LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Ucraina: ancora un ni all’Unione Doganale della Russia

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 27, 2011

Il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, smentisce avvicinamento alla CEE euroasiatica. Nel contempo, rafforza le relazioni economiche con la Russia. Da Gazprom oro blu più costoso.

L’Ucraina e indecisa. La Russia no. Nella giornata di martedì, 26 Aprile, il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, ha negato ogni trattativa per l’ingresso nell’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka.

Secondo quanto riportato dal Financial Times, Janukovych avrebbe illustrato la mancanza di proposte in merito da Mosca, su un progetto a cui Kyiv e interessata a collaborare.

In aggiunta, ha ribadito la priorità dell’integrazione economica con l’UE, tramite la creazione della Zona di Libero Mercato.

A rendere ancora più fumosa tale visione, quanto pronunciato a margine dell’incontro con il suo collega russo, Dmitrij Medvedev.

Al quale, dopo le commemorazioni per il 25 anniversario della Catastrofe di Chernobyl, ha ribadito l’importanza di incrementare la collaborazione su economia, finanza, politiche comuni, ed altri importanti ambiti.

Invece, ha le idee chiare proprio il Presidente russo, che ha analizzato le relazioni tra Russia ed Ucraina come uscite da un periodo di crisi.

Gas sempre caro

Decisione evidente anche sul tema energetico. Sempre martedì, 26 Aprile, il monopolista russo, Gazprom, ha confermato tariffe più alte per il gas venduto in Occidente.

In particolare, per l’Ucraina la decisione e motivata dalla lentezza con cui si stanno svolgendo le trattative per la creazione del Supermonopolista tra Gazprom e Naftohaz.

Un unico concorrente per il mercato ucraino, che controllerebbe oro blu e sistema infrastrutturale di Kyiv.

Proposto dal Premier russo, Vladimir Putin, al suo collega ucraino, Mykola Azarov, e criticato dall’Opposizione Democratica.

La quale, guidata dall’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, ha commentato il supermonopolista come cessione a Mosca dell’Indipendenza economica, politica, ed energetica.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: VIKTOR JANUKOVYCH ANCORA INCERTO CON JOSE’ MANUEL BARROSO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 19, 2011

Al Presidente della Commissione Europea, il Capo di Stato ucraino ribadisce la multilateralità della politica estera di Kyiv, interessata sia alla Zona di Libero Scambio con l’UE, che all’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka. Ma Il suo vice ed il primo Ministro conducono trattative con Russia e Cina

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

L’Ucraina deve fare la sua scelta di campo. E’ chiaro il messaggio del Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, in visita a Kyiv presso il Presidente ucraino, Viktor Janukovych.

L’incontro ha seguito di circa una settimana quello tra il Primo Ministro, Mykola Azarov, ed il suo collega russo, Vladimir Putin. Medesima la tematica, l’ingresso di Kyiv nell’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka. Oppure, la creazione della Zona di Libero Scambio con l’UE, e la relativa permanenza nell’Organizzazione Mondiale del Commercio.

Come argomentato dal portoghese, l’Unione Doganale prevede tariffe livellate per i Paesi membri. Mentre la Zona di Libero Scambio si adatta alle specificità dei singoli Stati, concordando formule particolari.

“Rispettiamo ogni accordo con Paesi extraeuropei – ha illustrato Barroso – ma i due progetti [Unione Doganale e Zona di Libero Scambio, n.d.a.] sono incompatibili”.

Un aut-aut a cui Janukovych ha risposto ribadendo la multilateralità della politica estera della propria Amministrazione. Una formale priorità europea, abbinata ad un vivo interesse per la CEE russa, al punto da proporne l’ingresso federato, secondo la clausola 3+1.

“Ad Est [dell’Ucraina, n.d.r.] russi, bielorussi, e kazaki stanno costruendo un progetto serio, che non può lasciarci indifferenti. L’adesione di Kyiv non danneggerà le trattative con l’Unione Europea”.

