LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Ucraina: vademecum delle Elezioni

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 25, 2014

Il 43% degli gli ucraini è convinto che la consultazione possa portare a un miglioramento della vita politica del Paese, mente il 57% ritiene che votare sia un dovere morale. L’ampia offerta elettorale certifica la maturità democratica di Kyiv, ma lascia anche la porta aperta al rischio litigiosità

La speranza, la democrazia e la paura sono gli elementi che caratterizzano le Elezioni Parlamentari ucraine di Domenica, 26 Ottobre: le prime dal ripristino della democrazia in Ucraina dopo l’epoca autoritaria dell’ex-Presidente Viktor Yanukovych, responsabile di avere falsificato le precedenti consultazioni per il rinnovo del Parlamento nel 2012.

La speranza degli ucraini nelle elezioni è insita nel desiderio di cambiamento della vita politica, verso un rinnovamento che sia non solo di Partiti e personalità, ma anche e sopratutto di idee, energie e motivazioni.

A confermare la grande attesa degli ucraini nei confronti delle elezioni è un sondaggio, realizzato dal Fondo delle Iniziative Democratiche Kurcheriv, che ha certificato come il 43% degli intervistati creda che la consultazione possa davvero cambiare in meglio la situazione politica del Paese, mente il 57% degli intenzionati a votare ritiene che recarsi alle urne sia un dovere morale legato ad un diritto civico che vale la le a di esercitare.

Oltre che da quest’ultimo dato, la maturità democratica degli ucraini è dimostrata anche dall’ampia offerta politica che anima la competizione elettorale: un largo numero di Partiti, Blocchi e liste lasciano infatti ancora molto incerto sia il risultato che la conformazione della maggioranza parlamentare a sostegno del prossimo Governo.

La principale forza in campo è il Blocco Poroshenko, una coalizione di Partiti centristi e moderati -Solidarnist, Terza Repubblica Ucraina e UDAR- che propone pieno sostegno al Presidente, Petro Poroshenko, e al suo programma, basato sull’adattamento del sistema giudiziario, economico e bancario agli standard dell’Unione Europea, così da permettere all’Ucraina di presentare la domanda di adesione all’UE entro i prossimi 5 anni.

La seconda forza politica in campo è Batkivshchyna, il Partito, di orientamento social-popolare-democratico dell’ex-Premier Yulia Tymoshenko, che, forte dell’esperienza accumulata durante la sua lunga esperienza alla guida del Governo ucraino durante l’epoca “arancione”, propone il rafforzamento dei legami diplomatici dell’Ucraina con le cancellerie dell’Occidente, l’integrazione di Kyiv nella NATO, e la lotta alla corruzione.

Altra forza in campo è il Fronte Popolare, schieramento di orientamento moderato guidato dal Premier, Arseniy Yatsenyuk, e dallo Speaker del Parlamento, Oleksandr Turchynov, che propone il rafforzamento delle difese dello Stato con maggiore attenzione alle forze armate e alla continuazione della politica economica volta alla sistemazione del bilancio statale avviata dall’attuale Governo.

Più a sinistra, ma in ambito populista, si situa il Partito Radicale di Ucraina di Oleh Lyashko, che propone un misto di promesse di carattere sociale e militare, volto ad incrementare le paghe previdenziali e, allo stesso tempo, incrementare le uscite di bilancio per armare l’esercito nel Donbas.

Altre forze politiche che potrebbero entrare in Parlamento sono Samopomich, nata da associazioni apartitiche, la moderata Hromadska Pozytsya, il Blocco di Opposizione e Sylna Ukrayina: due forze, queste ultime, che derivano dal Partito delle Regioni dell’ex-Presidente Yanukovych.

Secondo tutti i sondaggi, il Blocco Poroshenko dovrebbe ottenere una facile vittoria con una forbice tra il 25% e il 30%, mentre dubbi permangono sul secondo posto: secondo alcune rilevazioni, Batkivshchyna si situerebbe dietro alla lista del Presidente con il 9% dei consensi, mentre altri sondaggi danno il Partito Radicale di Ucraina davanti alla Tymoshenko, con il 12%.

