LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

IN POLONIA LA SINISTRA CORRE DIVISA ALLE ELEZIONI EUROPEE

Posted in Polonia by matteocazzulani on December 29, 2013

Il movimento europeista e progressista di centro-sinistra Europa Plus presenta programma e liste con la presenza di un testimonial d’eccezione come l’ex-Presidente, Aleksander Kwasniewski. Il Partito socialdemocratico SLD corre ai ripari con il giovane ex-Segretario Grzegorz Napieralski

Un nuovo centro-sinistra europeista e progressista per lanciare la concorrenza ai socialdemocratici tradizionali nelle prossime elezioni europee, con testimonial d’eccezione e candidati forti nei loro collegi. Nella giornata di sabato, 28 Dicembre, il movimento Europa Plus ha comunicato di essere a buon punto nel processo di composizione delle liste per le Elezioni Europee e nella redazione del programma elettorale.

Il movimento di centro-sinistra a forte vocazione europeista ha promesso di combattere in Europa per un migliore utilizzo da parte della Polonia dei fondi europei -che, a dire il vero, sono stati sfruttati in maniera eccellente dai governi della cristiano-democratica Piattaforma Civica- e, per quanto riguarda la politica interna, per una semplificazione del sistema previdenziale e sociale e per l’istituzione del limite dei due mandati per Presidenti di Regione, Provincia e Sindaci di tutte le città.

Ancor più attrattiva per Europa Plus è la composizione della lista per le elezioni europee che, secondo indiscrezioni, dovrebbe essere guidata nel collegio della Masovia -la Regione della Capitale, Varsavia- dall’ex-Presidente socialdemocratico, Aleksander Kwasniewski.

L’ex-Capo di Stato, della cui Amministrazione dal 1995 al 2005 i polacchi hanno un buonissimo ricordo, potrebbe essere accompagnato nella lista della Masovia da Ryszard Kalisz: noto politico fuoriuscito dal partito socialdemocratico SLD che, ora, milita nel movimento radical-liberale Tuo Movimento -TR- e che, secondo stime, potrebbe correre alla carica di Sindaco di Varsavia.

Altro esponente importante di Tuo Movimento è il Parlamentare Europeo Marek Siwiec, che potrebbe senza dubbio guidare la lista di Europa Plus nella Wielkopolska -la Regione di Poznan- mentre il Braccio destro del Rabbino Capo di Cracovia, Jan Hartman, potrebbe guidare la lista in Malopolska.

Possibile per Europa Plus anche la candidatura della Vice Presidente del Parlamento, Wanda Nowicka, e della Professoressa Magdalena Sroda, mentre in dubbio sembrano essere gli inserimenti dell’ex-Sindaco di Varsavia, Pawel Piskorski -in rappresentanza dello Stronnictwo Demokratyczne -SD: partito di centrosinistra che fa parte del movimento- e dell’ex-Ministro di Finanze ed Esteri Andrzej Olechowski, che, tuttavia, ha criticato l’adesione del Movimento al Gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei.

Europa Plus è un progetto politico concepito da Kwasniewski, Siwiec e dal Leader di Tuo Movimento, Janusz Palikot -con la partecipazione anche dello Stronnictwo Demokratyczne e dei Demokraci.pl -forza cristiano democratica di sinistra fondata dall’ex-Ministro degli Esteri, Bronislaw Geremek- per rilanciare un nuovo centrosinistra che sia in grado di rafforzare una parte della politica che in Polonia è all’opposizione dal 2005.

Alle prese con le liste per le europee è anche il partito socialdemocratico SLD, che, secondo indiscrezioni, intende compensare la perdita di personalità di spessore in favore di Europa Plus con candidature di peso, tra cui quella probabile del Segretario Nazionale, Leszek Miller.

In anticipo rispetto ad Europa Plus, SLD, durante il suo Congresso Nazionale ha sostenuto la candidatura alla Commissione Europea del Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, ed ha promesso impegno in Europa ed in Polonia per l’abbattimento del costo dei medicinali per i ceti meno abbienti, una riforma previdenziale nel segno dell’equità, e la moltiplicazione dei Voivodati per dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini.

Per SLD, Nel Collegio della Masovia potrebbe essere candidato il giovane ex-Segretario Grzegorz Napieralski -anche ex-Candidato alla presidenza nel 2010- mentre negli altre Regioni potrebbero essere collocati militanti di lunga tradizione SLD, come Joanna Senyszyn, Boguslaw Liberadzki e l’ex-Ministro dell’Agricoltura, nonché esponente della Commissione Europea e già Capogruppo in Parlamento, Wojciech Olejniczak.

