LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

MAZOWIECKI: LA TYMOSHENKO E’ DETERMINATA NONOSTANTE LA DURA DETENZIONE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 23, 2012

Il Primo Premier della Polonia libera incontra la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina nella cella della colonia penale dove è incarcerata per una sentenza politica. Pochi giorni prima il colloquio è stato rifiutato al Ministro degli Esteri della Svezia, Carl Bildt 

La Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo

La sofferenza dettata dalla malattia e dallo stress dovuto alla continua osservazione in carcere e la tenacia della Leader di Ferro che non si arrende nemmeno dinnanzi alla detenzione politica. Secondo quanto riportato dal primo Premier della Polonia libera, Tadeusz Mazowiecki, oggi consigliere del Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Yulia Tymoshenko, è consapevole in maniera lucida ed amaramente chiara della sua situazione personale e di quella del suo Paese.

Durante l’incontro, avvenuto presso la cella del carcere in cui la Tymoshenko è detenuta da quasi un anno, la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina ha espresso preoccupazione per l’interruzione dell’integrazione europea dell’Ucraina dovuta alla campagna di repressione politica attuata dal Presidente, Viktor Yanukovych, che, oltre alla Tymoshenko, ha portato all’arresto di un’altra decina di esponenti del dissenso arancione filo-occidentale.

La Leader dell’Opposizione Democratica, che non ha espresso alcuna offesa alle Autorità oggi al potere, si è detta profondamente turbata anche dinnanzi alla modalità di svolgimento delle prossime Elezioni Parlamentari, che ritiene possano essere falsificate da brogli elettorali perpetrati dall’Amministrazione Presidenziale similmente a quanto fatto durante la tornata amministrativa dell’Ottobre 2010.

La Tymoshenko ha inoltre riconosciuto di avere compiuto degli errori durante la sua condotta di Governo – capeggiato a fasi alterne dal 2005 al 2009, dopo avere guidato nel 2004 il processo democratico in Ucraina, passato alla storia come Rivoluzione Arancione – ma, a differenza del Presidente Yanukovych, ha illustrato come ella non si sia mai discostata dal rispetto della democrazia, dei diritti civili e della tutela della libertà di stampa.

“La Tymoshenko non prova rancore e non è aggressiva con le Autorità, è lucida e razionale – ha dichiarato Mazowiecki all’autorevole Gazeta Wyborcza – Non è abbattuta moralmente dal dolore dell’ernia al disco che i medici tedeschi stanno cercando di curare, ma è turbata dallo stress derivato dal fatto di essere sorvegliata in maniera costante”.

La possibilità che ha avuto Mazowiecki di visitare la Leader dell’Opposizione Democratica è un privilegio che raramente Yanukovych concede a politici occidentali. Pochi giorni prima, un colloquio in carcere con la Tymoshenko è stato negato al Ministro degli Esteri svedese, Carl Bildt.

Secondo le Autorità Carcerarie, la Leader dell’Opposizione Democratica avrebbe già intrattenuto troppi incontri con altri esponenti di spicco della politica europea ed occidentale, accorsi presso la colonia penale Kachanivsky di Kharkiv per esprimere la loro vicinanza alla guida della Rivoluzione Arancione.

Il Senato USA chiede sanzioni per le Autorità ucraine

Particolarmente critica è stata la reazione della Comunità Occidentale. La Commissione Europea ha dichiarato che la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina – documento con cui Kyiv otterrebbe da Bruxelles lo status di partner privilegiato, e il varo di una Zona di Libero Scambio per integrare l’economia ucraina a quella europea – non è possibile dinnanzi al comportamento autocratico di Yanukovych.

Nella notte di sabato, 22 Dicembre, il Senato degli Stati Uniti d’America ha approvato all’unanimità una risoluzione che richiede la liberazione immediata della Tymoshenko e degli altri detenuti politici del campo democratico ucraino.

Inoltre, la Camera Alta statunitense ha richiesto il divieto di ingresso negli USA per il Presidente ucraino e per tutti gli esponenti delle Autorità Governative collusi con i processi organizzati per escludere i dissidenti arancioni dalla vita pubblica dell’Ucraina.

Yulia Tymoshenko è stata condannata l’11 Ottobre 2011 a sette anni di detenzione in isolamento, più tre di interdizione dalla vita politica, per avere firmato, il 19 Gennaio 2009, accordi energetici con la Russia ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato – che, tuttavia, hanno salvato l’Ucraina e l’Europa da una forte crisi energetica provocata dall’interruzione strumentale dell’invio di gas da parte dei russi per fini geopolitici.

Il verdetto è stato formulato dopo un processo palesemente irregolare, con la Tymoshenko arrestata preventivamente dal 5 Agosto nonostante la sua malattia -perché ritenuta soggetto potenzialmente pericoloso per il prosieguo della indagini – la difesa costantemente privata della possibilità di convocare testimoni, e prove a favore dell’Accusa costruite in maniera sommaria e poco veritiera – alcune delle imputazioni datate addirittura il 31 Aprile!.

Matteo Cazzulani

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FORUM DELLA STRATEGIA EUROPEA DI YALTA: TRA UE ED UCRAINA E ROTTURA DEFINITIVA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 15, 2012

Il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, aspramente criticato dai rappresentanti dell’Unione Europea e dall’ex-Segretario di Stato USA, Condoleeza Rice, per gli arresti politici dei principali Leader dell’Opposizione Democratica. Perplessità anche da parte dell’ex-Capo di Stato polacco, Aleksander Kwasniewski, finora sempre attento al mantenimento del dialogo con Kyiv.

Il presidente ucraino, Viktor Yanukovych

Si sarebbe dovuto parlare di economia, invece il tema principale è stato il destino geopolitico di un’Ucraina che appare sempre più lontana dalla comunità Occidentale. Durante i lavori di apertura del prestigioso Vertice della Strategia Europea di Yalta – YES: kermesse internazionale partecipata da centinaia di personaggi di spicco della politica e della finanza mondiale, organizzata dal businessman ucraino Viktor Pinchuk – a tenere banco è stata la forte critica espressa dall’Unione Europea e dagli Stati uniti d’America nei confronti del mancato rispetto dei diritti civili e della democrazia da parte del padrone di casa, il Presidente dell’Ucraina, Viktor Yanukovych.

Con una nota, emanata dall’Ambasciata UE di Kyiv, il Ministro degli Esteri svedese, Karl Bildt, il Presidente della Commissione Affari Esteri del Parlamento Europeo, Elmar Brok, e il Commissario UE all’Allargamento e all’Integrazione, Stefan Fule, hanno notato un peggioramento nella situazione ucraina rispetto all’anno precedente, dal quale potrebbe originarsi una rottura totale delle relazioni tra Bruxelles e Kyiv.