Oscillante è anche il risultato del Fronte Popolare, che se da alcuni sondaggi è dato al quarto posto con il 7% dei consensi, da altri è stimato al 10%: un’oscillazione che lo proietta sicuramente davanti alla moderata Hromadyanska Pozytsya e al Blocco di Opposizione, gli eredi di Yanukovych, dati rispettivamente tra il 5% e il 7% e al 5%.

A sorpresa, infine, un recente sondaggio ha stimato che il sostegno al Partito Samopomich, potrebbe toccare quota 8%: un risultato che gli permetterebbe di scavalcare molte altre liste, tra cui le ben quotate Batkivshchyna e Fronte Popolare.

Ancora incertezza sulla maggioranza di Governo

Ultimo elemento delle elezioni parlamentari ucraine è la paura, dettata sopratutto dalla guerra, che ancora non è del tutto cessata nel Donbas per via della permanenza di reparti dell’esercito russo in alcune zone del Paese, dove svolgere le operazioni di voto sarà compito delicato.

Dall’altro, la paura, per meglio dire il timore, è legata alla possibile riedizione dello scenario seguente a quello della Rivoluzione Arancione, quando le forze del campo democratico, dopo avere battuto Yanukovych nelle Elezioni Presidenziali del 2004, si sono divise per via dei continui litigi tra il Presidente Viktor Yushchenko e l’allora Capo del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa Petro Poroshenko da un lato, e il Premier Yulia Tymoshenko e l’allora Capo dei Servizi Segreti ucraini Oleksandr Tyrchynov dall’altro.

Il timore di una frattura tra le forze democratiche sembra essere confermato da voci insistenti che testimonierebbero la volontà del Presidente Poroshenko di creare una colazione con il Fronte Popolare ed altre forze minori pur di isolare Batkivshchyna, in quanto il dissidio tra il Capo di Stato e la Tymoshenko non è stato ancora del tutto superato.

Secondo quanto riportato dall’autorevole Reuters, Poroshenko starebbe addirittura valutando l’opportunità di una coalizione con i radicali: un’ipotesi molto azzardata che pregiudicherebbe una possibile coalizione tra il Blocco del Presidente e il Fronte Popolare.

Lyashko, infatti, dopo avere rinunciato all’offerta di ricoprire il ruolo di Speaker del Parlamento rivoltagli da Poroshenko, ha reso noto di ambire al ruolo di Premier, a cui, tuttavia, l’attuale Capo del Governo Yatsenyuk, leader del Fronte Popolare, aspira ad essere confermato.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Elezioni in Ucraina. Poroshenko pronto a isolare la Tymoshenko

Posted in Uncategorized by matteocazzulani on October 20, 2014

Il Presidente ucraino propone un accordo di coalizione precedente al voto attorno ai principi supportati dal suo Blocco senza alcuna promessa di nomina a nessuna personalità. Il Premier accoglie l’invito, mentre l’ex-Premier incalza il Capo dello Stato su lotta alla corruzione e lustrazione

La coalizione di Governo si faccia prima delle Elezioni, anche se alla scadenza elettorale manca solo una settimana. Questo è stato l’appello agli elettori del Presidente dell’Ucraina, Petro Poroshenko, che, in occasione di un’intervista trasmessa da diversi canali del Paese, sabato, 18 Ottobre, ha dichiarato la sua intenzione di proporre ai partecipanti alle Elezioni Parlamentari di Domenica prossima una patto di coalizione.

Secondo Poroshenko, gli aderenti all’accordo di coalizione pre-urne devono accettare tutti i punti della Strategia di Riforma 2020, ossia il programma del Blocco Poroshenko: la lista che raggruppa forze partitiche di centro e moderate a supporto del Presidente.

Nello specifico, la ‘Strategia di Riforma 2020’ prevede l’armonizzazione agli standard europei del sistema giudiziario, del sistema degli investimenti, delle manovre volte allo snellimento della burocrazia e delle misure atte alla lotta alla corruzione in Ucraina.

“Nel caso venisse formata una coalizione in Parlamento non si tratterà più di quote di Partito, ma di veri e propri obblighi che ciascuna forza partitica avrà per realizzare il programma di Governo. La coalizione non sarà creata per tutelare nessuna personalità, ma per servire al bene del Paese” ha dichiarato il Presidente Poroshenko.

Le parole pronunciate da Poroshenko hanno suonato come un campanello d’allarme per il Premier, Arseniy Yatsenyuk, che con il suo Fronte Popolare, forza politica di orientamento moderato, spera di ottenere un numero sufficiente di voti per restare alla guida del Governo.