Cristiano Democratici e Conservatori in testa nelle consultazioni elettorali

Data per favorita nonostante la perdita di consensi è la cristiano democratica Piattaforma Civica -PO- che per il collegio della Masovia sta optando per l’ex-Ministro della Digitalizzazione, Michal Boni, e per l’Europarlamentare uscente Dariusz Rosati, mentre per vincere la concorrenza del partito conservatore Diritto e Giustizia -PiS sarebbero da nominare le candidature dell’ex-Presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek, e dell’ex-Ministro dello Sport, Johanna Mucha: convinti dal Premier polacco, Donald Tusk, in persona.

Proprio PiS per il collegio della Masovia starebbe pensando al tecnico Piotr Glinski -capace di attirare gli elettori di centro in una delle roccaforti della PO- e ad altri esponenti fedeli alla linea del Capo di Diritto e Giustizia, Jaroslaw Kaczynski, come l’ex-Ministro degli Esteri Anna Fotyga, l’Europarlamentare Ryszard Legutko e il Segretario Generale del sindacato Solidarnosc Andrzej Duda, che potrebbe correre in Malopolska per contrastare Zbigniew Ziobro: conservatore fuoriuscito per creare il suo Partito Polonia Solidale -SP.

Altre candidature importanti sono quelle dell’europarlamentare uscente Pawel Kowal per il nuovo creato Partito conservatore Polonia Razem -PR, nato dalla scissione di Jaroslaw Gowin dalla Piattaforma Civica- dell’altro ex-PiS Marek Migalski, e quella di Jaroslaw Kalinowski per il partito contadino PSL.

Secondo i sondaggi di Novembre, PiS -che nel Parlamento Europeo appartiene al gruppo dei Conservatori e Riformatori Europei, sarebbe supportato dal 25%, la PO -che governa con PSL e che, così come il Partito contadino, appartiene al Partito Popolare Europeo- sarebbe votata dal 24%, SLD -che appartiene al gruppo S&D, come Europa Plus- dal 10%. A seguire, PSL otterrebbe il 7%, mentre Europa Plus il 3%.

Matteo Cazzulani

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POLONIA COME ITALIA: IL GOVERNO APPESO AL CONGRESSO DEL PRINCIPALE PARTITO DI COALIZIONE

Posted in Polonia by matteocazzulani on August 23, 2013

Il Premier polacco, Donald Tusk, riconfermato alla guida del principale Partito della Polonia, la cristiano-democratica Piattaforma Civica, grazie all’appoggio dell’ala centrista e liberale. Tiene un Governo che guarda all’Europa per portare il Paese fuori dalla crisi

Il Congresso della principale forza di Governo fa tremare l’Esecutivo. Lo scenario sembra essere quello italiano -in cui il Partito Democratico è chiamato ad Elezioni Primarie per designare il Nuovo Segretario che, senza dubbio, avranno ripercussioni sulla tenuta del Governo Letta.

In realtà, la vicenda è accaduta in Polonia, dove il Premier polacco, Donald Tusk, ha ottenuto, con l’80% dei consensi, la rielezione alla guida della Piattaforma Civica -PO- la principale forza di Governo di ispirazione cristiano-democratica.

In Italia, simile è la situazione legata alle Primarie del Partito Democratico, all’interno del quale sono evidenti alcuni malumori, sopratutto da parte della fazione più di sinistra del soggetto politico riformatore italiano, nei confronti del Governo, che è guidato dal PD Enrico Letta, ma che è retto anche grazie ai voti dei conservatori del PDL.

Nonostante l’apparente similitudine con i democratici italiani, le differenze tra la questione PD e quella PO sono molte, ad iniziare dalla modalità di voto. In Polonia non si è usato carta e penna in seggi installati in gazebo come in Italia, ma gli iscritti alla Piattaforma Civica hanno scelto il loro leader on-line, oppure tramite voto per corrispondenza, nell’arco di un mese.

Altre differenze tra la Primaria PD e quella PO sono legate a partecipazione ed affluenza. Il Leader della Piattaforma Civica è stato designato con consultazioni aperte ai soli iscritti, a cui ha partecipato il 52% circa degli aventi diritto di voto. Per Statuto, il Partito Democratico apre invece le sue Primarie agli elettori, e, così, riesce a mobilitare una più ampia partecipazione.