In particolare, i tre rappresentanti UE hanno contestato l’uso della magistratura per per eliminare dalla competizione elettorale gli avversari più temuti dal Presidente ucraino – come la Leader dell’Opposizione Democratica, Yulia Tymoshenko, e l’ex-Ministro degli Interni, Yuri Lutsenko – ed hanno evidenziato come solo l’organizzazione di Elezioni Parlamentari pienamente regolari possa legittimare il nuovo Parlamento ucraino.

“L’attuale situazione impossibilita a due dei Leader dell’Opposizione di prendere parte alle prossime Elezioni Parlamentari – riporta la nota dei tre rappresentati UE – Essi sono stati condannati a seguito di processi nei quali gli standard di correttezza, trasparenza e regolarità non sono stati rispettati”.

Non di meno è stata la presa di posizione dell’ex-Segretario di Stato USA, Condoleeza Rice, che ha invitato il popolo ucraino ad esercitare pressione sulle sue Autorità per evitare che il Paese sia definitivamente emarginato dalla Comunità Occidentale.

Palese è stato anche il comportamento assunto dalla Rice al termine della prima tavola rotonda della kermesse. Finita la discussione, ella è accorsa verso il palco per salutare il Premier turco, Tajip Erdogan, ignorando apertamente il Presidente Yanukovych.

“Credo nella forza delle istituzioni democratiche e nella volontà dei popoli – ha dichiarato la Rice – tutto il Mondo guarda al caso Tymoshenko, alla sua detenzione politica, e alle prossime Elezioni Parlamentari con estremo interesse”.

La presa di posizione dell’UE, che finora ha dichiarato di attendere l’esito della consultazione parlamentare prima di chiudere definitivamente le porte all’Ucraina, sa di vero cartellino rosso per Yanukovych ancor prima del termine delle Elezioni di fine Ottobre.

Dunque, sembra essere definitivamente sospesa la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: documento con cui Bruxelles è pronta a concedere a Kyiv lo status di partner privilegiato e ad aprire una Zona di Libero Scambio per integrare l’economia ucraina a quella europea.

In seguito all’arresto di Yulia Tymoshenko, il 19 Dicembre 2011 la Commissione Europea ha congelato il varo dell’Accordo, ritenendo le Autorità ucraine non abbastanza mature sul piano del rispetto dei diritti civili e della democrazia per essere ammesse nella Comunità politica del Vecchio Continente.

Yanukovych guarda alla Russia e all’Eurasia

La preoccupazione dell’Occidente per la condotta antidemocratica di Yanukovych si è letta anche nelle domande poste al Presidente ucraino dal moderatore della tavola rotonda, l’ex-Presidente della Polonia, Aleksander Kwasniewski.

Il Capo di Stato polacco Emerito – che ha sempre cercato di mantenere buoni rapporti con l’Ucraina nonostante le palesi violazioni della democrazia sulle Rive del Dnipro – non ha potuto esimersi dal sollevare la questione legata alla detenzione politica di Yulia Tymoshenko, senza, tuttavia, ottenere risposta alcuna da Yanukovych.

Il Presidente ucraino, pur riconoscendo lo stallo intercorso nelle relazioni tra l’Unione Europea e l’Ucraina in seguito alle richieste di Bruxelles sul caso Tymoshenko, ha ritenuto che Kyiv si stia avvicinando agli standard europei grazie alle riforme approntate dal Governo da lui instaurato dopo la sua salita al potere, nel Febbraio 2010.

Tuttavia, la posizione di Yanukovych si è dimostrata essere ben lontana dall’Europa, e molto più vicina all’Eurasia. Durante il suo discorso, il Presidente ucraino ha espresso la volontà di rafforzare la presenza del suo Paese nei processi di integrazione eurasiatici voluti dalla Russia di Putin per sancire l’egemonia politica di Mosca nello spazio ex-sovietico.

Tra le priorità della politica estera ed economica dell’Ucraina, Yanukovych ha contemplato rispettivamente Russia, Cina e India, senza alcuna menzione all’UE. Inoltre, il Capo di Stato ucraino ha dichiarato ufficialmente di ambire all’ottenimento per l’Ucraina dello status di Paese osservatore dell’Unione Eurasiatica – oggi composta da Russia, Bielorussia, Kazakhstan e Kyrgyzstan.

Matteo Cazzulani

YULIA TYMOSHENKO SENZA CONTATTI CON POLITICI E STAMPA DURANTE LA CAMPAGNA ELETTORALE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 13, 2012

La Leader dell’Opposizione Democratica ucraina impossibilitata ad incontrare esponenti di spicco dell’Unione Europea e giornalisti di testate nazionali ed internazionali a causa di un ordine delle Autorità Carcerarie. Peggiora la situazione della libertà di stampa in Ucraina, con il divieto di trasmettere all’estero imposto al canale indipendente TVi.

La leader dell’opposizione democratica, Julija Tymoshenko, durante una seduta del processo

Allontanata dal Mondo, dalla politica, e dal contatto con i media nazionali ed internazionali a un mese circa da un importante appuntamento elettorale nel suo Paese. Nella giornata di mercoledì, 12 Settembre, la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, l’ex-Primo Ministro Yulia Tymoshenko, si è vista negare la possibilità di ricevere la visita di una nutrita delegazione di esponenti di spicco dell’Unione Europea, tra cui il Ministro degli Esteri svedese, Karl Bildt, e l’ex-Presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek.

Secondo le Autorità Carcerarie dell’Ospedale dei Ferrovieri di Kharkiv – dove la Tymoshenko è stata tardivamente ricoverata per curare una grave ernia al disco a lungo trascurata durante i primi mesi della sua detenzione – la Leader dell’Opposizione Democratica ha già incontrato altri esponenti UE, e la visita di Bildt e Buzek la avrebbe disturbata durante la somministrazione delle cure giornaliere.

Proteste sono state sollevate dall’avvocato della Tymoshenko, Serhii Vlasenko, che ha sottolineato come la la Leader dell’Opposizione Democratica abbia il diritto di ricevere visite di politici, famigliari e di chiunque sia intenzionato a esprimerle la propria vicinanza.

Inoltre, il Difensore dell’ex-Primo Ministro ha denunciato minacce da parte delle Autorità Carcerarie nei confronti della compagna di cella della Tymoshenko, “rea” di avere reso pubblica una lettera in cui ha confermato le ripetute pressioni psicologiche esercitate su di lei e sulla Leader dell’Opposizione Democratica da parte della polizia penitenziaria.

A prendere la parola, seppur solo in maniera figurata, è stata la stessa Yulia Tymoshenko, che ha emanato una nota in cui ha lamentato l’impossibilità di interagire con i giornalisti inviati dai principali media nazionali indipendenti e da quelli internazionali. La Leader dell’Opposizione Democratica ha invitato le Autorità Carcerarie a non privarla di un diritto che le spetta in quanto personaggio di spicco della politica ucraina coinvolto nella campagna elettorale per le prossime Elezioni Parlamentari.