Nonostante in alcuni collegi il Blocco Poroshenko e il Fronte Popolare abbiano concordato candidature condivise, la lista del Presidente e la forza del Premier non hanno voluto stringere alcun patto di alleanza precedente alle Elezioni, ma si sono limitati ad una vaga promessa di collaborazione dopo il voto che ha lasciato trasparire una profonda frattura fra le due principali Cariche dello Stato.

Ciò nonostante, in un’intervista al canale ICTV, Domenica, 19 Ottobre, il Premier Yatsenyuk ha accolto con favore l’invito del Presidente, sostenendo che la coalizione deve essere varata al più presto.

Inoltre, Yatsenyuk ha ritenuto che la realizzazione dei punti dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina debba essere la vera priorità del nuovo Governo, che deve essere composto da facce nuove ed energie fresche.

Critiche alle parole di Yatsenyuk, e anche a quelle del Presidente Poroshenko, sono invece provenute da Yulia Tymoshenko, ex-Premier e Leader del Partito di orientamento social-popolar-democratico Batkivshchyna, che ha evidenziato come non si possa attuare alcun avvicinamento all’Europa senza prima avviare una lotta alla corruzione a tutto campo.

Come riportato durante un’intervista alla televisione Inter, la Tymoshenko ha evidenziato come, per tenere fede alle speranze di cambiamento del popolo ucraino, sia necessaria anche una totale lustrazione delle personalità colluse con il sistema di potere autoritario imposto nel Paese dall’ex-Presidente Yanukovych.

“Fino a quando la corruzione sarà istituzionalizzata e ben integrata nella nostra società non avrà alcun senso parlare di integrazione europea, né di riforme che possano avvicinare l’Ucraina agli standard europei. Come ci fanno notare in molti in Occidente, la caduta di Yanukovych non ha comportato la fine della corruzione, che ha cambiato cognomi ed è tuttora presente nel Paese” ha dichiarato la Tymoshenko, che è stata la principale vittima delle persecuzioni politiche dell’ex-Presidente ucraino.

Yatsenyuk e Lyashko già si contendono il Premierato

Lo scambio di battute tra Poroshenko, Yatsenyuk e Tymoshenko lascia presagire una corsa elettorale al fotofinish, con le tre principali forze del campo democratico fortemente in concorrenza tra loro, al punto da pregiudicare una possibile collaborazione in un Governo di coalizione.

Poroshenko, il cui Blocco è dato in testa dai principali sondaggi con il 30% dei consensi, avrebbe infatti l’intenzione di isolare la Tymoshenko dal Governo mettendo in minoranza Batkivshchyna, che è data seconda con il 9% dei voti dalle ultime rilevazioni sociologiche.

Come riportato dall’autorevole Reuters, il Presidente sarebbe disposto a creare una colazione con il Fronte Popolare, dato al 7%, aperta sia alla moderata Hromadyanska Pozytsya, data anch’essa al 7%, che al Partito Radicale di Ucraina, stimato al terzo posto con l’8% dei consensi.

L’ingresso del Partito Radicale nella coalizione provocherebbe un precedente scomodo per Poroshenko, dal momento in cui il Capo dei radicali, Oleh Lyashko, ha già fatto sapere di ambire alla poltrona di Premier, a cui il Leader del Fronte Popolare Yatsenyuk non intende affatto rinunciare.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Ucraina: il Presidente Poroshenko e il Premier Yatsenyuk corrono separati alle Elezioni

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 13, 2014

Il Blocco Poroshenko del Presidente e il Fronte Popolare del Premier Yatsenyuk si accordano solo su candidature armonizzate in 10 collegi su 225. La competizione delle Elezioni Parlamentari Anticipate sempre più polarizzata, con UDAR di Vitaly Klichko che confluisce nel Blocco e le più importanti personalità del Partito Batkivshchyna di Yulia Tymoshenko che passano tra le fila del Fronte

Un’alleanza leggera, e non la lista unica come richiesto dai partecipanti della Rivoluzione della Dignità, la protesta pacifica che sul Maidan di Kyiv ha portato alla caduta dell’Amministrazione autoritaria dell’ex-Presidente Viktor Yanukovych. Nella giornata di venerdì, 12 Settembre, il Presidente ucraino, Petro Poroshenko, e il Premier, Arseniy Yatsenyuk, non sono riusciti a trovare l’accordo per la costituzione di una lista comune per le Elezioni Parlamentari anticipate.