Infine, differente è la situazione del Governo a cui, nei rispettivi Paesi, PO e PD appartengono come principale forza di coalizione. La Piattaforma Civica governa dal 2007 con il Partito contadino PSL, con cui condivide la comune appartenenza al Partito Popolare Europeo.

Dopo il risultato avulso delle elezioni politiche del Febbraio 2013, Il Partito Democratico è invece costretto a governare con i conservatori del PDL in un Governo delle ‘Larghe Intese’ che si è posto l’obiettivo di risolvere la crisi economica mediante un numero limitato di misure ampiamente condivise dopo lunghe mediazioni.

Sul piano politico, le Primarie PO e quelle PD hanno invece una situazione molto simile, in quanto dall’esito della consultazione della Piattaforma Civica ha dipeso -e dipende ancora- la tenuta del Governo Tusk, in carica dal 2007, riconfermato alle Elezioni Parlamentari dell’Ottobre 2011.

Da un lato, l’area centrista e liberale della PO ha sostenuto compatta il Premier Tusk, dimostrando di volere continuare con una tradizione di sei anni di buongoverno -in coalizione con il PSL- che ha portato la Polonia tra i primi Paesi dell’Unione Europea in quanto a PIL, efficienza e salute dell’economia.

L’ala conservatrice ha invece sostenuto Jaroslaw Gowin: ex-Ministro della Giustizia che, a più riprese, ha criticato Tusk per le sue aprerture su fecondazione assistita, aborto e Civil Union.

Gowin, favorito dalla rinuncia alla corsa per la guida PO del Vicesegretario, Grzegorz Schetyna, ha ottenuto il 21% circa dei voti degli iscritti alla Piattaforma Civica, ed ha così portato a casa un considerevole bottino.

La spaccatura tra Tusk e Gowin, tanto ideologica quanto personale, ha raggiunto la sua climax con il voto contrario espresso dall’ex-Ministro della Giustizia alla proposta del Premier di sforare il limite di indebitamento del Bilancio statale.

Similmente a quanto sostiene negli Stati Uniti d’America il Presidente democratico, Barack Obama, la proposta di Tusk è stata concepita per permettere alla Polonia di evitare la bancarotta e, nel contempo, di aumentare la spesa pubblica per dare ossigeno ad occupazione ed economia in un periodo di forte crisi economica.

Possibile scissione a destra

L’opposizione di Gowin al provvedimento, che ha portato l’ex-Ministro della Giustizia a votare contro la proposta del Premier, ha mosso l’area liberal della PO a richiedere l’espulsione del capo della fazione conservatrice per mancato rispetto della disciplina di Partito.

A commento del risultato della consultazione interna al suo Partito, il Premier Tusk ha criticato la richiesta di espulsione.

Il Premier ha inoltre invitato Gowin a capitalizzare il suo ottimo risultato per collaborare, all’interno della Piattaforma Civica, per mantenere la PO al vertice della politica della Polonia, in un’ottica di Governo di coalizione che guarda all’Europa per risolvere le sfide della modernità.

Per ora, Gowin non pensa alla scissione, anche se, secondo indiscrezioni, l’ex-Ministro della Giustizia starebbe valutando l’ipotesi di un proprio Partito.

Sul mercato, in alternativa alla corsa solitaria, per Gowin sono disponibili il Parlamentare Europeo del Gruppo dei Conservatori e Riformatori Europei, Pawel Kowal, e al leader di Polonia Solidale -SP- Zbigniew Ziobro: due transfughi di lusso dal principale partito di opposizione, il conservatore Diritto e Giustizia -PiS- che ad oggi sono senza un Partito in grado di garantire loro la rielezione sicura a Strasburgo come a Varsavia.

La sinistra perde una buona occasione

L’esito della Primaria PO ha conseguenze anche per l’ala sinistra della politica polacca, in cui una parte del Partito Socialdemocratico SLD sta valutando l’ipotesi di confluire, assieme ai radicali del Movimento di Palikot -un fuoriuscito della Piattaforma Civica- in un unico grande Partito, Europa Plus, guidato dall’ex-Presidente, Aleksander Kwasniewski.

Nonostante il forte appoggio tra l’opinione pubblica e ambiti dell’alta economia polacca goduto dall’ex-Capo di Stato socialdemocratico, Europa Plus soffre del calo sistematico dei consensi di SLD e Movimento di Palikot. Per questo, in molti a sinistra hanno sostenuto una vittoria della fazione conservatrice della Piattaforma Civica, per attirare nel nuovo Partito di sinistra alcuni liberal PO.