In merito al voto ucraino sono intervenuti anche il Consiglio d’Europa e l’OSCE. I due organismi internazionali hanno dichiarato di tenere da conto l’assenza forzata della Leader dell’Opposizione Democratica dalle prossime Elezioni Parlamentari nel loro giudizio complessivo sull’andamento di una consultazione dalla cui regolarità dipende il mantenimento in vita delle prospettive di integrazione europea dell’Ucraina.

In seguito all’arresto della Tymoshenko, avvenuto l’11 Ottobre 2011, la Commissione Europea ha congelato la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina – documento con cui Bruxelles avrebbe concesso a Kyiv lo status di partner privilegiato dell’Unione Europea, ed avrebbe costituito una Zona di Libero Scambio per integrare il mercato ucraino con quello dell’Europa – e ne ha condizionato il varo definitivo all’effettivo rispetto della democrazia e della libertà sulle Rive del Dnipro.

Ad aggravare la posizione internazionale di Kyiv, e del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, è anche il mancato rispetto della libertà di stampa in Ucraina. Martedì, 11 Settembre, il canale TVi – noto per proporre un’informazione spesso critica nei confronti dell’Amministrazione Presidenziale – è stato sanzionato con una forte multa, ed è stato impossibilitato a trasmettere all’estero senza l’autorizzazione delle Autorità.

Le misure, che mercoledì, 12 Settembre, hanno scatenato una partecipata protesta di piazza, sono state cancellate con un provvedimento urgente del Ministero dello Sviluppo Economico solo nella mattinata di giovedì, 13 Settembre.

Tuttavia, il tardivo intervento non mitiga l’atteggiamento che le Autorità ucraine hanno assunto con il mondo dell’informazione: non è la prima volta che TVI, così come altri canali critici nei confronti del Presidente Yanukovych, sono oggetto di pressioni ed azioni di disturbo da parte delle Autorità.

Arrestati per motivi politici

La Tymoshenko, nota in occidente per avere guidato nel 2004 il processo democratico in Ucraina, passato alla storia come Rivoluzione Arancione, è stata condannata l’11 Ottobre 2011 a sette anni di detenzione in isolamento più altri tre di interdizione dalla vita politica per avere firmato, nel Gennaio 2009, accordi energetici ritenuti svantaggiosi per le casse dello Stato.

Per avere preso una decisione politica, la Leader dell’Opposizione Democratica è stata arrestata in misura cautelativa, ed è stata sottoposta ad un processo dalla palese irregolarità, con la Difesa sistematicamente privata dei suoi diritti e un Corte intenzionata a condannare l’imputata nonostante la maggior parte dei testimoni abbia scagionato l’ex-Primo Ministro.

La Tymoshenko ha sempre ritenuto colpevole del suo arresto il Presidente, Viktor Yanukovych, intenzionata a cancellare dalla scena politica la sua più insidiosa concorrente.

Oltre alla Leader dell’Opposizione Democratica, ad essere stati arrestati per ragioni politiche, o costretti all’esilio, è un’altra decina di esponenti del dissenso arancione, tra cui l’ex-Ministro degli Interni, Yuri Lutsenko, e l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn.

Matteo Cazzulani

Una visita della Merkel avvicina la Moldova all’Unione Europea

Posted in Moldova, Unione Europea by matteocazzulani on August 26, 2012

Il Cancelliere tedesco applaude ai progressi in ambito democratico compiuti da Chisinau, e conferma la buona strada intrapresa dalle Autorità moldave per la firma dell’Accordo di Associazione con l’UE. A favorire tale posizione e Stato anche il regresso democratico in Ucraina, che ha allontanato Kyiv da Bruxelles

Chisinau e sulla buona strada, anche se i chilometri da percorrere per raggiungere l’Europa sono ancora molti. Nella giornata di martedì, 22 Agosto, il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha compiuto una visita ufficiale in Moldova, durante la quale la Leader della Germania ha confermato la prospettiva europea di Chisinau.

Nello specifico, la Merkel, che ha incontrato il Primo Ministro moldavo, Vladimir Filat, e il Presidente, Nicolae Timofti ha affrontato diverse tematiche, come la lotta alla corruzione, le riforme in senso economico e democratico, e la questione della Transnistria.

Il Cancelliere tedesco ha espresso soddisfazione per le riforme attuate da Chisinau in linea con quanto suggerito dall’Unione Europea. Secondo la Merkel, questo fatto posiziona di diritto la Moldova in prima fila tra i Paesi della Politica di Partenariato Orientale UE candidati all’ottenimento dell’Accordo di Associazione: documento con cui Bruxelles riconosce lo status di partner privilegiato, e vara una Zona di Libero Scambio con il Paese cofirmatario.

Positive sono state le reazioni da parte moldava, che ha giudicato la mezza giornata trascorsa dalla Merkel come un via libera ad un’integrazione nell’UE che la coalizione di Governo liberal-democratica – nominata per l’appunto Alleanza per l’Integrazione Europea – ha posto in cima alla sua agenda.

Con una nota, il Ministero degli Esteri di Chisinau ha dichiarato soddisfazione per il sorpasso compiuto dalla Moldova ai danni dell’Ucraina tra i Paesi in attesa della concessione dell’Accordo di Associazione.

La Diplomazia moldava ha infatti ricordato come, nel Dicembre 2011, gli arresti politici compiuti in Ucraina da parte del Presidente Viktor Yanukovych abbiano comportato il congelamento della firma del documento, e, de facto, depennato Kyiv tra le priorità della politica estera di Bruxelles.

Come sancito dall’ultimo vertice del Partenariato Orientale di Varsavia, la prospettiva di allargamento dell’UE ai Paesi dell’Europa Orientale – Ucraina, Moldova e Georgia – resta una priorità della politica estera UE, nonostante la crisi economica interna alla zona euro.

Dopo la condanna al carcere inflitta per motivi politici alla Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Yulia Tymoshenko, l’Unione Europea anziché l’Ucraina ha preferito concentrare gli sforzi per l’integrazione con Bruxelles di Moldova e Georgia.

Chisinau ha compiuto progressi notevoli in ambito democratico, ma ancora deve realizzare molto per adattare le sue strutture economiche a quelle dell’Unione Europea. Tbilisi, al contrario, ha registrato eccellenti progressi in ambito economico, ma registra problematiche di carattere democratico che, tuttavia, il Presidente Mikheil Saakashvili ha promesso di realizzare nel breve termine.

Una ragione energetica

Ucraina, Moldova e Georgia sono tre Paesi di importanza fondamentale per l’Unione Europea sul piano energetico e geopolitico. Kyiv, Chisinau e Tbilisi sono infatti indispensabili per la costruzione delle infrastrutture necessarie all’importazione di gas centro-asiatico direttamente in Europa, consentendo di diminuire la dipendenza dell’UE dall’oro blu della Russia.

