, dettate dal panico più che dalla razionalità.

La vittoria di Duda apre un nuovo capitolo della politica polacca in attesa delle prossime Elezioni Parlamentari, in cui la PO, seppur dopo 8 anni di buongoverno grazie a Tusk, rischia di perdere la maggioranza in Parlamento.

Matteo Cazzulani
Analista politico dell’Europa Centro Orientale
@MatteoCazzulani

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