In attesa di nuovi sviluppi, il Governo della Piattaforma Civica continua nel suo operato per battere la crisi, seguendo una linea di moderata austerità, alternata a misure volte ad incrementare alcuni settori dello Stato sociale.

Importante obiettivo è anche l’adozione dell’Euro, che il Premier Tusk, assieme con il Presidente, il PO Komorowski, ha dichiarato di volere raggiungere entro il 2015.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO: L’UNIONE EUROPEA E DIVISA

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on May 23, 2012

Nel corso del dibattito al Parlamento Europeo, le forze politiche hanno espresso pareri differenti, seppur accomunati dalla forte contestazione nei confronti della condotta del regime del Presidente ucraino, Viktor Janukovych. L’allarme della figlia della Leader dell’Opposizione Democratica, Jevhenija: “La pressione sale, ma a Kyiv nulla cambia” 

La Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo. COPYRIGHT MATTEO CAZZULANI

Toni abbassati e punti di vista differenti hanno caratterizzato il dibattito del Parlamento Europeo sul caso di Julija Tymoshenko. Nella giornata di martedì, 22 Maggio, presso l’Emiciclo di Strasburgo si è svolto un dibattito sulla detenzione della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, e sul regresso democratico in Ucraina.

Nella relazione di apertura, il Commissario UE all’Integrazione e all’Allargamento, Stefan Fule, ha invitato a non dipingere la situazione in Ucraina a tinte fosche, e ha ritenuto il boicottaggio dei campionati europei di calcio una forma di protesta sterile.

Nel contempo, ha affermato che l’UE si fonda su principi quali il rispetto della democrazia e dei diritti umani, e per questo ha individuato nella repressione giudiziaria nei confronti di esponenti dell’Opposizione Democratica e nella falsificazione delle elezioni – avvenute dalla salita al potere del Presidente, Viktor Janukovych – le cause del congelamento del processo di integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea.

In linea con il pensiero del Commissario si è detto il tedesco Elmar Brok, del Partito Popolare Europeo, che ha invitato l’Ucraina a rispettare le promesse fatte all’Unione Europea in merito al rispetto dei principi della democrazia per riprendere il cammino di Kyiv verso l’Europa: sospeso dopo l’arresto della Tymoshenko e di un’altra decina di politici di spicco del campo arancione.

“Signor Presidente, ci sono alcuni momenti della storia in cui occorre prendere delle decisioni – si è appellato a Janukovych il popolare polacco Krzysztof Lisiek – Lei deve scegliere se seguire l’esempio di Lech Walesa in Polonia e portare l’Ucraina nelle strutture Occidentali, oppure lasciare un Paese dell’Europa Orientale isolato dall’UE, come attuato in Bielorussia da Aljaksandr Lukashenka”.

Meno dura è stata la posizione del ceco Libor Roucek, dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici Europei, che ha invitato ad attendere il risultato delle prossime Elezioni Parlamentari prima di arrestare in maniera definitiva il processo di integrazione dell’Ucraina in Europa.

Il socialdemocratico bulgaro, Kristian Vigenin, ha affermato che in caso di mancato miglioramento della situazione in Ucraina, la firma dell’Accordo di Associazione potrà essere congelato per sempre.

Un appello a non boicottare il campionato europeo di calcio è stato lanciato dal polacco Zbigniew Ziobro, del gruppo Europa per la Libertà e la Democrazia, che ha sottolineato come tale decisione danneggerebbe anche la Polonia, che, assieme all’Ucraina, organizza la manifestazione sportiva.

In merito alla manifestazione calcistica, il tedesco Werner Schulz, del gruppo dei Verdi, ha denunciato la diffusa corruzione presso l’establishment presidenziale, e ha invitato l’Unione Europea a visionare i contratti stretti dalle Autorità di Kyiv per la realizzazione delle infrastrutture costruite in occasione di Euro 2012.

Opposta alle posizioni del resto delle forze partitiche del Parlamento Europeo è stata la posizione della Sinistra Europea, che ha contestato il ruolo attivo profuso dall’UE nel sostenere l’Opposizione Democratica ucraina. Il ceco Jaromir Kolicek ha criticato il Governo di Praga per avere concesso l’Asilo Politico all’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e al marito della Tymoshenko, Oleksandr.