Tra i progetti in cantiere figurano in particolare il Corridoio Meridionale – fascio di gasdotti deputati al trasporto del gas dall’Azerbajdzhan e dal Turkmenistan fino all’Europa attraverso la Georgia – il progetto AGRI – varato per inviare oro blu centro-asiatico in Unione Europea via terra fino al porto georgiano di Poti, e poi via mare in Ucraina, Moldova e al porto romeno di Costanza – e il Gasdotto White Stream – progettato dalla Georgia all’Ucraina, oppure dalla Georgia alla Romania, per veicolare in UE carburante non-russo.

L’integrazione con Bruxelles dei tre Paesi dell’Europa Orientale consente inoltre al Vecchio Continente di evitare il consolidamento nello spazio ex-sovietico della Federazione Russa, che con l’arma del gas, e – come avvenuto in Georgia nell’Agosto 2008 – anche con la forza militare, e intenzionata a ricreare un suo impero per permettere a Mosca di giuocare in ambito internazionale un ruolo di superpotenza perso dai tempi dell’Unione Sovietica

Matteo Cazzulani

TRA L’UE E LA RUSSIA L’UCRAINA SCEGLIE IL CREMLINO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 26, 2012

Il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, ha registrato in Parlamento l’Accordo per l’ingresso di Kyiv nella Zona di Libero Scambio CSI assieme a Bielorussia, Kazakhstan, Tadzhikistan, Kygyzstan ed Armenia. Motivazioni politico-energetiche alla base dell’adesione di Kyiv al progetto di integrazione sovranazionale voluto da Mosca

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Buon viso a cattivo gioco cercando di mantenere un piede in due scarpe, ma difatti la scelta è stata compiuta e l’Ucraina punta dritto tra le braccia della Russia. Nella giornata di martedì, 24 Luglio, il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, ha registrato in Parlamento la ratifica dell’accordo per l’ingresso dell’Ucraina nella Zona di Libero Scambio CSI: un progetto ideato e voluto dalla Russia per estendere la propria egemonia economica nello spazio ex-sovietico, e consolidare lo status del Cremlino di leader politico della regione dell’ex-URSS.

Secondo il calendario dei lavori della Rada, il provvedimento sarà esaminato in una delle ultime sedute dell’attuale legislatura, dove la maggioranza, composta da un patto di ferro tra comunisti e il Partija Rehioniv – il Partito del potere, a cui, oltre al Presidente Janukovych, appartengono anche il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – ha già dichiarato di votare a favore dell’ingresso di Kyiv nel progetto economico di Mosca.

La decisione di Janukovych di porre ai voti il documento per ottenerne un’approvazione certa dimostra l’avvenuta scelta di campo tra l’Europa e l’Eurasia del Presidente ucraino. Finora, il Capo dello Stato si è sempre barcamenato tra la Russia e l’Unione Europea, ed ha cercato fino all’ultimo di mantenere attuali entrambi i fronti della sua politica estera.

Tale condotta è stata attuata fino a pochi giorni dalla registrazione dell’Accordo per l’ingresso dell’Ucraina nella Zona di Libero Scambio CSI. Nella giornata di lunedì, 23 Luglio, il Ministro degli esteri di Kyiv, Kostjantyn Hryshchenko e il Commissario UE all’Allargamento e all’Integrazione, Stefan Fule, hanno firmato un documento per la facilitazione del rilascio dei visti Schengen ai cittadini ucraini.

La settimana precedente, l’Amministrazione di Janukovych ha dato enorme risalto alla conclusione della stesura del testo dell’Accordo per la Zona di Libero Scambio UE-Ucraina, annunciata dal Ministro per lo Sviluppo Economico, Petro Poroshenko. Tuttavia, a riguardo è pervenuta la pronta rettifica da parte della Commissione Europea, che ha sottolineato come l’entrata in vigore dell’Accordo per la Zona di Libero Scambio sia strettamente legata alla firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina.

Con questo documento, Kyiv avrebbe ottenuto lo status di partner privilegiato dell’UE – oggi goduto da Norvegia, Islanda e Svizzera – ma esso è stato congelato da Bruxelles per via degli arresti politici a carico degli esponenti dell’Opposizione Democratica.

E’ dinnanzi alle proteste dell’Europa per l’assenza di democrazia sulle Rive del Dnipro che Janukovych ha scelto Mosca anziché Bruxelles, ed ha portato l’Ucraina nella sfera di influenza economica di Mosca assieme a Bielorussia, Kazakhstan, Tadzhikistan, Armenia e Kyrgyzstan: gli altri Paesi che hanno già ratificato l’ingresso nella Zona di Libero Scambio CSI.

Oltre che ai malumori dell’Occidente dinnanzi alle repressioni a carico degli arancioni, a motivare quella che appare non solo come una scelta di campo ben precisa, ma anche come una sconfitta diplomatica delle Autorità ucraine – Janukovych ha sempre richiesto l’ingresso dell’Ucraina nella Zona di Libero Scambio CSI previo mantenimento di una cospicua autonomia che nel documento registrato alla Rada non è prevista – sono altri due fattori.

Il primo è legato alla volontà di Janukovych di mantenere il controllo del Paese per mezzo di metodi autoritari: se Kyiv avesse optato per la piena integrazione nell’Unione Europea, il Presidente ucraino avrebbe dovuto attenersi al rispetto della democrazia e del pluralismo partitico. Nella CSI, Janukovych può invece contare sulla compagnia del dittatore bielorusso, Aljaksandr Lukashenka, del regime di Alma Ata e della stessa Russia di Putin: noti per avere in più occasioni messo a tacere il dissenso con metodi poco leciti ed imbavagliato la stampa con l’uso della forza e del terrore.

La seconda motivazione riguarda il gas. Da tempo, l’Ucraina sta cercando di ottenere dal monopolista russo, Gazprom, uno sconto sulle forniture di oro blu che oggi Kyiv, per precisa scelta politica di Mosca, paga secondo un tariffario più caro rispetto a quello imposto dal Cremlino a Paesi alleati come Germania e Francia.

In più occasioni, il Presidente russo, Vladimir Putin, ha lasciato intendere che Janukovych può sperare in un ribasso delle tariffe solo in seguito a concessioni alla Russia in termini politici, come il prolungamento della permanenza della Flotta Russa del Mar Nero fino al 2042 – concessa dal Capo dello Stato ucraino nel Maggio del 2010 in cambio di un risibile sconto sulla bolletta del gas – e, per l’appunto, l’ingresso dell’Ucraina nei progetti di integrazione sovranazionali di Mosca.