Ma l’Ucraina guarda a Russia e Cina

Dalle parole, che, tuttavia, non hanno portato ad alcuna definizione, ai fatti. Barroso e Janukovych, alla presenza dell’Ambasciatore di Bruxelles in Ucraina, José Manuel Pintu Teixeira, hanno firmato la devoluzione a Kyiv da parte UE di 48 Milioni di euro per la sicurezza atomica. Oltre ad essi, 110 saranno versati sul fondo Ukryttja, per la costruzione del nuovo sarcofago protettivo della centrale di Pryp’jat’, presso Chernobyl.

Mentre Janukovych ha incontrato la rappresentanza dell’Unione Europea, il Capo dell’Amministrazione Presidenziale, Serhij L’ovochkin ha condotto trattative con il suo collega russo, Sergej Narishkin, per approfondire le linee di sviluppo economico tra Mosca e Kyiv.

Invece, il Primo Ministro, Mykola Azarov, in visita a Pechino, ha stretto un patto di collaborazione tra il Partito Comunista Cinese ed il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono Presidente, Premier, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri. A livello internazionale, il soggetto di Janukovych collabora anche con l’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici Europei.

Viceversa, a dimostrazione del marcato radicamento dell’Ucraina nella politica del Vecchio Continente, il principale Partito dell’Opposizione Democratica, Bat’kivshchyna, guidato dall’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, è partner del Partito Popolare Europeo. La famiglia politica di Barroso, del Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek, e della maggioranza dei Capi di Stato e di Governo UE.

Spesso, ma non sempre, attenti alle sorti dell’Ucraina. E, sopratutto, di quelle di Opposizione Democratica e Stampa Libera, ultimamente non idilliache.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO SPIEGA I VANTAGGI DELLA ZONA DI LIBERO SCAMBIO CON L’UE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 17, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica ucraina favorevole un avvicinamento all’Unione Europea per garantire lo sviluppo e l’Indipendenza di Kyiv. Mosca preme sul gas

La leader dellOpposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Lo sviluppo ed il futuro da una parte. Dall’altra, gas e pragmatismo. Queste le due prospettive che ben sintetizzano la situazione politica attuale a Kyiv. A rappresentarle, due posizioni, emerse sabato, 16 Aprile.

In favore della Zona di Libero Mercato con Bruxelles la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko. La quale, in una nota, riportata dall’autorevole UNIAN, ha definito l’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka come la perdita degli interessi nazionali, dell’autonomia economica del Paese, ed avvio della sottomissione politica al Cremlino.

Infatti, è la Russia il vero soggetto egemone di una sorta di CEE euroasiatica. In cui, oltre a mancare un organismo decisionale aperto, Mosca conta per il 57%, Astana per il 21,5%, e Minsk per il 21,5%.

Molti, invece, i pro della Zona di Libero Scambio con l’Unione Europea. In primis, la maggiore collegialità, e la possibilità di ricorrere all’Arbitrato Internazionale, su decisioni che penalizzano un determinato Paese.

In aggiunta, l’ingresso nel progetto russo comporterebbe l’isolamento internazionale, con l’espulsione dell’Ucraina dall’Organizzazione Mondiale del Commercio. Uno dei maggiori risultati dei governi arancioni. Molti dei quali, guidati da Julija Tymoshenko.

Inoltre, con Bruxelles è possibile negoziare clausole ad hoc per rispettare le caratteristiche del mercato interno ucraino. E non, come invece preventivato nell’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka, l’imposizione a diversi Stati di un unico modello centralizzato, disattento delle specificità locali.

Dunque, una Zona di Libero Mercato con l’UE che non minaccia affatto l’Ucraina. Concorde con l’anima della Rivoluzione Arancione, il Ministro degli Esteri, Kostjantyn Hryshchenko, che diverse volte ha individuato nell’UE una priorità.

A non vederla alla stessa maniera, il Presidente, Viktor Janukovych, favorevole ad un’Integrazione federata nell’Unione Doganale Euroasiatica. Una clausola 3+1. La quale, secondo i suoi piani, consentirebbe a Kyiv di associarsi a Mosca, senza chiudere con Bruxelles. Tuttavia, l’incompatibilità tra i due progetti è stata evidenziata sia dall’Unione Europea, che dalla Federazione Russa.