Come riportato dal ben informato Dzerkalo Tyzhnya, la riunione, durata fino alle quattro del mattino, non ha portato che la promessa da parte del Blocco Poroshenko -coalizione di Partiti a sostegno del Presidente ucraino- di non presentare propri candidati in 10 collegi su 225 per non intralciare il Fronte Popolare: il Partito appena formato dal Presidente Yatsenyuk.

A impedire l’accordo per una lista comune sarebbero state le richieste dello stesso Yatsenyuk, che oltre alla posizione di capolista e la sua conferma a Capo del Governo, avrebbe chiesto l’1/3 dei posti per esponenti del Fronte Popolare e la garanzia di riconferma a Speaker del Parlamento per Oleksandr Turchynov.

Il mancato accordo tra Poroshenko e Yatsenyuk lascia intravedere una competizione molto serrata, nella quale il Blocco del Presidente e il Fronte del Premier si contenderanno il consenso dei sostenitori delle proteste pacifiche del Maidan, che, tuttavia, hanno chiesto unità al campo democratico per fronteggiare l’aggressione militare della Russia.

Nella competizione elettorale, il Blocco Poroshenko parte nettamente favorito non solo per il largo consenso riscosso dal Presidente, ma sopratutto per l’accordo di unione raggiunto con il Partito UDAR, come riportato dall’agenzia Ukrayinski Novyny.

UDAR, forza politica di orientamento moderato, ha disposto di confluire nella lista del Presidente sulla base di un accordo tra Poroshenko e il suo leader, il Sindaco di Kyiv Vitaly Klichko, così da rafforzare la realizzazione del programma del Capo dello Stato, che prevede il rispetto dell’integrità territoriale ucraina e la presentazione della domanda di ingresso nell’Unione Europea e nella NATO.

Sull’altro lato della barricata, il Fronte Popolare si presenta con una rosa di nomi pesanti, pronti a rastrellare voti tra i sostenitori del Maidan che durante le proteste contro l’Amministrazione Yanukovych prima, e in occasione dell’aggressione militare russa poi, hanno preso parte attiva alla causa della democrazia e della libertà in Ucraina, mettendo a repentaglio anche la propria vita.

Oltre alla parte politica, composta dal Premier Yatsenyuk, dallo Speaker Turchynov, dal Ministro degli Interni Arsen Avakov, dall’ex-Segretario del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa Andriy Parubiy, ad entrare nel Fronte Popolare è stata anche Tetyana Chornovol: la giornalista attivista del Maidan barbaramente picchiata la notte di Natale del 2013.

Come riportato dall’autorevole televisione Hromadske TV, a ingrossare le fila del Fronte Popolare, e a calamitare il consenso dei delusi dalla politica difensiva del Presidente Poroshenko, è anche la presenza di Comandanti e militari dei reparti dell’esercito regolare impegnati a difendere l’Ucraina dall’invasione russa: i battaglioni Azov, Dnipro, Zoloti Vorota, Chernihiv e Mirotvorets, e lo squadrone Artemivsky.

La Tymoshenko corre sola

Oltre alla corsa separata tra il Blocco Poroshenko e il Fronte Popolare, a inasprire la divisione nel campo democratico ucraino è la corsa separata di Batkivshchyna, il Partito di orientamento social-popolar-democratico dell’ex-Premier Yulia Tymoshenko.

Nonostante il carisma della Tymoshenko, capace ancora di attrarre consensi grazie alla sua battaglia in sostegno dell’ingresso immediato dell’Ucraina nella NATO, Batkivshchyna appare fortemente indebolita dalla fuoriuscita delle personalità che hanno creato il Fronte Popolare, a partire dal Premier Yatsenyuk e dallo Speaker Turchynov: lo storico braccio destro dell’ex-Premier ucraina.

La nascita del Fronte Popolare, e il suo mancato accordo con il Blocco Poroshenko, porta anche ad una vera e propria rivoluzione nei sondaggi che, finora, hanno visto la coalizione del Presidente capeggiare quasi senza rivali.