I rischi per l’Europa

La Commissione Europea ha comunicato la complementarietà tra la Zona di Libero Scambio CSI e quella tra UE ed Ucraina, ma l’ingresso di Kyiv nel progetto di Mosca rappresenta un dato politico tanto chiaro quanto pericoloso per l’interesse geopolitico del Vecchio Continente. Con l’inglobamento dell’Ucraina, la Russia può autenticarsi come una superpotenza mondiale in grado di estromettere l’Europa da un Mondo sempre più globalizzato, in cui i principali attori sono Cina, India, Sud Africa, Brasile e, sempre meno, gli Stati Uniti d’America.

Dopo quattro anni di politica estera morbida, che ha portato il faro della democrazia nel Mondo a diventare il paladino dello sterile dialogo con i peggiori dittatori della terra, senza se e senza ma, Washington ha notevolmente indebolito la sua presenza in Europa Centro-Orientale, ed ha permesso alla Russia di realizzare i propri disegni geopolitici in teatri cruciali per la sicurezza nazionale dell’Unione Europea, come Caucaso e Bacino del Mar Nero.

Senza dubbio, oltre alle tendenze autoritarie, e alla nostalgia per i tempi e i costumi politici dell’Unione Sovietica, a permettere a Janukovych di scegliere Mosca anziché Bruxelles è stata anche la debolezza del Presidente USA, Barack Obama.

L’Amministrazione democratica della Casa Bianca avrebbe dovuto leggere meglio la situazione geopolitica mondiale, e comprendere che l’unica possibilità di successo per le economie dell’Occidente è il consolidamento di uno stretto asse atlantico tra Bruxelles e Washington capace di concorrere con le cosiddette economie emergenti in nome di solidi principi, come il libero mercato e il rispetto della democrazia e dei diritti umani.

Matteo Cazzulani

Julija Tymoshenko: ricorso in Occidente contro Viktor Janukovych

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 19, 2012

La Procuratura Generale sostiene le accuse di omicidio mosse alla Leader dell’Opposizione Democratica dal Presidente ucraino. Gli avvocati difensori preparano la controffensiva giudiziaria presso Corti europee

Julija Tymoshenko e una criminale e Jurij Lucenko un ladro: per entrambi niente elezioni parlamentari. Questo e quanto dichiarato dal Viceprocuratore Generale ucraino Renat Kuzmin nella giornata di lunedì, 18 Giugno, in un’intervista al Kommersant” Ukrajina.

Secondo Kuzmin, la Tymoshenko e colpevole per almeno due imputazioni: abuso di ufficio in occasione della firma di accordi energetici nel Gennaio 2009 – quando la Leader dell’Opposizione Democratica e stata alla guida del Governo – ed evasione fiscale durante la presidenza del colosso energetico JEESU nella meta degli anni Novanta.

Per la prima delle due imputazioni, l’11 Ottobre 2011 la Tymoshenko e stata condannata a sette anni di reclusione in isolamento dopo un processo dalla dubbia regolarità, mentre per la seconda accusa un procedimento giudiziario e ancora in corso.

Ad esse, sempre come dichiarato da Kuzmin, si aggiungerà presto l’accusa di omicidio: la Procuratura Generale ha raccolto un numero di prove sufficienti a sostegno del coinvolgimento della Leader dell’Opposizione Democratica nell’assassinio del businessman Jevhen Shcherban.

A ritenere la Tymoshenko coinvolta nella sparatoria che nel novembre 1996 e costata la vita a Shcherban e stato anche il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, che in una recente intervista alla Bloomberg ha criticato l’Occidente per il sostegno espresso alla Leader dell’Opposizione Democratica.

Infatti, la Tymoshenko e ritenuta da Unione Europea, Stati Uniti d’America e ONU una prigioniera politica, vittima di una repressione operata da parte di un regime autoritario postsovietico.

La risposta “europea” della Leader dell’Opposizione Democratica

Dura la reazione degli avvocati della Tymoshenko, che hanno evidenziato come la riapertura di casi risalenti alla meta degli anni Novanta testimoni la volontà di realizzare un ordine impartito dall’establishment presidenziale per scopi politici.

Inoltre, il Difensore della Tymoshenko, Serhij Vlasenko, ha negato la complicità della sua assistita all’omicidio di Shcherban, e ha invitato la Procuratura Generale a interrogare in merito lo stesso Janukovych.

Secondo L’avvocato della Leader dell’Opposizione Democratica, e stato l’attuale Presidente – e non la sua assistita – il solo ad avere tratto vantaggio dall’assassinio del businessman, in quanto tale episodio ha consentito a Janukovych una rapida ascesa politica che Shcherban ha in precedenza sempre osteggiato.

In aggiunta, Vlasenko ha dichiarato la volontà da parte della Tymoshenko di presentare ricorso contro l’atteggiamento autoritario del Presidente ucraino in alcune Corti di Giustizia europee e nordamericane.

“In Ucraina non c’e giustizia, per questo stiamo ultimando i lavori per presentare ricorso in altri Paesi – ha dichiarato Vlasenko all’autorevole Ukrajins’ka Pravda – In particolare, per ciò che concerne le dichiarazioni di Janukovych in merito al coinvolgimento della Tymoshenko all’omicidio Shcherban”.

Oltre alla Tymoshenko, un’altra decina di esponenti dell’Opposizione Democratica, tra cui l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, sono stati incarcerati per motivi politici.

Dinnanzi al regresso democratico impresso dalla presidenza Janukovych, l’Unione Europea ha congelato la firma dell’Accordo di Associazione e il varo della Zona di Libero Scambio UE-Ucraina, e ha collegato la ripresa dei rapporti bilaterali alla partecipazione della Tymoshenko e di Lucenko alle prossime Elezioni Parlamentari.

Matteo Cazzulani

JANUKOVYCH ACCUSA LA TYMOSHENKO DI OMICIDIO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 14, 2012

In un’intervista alla Bloomberg, il Presidente ucraino ritiene la Leader dell’Opposizione Democratica implicata nell’assassinio del Deputato Shcherban, avvenuto nel 1996. La difesa dell’eroina della Rivoluzione Arancione nega le accuse ed illustra come ad avvantaggiarsi del crimine siano stati il Capo di Stato e i grandi imprenditori a lui vicini

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Incompetente, ladra, e adesso anche omicida. Questa è l’escalation di accuse addossata alla Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, ad oggi detenuta nella colonia penale femminile Kachanivs’kyj di Kharkiv: a pochi passi da uno degli stadi dove si sta disputando il campionato europeo di calcio.

Nella giornata di mercoledì, 13 Giugno, in un’intervista all’autorevole Bloomberg, il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, ha negato di essere il mandante dell’arresto della sua principale concorrente politica, e ha ritenuto la Tymoshenko responsabile di condotta antistatale, abuso d’ufficio, e gestione fraudolenta del denaro statale: le imputazioni per le quali la Leader dell’Opposizione Democratica è stata condannata ed è ancora sotto processo.