L’oro blu di Mosca

Ed è proprio dal Ministro dello Sviluppo Economico della Russia, Andrej Klepach, che è arrivata la risposta alle tesi della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina. Il politico ha garantito prezzi inferiori per il gas, qualora Kyiv dovesse optare per l’Unione Doganale di Mosca.

Sempre secondo Klepach, nella CEE euroasiatica vige un particolare sistema di tariffe, che, scindendo il costo dell’oro blu importato da quello per il trasporto, garantirebbe ai partner di Mosca una bolletta meno cara di quella odierna.

Lecito ricordare che promesse di sconto sul gas già sono state esternate. Invano. Non ultima, quella legata agli Accordi di Kharkiv. Con cui, lo scorso anno, Janukovych ha concesso il prolungamento della permanenza della Flotta Russa del Mar Nero in territorio ucraino, fino al 2042. In cambio della promessa di un decremento del 30% del gas, mai realizzato.

Al contrario, lo scorso Primo di Agosto, la tariffa per l’oro blu alla popolazione è aumentata repentinamente del 50%.

Matteo Cazzulani

LA POLONIA TROPPO FREDDA CON L’UCRAINA

Posted in Polonia, Ukraina by matteocazzulani on April 14, 2011

Il Premier polacco, Donald Tusk, ed il presidente ucraino, Viktor Janukovych, dichiarano collaborazione per l’integrazione di Kyiv a Bruxelles. Nei fatti, Varsavia nega la cancellazione dei visti UE per gli ucraini. Ed il Capo di Stato ucraino va verso l’Unione Doganale di Mosca. Contestano le opposizioni dei due Stati

Il premier polacco, Donald Tusk

La Polonia parte con il piede sbagliato. E rischia di allontanare L’Ucraina da Bruxelles. Mercoledì, 13 Aprile, il Premier polacco, Donald Tusk, ha incontrato le massime autorità ucraine.

Una visita di un giorno. Durante la quale, a Kyiv, il Capo di Governo di Varsavia ha discusso con il suo collega ucraino, Mykola Azarov, di sviluppo economico. E, sopratutto, della preparazione al campionato europeo di calcio del 2012, ospitato in Polonia ed Ucraina.

Più politico il meeting con il Presidente, Viktor Janukovych, a cui Tusk ha comunicato piena sintonia. A sua volta, l’ucraino ha invitato il polacco a sfruttare il prossimo semestre di presidenza UE della Polonia, per agevolare il dialogo tra l’Ucraina ed il Vecchio Continente. Una priorità, secondo il Capo di Stato ucraino, della sua Amministrazione in campo estero.

Non all’altezza la risposta di Varsavia, che ha congelato la possibilità di abbattimento del Regime dei Visti UE per gli ucraini. Un’importante apertura, approvata il giorno precedente dalla Commissione Europea, con cui Bruxelles ha cercato di arginare lo slittamento di Kyiv nell’orbita di Mosca, e della sua Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka – malgrado le dichiarazioni di fedeltà all’Europa di Janukovych.

La perplessità delle Opposizioni

Il summit ucraino-polacco ha generato polemiche sullo scenario politico interno dei due Paesi. In Ucraina, l’Opposizione Democratica ha illustrato come l’obiettivo reale di Janukovych sia l’integrazione del Paese nell’Unione Doganale euroasiatica. E la conseguente, automatica, uscita dal WTO, e rinuncia ad ogni forma di membership con l’UE.

“In Parlamento – ha dichiarato a Radio Liberty il Deputato Nazionale del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Andrij Shkil’ – il Presidente si dice a favore dell’Unione Doganale. Con Tusk – ha continuato – filoeuropeo. Ma la vera integrazione con Bruxelles – ha concluso – passa dal pieno rispetto dei valori democratici. Su cui, da ultimo, il Paese è carente”.

In Polonia, invece, la polemica dura da settimane, con il principale Partito di opposizione, Diritto e Giustizia, fortemente critico con la politica estera intrapresa dal governo liberale.

In particolare, ad essere attaccata dai conservatori polacchi è l’estenuante ricerca del dialogo con la Russia. Controbilanciata da una sostanziale freddezza verso Ucraina e Bielorussia.