Secondo il più recente sondaggio del Centro Internazionale di Sociologia di Kyiv, il Blocco Poroshenko -composto dal Partito del Presidente Solidarnist, di orientamento centrista, e da UDAR- otterrebbe il 34% dei voti, seguito dal Partito Radicale Ucraino di Oleh Lyashko con il 20,1% dei consensi, dalla moderata-conservatrice Hromadyanska Pozytsya con il 10,5%, e da Batkivshchyna con il 10,1%.

Ad entrare in Parlamento, sempre secondo questo sondaggio, sarebbero anche l’ultraconservatrice Svoboda con il 7% e il Blocco delle Forze Unite -composto dal Partito delle Regioni dell’ex-Presidente Yanukovych, dalla forza politica Ukrayina Upered, dal Partito dello Sviluppo d’Ucraina, dal Partito Socialista d’Ucraina, e dai comunisti.

Tuttavia, nella rilevazione manca la stima del peso politico che il Fronte Popolare, forte di una squadra composta da nomi di tutto rispetto, potrebbe fare pesare per contendere la leadership al Blocco Poroshenko e limitare ancor più il consenso di Batkivshchyna.

Matteo Cazzulani
Analista di Politica dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Ucraina: Klichko si allea con Poroshenko alle Elezioni Parlamentari

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 3, 2014

Il Partito moderato UDAR del Sindaco di Kyiv si allea con la coalizione elettorale del Presidente ucraino per tenere fede ai patti stretti già durante le elezioni dello scorso Maggio. Il Blocco Poroshenko invitato nel PPE

Il Sindaco di Kyiv corre con il Presidente anche alle Elezioni Parlamentari anticipate: tutto come previsto, così come già è stato del resto per le Presidenziali dello scorso Maggio.

Nella giornata di lunedì, Primo di Settembre, il Partito di ispirazione moderata UDAR del Sindaco di Kyiv, Vitaly Klichko, ha dichiarato di aderire al Blocco Poroshenko: lista di orientamento centrista che punta a riunire tutte le forze del campo democratico ucraino per dare un forte sostegno in Parlamento alla realizzazione del programma con cui il Presidente, Petro Poroshenko, è stato eletto dal 54% degli ucraini lo scorso 25 Maggio.

Nello specifico, Poroshenko ha promesso il mantenimento dell’integrità territoriale ucraina, messa oggi a repentaglio dall’aggressione militare della Russia di Putin, e la presentazione della domanda di adesione all’Unione Europea prima della fine del suo mandato.

L’impegno europeista del Presidente ha già portato non solo alla firma dell’Accordo di Associazione con l’UE, ma anche all’invito ufficiale del Blocco Poroshenko nel Partito Popolare Europeo: forza politica del centrodestra dell’UE di cui, per quanto riguarda l’Ucraina, già fanno parte Batkivshchyna e UDAR.

Come riportato dall’autorevole Ukrayinska Pravda, la decisione di UDAR di aderire al Blocco del Presidente è in linea con il memorandum di collaborazione politica firmato lo scorso Marzo tra Klichko e Poroshenko per unire le forze durante campagna elettorale, e consentire così a entrambi i politici la vittoria rispettivamente nelle elezioni amministrative di Kyiv e a quelle per la nomina a Capo dello Stato.

“Con il Blocco Poroshenko stiamo ancora discutendo la modalità di collaborazione, ma si tratta solo di tecnicismi: siamo convinti della necessità di collaborare con il blocco del Presidente” ha dichiarato il Capogruppo di UDAR in Parlamento, Vitaly Kovalchuk.

Oltre ad UDAR, vicini al Blocco Poroshenko sono dati per certi anche il Premier, Arseniy Yatsenyuk, lo Speaker del Parlamento, Oleksandr Turchynov, e l’ex-Segretario del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa, Andriy Parubiy, che, come confermato dalla stampa ucraina, hanno rotto quasi definitivamente con Batkivshchyna: il Partito di orientamento social-popolare-democratico guidato dall’ex-Premier, Yulia Tymoshenko.

A motivare la decisione di Yatsenyuk, Turchynov e Parubiy, manifestata lo soccorso 27 Agosto con l’uscita anticipata dalla sala durante il congresso di Batkivshchyna, è stata sia la decisione della Segreteria del Partito di lasciare le redini del Partito alla Tymoshenko, che la scelta di stabilire le alleanze dopo le Elezioni Parlamentari.