Inoltre, Janukovych ha accusato la Tymoshenko per l’omicidio del deputato Jevhenij Shcherban, avvenuto nel novembre 1996 presso l’aeroporto di Donec’k. Sulla questione, la Leader dell’Opposizione Democratica è considerata dai giudici solo una testimone, ma da tempo la Procuratura Generale sta raccogliendo prove per certificare il coinvolgimento della Tymoshenko nella sparatoria.

“I crimini per cui la Tymoshenko è stata incolpata sono avvenuti in sua presenza, compreso l’omicidio di Shcherban – ha dichiarato il Presidente Janukovych alla Bloomberg – Voglio che le persone guardino al caso Tymoshenko da un punto di vista legale, evitando di sollevare pressioni sull’Ucraina”.

Pronta la risposta del Partito di Julija Tymoshenko, Bat’kivshchyna, che, con una nota, ha ritenuto le parole di Janukovych la conferma dell’inesistenza in Ucraina di una magistratura indipendente dalla politica. Secondo il comunicato, il Presidente ucraino ha già pronunciato il verdetto di colpevolezza a carico della Leader dell’Opposizione Democratica.

Contestazioni sono pervenute anche dall’avvocato della Tymoshenko, Serhij Vlasenko, che ha costantemente rigettato l’implicazione della sua assistita nell’omicidio Sherban. Inoltre, Vlasenko ha aggiunto che a guadagnare dall’omicidio del deputato è stato lo stesso presidente Janukovych.

Egli, 4 mesi dopo il tragico evento, è riuscito infatti ad ottenere la nomina a governatore della Oblast’ di Donec’k, e, assieme al circolo di grandi industriali a lui vicini, ha preso possesso dei beni immobili del deputato assassinato.

“Shcherban non avrebbe mai consentito a Janukovych di diventare governatore, e le case del deputato sono finite nelle mani dell’attuale Capo di Stato e dei businessman a lui vicini – ha dichiarato Vlasenko all’agenzia LIHABiznesInform – Le dichiarazioni testimoniano che il Capo di Stato è al corrente dell’iter procedurale di un processo che non è stato ancora aperto, e dimostrano che Janukovych dirige l’offensiva giudiziaria contro la sua principale avversaria politica”.

Freedom House paragona Janukovych a Putin

Il caso di Julija Tymoshenko – ex-Primo Ministro arrestata per avere firmato accordi energetici sconvenienti per le casse dello Stato durante l’ultimo anno passato alla guida del Governo – è ritenuto dalla comunità internazionale un episodio con il quale il Presidente Janukovych ha inteso eliminare un’insidiosa avversaria politicae, allo stesso tempo, vendicarsi per il ruolo-guida da lei esercitato nel 2004 durante la Rivoluzione Arancione.

Dinnanzi all’assenza di progressi in senso democratico da parte dell’Amministrazione presidenziale, l’Unione Europea ha congelato la firma dell’Accordo di Associazione e il varo della Zona di Libero Scambio tra l’UE e l’Ucraina.

Inoltre, con ben cinque risoluzioni, il Parlamento Europeo ha richiesto l’immediata liberazione della Tymoshenko e dell’altra decina di esponenti di spicco del campo arancione, e ha contestato il regresso democratico impresso al Paese dalla Presidenza Janukovych.

Una dura condanna è arrivata anche dall’autorevole ONG internazionale Freedom House, che ha evidenziato come Janukovych abbia perso l’occasione dello svolgimento dei campionati europei di calcio nel suo Paese per apportare i cambiamenti in senso democratico richiesti dall’Europa per mantenere in vita il processo di integrazione dell’Ucraina nell’UE.

“Sia in Ucraina che in Russia governano regimi che non osservano i diritti umani e la democrazia, che non rispettano le opposizioni e incarcerano i dissidenti politici – ha dichiarato il Capo di Freedom House, David Kramer, in un’intervista a Voice Of America – Spero che l’Ucraina non cada definitivamente al livello della Russia. Nelle nostre rilevazioni, Kyiv è un Paese parzialmente libero, ma la situazione sta peggiorando”.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO: IN REGIONE LOMBARDIA PRESENTATA L’INTERROGAZIONE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 31, 2012

Regione Lombardia si mobilita per il caso di Julija Tymoshenko, a Kyiv è celebrata la fine delle trattative per l’Accordo di Associazione UE-Ucraina, e durante il Congresso straordinario di Bat’kivshchyna l’Opposizione Democratica dichiara la fusione in un’unica lista arancione

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko . COPYRIGHT MATTEO CAZZULANI

Più che uno scherzo, l’immaginario ittico del Primo di Aprile ha portato, con un giorno di anticipo, finalmente buone notizie. Nella giornata di venerdì, 30 Marzo, il Consigliere Regionale lombardo, Carlo Borghetti, ha dichiarato alla stampa di avere inviato al Presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, un’interrogazione urgente a risposta scritta in merito alla situazione della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko.

Borghetti, che nel Consiglio Regionale è attivo sopratutto in Commissione Sanità, ha evidenziato come il trattamento subito dalla politica ucraina più famosa e apprezzata in sede europea sia disumano, e rappresenti un’emergenza sul piano della democrazia, della giustizia, e del rispetto dei diritti umani, su cui è bene battersi anche a livello di Ente Locale: soprattutto presso la Regione trainante d’Italia.

“La democrazia va rispettata ovunque, vorrei che il Presidente della Lombardia, che in passato si è già speso in campo internazionale, prendesse una posizione anche nei confronti della Leader dell’Opposizione ucraina – ha dichiarato Borghetti – Il caso di Julija Tymoshenko mi ha fin da subito colpito non solo perché ha riguardato l’eroina della Rivoluzione Arancione, ma anche per l’involuzione democratica che sta vivendo l’Ucraina: un Paese europeo che sta sprofondando nel buio del suo passato”.

Durante la presentazione dell’iniziativa, il Consigliere regionale, che appartiene al gruppo del Partito Democratico della Lombardia, ha illustrato come l’Unione Europea debba seriamente interessarsi dell’Ucraina nell’ottica di una prossima integrazione del Paese più importante dell’Europa Orientale.

Quasi in contemporanea, a Kyiv è proprio avvenuta la cerimonia di chiusura delle trattative per la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: un documento di importanza storica, congelato il 19 Dicembre 2011 a causa dell’arresto di Julija Tymoshenko, con cui Bruxelles potrebbe riconoscere agli ucraini lo status di partner privilegiato oggi goduto da Islanda, Norvegia e Svizzera.

Il condizionale è d’obbligo, dal momento in cui, nonostante il raggiungimento del punto di arrivo nella fase preparatoria di un trattato che prevede anche il varo di una Zona di Libero Scambio tra l’UE e l’Ucraina, sia la firma, che la successiva ratifica da parte del Parlamento Europeo, e dei 27 Parlamenti nazionali, è tutt’altro che scontata.