Due Paesi di cui, solo pochi anni prima, Varsavia si è dichiarata avvocato. In nome della continua lotta per la libertà e la democrazia in Europa. Combattuta pacificamente, e vinta, in Polonia, da Solidarnosc.

Matteo Cazzulani

PUTIN ALLONTANA L’UCRAINA DA OCCIDENTE E WTO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 13, 2011

Il Premier russo, Vladimir Putin, convince Kyiv della maggiore convenienza della membership nell’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka. La risposta incisiva dell’UE. E quella pragmatica della Polonia

Il premier russo, Vladimir Putin

Unione Doganale e gas. Come previsto. I temi sollevati dal Premier russo, Vladimir Putin, per convincere l’Ucraina della maggiore convenienza della partnership con Mosca sembrano avere colto nel segno.

A colloquio con il suo collega ucraino, Mykola Azarov, a Kyiv, martedì, 12 Aprile, il Capo del Governo russo ha ribadito l’invito nella CEE eurasiatica. La quale, se accettata, potrebbe giovare al bilancio statale dell’Ucraina dai 6,5 ai 9 Miliardi di Dollari all’anno.

Ossigeno per le casse di Kyiv. Che, viceversa, verrebbe penalizzata dalla creazione della Zona di Libero Scambio con l’Unione Europea. A cui Mosca risponderebbe con un innalzamento delle tariffe doganali.

Una scelta non facile, poiché l’ingresso nell’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka significa la rinuncia ad ogni forma di integrazione con l’UE. E, sopratutto, una pesante uscita dall’Organizzazione Mondiale del Commercio, che ha già informato l’Ucraina circa l’incompatibilità tra WTO e CEE euroasiatica.

Nel frattempo, Azarov ha posto in rilievo anche la questione del gas. In cambio di una revisione degli accordi per l’importazione dell’oro blu, il Premier ucraino ha offerto al monopolista russo, Gazprom, l’esclusiva sullo sfruttamento di alcuni giacimenti di metano nel Mar Nero, ancora non elaborati dalla compagnia statale, Naftohaz.

Sul resto delle questioni affrontate, nessuna indiscrezione. Sopratutto su quanto discusso tra Putin ed il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, in un successivo incontro, a cui il Leader russo si è recato in fretta. Annullando persino la conferenza stampa.

L’attività di Bruxelles. Il pragmatismo di Varsavia

Pronta la reazione dell’Unione Europea. Sempre martedì, 12 Aprile, la Commissione Europea ha ottenuto l’imprimatur dal Consiglio UE per l’avvio della procedura di abbattimento dei visti per l’Ucraina. Una questione di fondamentale importanza, da cui passa il futuro di Kyiv a Bruxelles.

In particolare, saranno stabilite le categorie da esentare dall’obbligo del costosissimo documento. Alla caccia del quale giornalmente decine di cittadini affrontano lunghe code presso Ambasciate e Consolati di Paesi del Vecchio Continente. Sopratutto, quello polacco.

Proprio la Polonia tornerà protagonista della politica estera dell’Ucraina. In chiaroscuro, però. La discesa del Premier russo sarà seguita da quella del suo collega polacco, Donald Tusk, per mettere a punto nuove collaborazioni economiche, industriali, e la preparazione ai Campionati Europei di calcio del 2012.

Secondo quanto preventivato, Tusk incontrerà Azarov e Janukovych. Nessun colloquio, invece, con la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

Un segnale preoccupante, da parte di un Paese che è stato visto come paladino delle libertà democratiche in tutto il mondo ex-sovietico. Ad aggravare lo sgarbo all’anima della Rivoluzione Arancione, la comune appartenenza con Tusk al partito Popolare Europeo.

E, non da ultimo, il merito della stessa Julija Tymoshenko – allora Primo Ministro – per avere ottenuto, nel 2009, il mandato UEFA per l’organizzazione della manifestazione.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: OFFENSIVA DELL’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA SU GIUSTIZIA E RIFORMA AMMINISTRATIVA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 11, 2011

Il Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna ricorre alla Corte Costituzionale per la ridotta tempistica della fase pre-processuale. Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona contro la riforma amministrativa. Il Partija Rehioniv ed il resto della maggioranza, invece, a favore dell’Unione Doganale euroasiatica

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Previsto un rialzo della temperatura politica a Kyiv. Nella giornata di Domenica, 10 Aprile, il Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna ha dichiarato di ricorrere alla Corte Costituzionale in merito al decreto con cui il parlamento ha ridotto la tempistica di presa visione dei capi d’accusa pre-processuale da parte di imputati ed avvocati.