Nelle prossime sedute una risoluzione

“La pressione è sempre più forte, ma in Ucraina non avviene alcun cambiamento – ha dichiarato la figlia della Leader dell’Opposizione Democratica, Jevhenija Tymoshenko, presente alla discussione – sul conto di mia madre sono stati aperti nuovi procedimenti giudiziari, mentre l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, è stato condannato anche in Appello, malgrado la sua palese innocenza”.

La discussione ha avuto luogo durante la sessione della mattinata. Nelle prossime sedute è prevista la votazione di una risoluzione con cui l’Emiciclo di Strasburgo si esprimerà per l’ennesima volta sulla situazione in Ucraina.

Matteo Cazzulani

IN POLONIA SVOLTE STORICHE NEL SEGNO DELLA CONTINUITA

Posted in Polonia by matteocazzulani on November 10, 2011

Il Primo Ministro, Donald Tusk, riconfermato alla guida del Governo, per la prima volta retto dalla medesima persona della legislatura precedente. Elezione storica di Ewa Kopacz: primo Maresciallo del Sejm donna. I conservatori perdono i pezzi, e a sinistra si fanno prove di unità

Il Premier polacco, Donald Tusk

Conferme, novità, e decisioni importanti hanno segnato una delle pagine candidate di diritto al risalto nei manuali storia della Polonia. Nella giornata di martedì, 8 Novembre, il Primo Ministro, Donald Tusk, ha rassegnato le proprie dimissioni, e, nel giro di poco tempo, riottenuto l’incarico, e ricreato la coalizione di governo tra la Piattaforma Civica – PO, di cui è Leader – ed il partito contadino PSL: una formalità dettata dalla Costituzione a cui il Presidente, Bronislaw Komorowski, ha avuto l’onore di cimentarsi per primo nella storia del Paese.

Difatti, quella di Tusk è la prima riconferma elettorale di un Premier dal Dopoguerra, peraltro con un solido consenso: fino ad oggi, le urne hanno duramente punito ogni governo in carica, facendo di Varsavia una democrazia governata a legislature alterne. Sui nomi dell’esecutivo ancora nessun comunicato ufficiale, ma, con tutta probabilità, il governo liberale-contadino sarà composto grossomodo dalle stesse persone che, negli ultimi cinque anni, hanno retto il Paese con liberalizzazioni in stile europeo, stabilizzazione dell’economia, e crescita del PIL in un periodo di crisi continentale, da cui Tusk ha promesso di tenere fuori la Polonia anche per il secondo suo mandato.

Di sicuro, Varsavia avrà un nuovo Ministro della Sanità, dal momento in cui l’ex-titolare, Ewa Kopacz, è stata eletta Maresciallo del Sejm – carica equivalente al Presidente della Camera. Una svolta storica, poiché, per la prima volta, la Seconda Carica dello Stato è ricoperta da una donna, premiata per il suo buon lavoro negli ultimi anni dai 300 voti a favore della sua candidatura espressi non solo dai deputati PO e PSL, ma anche da socialdemocratici – SLD – e Movimento di Palikot.

Proprio quest’ultima formazione politica – fondata dal businessman di Lublino, Janusz Palikot, fuoriuscito dalla Piattaforma Civica lo scorso anno, e capace in pochi mesi di ottenere il 10% dei consensi dei polacchi con un programma radicale sulle tematiche religiose ed eticamente sensibili – è stata autrice di un inedito al Sejm, con la registrazione, già dalla prima seduta, di una mozione per eliminare il Crocifisso dai luoghi pubblici, a partire dalla stessa aula parlamentare: una proposta shock in un Paese in cui il cattolicesimo ha rivestito – e riveste – un importante ruolo. Su tutte le furie i conservatori di Diritto e Giustizia – PiS – già amareggiati dalla sconfitta del proprio candidato a Maresciallo, Marek Kuchcinski, e dalla defezione dei 19 Deputati fuoriusciti il giorno precedente, che hanno composto il gruppo autonomo Polska Solidarna.

Provocata dall’espulsione dal Partito di tre europarlamentari, tra cui il Leader della corrente di opposizione interna, Zbigniew Ziobro, quella dei Solidarni non è la prima scissione che indebolisce la forza politica dell’ex-Primo Ministro, Jaroslaw Kaczynski: prima del voto un folto gruppo di Parlamentari nazionali ed europei, tra cui l’europarlamentare, Pawel Kowal, ha abbandonato il PiS per incomprensione politica con il suo Capo, e formato il movimento Polska Jest Najwazniejsza, presentatosi da solo alle urne.