Come comunicato da diversi esponenti dell’Unione Europea, ulteriori progressi nell’avvicinamento di Kyiv a Bruxelles potranno essere compiuti solo se le autorità ucraine dimostreranno di sapere rispettare le regole della democrazia che stanno alla base dell’UE, e, nello specifico, garantiranno alla Tymoshenko, e all’altra decina di detenuti politici del campo arancione, libertà e diritto di partecipazione alle prossime Elezioni Parlamentari.

Arancioni uniti per la Tymoshenko

A riguardo, sempre venerdì, 30 Marzo a Kyiv si è svolto il congresso straordinario di Bat’kivshchyna, il Partito di Julija Tymoshenko, nel quale è stata certificata la fusione in questo soggetto politico delle altre principali forze partitiche appartenenti al campo arancione: Narodna Samooborona, dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko – detenuto in isolamento come la Tymoshenko, sempre in seguito a un processo politico – e il Front Zmin dell’ex-Speaker arancione, Arsenij Jacenjuk.

“C’è una sola idea e una sola strategia per la quale vale la pena di accantonare gli altri temi: l’unità delle forze democratiche – ha dichiarato Julija Tymoshenko, per mezzo di un messaggio inoltrato dalla sua cella della Colonia Penale Kachaniv’skyj di Kharkiv – Unitevi, dimenticate le fratture ideologiche, i personalismi, e gli interessi privati. Dobbiamo costituire una sola squadra, una sola lista, una sola vittoria. Le Autorità ripongono molto sulle nostre divisioni, non cadiamo in queste tentazioni”.

Matteo Cazzulani

JANUKOVYCH VUOLE FARE L’EUROPEO: IL “PAPERONE ARANCIONE” DIVENTA SUO MINISTRO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 24, 2012

Il Presidente ucraino nomina a Capo del Dicastero dello Sviluppo Economico e del Commercio il noto imprenditore Petro Poroshenko con l’intenzione risollevare la propria immagine agli occhi degli europei dopo la svolta autoritaria da lui impressa sulle Rive del Dnipro. Il piano di riforme liberali del principale sponsor della Rivoluzione Arancione difficili da attuare in un sistema di potere fortemente accentrato nelle mani del Capo dello Stato

Il Ministro dello sviluppo economico e del commercio ucraino, Petro Poroshenko

Il re della cioccolata passa alla corte di Janukovych. Nella giornata di venerdì, 23 Marzo, il Presidente ucraino ha emanato il decreto di nomina alla guida del Ministero dello Sviluppo Economico e del Commercio di Petro Poroshenko: uno degli imprenditori maggiormente influenti nel Paese, noto non solo per possedere la rinomata casa dolciaria Roshen, ma, sopratutto, per essere stato il principale finanziatore della Rivoluzione Arancione.

A riportare le motivazioni del perché lo sponsor del processo democratico del 2004 abbia accettato di entrare nella squadra di Governo dell’avversario degli arancioni è la pagina Facebook dello stesso Poroshenko, a cui il re della cioccolata – com’è conosciuto in Ucraina – ha affidato il proprio comunicato ufficiale.

“Le ultime settimane sono state difficili per me – ha dichiarato Poroshenko sul noto social network – sono onorato dell’interesse che molte persone, e molti giornalisti, hanno prestato sulla mia persona. Ho messo su un piatto della bilancia le mie ambizioni personali, e, sull’altro, la difficile situazione dell’economia ucraina. La decisione l’ho presa…”.

Come successivamente rivelato da diverse fonti, Janukovych avrebbe proposto la nomina a Poroshenko da ben un mese, durante il quale il businessman ha avuto il compito di redigere un piano di azioni con cui intende amministrare il Dicastero assegnatogli.

Tra esse, secondo quanto ha dichiarato il neo-Ministro, l’adattamento dell’economia ucraina agli standard europei, uno sviluppo improntato sul rispetto della democrazia e della libera concorrenza, la chiarezza nelle azioni di compravendita da parte di soggoli imprenditori e dell’apparato statale, la divulgazione delle statistiche in merito allo sviluppo del Paese, il sostegno alla crescita nazionale, la difesa dell’imprenditoria dalla pressione dello Stato, la semplificazione nelle procedure di iscrizione di nuove imprese, e la limpidezza dell’azione di governo del suo Ministero.

“Il Ministero dello Sviluppo Economico e del Commercio ha enormi responsabilità – ha dichiarato il Premier, Mykola Azarov, al momento della presentazione ufficiale di Poroshenko – è da esso che sono approvati i provvedimenti che consentono la messa in atto delle manovre del governo. Inoltre, il Dicastero è responsabile della stabilità dell’economia, della sua crescita, e della diminuzione delle bollette per le importazioni energetiche”.

Nell’aria da più di due mesi, la nomina di Poroshenko rappresenta una mossa strategica del Presidente Janukovych per cercare di risollevare la propria reputazione in Occidente: quasi del tutto compromessa in seguito all’ondata di arresti politici che ha colpito la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, e un’altra decina di esponenti di spicco del campo arancione come l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko.

Difatti, è di pochi giorni la notizia dell’avvio della fase conclusiva della stesura del testo dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina, un documento – la cui firma solenne è stata congelata proprio per il deficit democratico provocato da Janukovych – che prevede il varo di una Zona di Libero Scambio tra Kyiv e Bruxelles: una delle competenze che spettano proprio al Ministero assegnato a Poroshenko.

Tuttavia, è improbabile che il re della cioccolata possa addolcire l’amarezza dell’Unione Europea, che ha dichiarato, a più riprese, come la detenzione di oppositori politici, e la loro esclusione dalla partecipazione alla vita politica, renda impossibile la firma dell’Accordo di Associazione.

Nel contempo, è difficile che Poroshenko arrivi a gestire autonomamente un Ministero in un sistema di Governo che Janukovych ha fortemente accentrato nelle sue mani: dopo avere nominato amministratori di Dicastero a lui fedeli – quasi tutti appartenenti alla sua forza politica, il Partija Rehioniv – e ridotto il Parlamento a un organo quasi consultivo.

A rischio la libertà di stampa

In aggiunta, a essere posta è anche una questione di carattere democratico, dal momento in cui all’impero di Poroshenko appartiene il 5 Kanal: una delle poche televisioni rimaste seriamente indipendenti, apprezzata per la corretta e continua informazione, che con il passaggio del suo maggiore investitore alla corte del Presidente si teme possa subire condizionamenti nella propria linea editoriale.

“Conosco Poroshenko, e questo lo escludo – ha dichiarato il Produttore Generale del 5 Kanal, Jurij Stec’ – la nostra redazione è composta da 50 giornalisti: nessuno di loro sarà convocato per imporre un linea editoriale lontana dall’indipendenza intellettuale che abbiamo sempre contrastato”.