“Abbiamo persino proposto di candidare Yatsenyuk di nuovo alla guida del Governo. Yatsenyuk, Turchynov e Parubiy non hanno presentato alcuna richiesta ufficiale di lasciare il Partito” ha dichiarato il Vicecapo di Batkivshchyna, Andriy Kozhemyakin, per cercare di spegnere le polemiche.

Nonostante le rassicurazioni molto politiche di Kozhemyakin, la Tymoshenko non ha perso tempo, ed ha rilanciato l’attività politica di Batkivshchyna concentrando le proposte programmatiche in tre punti: indizione di un referendum per l’ingresso dell’Ucraina nella NATO, ratifica immediata dell’Accordo di Associazione in Parlamento, dichiarazione dello Stato di Guerra nelle regioni invase dall’esercito russo.

Votazioni difficili nelle zone di guerra

Proprio le zone in cui è in corso la guerra hanno portato la Commissione Elettorale Centrale ad invitare il Parlamento ad approvare misure straordinarie a tutela della sicurezza degli elettori delle regioni di Donetsk e Luhansk, e ha permesso agli sfollati di votare nei collegi elettorali delle città in cui essi sono fuggiti.

Inoltre, come riportato da Dzerkalo Tyzhnya, la Commissione ha concesso la possibilità ai cittadini della Crimea di votare presso le sezioni elettorali delle regioni adiacenti secondo le liste presentate in quei collegi.

Le Elezioni Parlamentari anticipate si svolgeranno il 26 Ottobre secondo un sistema misto: metà dei deputati sarà eletta in base a liste nazionali, mentre l’altra metà sarà scelta in collegi uninominali.

Secondo i più recenti sondaggi, l’alleanza tra Blocco Poroshenko e UDAR consentirebbe a Poroshenko e Klichko di vincere le elezioni, in quanto la forza del Presidente otterrebbe il 20,3% dei consensi, mentre quella del Sindaco di Kyiv il 9% dei voti.

A seguire, si classificherebbero il Partito Radicale ucraino di Oleh Lyashko con il 20,5% dei consensi, Batkivshchyna con il 15% dei voti, e la moderata Hromadyanska Pozytsya con il 10%.

A chiudere sarebbero la progressista Sylna Ukrayina e l’ultraconservatrice Svoboda, entrambe con il 5% dei consensi.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Elezioni in Ucraina: il Presidente Poroshenko presenta una propria lista

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 28, 2014

Il Capo dello Stato ucraino invita gli elettori a sostenere il Blocco Poroshenko per consentirgli la realizzazione in tempi brevi del programma elettorale con cui egli ha trionfato nelle Elezioni Presidenziali dello scorso Maggio. L’ex-Premier Yulia Tymoshenko divorzia con il Premier Yatsenyuk, lo Speaker della Rada Turchynov e il Ministro degli Interni Avakov, che escono da Batkivshchyna.

Da Partito della solidarietà a grande coalizione nazionale a sostegno della figura del Presidente. Nella giornata di mercoledì, 27 Agosto, il Partito ucraino Solidarnist, forza di orientamento centrista fondata e guidata dal Presidente dell’Ucraina, Petro Poroshenko, ha cambiato nome in Blocco Poroshenko.

La decisione, che come riportato dall’autorevole Dzerkalo Tyzhnya è stata presa per acclamazione dal congresso di Solidarnist, è stata annunciata dal neoeletto capo del Blocco, Yuri Lutsenko: una figura storica della politica ucraina che, oltre ad essere stato Ministro degli Interni sotto differenti Governi, è uno dei più noti detenuti politici dell’era dell’ex-Presidente, l’autoritario filorusso Viktor Yanukovych.

A motivare il cambio del nome di Solidarnist è stato lo stesso Presidente Poroshenko, che, in un intervento dinanzi ai delegati del Congresso del suo Partito, ha evidenziato la necessità di dare vita ad una forza politica che sia realmente impegnata nel sostenere la realizzazione del programma con cui il Capo dello Stato è stato eletto alla guida dell’Ucraina nelle Elezioni Presidenziali dello scorso 25 Maggio.

Oltre alla necessità di dare una mano ad un Presidente che, ad oggi, non può contare su una solida maggioranza in Parlamento, la nascita del Blocco Poroshenko è anche una strategia di marketing elettorale tesa a raggruppare tutte le forze del campo democratico sotto un’unica lista guidata dal Presidente.