Un diritto garantito dalla Legge ucraina, garantito dall’Articolo 63 della Costituzione. Secondo il capogruppo della principale forza dell’Opposizione Democratica, Andrij Kozhem’jakin, il suo non rispetto riporta l’Ucraina all’era sovietica. Inoltre, secondo il politico, tale provvedimento è stato progettato per danneggiare la Leader di Bat’kivshchyna, Julija Tymoshenko, su cui la Procura ha aperto un procedimento basato su accuse politiche.

L’anima della Rivoluzione Arancione, ex-Primo Ministro, è accusata di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali. Ed acquisto illecito di ambulanze e vaccini. Così, la Leader dell’Opposizione Democratica è stata persino confinata in patria. Rea, per così dire, di aver pagato le pensioni, e provveduto al miglioramento del sistema sanitario durante una grave crisi economica.

Oltre al provvedimento contro Julija Tymoshenko, votato giovedì, 7 Aprile dalla maggioranza compatta, composta da comunisti, Narodna Partija, e Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – nel mirino, anche la riforma amministrativa centrale.

Con una nota, Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona ha dichiarato il proprio voto contrario ad un disegno, fortemente voluto da Janukovych, che aumenta il potere, ed il numero di organi dell’esecutivo. Il tutto, a discapito del ruolo del Parlamento. E del bilancio statale, inevitabilmente gravato da una lievitazione delle spese.

Lecito ricordare che, lo scorso Ottobre, la Corte Costituzionale ha ripristinato la Carta Suprema del 1996, con cui l’Ucraina è tornata ad essere una Repubblica Presidenziale-Parlamentare, con ampi poteri al Capo dello Stato sulla Rada. Una decisione che ha portato alla cancellazione della Costituzione del 2004. La quale, redatta sull’onda della Rivoluzione Arancione, ha rafforzato parlamentarismo e pluripartitismo. E, sul piano giuridico, portato l’Ucraina al pari dei più moderni Paesi europei.

Janukovych sempre più distante dall’Europa

Dalla maggioranza, alcuna risposta. Solo un’attacco alla partnership con l’Unione Europea, ritenuta inadeguata dal Deputato del Partija Rehioniv, Volodymyr Tovstenko. Secondo il politico della forza politica filo-presidenziale, Kyiv otterrebbe maggiore vantaggio nel rafforzamento della partnership con Mosca, aderendo all’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka.

Una scelta, caldeggiata dallo stesso Janukovych, che pregiudicherebbe ogni speranza di integrazione con Bruxelles. Anche sul piano esclusivamente economico.

Matteo Cazzulani

L’UNIONE DOGANALE RUSSA ALLA CACCIA DELL’UCRAINA

Posted in Bielorussia, Russia by matteocazzulani on March 31, 2011

Imprenditori russi, bielorussi, e Kazaki liberi di partecipare alle compravendite dei Paesi membri. Mosca invita Kyiv ad abbandorare i progetti UE per quelli della CEE euroasiatica

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Ucraina sempre più al bivio. Nella giornata di mercoledì, 30 Marzo, si sono svolte le ennesime consultazioni per la creazione della Zona di Libero scambio russo-bielorusso-kazaka.

Un appuntamento importante, dal momento in cui è stata introdotta la clausola che permette ad ogni imprenditore di Russia, Bielorussia, e Kazakhstan di partecipare alle aste statali dei Paesi membri. Senza più vincoli, né obblighi burocratici.

Un provvedimento redatto sulla base della legislazione della Federazione Russa, come spiegato dal Capo del Servizio Antimonopolio russo, Igor Artem’ev.

I businessmen dei Paesi Membri già possono prendere parte alle compravendite statali di Mosca, Minsk, ed Astana, alla sola condizione di assumere un proprio rappresentante locale. Fino al’entrata in vigore dell’Unione Doganale, prevista a breve.