Petro Poroshenko è nato nel 1965 nei pressi di Odessa. Oltre alla Roshen e a 5 Kanal ha posseduto la radio Niko-Fm e la fabbrica automobilistica Luaz. In politica, si è candidato nel 2000 nel Partito Socialdemocratico Unito per poi fondare, nel 2004, il movimento Solidarnist’ in sostengo alla corsa presidenziale del candidato arancione, Viktor Jushchenko, il quale, una volta insediatosi alla guida del Paese, lo ha nominato a capo del Consiglio Nazionale di Sicurezza e di Difesa.

Dopo aver provocato le dimissioni del Primo Governo arancione di Julija Tymoshenko nel 2005, Poroshenko si è riavvicinato all’Anima della Rivoluzione Arancione al momento del suo ritorno alla guida del Governo nel 2007: quando è stato nominato dapprima alla guida della Banca Nazionale Ucraina, poi, nel 2009, del Ministero degli Esteri.

Con la vittoria alle Elezioni Presidenziali del 2010 di Janukovych contro la Tymoshenko, e le dimissioni del Governo della Leader del campo arancione, Poroshenko è stato nominato a capo della Commissione Bilancio, e ha mantenuto la guida del Consiglio dei Revisori dei Conti della Banca Nazionale Ucraina.

Matteo Cazzulani

JANUKOVYCH SCEGLIE LA RUSSIA: TRA UCRAINA ED EUROPA RELAZIONI INTERROTTE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 21, 2012

In seguito al vertice della Comunità Economica Eurasiatica, Kyiv rinuncia all’applicazione di misure protezionistiche in caso di ritorsioni da parte di Mosca per la mancata partecipazione ai processi di integrazione sovranazionale voluti dal Cremlino per sancire la propria egemonia sull’ex-Unione Sovietica. Inoltre, il Presidente ucraino promette al suo collega, Vladimir Putin, il varo della Zona di Libero Scambio CSI in contemporanea nei Parlamenti dei due Paesi, e il riconoscimento del russo come lingua ufficiale dello Stato da lui rappresentato

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Dalla Comunità Economica all’Unione politica. E’ questo lo scopo ufficializzato a Mosca, martedì, 20 Marzo, nel corso del vertice della Comunità Economica Eurasiatica: una federazione economica, gestita e controllata dalla Russia, dei Paesi dell’ex-Unione Sovietica, a cui appartengono anche Tadzhikistan, Kyrgyzstan, Kazakhstan, Bielorussia, e, come Stati osservatori, Ucraina, Moldova, e Armenia.

Come sottolineato dal Presidente uscente della Russia, Dmitrij Medvedev, l’evoluzione dalla Comunità Economica all’Unione Eurasiatica è un processo politico oramai avviato: destinato ad unire i Paesi dell’area ex-URSS in una nuova entità statale dotata di indubbio peso sul piano internazionale. Inoltre, il Capo di Stato russo ha invitato le realtà coinvolte a partecipare a tutte le tappe del progetto di integrazione voluto da Mosca, pena la complicazione delle relazioni commerciali col Cremlino.

Diretto destinatario del monito di Mevedev è stata l’Ucraina, che finora ha mantenuto lo status di Paese osservatore, e ha avanzato la propria candidatura alla Comunità Economica Eurasiatica solo previo mantenimento di una cospicua autonomia. Dinnanzi ai primi passi della CEE di Mosca – inizialmente composta da Russia, Kazakhstan e Bielorussia – Kyiv ha proposto la propria compartecipazione solo secondo la formula 3+1, e ha confermato di non volere un pieno coinvolgimento anche dopo il successivo ingresso di Kyrgyzstan e Tadzikistan.

Tuttavia, la posizione risoluta dell’Ucraina si è notevolmente ammorbidita, come dimostrato dalla dichiarazione del Vice-Premier ucraino, Valerij Khoroshkovs’kyj, il quale, durante il vertice, ha dichiarato la volontà di rinunciare all’applicazione delle misure protezionistiche varate da Kyiv in caso di ritorsioni commerciali da parte di Mosca.

Durante un incontro bilaterale, il neo-rieletto Presidente russo, Vladimir Putin, ha convinto il Capo di Stato ucraino, Viktor Janukovych, a ratificare in contemporanea l’accordo per il varo della Zona di Libero Scambio CSI: un altro progetto di integrazione economica pianificato dal Cremlino, simile alla Comunità Eurasiatica, progettato per abbattere le frontiere tra i Paesi della Comunità degli Stati Indipendenti – a cui appartiene quasi la totalità dei Paesi dell’ex-Unione Sovietica -, stabilire principi di sussidiarietà, e istituire un solo regolamento per un’area su cui Mosca vuole esercitare la propria egemonia.

L’avvicinamento dell’Ucraina ai progetti egemonici della Russia, confermato dall’intenzione di Janukovych di rendere il russo lingua ufficiale dello Stato ucraino, ha conseguenze di notevole importanza per gli equilibri geopolitici del Vecchio Continente: da un lato, consente a Mosca il consolidamento della sua egemonia sull’ex-URSS, e, dall’altro, certifica la fine di ogni possibile integrazione di Kyiv nell’Unione Europea.

Anche Repubblica Ceca e Polonia ammettono la chiusura delle relazioni con Kyiv

In un’intervista all’autorevole Den’, l’Ambasciatore in territorio ucraino della Repubblica Ceca, Ivan Pocuch, ha evidenziato come il persistere a Kyiv di arresti politici, pressioni sull’Opposizione arancione, e casi di mancato rispetto della libertà di stampa abbiano provocato il congelamento della firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina.

Questo storico accordo ha previsto una parziale integrazione ucraina nell’Unione Europea, e il varo di una Zona di Libero Scambio tra Kyiv a Bruxelles, ma le trattative per il suo avvio – iniziate nel 2008: con l’Ucraina ancora guidata dagli arancioni – si sono interrotte, nel dicembre 2011, in seguito agli arresti politici della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, e di altri avversari politici di Janukovych.

Anche il Parlamentare Europeo Marek Siwiec, noto per avere sempre supportato la firma dell’Accordo di Associazione nonostante la condotta autoritaria del Presidente Janukovych, ha ammesso che la detenzione della Tymoshenko, e il regresso della democrazia ucraina, è destinato a mantenere Kyiv lontano da Bruxelles per molto tempo.

Come riportato sul suo blog ufficiale, l’esponente socialdemocratico polacco ha individuato la conduzione di Elezioni Parlamentari regolari come unica condizione per riaprire il discorso in merito all’avvicinamento dell’Ucraina all’UE, ma, nel contempo, ha riconosciuto l’esistenza di forti pressioni politiche da parte di Mosca che potrebbero inglobare una volta per tutte Kyiv nell’Unione Eurasiatica.

Matteo Cazzulani