La nascita del Blocco Poroshenko, al quale Lutsenko ha escluso la partecipazione dell’ex-Presidente, Viktor Yushchenko -accusato di avere tradito gli ideali democratici grazie ai quali egli stesso è stato eletto nel 2004, a seguito della “Rivoluzione Arancione”- è stata rivolta in primis al Partito di ispirazione moderata UDAR del Sindaco di Kyiv, Vitaliy Klichko, che ha attivamente collaborato con il Presidente per garantire la sua vittoria alle scorse Elezioni Presidenziali.

L’efficacia dell’operazione politica del Blocco Poroshenko ha avuto subito ripercussioni presso il Partito di orientamento social-popolare-democratico Batkivshchyna dell’ex-Premier, nonché principale detenuta politica dell’era Yanukovych, Yulia Tymoshenko.

Come riportato dall’autorevole Ukrayinska Pravda, Batkivshchyna, riunita a congresso quasi in contemporanea con Solidarnist, ha registrato la fuoriuscita di importati personalità del Partito, come quella del Premier, Arseniy Yatsenyuk, dello Speaker della Rada -nonché tradizionale braccio destro della Tymoshenko- Oleksandr Turchynov, e del Ministro degli Interni, Arsen Avakov.

Come riportato da Avakov sul suo account Twitter, il divorzio dalla Tymoshenko -politicamente importante per quanto riguarda il Premier Yatsenyuk, storicamente drammatico per quanto riguarda lo Speaker Turchynov- è motivato dal dissenso sulla linea proposta dalla Segreteria Nazionale di Batkivshchyna.

la Segreteria del Partito della Tymoshenko ha chiesto la ri-candidatura di Yatsenyuk a Premier, la ri-elezione di Lady Yu -com’è denominata la Tymoshenko- a capo di Batkivshchyna, e il mantenimento della forza politica social-popolare-democratica all’opposizione del Presidente Poroshenko.

Il dissenso interno a Batkivshchyna conferma le voci in merito al passaggio del Premier Yatsenyuk alla corte del Presidente Poroshenko, che avrebbe offerto all’attuale Capo del Governo la guida della lista del suo Blocco e, in seguito, la riconferma alla guida dell’Esecutivo.

A motivare la scelta di Yatsenyuk, Turchynov e Avakov di abbandonare il loro storico Partito, a cui devono la loro crescita e l’affermazione politica, sono anche i recenti sondaggi, che danno Blocco Poroshenko molto più in alto rispetto che a Batkivshchyna.

Il nuovo Blocco è già quasi il più votato

Secondo una rilevazione sociologica dello scorso 15 Luglio, il Blocco Poroshenko sarebbe infatti la seconda forza ad entrare in Parlamento con il 20,3% dei consensi, davanti a Batkivshchyna -terza con il 15% dei voti- alla moderata Hromadyanska Pozytsya -quarta con il 10%- a UDAR -quinta con il 9%- all’ultraconservatrice Svoboda e alla progressista Sylna Ukrayina -appaiate entrambe al 5%.

A superare il Blocco Poroshenko, con il 20,5%, sarebbe, sempre secondo i sondaggi, il Partito Radicale di Ucraina del Parlamentare Oleh Lyashko: un fuoriuscito di Batkivshchyna che punta ad ottenere il voto dell’elettorato definibile come populista che finora si è orientato sul Partito della Tymoshenko.

Numeri alla mano, il Presidente è privo della possibilità di formare una coalizione a lui fedele, che sia composta dal Blocco Poroshenko, da UDAR e dalla Hromadyanska Pozytsya.

Lo scopo della coalizione pro-Poroshenko è quello di isolare in un sol colpo il Partito della Tymoshenko da un lato e, dall’altro, l’ultraconservatrice Svoboda, con cui il Presidente Poroshenko non ha mai avuto buoni rapporti.

Per innalzare il rating del suo Partito, Poroshenko ha fatto appello all’unità di tutte le forze democratiche, affinché esse possano trovare un accordo per la realizzazione di liste unitarie.

Dati alla mano, la partecipazione delle forze democratiche in una sola lista è destinata ad incrementare sensibilmente il consenso dell’elettorato alla lista di Poroshenko.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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