Un’insidia per Kyiv

Questioni interne, dunque, ma con l’Ucraina sempre nel mirino. Il Commissario alla Realizzazione dell’Unione Doganale, Sergej Glaz’ev, ha esortato l’Ucraina ad entrare nella CEE eurosiatica, più conveniente dell’UE.

Secondo l’esponente russo, Bruxelles porrebbe condizioni discriminatorie a Kyiv. Che, altresì, godrebbe di sconti su una vasta gamma di prodotti, se membro del progetto di Mosca.

Le sirene russe sono una vera e propria insidia all’Ucraina, spaccata sulla questione. L’entourage del Presidente, Viktor Janukovych, è favorevole all’ingresso di Kyiv nell’Unione Doganale euroasiatica, e vede in Mosca il punto di riferimento della propria politica commerciale, economica, ed estera.

In disaccordo alcuni settori della maggioranza — tra cui il Premier, Mykola Azarov, ed il Ministro egli Esteri, Kostjantyn Hryshchenko — e l’Opposizione Democratica, favorevoli alla Zona di Libero Scambio con l’Unione Europea. E, per ciò che concerne il campo arancione, di un’integrazione con Bruxelles.

Sul piano economico, a supporto della prospettiva occidentale, non solo i maggiori vantaggi garantiti dall’UE, ma anche la presenza dell’Ucraina al WTO. Le cui clausole impediscono a Kyiv di abbracciare il progetto di Russia, Bielorussia, e Kazakhstan, in quanto Paesi non membri dell’Organizzazione Mondiale del Commercio.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: GOVERNO ED OPPOSIZIONE DEMOCRATICA DESIDERANO PIÙ EUROPA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 28, 2011

Il Ministro degli Esteri, Kostjantyn Hryshchenko, chiede un aumento dei finanziamenti per la membership con Bruxelles. Julija Tymoshenko invita i Leader europei ad inserire Kyiv nella revisione delle centrali nucleari programmata da Bruxelles

Il ministro egli esteri ucraino, Kostjantyn Hryshchenko

Chi chiede soldi, e chi aiuto tecnico. Ma con un unico obiettivo, l’Integrazione Europea. Durante il vertice UE di sabato, 26 Marzo, il Ministro degli Esteri ucraino, Kostjantyn Hryshchenko, ha lamentato la scarsità dei prestiti di Bruxelles per chi, come Kyiv, è candidato alla partnership.

Nell’ambito delle tappe di pre-adesione, per i Paesi dell’Europa Orientale, l’Unione Europea ha erogato prestiti annuali pari a 30 Euro per cittadino. Ma, ad oggi, l’Ucraina ne riceve solo 3.

Uno snaturamento della Politica di Partenariato, come lo ha definito Hryshchenko, che ostacola i due obiettivi primari di Kyiv, quali l’ingresso nell’Unione Europea, e, prima ancora, la Zona di Libero Mercato.

L’UE nella modernizzazione delle centrali nucleari ucraine

Più concete le richieste all’Europa di chi, nel 2008, la Zona di Libero Mercato l’ha concordata, ed avviata.

Nel corso del summit del Partito Popolare Europeo, lo scorso giovedì, 24 Marzo, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, ha invitato i maggiori politici del Vecchio Continente a modernizzare le centrali nucleari del suo Paese.

Un’attività urgente, sia per la sicurezza di tutta l’Europa, che, prima ancora, per quella dell’Ucraina, che dal nucleare dipende al 50%.

”I recenti fatti in Asia — ha dichiarato in un’intervista al 5 Kanal — ci impongono una revisione delle centrali nucleari. L’Unione Europea — ha continuato l’anima della Rivoluzione Arancione — lo ha programmato su scala continentale. Ho richiesto che l’Ucraina sia parte questo processo”.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: L’UE CONGELA IL PRESTITO A VIKTOR JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 23, 2011

Il Capo di Stato ucraino criticato per favorire i suoi sponsor nella dismissione del demanio. Stanziate 33 milioni di Hryvnje per la Residenza Presidenziale

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Niente soldi agli oligarchi. Come riportato dall’autorevole Kyiv Post, Bruxelles avrebbe congelato il prestito di 116 milioni di Euro per l’Ucraina, in vista della creazione della Zona di Libero Mercato.