Dove la tradizione regna sovrana è, invece, il Senato: Bogdan Borusewicz della Piattaforma Civica ha battuto nettamente il rivale di Diritto e Giustizia, Stanislaw Karczewski, ed è stato riconfermato per la terza volta consecutiva Maresciallo della Camera Alta dopo una votazione tuttavia animata dalle polemiche legate al discorso di apertura del Senatore più anziano: l’ex-regista Kazimierz Kutz ha duramente contestato il metodo di selezione delle candidature, ancora fortemente legato all’appartenenza partitica ed ecclesiale.

Verso un sistema tripartito

Dunque, a Varsavia sarà una continuità governativa a reggere un Paese chiamato non solo ad un ruolo sempre maggiore a livello internazionale – la Polonia è Presidente di turno dell’Unione Europea, la maggiore economia UE, dopo la Gran Bretagna, fuori dalla zona Euro, e l’anima di un Partenariato Orientale con cui Bruxelles sta cercando di sottrarre popoli appartenenti storicamente e culturalmente al Vecchio Continente dall’influenza di una Russia sempre più imperiale – ma anche da mutamenti socio-politici interni che, nel corso di pochi anni, potrebbero addirittura ridisegnare l’assetto parlamentare.

Difatti, è verosimile aspettarsi un’evoluzione della Polonia in un sistema tripolare, con la liberale Piattaforma Civica al centro, forze conservatrici – tra cui Diritto e Giustizia – alla destra, ed una nuova socialdemocrazia che potrebbe originarsi da una sempre più probabile fusione di SLD e Movimento di Palikot che, su un programma improntato sulle tematiche eticamente sensibili, ha già trovato espressione in diverse realtà locali, come il Consiglio Comunale di Cracovia.

Matteo Cazzulani

POLONIA: SCORTA PER I POLITICI DOPO L’ATTACCO ALLA SEDE DI PARTITO

Posted in Polonia by matteocazzulani on October 25, 2010

Ben altri erano gli obiettivi dell’assaltatore della sede di Diritto e Giustizia di Lodz. Sotto tutela numerosi protagonisti della politica polacca, di differente appartenenza partitica

Il leader del partito Diritto e Giustizia, Jaroslaw Kaczynski

Odiava Diritto e Giustizia, e voleva colpire il suo leader, Jaroslaw Kaczynski. Dopo di lui, il suo vice, Zbigniew Ziobro, l’europarlamentare Jacek Kurski ed esponenti di altri partiti: l’ex premier socialdemocratico, Leszek Miller, ed il vice speaker del Parlamento, Stefan Neselowski, della Piattaforma Civica.

Questo quanto risultato dall’interrogatorio del folle, che nella giornata di martedì, 20 ottobre, ha fatto irruzione nella sede del partito conservatore di Lodz, uccidendo un militante e ferendone gravemente un altro. A quanto pare, Ryszard C. – la legge polacca vieta la pubblicazione dei cognomi – aveva ben altri obiettivi.

Ai personaggi della politica da lui citati è stata affidata la scorta, e nei prossimi mesi opereranno sotto la tutela dei servizi segreti polacchi. Anche la sede di Diritto e Giustizia della città della Polonia centrale è stata posta sotto quotidiana sorveglianza.

Turbato, ma non troppo, Leszek Miller, che ha precisato di non temere particolarmente per la propria incolumità.

“Se ho ottenuto la scorta – ha dichiarato – significa che ce n’è il motivo. Ma ritengo che il clima di terrore sia solo opera di uno psicopatico”.

L’attentato alla sede del PiS

L'ex primo ministro socialdemocratico, Leszek Miller

Dotato di pistola a gas e coltello, il 62enne Ryszard C. ha provocato la morte di un suo coetaneo, il segretario dell’europarlamentare di Diritto e Giustizia, Marek Rosak, e ferito gravemente l’aiutante di un deputato del Sejm del partito conservatore, Pawel Kowalski.

L’accaduto ha causato sconforto ed inquietudine in un mondo politico di per sé già delicato. Nonostante il Capo di Stato, Bronislaw Komorowski – della Piattaforma Civica, il partito di governo a cui appartiene anche il Premier, Donald Tusk – intenda migliorarlo con l’arma della concordia, e del dialogo.

Matteo Cazzulani