La motivazione, una legge sulla dismissione dei beni demaniali che, su volontà del Presidente, Viktor Janukovych, facilita al singolo l’acquisto di proprietà dello Stato.

Un regalo ai grandi magnati, sponsor del Capo di Stato, e del Partija Rehioniv — la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

A più riprese, l’UE ha esortato Kyiv ad emendare il regolamento, in favore di una maggiore concorrenza. Ed annunciato la possibile interruzione del finanziamento. Fino alla conferma, martedì, 22 Febbraio.

L’ennesima doccia fredda per un Capo di Stato che, in un solo anno, ha riportato l’Ucraina lontano dall’Europa, dopo i progressi compiuti dai governi arancioni di Julija Tymoshenko. Oggi, Leader di un’Opposizione Democratica repressa da una magistratura politicizzata.

Restauro profumato

Tuttavia, a Janukovych non mancheranno le 33 milioni di Hryvnje stanziate per il restauro della Residenza Presidenziale.

Ad aggiudicarsi l’appalto, l’impresa Harant, già incaricata della manutenzione di quella del suo predecessore, Viktor Jushchenko.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: DALLA RUSSIA NUOVO INVITO NELL’UNIONE DOGANALE EUROASIATICA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 14, 2011

Mosca rilancia sull’ingresso di Kyiv nella CEE russo-bielorusso-kazaka. Il Presidente, Viktor Janukovych, ancora indeciso

Il Presidente ucraino, Viktor Janukovych

Una scelta importante, tra Oriente ed Occidente. Nella giornata di sabato, 12 Febbraio, la Federazione Russa ha rinnovato l’invito all’Ucraina nell’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka.

Come dichiarato dal Segretario della Commissione del progetto, Sergej Glaz’ev, gli ucraini avrebbero molto più da guadagnare dalla soluzione di Mosca, Minsk, ed Astana, piuttosto che da un accordo con l’Unione Europea. Con cui Kyiv sta trattando il varo di una Zona di Libero Mercato.

“L’Ucraina — ha spiegato Glaz’ev — sarà membro a pari diritto. Tutte le imposte doganali saranno eliminate. Un netto miglioramento per i commerci”.

Versione euroasiatica dell’allora CEE, l’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka è stata varata il primo di Gennaio del 2010. Previsti, un’ulteriore rafforzamento della sinergia tra le economie degli Stati membri. E, nel caso di Ucraina ed Armenia, l’ingresso di nuovi.

Aperture all’adesione al progetto euroasiatico, lo scorso Novembre, dal Presidente ucraino, Viktor Janukovych, tradizionalmente favorevole ad un riassetto della politica estera ucraina in direzione di Mosca.

Tuttavia, il Capo di Stato ha continuato anche le trattative con Bruxelles per la Zona di Libero Mercato. Ovviamente, alternativa all’Unione Doganale.

A raffreddare la marcia verso Occidente, il Premier, Mykola Azarov. Pochi giorni fa, il Capo del Governo ha interrotto i colloqui, dinnanzi alla richiesta dell’Unione Europea di approntare quote sulla produzione dell’economia ucraina.

Prima il progresso, poi la scelta

Diversi i pareri degli esperti. Secondo il Direttore degli Studi di Analisi Politica ed Internazionale, Serhij Tolstov, Kyiv, entro breve, deve scegliere tra partnership UE, o russa.

Una decisione che, in ogni caso, non rappresenta l’ideale per l’Ucraina, i cui rapporti economici sono egualmente suddivisi tra Vecchio Continente, e Mondo ex-sovietico.

Più concreto, il Direttore dell’Istituto di Economia dell’Accademia Nazionale Ucraina delle Scienze, Valerij Hejec’.

“Prima di associazioni con Paesi terzi, l’Ucraina deve puntare alla modernizzazione della sua economia. Unioni Doganali e Zone di Libero Mercato sono solo uno strumento di ausilio per una crescita, da adottare in un secondo tempo”.
Matteo Cazzulani